PazzaRyry
femmina - 17 anni, Seriate (BG), Italy
Blog 22
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W.S. 7
Oh, quanto più leggiadra sembra la bellezza,
per quel soave ornamento che virtù le dona!
La rosa appare bella, ma ancor più bella la giudichiamo
per il dolce profumo che in essa vive.
Le rose canine hanno un colore così intenso
come la profumata tinta delle rose,
pendono da uguali spine e giocano lascive
quando l'alito dell'estate schiude i loro ascosi boccioli:
ma, poichè loro unica virtù è il mostrarsi,
vivono non corteggiate e trascurate appassiscono,
e solitarie muoiono. Non è così per le fragranti rose:
dalla loro dolce morte vengono tratti soavi profumi.
E così è per te, giovane grazioso e leggiadro,
quando appassirà la tua virtù, la mia poesia la stillerà. -
W.S. 6
Lascia che ti confessi che dobbiamo restar due,
pure se i nostri indivisi amori sono uno:
così quelle macchie che su di me rimangono,
senza il tuo aiuto, sopporterò da solo.
Nei nostri due amori vi è un sol sentire,
anche se nelle nostre vite un rancore ci separa,
che, pur non alterando l'unico effetto dell'amore,
sottrae alla sua delizia dolci momenti.
Non potrò più riconoscerti pubblicamente,
nel timore che la mia colpa indegna ti rechi vergogna;
nè tu mi onorerai con aperta gentilezza,
se non disonorando il tuo nome.
Ma non farlo: io ti amo così tanto
che, essendo tu mio, mia è la tua buona reputazione. -
W.S. 5
Stremato dalla fatica, mi affretto al mio letto,
caro riposo per le membra stanche del cammino;
ma allora inizia nella mia testa un altro viaggio,
a stancar la mia mente quando il lavoro del corpo è ormai finito.
Allora i miei pensieri, da lontano dove dimoro,
volgono in pio pellegrinaggio a te,
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti,
scrutando quelle tenebre che il cielo vede.
Ma la vista immaginaria della mia anima
presenta la tua ombra al mio sguardo spento,
che, simile a un gioiello pende nella notte oscura,
rende bella la buia notte e nuova la sua vecchia faccia.
Ecco, così di giorno le mie membra e di notte la mia mente
per colpa tua e mia non trovano mai quiete. -
W.S. 4
Oh, per amor mio, rimprovera la fortuna,
la dea colpevole delle mie malefatte,
che non procurò alla mia vita nulla di meglio
che volgari mezzi che generano volgari modi.
A ciò si deve il marchio del mio nome,
e per questo la mia natura è assoggettata
a ciò per cui lavora, come la mano del tintore.
Abbi pietà di me, e fà che io sia rigenerato,
mentre, come un docile paziente, berrò
pozioni di aceto contro la mia grave infezione;
nessuna amarezza riterrò amara,
nè doppia pena per correggermi due volte.
Abbi pietà di me, allora, caro amico, e ti assicuro
che la tua pietà già basta a guarirmi. -
W.S. 3
Il tuo petto è impreziosito da tutti i cuori
che, mancandomi, ho creduto morti;
e lì regna amore, e dell'amore ogni parte,
e tutti quegli amici che pensavo sepolti.
Quante sante e dolenti lacrime
il caro e devoto amore ha rubato agli occhi miei
quale tributo ai morti che ora appaiono
solo come rimosse che nascoste in te giacciono!
Tu sei la tomba ove vive l'amore sepolto,
ornata dei trofei dei miei perduti affetti,
che a te diedero tutte le parti che di me avevano,
così che quanto era di molti, ora è solo tuo.
I tratti loro che io amai li vedo in te,
e tu, tutti loro, hai tutto me. -
W.S. 2
Non sia mai che al matrimonio di due animi fedeli
io ponga impedimenti; non è amore quello
che muta quando scorge un mutamento,
o tende a recedere se l'altro recede.
Oh no, l'amore è un faro sempre fisso
che guarda le tempeste e non vacilla mai;
è la stella polare di ogni barca errante,
il cui valore è ignoto, sebbene la sua altezza sia nota.
L'amore non soggiace al tempo, anche se rosee labbra e guance
cadono sotto la sua curva falce;
l'amore non muta in poche ore e settimane,
ma resiste fino al ciglio estremo del giudizio.
Se questo è errore, e mi sia provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato. -
W.S. 1
Più socchiudo gli occhi meglio essi vedono,
poichè tutto il giorno osservano cose indegne;
ma quando dormo, nei sogni essi vedono te,
e, oscuramente luminosi, sono luminosamente diretti nel buoi.
E tu, la cui ombra rende lucenti le ombre,
quale felice spettacolo formerebbe la forma della tua ombra
al chiaro giorno con la tua luce molto più chiara,
se a occhi ciechi la tua ombra splende così tanto!
