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Moustafa_alSallahd

Trust maschio - 43 anni, Bracciano (RM), Italy


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Blog 28

Oggi va tanto di moda la parola "blog" - da web log, traccia su rete: io preferisco ancora chiamarlo in italiano, "diario". Spero di offrire qualche spunto di riflessione a chi viene a leggere.


  • Risposta all'articolo Anno Zero

    http://www.reset-italia.net/2009/10/09/anno-ze...

    Ora: che Santoro sia di parte, è evidente; che Vauro sia un comunista, per giunta vecchia maniera, “oh che ‘un si vede?” direbbe lui. Mi domando: che cosa c’è di male in una trasmissione televisiva di parte!? Non è forse di parte papa Benedetto XVI, e i varî monsignori Ersilio Tonini, e Camillo Ruini, e Angelo Bagnasco, e tutti gli altri? Qualcuno vieta loro la parola? Be’, sì: quando criticano la Finanziaria dello Stato italiano, qualcuno lamenta l’ingerenza. Non di meno, in RAI c’è una trasmissione chiaramente dalla loro parte: http://www.asuaimmagine.rai.it/ (ineguagliabile padre Raniero Cantalamessa: nomen omen), e la vede chi gli garba, gli altri la ignorano. Mi sembra ovvio che una persona sia di parte: anch’io, dopotutto, sono di parte – la mia parte.
    Mi pare normale che ognuno abbia la propria parte: mi sembra strano, invece, che chiunque critichi sia immediatamente considerato un sovversivo, o addirittura un comunista. Come si possano definire comuniste personalità come Indro Montanelli, ex fascista diventato col tempo e col senno soltanto (!) liberale conservatore; oppure Enzo Biagi, anch’egli liberale; o peggio Marco Travaglio, formato alla scuola del Toscanaccio e dichiaratamente di destra (mi par strano dare del comunista anche a Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Romano Prodi, Giorgio Napolitano et cetera; ma va be’, con questi ultimi bei tomi la confusione è grande, sicché è facile sbagliare, N.d.R.).
    No, queste persone non sono comuniste; sono sovversive, ma è un’altra questione. Sono sovversive perché, pur essendo di destra, hanno mantenuta una propria autonomia di giudizio. Sono sovversive perché dicono, denunciano, palesano fatti, documenti, condizioni reali ed esistenti. Questo mi dà fastidio di certi urlatori della verità, certe tifoserie da stadio, certe colonne di militanti integralisti (altro è la Jihad: http://www.arabcomint.com/jihad.htm ): l’idea che chi non si confaccia al Santo Verbo sia un eretico, da mettere al rogo il più presto possibile.
    Gl’integralisti sono sempre esistiti, anche a sinistra Antonio Di Pietro, peraltro un uomo di centro, è ritenuto un “nemico”: ma l’aggressività, la falsità, l’ipocrisia di certe loro affermazioni li rendono talora insopportabilmente irritanti. Quando smetteremo di comportarci come teppisti, forse saremo un paese più civile; o forse, non saremo più Italians http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.a... – chissà, potrebbe essere una via d’uscita da tenere in considerazione.
    S.

  • Risposta al messaggio Cosa vuol dire libertà di stampa

    http://it.netlog.com/biker16563/blog/blogid=702...-

    - biker16563:
    davvero gli elettori di centrodestra possono volere tutto questo?

    Mi spiace risponderti: sì, e non soltanto gli elettori di centro destra. Noi spesso confondiamo la destra con Indro Montanelli, e la sinistra con Antonio Gramsci. In realtà, il nostro paese (scusa la minuscola, ma se la merita) è fatta di democristiani del centro-destra e socialdemocratici del centro-sinistra (all'epoca, i comunisti li definivano con il dolce epiteto di "social traditori": avessimo mai potuto immaginare per quanta parte fossero benevoli, visti gli sviluppi da allora). Ambedue le correnti si differenziano negli atteggiamenti: in chiesa (anche qui, scusa la minuscola) gli uni, alle feste di partito gli altri: nei fatti, sono due facce d'una stessa medaglia, quella del nepotismo e del malaffare.

    Oggi additiamo il Presidente del Consiglio d'essere in conflitto d'interessi: non fu forse l'opposizione, all'epoca, a permettere la sua candidatura, adducendo che le concessioni fossero intestate a Fedele Confalonieri, mentre il nostro era solo il "mero proprietario"? E inoltre: la legge sul registratore di cassa, o scontrino fiscale che dir si voglia, voluta dal Ministro delle Finanze, on.le Bruno Visentini, favorì l'Olivetti di cui il signor Ministro era al contempo Presidente; questo per pietà tacendo delle partite di computer (cartoni travestiti) vendute proprio alle amministrazioni statali.

    Oggi additiamo il Presidente del Consiglio d'essere il dittatore dell'informazione: orbene da quanti anni il C.d.A. è espressione delle parti politiche? Era notoria la spartizione: RAI1 alla DC, RAI2 al PSI, RAI3 al PCI - quest'ultima, in effetti, rimasta l'unica voce fuori dal coro berlusconiano. Simile è la situazione nel mondo della scuola, dove le scuole medie (inferiori e superiori) sono feudo della CGIL e gli ex asili e scuole elementari sono regno della CISL. Basta così, o devo andare avanti?

    Sì, l'italiano è rimasto quello di sempre: truffaldino, arraffone, bottegaio; limitato nella capacità intellettiva, critica e anche economica - quante volte si è detto che il Bel Paese potrebbe campare di rendita, grazie ai beni naturali e architettonici. Un solo, piccolo esempio: la guerra tra Guelfi e Ghibellini cominciò in Germania, sotto forma di guerra di successione; battuti i primi, finì la guerra, finirono i contrasti. La stessa guerra si trasferì in Italia, ma con caratteristiche talmente tanto differenti (una tra tutte: dopo la vittoria guelfa, il Papa fomentò lo scisma dei Guelfi Neri nel tentativo, riuscito, di falciare l'emergente borghesia) che i tedeschi conservano i nomi italianizzati dei termini (sì, proprio Guelfen e Ghibellinen, anche se fa tanto Sturmtruppen: i termini tedeschi sono Welfen e Waiblinger) proprio per distinguere le due questioni, solo apparentemente simili. Ho verificato io stesso per quanta parte sia impossibile fare un discorso _oggettivo_, con gli uni come con gli altri: le risposte vanno sempre a parare verso "quegli altri", e da lì grandinano le frasi fatte, le parole d'ordine e le aggressioni verbali. Guelfen und Ghibellinen, appunto. :) :)

  • Lettera di RIPUDIO - Dio liberi l'Italia dal DRAGONE

    (tratto da: < http://www.facebook.com/group.php?gid=12557269... > )

    Informazioni di base
    Nome: Lettera di RIPUDIO - Dio liberi l'Italia dal DRAGONE
    Categoria: Interessi Comuni - Incontri e relazioni
    Descrizione: Sig. Presidente "pro tempore" del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, Palazzo Chigi, 00100 Roma

