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        <title>Blog di Matteo Testino</title>
        <description>ll blog di Matteo Testino</description>
        <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog</link>
        <lastBuildDate>Fri, 04 Dec 2009 01:47:50 UT</lastBuildDate>
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            <title>MATTEO1973</title>
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            <description>MATTEO1973</description>
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            <title>stage teatro natura 5/8 dicembre</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=7202836</link>
            <description>TEATRI NECCESSARI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COGNOLE SOPRA GENOVA….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4 giorni di teatro in un luogo isolato immerso nella natura in una valle semi abbandonata sopra Genova&lt;br /&gt;Laboratorio teatrale rivolto a tutti porta con te un oggetto ed una storia che ti rappresentino.&lt;br /&gt;Per saperne di più mandare mail a &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=psiu1973@hotmail.com&quot;&gt;psiu1973@hotmail.com&lt;/a&gt; o &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=melusina@bruttocarattere.org&quot;&gt;melusina@bruttocarattere.org&lt;/a&gt; o chiamare a matteo 3396713868.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno spazio, conoscerlo attraverso il corpo, il proprio vissuto, e imparare a farlo vivere. Vivere assieme nella natura e nel passato in un borgo semi-abbandonato. Il teatro immerso nella natura e nella vita.&lt;br /&gt;Racconti e teatro sapendo che ognuno e autore e attore della sua storia.&lt;br /&gt;Per saperne di più mandare mail a &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=psiu1973@hotmail.com&quot;&gt;psiu1973@hotmail.com&lt;/a&gt; o &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=melusina@bruttocarattere.org&quot;&gt;melusina@bruttocarattere.org&lt;/a&gt; o chiamare a matteo 3396713868.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cognole è una serie di case semi-abbandonate dove alcuni fa un nostro amico cittadino decise di stabilirsi a fare il contadino. Coltivare e fare contadino lascia caprette, asini etc libri è stupendo quasi un pezzo di tibet in italia.&lt;img src=&quot;http://it.netlogstatic.com/p/oo/026/719/26719322.jpg&quot; /&gt;</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Sun, 22 Nov 2009 09:35:42 UT</pubDate>
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            <title>campi di lavoro nel sud del mondo</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=7104402</link>
            <description> di cosa sei in cerca? mai pensato di fare un campo di lavoro che come disse un mio amico è un viaggio dentro se guidato da idee e persone nuove... &lt;br /&gt;qui di seguito trovi delle schegge di campo che racchiudono bene l'essenza di quello che un campo può essere.... ( &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.sci-italia.it&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.sci-italia.it&lt;/a&gt; ) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non uso piu tanto netlog per cui ti lascio anche mio indirizzo mail&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=psiu1973@hotmail.com&quot;&gt;psiu1973@hotmail.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;saluto di pace e buona lettura matteo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INDIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il contatto con la parte più profonda di sé stesso attraverso lo yoga e la meditazione... riscoprirsi per poi aprirsi agli altri senza nessuna barriera...&lt;br /&gt;credere di dare tanto quando in realtà si riceve molto di più di quello che si dà&lt;br /&gt;lavorare per un obiettivo comune dove la forza del gruppo è molto più importante di ogni singola individualità&lt;br /&gt;comunicare attraverso gli occhi, lo sguardo ed un semplice sorriso&lt;br /&gt;donare sé stessi con le proprie emozioni, con i propri desideri e con i propri pensieri senza timore di essere giudicati, di sentirsi inadeguati&lt;br /&gt;scoprire una logica ed una concezione del tempo differente dalla propria ed imparare che esistono tanti altri modi di pensare&lt;br /&gt;riscoprire un contatto diverso con la natura&lt;br /&gt;svegliarsi col sorriso sulle labbra e felici per tutto quello in cui si viene coinvolti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Olga india&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NICARAGUA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono nel salone dell'associazione, è giovedì, dia social, jamina, una delle responsabili, che si occupa sia di aspetti organizzativi che formativi con i ragazzi, organizza un attività. Disegna su un cartellone la sua vida linea, ossia riporta cose importanti della sua vita, dalla nascita, l'infanzia, l'adolescenza e la vita adulta. Parla della sua famiglia, della scuola, del lavoro che ha dovuto iniziare presto, di avvenimenti felici, ma anche molto tristi, morti, separazioni, malattie. E' una persona molto profonda, capace di arrivare direttamente al cuore delle persone. E' umile, maestra delle relazioni con i ragazzi, dolce, efficace. Mi commuovo ascoltando la sua vita. Incita i ragazzi e noi volontarie (che lavoriamo in gruppo con i ragazzi) a fare lo stesso con le nostre vite. Ognuno, col suo cartellone, si è messo in disparte e ha iniziato a disegnare. Poi chi se la sentiva poteva raccontare agli altri ciò che aveva disegnato. Alcuni hanno deciso di raccontarsi, nonostante l'estrema fatica. E' duro riportare alla memoria episodi traumatici, è veramente doloroso, ma è fondamentale. Tante persone vivono in condizioni disagiate, in famiglie numerose e non hanno la possibilità di trovare uno spazio e un tempo per loro, dove essere accolti e compresi, dove poter raccontarsi. E' fondamentale riuscire a tirare fuori i propri dolori, a parlare, è un modo per iniziare ad elaborare certe cose. Più ci rimangono dentro, più ci distruggono. E' stato un momento importante, profondo, di forte condivisione ed emozione. Ho riflettuto e rivisto la mia vita, ho sofferto e gioito. Ho conosciuto piccole parti delle vite degli altri. Mi sono avvicinata alle loro esperienze, ai loro modi di vivere... quante morti, separazioni, quanto dolore in questi ragazzi. Ma sono qui per cercare di trovare delle possibilità, per crescere, per riscattarsi... hanno uno spazio loro, a loro misura, dove sono accolti e dove possono sentirsi amati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Simona diriamba Nicaragua (estate 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TANZANIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono qui seduta su una sedia di plastica rossa fuori dalla porta della nostra “casa”, sulla stradina che ormai è diventata il nostro cortile, la nostra “zona comune”. Mi piace stare qui fuori perché vedo la gente passare (e guardarmi con faccia stupita), vedo i bimbi giocare, vedo le macchine (poche) fare manovre stranissime per parcheggiare in spazi ampi e molto grandi.&lt;br /&gt;Questo posto è ormai diventata casa nostra. Abbiamo ormai sostituito il corridoio con la strada e la strada è come se fosse nostra. Mi mancherà starmene qui seduta, con Sliym e Ali a chiacchierare, a farci i dispetti, a ridere, a giocare a “tomatito tomadito” con Laya, a ballare e cantare con Nuru e Ester, a prendere in giro il “poverino” Min, a giocare coi “nostri” bimbi che ci vengono a cercare ogni giorno, ad ascoltare la musica con le cuffie e il lettore mp3, un auricolare per uno con qualcuno dei miei nuovi amici.&lt;br /&gt;Mi mancherà tutto di qui... oltre alle persone che ho conosciuto anche tutti i volti della gente per strada, che al nostro passaggio ci gridavano sempre “musungu”... e gli odori forti e i profumi. Non dimenticherò mai l'odore di patatine fritte che si sentiva dappertutto, a tutte le ore del giorno e della notte. E i sapori... l'ugalii, che mi ha tanto stufato dopo 15 giorni ma che alla fine ogni giorno un pezzetto lo mangiavo. Il caffè, se così si può chiamare, senza un sapore così particolare e buono che la colazione era sempre un piacere. Le casudua chips, che buone.&lt;br /&gt;E cosa dire poi dei bimbi della scuola?? Non scorderò mai i loro sorrisi, i loro gridi, i loro volti. Tutti molto simili tra loro ma ognuno con qualcosa di speciale. &lt;br /&gt;La gioia che ci dimostravano è la cosa che mi ha più fatto felice alla fine di questi 15 giorni. Vedere la felicità sui loro volti appena arrivavano a scuola, i mille saluti e battiti di “5” a fine giochi, il loro dirci “thank you” e “see you tomorrow” ogni sera... ha fatto si che oggi l'ultimo giorno, il mio cuore è pieno, colmo... straripante di gioia ma anche di un po' di tristezza. Sono triste di salutarli e non poter promettere loro che prima o poi sarei tornata. Triste perché consapevole che da domani nessuno li farà più giocare, che nessuno occuperà i loro pomeriggi, che nessuno li coccolerà e regalerà loro sorrisi.&lt;br /&gt;Ma è così che va... e io me ne torno in Italia con un pezzo di ciascuno di loro nel cuore.&lt;br /&gt;Ashante Tanzania&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandra Tanzania&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PALESTINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso di buttarmi, di lasciarmi andare nel trovare un'idea per un murales. Dovrà rappresentare qualcosa per me, per tutti quei bambini che lo vedranno ogni giorno, anche quando io andrò via. Lì nel loro parco giochi (che anche se lo abbiamo ripulito da monnezza e rifiuti, so che già sarà nuovamente pieno di vetri e latta). Qualcosa di colorato ed energetico. Elaboro, propongo... si aggiungono idee, il pensiero prende forma, almeno nella mia mente. L'idea di libertà, per me che sono nata e cresciuta in un'isola, è il mare e il vento. Il mare rappresenta l'oltre, il vento e il sole l'energia. Una barca completerà il quadro, vele spiegate per una Palestina (nelle vele la bandiera) che naviga verso la sua libertà. I bimbi intorno vogliono aiutarmi, sono tanti e quei pochi che riescono ad impossessarsi di qualche pennello abbandonato... si lanciano sul muro, incuranti del fatto che una pennellata rossa a caso sul mare azzurro non sarebbe proprio l'ideale. Ma anche questo fa parte del murales... cercare alla fine di riarmonizzare le loro sfumature estrose ed imprecise nel disegno totale. Dopo due giorni il disegno prende forma e colore rendendo in qualche modo più vivo il grigio di un muro qualunque nel campo profughi. Soddisfazione... per il risultato ottenuto nonostante non fossimo artisti, per la sinergia creata con altri volontari, ma soprattutto perché almeno ora, che io non sono più là... quei colori rimangono, quel murales vede i bimbi del campo ogni giorno e i bimbi vedranno la loro bandiera che viaggia verso l'orizzonte sotto la luce del sole.&lt;br /&gt;Quando adesso chiudo gli occhi mi vedo lì... e spero che un giorno possa esserci quel vento che inizi a spingere verso la libertà quel meraviglioso popolo e la sua terra... yalla!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silvia Palestina (Nablus)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIETNAM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caldo umido che mi avvolge, mi stringe, mi soffoca con dolcezza, mi coccola. Ogni tanto lo tradiamo e andiamo nel gelo del supermarket, lo coloriamo giocando a palla o a nascondino. Sotto gli sguardi dei commessi che con mia sorpresa si ignorano... mi chiedo chissà che penseranno di questi stranieri... la coreana mi trova subito il gioco è finito.&lt;br /&gt;Ogni giorno camminando lungo la strada che non finisce mai, i vietnamiti ci fissano dritto negli occhi, a lungo con occhi smarriti, chissà cosa pensano, mi sento un po' marziano.&lt;br /&gt;Arriviamo sudati al centro, ci rifugiamo sotto l'albero... entriamo in classe, le alunne sono serie, timide, un po' ci ignorano, c'è un po' di disagio... scopriamo che hanno una buona conoscenza dell'inglese, la lezione preparata con fatica e incomprensioni più mentali che linguistiche tra i 5 insegnanti, inglesi, coreani, tedeschi, vietnamiti, italiani, salta, si incomincia a improvvisare, si canta, escono fuori i primi sorrisi, i primi maliziosi sguardi, i ragazzini in prima fila mi tirano i peli delle braccia, per loro sono una novità, incominciano a strami un po' sulle balle... li guardo male e inizio a ricambiare le molestie torturandoli dolcemente con risate beffarde.&lt;br /&gt;La ragazza più spigliata mi invita nel pomeriggio a giocare a birmington, prima vado nell'altra classe, gli insegnanti russi, svedesi, tedeschi sono più organizzati di noi, io un po' invidioso comincio a fare casino... ci lanciamo bigliettini da una parte all'altra della classe, gli insegnanti organizzati non ci beccano nonostante i ripetuti lanci, fissiamo l'ora tra una classe e l'altra, a birmington sono una pippa...&lt;br /&gt;Un alunna non può venire ci lascia un bigliettino lungo di tenere scuse... incominciano nei giorni seguenti le letterine di ringraziamenti, addobbate con cura, disegni, fiori veri, piccoli strumenti musical anche da parte degli studenti che mai hanno osato guardarti negli occhi... è stata la soddisfazione più grande e il ricordo più bello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Vietnam&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PALESTINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ricordo più intimo che ho del mio campo coincide con la prima immagine di Palestina che mi sono trovato davanti agli occhi quando, sceso da un pullman che ci portava dal campo al checkpoint di Orlando, mi sono guardato intorno cercando di capire dove mi trovassi. Voglioso finalmente di capire se tutto quello che mi ero precocemente immaginato corrispondesse alla realtà: palazzi scardinati, demoliti, trame di un atto precedente, una terra grigia e deserta, sullo sfondo nubi rosse faceva sembrare tutto un paesaggio postbellico o richiamava l'idea di un paese ancora sotto assedio. &lt;br /&gt;Quel paesaggio è stato in seguito il mio punto di riferimento per concentrarmi, la sera mentre tornavo “a casa”, su ciò che aveva significato vivere quelle giornata in Palestina. La cosa che sulle anche più mi manca è stare sulla strada dissestata che segnava il confine di quel chilometro quadrato chiamato campo di Askaar, guardando le macerie, i cumuli di rifiuti, le baracche e in fondo quelle tre colline. Guardare lontano, guardare l'orizzonte non è mai stato per me più piacevole ed intenso... forse per me mi rendevo conto che guardare lontano era come pensare lontano, lontano dal muro, lontano dalle macerie, dai checkpoint, dalle fotografie dei martiri.&lt;br /&gt;La prima volta che mi sono reso conto di chi fossero i martiri palestinesi è stato quando, guardando il manifesto di uno di loro, ho cercato di immedesimarmi in lui: quel ragazzo avrà avuto più o meno 18 anni quando ha deciso di imbarcarsi in una missione suicida. Scegliendo prima la foto che sarebbe stata affissa nei campi di rifugiati, dopo la sua morte. In un film che guardammo presso un associazione di Jenin, mi ricordo che il regista intervistò la madre di uno di quei martiri: disse che il figlio non le aveva detto niente circa le sua intenzioni, ma che col senno di poi si ricordava di alcuni particolari della mattina, le chiese di rimanere nella stanza da letto con lui a fare collazione, le chiese due baci piuttosto che uno... &lt;br /&gt;Dopo aver visto quel film non sono più rimasto a guardare un manifesto di un martire senza realizzare come quella foto corrispondesse a una persona vera, con una famiglia, dei legami, delle emozioni... non sono mai più rimasto a chiedermi cosa potesse spingere quei ragazzi a rinunciare a ciò che di più cara si ha all'età di 18 anni: la vita.