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Messaggi sul blog con etichetta 'società':


  • Risposta al messaggio Cosa vuol dire libertà di stampa

    http://it.netlog.com/biker16563/blog/blogid=702...-

    - biker16563:
    davvero gli elettori di centrodestra possono volere tutto questo?

    Mi spiace risponderti: sì, e non soltanto gli elettori di centro destra. Noi spesso confondiamo la destra con Indro Montanelli, e la sinistra con Antonio Gramsci. In realtà, il nostro paese (scusa la minuscola, ma se la merita) è fatta di democristiani del centro-destra e socialdemocratici del centro-sinistra (all'epoca, i comunisti li definivano con il dolce epiteto di "social traditori": avessimo mai potuto immaginare per quanta parte fossero benevoli, visti gli sviluppi da allora). Ambedue le correnti si differenziano negli atteggiamenti: in chiesa (anche qui, scusa la minuscola) gli uni, alle feste di partito gli altri: nei fatti, sono due facce d'una stessa medaglia, quella del nepotismo e del malaffare.

    Oggi additiamo il Presidente del Consiglio d'essere in conflitto d'interessi: non fu forse l'opposizione, all'epoca, a permettere la sua candidatura, adducendo che le concessioni fossero intestate a Fedele Confalonieri, mentre il nostro era solo il "mero proprietario"? E inoltre: la legge sul registratore di cassa, o scontrino fiscale che dir si voglia, voluta dal Ministro delle Finanze, on.le Bruno Visentini, favorì l'Olivetti di cui il signor Ministro era al contempo Presidente; questo per pietà tacendo delle partite di computer (cartoni travestiti) vendute proprio alle amministrazioni statali.

    Oggi additiamo il Presidente del Consiglio d'essere il dittatore dell'informazione: orbene da quanti anni il C.d.A. è espressione delle parti politiche? Era notoria la spartizione: RAI1 alla DC, RAI2 al PSI, RAI3 al PCI - quest'ultima, in effetti, rimasta l'unica voce fuori dal coro berlusconiano. Simile è la situazione nel mondo della scuola, dove le scuole medie (inferiori e superiori) sono feudo della CGIL e gli ex asili e scuole elementari sono regno della CISL. Basta così, o devo andare avanti?

    Sì, l'italiano è rimasto quello di sempre: truffaldino, arraffone, bottegaio; limitato nella capacità intellettiva, critica e anche economica - quante volte si è detto che il Bel Paese potrebbe campare di rendita, grazie ai beni naturali e architettonici. Un solo, piccolo esempio: la guerra tra Guelfi e Ghibellini cominciò in Germania, sotto forma di guerra di successione; battuti i primi, finì la guerra, finirono i contrasti. La stessa guerra si trasferì in Italia, ma con caratteristiche talmente tanto differenti (una tra tutte: dopo la vittoria guelfa, il Papa fomentò lo scisma dei Guelfi Neri nel tentativo, riuscito, di falciare l'emergente borghesia) che i tedeschi conservano i nomi italianizzati dei termini (sì, proprio Guelfen e Ghibellinen, anche se fa tanto Sturmtruppen: i termini tedeschi sono Welfen e Waiblinger) proprio per distinguere le due questioni, solo apparentemente simili. Ho verificato io stesso per quanta parte sia impossibile fare un discorso _oggettivo_, con gli uni come con gli altri: le risposte vanno sempre a parare verso "quegli altri", e da lì grandinano le frasi fatte, le parole d'ordine e le aggressioni verbali. Guelfen und Ghibellinen, appunto. :) :)

  • Lettera di RIPUDIO - Dio liberi l'Italia dal DRAGONE

    (tratto da: < http://www.facebook.com/group.php?gid=12557269... > )

    Informazioni di base
    Nome: Lettera di RIPUDIO - Dio liberi l'Italia dal DRAGONE
    Categoria: Interessi Comuni - Incontri e relazioni
    Descrizione: Sig. Presidente "pro tempore" del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, Palazzo Chigi, 00100 Roma

    Lettera di ripudio
    Il mio nome è Paolo Farinella, prete della Chiesa Cattolica residente nella diocesi di Genova. Come cittadino della Repubblica Italiana, riconosco la legittimità formale del Suo Governo, pur pensando che Lei abbia manipolato l'adesione della maggioranza dei pensionati e delle casalinghe che si formano un'idea di voto solo attraverso le tv, di cui Lei ha fatto un uso spregiudicato e illegittimo. Lei in Italia possiede tre tv e comanda quelle pubbliche nelle quali ha piazzato uomini della Sua azienda o a Lei devoti e proni. Nel mese di agosto 2009 ha inaugurato una nuova tv africana, Nessma, a cui ha fatto pubblicità sfruttando illecitamente la Sua posizione di Presidente del Consiglio e dove ha detto il contrario di quello che opera in politica e con le leggi varate dal Suo Governo in materia di immigrazione. Se Lei è pronto a smentire, come è Suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da Lei perché potrebbe trattarsi di Veronica Lario travestita da Lei:
    < http://www.youtube.com/watch?v=Se3yqycsMyg >.
    (La seconda parte qui: < http://www.youtube.com/watch?v=buOLH4UwAaA >, N.d.R.)
    Faccia vedere il video ai Suoi amici leghisti e nel frattempo ascolti cosa dice il Sindaco di Treviso, lo sceriffo Giancarlo Gentilini del partito di Bossi, ad un raduno del Suo partito xenofobo dove ha esposto "Il vangelo secondo Gentilini" con chiarezza diabolica: «Voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari … Voglio la rivoluzione contro i bambini degli immigrati … Ho distrutto due campi di nomadi e ne vado orgoglioso. Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono le moschee: i musulmani se vogliono pregare devono andare nel deserto, ecc. ecc. Questo è il Vangelo secondo Giancarlo Gentilini (sindaco di Treviso): “Tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri, ma non avanzerà niente”». Questo il link con la Sua voce in diretta; si prepari ad ascoltare il Demonio in persona:
    < http://www.youtube.com/watch?v=_WCZNQJkV3E >.

