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L_Aleph

femmina - 25 anni, Napoli, Italy


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Blog 83


  • In due

    «Aiutami» e si copre con le mani il viso
    tirato, roso da una gelosia senile,
    che non muove a pietà come vorrebbe ma a sgomento e a orrore.
    «Solo tu puoi farlo» insistono di là da quello schermo
    le sue labbra dure
    e secche, compresse dalle palme, farfugliando.
    Non trovo risposta, la guardo
    offeso dalla mia freddezza vibrare a tratti
    dai gomiti puntati sui ginocchi alla nuca scialba.
    «L'amore snaturato, l'amore infedele al suo principio»
    rifletto, e aduno le potenze della mente
    in un punto solo tra desiderio e ricordo
    e penso non a lei
    ma al viaggio con lei tra cielo e terra
    per una strada d'altipiano che taglia
    la coltre d'erba brucata da pochi armenti.
    «Vedi, non trovi in fondo a te una parola»
    gemono quelle labbra tormentose
    schiacciate contro i denti, mentre taccio
    e cerco sopra la sua testa la centina di fuoco dei monti.
    Lei aspetta e intanto non sfugge alle sue antenne
    quanto le sia lontano in questo momento
    che m'apre le sue piaghe e io la desidero e la penso
    com'era in altri tempi, in altri versanti.
    «Perché difendere un amore distorto dal suo fine,
    quando non è più crescita
    né moltiplicazione gioiosa d'ogni bene,
    ma limite possessivo e basta» vorrei chiedere
    ma non a lei che ora dietro le sue mani piange scossa da un brivido,
    a me che forse indulgo alla menzogna per viltà o per comodo.
    «Anche questo è amore, quando avrai imparato a ravvisarlo
    in questa specie dimessa,
    in questo aspetto avvilito» mi rispondono, e un poco ne ho paura
    e un po' vergogna, quelle mani ossute
    e tese da cui scende qualche lacrima tra dito e dito
    spicciando.

  • Ora

    Ora che sto per partire non voglio pensare dove arriverò
    guardo dritto verso il mare dietro l'orizzonte mi nasconderò
    mi allontano, vado via
    calpestando la mia nostalgia
    c'è una strada solo mia da trovare

    Ora che sto per partire so che devo andare, anche senza te
    una valigia di paure, un peso nel cuore
    e tu dentro di me
    c'è una luna anche per noi
    dove io ti incontrerò se vuoi
    rimepila dei sogni tuoi ogni sera

    c'è chi vive e c'è chi muore
    senza avere errori da ricordare
    chiuso dentro i giorni non sa più uscire
    ma io voglio navigare senza mai sapere dove arriva il mare
    dentro la mia onda che non fa rumore

    Blu di notte, blu di giorno
    il paesaggio intorno,
    quello che non so
    un viaggio senza ritorno,
    una canzone al giorno è tutto ciò che ho
    Dentro il vento l'euforia,
    dentro il mare la malinconia
    c'è una stella solo mia da seguire

    c'è chi vive e c'è chi muore
    senza avere errori da ricordare
    chiuso dentro i giorni non sa più uscire
    ma io voglio navigare senza sapere
    dove arriva il mare
    dentro la mia onda che non fa rumore
    ma io voglio navigare senza mai sapere dove arriva il mare...

  • Un passo dopo l'altro

    Un passo dopo l'altro
    capirai
    ed il mio lento canto
    vestirà
    le tue paure
    con la libertà
    una storia è vera
    quando se ne va

    Un passo dopo l'altro
    imparerai
    nelle gocce di tempo,
    tra ora e mai,
    in un altro uomo
    un cuore
    aspetta, perchè
    può ballare al buio
    solo con te

  • Ultimo giorno dell'anno

    "È vero non faccio nulla. Ma vedo passare le ore, che è molto meglio che tentare di riempirle"... [Emil Cioran]

    A Maynard
    :)

  • Il trentesimo anno

    L'amore era intollerabile. Lei non si aspettava nulla, non chiedeva nulla e non donava nulla. Non si lasciava recintare nè coltivare, e neanche disseminare di sentimenti, anzi violava ogni confine e a colpi di falce abbatteva tutti i sentimenti.