    Lettera di ripudio
    Il mio nome è Paolo Farinella, prete della Chiesa Cattolica residente nella diocesi di Genova. Come cittadino della Repubblica Italiana, riconosco la legittimità formale del Suo Governo, pur pensando che Lei abbia manipolato l'adesione della maggioranza dei pensionati e delle casalinghe che si formano un'idea di voto solo attraverso le tv, di cui Lei ha fatto un uso spregiudicato e illegittimo. Lei in Italia possiede tre tv e comanda quelle pubbliche nelle quali ha piazzato uomini della Sua azienda o a Lei devoti e proni. Nel mese di agosto 2009 ha inaugurato una nuova tv africana, Nessma, a cui ha fatto pubblicità sfruttando illecitamente la Sua posizione di Presidente del Consiglio e dove ha detto il contrario di quello che opera in politica e con le leggi varate dal Suo Governo in materia di immigrazione. Se Lei è pronto a smentire, come è Suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da Lei perché potrebbe trattarsi di Veronica Lario travestita da Lei:
    < http://www.youtube.com/watch?v=Se3yqycsMyg >.
    (La seconda parte qui: < http://www.youtube.com/watch?v=buOLH4UwAaA >, N.d.R.)
    Faccia vedere il video ai Suoi amici leghisti e nel frattempo ascolti cosa dice il Sindaco di Treviso, lo sceriffo Giancarlo Gentilini del partito di Bossi, ad un raduno del Suo partito xenofobo dove ha esposto "Il vangelo secondo Gentilini" con chiarezza diabolica: «Voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari … Voglio la rivoluzione contro i bambini degli immigrati … Ho distrutto due campi di nomadi e ne vado orgoglioso. Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono le moschee: i musulmani se vogliono pregare devono andare nel deserto, ecc. ecc. Questo è il Vangelo secondo Giancarlo Gentilini (sindaco di Treviso): “Tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri, ma non avanzerà niente”». Questo il link con la Sua voce in diretta; si prepari ad ascoltare il Demonio in persona:
    < http://www.youtube.com/watch?v=_WCZNQJkV3E >.

    Legittimità elettorale e dignità etica
    Riconoscere la legittimità del Suo Governo, con riserva etico-giuridica, non significa riconoscere anche la Sua legittimità morale a governare il Paese perché Lei non ha alcuna cultura dello Stato e delle sue Istituzioni, ma solo quella di difendere sé stesso dalla Giustizia e i Suoi interessi patrimoniali che sotto i Suoi governi prosperano alacremente. Il conflitto di interessi pesa come un macigno sulla Nazione e la sua economia, ma Lei è bravo ad imbrogliare le carte, facendolo derubricare nella coscienza della maggioranza che ne paga le conseguenze economiche e democratiche. Cornuti e mazziati, dicono a Napoli.
    Quando la Sua maggioranza si sveglierà dall'oppio che Lei ha diffuso a piene mani sarà troppo tardi e intanto il Paese paga il conto dei Suoi avvocati, nominati da Lei Senatori, cioè stipendiati con soldi pubblici. Allo stesso modo stiamo pagando i condoni fiscali che Lei si è fatto su misura Sua e della Sua azienda, sottraendo denaro al popolo italiano. In morale questo viene definito come doppio furto.
    Da quando Lei è «sceso in campo», l'Italia ha iniziato un degrado inesorabile e costante che perdura ancora oggi, codificato nel termine "berlusconismo" che è la sintesi delle maledizioni che hanno colpito l'Italia sia sul piano economico (mai l'economia è stata così disastrata come sotto i Suoi Governi), su quello sociale (mai si sono avuti tanti poveri, disoccupati e precari come sotto i Suoi governi), e su quello civile (mai come sotto i Suoi governi è sorta la categoria del "nemico" da odiare e da abbattere). Lei, infatti, usa la menzogna come verità e la calunnia come metodo, presentandosi come modello di furbizia e di utilizzatore finale di leggi immorali e antidemocratiche come tutte quelle "ad personam".
    Nei confronti dell'ultima illegalità, che grida giustizia al cospetto di Dio, il decreto 733-B/2009, che segna una pietra miliare nel cammino di inciviltà e di negazione di quelle radici cristiane di cui la Sua maggioranza ama fare i gargarismi, sappia che siamo cento, mille, diecimila, milioni che faremo obiezione di coscienza all'ignobile e illegale decreto, pomposamente detto "decreto sicurezza": diventeremo tutti clandestini e sostenitori dei cittadini di altri Paesi, specialmente africani, in quanto "persone", anche se clandestini, a costo della nostra vita. Dobbiamo ubbidire alla nostra coscienza piuttosto che alle Sue leggi razziali e disumane. La legge che definisce l'immigrazione come illegalità è un insulto a tutte le Carte internazionali e nazionali sui "diritti", un vulnus alla dottrina sociale della Chiesa e colloca l'Italia tra le nazioni responsabili delle stragi degli innocenti, perseguitati e titolari del diritto di asilo.

    Essere "alto" ed essere "grande"
    Lei non è e non sarà mai uno "statista" se sente il bisogno di fare vedere alle Sue donnine i filmati che La ritraggono tra i "grandi". Per essere "grande", non basta rialzare le suole delle scarpe, ma occorre avere una visione oltre sé stesso, una visione "politica" che a Lei è estranea del tutto, incapace come è di vedere oltre i Suoi interessi. Per potere emergere dallo squallore in cui Lei è maestro, ha profuso a piene mani il virus dell'antipolitica, il qualunquismo populista, trasformando la "polis" da luogo di convergenza di ideali e di interessi a mercato di convenienza e di sopraffazione. Lei, da esperto di vecchio pelo, ha indotto i cittadini ad evadere il fisco che in uno Stato democratico è prevalentemente un dovere civile di solidarietà e per un cristiano un obbligo di coscienza perché strumento di condivisione per servizi essenziali alla corretta e ordinata convivenza civile e sociale. Durante il Suo governo le tasse sono aumentate perché incapace di porre un freno alla spesa pubblica che anzi galoppa come non si è mai visto. Non faccia confusione tra "essere alto" e "essere grande", come insegna Napoleone che Lei ben volentieri scimmiotta, senza riuscire ad eguagliare l'ombra del dittatore.
    Lei non può negare di essere stato piduista (tessera n. 1816) e forse di esserlo ancora, se come sembra, con il Suo Governo cerca di realizzare la strategia descritta nei documenti sequestrati al gran maestro Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi (Comunicato Ansa del 17 marzo 1981 ore 12:18, da cui emerge il Suo numero di tesserato; cfr. intervista di Licio Gelli su Repubblica.it del 28-09-2003).