    Legittimità elettorale e dignità etica
    Riconoscere la legittimità del Suo Governo, con riserva etico-giuridica, non significa riconoscere anche la Sua legittimità morale a governare il Paese perché Lei non ha alcuna cultura dello Stato e delle sue Istituzioni, ma solo quella di difendere sé stesso dalla Giustizia e i Suoi interessi patrimoniali che sotto i Suoi governi prosperano alacremente. Il conflitto di interessi pesa come un macigno sulla Nazione e la sua economia, ma Lei è bravo ad imbrogliare le carte, facendolo derubricare nella coscienza della maggioranza che ne paga le conseguenze economiche e democratiche. Cornuti e mazziati, dicono a Napoli.
    Quando la Sua maggioranza si sveglierà dall'oppio che Lei ha diffuso a piene mani sarà troppo tardi e intanto il Paese paga il conto dei Suoi avvocati, nominati da Lei Senatori, cioè stipendiati con soldi pubblici. Allo stesso modo stiamo pagando i condoni fiscali che Lei si è fatto su misura Sua e della Sua azienda, sottraendo denaro al popolo italiano. In morale questo viene definito come doppio furto.
    Da quando Lei è «sceso in campo», l'Italia ha iniziato un degrado inesorabile e costante che perdura ancora oggi, codificato nel termine "berlusconismo" che è la sintesi delle maledizioni che hanno colpito l'Italia sia sul piano economico (mai l'economia è stata così disastrata come sotto i Suoi Governi), su quello sociale (mai si sono avuti tanti poveri, disoccupati e precari come sotto i Suoi governi), e su quello civile (mai come sotto i Suoi governi è sorta la categoria del "nemico" da odiare e da abbattere). Lei, infatti, usa la menzogna come verità e la calunnia come metodo, presentandosi come modello di furbizia e di utilizzatore finale di leggi immorali e antidemocratiche come tutte quelle "ad personam".
    Nei confronti dell'ultima illegalità, che grida giustizia al cospetto di Dio, il decreto 733-B/2009, che segna una pietra miliare nel cammino di inciviltà e di negazione di quelle radici cristiane di cui la Sua maggioranza ama fare i gargarismi, sappia che siamo cento, mille, diecimila, milioni che faremo obiezione di coscienza all'ignobile e illegale decreto, pomposamente detto "decreto sicurezza": diventeremo tutti clandestini e sostenitori dei cittadini di altri Paesi, specialmente africani, in quanto "persone", anche se clandestini, a costo della nostra vita. Dobbiamo ubbidire alla nostra coscienza piuttosto che alle Sue leggi razziali e disumane. La legge che definisce l'immigrazione come illegalità è un insulto a tutte le Carte internazionali e nazionali sui "diritti", un vulnus alla dottrina sociale della Chiesa e colloca l'Italia tra le nazioni responsabili delle stragi degli innocenti, perseguitati e titolari del diritto di asilo.

    Essere "alto" ed essere "grande"
    Lei non è e non sarà mai uno "statista" se sente il bisogno di fare vedere alle Sue donnine i filmati che La ritraggono tra i "grandi". Per essere "grande", non basta rialzare le suole delle scarpe, ma occorre avere una visione oltre sé stesso, una visione "politica" che a Lei è estranea del tutto, incapace come è di vedere oltre i Suoi interessi. Per potere emergere dallo squallore in cui Lei è maestro, ha profuso a piene mani il virus dell'antipolitica, il qualunquismo populista, trasformando la "polis" da luogo di convergenza di ideali e di interessi a mercato di convenienza e di sopraffazione. Lei, da esperto di vecchio pelo, ha indotto i cittadini ad evadere il fisco che in uno Stato democratico è prevalentemente un dovere civile di solidarietà e per un cristiano un obbligo di coscienza perché strumento di condivisione per servizi essenziali alla corretta e ordinata convivenza civile e sociale. Durante il Suo governo le tasse sono aumentate perché incapace di porre un freno alla spesa pubblica che anzi galoppa come non si è mai visto. Non faccia confusione tra "essere alto" e "essere grande", come insegna Napoleone che Lei ben volentieri scimmiotta, senza riuscire ad eguagliare l'ombra del dittatore.
    Lei non può negare di essere stato piduista (tessera n. 1816) e forse di esserlo ancora, se come sembra, con il Suo Governo cerca di realizzare la strategia descritta nei documenti sequestrati al gran maestro Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi (Comunicato Ansa del 17 marzo 1981 ore 12:18, da cui emerge il Suo numero di tesserato; cfr. intervista di Licio Gelli su Repubblica.it del 28-09-2003).

    La maledizione italiana
    A Lei nulla importa dei valori religiosi, etici e sociali, che usa come stracci a Suo comodo esclusivo, senza esimere di vantarsi di essere ossequioso degli insegnamenti etici e sociali della Chiesa Cattolica, di cui si è sempre servito per averne l'appoggio e il sostegno. Partecipa convinto al "Family Day" in difesa della famiglia tradizionale, monogamica formata da maschio e femmina e poi ce lo ritroviamo con prostitute a pagamento che registrano la Sua voce nel letto di Putin; oppure spogliarelliste che Lei ha nominato ministre: è lecito chiedersi, in cambio di cosa? Come concilia questo Suo comportamento con le Sue dichiarazioni di adesione agli insegnamenti della Chiesa Cattolica? La "corrispondenza d'amorosi sensi" tra Lei, il Vaticano e la gerarchia cattolica è la maledizione piombata sull'Italia ed una delle cause del progressivo e costante allontanamento dalla Chiesa delle persone migliori. I prelati, come sempre nella storia, fanno gli affari loro e Lei che di affari se ne intende si è lasciato usare ed ha usato senza scrupoli offrendo la Sua collaborazione e cercando quella della cosiddetta "finanza cattolica" legata a doppia mandata con il Vaticano. Se volesse avere la documentazione si legga il molto istruttivo saggio di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel, "L'unto del Signore", BUR, Rizzoli, Milano 2009.
    Gli ecclesiastici, da perfetti "uomini di mondo", hanno capito che con Lei al Governo potevano imporre al Parlamento leggi e decreti di loro interesse, utilizzandolo quindi come braccio secolare. Per questo obiettivo, devono però rinunciare alla loro religiosità e adeguarsi alla paganità del potere che esige la contropartita. Lei, infatti, è sostenuto dall'Opus Dei, da Comunione e Liberazione e da tutte le organizzazioni e sette cattoliche che si lasciano manovrare a piacimento con lo spauracchio dei "comunisti" e con l'odore satanico dei soldi.
    Il Vaticano e i vescovi, non essendo profeti, ma esercenti gestori di una ditta pagana, non hanno saputo o voluto cogliere le conseguenze nefaste che sarebbero derivate al Paese da questo connubio incestuoso; di fatto sono caduti nella trappola che essi stessi e Lei avevate preparato. L'incidente di Vittorio Feltri, da Lei, tramite la famiglia, nominato direttore del Suo "Il Giornale" con cui uccide sulla pubblica piazza Dino Boffo, direttore di "Avvenire" portavoce della CEI, va oltre le Vostre intenzioni e come un granellino di sabbia inceppa il motore. Oppure, secondo l'altra vulgata, tutto sarebbe stato progettato da Lei e Bertone per permettere a questi di mettere le mani sulla CEI e a Lei di far tacere un sussurro appena modulato di critica sui Suoi comportamenti disgustosi. Senza volersi arrampicare sugli specchi forse si è verificato un combinato disposto, non nei tempi e nelle forme da voi progettato.
    Il giorno 7 agosto 2009, in un colloquio riservato con il cardinale Angelo Bagnasco, Lo misi in guardia: «Stia attento – gli dissi – e si prepari alla guerra d'autunno, perché con la nomina di Feltri al Giornale di Berlusconi (20-07-2009), la guerra sarà totale e senza esclusione di colpi. Berlusconi non può rispondere alle domande di la Repubblica e non può andare in tv a dare spiegazioni. Può continuare a negare sulle piazze per gli allocchi, ma nemmeno lui, menzognero di professione potrebbe negare davanti a domande precise e contestazioni puntuali. Per questo non lo farà mai, tanto meno in Parlamento. Non ha che un mezzo: sguazzare nel fango facendolo schizzare su tutti e su tutto, in base al principio che se tutto è infangato, nessuno è infangato». Il cardinale mi guardò come stupito e incredulo, reputando impossibile la mia previsione. Credo che ora si morda le labbra.
    Eppure credo anche che Lei sia finito: per la finanza internazionale e per gli interessi di coloro che La hanno sostenuto, Vaticano compreso, Lei ora è ingombrante e impresentabile e deve essere sostituito, ma Lei non cadrà indenne, farà più danni che potrà, un nuovo Sansone in miniatura. Lei sa che deve andarsene, ma sa anche che passerà alla storia non come quel "grande, immenso" presidente che è stato Lei, ma come "l'utilizzatore finale di prostitute che altri pagavano per conto suo". Non c'è che dire: Lei è un grande in bassezza e amoralità.