&lt;br /&gt;Ma forse la vita in Palestina ha un prezzo diverso, visto che alcuni sembrano giocare con le vite dei palestinesi, arrestandoli per mesi senza apparente motiva ad esempio. Questo è un altro punto del campo che mi ha lasciato il segno. Molte famiglie del campo potevano contare qualche membro arrestato o tutt'ora in prigione, spesso senza alcun motivo apparente. Qualche volta quei membri della famiglia che venivano arrestati non riuscivano a tornare mai più, qualche volta non gli israeliani neanche gli permettevano che ricevessero visite dai parenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federico campo di askaar nuovo, nablus (Palestina)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BRASILE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL RICORDO DI UN SORRISO&lt;br /&gt;Bambini, sorrisi, curiosità&lt;br /&gt;Questo è stato il primo impatto che ha mosso il mio cuore, il resto è venuto da sé.&lt;br /&gt;Spontaneo, naturale, aggregante di tutti questi sorrisi, uno si è perso alla nostra partenza dal campo.&lt;br /&gt;La chiamano saudade, nostalgia&lt;br /&gt;La parola nostalgia l'associo alla melanconia: desiderare qualcosa, qualcosa che ormai si è perso, qualcosa di importante, che ti ha cambiato il modo di vedere il mondo. A questo si unisce la tristezza perché si è quasi sicuri che non tornerà più indietro. Il “quasi” è sostenuto da una flebile speranza&lt;br /&gt;Quel sorriso lo vedo ormai spento. Conoscere la possibilità di cogliere maggior affetto e poi vedersela d'un colpo sparire. Per un bambino è simbolo di cambiamento. Positivo, se consapevole di quanto sia successo tutt'attorno; Negativo, se la coscienza è ancora immacolata. &lt;br /&gt;Quanto l'aiuto esterno all'ambiente per un periodo breve, come può essere un campo SCI, possa essere significativo nel cambiamento, nella trasformazione di un bambino in adulto non riesco a immaginarlo perché è talmente personale che ognuno di noi reagisce a suo modo. &lt;br /&gt;Io ora vedo un bambino piangere quasi non mi ricordo quando avesse sorriso in quei momenti non comprendevo quanto importanti fossero i suoi.&lt;br /&gt;Quasi si confondevano con gli altri, non volevo fare distinzioni. Poi il suo pianto ha reso i suoi sorrisi più forti, ma lontani.&lt;br /&gt;Cosa rimane da fare?&lt;br /&gt;Tenere stretto al cuore il ricordo di quel sorriso e comprendere che solo consapevolmente potrà sorridere da adulto, quello in cui si sta trasformando il sorriso del bambino vivrà solo nel ricordo &lt;br /&gt;Diego (Brasile)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GHANA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nella stanza dove si tenevano le lezioni, col suo pavimento liscio e le finestre che guardano la foresta. C'è la lavagna con le scritte lasciate dai nostri insegnanti, i ritmi che abbiamo impartao nel linguaggio djembè, le parole delle canzoni in ga, i gessi avanzati sul tavolo.&lt;br /&gt;In questa stanza si entra scalzi, si balla scalzi e si suona scalzi. In questa stanza il mio corpo ha ripreso a danzare, in questa stanza sono passate le energia di tutti noi, quella nera che donava, insegnava, trasmetteva e quella bianca che si è posta come un contenitore vuoto, come una forma d'argilla disponibile a farsi plasmare.&lt;br /&gt;Qui c'era il corpo innanzitutto, e il respiro. Tutto l'essenziale.&lt;br /&gt;E il gioco e infine l'armonia possibile.  &lt;br /&gt;Differenti strada per arrivare infine allo stesso linguaggio, che non ha più bisogno di spiegazioni.&lt;br /&gt;Raramente sono stata così bene. Raramente mi sono sentita cosi piena di energie. Non so se ero io, se era il suolo d'Africa (l'ho pensato tante volte), se erano i tempi a cui mi ero abituata.&lt;br /&gt;So bene che si tratta di un passaggio, ma sarà difficile lasciare veramente questo posto. Avere le foto, le immagini è quasi irreale. E' difficile avere le immagini concrete di un sogno, o di quanto è stato percepito come tale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nora kardiabe&lt;br /&gt;GHANA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIETNAM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini della pagoda – specialmente alcuni – avevano molte ferite e pizzicate infette nelle gambe. Ogni giorno li medicavamo. Un giorno alcuni dei miei compagni di lavoro decisero di parlare di questo problema al capo della pagoda e di consigliargli di far venire un infermiera ogni settimana per curare i bambini. In seguito discutemmo molto sul fatto se fosse giusto – o meno – permetterci di dare questo tipo di consigli. E – soprattutto – se il consiglio in sé fosse giusto.&lt;br /&gt;Avevamo notato che solo i bambini arrivati da poco in pagoda avevano molte infezioni nelle gambe. Probabilmente – dopo un po' di tempo – imparavano da soli come proteggersi.&lt;br /&gt;Noi saremmo rimasti solo due settimane. Dopo di noi non ci sarebbe stato nessun altro campo. Probabilmente per mesi.&lt;br /&gt;Non potevamo avere la pretesa di cambiare le cose in due settimane. E poi – in fondo – perché si dovevano cambiare le cose?&lt;br /&gt;Non siamo andati in vietnam per portare il nostro modo di fare le cose. Ma per vedere che ci sono altri modi di fare le cose che non sono sbagliati rispetto ai nostri. Sono solo diversi. E l'incontro delle nostre diversità – volontari europei, volontari vietnamiti e bambini della pagoda – è stata la cosa che mi ha arricchito di più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesca VIETNAM &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TANZANIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domenica ci siamo alzati presto e come al solito le bambine dei nostri vicini erano venute per giocare con me... Urlavano “Elena” e si arrampicano alle finestre per cercarmi, io uscivo prima di finire la collazione di solito ma quella volta le ho dovute lasciare ad aspettare. Dovevo preparare la borsa per fare il mio primo safari acquatico... andavo su una laguna, andavo verso il mare, l'oceano, il suo odore, le sue energie.&lt;br /&gt;Quando arrivò il pulmino per accoglierci presi la mano della mia compagna di stanza tanzanese Deborah, che avevo praticamente adottato e siamo andate insieme nella camera di “meme” (la donna che “si prendeva cura di noi”) e l'abbiamo aiutata a sistemare le coperte e i teli di cui riteneva avessimo bisogno.&lt;br /&gt;Il viaggio fino alla spiaggia mi sembrò breve ma in effetti il tratto di strada era considerevole. Arrivati alla spiaggia dovevamo prendere una piroga che ci avrebbe condotto su un isoletta bianca e verde.&lt;br /&gt;Quando da lontano abbiamo visto degli uomini che toglievano l'acqua dalla nostra piroga ci siamo preoccupate ma siamo riuscite a scherzare tra di noi e salire anche con un sorriso.&lt;br /&gt;Il mare non era particolarmente agitato eppure quando siamo arrivati eravamo completamente bagnati. Il sole caldissimo ci ha asciugati velocemente e già mentre facevamo un primo giro sentivo che la mia pelle stava bruciando.&lt;br /&gt;Il pranzo fu un banchetto che neanche nei migliori ristoranti potevi sognare.&lt;br /&gt;Il pesce appena pescato alla brace, la verdura fresca... la frutta più buona che abbia mai assaggiato. &lt;br /&gt;Dopo mangiato siamo andati ad esplorare l'interno dell'isola... camminavamo su una stradina fatta di fossili,  camminavamo a stenti, attenti, ci sembrava di poter rompere quella via... immersi nella laguna ascoltavamo le spiegazioni di un ragazzo locale che ci descriveva non solo cosa vedevamo ma anche la funzionalità e armonia che vigeva in quella natura incontaminata. &lt;br /&gt;Ai piedi dell'albero più grande che la mia fantasia poteva creare, questo stesso ragazzo ci ha invogliate a salirci su e ci ha mostrato il modo.&lt;br /&gt;Ad un certo punto eravamo in 8 sul BAOBAB e ridevamo come se fossimo tutti tornati bambini.&lt;br /&gt;Il caldo che ci ha accolti fuori dalla laguna, sulla spiaggia ci ha presi alla sorpresa e tutti hanno incominciato a dire di voler fare il bagno.&lt;br /&gt;Cosi abbiamo recuperato tutte le nostre cose e siamo risaliti in barca e abbiamo raggiunto una striscia bianca di sabbia sola in mezzo al mare.&lt;br /&gt;Abbiamo lasciato i nostri vestiti sulla barca e ci siamo buttati... il mare era verde e caldo, troppo caldo per essere vero.&lt;br /&gt;Giocavamo a correre da una parte all'altra della striscia per tuffarci nuovamente. &lt;br /&gt;Ci scambiavamo sorrisi di intesa perché avevamo già capito che le parole erano superflue quando sei in paradiso. &lt;br /&gt;La corrente era forte e i ragazzi locali continuavano a ripeterci di non allontanarci troppo e di non perdere i salvagenti della piroga.&lt;br /&gt;Non mi ero mai sentita cosi felice come in quel momento... la spontaneità era l'unica regola e la natura ci aveva accolti come una madre amorevole.&lt;br /&gt;Milano, il lavoro, il mio senso del dovere, me stessa erano lontanissimi, talmente lontani che non mi sembrava esistessero più.&lt;br /&gt;Ad un certo punto abbiamo sentito chiedere aiuto... era Abimi, un ragazzo di 29 anni che aveva lavorato per tutta la settimana precedente con noi nella costruzione di una scuola. &lt;br /&gt;Si era allontanato con Heri e con Savue ma questi avevano il salvagente... e lui non riusciva a raggiungerli perché aveva la corrente contro.&lt;br /&gt;Ci siamo guardati spaventati ma Herick ci tranquillizzò con un sorriso e incominciò a dire ai ragazzi sulla piroga di andare a prenderlo.&lt;br /&gt;Mentre osservavamo le manovre dell'imbarcazione, non sentimmo più la voce di Abimi.&lt;br /&gt;Ci girammo tutti verso di lui, cercando di capire se aveva raggiunto gli altri... ma non riuscivamo a vederli e quando Heri urlò il suo nome capimmo che stava affogando.&lt;br /&gt;La natura ci aveva tradito... o forse voleva solo dimostrarci di essere superiore, più forte, intocabile.&lt;br /&gt;Se chiudo gli occhi spesso vedo il sorriso di Abimi che non ho saputo salvare, che nessuno di noi ha potuto salvare.&lt;br /&gt;Il mare si agitò notevolmente e le ricerche furono vane.&lt;br /&gt;Il viaggio di ritorno fu terribile, la barca si riempì d'acqua e il motore ci abbandonò poco prima dell'arrivo... ma ormai nella poteva peggiorare ulteriormente la nostra esperienza... io non riusci a parlare fino al giorno dopo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elena Tanzania  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAROCCO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un posto del campo a me molto caro la seconda stanza a sinistra lungo il corridoio. Era una delle stanza dei ragazzi, i primi che ho conosciuto arrivando al campo, quelli a cui sono tuttora più affezionata, quelli per cui prenderei di nuovo un aereo verso il Marocco.&lt;br /&gt;Era una stanza grande con diversi letti a castello e molte coperte stesse per terra.&lt;br /&gt;Ancora non ho capito perché molti marocchini preferissero dormire per terra piuttosto che su un letto piuttosto signorile per essere un letta da campo di lavoro!&lt;br /&gt;I primi due giorni sono passata davanti quella stanza molte volte pensando se fosse giusto o meno entrare. Non conoscevo i ruoli uomo-donna nella cultura marocchina quindi rimanevo sulla soglia. La curiosità però continuava a crescere! Loro non mi chiedevano di entrare ed io aspettavo di aver un maggior grado di confidenza per tuffarmi a bomba in quello spazio.&lt;br /&gt;Finalmente la seconda sera passando, di nuovo, davanti alla stanza vedo sdraiata sul letto Fatiwa-Zahira (per la gente del campo Petit-Flor... una mezza traduzione in francese del suo nome). Mi sono fatta coraggio e sono entrata.&lt;br /&gt;Forse in quel momento e iniziato veramente, a livello umano, il mio campo.&lt;br /&gt;Diciamo che quel passo oltre la soglia è stato come “un entrata in società”.&lt;br /&gt;Sono stata accolta dai volontari marocchini a tutti gli effetti.&lt;br /&gt;Quella stanza in poco tempo è diventata il punto di riferimento del campo. Ci si passava la maggior parte del tempo libero, ci si raccontava, si scambiavano foto, pensieri, canzoni, balli, ci si facevano accalcati pur di stare tutti insieme anche i riposini pomeridiani quando il sole caldo di Marrakeck ci dava cosi tanto alla testa da toglierci anche le forze per parlare.&lt;br /&gt;In quella stanza ci siamo raccontati un sacco di segreti e soprattutto abbiamo riso tanto.&lt;br /&gt;Ci siamo anche dati dei sopranomi &lt;br /&gt;Mohamed il paraculo&lt;br /&gt;Seddek detto Joal&lt;br /&gt;Mohamed musik man&lt;br /&gt;Raffaella detta Rkia&lt;br /&gt;Fatiwa-Zahira detta Petit Flor o Fati Flor&lt;br /&gt;Ibrahimi the body&lt;br /&gt;Jeunesse detto shrek&lt;br /&gt;Youseff il docteur de la route&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sopranomi che continuiamo ad utilizzare anche oggi quando, impegni personali e fusi orari permettendo, ci sentiamo per telefono o via msn.&lt;br /&gt;Solo una volta ho detto una “bugia” in quella stanza.&lt;br /&gt;E' stato in uno dei giorni in cui, non si sa bene né come né perché, cosi dal nulla si comincia a cantare e suonare... e ballare... e suonare.&lt;br /&gt;Naturalmente si iniziava con una sorta di filastrocca con cui chi cantava prendeva in giro i presenti. Zakaria, il camp leader, doveva essere molto bravo nel farlo, perché loro ridevano da matti. Io ridevo dietro a loro, ma non capivo poi molto.&lt;br /&gt;Quel giorno ad un certo punto furono tirate fuori anche le canzoni cantate durante il lavoro nei campi, di cui si sa io sono un esperta!&lt;br /&gt;Quel giorno è arrivato anche il mio turno di cantare e lì, con la scusa che tanto non avrebbero comunque capito nulla, ho inventato. O meglio ho fatto un collage di canzoni. Da “come porti i capelli bella bionda” a “la campagnola bella” e non ricordo nemmeno più cosa! C'è un video anche in giro ma spero non lo veda mai nessuno!&lt;br /&gt;Devo aver cantato come se nulla fosse, come se non stessi inventando, perché loro alla fine erano molto felici!&lt;br /&gt;Insomma la maggior parte dei miei ricordi e delle mie immagini sono legate a quella stanza.&lt;br /&gt;Anche l'ultimo saluto, le lacrime e gli abbracci.&lt;br /&gt;Volontariat avec CJM&lt;br /&gt;Raffaella MAROCCO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PALESTINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ARRIVO ALLA FATTORIA: CHE PARUA! TUTTI INTENTI A MANGIARE, NESSUNO CI HA SALUTATO, LA MIA COMPAGNA ITALIANA IN SILENZIO, TUTTI PARLAVANO INGLESE E IO NON CAPIVO NIENTE. MI SENTIVO FUORI POSTO. IO ABITUATA AD ESSERE UNA CHIACCHERONA ROMPISCATOLE NON RIUSCIVO A PARLARE CON NESSUNO.&lt;br /&gt;IL 2° GIORNO: GITA A BETLEMME. GIA' SULLA STRADA DEL RITORNO SEMBRAVA DI STARE IN FAMIGLIA. QUELLA SERA ALLA FATTORIA MI SON SENTITA A CASA, COME SE FOSSE IL LUOGO DOVE TORNAVO DOPO UNA VACANZA&lt;br /&gt;LAVORARE INSIEME SOTTO IL SOLE, PARLARE TUTTI UN'UNICA LINGUA CI HA UNITO MOLTO. VIVERE CON UNA FAMIGLIA PALESTINESE, NELLA LORO CASA, MANGIANDO INSIEME ALLA LORO TAVOLA CI HA FATTO SENTIRE PARTE DELLA FAMIGLIA, NON OSPITI. ANCHE IL MIO INGLESE E' MIGLIORATO!