http://netlog.com/Rum_e_PeruDanieleDanieleRum_e_Peruhttp://it.netlogstatic.com/p/tt/051/155/51155299.jpgItalyToscana Pagina profilo di Rum_e_Peru

Rum_e_Peru

maschio - 20 anni, Vaiano-Prato, Italy


RSS feed

Blog 20


  • Wasteland

    Solo, in questa terra desolata, a migliaia di miglia da te.
    Eppure non riesco a scordare l'odore della tua pelle. Quel tuo sorriso malizioso.
    Forse potresti pensare che migliaia di miglia siano abbastanza.
    Ho idea che, invece, continuerò a camminare.

  • Nuvole senza messico

    http://www.youtube.com/watch?v=JbQoC_H2oC0

    Mi siedo qui, sono stanco…
    La vita, l’universo, tutto quanto…
    Sulla sponda del fiume prego il vostro dio
    che il prossimo cadavere che passa non sia il mio.
    ammiro improbabili prove di volo
    paracadute difettosi, fiori rossi al suolo,
    è la vita che va, è la vita che va, è la morte che viene
    ma è un tenore di morte, un lusso che non mi appartiene.
    In fondo alla notte, la fine del viaggio, una vita al di là
    del male e del peggio e canto
    Nanana nanana nanana nanana nana, nanana nana, per farmi coraggio
    E ripasso le due o tre cose che mi fanno stare meglio:
    morirti fra le labbra, un sorriso al risveglio…
    è la vita che va, è la vita che va, è una piccola morte che
    viene,
    esercizi di stile che scorrono nelle vene…

    E chissà quando guarirà questo cuore anoressico
    Condannato per l’eternità a girare in tondo, in tondo, in
    tondo, in tondo
    Che risposte ci suggerirà questo vento dislessico
    Che porta con se solo nuvole, nuvole, nuvole senza messico…

    Nel lento e inesorabile precipitare degli eventi
    Quale magia fa ‘sì che si canti:
    Volare oohoh volare oohoh
    E che poi ci si perda nel blu dipinto di merda
    Ammiro gli inutili segni di croce
    di chi aspetta la guerra per morire in pace
    è la vita che va, è la vita che va, è la morte che viene
    è la consolazione del morire insieme
    e riciclo parole, riciclo pensieri, riciclo la mia faccia
    riciclo un’immagine di te fra le mie braccia e canto
    Nanana nanana nanana nanana nana, nanana nana, sotto la doccia

    E ripenso alle due o
    tre cose che mi fanno davvero:
    annegarti negli occhi, rubarti il respiro
    è la vita che va, è la vita che va, un’altra piccola morte che viene,
    esercizi di stile che
    dentro le vene

    E chissà quando guarirà questo cuore anoressico
    Condannato per l’eternità a girare in tondo, in tondo, in
    tondo, in tondo...
    Che risposte ci suggerirà questo vento dislessico
    Che porta con se solo nuvole, nuvole, nuvole senza messico…

    E che voglia di piangere ho….

  • What a nerd

    Quando furono diramati gli inviti per il Gran Ballo degli Scienziati,
    Pierre e Marie Curie irradiarono entusiasmo;
    Einstein penso' che sarebbe stato relativamente facile parteciparvi;
    Volta si senti' elettrizzato;
    Ampere non ne fu messo al corrente;
    Ohm al principio oppose resistenza;
    Boyle disse che era troppo sotto pressione;
    Edison penso' che sarebbe stata un'esperienza illuminante;
    Stephenson si mise a sbuffare;
    i fratelli Wright si sentirono volare;
    il dottor Jekyll declinò, dicendo che ultimamente non era se stesso;
    Morse avrebbe preso la linea 2 e sarebbe arrivato alle 8 in punto;
    Franklin disse che sarebbe arrivato in un lampo;
    Meucci avrebbe telefonato per conferma;
    Von Braun sarebbe arrivato come un missile;
    Fermi disse che era una notizia atomica;
    la moglie di Coulomb si sentì carica;
    Hertz si senti' sulla cresta dell'onda;
    Joule dovette rinunciare per problemi di lavoro;
    Nobel esplose di gioia per la notizia;
    Kelvin disse che era in grado di partecipare;
    Fourier aveva gia' una serie di impegni;
    Cantor rifiuto': preferiva gli insiemi piu compatti;
    Abel invece accetto' di buon grado: si trovava bene in gruppo...
    ...e Avogadro non fu avvisato: nessuno si ricordava il suo numero.