    Spergiuro
    Nella trappola non è caduto il popolo di Dio, formato da "cristiani adulti" che tanto dispiacciano al papa "pro tempore" Benedetto XVI: Lei non potrà mai manipolarli come non potrà mai possedere le coscienze dei non credenti austeri, cultori della laicità dello Stato che Lei vilipende e svende, sempre e comunque, per Suo inverecondo interesse. Lei ha la presunzione ossessiva di definirsi liberale, ma non sa cosa sia il liberismo, mentre è l'ultima caricatura di promettente e decadente comunista sovietico di stampo breshnieviano, capace di usare il popolo per affermare la propria ingordigia patologica di potere. D'altronde il Suo amico per la pelle non è l'ex KGB Vladimir Vladimirovič Putin, nella cui dacia è ospitato secondo la migliore tradizione comunista italiana?
    Dal punto di vista della morale cattolica, Lei è uno spergiuro perché ha giurato sulla testa dei Suoi figli, senza pudore e alcuni giorni dopo il "ratto di Noemi", ha dato dello stesso fatto diverse versioni differenti, condannando sé stesso e la testa dei Suoi figli alla pena dello spergiuro che già Cicerone condannava con la "rovina" e l'esposizione all'umana infamia: «Periurii poena divina exitium, humana dedecus – La pena divina dello spergiuro è la rovina e l'infamia/il disprezzo degli uomini» (De legibus, II, 10, 23; cf anche De officis, III, 29, 104;in Cicerone, Opere politiche e filosofiche, a c. di Leonardo Ferrero e Nevio Zorzetti, vol. I, UTET, Torino, 1974, risp. p. 489 e p. 823). Anche il Diritto Canonico, per Sua informazione, riserva allo spergiuro "una giusta pena" (CJC, can. 1368), demandata all'Autorità, in questo caso il Papa, che avrebbe dovuto comminarle la pena canonica, invece di indirizzarle una lettera diplomatica per il G8 e i Suoi "deferenti saluti". Non ci può essere deferenza, tanto meno papale, per un uomo che ha toccato il fondo della dignità politica e morale.
    Gli ultimi fatti di Villa Certosa e Palazzo Grazioli hanno sprofondato Lei (non era difficile), ma anche l'Istituto Presidenza del Consiglio in un letamaio senza precedenti. Mai l'Italia è stata derisa nel mondo intero (ormai da quattro mesi continui) a causa di un suo Presidente del Consiglio che, su denuncia della moglie, frequenta le minorenni e sempre per ammissione della moglie che lo frequenta da oltre trent'anni, per cui si presume lo conosca bene, è malato e come un dio d'altri tempi esige per la sua perversione, sacrifici di giovani vergini per nascondere a sé stesso i problemi del tempo che inesorabilmente passa, nonostante il trucco abbondante.

    Affari privati o deriva di Stato?
    Lei dice di volere difendere la Sua privacy, ma non c'è privacy per uno che ha portato i Suoi fatti "privati" in tv attaccando indecorosamente la Sua stessa moglie che ha intrapreso la strada del divorzio. Forse Lei ha dimenticato che sull'immagine della Sua "felice famiglia italiana" Lei ha costruito sé stesso e la Sua fortuna politica ed economica. Lei si comporta per quello che è: uno spaccone che in piazza si vanta di tutto ciò che non ha mai fatto e poi pretende che nessuno ne parli. Se Lei mette il segreto di Stato sulle Sue ville, queste diventano ipso facto "affare politico" perché Lei le usa anche per incontri istituzionali e quindi fanno parte dell'Istituzione della Presidenza del Consiglio. Lei non ha diritto alla vita privata, quando si comporta da uomo pubblico e promette carriere tv o posti in Parlamento a donnine compiacenti che la sollazzano nel Suo "privato". Non è Lei che ha detto in una intercettazione, parlando con Saccà che «le donne più son cattoliche più son troie»? Può spiegare, di grazia, il significato di queste parole altamente religiose e rispettose delle donne e indicarci a chi si riferiva? C'entrano le due donne che siedono nel Suo governo e che si vantano di essere cattoliche: la Carfagna e la Gelmini?
    Lei e i Suoi paraninfi continuate a dire che si tratta di questioni private senza rilevanza pubblica, sapendo di mentire ancora e senza pudore. Sarebbero affari privati se Silvio Berlusconi non fosse Presidente del Consiglio che alle donnine che gli accompagnano anche a pagamento, non promettesse incarichi in aziende pubbliche (tv) o posti in Parlamento se non addirittura al Governo. Vorrei chiederle per curiosità: quali sono i meriti e le benemerenze delle ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini per essere assurte, non ancora quarantenni, a posti di rilievo nel Suo governo? Perché Mara Carfagna posava nuda o la Gelmini prendeva l'abilitazione in Calabria?
    Le Sue ville sono ancora sotto la tutela del segreto di Stato e quindi guardate a vista da polizia, carabinieri, esercito? A spese di chi? Può ancora dire che sono residenze private? Fu Lei in persona ad andare dal Suo devoto suddito Bruno Vespa a rispondere pubblicamente a Sua moglie, Veronica Lario, rendendo pubblici i fatti che La riguardavano e attaccando Sua moglie senza alcuna pietà, facendo pubblicare dal Suo "killer mediatico" le foto di Sua moglie a seno nudo di quando faceva l'attrice. Non credo che Lei possa dire che le Sue vicende sono private perché ci riguardano tutti, come cittadini e come Suoi "sovrani" costituzionali perché una cosa è certa: noi non abdicheremo mai alla nostra dignità di cittadini sovrani figli orgogliosi della nostra insuperabile Costituzione. Noi non permetteremo mai che Lei diventi il "padrone" della nostra dignità.
    Per Lei è cominciato l'inizio della fine perché il Suo declino è iniziato nel momento stesso in cui è andato nella tv di Stato compiacente e, senza contraddittorio, alla presenza del solo cerimoniere e maggiordomo fidato, ha cominciato a farfugliare bugie, contraddizioni, falsità che non hanno retto l'urto dei fatti crudi. Se Lei fosse onesto, anche solo per una parte infinitesimale, dovrebbe rassegnare le dimissioni, come aveva promesso nel suddetto, compiacente recital.