&lt;br /&gt;SENTIRSI LIBERA COME MAI NELLA MIA VITA MENTRE DONDOLAVO SU UN'ALTALENA DAVANTI ALLE COLLINE, CIRCONDATA DAGLI INSEDIAMENTI&lt;br /&gt;AEREI, ELICOTTERI, RAZZI LUMINOSI DI NOTTE, CAMIONETTE DI SOLDATI: ERAVAMO PROBABILMENTE CONTROLLATI EPPURE NON HO MAI AVUTO PAURA&lt;br /&gt;ARRIVARE ALLA SERA, STANCA MORTA, BRUCIACCHIATA DAL SOLE E PIENA DI TERRA E RIDERE A SQUARCIAGOLA, CANTARE CON “I MIEI” AMICI NELLA TENDA VERDE PERCHE' TANTO NON C'ERA L'ACQUA E POTEVAMO COSI' RIEMPIRE IL TEMPO&lt;br /&gt;SEDERCI INTORNO AL TAVOLONE A RACCONTARE LE NOSTRE STORIE, A PARLARE “ITALIANENGLISH”&lt;br /&gt;ACCENDERE IL FUOCO E SEDERCI SUL MURETTO TUTTO ATTORNO E SCOPRIRE CHE ANCHE IN SVIZZERA GIOCANO A “MAFIA” IN INGLESE! (HO FATTO PURE LA FUOCHISTA)&lt;br /&gt;SERENITA' E AFFETTO&lt;br /&gt;UN SACCO DI RISATE&lt;br /&gt;AMICIZIE VERE ANCHE SE SAPEVAMO CHE SAREBBERO FINITE ALLA FINE DEL CAMPO&lt;br /&gt;RACCONTI DI VITA, LACRIME E RABBIA&lt;br /&gt;ACCORGERSI DAI PICCOLI GESTI QUANTO DAVVERO LE PERSONE TI APPREZZINO E RICAMBIARE&lt;br /&gt;PIANGERE E VEDERE GLI ALTRI PIANGERE QUANDO QUALCUNO PARTIVA (ANCHE QUANDO SONO PARTITA IO)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deborah PALESTINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BRASILE&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;Guilherme ha 9 anni, ma sembra più piccolo, mi corre incontro e mi porge un foglio, piegato in quattro con dentro altri fogli più piccoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apro il foglio, il suo viso si illumina io mi sento emozionata, so che è un disegno per me, più d’uno: non è il primo. Il primo me lo aveva mandato tramite irma Rita (la suora della pastorale), in quello aveva disegnato una casa con un prato e me e un grande 'Maya te amo'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vedo che siamo in due nel disegno, c’è anche Diego: ci ha disegnato entrambi, con vestiti eleganti. Un secondo disegno più piccolo, è una vettura molto costosa, simile ad una limousine con al centro un grande pacchetto regalo, disegnato sul sedile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo disegno, più piccolo e toccante è ritagliato seguendo accuratamente i contorni della piccola mano, di cui ha disegnato le dita e le minuscole unghie tonde con delle stelle a decorare ognuna di esse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiega che i disegni sono anche per Diego, il suo sorriso è raggiante, i denti piccoli e lontani tra loro accentuano l’espressione sorridente, gli occhi brillano e il mio cuore si riempie di gioia per quei piccoli doni e per quei dolcissimi occhi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;“Cia! Cio!”&lt;br /&gt;I bambini ci vengono incontro, sorriso da un orecchio all’altro, braccia spalancate, dall’altra parte della strada. Le famiglie e gli adulti inizialmente sembrano titubanti, non sanno bene come fronteggiarci. Poi vedono le nostre braccia che si aprono, i sorrisi che si contagiano e le gioia reciproca, e il loro cuore si scioglie lasciando un sorriso e un saluto. BOM DIA!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;Pomeriggio, momento di riposo.. stravolti siamo ammassati sui divani della pastorale, aspettiamo un po’ con timore l’arrivo dell’orda di bimbi che ci reclamerà per “brincare” (scherzare/giocare) con loro.&lt;br /&gt;Il vociare nasce piano piano, un paio di minuti e qualcuno di noi è chiamato a rapporto: Magno ti cerca, Massimo e ...Maya, Deborah chiede di te… è ora di riprendere.. E la giornata continua, e la dolcezza si rinnova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maya BRASILE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MESSICO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa che mi ha colpito di più è probabilmente il modo di accogliere che hanno i messicani. &lt;br /&gt;Detto così può sembrare un po’ banale. In realtà quello che ho notato è che il loro modo di dimostrare apertura è graduale, passa dalla diffidenza, alla curiosità, alla fiducia, al darsi a te con tutto loro stessi.&lt;br /&gt;Mi viene in mente un momento, un tardo pomeriggio, ho deciso di andare a trovare il “nonno” della mia famiglia che abitava nella casa accanto. Era uno degli ultimi giorni di campo, fuori pioveva forte, come di norma nei pomeriggi estivi messicani. &lt;br /&gt;Il nonno Rosalìo, aveva preparato qualcosa per me, da regalarmi. Essendo un pittore mi aveva disegnato una riproduzione del volto di Zapata, eroe suo, di suo figlio, ma prima ancora di suo padre, che combatté nella rivoluzione.&lt;br /&gt;Ci siamo messi a discorrere, della politica, dell’Italia, del Messico. Ma poco a poco siamo passati a parlare del mondo, della vita in senso più profondo, delle mie prospettive future e dei miei desideri di un mondo migliore e più giusto, del mio impegno sociale a fianco dei più poveri. E lui ascoltava, commentava condivideva. Forse è stato più importante ciò che non ci siamo detti. Sta di fatto che la nostra conversazione finì con occhi lucidi da entrambe le parti e da parte sua una frase che suonava come, avrei voluto conoscerti prima, sei una bella persona, credo che ci mancherai…&lt;br /&gt;E’ stato bello e strano nel contempo. Strano perché le nostre abitudini occidentali ci dicono che i “vecchi”, individui non più produttivi, possono essere lasciati da parte, non servono più a niente nella società.&lt;br /&gt;Non so se qui in Italia avrei avuto questa occasione, so solo che lì mi è sembrato normale, logico, piacevole, giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIANCA - MESSICO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SENEGAL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le partenze sono sempre state qualcosa di difficile per me. Era un anno che aspettavo questo giorno ma poi, quando è davvero arrivato, è stato un po’ triste salutare amici, mamma, papà…&lt;br /&gt;Ma ero comunque contenta. Anzi, ero super contenta, perché eravamo in due e perché tanto desideravamo vivere questa esperienza. Milano - Lisbona,  Lisbona - Dakar. &lt;br /&gt;A Lisbona abbiamo ingannato il tempo cercando un posto dove poter mangiare il baccalà. Ci siamo rilassati un po’ nel parco, leggendo ancora una volta la scheda dell’associazione. “Produits Lacientique”, ma cosa vorrà mai dire. Bah, glielo chiederemo quando arriveremo.&lt;br /&gt;Vedrai che sull’aereo ci saranno un sacco di senegalesi. Se saremo seduti vicino a un/una senegalese, di sicuro attaccherà bottone e cominceremo a chiacchierare un po’ d’Africa. No, previsioni assolutamente sbagliate: eravamo seduti accanto a un senegalese, ma era più che altro una mummia: tappi nelle orecchie, coperto completamente (testa compresa) da una coperta. E quelli? Chissà se faranno il campo con noi. No, speriamo di No. Ma per il resto del gruppo: due coppie in un gruppo sarebbero troppe. Si, ma comunque noi dobbiamo stare attenti a non stare troppo appiccicati. Eh! Si, ne saremo capaci.&lt;br /&gt;Ci sono un sacco di bambini, ma sono molti meno di quelli che troveremo sull’isola! Che bello, ora sono in viaggio non vedo l’ora di arrivare. Per fortuna che ho dormito, il tempo è passato più in fretta. Aeroporto di Dakar, Lèopold Sedar Seneghor, con qualche lettera mancante. Ma perché dobbiamo sempre compilare sto modulo? Io non so l’indirizzo della famiglia. Djiruda? C’est où? C’est me ile dans la région du Sine et Salorm. Deve essere proprio piccola se non la conoscono neanche i poliziotti dell’aeroporto. Per fortuna che sono arrivati i bagagli. Che casino, c’è un sacco di gente!&lt;br /&gt;Eccolo, guarda: ci sono i nostri  nomi. Salut, ca va? Et le volge? Bien passè? Vous étes italigné? Siamo arrivati: Africa! Saliamo sulla jeep della Fénagie. Ci porta all’associazione. Siamo arrivati davvero. La poca luce ci permette comunque di vedere il niente che c’è in questa zona. Ma poi arriviamo nella città, le case, le strade. &lt;br /&gt;Ma in giro non c’è nessuno, è notte fonda. Ecco, questa è l’associazione. Oddio che puzza di pesce! Del resto siamo sopra un magazzino di pesce secco. Questa è la nostra stanza, io dormo con voi. Fate come foste a casa vostra. Avete portato la zanzariera? Si si, tutto a posto. Allora posso spegnere? Oui, bonne nuit. Ore 5:00: “Allah…, Allah…, Ah già, il muezzin” Abbiamo scoperto di avere due moschee vicino a noi, che però non si sincronizzano con le preghiere!&lt;br /&gt;Gli altri arrivano stasera. Un italiano (Marco, si, lo conosciamo), una francese che parla l’italiano e una francese. Ah, siamo in pochi. Abbiamo tutto il giorno per noi. Non potete uscire, è pericoloso. Ok, stiamo qui: conosciamo i membri dell’associazione. Prima colazione: Nescafé (va beh…) e pane e cioccolato. Mr Berlusconi? Mr Sarkozy? L’immigration? Quanti e tanti bei discorsi, Salion ne sa davvero un sacco. Ci potrà insegnare un sacco di cose. La religione, la Sénégal pet èetre suve seulement par les arrives privées. L’Etat, il vole tout l’argant qui arrive de l’Europe. Il primo pranzo. C’è l’hanno portato in camera. Riso e carne. E’ buono. Un po’ piccante, ma potrebbe essere peggio. In Senegal si mangia tutti dallo stesso piatto. Qui ci conosciamo tutti, mangiamo tutti insieme. Non è come da voi, in Europa, dove neanche conoscete i vostri vicini di casa. C’est vrai, tu as raison. E questo è il tè senegalese. E’la bevanda nazionale. Beviamo, sa di menta: è bollente ma dà comunque una sensazione di fresco. &lt;br /&gt;E’ quasi sera. Gli altri stanno per arrivare. Marco! Che tipo, è fortissimo. L’altra francese arriva stanotte. Domenica: giornata un po’ inattiva. Si, ma non possiamo/dobbiamo pretendere nulla di più. E’ domenica, è un giorno di festa. Non si lavora. &lt;br /&gt;Domani si parte.&lt;br /&gt;Domani è arrivato, oggi si parte. &lt;br /&gt;Marco è nel baule insieme ai bagagli, ma almeno arriviamo prima. Ndaugame: siamo ospitati dalla famiglia della mamma di Guima, la presidentessa dell’unione locale, la conoscerete stasera. Quanta genete. Bonjour, commet tu t’appelles? Stefania, et toi. Mangiamo nello stesso piatto, e ognuno divide il pesce  le verdure che ha davanti fra tutti. C’est bon? Oui, tris bon. Poi gli altri della famiglia mangiano quello che noi non abbiamo mangiato… Non pensavo. Si parte, questa è la piroga, due ore di viaggio. &lt;br /&gt;Speriamo che non piova. Diluvio!&lt;br /&gt;Un bambino svuota la piroga: l’acqua si accumula nel centro della piroga. Che esperienza! Sta uscendo il sole. Facciamo anche in tempo ad asciugarci. I fenicotteri! Ecco, quella è Djuruda.&lt;br /&gt;Quasi arrivati,. Arrivati.&lt;br /&gt;I nostri bagagli vengono caricati su carri trainati da muli. Non ci sono macchine. Ci sono tanti bambini ad accoglierci. Ci scortano fino a casa. Ancora non sapevamo che sarebbero stati i bambini con cui avremmo passato tutto il nostro campo.&lt;br /&gt;Bonsoir, ben arrivé? Le Voyage? Tout c’est ben passé.&lt;br /&gt;Siamo arrivati. Si comincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefania SENEGAL &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PALESTINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cisgiordania, West Bank, Territori Palestinesi, Territori Occupati…solo il fatto che neanche sul nome esista una verità assoluta  lascia intuire come possa essere incerto il destino di questa terra. Terra che dopo 20 giorni intensi e indimenticabili ho imparato a chiamare come tutti i suoi abitanti la chiamano…Palestina.&lt;br /&gt;Dopo diversi viaggi di lavoro in Israele ho infatti maturato la decisione di andare al di là del muro, per vedere se l’immagine piuttosto ingenerosa dipinta spesso dai mass media internazionali, cioè di una terra povera, pericolosa, abitata da un popolo disperato, spesso in preda a fanatismi religiosi, fosse vera. Al termine della mia esperienza all’interno del campo profughi di Askar (Nablus) con altri 30 volontari internazionali, l’immagine che ne viene fuori è, come immaginavo e speravo, ben diversa.&lt;br /&gt;La realtà emersa è quella di un paese sorprendente e accogliente: paesaggi affascinanti, quasi lunari, persone estremamente ospitali e dignitose. La cosa che colpisce immediatamente è il numero impressionante di bambini nelle strade (i minorenni sono più del 60% della popolazione). Tutti apparentemente felici e curiosi, sorpresi nel vedere una persona “diversa” in mezzo a loro e desiderosi di esserti amico ad ogni costo…sono come un fiume in piena che ti travolge piacevolmente e ti fa sentire a casa e non uno straniero in terra straniera. Svanisce immediatamente la percezione di diversità e paura che si avverte prima di entrare; la vivacità e il calore delle persone ti avvolgono, così come i profumi di spezie, felafel e humus, il caldo secco di giorno e la brezza fresca la sera, il richiamo alla preghiera del muezzin o le urla dei bimbi che giocano. La cultura musulmana, per quanto diversa dalla nostra, non è mai stato un ostacolo nei rapporti e ci si rende conto che non è sinonimo di fanatismo, ma di accoglienza e rispetto per il “diverso”.&lt;br /&gt;La sensazione di apparente serenità che si avverte tuttavia stride fortemente con un’altra realtà: la presenza dell’occupazione militare c’è e si sente; acqua, energia elettrica, intere aree urbane e agricole, nonché strade sono sotto il controllo dell’esercito israeliano e spostarsi solo per qualche km può essere un’impresa titanica per un palestinese. A volte pareva di vivere in un set cinematografico: caccia militari a qualche metro sopra la testa, incursioni notturne di jeep in perlustrazione, posti di blocco improvvisati lungo strade di paesini sperduti. La presenza di colonie di ebrei (molte ancora in costruzione ed espansione) a qualche centinaia di metri da paesi arabi vecchi di centinaia d’anni è forse (insieme al muro di separazione) la cosa più assurda che abbia visto: sono una sorta di residence “protetti” da filo spinato e da militari, dotate di parchi, ville, giardini e piscine…quando a qualche metro ci sono abitazioni palestinesi con seri problemi di approvvigionamento d’acqua.&lt;br /&gt;Viene spontaneo chiedersi “ma come? Il governo israeliano giustifica la costruzione del muro di separazione alludendo a questioni di sicurezza nazionale e poi ci costruisce paesi all’interno?”