  • Nuotando nell'aria

    Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
    in certi momenti e in questo, momento
    è la tua pelle ciò che sento, nuotando nell'aria.
    Odori dell'amore nella mente dolente,tremante,ardente,
    il cuore domanda cos'è che manca
    perché si sente male,molto male,
    amando,amando amandoti ancora.
    Nel letto aspetto ogni giorno un pezzo di te
    un grammo di gioia del tuo sorriso
    e non mi basta nuotare nell'aria per immaginarti:
    se tu sapessi che pena.
    Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
    l'aria è più nebbia che altro.
    E' certo un brivido averti qui con me
    in volo libero sugli anni andati ormai
    e non è facile dovresti credermi
    sentirti qui con me perché tu non ci sei
    mi piacerebbe sai sentirti piangere
    anche una lacrima per pochi attimi
    mi piacerebbe sai sentirti piangere
    anche una lacrima per pochi attimi.

  • Labirinto

    Come chiederti di entrare
    nel mio labirinto
    sfiorandoti o sussurrando frasi
    Poi non distinguo
    tra il costringerti, il pregarti
    e il trascinarti
    nel mio labirinto

    Niente ti serve
    le tue luci puoi spegnere

    Niente filo né sassi
    per orientarsi
    nel mio labirinto

  • La neve

    Se quello che viene sarà un altro anno noioso
    non so piu' cosa cercheranno i miei occhi
    La mia stranezza è un nodo alla gola
    che nello sciogliersi
    mi fa immaginare che piova.

    Se quello che viene sarà un altro anno speciale.
    non so più a cosa serviranno le sere
    Le sere d'autunno
    qualcosa da bere
    La vita d'inverno che lascia cadere la neve.

    Non so più cosa guarderanno i miei occhi
    Non so più a cosa serviranno le sere
    Gli uomini grigi vanno al potere
    Preda di un déjà vu...

    [grazie a BORìS... :) ]

  • Fare una scenata

    Quando due soggetti litigano seguendo uno scambio ordinato di repliche in vista di avere "l'ultima parola", significa che sono già sposati: la scenata è per loro l'esercizio di un diritto, la pratica di un linguaggio di cui sono comproprietari; ciascuno a suo turno, dice la scenata, il che vuol dire: se tocca a te tocca anche a me, la cosa è reciproca.
    Questo è il significato di ciò che si chiama eufemisticamente il "dialogo": non già ascoltarsi l'un l'altro, ma assoggettarsi in comune a un principio egualitario di suddivisione dei beni di parola. I partner sanno che la contesa a cui dànno vita, e che non li separerà, è inconseguente quanto può esserlo un godimento contro natura (la scenata può essere vista come un modo di godere senza correre il rischio di far figli).
    Con la prima scenata, il linguaggio inizia la sua lunga carriera di cosa tormentata e inutile. E' il dialogo (il combattimento tra due attori) che ha corrotto la Tragedia, prima ancora che Socrate comparisse sulla scena. Il monologo viene in tal modo ricacciato ai limiti estremi dell'umanità: nella tragedia arcaica, in certe forme di schizofrenia, nel soliloquio amoroso (se non altro per tutto il tempo che io 'tengo sotto controllo' il mio delirio e non cedo al desiderio di trascinare l'altro in una disputa ordinata di linguaggio).
    E' come se il protoattore, il pazzo e l'innamorato rifiutassero di atteggiarsi a eroi della parola e di asservirsi alla lingua adulta, alla lingua sociale suggerita dalla cattiva Eris: la personificazione dell'universale nevrosi.

  • Anime salve

    Mille anni al mondo, mille ancora
    che bell'inganno sei anima mia
    e che bello il mio tempo, che bella compagnia

    Sono giorni di finestre adornate
    canti di stagione
    anime salve in terra e in mare

    Sono state giornate furibonde
    senza atti d'amore
    senza calma di vento
    solo passaggi e passaggi
    passaggi di tempo

    Ore infinite come costellazioni e onde
    spietate come gli occhi della memoria
    altra memoria e non basta ancora
    Cose svanite, facce e poi il futuro

    I futuri incontri di belle amanti scellerate
    saranno scontri
    saranno cacce coi cani e coi cinghiali
    saranno rincorse, morsi e affanni per mille anni
    mille anni al mondo, mille ancora
    che bell'inganno sei anima mia
    e che grande il mio tempo, che bella compagnia

    Mi sono spiato illudermi e fallire
    abortire i figli come i sogni
    mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
    mi sono visto che ridevo
    mi sono visto di spalle che partivo

    Ti saluto dai paesi di domani
    che sono visioni di anime contadine
    in volo per il mondo

    Mille anni al mondo mille ancora
    che bell'inganno sei anima mia
    e che grande questo tempo, che solitudine
    che bella compagnia

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