    La maledizione italiana
    A Lei nulla importa dei valori religiosi, etici e sociali, che usa come stracci a Suo comodo esclusivo, senza esimere di vantarsi di essere ossequioso degli insegnamenti etici e sociali della Chiesa Cattolica, di cui si è sempre servito per averne l'appoggio e il sostegno. Partecipa convinto al "Family Day" in difesa della famiglia tradizionale, monogamica formata da maschio e femmina e poi ce lo ritroviamo con prostitute a pagamento che registrano la Sua voce nel letto di Putin; oppure spogliarelliste che Lei ha nominato ministre: è lecito chiedersi, in cambio di cosa? Come concilia questo Suo comportamento con le Sue dichiarazioni di adesione agli insegnamenti della Chiesa Cattolica? La "corrispondenza d'amorosi sensi" tra Lei, il Vaticano e la gerarchia cattolica è la maledizione piombata sull'Italia ed una delle cause del progressivo e costante allontanamento dalla Chiesa delle persone migliori. I prelati, come sempre nella storia, fanno gli affari loro e Lei che di affari se ne intende si è lasciato usare ed ha usato senza scrupoli offrendo la Sua collaborazione e cercando quella della cosiddetta "finanza cattolica" legata a doppia mandata con il Vaticano. Se volesse avere la documentazione si legga il molto istruttivo saggio di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel, "L'unto del Signore", BUR, Rizzoli, Milano 2009.
    Gli ecclesiastici, da perfetti "uomini di mondo", hanno capito che con Lei al Governo potevano imporre al Parlamento leggi e decreti di loro interesse, utilizzandolo quindi come braccio secolare. Per questo obiettivo, devono però rinunciare alla loro religiosità e adeguarsi alla paganità del potere che esige la contropartita. Lei, infatti, è sostenuto dall'Opus Dei, da Comunione e Liberazione e da tutte le organizzazioni e sette cattoliche che si lasciano manovrare a piacimento con lo spauracchio dei "comunisti" e con l'odore satanico dei soldi.
    Il Vaticano e i vescovi, non essendo profeti, ma esercenti gestori di una ditta pagana, non hanno saputo o voluto cogliere le conseguenze nefaste che sarebbero derivate al Paese da questo connubio incestuoso; di fatto sono caduti nella trappola che essi stessi e Lei avevate preparato. L'incidente di Vittorio Feltri, da Lei, tramite la famiglia, nominato direttore del Suo "Il Giornale" con cui uccide sulla pubblica piazza Dino Boffo, direttore di "Avvenire" portavoce della CEI, va oltre le Vostre intenzioni e come un granellino di sabbia inceppa il motore. Oppure, secondo l'altra vulgata, tutto sarebbe stato progettato da Lei e Bertone per permettere a questi di mettere le mani sulla CEI e a Lei di far tacere un sussurro appena modulato di critica sui Suoi comportamenti disgustosi. Senza volersi arrampicare sugli specchi forse si è verificato un combinato disposto, non nei tempi e nelle forme da voi progettato.
    Il giorno 7 agosto 2009, in un colloquio riservato con il cardinale Angelo Bagnasco, Lo misi in guardia: «Stia attento – gli dissi – e si prepari alla guerra d'autunno, perché con la nomina di Feltri al Giornale di Berlusconi (20-07-2009), la guerra sarà totale e senza esclusione di colpi. Berlusconi non può rispondere alle domande di la Repubblica e non può andare in tv a dare spiegazioni. Può continuare a negare sulle piazze per gli allocchi, ma nemmeno lui, menzognero di professione potrebbe negare davanti a domande precise e contestazioni puntuali. Per questo non lo farà mai, tanto meno in Parlamento. Non ha che un mezzo: sguazzare nel fango facendolo schizzare su tutti e su tutto, in base al principio che se tutto è infangato, nessuno è infangato». Il cardinale mi guardò come stupito e incredulo, reputando impossibile la mia previsione. Credo che ora si morda le labbra.
    Eppure credo anche che Lei sia finito: per la finanza internazionale e per gli interessi di coloro che La hanno sostenuto, Vaticano compreso, Lei ora è ingombrante e impresentabile e deve essere sostituito, ma Lei non cadrà indenne, farà più danni che potrà, un nuovo Sansone in miniatura. Lei sa che deve andarsene, ma sa anche che passerà alla storia non come quel "grande, immenso" presidente che è stato Lei, ma come "l'utilizzatore finale di prostitute che altri pagavano per conto suo". Non c'è che dire: Lei è un grande in bassezza e amoralità.

    Spergiuro
    Nella trappola non è caduto il popolo di Dio, formato da "cristiani adulti" che tanto dispiacciano al papa "pro tempore" Benedetto XVI: Lei non potrà mai manipolarli come non potrà mai possedere le coscienze dei non credenti austeri, cultori della laicità dello Stato che Lei vilipende e svende, sempre e comunque, per Suo inverecondo interesse. Lei ha la presunzione ossessiva di definirsi liberale, ma non sa cosa sia il liberismo, mentre è l'ultima caricatura di promettente e decadente comunista sovietico di stampo breshnieviano, capace di usare il popolo per affermare la propria ingordigia patologica di potere. D'altronde il Suo amico per la pelle non è l'ex KGB Vladimir Vladimirovič Putin, nella cui dacia è ospitato secondo la migliore tradizione comunista italiana?
    Dal punto di vista della morale cattolica, Lei è uno spergiuro perché ha giurato sulla testa dei Suoi figli, senza pudore e alcuni giorni dopo il "ratto di Noemi", ha dato dello stesso fatto diverse versioni differenti, condannando sé stesso e la testa dei Suoi figli alla pena dello spergiuro che già Cicerone condannava con la "rovina" e l'esposizione all'umana infamia: «Periurii poena divina exitium, humana dedecus – La pena divina dello spergiuro è la rovina e l'infamia/il disprezzo degli uomini» (De legibus, II, 10, 23; cf anche De officis, III, 29, 104;in Cicerone, Opere politiche e filosofiche, a c. di Leonardo Ferrero e Nevio Zorzetti, vol. I, UTET, Torino, 1974, risp. p. 489 e p. 823). Anche il Diritto Canonico, per Sua informazione, riserva allo spergiuro "una giusta pena" (CJC, can. 1368), demandata all'Autorità, in questo caso il Papa, che avrebbe dovuto comminarle la pena canonica, invece di indirizzarle una lettera diplomatica per il G8 e i Suoi "deferenti saluti". Non ci può essere deferenza, tanto meno papale, per un uomo che ha toccato il fondo della dignità politica e morale.
    Gli ultimi fatti di Villa Certosa e Palazzo Grazioli hanno sprofondato Lei (non era difficile), ma anche l'Istituto Presidenza del Consiglio in un letamaio senza precedenti. Mai l'Italia è stata derisa nel mondo intero (ormai da quattro mesi continui) a causa di un suo Presidente del Consiglio che, su denuncia della moglie, frequenta le minorenni e sempre per ammissione della moglie che lo frequenta da oltre trent'anni, per cui si presume lo conosca bene, è malato e come un dio d'altri tempi esige per la sua perversione, sacrifici di giovani vergini per nascondere a sé stesso i problemi del tempo che inesorabilmente passa, nonostante il trucco abbondante.