. Sono partito senza preconcetti, ho amici israeliani e amo Tel Aviv quanto Gerusalemme ma non posso fingere: quello che mi è stato chiesto al mio arrivo a Nablus è di non raccontare quello che la gente mi dirà ma semplicemente quello che i miei occhi vedranno. E quello che ho visto in Palestina è una precaria tutela dei diritti umani. &lt;br /&gt;Torno con tanti nuovi amici ed indimenticabili ricordi , ma soprattutto con la speranza e il sogno che qualcosa in quelle terre cambi…di poter tornare un giorno a Tel Aviv senza attraversare decine di scrupolosi controlli all’aeroporto e di poter tornare un giorno a Nablus atterrando in un aeroporto palestinese…ciò significherebbe che qualcosa sarà cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SAMUELE PALESTINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ITALIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era sabato il campo sarebbe cominciato da lì a poche ore io avevo accompagnato Marek (il coordinatore dei campi dello sci Italia) ad un’altra tendopoli per parlare con una persona per il campo che avrebbe coordinato lui lì da mercoledì. &lt;br /&gt;Lo avevo accompagnato anche perché lì a San Demtrio c’è la casa natale della famiglia della mia migliore amica, Gaia. Tra poche ore sarebbe cominciato il campo ma ci eravamo presi un momento per noi, infatti erano venuti anche Fabio e Rosalba i clown dottori che facevano da assistenti a Serena la responsabile del centro estivo non che vice presidente di vivere per ridere, e che erano all’Aquila in vari momenti dal 6 Aprile. &lt;br /&gt;Mentre Marek faceva il suo colloquio Fabio, Rosalba e io avevamo fatto un giro per il paese, che devastazione. Poi ci eravamo fermati in un bar (forse l’unico aperto) a bere qualcosa e con la scusa di giocare al super enalotto (vuoi che non vincano il super premio qui… con tutto quello che è successo sarebbe il minimo…) ci siamo messi a controllare la mail… anche per controllare che non ci fossero ultime mail di volontari anche perché a coppito non c’era piu tifi (che era stato staccato per il G8 e mai più riconnesso). &lt;br /&gt;Arrivato marek e ci siamo messi a cercare un posto dove mangiare. Rosticini e panini con la salsiccia all’aperto seduti sulle panche circondati da alpini e protezione civile. Io scherzo con Fabio che alla mattina aveva detto “sto mangiando troppa carne qui… ho deciso divento vegetariano!” “si si questa è proprio la dieta del vegetariano… scommetto che adesso mi dirai comincio da domani…”&lt;br /&gt;Poi ci siamo alzati ed io ho deciso di andare a vedere com’è era messa la casa di Gaia, più o meno mi aveva spiegato come arrivarci quando le avevo detto che sarei venuto all’Aquila. Il mio senso dell’orientamento per una volta ha fatto cilecca e cosi chiamo Gaia, che mi informa che ci sono i suoi genitori a casa sua. Che fortuna non lo sapevo.&lt;br /&gt;Alla fine trovo la casa e busso. Mi apre Gabriella la mamma di Gaia. Che anche se presa dal pranzo ci accoglie a braccia aperte. Ci accomodiamo in un salottino che è diventato ingresso visto che quello vero è inagibile, ma per il momento è anche la loro camera da letto. Si perché pare sia la stanza più sicura. Gabriella più che infastidita sembra felicissima di vederci. Ci prende qualcosa da bere e intanto torna in cucina, anche perché il marito sta finendo di mangiare. Noi aspettiamo tranquillamente li, anche perché Rosalba è già contentissima di essere in una casa, è mesi che sta a coppito e anche se volontaria si vede che sta pensando finalemte dentro quattro mura…&lt;br /&gt;E’ strano perché benché sia la madre della mia migliore amica ed io sia stato ospite a casa loro a Roma diverse volte abbiamo sempre avuto così poco tempo per conoscerci, giusto quattro chiacchiere al volo a colazione, pranzo o cena. Questa è la prima volta poi che l’ha incontro senza Gaia.&lt;br /&gt;Poco dopo Gabriella torna e ci dice se vogliamo vedere il resto della casa. Noi ovviamente accettiamo. Intanto ci dice come quella è la casa di famiglia e ci sono cresciute, passate e morte 8 generazioni. Nel 2004 per metterla in sicurezza ci aveva messo i soldi della sua liquidazione, meno male se no sarebbe crollata. Ma anche cosi ci vogliono tanti soldi per metterla in sicurezza è B (che per i non aquilani vuol dire agibile ma con lavori di ristrutturazione) ma soprattutto è seconda casa. In realtà lei ha sempre considerato quella di Roma la sua seconda casa, ma per il catasto non è cosi… e lei non ha i soldi per rimetterla a posto se lo stato non l’aiuterà.&lt;br /&gt;E’ una casa su tre piani, bellissima con tante stanze e degli affreschi in molte stanze. Un suo parente, uno zio se non ricordo male, che era prete l’aveva usata per accogliere persone che avevano bisogno tanti anni fa. C’è persino una stanza che è diventata una piccola chiesa. Dentro l’armadio c’è persino un altare ed una madonna. Gabriella ci dice come tutti gli armadi di casa si son aperti o caduti meno quello e come la madonna che ci sta dentro è rimasta miracolosamente intatta… Poi giriamo ancora e per ogni stanza una storia, non mi ricordo tutte le storie che ci ha detto ma me ne ricordo una in particolare che mi ha accompagnato per tutto il campo.&lt;br /&gt;Salimmo sul tetto o meglio una specie di patio coperto sul tetto, che domina la valle, una vista da levare il fiato. Lì Gabriella ci ha raccontato come durante la Seconda Guerra Mondiale la linea del fronte per un certo periodo era passata di lì. La sua casa era molto ambita sia dai soldati per essere saccheggiata sia dai comandi militari che di solito sceglievano case come la sua per stabilircisi. Beh lei ci ha raccontato come da bambina imparò a suonare. Quando arrivavano i soldati infatti lei correva al piano e cominciava a suonare per accoglierli. Col tempo era diventata bravissima a riconoscere di che nazione erano e sapeva suonare la marsigliese, l’inno americano, ma anche bandiera rossa e musica mongola, come canzoni tedesche etc. Insomma a seconda della divisa lei suonava. Al che io le ho chiesto (visto che la Gabriella non è vecchia) “ma Gabriella quanti anni avevi?”&lt;br /&gt;E lei con tutta naturalezza mi rispose “TRE infatti suonavo il piano stando in piedi” &lt;br /&gt;Allora io mi sono immaginato quella bambina col vestito rosso davanti a questo pianoforte verde che accoglieva i soldati (l’immagine mi è apparsa mentre sognavo con le parole di Gabriella).&lt;br /&gt;Beh Gabriella ci raccontò come tutte le volte che lei suonava Marlein Ditrich o la canzone della nazione dei soldati loro appena entrati la vedevano e tutte le volte cominciavano a commuoversi tirando fuori chi le foto dei cari, chi i fazzoletti per piangere, e si mettevano a cantare tutti insieme. Dimenticandosi per un po’ della guerra e al sicuro di quelle quattro mura andavano con la mente a casa loro, pensavano alle loro famiglie ai loro affetti chiedendosi se sarebbero tornati a casa loro. Dimenticandosi per un attimo di essere soldati e ricordandosi di essere uomini. Poi andavano via. Mai nessuno mise il commando lì confiscando casa, mai nessuno porto via nulla nemmeno un portacenere. &lt;br /&gt;Successe 27 volte. 27 volte i soldati vennero e 27 volte andarono via. &lt;br /&gt;Beh in quei momenti l’uomo si ricorda di essere uomo, un po’ come successe il 6 aprile alle 3.32 in quei momenti dopo la scossa si era tutti uguali, una livella umana ma da vivi. Purtroppo però non è durata a lungo e gli approfittatori hanno ricominciato presto a cercare di accaparrasi vantaggi e favori. Io so solo che tutte le volte che sento parlare di seconda casa vedo quella bambina lì che suona il piano… e forse anche con questa storia in mente a coppito sono riuscito a collaborare con associazioni e movimenti con i quali magari non avrei nemmeno scambiato 4 chiacchiere. Dagli scout ad azione cattolica, dalla CGIL alla Pro LOCO, perfino con la polizia. Alla fine del campo eravamo tutti in lacrime tutti da posti diversi e con idee apparentemente diverse, ma una volta abbassate le nostre bandiere fu facilissimo andare d’accordo. Ecco cercherò di ricordarmelo per andare d’accordo basta una canzone… Ora però non ho voglia di ritirar su la mia bandiera e ricominciare a combattere … io voglio continuare a suonare… se solo sapessi suonare il piano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MATTEO Murata gigotti, coppito (AQUILA) ITALIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TOGO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ora di tornare a casa--- dalla mia famiglia e alla vita di tutti i giorni… non ne ho voglia non me la sento più come la mia vita, anche sé è solo un mese che sono qui, mi sento come se ci stessi da sempre, tutti i bimbi, i miei bimbi sono diventati la mia casa la mia famiglia e la vita di tutti i giorni. Ogni giornata qui è iniziata con il sorriso, e quando non mi sono sentito bene era un sorriso a guarirmi. Kofi oggi non è venuto alla scuola, non posso non salutarlo non posso non guardare quegli occhi per un ultima volta prima di andare via. Mi sento strano, come il giorno che sono partito dall’Italia per venire qui, ho paura per quello che mi aspetta, ho paura perché mi sembra di non conoscere più nulla… sto partendo per un posto che non conosco…&lt;br /&gt;Dopo due settimane che ero qui ho avuto un momento di crisi, mi sono allontanato per pensare un po’ non mi sentivo bene mentalmente e fisicamente… avevo un infezione al piede e la febbre, tante cose che avevo visto mi stavano facendo riflettere su di me sulla mia vita e sul perché ero lì. &lt;br /&gt;Immerso in mille pensieri, con anche qualche lacrima, mi è venuta nostalgia di casa, ed in quel preciso momento da dietro una fogna sbuca uno dei miei bambini che con due occhi enormi piano piano si avvicina e mi prende per mano, e mi chiama “agbozò”.Lì mi è passato tutto mi è tornato il sorriso che ho avuto dal primo giorno e che ho mantenuto fino alla fine…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorenzo   Togo</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:35:54 UT</pubDate>
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        <item>
            <title>formazione campi di lavoro nel  sud del mondo</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=5969740</link>
            <description>Ciao a tutti e tutte,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi volevo informare che è ricominciato la stagione dei campi sci ecco l'elenco per i campi nord del mondo (europa, ex urss, canada, giappone, australia e mongolia) trovate tutti i progetti qui &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.workcamps.info%2Fvolunteer%2Findex.php&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.workcamps.info/volunteer/index.php&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;se volete partire per i campi del sud del mondo sono cominciate le formazioni.&lt;br /&gt;Trovate tutte le date sul sito dello sci &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.sci-italia.it%2Fviewpage.php%3Fpage_id%3D23&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.sci-italia.it/viewpage.php?page_id=23&lt;/a&gt; e di seguito la descrizione formazione di genova e bologna (le info sono pressapoco le stesse dovete solo cambiare le date nn 9/10 maggio che è bologna ma 18/19 aprile che è genova per vedere differenza del luogo guardate le foto) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;genova 18/19 aprile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un pezzo di tibet in italia, ci vive un mio amico cittadino che 15 anni fa decise di lasciare genova e andare a fare contadino in valle abbadonata dell entro terra ligure. Oggi fa pendolare con paese a valle perchè ha moglie e due figli ma lascia caprette e altri animali liberi e a volte alla sera nn rientrano come la milli la sua mucca che a volte va in DISCOTECA per piu giorni e se nn torna la va a riprendere .... giù per la valle.... cmq vedrai dalle foto.. è un posto bellissimo vale la pena il viaggio credimi... inoltre abbiamo tutta la valle per noi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è bellissimo il posto il mio amico ha imparato a fare il formaggio e tutto il resto è un contadino come ormai ne son rimasti pochi il posto è anche fattoria didatica...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sai da cosa nasce espressione focolare domestico? se viene ti farò vivere la frase....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bologna 9/10 maggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;inconrto al xm24 che sono gli ex mercati comunali di bologna quindi facilmente raggiungibili e di cui trovate le foto dell'incontro di rientro campi sud del mondo dell'ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi sembra ovvio a quale dei due luoghi provenga ciascuna foto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;saluti di pace matteo tesino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui di seguito info su incontro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per iscriverti alla weekend di orientamento/formazione obbligatoria di bologna del 9/10 Maggio per i campi nel sud del mondo del servizio civile internazionale (www.sci-italia.it) basta scrivere una mail confermando la tua presenza a &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=psiu1973@hotmail.com&quot;&gt;psiu1973@hotmail.com&lt;/a&gt; indicando nome cognome email cell (o tel) e provenienza&lt;br /&gt;tutte le info per raggiungerci entro il 1 maggio&lt;br /&gt;Il costo, comprensivo del vitto (3 pasti e una colazione) c’è lo sapremmo solo la domenica pomeriggio. A bologna mangieremmo solo vegetariano ed inoltre la maggior parte della spesa verrà fatta riciclando gli “scrarti” del mercato (ovvero la frutta e la verdura che per motivi estetici viene giudicata non appetibile dal consumatore medio) &lt;br /&gt;inoltre bisogna avere la tessera SCI 2009 (la potete fare sempre il giorno della formazione, costa 20 euro è valida per tutto l’anno)&lt;br /&gt;la formazione parte da sabato mattina fino a domenica alle 16, si farà a bologna, anche chi é di bologna é tenuto a dormire li in un salone con materassino e sacco a pelo &lt;br /&gt;l'incontro di formazione é soprattutto un incontro di conoscenza, dove vengono raccontate esperienze da altri volontari, si parla del Servizio Civile Internazionale, del perché facciamo campi e delle motivazione dei volontari, oltre che lavorare con simulazioni e giochi di ruolo.&lt;br /&gt;Il tutto piu che con l’lobbisti di formarvi di è quello di capire se siete pronti o meno di partire per il sud del mondo, quello c’è lo direte noi. Diciamo che sono due giorni in cui ragioneremo assieme a voi, condividendo anche i nostri dubbi e incertezze passate e future.&lt;br /&gt;Il tutto sempre in gruppo, proprio per simulare l'esperienza da campo...per questo si chiede di dormire tutti assieme, anche se in condizioni un po' disagiate mi raccomando portate materassino e sacco a pelo, non ci sono letti nè doccia&lt;br /&gt;I campi di volontariato nel Sud del mondo durano solitamente dalle 2 alle 4 settimane, a seconda del paese di destinazione. Anche le attività variano a seconda del campo. La maggior parte dei campi ha luogo in estate ma alcuni vengono organizzati anche in inverno. &lt;br /&gt;Destinazioni:&lt;br /&gt;- Africa: Botswana, Togo, Ghana, Tanzania, Senegal, Zambia, Kenya&lt;br /&gt;- Asia: India, Nepal, Vietnam, Malaysia&lt;br /&gt;- Medio Oriente: Palestina, Israele, Siria&lt;br /&gt;- America Latina: Messico, Perù, Nicaragua, Brasile&lt;br /&gt;Ce ne saranno anche altre sulle quali verranno date informazioni più precise durante il primo livello di formazione.&lt;br /&gt;sui progetti da settimana prossima compariranno sul sito informazioni piu' dettagliate ma per la lista dei campi puoi consultare il sito dello sci internazionale alla pagina &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.sciint.org%2Fworkcamp_search.phtml&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.sciint.org/workcamp_search.phtml&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;MA NN PUOI ISCRIVERTI FIN TANTO CHE AVRAI PARTECIPATO AL I LIVELLO PER IL MOMENTO LA PAGINA CHE TI HO MESSO E’ SOLO PER CONSULTAZIONE (anche perchè i campi in cui mandiamo vol sono solo quelli che vedi nella lista qui sopra sotto la voce destinazioni questo in quanto in alcuni paesi lo sci italia ha deciso di non inviare vol perchè vi vogliamo tutelare ed in passato abbiamo ricevuto report da vol che nn ci hanno soddisfatto)&lt;br /&gt;Per partire per un campo di volontariato SCI in Asia, Africa, America Latina o Mediterraneo occorre rispettare i seguenti&lt;br /&gt;Requisiti di partecipazione:&lt;br /&gt;- Avere almeno 21 anni;&lt;br /&gt;- Essere soci SCI (la tessera 2009 la puoi fare direttamente all'incontro);&lt;br /&gt;- Avere precedenti esperienze di volontariato o nei campi di lavoro;&lt;br /&gt;- Essere motivati ed interessati alle questioni sociali, politiche ed economiche del Sud del mondo;&lt;br /&gt;- Prendere parte a 2 incontri di formazione;&lt;br /&gt;- Avere discreta conoscenza della lingua del Paese ospitante (inglese, francese, spagnolo). Ma non temete la lingua di per se non è una condizione squalificante.&lt;br /&gt;Nota: L'esperienza pregressa è un requisito importante ma non precludente, in particolare, è consigliabile avere fatto altri campi ma si può partire anche senza. Questo perché i campi nel sud del mondo presentano spesso contesti più difficili da gestire di quelli nel nord del mondo, e quindi è importante che i volontari partano preparati. Anche per questo, durante gli incontri di formazione, cerchiamo di sviluppare un processo di auto-selezione (attraverso testimonianze, giochi di ruolo, simulazioni, ...) che porti il volontario a capire se si sente pronto per partire per questo tipo di esperienza.&lt;br /&gt;se non potete + venire avvisateci subito x' i posti sono limitati!!!!&lt;br /&gt;per maggiori info matteo testino 3396713868 o scrivete a &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=psiu1973@hotmail.com&quot;&gt;psiu1973@hotmail.com&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;se hai delle domande da farmi ti lascio mio cell se mi fa squillo ti richiamo appena posso (sono volontario sci e ho un lavoro per cui nn è detto che risponda sempre)&lt;br /&gt;Saluti di pace &lt;br /&gt;Matteo Testino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=-aHR0cDovL3d3dy5zY2ktaXRhbGlhLml0&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://it.netlogstatic.com/p/oo/026/719/26719415.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Sun, 29 Mar 2009 12:11:09 UT</pubDate>