    Strategie convergenti
    Lei può fare affari col Vaticano e chiudere nel cassetto morale e dignità, ma sappia che il Vaticano non è la Chiesa, per nostra fortuna e per Sua e Vostra disgrazia. Noi, uomini e donne semplici, vogliamo onorare e difendere la nostra dignità e la nostra fede, contro ogni tentativo di manipolazione e di incesto tra altare e politica. Purtroppo Lei, supportato da parte della gerarchia, ha fatto scadere la "politica" da arte a servizio del bene comune a mercimonio di malaffare e a sentina maleodorante. Le istituzioni cattoliche che lo hanno appoggiato ne portano, con Lei, la responsabilità morale, in base al principio giuridico della complicità.
    Strana accoppiata: i difensori della moralità ufficiale, costretti a tacere per mesi di fronte a comportamenti indegni e a leggi inique, perché lautamente ricompensati o in vista della mancia promessa. Trattasi solo di un baratto di cui i responsabili dovranno rendere conto. I vescovi hanno ritrovato la parola quando si sono visti attaccare, inaspettatamente, da Lei con avvertimenti di stampo mafioso (per interposta persona). La gerarchia, in genere felpata e compassata, in questo frangente è risorta come un sol uomo, arruolando anche il Papa alla bisogna, ma cogliendo anche l'occasione per dare corpo alle vendette interne e regolare i conti tra ruiniani e bertoniani. Come insegna l'amabile Andreotti «la vendetta è un piatto che si gusta freddo». Strategie convergenti che hanno sprigionato il disgusto del popolo cattolico e dei cittadini che ancora pensano con la propria testa.

    Ripudio
    Io, Paolo Farinella, prete mi vergogno della Sua presidenza, per me e la mia Nazione e, mi creda, in Italia siamo la maggioranza che non è quella elettorale, ottenuta da una "legge porcata" che ben esprime l'identità della Sua maggioranza e del governo e di Lei che lo presiede (o lo possiede? ). Lei potrà avere il sostegno del Vaticano (uno Stato estero) e della CEI che con il loro silenzio e le loro arti diplomatiche condannano sé stessi come complici di ingiustizia e di immoralità.
    Per questi motivi, per quanto mi concerne in forza del mio diritto di cittadino sovrano, non voglio più essere rappresentato da Lei in Italia e all'Estero, io La ripudio come politico e come Presidente del Consiglio: Lei non può rappresentarmi né in Italia e tanto meno all'estero perché Lei è la negazione evidente di tutto quello in cui credo e spero di vedere realizzato per il mio Paese. sia perché non mi rappresenta sia perché è indegno di rappresentare il buon nome dell'Italia seria, laboriosa e civile e legale che amo e per la quale lotto e impegno la mia vita. Non importa che Lei abbia la maggioranza parlamentare, a me interessa molto di più che non abbia la mia coscienza
    Io, Paolo Farinella, prete ripudio Lei, Silvio Berlusconi, presidente pro tempore del Consiglio dei Ministri e tutto quello che rappresenta insieme a coloro che L'adulano, La ingannano, La manipolano e La sorreggono: li/vi ripudio dal profondo del cuore. in nome della politica, dell'etica e della fede cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l'Italia dal flagello nefasto della Sua presenza.

    Genova 09 settembre 2009

    Paolo Farinella, prete

  • Risposta al messaggio Una possibilità di Lotta

    http://it.netlog.com/ThomasSankara/blog/blogid=...-

    - ThomasSankara:
    Anche questo è Rivoluzione.

    No, questa è disperazione. Pochi operai che, male in arnese e senza alcuna speranza futura, si arrampicano in cima a una gru per urlare al mondo la propria condizione è disperazione; perché il mondo si disinteressa, corre, va avanti, qualcuno esprime qualche parola di sostegno.

    Questa è disperazione, e della più nera.

    Certo, io sono un sindacalista; ovvio che, come esperto della materia, io sappia che gli operaî abbiano cominciata la contestazione a giugno 2008, e dopo la cassa integrazione (non mi chiedete perché l'abbiano chiamata 'straordinaria') a settembre abbiano occupato e presidiato lo stabilimento, famiglie comprese. Ovvio che io sappia che c'è lavoro, che i clienti dell'azienda continuano a chiedere prodotto. Va bene, in questo caso io sono l'eccezione: allora vi aggiorno io.

    Cominciate da questo articolo http://milano.cronacaqui.it/news-innse-press-l... e mi raccomando notate la data. C'è la loro pagina su MySpace http://www.myspace.com/presidioinnse e il gruppo su Facebook http://www.facebook.com/group.php?sid=c042d74b... . Ci sono i 470 licenziamenti della Telecom Italia http://rsucorcos.blogspot.com/2009/05/telecom-... , il centinaio della HP http://licenziatidahp.blogspot.com/ , la sessantina della Qualcomm http://qualcommchiude.blogspot.com/2009/06/qua... e http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/artic... , i 370 della Motorola http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/econo... , i 235 della Ericsson http://www.cgil.it/UfficioStampa/comunicato.as... .

    Questi sono i dati di un massacro, di una deportazione di massa verso la borgata sociale; di una sconfitta storica della civiltà. Eppure, invece di scendere in strada e ottusamente urlare NO dinanzi a qualsiasi cosa ci tentino di propinare, da destra da sinistra da sopra da sotto - tanto ce lo troviamo sempre di dietro, l'unica reazione è la rassegnazione: i soliti ingorghi vacanzieri, le solite squadre di calcio, i soliti pettegolezzi canori e cinematografici. Ognuno per sé, Dio per tutti; dilettanti allo sbaraglio, ognuno tenta di salvare il proprio orticello; con tanto di beneplacito del 'sindacato di solidarietà', che a chiacchiere sta dalla parte dei lavoratori ma in pratica guai! a chiedere un'azione di lotta comune, quasi che il capitale sia smembrato e ormai prossimo al tracollo.

    Ci dovevamo svegliare prima: quando hanno cominciato a insidiare i diritti acquisiti, il taglio dei fondi alla scuola e alla ricerca, la creazione della Chiesa Catodica, la privatizzazione delle aziende pubbliche - anzi, a tal proposito, leggete quel ch'è successo a Latina: http://acqualatinanograzie.splinder.com/ . Nell'attesa che ci quintuplichino a tutti la bolletta, facciamoci un riso amaro ascoltando quel che da _sempre_ la satira tenta di dirci: http://www.youtube.com/watch?v=i7FCwhXdPII .

