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SirJadore

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Blog / Etichette / Letteratura

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Messaggi sul blog con etichetta 'Letteratura':


  • Il peso di Hitchcock

    « A un certo punto, tutto sembra finito, l'omino gli volta le spalle e torna alla cinquecento, facendo un gesto indietro con la mano per mandarlo affanculo e probabilmente glielo dice anche, ma dice anche un'altra parola, dice "ciccione".
    Anni dopo Tom leggerà un aneddoto su Hitchcock, sulla sua misteriosa e definitiva lite con Tippi Hedren mentre giravano "Marnie", una scenata dopo la quale i due non si erano mai più rivolti la parola, e sul set comunicavano per interposta persona. Nessuno aveva capito bene cos'era successo, a parte il fatto che Tippi Hedren lo aveva offeso a morte. Finché Hitchcock, e immagino gli sia costato molto, confessò a un giornalista: "Aveva fatto ciò che nessuno si era mai permesso di fare: aveva parlato del mio peso." » - da "Non è successo niente" di Tiziano Sclavi, Oscar Mondadori 1998, p. 116.

  • Coloro che sognano di giorno

    (Originale e traduzione italiana)

    « All men dream: but not equally. Those who dream by night in the dusty recesses of their minds wake in the day to find that it was vanity: but the dreamers of the day are dangerous men, for they may act their dreams with open eyes, to make it possible. This I did. »
    (Trad.: Tutti gli uomini sognano: ma non tutti allo stesso modo. Coloro che sognano di notte, nei polverosi recessi della loro mente, si destano al mattino e scoprono che era solo vanità; ma i sognatori del giorno sono uomini pericolosi, perché possono recitare i loro sogni con gli occhi aperti, per farli diventare possibili. Questo io ho fatto.)
    - T.E.Lawrence, "I sette pilastri della saggezza" ("The seven pillars of wisdom&quot:), Newton Compton 1995, p. 18

  • I nostri milioni di soli

    « "Che sarà adesso di tutte queste conoscenze?" domandò Mohammed. "Aduneremo molti dotti, e qualche uomo abile, per costruire telescopi più potenti dei nostri quanto i nostri lo sono di quelli di Galileo. Poi centinaia di astronomi scopriranno altre migliaia di stelle, ne faranno un elenco e a ciascuna daranno un nome. Il giorno in cui le vedremo tutte, in cielo la notte scomparirà."
    "Perché gli occidentali vogliono sempre tutto?" mi chiese, provocatoriamente, Auda. "Noi Arabi siamo in grado di distinguere Dio dietro le nostre scarse stelle, ma egli non si mostra dietro i vostri milioni di soli." » - da T.E.Lawrence, "I sette pilastri della saggezza", 1995 Newton Compton, p. 235

  • (Di)Versi 17/08 - La Vie en Rose

    ~ Vie en rose (Dall'epistolario) ~

    Il plaid è ottimo, di buona fattura.
    Il tempo è magnifico. La vista del
    golfo incantevole. Splendido il bosco
    di abeti. L'aria è sana e pura.
    Mi tormenta solo una diarrea.

    - Manlio Sgalambro, "Nietzsche. Frammenti di una biografia per versi e voce", Bompiani 1998

  • La melodia della pura felicità

    « Querquobad, il Vegliardo d’Argento, era sprofondato nel sonno sulla sua poltrona, perché ormai era notte fonda. Così si perse l’evento più bello e straordinario che avrebbe potuto registrare nei centosette anni della sua esistenza. Non diversamente andarono le cose per molti dei presenti ad Amarganta, sia gente del luogo sia visitatori, i quali, stanchi morti per il molto festeggiare, si erano ritirati ed erano andati a dormire. Solo pochi erano ancora svegli e furono loro ad avere il privilegio di udire qualcosa che superava in bellezza tutto ciò che avessero mai potuto udire prima o avrebbero potuto udire in futuro.
    Fùcur, il Drago della Fortuna, cantava.
    Alto nel cielo notturno, egli volava sopra la città d’argento e sul Lago delle Lacrime, descrivendo ampi cerchi e facendo risuonare la sua voce bronzea. Era un canto senza parole, la grande e semplice melodia della pura felicità. E chi la udiva si sentiva aprire il cuore alla gioia.
    Così era anche per Bastian e Atreiu, che sedevano vicini sul balcone del palazzo di Querquobad. Entrambi udivano per la prima volta cantare un Drago della Fortuna. Senza avvedersene, si erano presi per mano e stavano in ascolto, in una sorta di estasi silenziosa. Ciascuno di loro sapeva che l’altro provava i suoi stessi sentimenti, la felicità di aver trovato un amico. E si guardavano bene dal turbarla con parole. » – Michael Ende, “La storia infinita”

  • Tra noi e il cuore del mondo

    « "É singolare come, con gli anni, si possa fare a meno dell'arte. Migliaia di composizioni e dipinti e poesie senza i quali, anni addietro, non riuscivo proprio a immaginarmi la vita, mi sono diventati adesso completamente indifferenti. Sono arrivato al punto in cui un solo libro e un solo brano musicale soddisfano il mio fabbisogno di arte."
    "Mi piacerebbe sapere quali," disse Albert, critico.
    "Il libro preferirei non dirlo," disse fermamente il vecchio. "Il brano musicale sì. (...) É l'Actus Tragicus di Bach, ma mentre lo dico mi viene in mente un'altra vetta: l'Ave verum corpus di Mozart. Non c'è musica che li superi."
    "Mi sembra ingiusto" ribatté Hans, pensoso. "In fin dei conti, avresti potuto benissimo citare l'aria di Cherubino 'Voi che sapete' o altri venti brani dello stesso livello."
    Neander si carezzò la barba bianca e il suo sguardo gentile si smarrì lontano (...)
    "Concesso" annuì lentamente. "É un sentimentalismo, da parte mia. Ci si aggrappa sempre a quello che ci è caro, pensando che si tratti di fedeltà, ma non è altro che pigrizia... Certo che si può andare avanti anche senza l'Actus tragicus e Mozart e tutto il resto. Si può addirittura andare avanti senza l'arte. Tra noi e il cuore del mondo c'è una pellicola delicata e sensibile, e questa pellicina è senz'altro meglio di una corazza... ma per arrivare al cuore del mondo, si deve lacerare anche questa tenerissima pellicola." »
    - da Hermann Hesse, "La casa dei sogni", 1906

  • Cvltvra: Effetti collaterali

    Lo scorso mese è uscito presso Castelvecchi, collana Le Navi, "Proust in Love", di Willam C. Carter, professore di Francese all'University of Alabama, da alcuni considerato il più importante biografo di Proust. Questo libro disegna una sorta di divertita biografia "erotica" del grande scrittore con estratti dalle sue lettere. In proposito ne dice Harold Bloom: « William C. Carter è il biografo definitivo di Proust. Il suo "Proust in Love" è un magnifico studio sullo splendore comico della visione erotica del grande romanziere, come pure delle sue frustrazioni ».
    Io non ho letto questo libro ma da una recensione ho appreso ad esempio che Proust si "divertiva" ad affamare dei topolini per farli infine scannare tra di loro. Nonostante l'indubbia curiosità psicanalitico-letteraria che un libro del genere può suscitare in tutti i bibliofili, confesso di essere un tantino sconcertato dal voyeurismo post-Big Brother che vi si nasconde. Un libro così, mi chiedo, avrebbe avuto ragione di esistere qualche tempo fa??..