Non_Sono_Immaginario
maschio - 22 anni, La mia città non è stilosa., Italy
Blog 152
do the evolution babeee
-
è ora.
Ora che non ho più un cazzo da dire, è l'ora di scrivere un libro
-
Roba vecchia, il file word dice 16 luglio.
Un'altra notte di sesso senza piacere.
Può cambiare la donna.
Può cambiare lo stile.
Possono cambiare i preservativi.
Ma il vuoto che cerchi di colmare non cambia.
Una condizione esistenziale che solo credere in Dio può aiutare.
Ma per un ateo c'è solo la speranza della morte.
La fine delle sensazioni, la fine di questo vuoto.
Continuo a fumare.
Finalmente ti sei placata, non mi assilli più con le tue parole inutili.
Una volta provavo piacere nel farti provare un orgasmo.
Ora nemmeno quello.
E' come masturbarsi.
Non provo più piacere nell'averti qui al mio fianco.
Non vedo l'ora che tu te ne vada da questo letto.
Non vedo l'ora di morire.
Abbiamo fatto sesso tutta la notte.
Mi ami?
Chiaramente non è la risposta che volevo.
Devi dirmelo che non provi nulla.
Perché ti ostini a dire che mi ami.
Puoi dire che stai bene con me. Che mi vuoi bene.
Ma devi dirmelo che non sei capace di amare.
Perché tu puoi esserlo se io non posso?
Non siamo entrambi umani ed uguali?
L'amore non è altro che l'idealizzare l'altra persona credendo che possa colmare il tuo vuoto.
E quando ti ho vicino me ne allievi la pressione.
Ma non lo colmi. -
oh vabbè
basta dire vaffanculo a foscolo.
-
cit
Rock Lobster - Ho una narice atrofizzata. Si lo so che è un controsenso '_' scrive:
metrogames
giochi per metrosessuali
La vie est la farce à mener par tous. scrive:
Rock Lobster - Ho una narice atrofizzata. Si lo so che è un controsenso '_' scrive:
gli uomini granchio...
La vie est la farce à mener par tous. scrive:
mm
Rock Lobster - Ho una narice atrofizzata. Si lo so che è un controsenso '_' scrive:
porcamadonna ti cito southpark
non il de bello gallico -
Teoria sull'essere, avere o fare.
(mi è venuta in mente guardando un video di Highway Star sottotitolato in giapponese).
Detto che il J-Rock debba ai Deep Purple molto più di quanto si pensi, passiamo ai miei ragionamenti astrusi.
In una società come quella giapponese in cui il singolo conta meno di niente, l'unica opportunità per essere è possedere il maggior numero di cose che ti possono differenziare dagli altri.
In una società come quella europea, retaggio comunque di quella romana, l'essere è dato o da quello che fai, o da quello che hanno fatto i tuoi antenati.
Dagli anni '60 l'industria della musica ha capito perfettamente questa cosa e per questo ha bombardato il giappone di quelle pressochè inutili japan edition con qualche traccia in più che tra i giapponesi vanno a ruba.
Gli economisti occidentali, vedendo che quei gadgets inutili vendevano da morire in giappone, hanno pensato bene di importare il pensiero orientale in occidente. E come?
Attraverso i cartoni animati.
Spero vi sia tutto più chiaro.
Non fa una piega.
-
postulato
Tecnologia e morale vanno a braccetto e una influenza l'altra.
-
appunti
Scrivere un libro dal titolo "Cònno".
-
Il Papa: l'obiettivo della Chiesa non e' il potere
Benedetto XVI ribadisce che il mandato della Chiesa e' quello di 'portare a tutti Cristo, salvezza del mondo'. Tiene banco il caso Boffo. Appello della Cei: credenti resistano, non si facciano fagocitare. Questura Milano smentisce dossier segreto su Boffo
CITTA' DEL VATICANO - ''La Chiesa non agisce per estendere il suo potere o affermare il suo dominio, ma per portare a tutti Cristo, salvezza del mondo'': e' quanto afferma papa Benedetto XVI nel messaggio scritto in occasione della Giornata missionaria mondiale 2009, che si celebrera' il prossimo 18 ottobre. ''Voglio nuovamente confermare - sottolinea nel testo diffuso dalla Sala stampa vaticana - che il mandato di evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione essenziale della Chiesa, compito e missione che i vasti e profondi mutamenti della societa' rendono ancora piu' urgenti''.
