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MarcelloAffuso

maschio - 20 anni, Napoli, Italy


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  • Otto marzo:da giorno del ricordo,a paradossale sconfitta per

    Nel dicembre 1977,l'assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò la "giornata per i diritti della donna e la pace internazionale" da osservare in una qualsiasi data dell'anno dagli stati membri,in accordo con le tradizioni storiche e nazionali di ogni paese.Con questa decisione,l'assemblea generale riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace,l'urgenza di porre fine alla discriminazione e ad aumentare il supporto alla piena ed eguale partecipazione.La prima domanda che mi pongo è:“Cosa rimane di tutto questo oggi,cosa resta di questa giustissima,seppur simbolica,ricorrenza?”La risposta è semplice:nulla,escludendo qualche manifestazione e qualche convegno qua e là per l’Italia.Sono invece le vetrine addobbate che invitano a comprare perché è “la festa della donna” l’unico segno tangibile alle masse e,a quel punto,non ci si può esimere dallo spendere, dall’acquistare il regalino per le proprie amiche,ragazze,madri,che si dice non aspettino altro. .E,quindi,di conseguenza,si fa finta che niente sia successo, che nessun passo in avanti sia stato fatto,quasi come se nessuna donna fosse morta per ciò in cui credeva..quasi come se nessuna “strega” sia stata davvero torturata per ciò per cui lottava.La tendenza,tutta italiana,di banalizzare ogni occasione pur di renderla “consumistica” è riuscita a scalfire la montagna di buoni propositi per cui questa giornata aveva visto la luce.Una seconda domanda sorge quindi spontanea:“Con quale coraggio si può festeggiare?”Perché,credo metaforicamente sia come ballare sulla tomba di chi ha reso possibile almeno l’apparenza di una società paritaria,invece,che inginocchiarsi a pregare e ciò non è affatto giusto e rispettoso.Ora,anche volendo accettare l’involuzione a party in stile “san Valentino” della suddetta,perché comunque il commercio porta avanti la società e al governo fa comodo che i cittadini spendano,c’è una nota egualmente assurda che vorrei portarvi all’attenzione:nei luoghi comuni c’è sempre un pizzico di verità come ben sapete.“Noi uomini non abbiamo un nostro ‘giorno’ perché festeggiamo tutto il resto dell’anno”.Questa espressione l’ho sentita un po’ troppe volte,tante da cominciare a credere che qualcuno lo pensi davvero e che quel qualcuno (facendo un’indagine statistica,chissà quante migliaia e migliaia di persone) “lasci” il suo trono per un giorno,pur di godere nei restanti 364 della sua superiorità verso colei che l’ha ricevuto.Infatti,questa tradizione,perso il suo valore originario,risulta essere una festa sessista,non esistendo una giornata speculare per i maschietti…non “essendoci reale bisogno di una celebrazione che ribadisca il nostro indubbio ruolo di dominatori in tutti i campi della società ”...Quindi,in definitiva,l’otto marzo è passato da essere data di commemorazione ad una paradossale sconfitta per la donna…il che è di quanto più triste ci possa essere!!
    (http://www.sospirinelvento.com/)

  • Grande soddisfazione

    Sono stato ammesso al concorso letterario sul tema "il viaggio e l'avventura" indetto dall'organizzazione "150 strade" (http://www.150strade.org/) con il mio brano "Sirene" che potete leggere tra gli altri sul blog (http://thelegendkiller89.spaces.live.com/) oppure direttamente nella sezione "attività" del sito ufficiale...a presto!:)