Come sarebbero beati gli occhi miei, io dico,
guardandoti nel vivo giorno,
se nella morta notte la tua bella vaga ombra
nel sonno profondo appare a occhi spenti!
Tutti i giorni sono notti finchè non ti vedo,
e le notti sono giorni splendenti quando i sogni ti mostrano a me. -
Il ragazzo + dolce
Ragazza:Ti amo.
Ragazzo:Si lo so tutti lo fanno!
Ragazza: Davvero?
Ragazzo:Si… tutte le mie amiche me lo dicono.
Ragazza:Oh...ma io sono solo una tua amica?
Ragazzo: No...tu sei la mia ragazza… perchè?
Ragazza:Allora quando lo dico… intendo veramente.
Ragazzo:Si lo so che dici veramente...è solo che non mi devi dire che mi ami ancora perche’ so che mi ami dal giorno che stiamo insieme e ti amo ogni giorno di piu’.
Ragazza:......
Ragazzo:Allora vuoi andare da qualche parte stanotte per il tuo settimo anniversario?
Ragazza:Si.. dove?
Ragazzo:Non so…magari un film e poi cena?
Ragazza:Ok.
Ragazzo:Ti passo a prendere appena stacco e sono pronto ok?
Ragazza:Ok. A che ora stacchi?
Ragazzo:Tra 2 hours poi vado a casa e mi preparo che ci vorrano circa 15-20 minuti...
Ragazza:hey...pensavo non dovessi lavorare oggi...
Ragazzo:Uno dei miei colleghi ha chiamato in malattia.
Ragazza:Oh okay! Ci vediamo intorno alle 7.30 allora?
Ragazzo:Si! E piccola?
Ragazza:Si?
Ragazzo:Ti amo.
Ragazza:Ti amo anch’io!
Ragazzo:Ok il mio capo mi sta guardando quindi.... devo andare.
Ragazza:Ok ciao.
Ragazzo:Ciao.
2 ore dopo...
Il ragazzo guida fino a casa della sua ragazza cammina fino alla porta e suona il campanello.
Ragazza:Hey! (bacia il suo ragazzo)
Ragazzo:Com’e’...pronta?
Ragazza:Um...aspetta...fammi prendere la borsa e possiamo andare ok?
Ragazzo:Ok.
Entrambi hanno visto un film e cenato...dopo aver cenato si avviano alla macchina ma prima che lei salga in macchina...
Ragazzo:Aspetta! Posso bendarti?
Ragazza: Perchè??!
Ragazzo:E’ una sorpresa.
Ragazza:Che genere di sorpresa?
Ragazzo:Una grande.
Ragazza: Ok ma solo se mi prometti di tenermi la mano mentre andiamo.
Ragazzo: Prometto.
Ragazza:Ok bendami...
Cosi’ vanno in macchina per un pò...........e poi si fermano.
Ragazzo:Ok eccoci!
Ragazza: Dove?
Ragazzo:Aspetta ti porto nel posto!
Ragazza:Che posto?
Ragazzo: Da qualche parte! (e la bacia sulle labbra)
Ragazza: Piccolo!...
Il ragazzo la accompagna nel posto.
Ragazzo:Ok… fammi togliere la benda.
Ragazza: Dove siamo?
Le toglie la benda, lei apre gli occhi e vede il panorama della citta’ dallo stesso posto... era dove lui le aveva chiesto di diventare la sua ragazza....
Ragazza:O mio dio...(scendono le lacrime)
Ragazzo: Perchè piangi?
Ragazza:E’ dove me l’hai chiesto...
Ragazzo:Che farai il resto della tua vita?
(lo chiede in ginocchio e dopo... dietro di lui...in aria c’e’ scritto "Mi sposerai?" coi fuochi d’artificio)
Ragazza: (scendono più lacrime)
Ragazzo:Non ero a lavoro quando mi hai chiamato...Stavo programmando tutto!
Ragazza:Alzati!
Ragazzo:Si?
Ragazza: (lo bacia)
Ragazzo:E’ un si o un no?
Ragazza:Si. -
Le 110 frasi + belle di Twilight
1. Era giovane,era biondo...ed era più bello di qualsiasi divo del cinema
2. “Cioè vorresti dirmi che sono la tua qualità preferita di eroina?”
”Ecco, tu sei esattamente la mia qualità preferita di eroina.”
3. Non ero dell'umore giusto per una vera crisi di pianto.
Quella me la sarei conservata per l'ora di andare a dormire
4. "Così, il leone si innamorò dell'agnello..."
"Che agnello stupido."
"Che leone pazzo e masochista."
5. Abbiamo sentito strani rumori...se stavi per mangiare Bella per pranzo, sappi che ne vogliamo un po’ anche noi
6. "Ogni giorno deve finire, anche il più perfetto."
