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Madame_S_

femmina - 33 anni, Italy


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Blog 51


  • David Trueba-"Quattro amici"

    Narra una leggenda cinese di due amanti che non riescono mai ad unirsi. Si chiamano Notte e Giorno. Nelle magiche ore del tramonto e dell'alba gli amanti si sfiorano e sono sul punto di incontrarsi, ma non succede mai. Dicono che se fai attenzione, puoi ascoltare i lamenti e vedere il cielo tingersi del rosso della loro rabbia. La leggenda afferma che gli dèi hanno voluto concedere loro qualche attimo di felicità; per questo hanno creato le eclissi, nel corso delle quali gli amanti riescono ad unirsi e fanno l'amore. Anche io e te aspettiamo la nostra eclisse. Ora che abbiamo capito che non c'incontreremo mai più, che siamo condannati a vivere separati, che siamo la notte e il giorno.

  • Gli ultimi film...

    "Lasciami entrare" di Tomas Alfredson
    Audace e crudo nella sua visione dell'adolescenza - una sessualità appena accennata ma non per questo meno intensa, una capacità di condivisione che supera i lunghi silenzi e i numerosi segreti della protagonista - ed efficace nel suo non fornire facili risposte, il film ha solo delle impennate horror, che però gelano il sangue. Nel complesso si resta turbati. E non poco. Ma non per la storia vampiresca, quanto per la bella e riuscita rappresentazione della difficile iniziazione alla vita adulta.

    "Il seme della discordia" di Pappi Corsicato
    Non c'è proprio nulla da fare: Corsicato non fa per me. Non son riuscita a scovare quella leggerezza pop che probabilmente il film vorrebbe avere; i momenti volutamente divertenti m'hanno inquietato. E che fastidio quando, nel momento in cui Martina Stella appare condurre una danza sincronizzata con altre belle, il mio pensiero è corso a "Inland Empire".

    "La classe" di Laurent Cantet
    Amaro e crudelissimo. Le camere a mano riprendono impietosamente - ma senza alcun commento - tutti i protagonisti: chi è schiacciato dal sistema, chi vi si oppone blandamente, chi si ribella con coraggio. E forse la realtà non è poi così semplice da decifrare: anche la "sgallettata" legge Platone.

    "Bastardi senza gloria" di Quentin Tarantino
    Attenzione fan di Tarantino: pochissima azione e violenza, tanti dialoghi. Siete avvisati. Una trama ben costruita per un film corale in cui le storie dei personaggi sono volutamente appena abbozzate per lasciare spazio alla Storia. Ovviamente Storia alla Tarantino: corrispondenza alla realtà zero, ma la scelta è dettata dalla voglia di rendere un inchino alla potenza dell'arte cinematografica (vedi il finale). E, Quentin, per quello che può valere la mia opinione, rispondo alla domanda che ci lasci: forse non sarà il tuo capolavoro ma è grande cinema.

    "Basta che funzioni" di Woody Allen
    Un Allen che riprende a piene mani dai suoi primi, grandi film: "Manhattan" su tutti; come non ricordare gli occhi ingenui di Tracy/Hemingway in alcuni momenti della Melody/Rachel Wood? Indagati i grandi temi della vita e del suo rapporto con il cinema (lo sguardo in camera, il rivolgersi direttamente al pubblico, i microfoni sospesi ben visibili), Allen ci regala un finale pacificatore e un po' buonista che sembra quasi affrettato, mentre il vero gioiello è l'incipit, con quella conversazione tipicamente alleniana e il monologo di Boris.

    "Videocracy-Basta apparire" di Erik Gandini
    Avrebbe decisamente potuto essere più graffiante e corrosivo; è disorganico e un po' confuso nei collegamenti, ma è comunque da vedere. Sulla commercializzazione e abuso del corpo femminile - tema trattato solo nell'incipit - ferisce molto di più "Il corpo delle donne".

    "Messaggero d'amore" di Joseph Losey
    L'accoppiata Losey/Pinter graffia la compassatezza ed il finto perbenismo della società vittoriana. Splendido finale, meritata Palma d'Oro. Consigliato a chi ama la letteratura classica inglese. Ma l'incipit "Il passato è un paese straniero" ha ispirato un noto scrittore italiano?

  • "Amore a prima vista"

    Sono entrambi convinti
    che un sentimento improvviso li unì.
    E' bella una tale certezza
    ma l'incertezza è più bella.