    Affari privati o deriva di Stato?
    Lei dice di volere difendere la Sua privacy, ma non c'è privacy per uno che ha portato i Suoi fatti "privati" in tv attaccando indecorosamente la Sua stessa moglie che ha intrapreso la strada del divorzio. Forse Lei ha dimenticato che sull'immagine della Sua "felice famiglia italiana" Lei ha costruito sé stesso e la Sua fortuna politica ed economica. Lei si comporta per quello che è: uno spaccone che in piazza si vanta di tutto ciò che non ha mai fatto e poi pretende che nessuno ne parli. Se Lei mette il segreto di Stato sulle Sue ville, queste diventano ipso facto "affare politico" perché Lei le usa anche per incontri istituzionali e quindi fanno parte dell'Istituzione della Presidenza del Consiglio. Lei non ha diritto alla vita privata, quando si comporta da uomo pubblico e promette carriere tv o posti in Parlamento a donnine compiacenti che la sollazzano nel Suo "privato". Non è Lei che ha detto in una intercettazione, parlando con Saccà che «le donne più son cattoliche più son troie»? Può spiegare, di grazia, il significato di queste parole altamente religiose e rispettose delle donne e indicarci a chi si riferiva? C'entrano le due donne che siedono nel Suo governo e che si vantano di essere cattoliche: la Carfagna e la Gelmini?
    Lei e i Suoi paraninfi continuate a dire che si tratta di questioni private senza rilevanza pubblica, sapendo di mentire ancora e senza pudore. Sarebbero affari privati se Silvio Berlusconi non fosse Presidente del Consiglio che alle donnine che gli accompagnano anche a pagamento, non promettesse incarichi in aziende pubbliche (tv) o posti in Parlamento se non addirittura al Governo. Vorrei chiederle per curiosità: quali sono i meriti e le benemerenze delle ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini per essere assurte, non ancora quarantenni, a posti di rilievo nel Suo governo? Perché Mara Carfagna posava nuda o la Gelmini prendeva l'abilitazione in Calabria?
    Le Sue ville sono ancora sotto la tutela del segreto di Stato e quindi guardate a vista da polizia, carabinieri, esercito? A spese di chi? Può ancora dire che sono residenze private? Fu Lei in persona ad andare dal Suo devoto suddito Bruno Vespa a rispondere pubblicamente a Sua moglie, Veronica Lario, rendendo pubblici i fatti che La riguardavano e attaccando Sua moglie senza alcuna pietà, facendo pubblicare dal Suo "killer mediatico" le foto di Sua moglie a seno nudo di quando faceva l'attrice. Non credo che Lei possa dire che le Sue vicende sono private perché ci riguardano tutti, come cittadini e come Suoi "sovrani" costituzionali perché una cosa è certa: noi non abdicheremo mai alla nostra dignità di cittadini sovrani figli orgogliosi della nostra insuperabile Costituzione. Noi non permetteremo mai che Lei diventi il "padrone" della nostra dignità.
    Per Lei è cominciato l'inizio della fine perché il Suo declino è iniziato nel momento stesso in cui è andato nella tv di Stato compiacente e, senza contraddittorio, alla presenza del solo cerimoniere e maggiordomo fidato, ha cominciato a farfugliare bugie, contraddizioni, falsità che non hanno retto l'urto dei fatti crudi. Se Lei fosse onesto, anche solo per una parte infinitesimale, dovrebbe rassegnare le dimissioni, come aveva promesso nel suddetto, compiacente recital.

    Strategie convergenti
    Lei può fare affari col Vaticano e chiudere nel cassetto morale e dignità, ma sappia che il Vaticano non è la Chiesa, per nostra fortuna e per Sua e Vostra disgrazia. Noi, uomini e donne semplici, vogliamo onorare e difendere la nostra dignità e la nostra fede, contro ogni tentativo di manipolazione e di incesto tra altare e politica. Purtroppo Lei, supportato da parte della gerarchia, ha fatto scadere la "politica" da arte a servizio del bene comune a mercimonio di malaffare e a sentina maleodorante. Le istituzioni cattoliche che lo hanno appoggiato ne portano, con Lei, la responsabilità morale, in base al principio giuridico della complicità.
    Strana accoppiata: i difensori della moralità ufficiale, costretti a tacere per mesi di fronte a comportamenti indegni e a leggi inique, perché lautamente ricompensati o in vista della mancia promessa. Trattasi solo di un baratto di cui i responsabili dovranno rendere conto. I vescovi hanno ritrovato la parola quando si sono visti attaccare, inaspettatamente, da Lei con avvertimenti di stampo mafioso (per interposta persona). La gerarchia, in genere felpata e compassata, in questo frangente è risorta come un sol uomo, arruolando anche il Papa alla bisogna, ma cogliendo anche l'occasione per dare corpo alle vendette interne e regolare i conti tra ruiniani e bertoniani. Come insegna l'amabile Andreotti «la vendetta è un piatto che si gusta freddo». Strategie convergenti che hanno sprigionato il disgusto del popolo cattolico e dei cittadini che ancora pensano con la propria testa.

    Ripudio
    Io, Paolo Farinella, prete mi vergogno della Sua presidenza, per me e la mia Nazione e, mi creda, in Italia siamo la maggioranza che non è quella elettorale, ottenuta da una "legge porcata" che ben esprime l'identità della Sua maggioranza e del governo e di Lei che lo presiede (o lo possiede? ). Lei potrà avere il sostegno del Vaticano (uno Stato estero) e della CEI che con il loro silenzio e le loro arti diplomatiche condannano sé stessi come complici di ingiustizia e di immoralità.
    Per questi motivi, per quanto mi concerne in forza del mio diritto di cittadino sovrano, non voglio più essere rappresentato da Lei in Italia e all'Estero, io La ripudio come politico e come Presidente del Consiglio: Lei non può rappresentarmi né in Italia e tanto meno all'estero perché Lei è la negazione evidente di tutto quello in cui credo e spero di vedere realizzato per il mio Paese. sia perché non mi rappresenta sia perché è indegno di rappresentare il buon nome dell'Italia seria, laboriosa e civile e legale che amo e per la quale lotto e impegno la mia vita. Non importa che Lei abbia la maggioranza parlamentare, a me interessa molto di più che non abbia la mia coscienza
    Io, Paolo Farinella, prete ripudio Lei, Silvio Berlusconi, presidente pro tempore del Consiglio dei Ministri e tutto quello che rappresenta insieme a coloro che L'adulano, La ingannano, La manipolano e La sorreggono: li/vi ripudio dal profondo del cuore. in nome della politica, dell'etica e della fede cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l'Italia dal flagello nefasto della Sua presenza.

    Genova 09 settembre 2009

    Paolo Farinella, prete

  • Risposta al messaggio Una possibilità di Lotta

    http://it.netlog.com/ThomasSankara/blog/blogid=...-

    - ThomasSankara:
    Anche questo è Rivoluzione.

    No, questa è disperazione. Pochi operai che, male in arnese e senza alcuna speranza futura, si arrampicano in cima a una gru per urlare al mondo la propria condizione è disperazione; perché il mondo si disinteressa, corre, va avanti, qualcuno esprime qualche parola di sostegno.

    Questa è disperazione, e della più nera.

