L_Aleph
femmina - 25 anni, Napoli, Italy
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L' epilogo...
Per quanto riguarda me personalmente io, nella mia vita, ho spinto fino alle estreme conseguenze quello che voi non osereste neanche fare a metà. E la vostra vigliaccheria voi la considerate buonsenso e così vi mettete tranquilli, ingannando voi stessi. E allora io risulto più "vivo" di voi. Ma guardate più a fondo! Ormai noi non sappiamo neppure dove vive ciò che è vivo, e che cos' è, e come si chiama.
Lasciateci soli senza libri e noi ci confondiamo subito, ci smarriamo, non sappiamo dove dirigerci, a cosa aggrapparci: cosa amare e cosa odiare; cosa apprezzare e cosa disprezzare.
Noi sentiamo il peso perfino del nostro essere uomini, uomini con corpo e sangue nostri, autentici. Ce ne vergognamo, lo consideriamo disdicevole e ci interstardiamo ad essere in-esistenti uomini-sociali.
Noi, nati-morti ormai da molto tempo nasciamo non da padri vivi, e questo ci piace sempre di più.
Ci stiamo prendendo gusto. Presto troveremo il modo di nascere dalle idee. Ma basta. Non voglio più scrivere dal "sottosuolo"...
[F. D.] -
Il sottosuolo
Io sono un uomo malato... astioso. Sono un uomo malvagio. Credo di essere malato di fegato. Del resto non ne so un accidente della mia malattia e non so neppure esattamente cosa mi faccia male. [...]
Inoltre sono anche estremamente superstizioso: insomma quanto basta per tenere in considerazione la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma sono superstizioso.)
No no, io non voglio curarmi per rabbia. Questo voi, certamente, non lo capirete. Be', io invece lo capisco. Naturalmente non sono in grado di spiegarvi a chi precisamente la farò pagare, in questo caso, la mia rabbia. [...]
Io non solo non ho saputo diventare cattivo, ma non ho saputo diventare niente: nè cattivo nè buono, nè furfante nè onesto, nè eroe nè insetto. E ora vivo nella mia tana facendomi beffe di me stesso, con la maligna e vana consolazione che d' altronde un uomo intelligente non può diventare sul serio "qualcosa", solo uno stupido diventa qualcosa.
E' proprio così: l' uomo intelligente del diciannovesimo secolo dev' essere, ed è moralmente tenuto ad essere, un uomo senza carattere. Un uomo di carattere, invece, un uomo d' azione, è un essere prevalentemente limitato...
MEMORIE DAL SOTTOSUOLO
Fedor M. Dostoevskij