  • Risposta al messaggio LIBERTA’ A RISCHIO

    http://it.netlog.com/great_leonardo2006/blog/bl...-

    - Caio_Mario:
    Reprimere la pirateria senza compromettere la libertà d'informazione

    No, il problema è molto più ampio. Qui dovrebbe essere ridiscussa tutta la legislazione in materia di diritto d'autore. È _assurdo_ che un'opera d'arte rimanga di proprietà dell'azienda distributrice per cinquant'anni - anzi, le grandi aziende puntano addirittura ad allungare questo periodo fino a novant'anni per le composizioni classiche. È _vergognoso_ che un ispettore (mi vien di scrivere inquisitore) della SIAE vada a una partita della nazionale di pallavolo e multi la squadra per non aver pagato il diritto d'autore dell'inno nazionale, o che vada a una festa di compleanno di una bambina e multi la famiglia per non aver pagato i diritti d'autore delle musichette - è successo in Puglia.

    Si guarda il problema meno importante del download illegale (economicamente notevole, ma sostanzialmente inferiore) dimenticando che un CD musicale arriva a costare venticinque euri, una pellicola in DVD Blue Ray trenta; questo per dimenticare che lo stesso prodotto venduto in videoteca è tassato differentemente che se venduto in edicola - perché a quel punto, ispiegabilmente, il prodotto da ludico diventa editoriale; sicché c'è una guerra anche tra rivenditori, che si vedono costretti a subire la concorrenza sleale stabilita de iure dallo Stato.

    Certo, c'è poi un problema tutto italiano riguardo il senso della legalità; ma come si può parlare di legge, se questa arriva addirittura a permettere la rivendita di un DVD usato e a vietare il prestito dello stesso prodotto? Si chiama "mancato profitto"; vi sembra ridicolo, sembra anche a me, ma questo statuisce la legge. Certo, c'è anche un problema culturale; perché chi preferisce scaricare un prodotto talvolta registrato in maniera pedestre dimostra di capire men che niente dell'arte - io acquisto i miei DVD, ma i miei DVD si chiamano "Lawrence d'Arabia" o "Balla coi lupi". Forse, se i prezzi fossero inferiori, se le richieste fossero meno esose, anche il cittadino sarebbe felice di spendere una cifra abbordabile per un bel film.

    Nel frattempo, godiamoci la coppia insipiente Marco Carta - Arisa al vertice dell'ormai inutile carrozzone chiamato Festival di San Remo: indovinate chi paga tutto quell'amba aradam. Frattanto, vi ricordo che ci sono gruppi che mettono in linea la propria musica, e fanno pagare solo successivamente il CD: due esempÎ eloquenti sono i Rein http://www.rein99.it/ , gruppo folk punk che ha messo in linea il proprio ultimo lavoro "Occidente" su Jamendo http://www.jamendo.com/it/album/26737 ; e i Huga Flame http://www.hugaflame.com/ , gruppo hip-hop che invece ha sia messo a disposizione il proprio lavoro Facce da Huga per il download, sia pubblicati i video delle loro opere. Godetevi questa dichiarazione meravigliosa, che ben si attaglia a tanti e tanti soggetti sociali: Vi Odio! http://www.youtube.com/watch?v=VPJuj3bhBdc :) :)

  • Risposta al messaggio OGGI DENUNCIO FACEBOOK

    http://it.netlog.com/great_leonardo2006/blog/bl...-

    - ale_67:
    amico mio, a mio modestissimo parere questa è l'Italia, io non mi adeguo ma questa è la triste realtà....siamo noi che ci stiamo autodistruggendo.
    Buonanotte, un abbraccio

    No, non solo l'Italia: il mondo intero. Dai fatti delle Torri Gemelle in poi ci stiamo "adeguando" a veder limitare la libertà: di movimento, di espressione, di dissenso, di esistenza tutta. Le regole che valgono su FaceBook valgono anche altrove, anche qui:

    - "Termini & Condizioni":
    Netlog può cessare di fornire il servizio, bloccare o cancellare una partecipazione in qualsiasi momento e senza preavviso.

    Questa è una regola degna della peggiore dittatura (comunista, islamica, militare: scegliete voi). Un giorno passa un agente (del KGB, della GeStaPo, del Mossad) e il tuo profilo è sigillato d'autorità: chi se ne importa se la cosa ha un fondamento qualsiasi. Andando avanti, si leggono altre meravigliose primizie:

    - "Termini & Condizioni":
    Tutti i dati che carichi o aggiungi non possono essere fuorvianti, minacciosi, diffamatori o dare fastidio.

    Già l'aggettivo "fuorviante" è degno di nota: chissà se un messaggio religioso, in quanto non provato oggettivamente, può essere definito "fuorviante". Ma con le ultime due parole siamo alla minaccia mafiosa, sembra quasi di assistere a una scena del film di Francis Ford Coppola: il padrino si è infastidito per l'articolo che hai pubblicato. La sola differenza sta nella lingua, e nella collocazione:

    - "Termini & Condizioni":
    Quest'accordo e le relazioni tra lei e il sito sono governate dalla legge del Belgio. Lei e Netlog siete d'accordo nel risolvere le controversie presso le corti situate in Bruxelles, Belgio.

    Voglio vedere chi, vedendosi chiudere il profilo, s'imbarca in una rogatoria internazionale. Se pensiamo che la Magna Charta Libertatum fu firmata da re Giovanni Plantageneto nel 1215; e che in quel documento erano addirittura contenuti alcuni diritti civili assai avanzati in difesa del cittadino che si ritenesse vessato dal barone locale o finanche dal re (habeas corpus integrum): oggi, al contrario, è il padrone che vessa i proprî amministrati, fidando sugli sbarramenti e le difficoltà di raggiungerlo così lontano. Stiamo scivolando in un medio evo tecnologico, ancor più pericoloso e violento. :) :)

  • Risposta al video Eluana Englaro: I have a dream - L'Ignora

    http://it.netlog.com/go/explore/videos/videoid=...-
     


    Premesso che ognuno abbia le proprie opinioni, e che ognuna di esse abbia pieno diritto di cittadinanza. Che il problema di natura etica (e non già morale, sono due cose profondamente diverse) sia enorme, è cosa su cui tutti credo siamo d'accordo: per questo motivo mi sembra possibile parlare in termini assoluti solo dei dati di fatto, di oggettività incontrovertibile. La coscienza è un'astrazione, e come tale la lascio al libero arbitrio.

    Che però si possa definire un essere umano _vivo_ perché "tenuto in vita regolare per mezzo di una macchina, funzioni abilitate al 100% con tanto di mestruazioni" ("e per intenderci ancora meglio, la possibilità di dare vita a un figlio" ) mi sembra una grave forzatura. Ognuno è libero di ritenere che "non staccherei mai la spina della macchina"; ma da qui a sostenere che Eluana Englaro fosse completamente viva ne corre.

    Eluana smise di parlare, vedere, sentire, muoversi, aprire gli occhî, contare i giorni diciassette anni prima che il suo cuore cessasse di battere: da allora, non l'ha più fatto. Sono rimasti attivi i muscoli della peristalsi (l'intestino), è rimasto attivo il cuore, già per la respirazione c'è stato qualche problema; ma tutte queste funzioni, guarda il caso, si chiamano "vegetative" proprio perché indipendenti dalla volontà del soggetto: che tu voglia o no, l'intestino si contrae - e anzi, quando il corpo è attaccato da un'infezione gastroenterica il movimento intestinale può anche giungere a causare dolore al paziente.