7. "Ma quanto potete stare senza respirare?"
"Per sempre, credo, è solo un'abitudine... è leggermente fastidioso, non si sentono gli odori"
"Leggermente fastidioso"
8. Non è la fine, è l’inizio: è la luce dell’alba
9. Se fossi capace di sognare, sognerei te. E non me ne vergogno
10. "Stavo pensando, mentre correvo..."
"A non colpire gli alberi, spero"
11. "Cos'hai sentito?"
"Hai detto che mi amavi"
"Lo sapevi già" dissi, chinando la testa
"Però è stato bello sentirlo"
Affondai la testa nella sua spalla
"Ti amo"
"Tu sei la mia vita adesso"
12. "Ho fatto qualcosa di male?"
"No...al contrario. Mi stai facendo impazzire"
"Davvero?"
"Ti aspetti che parta un applauso?"
13. "Niente ragni?"
"No."
"E niente radioattività?"
"No"
"Cavolo"
"Nemmeno la kryptonite mi crea problemi"
14. "Non mi piace"
"Non è che debba piacere a te"
"Ti guarda come se fossi....qualcosa da mangiare"
15. "Ero curioso...di te"
"Mi hai spiata?"
"Cos'altro c'è da fare, di notte?"
16. “Ti vedrò spesso? Starai qui spesso, davvero?”
“Per tutto il tempo che vuoi”
“Attento, perché ti vorrò sempre. Per sempre”
17. “Ora sei la cosa più importante per me. La cosa più importante di tutta la
mia vita”
18. "Non dovresti trattare così le persone, non è per niente corretto".
"Trattarle come?"
"Abbacinarle in quel modo per fare colpo, probabilmente è corsa in cucina per riprendere fiato!"
Sembrava confuso.
"E dai, non dirmi che non ti rendi conto dell'effetto che fai!"
Inclinò la testa di lato, il suo sguardo si fece curioso. "Faccio colpo su tutti?"
"Non te ne sei accorto? Pensi che chiunque sia capace di fare quel che desidera così facilmente?"
Ignorò la mia domanda. "Abbaglio anche te?"
"Spesso" confessai. “Pensi che sia ubriaca?”
“Sei intossicata dalla mia presenza”
“Non ti posso dare torto”
19. “Mi dispiace che ci sia stato un fraintendimento, ma Bella è occupata
stasera. Anzi, per la verità è occupata tutte le sere, per chiunque, escluso
il sottoscritto. Senza offesa. Spiacente che la serata non sia andata come
speravi”
20. “Te l’ho detto, sono stanco di sforzarmi di starti lontano. Perciò, ci rinuncio”
“Rinunci?”
“Sì, rinuncio a sforzarmi di fare il bravo. D’ora in poi farò solo ciò che
mi va e mi prenderò quel che viene”
21. Era senz'altro una bella maniera di morire, sacrificarmi per un'altra persona. Qualcuno che amavo. Una maniera nobile, anche. Conterà pur qualcosa.
Sapevo che se non fossi mai andata a Forks non mi sarei trovata di fronte alla morte. Per quanto fossi terrorizzata, però, non riuscivo a pentirmi di quella scelta. Se la vita ti offre un sogno che supera qualsiasi tua aspettativa, non è giusto lamentarsi perché alla fine si conclude.
22. “Mi ha costretto a violare la mia promessa”
Restai a guardarlo confusa.
Accennò un sorriso: “Avevo promesso che stasera non ti avrei mollata neanche per un secondo”
23. Le sue parole mi trafissero.
”E' sbagliato. E' rischioso. Bella,io sono pericoloso... Ti prego,renditene conto”
”No” Era molto difficile cercare di non sembrare una bambina testarda.
”Dico sul serio” Ringhiò lui.
”Anch'io. Te l'ho detto, non m'importa cosa sei, è troppo tardi”
24. "Se devo finire all'inferno tanto vale che ci vada in grande stile"
25. “Sarebbe più…prudente che tu non diventassi mia amica. Ma sono stanco di costringermi a evitarti, Bella”
26. “E se non fossi il supereroe?
Se fossi il cattivo?”. Sorrise.
27. “E allora preparati alla fine”,
mormorò, quasi tra sé.
“Preparati al crepuscolo della tua vita
appena iniziata … “
28. La sua espressione divenne un sorriso maligno.
“Sono il miglior predatore del mondo, no?
Tutto di me ti attrae: la voce, il viso,
persino l’odore … Come se ce ne fosse bisogno!
[…] Come se tu potessi fuggire”,
rise, maligno.