    Non conoscendosi prima, credono
    che non sia mai successo nulla fra loro.
    Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
    dove da tempo potevano incrociarsi?

    Vorrei chiedere loro
    se non ricordano -
    una volta un faccia a faccia
    forse in una porta girevole?
    uno "scusi" nella ressa?
    un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
    - ma conosco la risposta.
    No, non ricordano.

    Li stupirebbe molto sapere
    che già da parecchio
    il caso stava giocando con loro.

    Non ancora del tutto pronto
    a mutarsi per loro in destino,
    li avvicinava, li allontanava,
    gli tagliava la strada
    e soffocando un risolino
    si scansava con un salto.

    Vi furono segni, segnali,
    che importa se indecifrabili.
    Forse tre anni fa
    o il martedì scorso
    una fogliolina volò via
    da una spalla all'altra?
    Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
    Chissà, era forse la palla
    tra i cespugli dell'infanzia?

    Vi furono maniglie e campanelli
    in cui anzitempo
    un tocco si posava sopra un tocco.
    Valigie accostate nel deposito bagagli.
    Una notte, forse, lo stesso sogno,
    subito confuso al risveglio.

    Ogni inizio infatti
    è solo un seguito
    e il libro degli eventi
    è sempre aperto a metà.

    Wislawa Szymborska

  • "Io sono verticale" - Sylvia Plath

    Ma preferirei essere orizzontale.
    Non sono un albero con radici nel suolo
    succhiante minerali e amore materno
    così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
    né sono la beltà di un'aiuola
    ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
    senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
    Confronto a me, un albero è immortale
    e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
    dell'uno la lunga vita, dell'altra mi manca l'audacia.

    Stasera, all'infinitesimo lume delle stelle,
    alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
    Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
    A volte io penso che mentre dormo
    forse assomiglio a loro nel modo più perfetto -
    con i miei pensieri andati in nebbia.
    Stare sdraiata è per me più naturale.
    Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
    e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
    finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.

  • "Ah, tu pensavi che anch’io fossi una" - Anna

    Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
    che si possa dimenticare
    e che si butti, pregando e piangendo,
    sotto gli zoccoli di un baio.

    O prenda a chiedere alle maghe
    radichette nell’acqua incantata,
    e ti invii il regalo terribile
    di un fazzoletto odoroso e fatale.

    Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
    o sguardi l’anima dannata,
    ma ti giuro sul paradiso,
    sull’icona miracolosa
    e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
    mai più tornerò da te.

  • E' passata tanta Fanta sotto i ponti

    E' passata tanta Fanta sotto i ponti

    e poi birra cynar liquore strega
    sambuca rosolio fernet branca
    tamarindo chinotto martini
    sansimone tavernello grappa.

    negroni bloody mary margarita
    daiquiri black russian bellini
    mojito alexander caipirinha
    centoerbe anisetta vodkatini.

    fiumi di gin tonic e fiumi di sakè
    anice vin brulè assenzio cocacola
    ma per vuotare questo amaro calice
    stanne sicura: dovrai berne ancora.

    Francesca Genti

  • Per te

    Più lontano mi sei, più ti risento
    farmiti dentro il cuore
    sangue, grido, tumore,
    e crescermi sul petto.

    Più sei lontano e più ti porto addosso,
    fra l'abito e la carne,
    contrabbando cattivo,
    volpe rubata che mi mangia il petto.

    Gesualdo Bufalino

  • Paris di notte

    Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
    Il primo per vederti tutto il viso
    Il secondo per vederti gli occhi
    L’ ultimo per vedere la tua bocca
    E tutto il buio per ricordarmi queste cose
    Mentre ti stringo fra le braccia.
    Jacques Prèvert

  • Alda Merini

    Ti aspetto e ogni giorno
    mi spengo poco per volta
    e ho dimenticato il tuo volto.
    Mi chiedono se la mia disperazione
    sia pari alla tua assenza
    no, è qualcosa di più:
    è un gesto di morte fissa
    che non ti so regalare.

  • -135-

    L'acqua è insegnata dalla sete.
    La terra, dagli oceani traversati.
    La gioia, dal dolore.
    La pace, dai racconti di battaglia.
    L'amore, da un'impronta di memoria.
    Gli uccelli, dalla neve.

    Water, is taught by thirst.
    Land - by the Oceans passed.
    Transport - by throe -
    Peace - by its battles told -
    Love, by Memorial Mold -
    Birds, by the Snow.

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