Moustafa_alSallahd
Trust maschio - 43 anni, Bracciano (RM), Italy
Blog / Risposta al messaggio LIBERTA’ A RISCHIO
domenica, 17 maggio 2009 alle 12:03
http://it.netlog.com/great_leonardo2006/blog/bl...-
- Caio_Mario:
Reprimere la pirateria senza compromettere la libertà d'informazione
No, il problema è molto più ampio. Qui dovrebbe essere ridiscussa tutta la legislazione in materia di diritto d'autore. È _assurdo_ che un'opera d'arte rimanga di proprietà dell'azienda distributrice per cinquant'anni - anzi, le grandi aziende puntano addirittura ad allungare questo periodo fino a novant'anni per le composizioni classiche. È _vergognoso_ che un ispettore (mi vien di scrivere inquisitore) della SIAE vada a una partita della nazionale di pallavolo e multi la squadra per non aver pagato il diritto d'autore dell'inno nazionale, o che vada a una festa di compleanno di una bambina e multi la famiglia per non aver pagato i diritti d'autore delle musichette - è successo in Puglia.
Si guarda il problema meno importante del download illegale (economicamente notevole, ma sostanzialmente inferiore) dimenticando che un CD musicale arriva a costare venticinque euri, una pellicola in DVD Blue Ray trenta; questo per dimenticare che lo stesso prodotto venduto in videoteca è tassato differentemente che se venduto in edicola - perché a quel punto, ispiegabilmente, il prodotto da ludico diventa editoriale; sicché c'è una guerra anche tra rivenditori, che si vedono costretti a subire la concorrenza sleale stabilita de iure dallo Stato.
Certo, c'è poi un problema tutto italiano riguardo il senso della legalità; ma come si può parlare di legge, se questa arriva addirittura a permettere la rivendita di un DVD usato e a vietare il prestito dello stesso prodotto? Si chiama "mancato profitto"; vi sembra ridicolo, sembra anche a me, ma questo statuisce la legge. Certo, c'è anche un problema culturale; perché chi preferisce scaricare un prodotto talvolta registrato in maniera pedestre dimostra di capire men che niente dell'arte - io acquisto i miei DVD, ma i miei DVD si chiamano "Lawrence d'Arabia" o "Balla coi lupi". Forse, se i prezzi fossero inferiori, se le richieste fossero meno esose, anche il cittadino sarebbe felice di spendere una cifra abbordabile per un bel film.
Nel frattempo, godiamoci la coppia insipiente Marco Carta - Arisa al vertice dell'ormai inutile carrozzone chiamato Festival di San Remo: indovinate chi paga tutto quell'amba aradam. Frattanto, vi ricordo che ci sono gruppi che mettono in linea la propria musica, e fanno pagare solo successivamente il CD: due esempÎ eloquenti sono i Rein http://www.rein99.it/ , gruppo folk punk che ha messo in linea il proprio ultimo lavoro "Occidente" su Jamendo http://www.jamendo.com/it/album/26737 ; e i Huga Flame http://www.hugaflame.com/ , gruppo hip-hop che invece ha sia messo a disposizione il proprio lavoro Facce da Huga per il download, sia pubblicati i video delle loro opere. Godetevi questa dichiarazione meravigliosa, che ben si attaglia a tanti e tanti soggetti sociali: Vi Odio! http://www.youtube.com/watch?v=VPJuj3bhBdc

Commenti 4 Ordina commenti:
Stefano Stronati Trust (mercoledì, 20 maggio 2009 alle 07:51)
- great_leonardo2006:
Permettimi di non concordare il peer to peer è un'esigenza che nasce dalla fame di cultura che c'è in questo paese,
Sì, hai ragione: nella foga mi sono espresso con poca precisione. Nel terzo paragrafo parlavo di chi scarica a tutta manetta, chi rifiuta proprio l'idea di pagamento in quanto tale: insomma, il solito furbo che "chiagne e fotte".