    Certo, io sono un sindacalista; ovvio che, come esperto della materia, io sappia che gli operaî abbiano cominciata la contestazione a giugno 2008, e dopo la cassa integrazione (non mi chiedete perché l'abbiano chiamata 'straordinaria') a settembre abbiano occupato e presidiato lo stabilimento, famiglie comprese. Ovvio che io sappia che c'è lavoro, che i clienti dell'azienda continuano a chiedere prodotto. Va bene, in questo caso io sono l'eccezione: allora vi aggiorno io.

    Cominciate da questo articolo http://milano.cronacaqui.it/news-innse-press-l... e mi raccomando notate la data. C'è la loro pagina su MySpace http://www.myspace.com/presidioinnse e il gruppo su Facebook http://www.facebook.com/group.php?sid=c042d74b... . Ci sono i 470 licenziamenti della Telecom Italia http://rsucorcos.blogspot.com/2009/05/telecom-... , il centinaio della HP http://licenziatidahp.blogspot.com/ , la sessantina della Qualcomm http://qualcommchiude.blogspot.com/2009/06/qua... e http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/artic... , i 370 della Motorola http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/econo... , i 235 della Ericsson http://www.cgil.it/UfficioStampa/comunicato.as... .

    Questi sono i dati di un massacro, di una deportazione di massa verso la borgata sociale; di una sconfitta storica della civiltà. Eppure, invece di scendere in strada e ottusamente urlare NO dinanzi a qualsiasi cosa ci tentino di propinare, da destra da sinistra da sopra da sotto - tanto ce lo troviamo sempre di dietro, l'unica reazione è la rassegnazione: i soliti ingorghi vacanzieri, le solite squadre di calcio, i soliti pettegolezzi canori e cinematografici. Ognuno per sé, Dio per tutti; dilettanti allo sbaraglio, ognuno tenta di salvare il proprio orticello; con tanto di beneplacito del 'sindacato di solidarietà', che a chiacchiere sta dalla parte dei lavoratori ma in pratica guai! a chiedere un'azione di lotta comune, quasi che il capitale sia smembrato e ormai prossimo al tracollo.

    Ci dovevamo svegliare prima: quando hanno cominciato a insidiare i diritti acquisiti, il taglio dei fondi alla scuola e alla ricerca, la creazione della Chiesa Catodica, la privatizzazione delle aziende pubbliche - anzi, a tal proposito, leggete quel ch'è successo a Latina: http://acqualatinanograzie.splinder.com/ . Nell'attesa che ci quintuplichino a tutti la bolletta, facciamoci un riso amaro ascoltando quel che da _sempre_ la satira tenta di dirci: http://www.youtube.com/watch?v=i7FCwhXdPII .

  • Risposta al messaggio LIBERTA’ A RISCHIO

    http://it.netlog.com/great_leonardo2006/blog/bl...-

    - Caio_Mario:
    Reprimere la pirateria senza compromettere la libertà d'informazione

    No, il problema è molto più ampio. Qui dovrebbe essere ridiscussa tutta la legislazione in materia di diritto d'autore. È _assurdo_ che un'opera d'arte rimanga di proprietà dell'azienda distributrice per cinquant'anni - anzi, le grandi aziende puntano addirittura ad allungare questo periodo fino a novant'anni per le composizioni classiche. È _vergognoso_ che un ispettore (mi vien di scrivere inquisitore) della SIAE vada a una partita della nazionale di pallavolo e multi la squadra per non aver pagato il diritto d'autore dell'inno nazionale, o che vada a una festa di compleanno di una bambina e multi la famiglia per non aver pagato i diritti d'autore delle musichette - è successo in Puglia.

    Si guarda il problema meno importante del download illegale (economicamente notevole, ma sostanzialmente inferiore) dimenticando che un CD musicale arriva a costare venticinque euri, una pellicola in DVD Blue Ray trenta; questo per dimenticare che lo stesso prodotto venduto in videoteca è tassato differentemente che se venduto in edicola - perché a quel punto, ispiegabilmente, il prodotto da ludico diventa editoriale; sicché c'è una guerra anche tra rivenditori, che si vedono costretti a subire la concorrenza sleale stabilita de iure dallo Stato.

    Certo, c'è poi un problema tutto italiano riguardo il senso della legalità; ma come si può parlare di legge, se questa arriva addirittura a permettere la rivendita di un DVD usato e a vietare il prestito dello stesso prodotto? Si chiama "mancato profitto"; vi sembra ridicolo, sembra anche a me, ma questo statuisce la legge. Certo, c'è anche un problema culturale; perché chi preferisce scaricare un prodotto talvolta registrato in maniera pedestre dimostra di capire men che niente dell'arte - io acquisto i miei DVD, ma i miei DVD si chiamano "Lawrence d'Arabia" o "Balla coi lupi". Forse, se i prezzi fossero inferiori, se le richieste fossero meno esose, anche il cittadino sarebbe felice di spendere una cifra abbordabile per un bel film.

    Nel frattempo, godiamoci la coppia insipiente Marco Carta - Arisa al vertice dell'ormai inutile carrozzone chiamato Festival di San Remo: indovinate chi paga tutto quell'amba aradam. Frattanto, vi ricordo che ci sono gruppi che mettono in linea la propria musica, e fanno pagare solo successivamente il CD: due esempÎ eloquenti sono i Rein http://www.rein99.it/ , gruppo folk punk che ha messo in linea il proprio ultimo lavoro "Occidente" su Jamendo http://www.jamendo.com/it/album/26737 ; e i Huga Flame http://www.hugaflame.com/ , gruppo hip-hop che invece ha sia messo a disposizione il proprio lavoro Facce da Huga per il download, sia pubblicati i video delle loro opere. Godetevi questa dichiarazione meravigliosa, che ben si attaglia a tanti e tanti soggetti sociali: Vi Odio! http://www.youtube.com/watch?v=VPJuj3bhBdc :) :)

  • Risposta al messaggio OGGI DENUNCIO FACEBOOK

    http://it.netlog.com/great_leonardo2006/blog/bl...-

    - ale_67:
    amico mio, a mio modestissimo parere questa è l'Italia, io non mi adeguo ma questa è la triste realtà....siamo noi che ci stiamo autodistruggendo.
    Buonanotte, un abbraccio

    No, non solo l'Italia: il mondo intero. Dai fatti delle Torri Gemelle in poi ci stiamo "adeguando" a veder limitare la libertà: di movimento, di espressione, di dissenso, di esistenza tutta. Le regole che valgono su FaceBook valgono anche altrove, anche qui:

    - "Termini & Condizioni":
    Netlog può cessare di fornire il servizio, bloccare o cancellare una partecipazione in qualsiasi momento e senza preavviso.

    Questa è una regola degna della peggiore dittatura (comunista, islamica, militare: scegliete voi). Un giorno passa un agente (del KGB, della GeStaPo, del Mossad) e il tuo profilo è sigillato d'autorità: chi se ne importa se la cosa ha un fondamento qualsiasi. Andando avanti, si leggono altre meravigliose primizie:

    - "Termini & Condizioni":
    Tutti i dati che carichi o aggiungi non possono essere fuorvianti, minacciosi, diffamatori o dare fastidio.