29. “Mi concedi di spiegarti come mi stai inducendo
in tentazione?” disse. […] Le sue dita scorrevano
lentamente sulla mia schiena e il suo respiro
si avvicinava, veloce, alla mia pelle. […]
Piegò lentamente la testa e con le sue labbra fredde toccò
le mie per la seconda volta, con estrema delicatezza, dischiudendole appena.
30. "La mia mente non funziona come dovrebbe? Sono una specie di mostro?"
"Io sento le voci nella mia testa, e tu temi di essere il mostro?"
31. "Quanti anni hai?"
"Diciassette"
"E da quanto tempo hai diciassette anni?"
32. "Li avresti affrontati? non pensavi di scappare?"
"Quando corro inciampo a tutto spiano"
"Chiedere aiuto con un urlo?"
"Ci stavo arrivando"
"Hai ragione. Cercare di tenerti in vita vuole dire davvero lottare contro il destino"
33. Alzò gli occhi al cielo. “Con tutto ciò che in me potrebbe terrorizzarti, ti preoccupi di come guido”. Scosse il capo, disgustato, e poi tornò serio.
34. "Seriamente Edward",sentii un brivido quando pronunciai il suo nome e non ne fui contenta,"Non riesco a seguirti. pensavo non volessi essermi amico."
"Ho detto che sarebbe meglio se non diventassimo amici,non che non voglio"
35. "Difficile credere che un ragazzo così bello potesse essere vero."
36. "Sei davvero convinta di piacermi meno di quanto io piaccia a te?",mormorò facendosi più vicino e inchiodandomi con i suoi occhi intensi e dorati. la mia mente si svuotò,non ricordavo più nemmeno come si respira. mi tornò il fiato soltanto dopo aver posato lo sguardo altrove.
"Lo stai rifacendo",dissi tra i denti.
Sgranò gli occhi,sorpreso."Cosa?"
"Stai cercando di incantarmi",ammisi,tornando ad ammirarlo. dovevo restare lucida.
"Ah",rispose,accigliato.
"Non è colpa tua",sospirai,"Non ci puoi fare niente."
37. “Chi è quello con i capelli rossicci?”, chiesi.
“Si chiama Edward. E’ uno schianto, ovviamente, ma non sprecare il tuo tempo. Non esce con nessuna. A quanto pare qui non ci sono ragazze abbastanza carine per lui”, disse, con un aria di disprezzo. La volpe e l’uva. Chissà quando era toccato a lei essere rifiutata.
Mi morsi il labbro per non riderle in faccia. Poi guardai di nuovo verso il ragazzo. I suoi occhi erano ancora rivolti altrove, ma le sue guance mi parvero alzarsi come se stesse ridendo anche lui.
38. Fu in quel momento che lo vidi per la prima volta.
39. Se gli sguardi potessero uccidere…
40. “Edward Cullen ti sta fissando”, bisbigliò Jessica con un sorrisetto.
41. Mentre parlavo mi prese la mano per fermarmi. Le sue dita erano fredde come il ghiaccio, come se prima di entrare in classe le avesse tenute dentro un cumulo di neve. Ma non fu per quello che mi staccai subito dalla sua presa. Quando mi aveva toccato, avevo sentito quasi una fitta alla mano, come se fossimo stati percorsi da una scintilla di corrente elettrica
42. Quella notte, per la prima volta, sognai Edward Cullen.
43. “Bella?”. La sua voce non avrebbe dovuto suonarmi così familiare, come se la conoscessi da una vita anziché da poche settimane.
44. “Credo che i tuoi amici siano arrabbiati con me perché ti ho rapita”.
“Sopravvivranno”.
45. “Non offenderti, ma tu sembri il classico genere di persona che attrae gli incidenti come una calamita. Perciò…cerca di non cadere nell’oceano, di non farti investire, o chissà cos’altro, d’accordo?”.
46. “Mi sbagliavo anche a proposito di un’altra cosa. Non sei una calamita che attira incidenti, è una classificazione troppo limitata. Tu attiri disgrazie. Se c’è qualcosa di pericoloso nel raggio di dieci chilometri, puoi scommettere che ti troverà”.
47. “La tua ora è suonata quando ti ho conosciuta”.
48. Avevo la sensazione che Edward fosse il genere di persona a cui è impossibile abituarsi.
49. “Non avrei voluto andare via, ma ne avevo bisogno. E’ più facile starti vicino quando non ho sete”
“Perché non volevi andarci?”
“Starti lontano… mi rende… ansioso”
“Potevi chiamarmi”
“Ma sapevo che eri sana e salva”
“Io invece non sapevo dove fossi tu. Io…”. Non riuscii a continuare e abbassai lo sguardo.
“Cosa?”
“Non mi ha fatto piacere non vederti. Anche a me viene l’ansia”
50. “Non andare nel bosco da sola”.
Lo fissai confusa, stupefatta. “Perché?”.