    Al contrario, tutto ciò che dipendesse in qualche modo dalla volontà di Eluana era completamente inerte. Un battito di ciglia, un tic, foss'anche una leggera apertura delle labbra per respirare: niente. Persino la deglutizione doveva essere aiutata, proprio da quella macchina che, secondo le intenzioni dell'autore di quest'intervento, avrebbe dovuto tenere la ragazza in vita "regolare". Alla stessa maniera ella era totalmente assente, distaccata e ignara del tempo che le scorreva addosso e intorno, del dramma del padre e dei famigliari tutti.

    Ora: definire tutto ciò "vita regolare" è menzogna, e anche delle più clamorose. C'è chi ritiene indegna di essere vissuta una vita di reclusione, chi con la tetraplegia, chi addirittura in assenza d'amore; Eluana era totalmente assente, al punto di essere interte agli stimoli di fame e sete - mancanze che erano e sono sbandierate come strumenti di morte usati contro chi non si potesse difendere. Fino a prova contraria, per diciassette anni ella è stata nutrita e dissetata proprio nella speranza che un segno, un gesto potessero restituire la speranza di un ritorno alla vita regolare - intesa nel senso della coscienza di vita.
    _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

    Da qui in poi esprorrò il mio punto di vista - sorretto anch'esso da dati di fatto.

    A latere, dirò che tutte le citazioni d'ignoranza, e della Costituzione tradita, l'accostamento alla morte dei barboni per il freddo, la lacrimevole questione della dolenza per fame e sete - sono soltanto propaganda politica, buona per inalberarsi sul palco di una manifestazione fieristica, o forse politica di quarta classe - appunto, politica italiana. Il sogno raccontato è frutto di una distorsione totale dei fatti: Eluana fu sfamata e dissetata proprio quando non fu più in condizioni di rendersi conto di essere affamata e assetata: fosse stata per sua "scelta", si sarebbe lasciata morire di fame e di sete molto prima.

    Annotazione: si lasciarono morire di fame i detenuti nel carcere di Long Kesh (Nord Irlanda), noto anche come Maze - il Labirinto, durante un famoso sciopero della fame avvenuto dal 1 marzo 1981 al 3 ottobre 1981: lo scioperò contò ben dieci morti, due interruzioni per malattia, cinque ritiri per intercessione della famiglia di cui quattro con soggetto in stato comatoso, più sei interruzioni per fine della protesta. L'11 giugno 1965 a Saigon il Bonzo Thich Quang Duc si cosparse di benzina per poi darsi fuoco in segno di protesta contro le repressioni attuate da Ngo Dinh Diem contro la religione buddista nel sud del Vietnam. Il suo esempio fu poi seguito da altri bonzi.

    Che cosa dire allora dell'apparato scheletrico, e della muscolatura, e della maturazione psichica di Eluana; che per forza di cose si sono interrotte, e deteriorate, e rovinate a causa della totale e completa assenza di coscienza; che di propria volta ha comportato mancanza di movimenti, di ragionamento, di cumulo di esperienze. Dove sta la vita di Eluana dal giorno del suo tragico incidente; intendo l'attività fisica, psichica, relazionale di Eluana; dove sono i suoi sentimenti, l'amore e la delusione, la rabbia e l'invidia, la gelosia e la serenità; dove sono tutti quegl'ingredienti che rendono la vita viva perché vissuta.

    Quando ho scritto che "c'è chi ritiene indegna di essere vissuta una vita di reclusione, chi con la tetraplegia, chi addirittura in assenza d'amore" intendevo proprio questo: la vita, per essere tale, deve vedere realizzate determinate condizioni; altrimenti è altro - sopravvivenza, morte sociale, vegetazione. È morte sociale la reclusione, in quanto alla vita manca la libertà di relazione; è sopravvivenza la vita con la tetraplegia, perché essa impedisce l'autonomia di movimento: quante altre condizioni minano la qualità della vita, e ne sminuiscono il valore, e la rendono sempre meno "vita".

    È anticamera della morte la mancanza d'amore - e di questo si avvide persino Papa Giovanni Paolo II, tanto che lo scrisse nell'enciclica Redemptor Hominis, al capitolo 10: "L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non s'incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente".

    Concludo mettendo all'indice la peggiore, la più laida, la più vigliacca delle affermazioni pronunciate in questa dissertazione: "la possibilità di dare vita a un figlio". C'è chi ritiene che anche gli animali abbiano diritti: e si batte affinché sia concesso loro di vivere in maniera dignitosa, in spazî decenti, sufficienti, puliti. Tra le varie argomentazioni addotte, c'è anche il riferimento alle gravidanze forzate; per produrre cuccioli, dai quali ottenere carni e pellami pregiate; per produrre latte, uova, e relativi derivati. Gli animali sono in massima parte esseri sensienti, che soffrono sia il dolore fisico che quello psichico come noi: è infamante "usarli" per produrre in massa beni di consumo.

    Semmai Eluana avesse "casualmente" concepito e partorito un figlio nelle condizioni in cui ha versato dal momento dell'incidente, spero che la cittadinanza intera si sarebbe sollevata gridando allo stupro. Come si possa pensare all'eventualità che un essere inanimato possa giungere alla procreazione, mi sembra veramente un'idea dettata dall'immaginazione più malvagia e perversa. Fosse poco questo, chissà come si sarebbe potuto sentire un figlio che avesse potuto vedere "mamma" adagiata su un lettino, tenuta in vita da una complicata macchina.

    Eluana Englaro è morta; ma, sappiamo tutti, c'è chi sui cadaveri specula così bene.

    Stefano

  • IO DIFENDO la Costituzione contro il Regime

    Firma l'appello di Massimo Fini & Marco Travaglio



    Tratto da: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2...

    Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.

    Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).

    Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.

    Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).

    Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.

    Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.

    Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.

    Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla, anziché mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

    Massimo Fini
    Marco Travaglio

    Per aderire: firma l'appello online qui
    http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2008/1...

    Nota: io sono il firmatario n. 20778. :)

  • Risposta al messaggio Lo sfascio dell'italia

    Lo sfascio dell'italia. Con la "i" minuscola.

    http://it.netlog.com/Groupie_GlitterRock/blog/b...-

    - The_Sweet_Insanity:
    Razzisti. Vivo in una società di razzisti.
    Credete di essere tanto unici, pieni e veri, ma poi, quando vi viene chiesta una motivazione non sapete cosa rispondere. Dite di non volere persone di razze diverse. Ma le razze non esistono: tutti noi, siamo immensamente diversi e distanti e per questo così uguali. Oggi ho sentito una persona dire "gli immagrati non sono persone, sono animali". Non ci potevo credere. No. No. No. Ogni persona ha qualcosa da insegnare a qualcun'altro.