    Già l'aggettivo "fuorviante" è degno di nota: chissà se un messaggio religioso, in quanto non provato oggettivamente, può essere definito "fuorviante". Ma con le ultime due parole siamo alla minaccia mafiosa, sembra quasi di assistere a una scena del film di Francis Ford Coppola: il padrino si è infastidito per l'articolo che hai pubblicato. La sola differenza sta nella lingua, e nella collocazione:

    - "Termini & Condizioni":
    Quest'accordo e le relazioni tra lei e il sito sono governate dalla legge del Belgio. Lei e Netlog siete d'accordo nel risolvere le controversie presso le corti situate in Bruxelles, Belgio.

    Voglio vedere chi, vedendosi chiudere il profilo, s'imbarca in una rogatoria internazionale. Se pensiamo che la Magna Charta Libertatum fu firmata da re Giovanni Plantageneto nel 1215; e che in quel documento erano addirittura contenuti alcuni diritti civili assai avanzati in difesa del cittadino che si ritenesse vessato dal barone locale o finanche dal re (habeas corpus integrum): oggi, al contrario, è il padrone che vessa i proprî amministrati, fidando sugli sbarramenti e le difficoltà di raggiungerlo così lontano. Stiamo scivolando in un medio evo tecnologico, ancor più pericoloso e violento. :) :)

  • Il caso di Eluana Englaro apre urgentemente un problema orma

    http://www.circolorussell.it/index.php?doc=389

    Il caso di Eluana Englaro apre urgentemente un problema ormai indilazionabile

    L'incredibile e fuorviante diatriba mediatica, legale, morale, religiosa ed emotiva, ha quasi del tutto trasceso quella che ormai invece doveva essere l'analisi principale e lo studio sull'appropriatezza della attuale diagnosi legale di morte. Manca oggi drammaticamente una nuova definizione biologica dello "stato di morte" di un individuo ed è precisamente per questo che il caso Eluana ha scatenato polemiche devianti ed inopportune.
    Il livello attuale delle conoscenze ci permette di renderci conto che la morte è un fenomeno talmente legato alla vita da iniziare poco dopo il concepimento, con la perdita di cellule, la cui durata di vita è programmata in giorni o mesi, come appare evidente per le cellule del sangue [per esempio le emazie, cioè le cellule rosse del sangue, hanno una vita di 120÷130 giorni], o per quelle dell'intestino, della cute, ecc. ecc. (Ciò comincia ad avvenire addirittura anche prima del concepimento, con lo spreco e la morte di miliardi di gameti aploidi vettori di DNA [cioè gli spermatozoi e le cellule uovo] che non possono non essere definiti "progetto di vita", proprio come l'uovo fecondato diploide, checché ne dicano alcuni predicatori integralisti. Muore per esempio precocemente anche il "globo polare" [spiegazione: se l'ovulo è la mezza cellula femminile, che si unisce poi con la mezza cellula maschile detta spermatozoo per generare un nuovo individuo, l'altra mezza cellula femminile è il "globo polare"], che viene abortito dopo la meiosi dell'oocita di II° ordine nella donna). Miliardi di cellule intestinali defunte vengono ogni giorno evacuate con le feci. Ma la vita di alcune cellule può persistere anche dopo la morte legale dell'individuo (come succede con i follicoli piliferi che possono produrre peli di barba anche dopo la sepoltura). Così oggi anche un corpo in stato di decerebrazione totale può essere tenuto in una cosiddetta "vita" (parziale), mediante tecniche adeguate nei reparti di rianimazione.
    Nel passato lontano la morte veniva dichiarata dal medico con l'esposizione di uno specchio davanti alle vie respiratorie (l'offuscamento testimoniava che il paziente respirava ancora). Era considerato ovvio che l'arresto dello scambio di gas respiratori (Ossigeno ed Anidride carbonica) determinava l'arresto del cuore e la morte del cervello. Più tardi si capì che il fenomeno poteva essere testimoniato anche dall'arresto del polso cui conseguiva l'arresto della respirazione. Il monitoraggio dell'elettrocardiogramma continuo sul display delle unità coronariche o delle terapie intensive rendono evidente il fenomeno degli arresti cardiaci prima che respiratori o viceversa. Il neurone cerebrale non sopporta e muore quando una anossia [cioè mancanza di ossigenazione] si protragga per oltre 5 o 10 minuti. L'attuale legislazione definisce la morte cerebrale come la scomparsa di potenziali elettrici dall'Elettroencefalogramma (EEG) per la durata di 30 minuti dopo 6 ore dalla presunta dipartita. Essa viene pronunciata da una equipe [io preferisco il termine, italiano di derivazione latina, "squadra"; solo che in questo paese, suona troppo calcistico...] costituita da un Anestesista rianimatore, un Neurofisiologo (o un Neurologo o un Internista) ed un Medico legale, che svolgono delle ben definite manovre attinenti alla semeiologia neurologica [cioè allo studio e all'analisi dei sintomi e dei fenomeni neurologici. In pratica, la squadra medica svolge una serie di prove per accertare il livello di funzionamento del sistema nervoso].
    Questo schema fu definito quaranta anni or sono ad Harward per fissare i criteri necessari al fine di poter procedere al prelievo di organi per i trapianti, esso porta infatti il nome di "Protocollo di Harward". La necessità di disporre di organi viventi provenienti da una persona "deceduta" ha fatto adottare quel criterio. Un corpo mantenuto artificialmente in vita nei reparti di rianimazione mediante la ventilazione meccanica, l'idratazione, l'alimentazione, la stimolazione cardiaca artificiale (mediante pace macker artificiale) viene ritenuto legalmente morto, pur mantenendo dei riflessi spinali da "decerebrazione", per il fatto che l'EEG è piatto. Una rana decapiata infatti mantiene appunto dei riflessi "spinali". Così sull'uomo decerebrato (per una qualsiasi causa patologica) possono essere evocati dei riflessi "spinali" (questi sono dovuti alla sopravvivenza nel midollo spinale di motoneuroni, detti "secondi neuroni", quando siano scollegati dai "primi motoneuroni" corticali morti [spiegazione: quando i neuroni collegati ai muscoli sono ancora vivi, possono provocare dei movimenti riflessi anche nel caso in cui i neuroni collegati al cervello siano morti, oppure scollegati. I riflessi provocati dai neuroni muscolari sono detti appunto riflessi spinali; quelli provocati dai neuroni della corteccia cerebrale sono detti riflessi corticali]). [Al contrario,] Se è viva la porzione di corteccia che presiede al movimento (detta prerolandica) occupata dai primi motoneuroni, i riflessi periferici evocabili semeiologicamente sono ben diversi dai "riflessi spinali da decerebrazione".
    Queste nozioni sommariamente esposte fanno porre una domanda: Che cosa deve mancare ad un corpo perché possa definirsi in modo corretto, secondo le ultime acquisizioni neurofisiologiche, veramente ed irreversibilmente, "legalmente" morto? Molti come me pensano che questa definizione debba sottintendere che deve essere definitivamente ed irreversibilmente distrutta la coscienza: la coscienza di esistere, la coscienza del dolore fisico, la cultura, il linguaggio e la parola, lo stato vigile anche se alienato o demente, i riflessi corticali (non "spinali"). da "primo neurone". La coscienza, come la identificazione delle sensazioni (tutte) ed il movimento volontario, ha sede nella Corteccia Cerebrale. Alcune strutture relativamente antiche, nella filogenesi evolutiva come l'ippocampo, il sistema libico, il diencefalo, presiedono alla vita vegetativa ed alla emotività. Altri nuclei della base del Cervello (il talamo ecc.) smistano e correlano le sensazioni alla corteccia. E' possibile che queste ultime strutture determinino sensazioni imprecisate al soggetto anche se è privato della corteccia (sensazioni però non coscienti). Tutte queste strutture quando siano viventi emettono potenziali di azioni [qui, per brevità, diremo che sono "segnali nervosi"] alla registrazione di Elettroencefalogrammi. La Corteccia detta Pallio (da Pallium = mantello) crea e custodisce in definitiva la personalità di ciascuno. L'assenza di corteccia può configurare quegli Stati Vegetativi Persistenti (SVP) o comi apallici, in cui la "persona" può dirsi "morta".
    Ma vi sono altre strutture più basse che hanno sede nel tronco encefalico (il midollo allungato ed il mesencefalo) e che sono endocraniche [cioè collocati all'interno del cranio, e quindi rilevabili all'elettroencefalogramma]: sono i nuclei delle dodici paia dei nervi cranici che sono motoneuroni o neuroni sensitivi e che riguardano strutture muscolari e strutture sensoriali della testa (i muscoli faciali e della galea capitis [cioè la muscolatura della parte superiore del cranio], le sensazioni termiche e dolorifiche, la vista, il gusto, l'olfatto, l'udito, l'equilibrio, i muscoli respiratori ecc.). Ancor più importanti sono poi sempre nel tronco encefalico i centri vitali cardiorespiratori preposti al controllo della frequenza e della profondità del respiro la cui funzione è notoriamente vitale. Anche queste strutture mandano potenziali elettrici all'elettroencefalogramma. Ma in caso di decerebrazione può essere che abbiano potuto sopravvivere e che in assenza di corteccia esse abbiano potuto continuare a dare riflessi mimici o addirittura a mantenere il respiro e l'attività cardiaca. A tutto ciò consegue che un soggetto con corteccia, annessi limbici, ippocampali e nuclei della base morti, possa avere però ancora integri i nuclei dei nervi cranici del midollo allungato (bulbo e mesencefalo). In questo caso il paziente in coma apallico o in stato vegetativo persistente, può mostrare all'elettroencefalogramma potenziali d'azione presenti per quanto deboli. l'Elettroencefalogramma non sarà piatto e addirittura potranno notarsi movimenti mimici [cioè movimenti del volto, tipo ammiccamenti] (mal interpretabili dal profano). Ciò fa si che il paziente venga definito burocraticamente "vivo" secondo il protocollo di Harward, anche se in realtà la sua "Persona" è morta.
    Vi sono certamente oggi mezzi tecnici come la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) o la Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) marcata con fluoroglucosio [va be', queste non ve le spiego...], che possono definirci con precisione quali sono le strutture vive e quali sono invece quelle morte nel cervello in esame. Gruppi di studiosi oggi stanno affrontando questa ardua tematica. Quella cioè di dare una nuova definizione legale allo stato di morte. Il caso di Eluana Englaro potrebbe essere perciò ascrivibile ad uno stato apallico di morte corticale, con nuclei del tronco encefalico e con il diencefalo ancora viventi, e capaci di inviare elettroni all'elettroencefalografo, di mostrare riflessi, ed anche attività endocrina persino sessuale (mestruazioni). Secondo il protocollo di Harward perciò Eluana era forse burocraticamente "viva". Una nuova definizione neurofisiologica della morte, dovrà perciò fornirci una definizione più veritiera sullo stato del suo cervello e definire pertanto come "morte" lo stato in cui si trovava prima della sospensione delle pratiche rianimatorie (perché in tale categoria terapeutica dovrebbe essere intesa l'alimentazione mediante sonda di un corpo la cui corteccia cerebrale sia morta).