Si fece scuro in volto e rivolse uno sguardo aguzzo dietro di me, oltre il finestrino.
“Diciamo che non sono sempre io, la cosa più pericolosa in circolazione”.
51. Di tre cose ero del tutto certa. Primo, Edward era un vampiro. Secondo, una partedilui – chissà quale e quanto importante – aveva sete del mio sangue. Terzo, ero totalmente, incondizionatamente innamorata di lui.
52. “Non capisci? E’ la dimostrazione che ho ragione io. Ci tengo più io di te, perché se ci riuscissi”, e scosse il capo, come per accettare l’idea controvoglia, “se andarmene fosse la scelta migliore, sarei disposto a danneggiare me stesso, pur di non ferirti, pur di proteggerti”.
53. La sua espressione era inquietante: sembrava lacerato, quasi dolorante, di una bellezza tanto fiera da farmi sentire il desiderio di toccarlo con la stessa violenza di poco prima. Il saluto mi rimase in gola.
Sollevò la mano, indeciso, esitante, stava combattendo con se stesso; accarezzò il profilo della mia guancia, con la punta delle dita. La sua pelle era ghiacciata come sempre, ma la traccia che lasciò sul mio viso era bollente, una scottatura che non provocava dolore.
54. “E’ il crepuscolo”, mormorò Edward. Lo sguardo rivolto ad ovest, verso un orizzonte coperto di nubi. “Per noi è il momento più sicuro della giornata. L’ora più leggera, ma in un certo senso, anche la più triste…la fine di un altro giorno, il ritorno della notte”.
55. Erano soltanto due parole, vergate dalla sua calligrafia elegante. Stai attenta.
56. Alla luce del sole Edward era sconvolgente. Non riuscii ad abituarmici; eppure non gli tolsi gli occhi di dosso per tutto il pomeriggio. la sua pelle bianca, nonostante il debole colorito acquistato dopo la battuta di caccia del giorno precedente, era scintillante come ricoperta di piccoli diamanti. Se ne stava perfettamente immobile nell'erba, con la camicia aperta sul petto iridescente e scolpito, le braccia nude e sfavillanti. Le palpebre, pallide e luminose, erano chiuse, ma ovviamente non dormiva. Una statua perfetta, sbozzata in una pietra sconosciuta, liscia come il marmo, lucente come il cristallo."
57. “Ti da fastidio?”, chiesi, poiché aveva richiuso gli occhi.
“No”, disse, senza riaprirli. “Non hai idea di come mi senta”.
“Scusa”, mormorò. Alzai lo sguardo appena in tempo per osservarlo richiudere gli occhi. “E’ troppo facile essere me stesso, assieme a te”.
58. “Ai miei occhi eri una specie di demone, sorto dal mio inferno privato per distruggermi”
59. “A dire la verità morivo dalla voglia di decifrare qualche tuo pensiero. Ma eri troppo interessante e mi sono perso nel tuo modo di fare…Poi di tanto in tanto facevi un gesto con la mano, o ti sistemavi i capelli, e l’odore tornava a colpirmi…
60. “Ho fatto del mio meglio per starti lontano. E ogni giorno il profumo della tua pelle, del tuo respiro, dei tuoi capelli…mi colpiva forte, come la prima volta”.
61. “Bella, arriverei ad odiare me stesso se dovessi farti del male. Non hai idea di che tormento sia stato”, abbassò gli occhi, intimorito, “il pensiero di te immobile, bianca, fredda...di non vederti più avvampare di rossore, di non poter più cogliere la scintilla nel tuo sguardo quando capisci che ti sto prendendo in giro...non sarei in grado di sopportarlo”.
62. “Sono qui, il che significa che preferirei morire, piuttosto che rinunciare a te”.
63. Sembarava esitare, ma non in maniera normale.
Non come un uomo che sta per baciare una donna, incerto della reazione e della risposta di lei, che volesse prolungare quell'istante, il momento perfetto dell'attesa impaziente che spesso è meglio del bacio stesso.
64. “Bella, fino a questo momento il mio sforzo personale nel tentativo di salvarti la vita è stato enorme. Non permetterò certo che tu ti metta al volante nel momento in cui non riesci nemmeno a camminare in linea retta. Oltretutto, gli amici non lasciano guidare chi ha bevuto, lo sai”.
65. “Edward?”, lo chiamai sottovoce. Mi sentivo un'idiota totale. La risposta, una risatina smorzata, giunse alle mie spalle: “Si?”.
Mi voltai di scatto, coprendomi la bocca per la sorpresa.
Era sdraiato sul mio letto, con un gran sorriso sulle labbra, le mani dietro la testa, i piedi penzoloni: l'immagine del relax.
66. “La ragione domina gli istinti”, ripetè, e sfoderò il suo sorriso, brillante anche nell'oscurità.