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            <title>gennaio teatro ricerca memoria corporea e del territorio</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=5046389</link>
            <description>dal 1-2 gennaio al 4 gennaio (domenica) io con un paio di altre persone andremmo sopra genova in un paese semi abbandonato a far teatro. Molto probabilmente lavoreremo su Medea, teatro di ricerca (son molto groptwskiano tra le altre cose dormiremmo tutti insieme...). Lavoreremo usando yoga e esercizi per respirare lavorando sul testo alla ricerca della memoria del corpo e non &amp;quot;trafficando&amp;quot; sulla voce. Se la cosa ti può interessare parliamone. Mio indirizzo mail e msm è &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=psiu1973@hotmail.com&quot;&gt;psiu1973@hotmail.com&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;ciao matteo</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:24:39 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>VIVA LA POLIZIAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=4887340</link>
            <description>DOMANDA E' PEGGIO IL POLIZIOTTO CHE MANGANELLA TORTURA E COSTRUISCE PROVE FALSE O LO STATO CHE LO COPRE E LO ASSOLVE??? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DIAZ BOLZANETTO ALMENO UN PARVENZA DI GIUSTIZIA C'E' LA POTEVANO DARE... CMQ ALMENO PER LA MOLOTOV NN ARRIVERA' LA PRESCRIZIONE... BEN GLI STA A &amp;quot;PIANTARE&amp;quot; ARMI DA GUERRA (LI LA PRESCIZIONE NN SCATTA, ANCHE SE COI GOVERNO CHE ABBIAMO NN E' DA ESCLUDERE CHE FACCIANO LEGGE AD HOC)</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Fri, 14 Nov 2008 15:00:58 UT</pubDate>
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            <title>grazie teatro</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3492031</link>
            <description>grazie teatro&lt;br /&gt;sei ad una formazione (camp leader) e ti arriva una notizia tanto inaspettata quanto devastante... buum tutto ti crolla intorno e ti manca la terra sotto i piedi. Che fare? Sai che non può che andare via, ma non vuoi che sia una fuga anche senti un bisogno quasi irrefrenabile a correre... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cosi prendi tempo... mentre gli altri parlano torni in camera e fai lo zaino... poi torni giu poggi lo zaino e torni nel gruppo... loro sono inconsapevoli giocano scherzano e parlano ma a te tutto sembra cosi lontano e assurdo... ti parlano ma non riesci a sentirli... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vuoi salutarli... stanno passando ad un altra attività... allora non pensi e ti butti nel teatro... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi fermo ne prendo uno per mano e poi un altro e mi fermo e sto li in silenzio... pian piano gli altri cominciano a notarti e il cerchio pian piano si forma da solo e il silenzio sale... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;adesso siamo tutti in cerchio in silenzio... non so che cosa sto facendo... prendo lo slancio sul silenzio e unisco le mani di chi mi sta affianco... mi butto nel cerchio... li guarda tutti negli occhi... sono ancora cosi belli e mi riempio dei loro colori... loro non sanno ancora niente ma io ho maree di emozioni che mi scuotono dentro... non mi sono preparato niente non c'è nemmeno stato il tempo... cosa ho detto non ricordo perfettamente è tutto un pò confuso mi ricordo i loro occhi. io che dicevo che avrei perso le loro valutazioni, che avrei voluto concludere con un rito ma non lo avrei potuto fare... tutto in me e fuori tremavo ma loro erano introno a me il cerchio conteneva tutte le mie vibrazioni... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lì sentivo il cerchio.. sentivo l'energia... e sentivo che siamo soli ma gli altri sono più soli di noi... comunicare agli altri senza nascondersi... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;scusate ma adesso vi devo lasciare perché mia madre mi ha appena chiamato per dirmi che mia nonna è morta&amp;quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;silenzio ... tutto si ferma... ancora occhi ... abbracci da ogni dove ... zaino ... casa &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GRAZIE TEATRO!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao matteo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. sono un teatrante sono me stesso nel dolore e nella gioia sono vero e in cambio ricevo piccoli antidoti alla solitudine e al vuoto interiore che mi risucchia... ora so come si può giocare anche con la morte...</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Sun, 15 Jun 2008 08:38:20 UT</pubDate>
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            <title>una lunga mattinata</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3460324</link>
            <description> Alle 6.30 esco di casa con mia madre e passo a prendere la Luciana, un amica che si sta rivelando sempre più preziosa in questi giorni. Domenica è stata lei che ha insistito per accompagnare la mamma dalla nonna, ed è entrata in camera per sistemare la nonna tenendo la mamma fuori e risparmiandole ancora inutile dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi sale in auto e si scherza un po’ per alleggerire un po’ l’atmosfera. Alle 7 arriviamo dalla nonna, parcheggiamo e sul portone ci aspetta il fioraio che ci chiede se va bene i fiori (uno dei tanti inutili convenevoli che ci aspettano da lì a breve). Saliamo in casa e lì c’è lo zio che a dire il vero pensavo di trovare più affranto. Entriamo brevemente in camera dove la nonna è distesa sul letto. Sembra dormire… poi lo zio ci saluta ed esce, lui al funerale non ci sarà perché dice che sente troppo dolore.. E cosi fugge all’INPS a sbrigare le pratiche per annullare la pensione della nonna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre io e la Luciana stiamo in salotto alla mamma viene in mente che la nonna non ha il rosario tra le mani va in camera della nonna a metterlo tra le sue mani. Nel mentre mette le foto dei santi a cui la nonna teneva tanto e le mette sul petto della nonna. Fa tutto ciò che la nonna avrebbe voluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi torna con un bricolage di foto di famiglia, trovato mentre cercava i santi, per un attimo le scendono un po’ di lacrime ma non si lascia ancora andare del tutto si siede e smantella le foto ad una ad una sempre con maggiore voracità “mi tengo questa e questa e questa…il papa a militare da giovane, la nonna (la sua), lei e il fratello da bambini, sul prato e poi in bicicletta, papa e la mamma al matrimonio (caspita come assomiglia mio zio al nonno, io il nonno non lo mai conosciuto perché è morto che mia madre aveva sol vent’anni…) ed infine il ritratto dell’avo doge di Venezia (cavolo con sta barba sembra Garibaldi quello sulle vecchie mille lire)… alla fine il quadro è vuoto… “me le prendo tutte!”…Poi in un momento di scrupolo chiama lo zio e concordano di dividersele… nel frattempo cambiano la destinazione della nonna, non più  cremata e poi messa con i suoi genitori, ma adesso in un urna e per poi riportarla a casa (e cosi mia madre scrive auto-dichiarazione falsa della nonna dove dice di voler essere cremata (in effetti questo era vero) e di voler tornare a casa (questo un po’ meno ma immaginiamo tutti che sarebbe stata d‘accordo). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho mai conosciuto la famiglia di mia madre molto bene, mio nonno è morto che mia madre non era nemmeno ventenne. Strano come in un giorno in cui la mia famiglia si fa più piccola nella mia mente si espande. Conosco con le foto tanti nuovi parenti, mentre vedo le foto mia madre mi racconta storie su di loro. Il nonno è cosi somigliante allo zio.. Per la prima volta in vita mia mi sento parte di una storia non solo il frutto dell’atto di amore dei miei genitori.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivano i portatori con la bara… apro la finestra e tiro su le tapparelle ed entra la luce… mi accorgo che la gatta è sotto le coperte e sotto le lenzuola vicino alla nonna. Prendono la nonna e la mettono nella bara. (da buon nipote indifferente mi levo la curiosità di chiedere ai becchini come mai ai morti non si mettono le scarpe e uno mi risponde che è una cosa culturale in Emilia e Piemonte le mettono in Liguria no ecc…). Osservo mentre mettono le viti nella bara, la modernità non ci sono più i chiodi e i martelli adesso si fa con viti e cacciaviti… tutto molto più veloce e silenzioso… ma forse a volte il rumore violento e ritmico di un martello che spinge un chiodo di ferro nel legno renderebbe più concreto la sensazione che provo. Un dolore che non si può avvitare facilmente dentro me ma che va spinto giù violentemente dalla gola alle viscere e colla dentro di me come spessa melassa ogni singhiozzo spinge la sofferenza dentro me come un incudine… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(mi viene in mente l’espressione inglese THE NAIL IN THE COFFIN, che vuol dire più o meno l’ultimo chiodo nella bara cioè la fine, si usa spesso in gergo sportivo per esempio per dire il goal che mette fine alla partita…ma a cosa penso in sti momenti…) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esco dai miei pensieri e sono di nuovo da nonna e dalla mamma…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso i portano via la bara e la mamma si preoccupa di rimettere a posto i mobili com’èrano prima che i becchini arrivassero  e li spostassero per far passare il feretro… caspita si preoccupa che lo zio tornando non trovi nulla fuori posto e si senta ancora più male… invece di prendersela per l’ennesima fuga ed abbandono sta li a pensare a un dettaglio per evitargli sofferenza… il passaggio attraverso la porta è stato complicato dal poco spazio e sti moderni beccamorti han dovuto tirar su la bara. E un po’ goffamente son finiti per fare un danno alla porta di casa. Un angolo della casa è entrato nella porta facendoci un buco. Io invece di arrabbiarmi vorrei quasi ringraziarli. Cavolo forse lo zio non se ne accorgerà al suo rientro ma cavità starà lì a ricordare il vuoto lasciato dalla uscita della nonna. Non si può sfuggire cosi codardamente al dolore, capisco la preoccupazione di mia madre per lo zio ma sono contento che il suo piano sia in parte fallito. Avrei quasi voluto spaccare un vaso uscendo meno male che i monatti mi pan dato involontariamente una mano… Il dolore lascia segni non si può far finta di nulla…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi tengo i miei pensieri e la mia soddisfazione dentro di me mentre usciamo e scendiamo in ascensore mentre la nonna prende le scale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veloci a fare 4 piani quando usciamo la nonna è gia pronta fuori dal portone pronta a essere caricata sul carro funebre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saliamo in auto la chiesa è a due passi. Corteo molto intimo. Noi e il carro. Solo noi 3 e i 4 becchini (siamo in minoranza). Arriviamo in chiesa e posteggiamo. Ci avviciniamo al carro funebre e appena li i portatori tirano fuori la bara, entriamo in chiesa entrando nel surreale. Chiesa enorme e moderna… Siamo nonna e noi tre, ci accolgono il parroco col chierichetto ultra sessantenne e una signora che forse è venuta a far numero… beh meno male che c’è la Luciana almeno qui portiamo a casa un pareggio… cavolo se veniva papa o lo zio almeno questa la si poteva vincere… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La signora mi chiede se io o qualcuno vuol leggere qualcosa… silenzio ed imbarazzo… mi propone delle letture… “quelle No!”…  io prendo tempo e le dico che magari dirò qualcosa dopo… poi mi giro verso la mamma e le dico “Sono teatrante… scusa ma senza pubblico non riesco…” la solita ironia a smezzare i momenti troppo difficile da reggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincia il funerale e l’imbarazzo della stranezza della situazione un po’ attanaglia. Il prete è distante in una chiesa enorme e legge al microfono, come se fossimo in centinaia e la chiesa fosse gremita….io penso ma cavolo molla il microfono avvicinati e parlaci faccia a faccia…  cosi ci sentiamo tutti ancora più soli tu, noi forse persino la nonna…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prete inizia a parlare ecco che mia madre comincia a singhiozzare ed esclama “era mia madre!” io mi faccio vicino e l’abbraccio sempre più forte sorreggendola.  Che bello ridarle un po’ del tanto amore e affetto che mi ha donato per tutta la vita. La cerimonia va avanti e ogni tanto i singhiozzi si fanno più forti. Non ricordo molto tutto si confonde anche con l’imbarazzo di una cerimonia che sembrava non finire più, e di una comunione fatta dal solo prete. Il vecchio chierichetto continuava a guardare l’orologio, che tatto…  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ricordo che ad un certo punto mia madre esclama “ho fatto i compiti fino all’ultimo!” Lì capisco quanto si deve essere sentita sola nella sua vita a fare più da mamma che da figlia. Pensare alla nonna ed allo zio, a perdere il padre cosi giovane e tutto il resto. Allora comincia a pensare alle parole da mettere in una lettera che so che le scriverò (e che ho già fatto appena tornato in ufficio). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi giro e invece di veder quella chiesa cosi vuota e surreale capisco che quella è la metafore della casa dove è cresciuta mia madre. Mi vengono in mente le parole UNA CASA COSI VUOTA E FINTA… che poi finiranno nella lettera e quelle che mi aveva detto prima di andare a prendere la lucana raccontandomi conversazione con compagnie Paola (sua migliore amica che non c’è perché in ospedale)  Cainarga le ha detto “sai quando è morta mia madre mi sono sentito come orfano” e lei mi ha detto che  ha pensato beh forse “io orfana lo son sempre stata non ho mai avuto punti di riferimento a cui aggrapparmi!”  