  • De reditu

    Buffo no?

  • Eraser

    need you
    dream you
    find you
    taste you
    fuck you
    use you
    scar you
    break you
    lose me
    hate me
    smash me
    erase me

    Nine Inch Nails

  • Dio è taoista?

    Dio: Invece di chiedermi di toglierti il libero arbitrio, non avresti forse dovuto chiedere prima di tutto se ce l'hai, il libero arbitrio?
    Mortale: Ma io lo davo semplicemente per scontato.
    Dio: E perché?
    Mortale: Non lo so. Ce l'ho, il libero arbitrio?
    Dio: Si.
    Mortale: Allora perché mi hai detto che non avrei dovuto darlo per scontato?
    Dio: Perché non avresti dovuto. Solo perché una cosa è vera, non ne segue che la si debba dare per scontata.
    Mortale: Comunque mi tranquillizza sapere che la mia intuizione naturale sul fatto che posseggo il libero arbitrio è giusta. Mi è successo a volte di temere che abbiano ragione i deterministi.
    Dio: I deterministi hanno ragione.
    Mortale: Un momento: il libero arbitrio ce l'ho o non ce l'ho?
    Dio: Ti ho già detto di sì. Ma questo non significa che il determinismo sia sbagliato.
    Mortale: Insomma, le mie azioni sono determinate dalle leggi della natura o no?
    Dio: La parola determinate qui è una sottile ma possente causa di fraintendimenti, e ha contribuito parecchio a confondere le acque nelle controversie sul libero arbitrio e il determinismo. Le tue azioni sono certamente in accordo con le leggi della natura, ma dire che esse sono determinate dalle leggi della natura crea un'immagine psicologia totalmente fuorviante; fa pensare cioè che la tua volontà possa essere in qualche modo in conflitto con le leggi della natura e che questa sia in qualche modo più potente di te e possa “determinare” le tue azioni, che tu lo voglia o no. Ma è semplicemente impossibile che la tua volontà entri mai in conflitto con la legge naturale. In realtà tu e la legge naturale siete la stessa identica cosa.
    Mortale: Come sarebbe a dire che io non posso entrare in conflitto con la natura? Supponiamo che io mi intestardissi e determinassi di non obbedire alle leggi della natura. Che cosa potrebbe fermarmi? Se mi intestardissi abbastanza, nemmeno tu potresti fermarmi!
    Dio: Hai perfettamente ragione! Io certo non potrei fermarti. Nulla potrebbe fermarti. Ma non ci sarebbe alcun bisogno di fermarti, poiché non potresti neppure cominciare! Goethe ha espresso molto bene tutto ciò: “Nel tentare di opporci alla Natura noi, nell'atto stesso di farlo, operiamo secondo le leggi della natura!”. Non capisci che le cosiddette “leggi della natura” non sono altro che una descrizione di come appunto tu e gli altri esseri agite? Sono semplicemente una descrizione di come tu agisci, non una prescrizione di come dovresti agire, non un potere o una forza che costringe o determina le tue azioni. Per essere valida, una legge della natura deve tener conto di come tu di fatto agisci, o, se preferisci, di come tu scegli di agire.
    Mortale: In realtà, dunque, tu sostieni che io sono incapace di determinare di agire contro la legge naturale?
    Dio: È interessante che tu abbia usato per due volte l'espressione “determinare di agire” invece che “scegliere di agire”. Questa identificazione è molto frequente. Spesso si usa l'asserzione “Sono nella determinazione di far questo” come sinonimo di “Ho scelto di far questo”. Ma proprio questa identificazione psicologica dovrebbe rivelare che il determinismo e la scelta sono molto più vicini tra loro di quanto potrebbe sembrare. Naturalmente tu potresti benissimo dire che la dottrina del libero arbitrio dice che sei tu a compiere questo atto di determinazione, mentre la dottrina del determinismo afferma, a quanto pare, che le tue azioni sono determinate da qualcosa che con tutta evidenza sta fuori di te. Ma la confusione è in gran parte causata dalla dicotomia che tu compi dividendo la realtà in “te” e “non te”. Suvvia, dov'è che in realtà finisci tu e comincia il resto dell'universo? Oppure, dov'è che finisce il resto dell'universo e cominci tu? Una volta che tu riesca a vedere il cosiddetto “te” e la cosiddetta “natura” come una totalità continua, non sarai più tormentato dal dubbio se sei tu a controllare la natura o la natura a controllare te. E così sparirà tutto questo pasticcio del conflitto tra libero arbitrio e determinismo. Se mi è lecito usare un'analogia un po' grossolana, immagina due corpi che si muovano l'uno verso l'altro a causa dell'attrazione gravitazionale. Se fosse senziente, ciascun corpo potrebbe domandarsi se è lui stesso oppure l'altro a esercitare la “forza”. In un certo senso la esercitano entrambi, in un certo senso non la esercita né l'uno né l'altro. Meglio di tutto è dire che ciò che conta è la configurazione dei due.
    Mortale: Poco fa hai detto che tutta la nostra discussione era basata su una fallacia mostruosa, ma ancora non mi hai detto quale sia questa fallacia.
    Dio: Ma come, è l'idea che io avrei potuto crearti senza libero arbitrio! Ti comportavi come se questa fosse una possibilità autentica e ti domandavi perché io non l'avessi scelta! Non ti è mai venuto in mente che un essere senziente senza libero arbitrio non è più concepibile di quanto lo sia un oggetto fisico che non eserciti attrazione gravitazionale. (E per inciso, l'analogia tra un oggetto fisico che esercita l'attrazione gravitazionale e un essere senziente che esercita il libero arbitrio è più stretta di quanto tu pensi!). In tutta onestà, riesci a immaginarti un essere cosciente privo di libero arbitrio? Come sarebbe mai fatto? Una cosa che secondo me ti ha portato tanto fuori strada nella tua vita è che ti hanno detto che io ho fatto all'uomo il dono del libero arbitrio. Come se prima avessi creato l'uomo e poi, come ripensandoci, lo avessi dotato di questa ulteriore proprietà del libero arbitrio. Forse tu penserai che io abbia una sorta di “pennello” con cui ritocco certe creature col libero arbitrio e altre no. No, il libero arbitrio non è un “extra”: esso è parte integrante dell'essenza stessa della coscienza. Un essere cosciente senza libero arbitrio è semplicemente un assurdo metafisico.