Però. Però c'è una pecca anche nel tuo discorso:
- great_leonardo2006:
La cultura non si paga e tutti ne devono avere diritto all'accesso,
No: tutti _devono_ pagare la cultura, perché anche gli operatori culturali devono mangiare. Paghi il libro così come paghi la verdura, paghi la pellicola così come paghi il farmaco. Semmai, tutti devono avere _accesso_ alla cultura, così come alla sanità; ma su questo argomento ho già scritto che dovrebbe essere rivista la legislazione in materia.
- great_leonardo2006:
una volta c'erano le compagnie sperimentali dove con cinquemila lire potevi assistere ad un buon spettacolo teatrale,il cinema:costo minimo 7 euro a persona,una volta c'erano i cinema di 3^ visione dove comunque si poteva vedere un film a 2000 lire....dove sono finiti?
Ci sono ancora, anche se ben nascosti: uno tra questi è il Teatro dei Cocci a Monte Testaccio, facci un salto ché sicuramente scoprirai qualche cosa d'interessante; un altro indirizzo è il Teatro Vascello a Monteverde. Quanto al cinematografo, il 7 maggio è terminata la promozione Cin Cin Cinema http://www.cincincinema.it/ , che ha proposto l'accesso con prezzi civili. Sono d'accordo con te che tutto ciò è briciole rispetto a un prodotti di qualità; ma forse, tutta questa gente che ha fame di cultura dovrebbe manifestare in maniera più appariscente le proprie necessità - metto anche me stesso nel gruppo, ancorché la mia inazione è legata a un problema contingente: mi manca il tempo anche per stirare i pantaloni, figurarsi andare al cinema.
Stefano Stronati Trust (mercoledì, 20 maggio 2009 alle 07:11)
- STELLACADENTE61:
Personalmente, mi rifiuto di spendere certe cifre per l'acquisto di cd, dvd...E se vogliamo metterci pure i libri.......
Ma se diventassero un pelino più onesti, loro per primi????
Infatti, per questo ho scritto che dovrebbe essere rivista tutta la legislazione in materia di diritto d'autore: chiaro che, rivista la legislazione, cambierebbe per conseguenza anche l'economia che gira attorno. Certo, tutto ciò è pura utopia...
great_leonardo2006 Trust (lunedì, 18 maggio 2009 alle 09:34)
Permettimi di non concordare il peer to peer è un'esigenza che nasce dalla fame di cultura che c'è in questo paese,il livello di povertà è altissimo,la cultura è accentrata nelle mani di pochi e se non hai il portafogli a soffietto è impossibile solo avvicinarvisi,sono anni che non metto piede a teatro,costo minimo 40 euro a testa,una volta c'erano le compagnie sperimentali dove con cinquemila lire potevi assistere ad un buon spettacolo teatrale,il cinema:costo minimo 7 euro a persona,una volta c'erano i cinema di 3^ visione dove comunque si poteva vedere un film a 2000 lire....dove sono finiti?

la musica:una volta si poteva comprare un 45 giri a modico prezzo oppure sentire la canzone che piaceva al jubox adesso se ti piace una canzone devi comprare un cd con altre 10 canzoni che non ti interessano alla modica cifra di 27 euro.......
Per non parlare dei libri....costo minimo 15 euro e prima che escano le edizioni economiche....si fà per dire perchè anche quelle stanno a 10 euro....diventi vecchio....
Allora la cultura non è un bene di tutti?
L'unico sistema per arrangiarsi purtroppo è il web e Emule,oppure vogliamo che la cultura sia solo patrimonio dei soliti? La cultura non si paga e tutti ne devono avere diritto all'accesso,ma la cultura costituisce pure la vera paura dei governi che non hanno saputo far altro che distribuirla,malamente,attraverso i loro canali televisivi,dove è finito il teatro,la buona musica e tanti programmi culturali che c'erano in TV? Spariti soppiantati completamente da stupidi reality che fanno ignoranza e non cultura.
Questo è quello che dobbiamo accettare.....e allora ti dico...IO NON CI STO' e scarico.....
E' l'unico modo possibile per rimanere acculturato con il mio stipendio.....
Annaritastellacadente Trust (lunedì, 18 maggio 2009 alle 00:03)
Personalmente, mi rifiuto di spendere certe cifre per l'acquisto di cd, dvd...E se vogliamo metterci pure i libri.......
Ma se diventassero un pelino più onesti, loro per primi????
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