anche quello finirà poi nella lettera…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stiamo per uscire quando il vecchiardo ferma mia madre e le chiede di seguirla in sacrestia per prendere le date… Una volta li mia madre mi riferirà dopo le dice “Ah si via scalzi… mi ricordo quando le portavo la comunione a casa!” Cavolo ma la nonna fisicamente è stata bene fino alla fine… andava a messa due volte alla settimana ma ci andava con le sue gambe… Mi viene il dubbio che fosse un tentativo di istaurare gratitudine per aumentare l’offerta, come se i 100 € già dati prima non fossero sufficienti… Come il peggiore dei piazzisti, ma almeno da loro te lo aspetti che provino a piazzartelo..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usciti si rimette la nonna nel carro e giusto il tempo per la Luciana per sbranare il prete dicendogli che la comunione non la fatta perché è divorziata per cui si è attenuta ai dettami della chiesa. Lui coi suoi paramenti barcollante prova arrocco in difesa con un misero “capisco!” di accoglienza ed esitamento … inutile tentativo la Luciana e tosta  rincara con “certo che questo è il modo per tornare lontane le pecorelle dall’ovile… io alla fine non riesco a sparare sulla croce rossa ed evito di tirar fuori la questione dei preservativi in africa … mentre penso a ciò lui comunque lesto mi aveva già dato la mano e si era rifugiato in chiesa…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E si che bei contatti umani che bel dialogo da entrambe le parti meno male che c’è la chiesa che ci fa riscoprire la nostra reciproca umanità…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si va al cimitero a staglieno si scarica la bara nella cappella e si prendono accordi per riprendere le ceneri della nonna mercoledì… e mentre la mamma va a firmare alcuni documenti io e luciana andiamo al bar a far colazione e tra un caffè la gazzetta con la debacle dell’Italia e una focaccia la vita riprende il suo corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giusto il tempo di risalire in auto portare mia madre in ufficio che mentre scende dice “stasera non vado a cena da Rosaria con il mio EX  MARITO!” da come lo dice capisco che c’è gioia, liberazione rabbia in quel modo di dire EX MARITO… mio padre non ha fatto proprio un bel gesto a non venire… forse cosi son potuto essere più vicino a mia madre o meglio lei si è sentita più libera dai sensi di colpa di non ispirare in mio padre gelosia a vedermi abbracciarla (sua pippe mentali non mi che ormai non mi pongo più di sti problemi)… poi riporto a casa luciana la ringrazio e nella via di ritorno penso a lettera da scrivere a mia madre…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le 12.30 quando finisco di scrivere la lettera a mia madre, il cerchio per me si chiude lì. Molte più giravolte che il mezzo giro di orologio che è trascorso da quando siamo usciti di casa…</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Wed, 11 Jun 2008 18:21:58 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>grazie teatro</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3460296</link>
            <description>sei ad una formazione (camp leader) e ti arriva una notizia tanto inaspettata quanto devastante... buum tutto ti crolla intorno e ti manca la terra sotto i piedi. Che fare? Sai che non può che andare via, ma non vuoi che sia una fuga anche senti un bisogno quasi irrefrenabile a correre...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cosi prendi tempo... mentre gli altri parlano torni in camera e fai lo zaino... poi torni giu poggi lo zaino e torni nel gruppo... loro sono inconsapevoli giocano scherzano e parlano ma a te tutto sembra cosi lontano e assurdo... ti parlano ma non riesci a sentirli... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vuoi salutarli... stanno passando ad un altra attività... allora non pensi e ti butti nel teatro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi fermo ne prendo uno per mano e poi un altro e mi fermo e sto li in silenzio... pian piano gli altri cominciano a notarti e il cerchio pian piano si forma da solo e il silenzio sale... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;adesso siamo tutti in cerchio in silenzio... non so che cosa sto facendo... prendo lo slancio sul silenzio e unisco le mani di chi mi sta affianco... mi butto nel cerchio... li guarda tutti negli occhi... sono ancora cosi belli e mi riempio dei loro colori... loro non sanno ancora niente ma io ho maree di emozioni che mi scuotono dentro... non mi sono preparato niente non c'è nemmeno stato il tempo... cosa ho detto non ricordo perfettamente è tutto un pò confuso mi ricordo i loro occhi. io che dicevo che avrei perso le loro valutazioni, che avrei voluto concludere con un rito ma non lo avrei potuto fare... tutto in me e fuori tremavo ma loro erano introno a me il cerchio conteneva tutte le mie vibrazioni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lì sentivo il cerchio.. sentivo l'energia... e sentivo che siamo soli ma gli altri sono più soli di noi... comunicare agli altri senza nascondersi... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;scusate ma adesso vi devo lasciare perché mia madre mi ha appena chiamato per dirmi che mia nonna è morta&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;silenzio ... tutto si ferma... ancora occhi ... abbracci da ogni dove ... zaino ... casa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GRAZIE TEATRO!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao matteo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. sono un teatrante sono me stesso nel dolore e nella gioia sono vero e in cambio ricevo piccoli antidoti alla solitudine e al vuoto interiore che mi risucchia... ora so come si può giocare anche con la morte...</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Wed, 11 Jun 2008 18:19:54 UT</pubDate>
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            <title>workshop SCENEGGIATURA A LIVORNO OTTOBRE 2008</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3441065</link>
            <description>Artimbanco, Armunia e i Teatri dell'Alta Maremma Toscana,&lt;br /&gt;con il Patrocinio della Regione Toscana, vi invitano a partecipare al &lt;br /&gt;I° WORKSHOP DI SCENEGGIATURA&lt;br /&gt;promosso da&lt;br /&gt;METODI FESTIVAL - Rassegna Internazionale sulle Tecniche di Recitazione &lt;br /&gt;17-26 ottobre 2008, Toscana&lt;br /&gt;Il seminario sarà condotto da Christopher Larsen&lt;br /&gt;Nativo dell’Utah, Salt Lake City (USA) Larsen ha lavorato, negli ultimi anni, sia come drammaturgo che come sceneggiatore in Irlanda, Italia e Norvegia. Ha studiato drammaturgia alla Brigham Young University prima di trasferirsi in Europa. Dal 2004 collabora a stretto contatto con il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma dove ogni anno produce cortometraggi in inglese con gli studenti del Dipartimento di Recitazione. Attualmente, sono in produzione in Italia e in Scandinavia due nuove opere per il cinema e per la tv.&lt;br /&gt;Programma del workshop&lt;br /&gt;Per gli sceneggiatori, il festival offrirà quattro giorni di tecniche di scrittura incentrate sulla creazione di dialoghi attraverso lo studio delle azioni e dei conflitti interni di ogni singola scena. Gli sceneggiatori esamineranno testo e dialoghi dal punto di vista dell’attore e del regista, concentrandosi sulle specificità del proprio ruolo all’interno delle produzioni teatrali e cinematografiche. Avanzando nel workshop gli sceneggiatori passeranno i successivi quattro giorni sviluppando delle scene che saranno poi utilizzate nella fase finale del festival, dando così ai partecipanti l’opportunità di vedere i propri lavori recitati e interpretati dagli attori presenti alla manifestazione. &lt;br /&gt;L’iscrizione al seminario di sceneggiatura consente la partecipazione al convegno sulle tecniche di recitazione in cui i più grandi maestri degli Stati Uniti e dell’Accademia Gitis di Mosca si confronteranno sulle teorie e tecniche di recitazione più praticate oggi nel mondo, per il cinema e per il teatro.&lt;br /&gt;Per conoscere il programma del festival, le modalità di iscrizione e i costi, potete consultare &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.metodifestival.org&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.metodifestival.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Segreteria organizzativa tel. 347-8857743 fax.0586-633369&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=info@metodifestival.org&quot;&gt;info@metodifestival.org&lt;/a&gt;</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Mon, 09 Jun 2008 18:33:15 UT</pubDate>
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            <title>17-26 ottobre livorno metodi festival 2008</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3395471</link>
            <description>Artimbanco, Armunia e i Teatri dell'Alta Maremma Toscana,&lt;br /&gt;con il Patrocinio della Regione Toscana, vi invitano a partecipare al &lt;br /&gt;I° WORKSHOP DI SCENEGGIATURA&lt;br /&gt;promosso da&lt;br /&gt;METODI FESTIVAL - Rassegna Internazionale sulle Tecniche di Recitazione &lt;br /&gt;17-26 ottobre 2008, Toscana&lt;br /&gt;Il seminario sarà condotto da Christopher Larsen&lt;br /&gt;Nativo dell’Utah, Salt Lake City (USA) Larsen ha lavorato, negli ultimi anni, sia come drammaturgo che come sceneggiatore in Irlanda, Italia e Norvegia. Ha studiato drammaturgia alla Brigham Young University prima di trasferirsi in Europa. Dal 2004 collabora a stretto contatto con il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma dove ogni anno produce cortometraggi in inglese con gli studenti del Dipartimento di Recitazione. Attualmente, sono in produzione in Italia e in Scandinavia due nuove opere per il cinema e per la tv.&lt;br /&gt;Programma del workshop&lt;br /&gt;Per gli sceneggiatori, il festival offrirà quattro giorni di tecniche di scrittura incentrate sulla creazione di dialoghi attraverso lo studio delle azioni e dei conflitti interni di ogni singola scena. Gli sceneggiatori esamineranno testo e dialoghi dal punto di vista dell’attore e del regista, concentrandosi sulle specificità del proprio ruolo all’interno delle produzioni teatrali e cinematografiche. Avanzando nel workshop gli sceneggiatori passeranno i successivi quattro giorni sviluppando delle scene che saranno poi utilizzate nella fase finale del festival, dando così ai partecipanti l’opportunità di vedere i propri lavori recitati e interpretati dagli attori presenti alla manifestazione. &lt;br /&gt;L’iscrizione al seminario di sceneggiatura consente la partecipazione al convegno sulle tecniche di recitazione in cui i più grandi maestri degli Stati Uniti e dell’Accademia Gitis di Mosca si confronteranno sulle teorie e tecniche di recitazione più praticate oggi nel mondo, per il cinema e per il teatro.&lt;br /&gt;Per conoscere il programma del festival, le modalità di iscrizione e i costi, potete consultare &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.metodifestival.org&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.metodifestival.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Segreteria organizzativa tel. 347-8857743 fax.0586-633369&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=info@metodifestival.org&quot;&gt;info@metodifestival.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ACCREDITO SCENEGGIATORI &lt;br /&gt;ingresso al CONVEGNO + un WORKSHOP di scrittura e costruzione dei DIALOGHI + ingresso consentito ad ogni manifestazione parallela, SPETTACOLI. Riservato a sceneggiatori professionisti e studenti di sceneggiatura.&lt;br /&gt;€ 300</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Wed, 04 Jun 2008 18:42:42 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>metodi (teatrali) festival 17-26 ottobre 2008</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3318474</link>
            <description>&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.metodifestival.org&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.metodifestival.org&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il patrocinio della regione toscana e della provincia di livorno.&lt;br /&gt;Per la prima volta in italia alcuni dei migliori attore e maestri del actor's studio e del resto di europa. Metodi a confronti, attori, registi e cast direcotor di diversa estrazione e provenienza si confrontano. Da insegnanti di attori come melanie griffin a cast director di compagnie e show televisivi popalari come Amici. Un momento per confrontare diverse tecniche e formare nuovi attori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 17 al 26 ottobre 2008 &lt;br /&gt;metodi festival &lt;br /&gt;castiglioncello livorno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;festival di alta formazione &lt;br /&gt;10 GIORNI DI WORKSHOP, CONVEGNI, INCONTRI DEDICATI AL MESTIERE DELL’ATTORE &lt;br /&gt;UN FACCIA A FACCIA TRA I PIÙ IMPORTANTI METODI DI RECITAZIONE AL MONDO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metodo Meisner, New York &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lee Strasberg Institute, New York &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michael Chekhov Acting Studio, New York &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Academy of Theatre Arts Gitis (Mosca) Metodo Stanislavskij &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Five approaches to acting &lt;br /&gt;The Stella Adler Studio of Acting, New York &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rassegna è concepita come un confronto fra trainers: gli ideatori e sperimentatori dei metodi di recitazione più praticati a livello mondiale, si aprono ad un confronto teorico e pratico. &lt;br /&gt;I Workshop sono aperti ad: attori, aspiranti attori, trainers - insegnanti di recitazione, registi, sceneggiatori, drammaturghi, produttori, organizzatori, operatori culturali.I METODI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanford Meisner &lt;br /&gt;Attore nel grande laboratorio stanislavskiano del Group Theatre, Meisner ha messo a punto in oltre cinquant’anni di insegnamento una tecnica estremamente efficace basata sul rapporto scenico e sull’azione verbale. La tecnica della repetition è uno dei modi più chiari e illuminanti per comprendere lo scambio verbale come parte dell’azione scenica. &lt;br /&gt;Strasberg &lt;br /&gt;In Italia più celebre nella teoria che nella pratica, la tecnica sviluppata da Lee Strasberg è uno sviluppo dell’insegnamento di Stanislavskij, e ne ha potenziato soprattutto la parte che riguarda la memoria sensoriale e la sensibilità emotiva alle circostanze sceniche. Gli esercizi e le improvvisazioni inventati da Strasberg mirano a un’ampia autonomia espressiva dell’attore, alla trasparenza del corpo nel restituire le minime sfumature delle circostanze immaginarie e dei rapporti reali che si producono in scena. &lt;br /&gt;Michail Čechov &lt;br /&gt;Allievo di Stanislavskij e attore acclamato del Teatro d’Arte di Mosca, Michail Čechov ha sviluppato una sua didattica dopo l’approdo negli Stati Uniti. La sua tecnica, influenzata anche dalla filosofia di Rudolf Steiner, sviluppa un approccio fisico e poetico al personaggio, stimolando l’immaginazione dell’attore a trarre il massimo dai dati sensibili a sua disposizione. &lt;br /&gt;Stanislavskij &lt;br /&gt;Le idee sempre in divenire dell’iniziatore della pedagogia attorale sono state tramandate ed elaborate in ogni parte del mondo, di volta in volta adattandosi alle esigenze storiche e geografiche dei suoi prosecutori. Natalja Zverevna è un esponente di spicco della tradizione didattica del GITIS di Mosca, e prosegue il lavoro dell’ultima assistente di Stanislavskij, Maria Knebel, che ha diffuso le tecniche dell’analisi attiva, l’estremo tentativo di Stanislavskij di penetrare il testo scritto mediante l’immediata presenza in scena dell’attore, e l’uso di improvvisazioni stratificate. Eljana Popova offre un ottimo esempio della didattica di base stanislavskiana: gli elementi classici del Sistema – azione, circostanze, emozione – ripercorsi con grande chiarezza e rigore. &lt;br /&gt;David Kaplan - Five approaches to acting &lt;br /&gt;Regista di grande esperienza internazionale, è uno dei didatti che ha maggiormente contribuito a mescolare tecniche eterogenee, ricollegando le esigenze di ciascuna teoria pedagogica con quelle degli stili di scrittura e di spettacolo che ogni attore dovrebbe saper affrontare. I suoi approcci sono anzitutto una serie di focus, di punti di attenzione, che rivitalizzano il lavoro sul testo creando contrasti e punti di vista spesso in contrasto con i luoghi comuni accumulati su ciascun stile di scrittura. Dal lavoro sulle immagini fino all’introspezione e al gest brechtiano, ogni suggestione utile trova spazio nell’articolato percorso delle analisi di Kaplan. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;clicca qui per maggiori informazioni &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.metodifestival.org%2Fcm%2Findex.php%3Foption%3D-&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.metodifestival.org/cm/index.php?option=-&lt;/a&gt; - com_content&amp;amp;view=frontpage&amp;amp;Itemid=1 &lt;br /&gt;iscrizioni per i laboratori e approfondimenti (100 ore) a 600€ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao matteo testino &lt;br /&gt;chi volesse chiamarmi per capire meglio il mio cell è 3396713868 (fatemi squillo richiamo io appena posso)</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Mon, 26 May 2008 17:19:39 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>invito workshop a bologna</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3318180</link>
            <description>invito a laboratorio (gratuito) con spettacolo finale a bologna. Si dorme tutti assieme in sacco a pelo al xm24 dove poi faremo lo spettacolo per cui i costi sono minimi. Questa è un pò piu' dettagliata. Il 2 ci saranno anche debuttanti. questa che segue è mail di presentazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao a tutti! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se leggete questa mail significa che siete componenti o del gruppo F.I.C., o del gruppo MERCANTI DI BACCHEN o del gruppo TEATRO VOLANTE oppure siete qualcuno a cui ho deciso di espandere l'invito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, se leggete la mail significa che già ci intendiamo!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso fine settimana il gruppo f.i.c. si è incontrato in quella stupenda regione che è la Liguria. Tra fiumi di vino, qualche esercizio di teatro e molte coccole e buon umore è nata l'idea di creare un nuovo spettacolo che vedrà uniti i 3 gruppi (di cui sopra) che da sempre vedono dentro alcuni membri di almeno due gruppi (io, matteo e antoine). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene. &lt;br /&gt;Molto bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La data prescelta è il fine settimana che va da sabato 31 maggio, domenica 01 giugno e lunedì 02 giugno (che è festivo). &lt;br /&gt;Gli orari saranno i seguenti: &lt;br /&gt;si inizia sabato mattina alle 10 e si conclude lunedì sera dopo aver fatto lo spettacolo. Si dorme tutti insieme all'xm24 e si mangia tutti insieme (se qualcuno ha urgenze particolari si può assentare la notte eo nelle ore dei pasti, ma sarebbe megli di no visto il poco tempo che abbiamo per preparare lo spettacolo e la delicatezza dell'argomento). &lt;br /&gt;Visto che dobbiamo fare lo spettacolo non si accetteranno persone che arrivano il giorno dopo. &lt;br /&gt;Lo spettacolo sarà alle 18 &lt;br /&gt;Il lavoro che abbiamo pensato di fare è uno spettacolo (ancora non sappiamo se TEATRO DELL'OPPRESSSSSSO o no) che porterà in scena il SESSO. &lt;br /&gt;Cosa significa? &lt;br /&gt;Non lo so.... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quello che ci impedisce di vivere il sesso bene... gelosia, società morale etc.. la direzione del lavoro la si scegliera tutti insieme a seconda dell'atmosfere energia gruppo etc..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene. &lt;br /&gt;Benissimo. &lt;br /&gt;OTTIMO!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi raccomando: CARICHI!!!!!!!!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguiranno altre mail. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BACI TANTI A TUTTIE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NON VI FATE SPAVENTARE DA ARGOMENTO E DA FILM CHE VEDREMO ASSIEME SABATO SERA. LO SPETTACOLO LO SI MONTA ASSIEME E SI DECIDE IL PIU' POSSIBILE INSIEME &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. a chi non lo sapesse &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I mercanti di Bachen sono un gruppo di bibbiene che dirige un mio amico con cui ho fatto la scuola e in cui faccio aiuto regia aiuto conduzione. Quando abbiamo laboratorio Io e un altra ragazza partiamo da firenze verso le 19.30 perchè il lab è alle 21 e ci vuole un pò per arrivare. Poi torniamo indietro appena finito verso mezzanotte. Il lab è gratuito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le FIC (foche internazionali di cognole) sono un gruppo che ho messo assieme a fine dicembre, la maggioranza degli attori sono gente che fanno parte dello sci (servizio civile internazionale www.sci-italia.it) e lo dirigo io. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;teatro volante sono quelli di bologna che ci ospiteranno. sono un gruppo di attori che si vede in questo XM24 che sono gli ex mercati comunali di bologna occupati. Il teatro volante è un collettivo e quindi non ha un vero regista o &amp;quot;capo compagnia&amp;quot; ma questa idea di collaborazione nasce da antonio che è l'elemento che conosciamo meglio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come mercanti abbiamo già fatto uno spettacolo al xm24 a dicembre un tdo sull'anti-psichiatria che è venuto molto bene ed ha riscosso successo. Anche quello spettacolo lo abbiamo messo su in un weekend. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il lab di fine maggio è una cosa molto recente perchè l'abbiamo pensata nel weekend del 1° maggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao matteo</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Mon, 26 May 2008 16:58:11 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>metodi festival</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3263906</link>
            <description>metodi (teatrali) festival 17-26 ottobre 2006&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.metodifestival.org&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.metodifestival.org&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta in italia alcuni dei migliori attore e maestri del actor's studio e del resto di europa. Metodi a confronti, attori, registi e cast direcotor di diversa estrazione e provenienza si confrontano. Da insegnanti di attori come melanie griffin a cast director di compagnie e show televisivi popalari come Amici. Un momento per confrontare diverse tecniche e formare nuovi attori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 17 al 26 ottobre 2008 &lt;br /&gt;metodi festival &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;festival di alta formazione &lt;br /&gt;10 GIORNI DI WORKSHOP, CONVEGNI, INCONTRI DEDICATI AL MESTIERE DELL’ATTORE &lt;br /&gt;UN FACCIA A FACCIA TRA I PIÙ IMPORTANTI METODI DI RECITAZIONE AL MONDO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metodo Meisner, New York &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lee Strasberg Institute, New York &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michael Chekhov Acting Studio, New York &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Academy of Theatre Arts Gitis (Mosca) Metodo Stanislavskij &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Five approaches to acting &lt;br /&gt;The Stella Adler Studio of Acting, New York &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rassegna è concepita come un confronto fra trainers: gli ideatori e sperimentatori dei metodi di recitazione più praticati a livello mondiale, si aprono ad un confronto teorico e pratico. &lt;br /&gt;I Workshop sono aperti ad: attori, aspiranti attori, trainers - insegnanti di recitazione, registi, sceneggiatori, drammaturghi, produttori, organizzatori, operatori culturali. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL festival si svolgerà nei teatri nella zona tra livorno&lt;/strong&gt; e pisa e ogni gruppo avrà a disposizione un teatro per provare. alcuni corsi saranno tenuti da attori che veranno per la prima volta in italia (come quelli dell'actor studio) e saranno affiancati da un traduttore che aiutera sia i maestri che gli allievi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I METODI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sanford Meisner &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Attore nel grande laboratorio stanislavskiano del Group Theatre, Meisner ha messo a punto in oltre cinquant’anni di insegnamento una tecnica estremamente efficace basata sul rapporto scenico e sull’azione verbale. La tecnica della repetition è uno dei modi più chiari e illuminanti per comprendere lo scambio verbale come parte dell’azione scenica. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Strasberg&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;In Italia più celebre nella teoria che nella pratica, la tecnica sviluppata da Lee Strasberg è uno sviluppo dell’insegnamento di Stanislavskij, e ne ha potenziato soprattutto la parte che riguarda la memoria sensoriale e la sensibilità emotiva alle circostanze sceniche. Gli esercizi e le improvvisazioni inventati da Strasberg mirano a un’ampia autonomia espressiva dell’attore, alla trasparenza del corpo nel restituire le minime sfumature delle circostanze immaginarie e dei rapporti reali che si producono in scena. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michail Čechov &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Allievo di Stanislavskij e attore acclamato del Teatro d’Arte di Mosca, Michail Čechov ha sviluppato una sua didattica dopo l’approdo negli Stati Uniti. La sua tecnica, influenzata anche dalla filosofia di Rudolf Steiner, sviluppa un approccio fisico e poetico al personaggio, stimolando l’immaginazione dell’attore a trarre il massimo dai dati sensibili a sua disposizione. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stanislavskij &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le idee sempre in divenire dell’iniziatore della pedagogia attorale sono state tramandate ed elaborate in ogni parte del mondo, di volta in volta adattandosi alle esigenze storiche e geografiche dei suoi prosecutori. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Natalja Zverevna &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;è un esponente di spicco della tradizione didattica del GITIS di Mosca, e prosegue il lavoro dell’ultima assistente di Stanislavskij, &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maria Knebel,&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;che ha diffuso le tecniche dell’analisi attiva, l’estremo tentativo di Stanislavskij di penetrare il testo scritto mediante l’immediata presenza in scena dell’attore, e l’uso di improvvisazioni stratificate. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eljana Popova &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;offre un ottimo esempio della didattica di base stanislavskiana: gli elementi classici del Sistema – azione, circostanze, emozione – ripercorsi con grande chiarezza e rigore. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;David Kaplan&lt;/strong&gt; - Five approaches to acting &lt;br /&gt;Regista di grande esperienza internazionale, è uno dei didatti che ha maggiormente contribuito a mescolare tecniche eterogenee, ricollegando le esigenze di ciascuna teoria pedagogica con quelle degli stili di scrittura e di spettacolo che ogni attore dovrebbe saper affrontare. I suoi approcci sono anzitutto una serie di focus, di punti di attenzione, che rivitalizzano il lavoro sul testo creando contrasti e punti di vista spesso in contrasto con i luoghi comuni accumulati su ciascun stile di scrittura. Dal lavoro sulle immagini fino all’introspezione e al gest brechtiano, ogni suggestione utile trova spazio nell’articolato percorso delle analisi di Kaplan. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;clicca qui per maggiori informazioni &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.metodifestival.org%2Fcm%2Findex.php%3Foption%3D-&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.metodifestival.org/cm/index.php?option=-&lt;/a&gt; com_content&amp;amp;view=frontpage&amp;amp;Itemid=1 &lt;br /&gt;iscrizioni per i laboratori e approfondimenti (100 ore) a 600€ &lt;br /&gt;negli allegati maggiori informazioni   .&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=psiu1973@hotamil.com&quot;&gt;psiu1973@hotamil.com&lt;/a&gt; e cell. 396713868&lt;br /&gt;mail: &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=info@metodifestival.org&quot;&gt;info@metodifestival.org&lt;/a&gt; - tel: +39 347 885 77 43</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Tue, 20 May 2008 09:48:21 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>campi di lavoro</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3263892</link>
            <description>sono aperti i campi per l'estate &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.campidivolontariato.it%2Fdownloads%2Fspotsci.mp3&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.campidivolontariato.it/downloads/spotsci.mp3&lt;/a&gt;</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Tue, 20 May 2008 09:46:01 UT</pubDate>
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            <title>metodi (teatrali) festival 17-26 ottobre 2006</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3255044</link>