CASO BOFFO
Non si stemperano le polemiche sul caso Boffo. Il direttore ad interim di Avvenire, Marco Tarquinio, si scaglia contro le televisioni, accusate di aver amplificato le 'cannonate' contro l'ex direttore del quotidiano cattolico con uno spazio ''irrimediabilmente insultante''. Il successore di Boffo usa parole forti contro gli ''spacciatori di spazzatura'' : ''di Avvenire e della sua linea politica e' stata fatta anche in tv una interessata caricatura. E questo perche' Feltri & Co. sono stati fatti dilagare sul piccolo schermo con le loro tesi e (man mano che la verita' veniva a galla) con i loro aggiustamenti di tesi'', scrive Tarquinio. ''E quando non sono stati loro - gli sbandieratori di una ignobile lettera anonima - a occupare lo schermo, le notizie d chiarimento venute dalla magistratura di Terni sono state ignorate o sminuzzate'', sottolinea. ''Un'autentica video-indecenza'', conclude Tarquinio.
Dal centrosinistra, Massimo D'Alema parla di informazione a rischio in Italia. Immediata la replica del Pdl, attraverso l'ex parlamentare MAria Burani Procaccini. D'Alema non parli - il succo del suo discorso, citando il caso delle vignette di Forattini -, ha intimidito la satira'.
L'Azione Cattolina, invece, si dice 'sconcertata di fronte a quanto accaduto' e rigetta 'con forza l'intimidazione che l'attacco del Giornale ha comportato non solo nei riguardi di una persona ma anche della stessa liberta' di espressione'. Il presidente nazionale dell'AzioneCattolica Franco Miano ha voluto 'riconfermare con grande forza' la solidarieta' al direttore di Avvenire, Dino Boffo, gia' espressa nei giorni scorsi. ''In questi giorni - ha aggiunto - possiamo riportare lo sconcerto di tantissime persone rispetto agli ultimi episodi. Tuttavia, c'e' anche il desiderio di dire con chiarezza che la Chiesa non puo' tacere rispetto alle questioni che riguardano l'uomo e il nostro tempo. E l'impegno del laicato cattolico per dire una parola vera nell'attuale dibattito e' il modo piu' concreto per rispondere a questi tentativi di intimidazione''.
La Questura di Milano intanto ha definito''destituita di ogni fondamento'' la notizia, riportata oggi dal quotidiano Libero, riguardante la presunta sparizione di un ''dossier segreto'' sull'ex direttore di Avvenire Dino Boffo.
Il direttore del quotidiano conferma sottolineando: ''Non so che cosa vi fosse contenuto, ma questo fascicolo non e' piu' nell'archivio, ma e' stato prelevato successivamente alla diffusione dela notizia della condanna per molestie dell'ex direttore di Avvenire''
APPELLO DELLA CEI: CREDENTI RESISTANO
La comunita' cristiana e ogni credente, nell'Italia di oggi deve tenere ''una distanza'', compiere uno ''sforzo di resistenza che proclama e soprattutto
mantiene una irriducibilita' sostanziale al mondano e alle sue logiche, a tutto cio', insomma, che contraddice il Vangelo e la fede''. Lo ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, nel suo intervento al convegno dei presidenti e assistenti diocesani di Azione Cattolica.
Monsignor Crociata ha voluto indicare ''l'esigenza di un atteggiamento spirituale'', espresso dal binomio ''simpatia e resistenza''. ''Procedendo tra la opposta tentazione della fuga e della evasione o, al contrario, dell'adattamento e dell'appiattimento, la comunita' cristiana e ogni credente - ha
sottolineato il segretario della Cei - si relaziona a tutti con giudizio di partenza positivo, pieno di speranza''. Ma, senza ''fuggire dal mondo'' non bisogna ''lasciarsi fagocitare da esso e dalla sua logica antievangelica e disumanizzante''. Monsignor Crociata auspica dunque ''una Chiesa fatta di credenti che resistono, ma che pensano e operano come se portassero tutti il peso della fede di tutti'', tenendo insieme ''tutti coloro che del patrimonio cristiano conservano ancora qualcosa''.