    (frammento tratto dal racconto "Dio è taoista?" di R.M. Smullyan)
    .

  • Non c'è trippa per il gatto di Schrödinger

    « Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in modo parimenti verosimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato. La prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione Ψ dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso »

    Dopo un certo periodo di tempo, quindi, il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l'atomo di essere decaduto. Visto che fino al momento dell'osservazione l'atomo esiste nei due stati sovrapposti, il gatto resta sia vivo sia morto fino a quando non si apre la scatola, ossia non si compie un'osservazione.

    In pratica, dal momento che una particella elementare possiede la capacità di collocarsi in diverse posizioni contemporaneamente, ed anche di esser dotata di quantità d'energia diverse al medesimo istante, per quanto "assurda" al nostro modo di pensare, queste strane proprietà della materia e dell'energia corrispondono alla realtà del mondo dei quanti. Le particelle subatomiche sono "delocalizzate" nello spazio e nel moto, per cui - fra un esperimento e l'altro - si comportano come se stessero in più luoghi contemporaneamente. Ma, paradosso nel paradosso, ogni qualvolta una particella delocalizzata venga osservata con un esperimento che - per propria natura - modifica indispensabilmente sia il livello energetico, la quantità di moto e pure la posizione della particella in esame, essa verrà certamente trovata nella posizione cercata e dotata di quel determinato livello energetico.