            <description>&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.metodifestival.org&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.metodifestival.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta in italia alcuni dei migliori attore e maestri del actor's studio e del resto di europa. Metodi a confronti, attori, registi e cast direcotor di diversa estrazione e provenienza si confrontano. Da insegnanti di attori come melanie griffin a cast director di compagnie e show televisivi popalari come Amici. Un momento per confrontare diverse tecniche e formare nuovi attori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 17 al 26 ottobre 2008&lt;br /&gt;metodi festival&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;festival di alta formazione&lt;br /&gt;10 GIORNI DI WORKSHOP, CONVEGNI, INCONTRI DEDICATI AL MESTIERE DELL’ATTORE&lt;br /&gt;UN FACCIA A FACCIA TRA I PIÙ IMPORTANTI METODI DI RECITAZIONE AL MONDO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metodo Meisner, New York&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lee Strasberg Institute, New York&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michael Chekhov Acting Studio, New York&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Academy of Theatre Arts Gitis (Mosca) Metodo Stanislavskij &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Five approaches to acting &lt;br /&gt;The Stella Adler Studio of Acting, New York&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rassegna è concepita come un confronto fra trainers: gli ideatori e sperimentatori dei metodi di recitazione più praticati a livello mondiale, si aprono ad un confronto teorico e pratico.&lt;br /&gt;I Workshop sono aperti ad: attori, aspiranti attori, trainers - insegnanti di recitazione, registi, sceneggiatori, drammaturghi, produttori, organizzatori, operatori culturali.&lt;br /&gt;IL festival si svolgerà nei teatri nella zona tra &lt;strong&gt;livorno e pisa&lt;/strong&gt; e ogni gruppo avrà a disposizione un teatro per provare. alcuni corsi saranno tenuti da attori che veranno per la prima volta in italia (come quelli dell'actor studio) e saranno affiancati da un traduttore che aiutera sia i maestri che gli allievi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I METODI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sanford Meisner&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Attore nel grande laboratorio stanislavskiano del Group Theatre, Meisner ha messo a punto in oltre cinquant’anni di insegnamento una tecnica estremamente efficace basata sul rapporto scenico e sull’azione verbale. La tecnica della repetition è uno dei modi più chiari e illuminanti per comprendere lo scambio verbale come parte dell’azione scenica.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Strasberg&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In Italia più celebre nella teoria che nella pratica, la tecnica sviluppata da Lee Strasberg è uno sviluppo dell’insegnamento di Stanislavskij, e ne ha potenziato soprattutto la parte che riguarda la memoria sensoriale e la sensibilità emotiva alle circostanze sceniche. Gli esercizi e le improvvisazioni inventati da Strasberg mirano a un’ampia autonomia espressiva dell’attore, alla trasparenza del corpo nel restituire le minime sfumature delle circostanze immaginarie e dei rapporti reali che si producono in scena.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michail Čechov&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Allievo di Stanislavskij e attore acclamato del Teatro d’Arte di Mosca, Michail Čechov ha sviluppato una sua didattica dopo l’approdo negli Stati Uniti. La sua tecnica, influenzata anche dalla filosofia di Rudolf Steiner, sviluppa un approccio fisico e poetico al personaggio, stimolando l’immaginazione dell’attore a trarre il massimo dai dati sensibili a sua disposizione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stanislavskij&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le idee sempre in divenire dell’iniziatore della pedagogia attorale sono state tramandate ed elaborate in ogni parte del mondo, di volta in volta adattandosi alle esigenze storiche e geografiche dei suoi prosecutori. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Natalja Zverevna &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;è un esponente di spicco della tradizione didattica del GITIS di Mosca, e prosegue il lavoro dell’ultima assistente di Stanislavskij, &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maria Knebel,&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; che ha diffuso le tecniche dell’analisi attiva, l’estremo tentativo di Stanislavskij di penetrare il testo scritto mediante l’immediata presenza in scena dell’attore, e l’uso di improvvisazioni stratificate. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eljana Popova&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;offre un ottimo esempio della didattica di base stanislavskiana: gli elementi classici del Sistema – azione, circostanze, emozione – ripercorsi con grande chiarezza e rigore.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;David Kaplan &lt;/strong&gt;- Five approaches to acting&lt;br /&gt;Regista di grande esperienza internazionale, è uno dei didatti che ha maggiormente contribuito a mescolare tecniche eterogenee, ricollegando le esigenze di ciascuna teoria pedagogica con quelle degli stili di scrittura e di spettacolo che ogni attore dovrebbe saper affrontare. I suoi approcci sono anzitutto una serie di focus, di punti di attenzione, che rivitalizzano il lavoro sul testo creando contrasti e punti di vista spesso in contrasto con i luoghi comuni accumulati su ciascun stile di scrittura. Dal lavoro sulle immagini fino all’introspezione e al gest brechtiano, ogni suggestione utile trova spazio nell’articolato percorso delle analisi di Kaplan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;clicca qui per maggiori informazioni&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.metodifestival.org%2Fcm%2Findex.php%3Foption%3Dcom_content%26amp%3Bview%3Dfrontpage%26amp%3BItemid%3D1&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.metodifestival.org/cm/index.php?option=com_content&amp;amp;view=frontpage&amp;amp;Itemid=1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;iscrizioni per i laboratori e approfondimenti (100 ore) a 600€ se iscrivi 5 persone corso gratuito.&lt;br /&gt;negli allegati maggiori informazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mail: &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=info@metodifestival.org&quot;&gt;info@metodifestival.org&lt;/a&gt; - tel: +39 347 885 77 43</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Mon, 19 May 2008 10:42:39 UT</pubDate>
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            <title>30 aprile - 4 maggio</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=3089809</link>
            <description>il weekend lungo che va dal 30 aprile al 4 maggio ci vedremo a motaretto vicino a bonassola (praticamente cinque terre in provincia di La Spezia) per goderci le feste del 1° maggio e della MangiaLonga (manifestazione culinaria del 4 maggio che vedra più di mille persone passare per motaretto), ma SOPRATTUTTO PER FARE E RESPIARE ASSIEME TEATRO. Tutto con un percorso condiviso di esercizi teatrali per lavorare su di noi e sul gruppo. Training dell'attore, poesia e scelte il più possibile prese insieme. Per attori esperti o alle prime armi, non importa l'unica cosa è come disse amleto &amp;quot;ESSERE PRONTI E' TUTTO!&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo cammino comincia l'ultimo weekend delò 2007 nel momento in cui alcuni di noi si sono ritrovati per fare teatro in una valle semi-abbandonata sopra genova. Circondati dalle caprette e dalla natura. Ci siamo annusati e abbiamo cominciato a costruirci un piccolo mondo attorno a noi. Reale ed immaginario. Cosi sono nate le FIC (Foche Internazionali di Cognole). Ci siamo rivisti un altro weekend e tutto sembrava ancora vivo come alla fine del 2007. Ora però le foche si spostano e van a nuotare in altri lidi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pasqua alcuni di noi hanno fatto volontariato servendo ai tavoli in un altro posto che resiste alla barbarica omologazione. Ci siamo accorti subito di aver trovato la nuova tappa del percorso che diventa sempre più concreto. Le foche con chi si vorrà aggiungere debuterrano con una mini rappresentazione domenica. Un percorso, processione o chissà cos'altro con le vostre improvisazioni domenica 4.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Motaretto ha una forte componente umana e Politica a cui penso potremo attingere a piene mani. Un luogo dove non si delega ma si ci sporca le mani facendo concretamente. Una fonte di piccole utopie realizate a cui abbeverarci in questi periodi di sbadita politica fatta di contratti da firmare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sciopero al contrario, come fu costruita la casa del popolo, come grazie ad un giornale un paese prese coscienza di sè (e meno male che era quello giusto). Insomma di materiale ne ho (ne abbiamo) già visto molto in soli tre giorni di pasqua nonostante il poco tempo tra un turno e l'altro del ristorante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io comunque mentre silvia (una delle organizatrice di motaretto critical wine) ci parlava alla fine della nostra incontro/valutazione ho pianto e mentre le lacrime mi scendevano dolcemente sulla guance pensavo qui ci tornero e mentre con l'indice raccoglievo le ultime dagli occhi pensavo allora c'è ancora speranza. E come un sole che filtra tra le nubi un sorriso di speranza si faceva largo nel pessimismo che nutro per ciò che stava per avvenire, e che si è tristemente realizato. Che importa se tra un pò tutto intorno a noi si farà nuvolo ci saranno sempre raggi di sole che troveranno il modo di bucare le nuvole anche solo per disegnare un cerchio nel mare scuro. Spero che sarete dei nostri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fatemi fuorviare dalle parole che sembra politichetta... il teatro va ben oltre le diatribe eletorali la ricerca sarà fuori e dentro di noi. Le parole eran solo indicative di un luogo in cui il vento della politica non è ancora intorbidito come nel resto del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me il luogo lo spazio e la sua atmosfera sono quello da cui comincio a lavorare. Credo che raccogliere le storie nostre e del luogo è la parte portante del percorso. Insomma nella mia testa si stanno cominciando a formare idee...sarebbe riduttivo parlarne per e-mail e poi ho bisogno del confronto col gruppo per fiutare in che direzione tira il vento e mettere la prua in poppa per far planare il gruppo sulle onde. Diciamo che come al solito il GIARDINIERE si è messo gia a pensare come prepare il terreno al meglio per la semina sicuro che i vecchi come al solito germoglieranno meravigliosamente come a cognole e con la curiosità di vedere le nuove piante sbocciare.... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao alle foche e non &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao matteo testino&lt;br /&gt;chi volesse chiamarmi per capire meglio il mio cell è 3396713868</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Mon, 28 Apr 2008 19:00:01 UT</pubDate>
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            <title>viva marco travaglio</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=2854626</link>
            <description>le leggende di mani pulite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fit.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DuCLbowFVhos&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://it.youtube.com/watch?v=uCLbowFVhos&lt;/a&gt;</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Thu, 27 Mar 2008 23:14:57 UT</pubDate>
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            <title>aiutare o no? forse solo cooperare?</title>
            <link>http://it.netlog.com/MATTEO1973/blog/blogid=2753791</link>
            <description>&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.campidivolontariato.it%2Fdownloads%2Fspotsci.mp3&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.campidivolontariato.it/downloads/spotsci.mp3&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo il mondo non cambia,&lt;br /&gt;i rapporti tra gli uomini non migliorano,&lt;br /&gt;l'epoca dello sfruttamento non è per questo più vicina alla fine.&lt;br /&gt;Ma a qualcuno non manca un giaciglio per la notte,&lt;br /&gt;il vento viene tenuto lontano da loro per una notte,&lt;br /&gt;la neve destinata a loro cade sopra la strada.&lt;br /&gt;Non deporre il libro, dove questo tu leggi, uomo.&lt;br /&gt;A qualcuno non manca un giaciglio per la notte,&lt;br /&gt;il vento viene tenuto lontano da loro per una notte,&lt;br /&gt;la neve destinata a loro cade sopra la strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma con questo il mondo non cambia,&lt;br /&gt;i rapporti tra gli uomini per questo non migliorano,&lt;br /&gt;l'epoca dello sfruttamento non è per questo più vicina alla fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bertold Brecht.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho cominciato a viaggiare da solo nel 1998 e sono andato per tre settimane in peru in sacco a pelo, poi l'anno dopo in Libia, partendo da genova in traghetto poi in treno fino al confine e poi in taxi colletivi dormendo in tenda per 5 giorni nel parcheggio dell'area archeologica di Leptis Magna. Il bello del viaggio era conoscere gente, ma mi sentivo sempre un turista cosi dal 2004 ho cominciato a viaggiare con un ottica di contrubuire e conoscere meglio le persone che incontravo. Nel 2003 sono andato con una ONG in mongolia a costruire case. Arrivandoci con la transiberiana. Poi dal 2004 mi sono unito allo SCI (servizio civile internazionale &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.sci-italia.it&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.sci-italia.it&lt;/a&gt; ). Sono andato a insegnare inglese in thailandia e l'anno scorso sono andato a far teatro con disabili in togo. Lavorare 2 o 3 settimana per un associazione di volontariato locale con meta dei volontari locali permette di conoscere veramente le persone con cui si vive e lavora per cosi tanti giorni. L'impatto che si porta è basso perchè si cerca di vivere con meno possibile e non spendendo e spandendo come ricche mucche da mungere. Non si cambia il mondo ma le persone si conoscono e forse si comincia ad andare oltre li stereotipi, noi smettiamo di essere solo delle icone tv e loro smettono di essere solo sanguisuge e poveretti da aiutare. Ci si conosce e ci si accorge che poi non siamo cosi diversi. &lt;br /&gt;forse è tutto nella poesia di bertold brecht&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giacigli per la notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sentito dire che a New York&lt;br /&gt;all'angolo della 26 Strada e di Broadway&lt;br /&gt;nei mesi invernali ogni sera c'è un uomo&lt;br /&gt;e ai senzatetto che si radunano,&lt;br /&gt;pregando i passanti, procura un giaciglio per la notte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo il mondo non cambia,&lt;br /&gt;i rapporti tra gli uomini non migliorano,&lt;br /&gt;l'epoca dello sfruttamento non è per questo più vicina alla fine.&lt;br /&gt;Ma a qualcuno non manca un giaciglio per la notte,&lt;br /&gt;il vento viene tenuto lontano da loro per una notte,&lt;br /&gt;la neve destinata a loro cade sopra la strada.&lt;br /&gt;Non deporre il libro, dove questo tu leggi, uomo.&lt;br /&gt;A qualcuno non manca un giaciglio per la notte,&lt;br /&gt;il vento viene tenuto lontano da loro per una notte,&lt;br /&gt;la neve destinata a loro cade sopra la strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma con questo il mondo non cambia,&lt;br /&gt;i rapporti tra gli uomini per questo non migliorano,&lt;br /&gt;l'epoca dello sfruttamento non è per questo più vicina alla fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bertold Brecht.</description>
            <author>MATTEO1973</author>
            <pubDate>Sat, 15 Mar 2008 11:51:04 UT</pubDate>
        </item>
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