67. “E domani sarà più difficile. Ora sono assuefatto dalla presenza costante del tuo odore. Se ti resto lontano troppo a lungo mi toccherà ricominciare da capo. Non proprio da zero, però”.
“Allora non andartene”, risposi, incapace di nascondere il desiderio.
“Sono d'accordo”, rispose, rivolgendomi un sorriso gentile e sereno. “Pronto per le manette: sono tuo prigioniero”.
68. “Ho passato tutta la notte combattuto, mentre ti guardavo dormire, diviso tra ciò che ritenevo giusto, morale, etico, e ciò che desideravo. Sapevo che se avessi continuato a ignorarti, come avrei dovuto, o se fossi sparito per qualche anno fino alla tua partenza da Forks, avresti finito per dire di sì a Mike o a uno come lui. Che rabbia. E poi...nel sonno ti ho sentita pronunciare il mio nome. Tanto chiaramente da farmi pensare che ti fossi svegliata. Ti sei rigirata nel letto, hai mormorato di nuovo il mio nome e sospirato. Quel momento mi ha sbalordito, e segnato. Ho capito che non avrei più potuto ignorati”.
69. “Per quasi novant'anni ho vissuto tra quelli della mia specie, e della tua...sempre certo di bastare a me stesso, senza sapere ciò che stavo cercando. E senza trovare nulla, perché non eri ancora nata”.
70. “Ti amo” sussurrò.
“Anch’io”.
“Lo so” e rise, sottovoce.
Voltai la testa lentamente… in cerca. Sapeva di cosa. Le sue labbra sfiorarono le mie, con delicatezza.
“Grazie”, mormorai.
“Di niente”
71. “Be, dai Edward, suona per lei”, lo incoraggiò.
“Hai appena detto che è maleducazione”, replicò lui.
“Ogni regola ha un'eccezione”.
72. “Questa l'hai ispirata tu”, disse, a bassa voce. La musica si riempì di una dolcezza insostenibile.
73. “Ti amo”, disse. “E' una giustificazione banale per quanto faccio, ma è sincera”.
74. Ma al mio fianco si materializzò Edward. Mi strinse nella sua presa di acciaio, fino quasi a soffocarmi. Incurante della presenza dei suoi familiari, mi alzò da terra e avvicinò le labbra alle mie. Le sentii, fredde e dure, per il più breve degli istanti. Poi mi posò a terra accarezzandomi il viso, gli occhi ardenti fissi nei miei. Quando si voltò, aveva il vuoto, la morte, nello sguardo.
75. “Lo sai che ti sbagli, vero?”, disse piano.
“Cosa?”, chiesi senza fiato.
“Sento ciò che stai provando adesso, e ti dico che sono sicuro che ne vali la pena”.
“no”, bofonchiai. “stanno rischiando per niente”.
“Ti sbagli”, ribadì, sorridendomi gentile.
76. “L'unica paura che abbiamo è quella di perderti”.
77. “Mi manchi”, sussurrai.
“Lo so, Bella. Credimi, lo so. E' come se ti fossi portata via metà di me stesso”.
“E allora vieni a riprendertela”.
“Presto, il più presto possibile. Prima ti salverò”.
“Ti amo”.
78. Edward,
ti amo. Mi dispiace tanto. Ha preso mia madre, devo provarci. So che potrebbe non funzionare. Mi dispiace, mi dispiace tanto.
Non prendertela con Alice e Jasper. Se riuscirò a scappare da loro sarà un miracolo. Per favore, ringraziali da parte mia. Soprattutto Alice.
E per favore, per favore, non venire a cercarlo. Credo che sia proprio ciò che vuole. Non posso sopportare che qualcun altro si faccia del male per colpa mia, soprattutto se quel qualcuno sei tu. Ti prego, questa è l'unica cosa che ti chiedo. Fallo per me.
Ti amo, perdonami.
Bella
79. Così, con cura, sigillai anche il mio cuore.
80. “Non è questa la cosa peggiore, comunque”, proseguì. Era come se non avessi parlato. “Non è stato averti vista là, sul pavimento...sottomessa e picchiata”. La sua voce era soffocata. “Non è stato temere che fossi arrivato davvero troppo tardi. Nemmeno sentirti urlare di dolore...o tutti quei ricordi insopportabili che porterò con me per l'eternità. No, la parte peggiore è stata sentire...sapere che non sarei riuscito a fermarmi. Essere convinto che sarei stato io ad ucciderti”.
81. “Non posso essere sempre Lois Lane. Voglio essere anche Superman”.
82. “Mi rifiuto di condannarti ad un'eternità di notti e buio”.
83. “Io scommetto su Alice”.
84. “Ti ho informato sul fatto che sei molto carino, vero?”.