    Ritornando al caso del gatto, fino a quando l'atomo non si disintegra (e questo evento dipende unicamente dalla natura dell'atomo radioattivo scelto, quindi è un evento unicamente probabilistico), emettendo la particella che aziona il marchingegno letale, il gatto è sicuramente vivo. Viceversa, al decadimento dell'atomo, il gatto va certamente incontro alla morte. Pertanto, se non si apre il contenitore in cui alloggiano il gatto ed il marchingegno letale, non si potrà sapere che destino abbia avuto il gatto: di conseguenza, il gatto può - al contempo - esser considerato sia vivo sia morto. Solo aprendo il contenitore (quindi, compiendo l'esperimento) si reperirà un gatto vivo o morto. Il paradosso, solo apparente, sta proprio qui: finché non si compie l'osservazione, il gatto può esser descritto indifferentemente come vivo o come morto, in quanto è soltanto l'osservazione diretta che, alterando i parametri basali del sistema, attribuirà al gatto (al sistema medesimo) uno stato determinato e "coerente" con la nostra consueta realtà.

    È sempre stato così, solamente non ce ne siamo accorti fino al secolo scorso: nel mondo microscopico, ogni singola particella si comporta individualmente come delocalizzata. Viceversa, nel nostro universo macroscopico, un aggregato di singole particelle non si comporta - ovviamente - individualmente, come la singola particella. Il collettivo delle particelle singole, una volta aggregate in un insieme macroscopico, azzera le singole posizioni individuali, abolendo l'anomalia propria di ciascuna particella singola. Ovvero, un corpo macroscopico ha come risultante nulla le singole proprietà delle particelle componenti, il che conferisce al tutto le "consuete proprietà". L'interazione reciproca delle singole particelle in una realtà macroscopica che sgretola le singole anomalie prende il nome di "Desincronizzazione delle funzioni d'onda" o di "Decoerenza". E questa proprietà è positiva, altrimenti nessuno potrebbe vedere, afferrare, pensare, e così via. Viceversa, si può altrimenti affermare che una particella microscopica, di dimensioni compatibili con quelle di una lunghezza d'onda, può comportarsi come una particella materiale o come un'onda energetica al contempo. Ma è estremamente improbabile che un corpo macroscopico, in un qualche momento, si trovi ad avere dimensioni compatibili con quelle d'una lunghezza d'onda, comportandosi, pertanto, come un'onda vera e propria.

    (Fonte: Wikipedia)

  • In un baleno

    Un' espressione familiare sul tuo volto.
    Manganelli contro le nostre vetrine interiori.
    Vuoi venire al mare domenica?
    Costruiremo insieme castelli di ruggine.

  • Eco

    Ed ella è nascosta tra le fronde e la sua natura non le permette di proferire parole o preghiere ma ecco che quando egli si perde dai suoi compagni ella è pronta ad afferrare i suoni "C'è qualcuno?" ed Eco risponde "Qualcuno" ed egli si meraviglia ed urla "Vieni!" e lei chiama lui che la chiama ed egli si guarda attorno meravigliato che nessuno giunge "Perchè mi fuggi?" ed eguali parole riceve e spaesato dal riflettersi dei suoni "Qui, riuniamoci!" dice ed ella che a nessun suono risponderebbe più volentieri "Uniamoci!" e decisa esce dal bosco e fa per gettargli le braccia al collo ma lui fugge e nel fuggire esclama "Ferma! Preferirei morire piuttosto che darmi a te!" ed Eco non risponde altro che "Darmi a te!" e l' amore resta conflitto in lei e si nasconde il volto e si nasconde tra le fronde e quei pensieri la tengono desta ed ella non dorme mai e le albe ed i tramonti si alternano nel loro cosmico balletto ed ella pian piano svanisce e le sue ossa si fanno polvere e i suoi capelli vento ed ella sta celata sui monti e non si vede ma dappertutto si sente ed è il suono che vive in lei.

    Inde latet silvis nulloque in monte videtur ;
    omnibus auditur : sonus est, qui vivit in illa.

    (Ovidio- Le Metamorfosi)

  • Stella

    Tornerai mai a brillarmi stella

    per misericordia di un corpo in vita

    risalirai mai a dirmi di non aver paura

    soffierai mai qualche cosa di vero

    sciogliendomi dal peso

    di stare senza suono

    (di stare senza suolo)

    perché dire

    può essere solo come

    tornare nella terra.

    ("Stella"- Bachi da Pietra)

1 2

Etichette del blog

Nessuna etichetta usata