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MANFREDISCARED

Trust maschio - 18 anni, Palermo, Italy


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Blog 13

I miei monologhi, riflessioni notturne.
Significati nascosti, a volte inesistenti.
Neanche conoscendomi ne capiresti a pieno il contenuto..

Preferisco un commento qui che un commento ad una foto, questo sarebbe un giudizio alla mia personalità.


  • Monologo (13)

    Pluvius Aestivus

    Una mattina di Aprile, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra:
    "Piove, oggi credo che dormirò tutto il giorno", disse, così morì tra le dolci braccia di Morfeo.

    Una mattina di Maggio, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra:
    "Ho dormito tantissimo, oggi credo proprio che uscirò", disse, così uscì e godette tra le dolci braccia dei venti primaverili.

    Una mattina di Giugno, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra:
    "Che caldo, per fortuna ora inizia la libertà", disse, così studiò e studiò e godette dello spirito di accrescimento donatogli dalla cultura.

    Una mattina di Luglio, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra:
    "Quando arriva Agosto?", disse, e godette dei propri amici, della propria musica, della propria vita.

    Una mattina di Luglio, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra:
    "Quando arriva Agosto?", disse, e godette dei propri amici, della propria musica, della propria vita.

    Una mattina di Luglio, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra:
    "Quando arriva Agosto?", disse, e godette dei propri amici, della propria musica, della propria vita.

    Una mattina di Luglio, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra:
    "Quando arriva Agosto?", disse, e godette dei propri amici, della propria musica, della propria vita.

    Una mattina di Luglio, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra:
    "Quando arriva Agosto?", disse, e godette dei propri amici, della propria musica, della propria vita.

    Una mattina di Luglio, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra:
    "Quando arriva Agosto?", disse, e godette dei propri amici, della propria musica, della propria vita.

    Una mattina di Agosto, Manf si alzò e guardò fuori dalla finestra: "E quindi?", disse.


    Malinconicamente tutto andava aumentando ritmo e sembrava svanire come la polvere.

  • Monologo (12)

    Fortificami,
    distruggimi,
    stupiscimi!
    Amami.

    Fammi a pezzi, ricostruiscimi,
    fai di me ciò che vuoi.
    Io di te avrò sempre ricordo,
    Donna utopica dei sogni miei.

    La solitudine indebolisce,
    ciò che veramente distrugge
    è la certezza che chi possa realmente aiutarmi
    sia solo il frutto lontano della mia immaginazione.

    Ti prego, esisti!

  • Monologo (11)

    "Taedium Vitae"

    Un mortal respiro cerca di portar sollievo,
    un continuo affanno, un'inevitabile apnea.
    Smettere di respirare, ridere al destino ed inutilmente fuggire.
    Soffocare in un mondo completamente vuoto,
    compressi dal peso di questa realtà.

    Cos'è in fondo quella temporanea sensazione di libidine totale?
    Dopo tutto, più si va in alto più l'aria è rarefatta.

  • Monologo (10)

    "Incontro"


    Incessantemente, rapidamente, sentivo il tuo respiro sopra il mio, era come se lo seguisse.
    Con la schiena faceva per avvicinarsi al mio braccio teso, quasi volesse un abbraccio eterno.

    Era molto bella, bionda ma non troppo, sembrava come spaventata dalla nostra reciproca timidezza, guardava lateralmente, per terra.

    Masticava chewingum:
    fragola, probabilmente, mescolata al sapor di rosa del suo profumo.

    Cosa voleva? Cosa cercava?
    Cercava posto.

    Posto nel mio cuore?
    No, posto a sedere nel bus.

    "Scusa", mi disse, e la sconosciuta dal sapore di rosa sparì tra la fitta folla di gente errante.

  • Monologo (09)

    Premessa:
    Questo monologo è stato scritto giorno 5 Aprile, durante il viaggio d'istruzione in Grecia.
    Ubriaco, stanco, sdraiato a letto, cercai di trascrivere su cellulare queste forti emozioni.

    05/04,
    Oggi ho visto l'amore negli occhi di una ragazza.
    Non era la mia Lei, non era l'amor mio.
    Era quasi un'estranea alla mia vita, palpebre tremanti e un lungo sorriso.
    Semplicemente nel luccicar dei suoi occhi è cresciuta in me una verità:
    Voglio amare.
    Voglio amarti, con tutto me stesso.
    Voglio viverti, assaporarti, voglio disperarmi in tua mancanza,

    un riflesso delle dolci lacrime fatto solo di te.

  • Monologo (08)

    Amor platonicamente lontano,
    perchè viaggi e discorri proprio ora?

    Il dubbio se è amor vero vano discorre,
    così come una scia di passione fluisce dal mio cuore.

    Va, via! Corre, vola.. ma un muro di mattoni freddi e ferro incontra.

    E dall'altro lato, la principessa manda baci al cavaliere
    attraverso delle grigie grate di desolazione e nulla.

    Eppur in questa favola non c'è nessun drago..

  • Monologo (07)

    La mia più grande maledizione
    è forse l'esser eternamente quasi costretto
    a cader infatuato di chi troppo crede nell'amore,
    o chi di proprio non ne crede affatto.

  • Monologo (06)

    [Dopo una lunga dormita pomeridiana..]

    Maledetta tu, mi appari pure in sogno!
    Non bionda, non bruna, non blu sicuramente,
    (e neanche forte del tuo carattere si può dire)
    quella eri tu, e il solo tener per mano quella figura
    era per me come superiore al sogno stesso.

    Niente rima, senza cognizione, resto offuscato da questa figura,
    silenziosa si allontana, ed io sbigottito e semi-incantato
    che faccio? Stropiccio gli occhi.

    Cazzo che dormita!
    Dove sei?

  • Monologo (05)

    Oggi ho molta voglia di scrivere.

  • Monologo (04)

    Fanatismo, cosa mi porta al tuo cospetto?
    Non desidero altro che un minuto,
    un minuto per stringere al mio petto
    quel forte cranio di ispirata cognizione.

    Voler morire, dormire, forse sognare..
    Shakespeare sognava, sonnambulo forse,
    volgeva i ritratti di un infinito amare
    come il dilemma che l'uomo da sempre morse.

    Va, o destino, volgi il tuo tempo a noi mortali,
    ignari, ignari, ignari.. Ma così astratto è il futuro;
    Pieno di bivi, inutili forse, e sì, questo si impari,
    soltanto non resta, da questa notte, che tener duro.

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