“Sì”, sorrise ancora. Non l'avevo mai visto vestito di nero, e il contrasto dell'abito con la carnagione pallida rendeva la sua bellezza assolutamente surreale. Non potevo negarlo, benché il fatto che indossasse uno smoking mi rendesse molto nervosa.
Mai nervosa quanto mi rendeva i mio vestito. E la scarpa. Solo una, visto che l'altro piede era ancora alloggiato nell'ingessatura. Ma il tacco a spillo ancorato al mio piede solo da un laccetto di seta non mi avrebbe affatto aiutata a zampettare in giro.
85. “Non verrò mai più da nessuna parte con te, se mi toccherà di nuovo farmi trattare da Alice come Barbie-cavia-da-laboratorio”.
86. “Di nuovo il crepuscolo”, mormorò. “Un'altra fine. Ogni giorno deve finire. Anche il più perfetto”.
“Non è detto che tutto abbia una fine, mormorai tra me, improvvisamente tesa.Lui lasciò sfuggire un sospiro.
Infine, rispose alla mia domanda, lentamente: “Ti ho portata al ballo perché desidero che tu non ti perda niente. Non voglio che la mia presenza ti privi di nulla, finché mi è possibile. Voglio che tu sia umana. Voglio che la tua vita prosegua come se fossi morto nel 1918, come era mio destino”.
Tremai a quelle parole e scossi il capo con stizza.
87. “E allora preparati alla fine”, mormorò, quasi tra se. “Preparati al crepuscolo della tua vita appena iniziata. Preparati a rinunciare a tutto”.
“Non è la fine, è l'inizio. E' la luce dell'alba”, lo corressi, sottovoce.
88. “Bella”. Con le dita sfiorò il contorno delle mie labbra. “Starò sempre con te, non ti basta?”.
Il sorriso mi si aprì sotto le sue dita. “Mi basta, per ora”.
Gli sfiorai il viso. “stammi a sentire. Ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, senza eccezioni. Non ti basta?”.
“Si, mi basta”, rispose, sorridendo. “Mi basta, per sempre”.
89. "Mettere mano alla mia memoria?", chiesi nerovsamente.
"Qualcosa del genere". Mi guardava intensamente, con attenzione ma nel profondo dei suoi occhi c'era dell'ironia. A quel punto ero costretta tra la portiera e la jeep, alle mie spalle, ed Edward di fronte a me, che mi chiudeva ogni via di uscita appoggiandosi al finestrino con entrambe le mani. Si fece ancora più vicino, il suo viso era a pochi centimetri dal mio. Sentivo il suo respiro addosso, e bastava semplicemente il suo odore a mettere in crisi la miarazionalità . "Dimmi di cos'hai paura" alitò.
"Beh, ecco, di sbattere contro un albero...e di morire. E poi, di avere la nausea"
Soffocò una risata. Poi piegò la testa e avvicinò delicatamente le labbra fredde all'incavo del mio collo.
"Adesso hai ancora paura?",sussurò, sfiorandomi la pelle.
"Si". Faticago a mantenere la concentrazione. "Di sbattere contro gli alberi e di avere al nausea".
Con la punta del naso disegnò una linea, dal collo al mento. Il suo respiro freddo mi faceva il solletico.
"E adesso?" , sussurò, con le labbra vicinissime alle mie. Mi mancava il fiato. "Alberi...Nausea da movimento".
Si avvicinò a baciarmi le palpebre. "Bella, non dirmi che credi davvero che potre sbattere contro un albero.
"Tu no, ma io si". Non c'era un filo di convinzione nella mia voce. Edward pregustava una vittoria certa.
Mi baciò dolcemente la guancia, ad un centimentro dalle labbra.
"Pensi che permetterei ad un albero di farti del male?". La sua bocca sfiorò leggerissima la mia.
"No" dissi senza voce. Ero soltanto a metà della mia brillante arringa, ma avevo già dimenticato come proseguiva.
"Vedi",disse, senza allontanare le labbra di un millimetro. "Non c'è niente di cui aver paura, no?".
"No", sospirai, rassegnata.
Poi, con foga, prese la mia testa tra le mani e mi diede un vero bacio, muovendo le sue labbra con decisione sulle mie. Non avevo scuse per comportami cosi. A quel punto avrei dovuto saperla lunga. Eppure, non risucii a trattenermi dal reagire esattamente come la prima volta. Anzichè restare tranquilla e immobile, mi allacciai alle sue spalle e mi ritrovai avvinghiata al suo petto roccioso. Con un gemito dischiusi le labbra.
"Accidenti, Bella!", sbottò ansimante."Tu mi vuoi morto, altrochè!"