Monsignor Crociata ha rivolto un appello ai credenti a ''farsi carico'' dell'impegno nella societa'. E per quanto questo sia un ''compito personale'', bisogna ricordare che si opera ''in quanto membri di una comunita' credente''. ''Percio' i personalismi non vanno mai bene, ma piuttosto le persone nella comunita' ecclesiale e nella comunita' dei credenti vivi e operosi''.
fonte:http://notizie.it.msn.com/approfondimento/arti... -
Juve, il discount preferito della Fiorentina
Leggo, copio e incollo:
Juve, il discount preferito della Fiorentina
La Juve della rinascita, la Juve che fa miracoli sul mercato, la Juve che azzera il gap con l’Inter, la Juve che non ha paura di nessuno e nemmeno si sente inferiore a nessuno. La Juve osannata dai tifosi entusiasti, la Juve incensata dai media, la Juve che secondo alcuni di questi media “cancella Calciopoli”, la Juve che “siamo fortissimi”, la Juve dai conti economici strabilianti (in merito ai quali nessuno pero' ricorda i meriti di Giraudo, il cui straordinario lavoro si fa ancora sentire sui bilanci post Farsopoli), la Juve che gonfia il petto e chiede “dove sono finiti gli scettici?”. Ecco, questa è la Juve che ci hanno sbattuto in faccia quotidianamente in questi mesi. La Juve che ha preso Diego corteggiandolo per due anni (a meno di 10 milioni in più il Real Madrid ha comprato Benzema; altro ruolo, ma altro giocatore) e ancora non l’abbiamo visto in campo, nella migliore tradizione di questi signori, avvezzi agli Andrade, ai Knezevic, ecc. La Juve che ha preso in prestito un giovanotto uruguagio dalla squadra dei sogni, ma questo giovanotto in quella squadra ha vissuto una stagione da incubo. La Juve che ha ripreso un ex tra i più amari, un ex che, per quel che possono valere i test di luglio e agosto, fino ad oggi ha espresso un rendimento preoccupante. La Juve che ha preso Felipe Melo sborsando 25 milioni cash senza batter ciglio, per un giocatore che l’anno scorso l’Almeria (non il Barça, il Madrid, ma nemmeno l’Atletico o il Villarreal che tanto ci ha impressionato e ridicolizzato) cedette per 8 milioni e rotti alla Fiorentina. Già, la Fiorentina. Sembra quasi che le amicizie tra i veri burattinai di casa “Tod’s” e Casa Agnelli facciano sì che sull’asse Firenze-Torino si compiano affari che vanno a tutto vantaggio dei viola. Son finiti i tempi in cui Cuccureddu e Gentile, onusti di gloria e di battaglie, chiudevano la carriera andando a stipulare ricchi contratti col conte Pontello, lo stesso che fu costretto a barricarsi in casa, qualche anno più tardi, per sfuggire alle bombe carta di chi gli voleva dimostrare cosa significava cedere Roberto Baggio all’odiata nemica torinese. E nemmeno sono più i tempi di Torricelli e Di Livio, i quali, terminato il loro ciclo bianconero, e iniziato il dolce declino, si trasferirono a Firenze diventando beniamini della tifoseria. Un colpo agli affetti, certo, ma i tempi belli della carriera di due tra gli eroi di quella prima Juve lippiana erano passati, e le soluzioni erano già pronte in casa. Miccoli, Maresca e Chiellini vennero dirottati nel capoluogo toscano nei primi anni Duemila, con i primi due pronti a versar quotidianamente rancore sulla Juventus rea di averli scaricati, salvo rimanerci di pietra al momento di scoprire la ridicola cifra che i viola presentarono alle buste allorché ci fu da risolvere le loro comproprietà, con il risultato che tornarono sul groppone della Signora. Fortuna che il direttore generale di allora, Luciano Moggi, riuscì a piazzare questi presunti fenomeni all’estero, tenendosi ben stretto Giorgione Chiellini, l’unico che gli interessava veramente. Col senno di poi possiamo constatare quanto il Direttore abbia avuto ragione una volta di più. Poi arrivò Calciopoli, e da quel periodo la Juventus cominciò a genuflettersi dinanzi alle richieste viola perché, mentre la prima sentenza condannava sia Juve che Fiorentina, passò sotto traccia il "regalo" di Mutu ai gigliati per 8 miseri milioni, segno che a Torino iniziavano a smobilitare (Mutu fu la prima mossa dell’operazione smantellamento), mentre a Firenze nessuno pensava minimamente all’eventualità di una serie B. E infine i capolavori di quest’estate: Juve che va in pressing su D’Agostino per mesi, ma improvvisamente Secco chiude una trattativa lampo per Felipe Melo ad una cifra complessiva (25 milioni) che è record per questa gestione, la stessa gestione che lo scorso anno non trovò 18 milioni per Xabi Alonso, ma ne gettò