    Mario Ruffin

    Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 08/03/2009 alle ore 00:01

  • Risposta al video Eluana Englaro: I have a dream - L'Ignora

    http://it.netlog.com/go/explore/videos/videoid=...-
     


    Premesso che ognuno abbia le proprie opinioni, e che ognuna di esse abbia pieno diritto di cittadinanza. Che il problema di natura etica (e non già morale, sono due cose profondamente diverse) sia enorme, è cosa su cui tutti credo siamo d'accordo: per questo motivo mi sembra possibile parlare in termini assoluti solo dei dati di fatto, di oggettività incontrovertibile. La coscienza è un'astrazione, e come tale la lascio al libero arbitrio.

    Che però si possa definire un essere umano _vivo_ perché "tenuto in vita regolare per mezzo di una macchina, funzioni abilitate al 100% con tanto di mestruazioni" ("e per intenderci ancora meglio, la possibilità di dare vita a un figlio" ) mi sembra una grave forzatura. Ognuno è libero di ritenere che "non staccherei mai la spina della macchina"; ma da qui a sostenere che Eluana Englaro fosse completamente viva ne corre.

    Eluana smise di parlare, vedere, sentire, muoversi, aprire gli occhî, contare i giorni diciassette anni prima che il suo cuore cessasse di battere: da allora, non l'ha più fatto. Sono rimasti attivi i muscoli della peristalsi (l'intestino), è rimasto attivo il cuore, già per la respirazione c'è stato qualche problema; ma tutte queste funzioni, guarda il caso, si chiamano "vegetative" proprio perché indipendenti dalla volontà del soggetto: che tu voglia o no, l'intestino si contrae - e anzi, quando il corpo è attaccato da un'infezione gastroenterica il movimento intestinale può anche giungere a causare dolore al paziente.

    Al contrario, tutto ciò che dipendesse in qualche modo dalla volontà di Eluana era completamente inerte. Un battito di ciglia, un tic, foss'anche una leggera apertura delle labbra per respirare: niente. Persino la deglutizione doveva essere aiutata, proprio da quella macchina che, secondo le intenzioni dell'autore di quest'intervento, avrebbe dovuto tenere la ragazza in vita "regolare". Alla stessa maniera ella era totalmente assente, distaccata e ignara del tempo che le scorreva addosso e intorno, del dramma del padre e dei famigliari tutti.

    Ora: definire tutto ciò "vita regolare" è menzogna, e anche delle più clamorose. C'è chi ritiene indegna di essere vissuta una vita di reclusione, chi con la tetraplegia, chi addirittura in assenza d'amore; Eluana era totalmente assente, al punto di essere interte agli stimoli di fame e sete - mancanze che erano e sono sbandierate come strumenti di morte usati contro chi non si potesse difendere. Fino a prova contraria, per diciassette anni ella è stata nutrita e dissetata proprio nella speranza che un segno, un gesto potessero restituire la speranza di un ritorno alla vita regolare - intesa nel senso della coscienza di vita.
    _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

    Da qui in poi esprorrò il mio punto di vista - sorretto anch'esso da dati di fatto.