    I razzisti sono la feccia della società. Loro sono gli unici animali. Credo anche che dietro a questo seguire un'ideologia politica di massa, si nasconda l'incapacità di esprimersi per quello che si è realmente.

    Ora che i leghisti mi insultino, i fascisti mi minaccino... non mi importa molto. Io sono qualcuno. Voi valete solo in massa.

    pace e amore a tutti
    Miss Cherry :)


    Giungo buon ultimo nel tuo spazio, e commento con un certo ritardo rispetto alla miriade di messaggî che ti sono stati lasciati (ne ho trovati più di un centinaio: caspita!, hai fatto centro ragazzina). Confermo: viviamo in una società razzista, stupida, beghina e ipocrita. Ne sia dimostrazione l'onnipresente cattolicesimo salvo che nell'urna elettorale, dove vincono il divorzio e l'aborto.

    Questa dei referendum è la cartina al tornasole dell'Italia: altro che "Repubblica fondata sul lavoro", altro che "società civile", altro che "nata dalla Resistenza". Fattelo dire da chi è più vecchio (e furente) di te: questo Paese si è retto per anni sui finanziamenti, degli Stati Uniti per il tramite della Democrazia Cristiana e dell'Unione Sovietica per il tramite del Partito Comunista: fosse stato per il nostro lavoro, oggi saremmo una fogna - e lo diverremo, se dovesse seguitare così. La Resistenza fu fatta da pochi esaltati: oggi questo Paese è costituito da democristiani e socialdemocratici (al tempo, i comunisti definivano i socialdemocratici con il dolce nome di "socialtraditori": avevano ragione, guarda oggi D'Alema e Veltroni), diversi nell'apparenza e identici nel marciume.

    Non solo: se all'epoca vinsero divorzio e aborto, fu perché gli uomini speravano di potersi liberare della moglie, e trovarne un'altra. Oggi che le cotanto rosee aspettative sono state sistematicamente frustrate, siamo tornati al delitto d'onore. Tutto sommato, a me la cosa fa ridere - a parte le donne offese con vario titolo, per le quali mi dispiace: ma è bello vedere che per una volta la mentalità furbacchiona dei maschietti italioti è stata così severamente punita.

    Il voto uscito dall'urna è la vera immagine del Paese: ciucciamo gli alluci ai padrini di turno, sperando di poter ottenere qualche briciola caduta dal loro tavolo riccamente imbandito; e ce la litighiamo persino, accampando che abbiamo leccato più dell'altro. Emilio Fede è ripugnante nella sua smaccata ossequienza: pure ha un largo seguito, chiara dimostrazione che c'è tanta gente come lui. Paolo Villaggio ha provato a portare sullo schermo questo scarto umano, l'impiegato vigliacco e pronto a sottomettersi a tutto pur di fare carriera: invece di essere fischiato e offeso, ha avuto un successo grandioso - oggi alcune sue frasi sono diventate modo di dire; un motivo ci sarà: http://it.youtube.com/watch?v=PjyV6vRgrdI .

    La mia più grande soddisfazione (se così si può chiamare) sarà vedere questa caterva di vermi schiacciata come si merita; da cinesi, negher, marocchini - più affamati di loro, che li cancellerà dalla loro stessa terra. Dopotutto, per quale motivo dovrebbero continuare a esistere? Se davvero gli "esseri inferiori" devono essere sottomessi al "Popolo Signore", ebbene che sia...

    Stefano

  • Risposta al messaggio GREMBIULE IN CLASSE? SI o NO? (2)

    http://it.netlog.com/great_leonardo2006/blog/bl...-

    - great_leonardo2006:
    L’abbigliamento dovrebbe essere consono al luogo che si frequenta che parimenti deve essere trattato e rispettato in quanto bene dello Stato quindi di tutti e non bene privato e secondo un sondaggio di studenti.it pare pure gradito.


    Guagliu': parlammo ma nun ce capimmo.

    Il Dizionario Garzanti, alla voce Istituzione, recita ch'essa è "l'insieme delle norme e delle consuetudini fondamentali su cui si regge lo Stato"; aggiungo che l'Istituzione traccia queste norme, e perciò educa il cittadino alla convivenza civile. Ora: ti pare che i cittadini di questo Paese abbiano a cuore sé stessi in primis, e poi quello che è loro dintorno? Quale effetto sortirebbe un provvedimento preso dall'alto di un'Istituzione, per antonomasia inutile - tranne che per l'emissione del famigerato "pezzo di carta"?

    A parte questo, ero sono e sarò sempre e fermamente contrario. L'istituzione di una divisa è cosa utile quando sia necessario cancellare la personalità del singolo: ecco allora l'utile sua funzione in seno a un esercito, dove il singolo dev'essere identificato per la sua funzione - e allora spiccano i gradi e le mostrine, i galloni e gli alamari. All'interno di una scuola, invece, dovrebbe avvenire esattamente il contrario. La Scuola, nella sua accezione più felice, dovrebbe condurre i ragazzi verso l'età adulta; l'adozione della divisa, al contrario, ottempera da una parte alla separazione dei membri dal resto della società, dall'altra all'annullamento della personalità del singolo.

    Se avessimo degl'insegnanti davvero motivati al proprio lavoro, sarebbe loro responsabilità contenere gli eccessi dei ragazzi: fuori di qui puoi fare quello che vuoi - o quasi, ma qui userai la gentile disponibilità di mostrarti in maniera più sobria e austera. L'adozione della divisa è un'ipocrita messinscena, buona soltanto per salvare l'apparenza di un provvedimento di cartone: chi se ne importa di che cosa pensi o faccia il ragazzo, la scuola si nasconde dietro la norma e finisce lì il suo compito. Alla faccia della funzione educativa.

    Mi dirai: ma anche adesso la scuola svolge una _finzione_ educativa: certamente, ed è per questo che un provvedimento simile, qui oggi e stanti così le cose, si rivelerebbe un duplice errore: primo, l'errore assoluto di astenersi dall'educazione dei giovani (nascondersi dietro alla norma); secondo, l'errore relativo e specifico di diventare ancor più lo zimbello della società (con tutti i problemi serî della scuola italiana - mancanza di fondi, di aule, di strumenti didattici, d'insegnanti preparati e di prestigio - ci soffermiamo a disquisire sul dettaglio del vestiario).

    Allora: la soluzione, more solito, dovrebbe arrivare dall'alto. Basta col nepotismo, basta con l'arricchimento sugli appalti, basta con il dilettantismo politico economico giuridico: prima d'ogni cosa, sovvenzionamento _serio_ della Scuola - visto che persino il Messico stanzia per essa una percentuale del PIL più alta di quella italiana. Edificazione di scuole ad hoc - invece di riciclare vecchî edifici creati per tutt'altro scopo; rinnovamento delle strutture, delle apparecchiature, degli strumenti didattici; agevolazioni per acquisto di libri, riviste, CD; agevolazioni per ingresso a mostre, musei, conferenze, concerti (per esempio: perché dover sapere tutto di Wolfgang Amadeus Mozart e nulla di Charlie "Bird" Parker Jr.? ).