90. "La mia vita sei tu. Soffrirei davvero soltanto se perdessi te"
91. "Le persone sono prevedibili. Ma tu…tu non fai mai ciò che mi aspetto. Mi cogli sempre di sorpresa"
92. ”Ogni tanto mi chiedo se i miei occhi e quelli del mondo vedono le stesse cose
93. nessuno chiuderebbe la porta in faccia a tanta bellezza”
94. ”Non te lo hanno detto? la vita è ingiusta"
"Penso di averla già sentita"
95. Sentivo nell’aria la presenza elettrica di Edward seduto tanto vicino da poterlo toccare, ma anche tanto lontano da apparire un prodotto della mia immaginazione
96. Non riuscivo a credere all’ondata di emozione che mi era montata dentro soltanto perché per la prima volta in sei settimane mi aveva degnata di uno sguardo
97. Ma perché gli interessavo? Io non ero interessante, lui si, interessante… brillante… misterioso… perfetto… bellissimo… e probabilmente anche capace di alzare un furgoncino con una mano sola…
98. "Quando da piccola trascorrevo le vacanze lì, la svuotava appena entrato in cassa. Probabilmente ora mi giudicava grande abbastanza per non potermi sparare incidentalmente, e non abbastanza depressa da volermi sparare di proposito".
99. "Finchè il soggetto della frase era Noi avrei accettato qualsiasi alternativa".
100. "Vuole sapere se usciamo assieme di nascosto. E vuole che tu le dica ciò che provi per me" disse, infine.
"Oddio. E io cosa dovrei rispondere?"
"Mmm. Penso che potresti rispondere di sì alla prima domanda... quanto all'altra... be' anch'io sarò curioso di sentire la risposta."
101. "Ascoltava il mio cuore. Gli sfuggi un sospiro.
Non so per quanto tempo restammo immobili in quella posizione. Ore intere, per quel che mi sembrava. Alla fine, il ritmo del mio cuore rallentò, ma lui non disse una parola e continuò a stringermi a sè. Sapevo che avrebbe potuto perdere il controllo in qualsiasi momento e la mia vita sarebbe finita lì, tanto in fretta da non accorgermene neanche. Eppure, non riuscivo a provare paura. Sentivo il contatto con lui e non pensavo ad altro"...
102. "La sua voce era una cucchiaiata di miele. E immaginavo quanto stupefacenti dovessero essere i suoi occhi."
103."Lo fissavo e mi chiedevo perchè non mi facesse paura"
104. "Non avevo mai visto cosa nascondeva dietro quella facciata ben costruita. Non era mai stato meno umano di così... né più bello."
105."Ero un uccellino ipnotizzato dallo sguardo di un serpente."
106. ...Come quando mi chiese quale fosse la mi pietra preferita, e io risposi "topazio" senza nemmeno pensarci.
...Ero convinta che avrebbe continuato imperterrito a seguire la lista che aveva in mente, di qualunque genere fosse, se non mi avesse vista arossire. Mi ro vergognata perchè fino a poco tempo prima la mia pietra preferita era stata il granato. E guardando i suoi occhi di topazio era impossibile non ricordare perchè avessi cambiato idea. Ovviamente, non si diede pervinto finchè non confessai il motivo del cambiamento.
"Dimmelo", ordinò infine.
"E' il colore dei tuoi occhi, oggi", sospirai..."Dovessi chiedermelo tra due settimane ti risponderei che è l'onice".
107. "Bella". La voce di Edward era proprio accanto a me, più sollevata ora. "Mi senti?"
"No", bofonchiai. "Vattene"
Rise.
108.Di una cosa tra tutte ero sicura: l'Edward oscuro del sogno era un riflesso della mia paura per ciò che aveva detto Jacob, non di Edward stesso. E malgrado questo, il mio urlo di terrore all'attacco del licantropo non era per paura del lupo. Temevo che l'animale potesse fare del male a lui: nonostante mi chiamasse a sè con quei denti affilati, io temevo per lui.
109."E tu da che parte stai?"
"Con i vampiri, è ovvio."
110."-Qual'è Edwin?
-Edward è il più giovane, quello con i capelli castano ramati.
Quello bello, bello come un dio.." -
Vorrei
Vorrei rivedere i tuoi occhi color nocciola
per leggerli e vedervi scritto "6 bellissima!"...
vorrei sentire la tua voce sussurrarmi
tante dolci parole...
vorrei baciarti anco ed anco
e nn smettere mai...
vorrei averti ade vicino a me
perchè tu possa leggere questa poesia
scritta dal mio cuore per il tuo...
vorrei vedere il tuo sorriso...
vorrei sentire il tuo corpo sul mio...
vorrei provare le sensazioni ke solo con te
riesco a provare, perchè ho scoperto
ke solo tu mi fai quest'effetto...
e anke se so ke potresti pensare ke sn una bambina
vorrei dirti ke nn è così...
...perchè una bambina nn può dire...
...TI AMO!!!