    A latere, dirò che tutte le citazioni d'ignoranza, e della Costituzione tradita, l'accostamento alla morte dei barboni per il freddo, la lacrimevole questione della dolenza per fame e sete - sono soltanto propaganda politica, buona per inalberarsi sul palco di una manifestazione fieristica, o forse politica di quarta classe - appunto, politica italiana. Il sogno raccontato è frutto di una distorsione totale dei fatti: Eluana fu sfamata e dissetata proprio quando non fu più in condizioni di rendersi conto di essere affamata e assetata: fosse stata per sua "scelta", si sarebbe lasciata morire di fame e di sete molto prima.

    Annotazione: si lasciarono morire di fame i detenuti nel carcere di Long Kesh (Nord Irlanda), noto anche come Maze - il Labirinto, durante un famoso sciopero della fame avvenuto dal 1 marzo 1981 al 3 ottobre 1981: lo scioperò contò ben dieci morti, due interruzioni per malattia, cinque ritiri per intercessione della famiglia di cui quattro con soggetto in stato comatoso, più sei interruzioni per fine della protesta. L'11 giugno 1965 a Saigon il Bonzo Thich Quang Duc si cosparse di benzina per poi darsi fuoco in segno di protesta contro le repressioni attuate da Ngo Dinh Diem contro la religione buddista nel sud del Vietnam. Il suo esempio fu poi seguito da altri bonzi.

    Che cosa dire allora dell'apparato scheletrico, e della muscolatura, e della maturazione psichica di Eluana; che per forza di cose si sono interrotte, e deteriorate, e rovinate a causa della totale e completa assenza di coscienza; che di propria volta ha comportato mancanza di movimenti, di ragionamento, di cumulo di esperienze. Dove sta la vita di Eluana dal giorno del suo tragico incidente; intendo l'attività fisica, psichica, relazionale di Eluana; dove sono i suoi sentimenti, l'amore e la delusione, la rabbia e l'invidia, la gelosia e la serenità; dove sono tutti quegl'ingredienti che rendono la vita viva perché vissuta.

    Quando ho scritto che "c'è chi ritiene indegna di essere vissuta una vita di reclusione, chi con la tetraplegia, chi addirittura in assenza d'amore" intendevo proprio questo: la vita, per essere tale, deve vedere realizzate determinate condizioni; altrimenti è altro - sopravvivenza, morte sociale, vegetazione. È morte sociale la reclusione, in quanto alla vita manca la libertà di relazione; è sopravvivenza la vita con la tetraplegia, perché essa impedisce l'autonomia di movimento: quante altre condizioni minano la qualità della vita, e ne sminuiscono il valore, e la rendono sempre meno "vita".

    È anticamera della morte la mancanza d'amore - e di questo si avvide persino Papa Giovanni Paolo II, tanto che lo scrisse nell'enciclica Redemptor Hominis, al capitolo 10: "L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non s'incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente".

    Concludo mettendo all'indice la peggiore, la più laida, la più vigliacca delle affermazioni pronunciate in questa dissertazione: "la possibilità di dare vita a un figlio". C'è chi ritiene che anche gli animali abbiano diritti: e si batte affinché sia concesso loro di vivere in maniera dignitosa, in spazî decenti, sufficienti, puliti. Tra le varie argomentazioni addotte, c'è anche il riferimento alle gravidanze forzate; per produrre cuccioli, dai quali ottenere carni e pellami pregiate; per produrre latte, uova, e relativi derivati. Gli animali sono in massima parte esseri sensienti, che soffrono sia il dolore fisico che quello psichico come noi: è infamante "usarli" per produrre in massa beni di consumo.

    Semmai Eluana avesse "casualmente" concepito e partorito un figlio nelle condizioni in cui ha versato dal momento dell'incidente, spero che la cittadinanza intera si sarebbe sollevata gridando allo stupro. Come si possa pensare all'eventualità che un essere inanimato possa giungere alla procreazione, mi sembra veramente un'idea dettata dall'immaginazione più malvagia e perversa. Fosse poco questo, chissà come si sarebbe potuto sentire un figlio che avesse potuto vedere "mamma" adagiata su un lettino, tenuta in vita da una complicata macchina.

    Eluana Englaro è morta; ma, sappiamo tutti, c'è chi sui cadaveri specula così bene.

    Stefano

  • Risposta al messaggio 'Dai dadi al lotto - giochi romani'

    http://it.netlog.com/great_leonardo2006/blog/bl...-

    Affinché sia chiaro: sempre interessanti i tuoi interventi, e questo conferma la regola. L'argomento, però, mi arroventa l'anima:

    - great_leonardo2006:
    Quanti di voi non hanno mai sognato di essere baciati dalla Dea Bendata….. :)

    Io. Considero le vincite al lotto una frode, ancorché normata:

    * una frode innanzi tutto dello Stato, che ovviamente lucra su questa frenesia - anch'essa malata, perché suppone la fortuna propria e la delusione del prossimo;
    * una frode nei confronti del prossimo; e quanto più questo prossimo fosse un onesto lavoratore, tanto più la frode sarebbe grave. Se cento persone giocassero al lotto, le loro giocate finirebbero per il venti per cento a coprire le spese di gestione, per il quaranta per cento direttamente allo Stato, e solo per il quaranta per cento in premî di vincita; di questo quaranta per cento, però, solo pochissimi - men dell'un per cento - riceveranno effettivamente qualche cosa.

    Devo sottolineare che quel che mi dà più rabbia è proprio l'odiosa, stupida e ormai neanche più vereconda speranza di "vincere tanti soldi": è ormai ampiamente verificato che le lotterie maggiormente seguite non siano quelle che propongono un maggior numero di premî, ancorché di minor valore; bensì quelle che agitano lo spauracchio delle vincite più elevate. Personalmente, vedo in questa bramosia la più alta, odiosa, cattiva personificazione della ripugnanza verso il senso comune, sociale, verso l'idea di prossimo, di giustizia e di correttezza. Che lo Stato usi questo sistema per far cassetta, è infamante ma comprensibile - sempre meno violento dell'esazione fiscale: che tanti bravi cittadini, probi e indefessi lavoratori, onesti padri di famiglia e integerrimi galantuomini timorati e religiosi, si gettino a capofitto sul maiale più grasso, sperando di strappare da esso un pezzo più grande di quanto lor spetti; ebbene, m'è a dir poco rivoltante. :) :)

  • IO DIFENDO la Costituzione contro il Regime

    Firma l'appello di Massimo Fini & Marco Travaglio



    Tratto da: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2...

    Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.

    Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).

    Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.

    Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).

    Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.

    Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.

    Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.

    Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla, anziché mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

    Massimo Fini
    Marco Travaglio

    Per aderire: firma l'appello online qui
    http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2008/1...

    Nota: io sono il firmatario n. 20778. :)

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