    Ancora: aggiornamento dei programmi, specie degl'istituti tecnici e professionali, per i quali bisognerebbe prevedere tirocinî presso le strutture di produzione - fermo restando che dovrebbe essere impedita qualsiasi ingerenza delle strutture di produzione nei confronti degl'istituti stessi: le aziende che volessero fare corsi specifici si dovrebbero attrezzare per proprio conto, reclutando gli studenti solo alla fine del percorso didattico; reintroduzione dell'ora di educazione civica (altro che divise), trasformazione dell'ora di religione in ora di _riflessione_ - e chi vuole incontrare il proprio Dio se lo vada a pregare dove gli pare. Nel mio Istituto c'è un fior d'insegnante di religione, il quale fa vedere ai suoi studenti lungometraggî molto impegnati: uno per tutti, "Million dollar baby", che tratta tra i tanti il tema dell'eutanasia: ci fossero più insegnanti come lui.

    Ancora: reclutamento degl'insegnanti in maniera seria e funzionale all'insegnamento - laurea per tutti gl'insegnanti di tutti i gradi, obbligo della presenza nel percorso di laurea di almeno un esame di psicologia e un esame di pedagogia, ambedue specifici per l'età degli studenti da formare; tirocinio di almeno un anno e aggiornamento in itinere continuo, gratuito e obbligatorio. Istituzione dell'Ordine degl'Insegnanti, totalmente svincolato sia dalla politica che dal sindacato. Obbligo di maggiore severità: nella struttura scolastica nessuno fuma, nessuno prende il caffè o mangia la pizza salvo nell'atrio e durante la ricreazione; irrogazione e controllo dei compiti a casa; preparazione e puntualità.

    In ultimo: basta con le vacanze camuffate da visite d'istruzione, chi vuole fare la crociera nel Mediterraneo vada da solo all'agenzia di viaggî; a scuola siano consentiti visite e viaggi d'istruzione con vera valenza educativa (che poi, anche chi va in visita alla Valle dei Templi può sempre dedicare un giorno alla spiaggia di Agrigento).

    Se fossimo in grado di compiere questa rivoluzione, sai che cosa ci faresti con i grembiuli.

    Stefano

  • Risposta al messaggio L'IMPORTANZA DELLE NOSTRE SCELTE

    http://it.netlog.com/Thesara60/blog/blogid=3569...-

    Essalamu Elikah!

    - Thesara60:
    quando l'amore finisce ci si lascia.....
    chi invece rimane insieme per tutta la vita..... forse non lo fa per amore....ma lo fa perchè le premesse iniziali di "non amore"(interesse,convenienza, dipendenza psicologica, complessi vari, perversioni,debolezze.....)restano invariate per tutta la vita.......


    Voglio sperare che questa tua affermazione sia dettata da una delusione contingente: perché hai scritta una cosa tanto triste così come tanto sbagliata. Ti faccio l'esempio personale: io do grande importanza ai sentimenti. Più ancora che a qualsivoglia carnalità, più ancora di qualsivoglia passione, ciò che mi unirebbe alla mia compagna sarebbero gli affetti. Tengo molto alla differenza tra questi due lemmi (amore e affetto), perché credo che la tua osservazione sia mancante proprio del secondo. L'amore è stato da sempre definito fugace, istintivo, del tutto privo di logica e coerenza; l'affetto, al contrario, è pacato, duraturo, si manifesta tra persone che si sentono vicine più con la mente che col cuore. Per l'amore la menzogna e la guerra sono lecite, tutte cose che l'affetto rigetta. Come diceva Elena nel Sogno di una notte di mezza estate, nel monologo in cui ella si decide a tradire persino la sua più cara amica Ermia:

    - Elena:
    Quanto può esser più felice al mondo
    un essere di un altro!...
    In tutta Atene io son tenuta bella
    almeno quanto lei. Ma a che mi vale?
    Tale non mi considera Demetrio;
    rifiuta di vedere coi suoi occhi
    quel che vedono tutti, meno lui.
    Ed io, lo stesso abbaglio ch'egli prende
    a infatuarsi degli occhi di Ermia,
    lo prendo ad ammirar le sue virtù.
    L'amore può dar forma e dignità
    a cose basse e vili, e senza pregio;
    ché non per gli occhi Amore guarda il mondo,
    ma per sua propria rappresentazione,
    ed è per ciò che l'alato Cupido
    viene dipinto col volto bendato.
    Né Amore ha il gusto del saper discernere:
    ali ed occhi bendati sono il simbolo
    d'irriflessività precipitosa.
    Perciò si dice che Amore è bambino:
    perché s'inganna spesso nello scegliere,
    e, simile ai bambini nei lor giochi,
    che fanno spensierati giuramenti,
    il fanciulletto Amore
    è sempre mancatore di parola.
    Così Demetrio. Prima che i suoi occhi
    incontrassero il bello sguardo d'Ermia,
    grandinava promesse e giuramenti
    d'essere solo mio; ma quella grandine
    appena che avvertì il calore d'Ermia
    si dissolse, con tutti i giuramenti.
    Voglio andare comunque ad informarlo
    della fuga della sua bella Ermia;
    così domani notte, già lo vedo,
    correrà per il bosco dietro a lei;
    e se in cambio di questa informazione
    avrò da lui un po' di gratitudine,
    me la sarò acquistata a caro prezzo...
    anche se mi vedrò poi ripagata
    dal vederlo tornar senza di lei.


    Per quanto mi riguarda, se davvero mi trovassi a vivere un'avventura effimera (altro che sogno d'eternità!), mi farei poche illusioni: oggi l'amore c'è, domani chissà; tutto scorre. Per contro: una mia cara amica si è sposata, si è trasferita di paese, ha avuti due figlî; pure io le voglio ancora bene, e tuttora ci sentiamo - in barba alle distanze, ai contratti, alle convenzioni e alle convenienze. Quand'anche ci fosse chi mi guardasse con occhî bugiardi per chissà quale motivazione, è bene che sappia per quante parti ho seppelliti amori, amicizie, rapporti interpersonali d'ogni genere: io sono io, onesto e sincero con me stesso, chi mi mentisse perderebbe una persona valida per il valore umano invece che per quello economico.

    Impara a farlo anche tu: lascia stare tutte quelle favole di amor d'amore, di amore eterno, di principi azzurri sui loro cavalli bianchi. Se facessi più attenzione, scopriresti che il principe che oggi ti guarda con gli occhî incantati e perduti nel tuo sguardo ha appena scaricata l'ultima principessa del suo lungo ruolino di marcia. Semmai anche tu incontrassi chi ti mentisse, trova il coraggio di seppellirlo - in senso metaforico, sia inteso; se invece tra te e l'amor tuo rimanesse l'affetto, ebbene sappi dar valore ad esso: perché

    - Thesara60:
    chi invece rimane insieme per tutta la vita..... forse non lo fa per amore....


    lo fa perché ha saputo volgere la passione in qualche cosa di meno travolgente, ma più profondo.

    Auguri.

    Ua Elikah Essalam! by alFaris

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