poco meno di 10 per Poulsen, il danese estromesso dai giochi ma restio ad andarsene, nonostante le proposte ricevute e le dichiarazioni dei dirigenti che lo hanno più volte spinto verso i saluti. Le ultime proposte per il danese, in ordine di tempo, sembravano provenire, indovinate un po’, da Firenze. Ma nisba, Corvino è mica fesso da sobbarcarsi un simile ingaggio e un facsimile di calciatore! E allora la genialata: alla Fiorentina viene l’idea Cristiano Zanetti, anni 32, muscolatura fragile per definizione, ma una carriera juventina triennale con guai fisici consistenti solo nell’ultima stagione, quando l’ex insegnante di educazione fisica senza patentino che curava i muscoli dei bianconeri contribuì alla cifra record di oltre 60 infortuni muscolari, molti dei quali recidivi. E da Torino che fanno? Accettano di buon grado che Corvino vada a fare la spesa da loro, com’è ormai consuetudine negli ultimi anni. In quattro e quattr’otto (quattro, un numero caro all’avvocato Zaccone, quello dei misteriosi “quattro illeciti”) da Corso Galileo Ferraris provvedono ad impacchettare il giocatore, vista la fretta dei viola che devono presentare le liste per i preliminari di Champions League. Zanetti sarebbe l’uomo giusto per i viola, perché oltretutto cresciuto nel vivaio gigliato e, di conseguenza, essenziale per il rispetto delle normative UEFA in termini di iscrizione. Con queste premesse, l’affare Zanetti prende corpo in poche ore e si conclude di domenica, nella settimana che porta a Ferragosto, quando la dirigenza più vacanziera che la storia della Juventus abbia mai avuto si accontenta frettolosamente di 2 milioni di euro all'incirca: forse per continuare serenamente a sonnecchiare sotto l’ombrellone? Se le cose stanno così è un peccato, perché a Corvino quasi quasi riusciva il capolavoro assoluto, visto che il D.S. viola voleva il giocatore a titolo gratuito (in considerazione del fatto che Zanetti si svincolava a giugno 2010). Non si capisce perché quando si trattano i giocatori juventini in scadenza questi non valgano nulla, come accadde un mese fa tra le stesse parti, al tempo della trattativa per Melo, allorché Marchionni venne valutato meno di 5 milioni, mentre la valutazione del brasiliano rimase rigidamente immutata sui 25. Ancora più sconvolgente appare la cosa se si ritorna alla scorsa estate, quando per Poulsen i geniali amministratori di Corso Galileo Ferraris ottennero uno sconto di 250.000 euro su una richiesta di 10 milioni da parte del club andaluso, per un giocatore nella stessa situazione contrattuale in cui si trova oggi Zanetti. Ridicolo! A proposito di Zanetti: non possiamo non far notare quanto lui e Marchionni siano arrivi a parametro zero, di fatto due “mini mini mini” plusvalenze, che faranno bene (o almeno dovrebbero) ai conti di Blanc e soci. E qui il fatto curioso (veramente una volta si diceva: “e qui casca l’asino”...) e singolare che accomuna entrambi i giocatori risiede nel fatto che rappresentano l’ultimo lascito della Triade, cui una volta di più i signori di Corso Galileo Ferraris dovrebbero stendere il tappeto rosso, sciacquandosi la bocca ogni volta in cui dovessero menzionare un componente di quello straordinario gruppo dirigenziale. Una domanda, per i signori Blanc, Secco e Cobolli, ci viene spontanea : a quando una bella plusvalenza con uno (a scelta, s'intende) tra i vari Tiago, Poulsen, Almiròn, Salihamidzic, Grygera? Quanto all’aspetto tecnico, la Juve ha mostrato di non capirci molto. E direte: dove sta la novità? Alla luce dell’infortunio di Sissoko, che metterà il maliano fuori causa almeno fino a metà ottobre (si spera), gli unici in grado di giostrare come vertici bassi in un rombo erano Felipe Melo (anche se il meglio di sé lo offre con una seconda “diga” a fianco) e, più di tutti, Cristiano Zanetti. Ora, venendo meno l’ex interista, posto che Marchisio, Tiago e l’improponibile Poulsen, per il quale si parla di reintegro in rosa (se così fosse, complimenti alla società per la coerenza e l’autorità; d’ora in poi tutti in squadra capiranno che la linea “andare allo scontro con la società” è vincente), sono tutti inadeguati per il ruolo (ruolo nel quale, in una situazione d’emergenza, sarebbe stato utile addirittura Pavel Nedved), ci sovviene una sola e semplice domanda: siamo proprio sicuri che la Juventus si sia realmente rafforzata? ju29ro". -
sono dell'idea che.
La generazione degli odierni 40/50enni dovrebbe essere rimossa dai libri di storia.