L_Aleph
femmina - 25 anni, Napoli, Italy
Blog 83
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Quella che sono:
un pittore che perde un quadro.
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diario 1
Ci vuole un grande odio per fare caricature e satire.
Io non provo odio. Provo compassione. Per me tutto è o adorazione e passione, o compassione, comprensione. Odio raramente.
Le mie ribellioni sono sempre state nascoste, inibite, indirette.
Io non odio mai abbastanza per prendere in giro, caricaturizzare, o persino scrivere con distacco quello che odio. Mi curo di più dell'amore. Scelgo qualcosa che posso amare e me ne lascio assorbire.
DIARIO I
Anais -
D. H. LAWRENCE
"Prima ed essenziale caratteristica della mente è la gioia pura della conoscenza e della comprensione, la gioia pura della consapevolezza".
"La consapevolezza del sangue è la prima e l'ultima conoscenza dell'anima vivente: il profondo".
"Sono nemici, come lo sono molti uomini e donne innamorati. Fanno uso del loro amore, del legame di sangue, per affermare la propria volontà l'uno sull'altra, o per alterare il reciproco mondo interiore".
"Questa lotta è anche il simbolo della ricerca di equilibrio nell'amore fisico. Lawrence comprese la tragedia dell'ineguaglianza in amore di chiunque altro, e con questo comprese anche la tragedia non solo dell'amore fisico, ma anche dell'amore spirituale e mentale che è fonte di tormenti nei rapporti umani. E' la diseguaglianza della potenza sessuale che provoca la disintegrazione nei rapporti sessuali.
Ogni uomo e ogni donna deve trovare il proprio livello".
ANAIS NIN -
Amores
Cedimus: leve fit, quod bene fertur, onus.
[Cediamo: il peso si allevia se lo si porta rassegnati]
Amores I 2, v. 10 -
Il mio chiamare è un donarsi che tiene lontano
[...]
Ma è facile dimenticare quanto il vicino ridendo non ci conferma o ci invidia. In alto, visibile, vogliamo innalzarlo, mentre la felicità più visibile ci si rivela soltanto se dentro la trasformiamo.
In nessun luogo, amata, mondo sarà se non dentro. La vita nostra trascorre in trasformazione. E sempre più si riduce e scompare l'esterno. Dove una volta era una durevole casa si propone escogitata una forma, sbieca, che interamente appartiene al pensabile, quasi si ergesse tutta nella mente ancora. Ampie cisterne di forza si crea del tempo lo spirito, senza figura come la tensione incalzante che esso da tutto ricava. Templi più non conosce. Questo spreco, del cuore, più nel segreto lo risparmiamo. Anzi, se sopravvive una cosa, una cosa una volta pregata, servita, venerata in ginocchio, già si protende, così come è, nell'invisibile.
Molti sono che più non l'avvertono, ma senza il vantaggio di costruirla ora nell'intimo, con statue e piloni, più grande!
Ogni cupa svolta del mondo ha tali diseredati cui non appartiene il passato né ancora il futuro più prossimo. Poichè anche il più prossimo è lontano per l'uomo. Non confonda noi questo; ci rafforzi nel conservar la figura, che ci fu dato di riconoscere ancora.
[...]
Non credere che io ti lusinghi per ottenere.
Angelo, se pur ti chiamassi! Tu non vieni. Poichè il mio chiamare è un donarsi che tiene lontano; contro tanta corrente non riesci ad incedere. Un braccio proteso è il mio grido. E la mia mano che in alto si apre per afferrare a te dinanzi aperta rimane, a monito e scudo, oh inafferrabile, aperta.
[da La settima elegia di Rainer Maria Rilke] -
La via dinanzi ai piedi
Mi si apriva chiara dinanzi ai piedi la via; ma io ero cieco: poiché in un folle amore nessuno vede.
Ho capito che questo mi giovava di più: disprezzate, o amanti.
Così verrà oggi colei che ieri si è rifiutata. Altri invano battevano alla sua porta e chiamavano la padrona: la fanciulla, indifferente, teneva il suo capo posato accanto al mio.
Questa vittoria per me vale più che se avessi vinto i Parti: queste saranno le mie spoglie, questi i miei re, questi i miei cocchi. Grandi doni, o Citerea, appenderò alla tua colonna, e sotto il tuo nome ci saranno i versi seguenti: "O dea, queste spoglie pongo dinanzi ai tuoi altari, io Properzio, amante accolto per un'intera notte".
Ora a te, mia vita, verrà la mia nave salva sul lido: o potrebbe forse affondare pesante in mezzo alle secche? Che se per caso tu muterai verso di me per qualche mia colpa, possa io giacere morto dinanzi al tuo ingresso.
[Properzio, II 14] -
Pensieri
Et nunc manet in te
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Like a Stone
On a cobweb afternoon
In a room full of emptiness
By a freeway i confess
I was lost in the pages
Of a book full of death
Reading how we'll die alone
And if we're good we'll lay to rest
Anywhere we want to go
In your house i long to be
room by room patiently
I'll wait for you there
Like a stone i'll wait for you there
Alone
On my deathbed i will pray
To the gods and the angels
Like a pagan to anyone
Who will take me to heaven
To a place i recall
I was there so long ago
The sky was bruised
The wine was bled
And there you led me on
In your house i long to be
Room by room patiently
I'll wait for you there
Like a stone i'll wait for you there
Alone
Alone
And on i read
Until the day was gone
And i sat in regret
Of all the things i've done
For all that i've blessed
And all that i've wronged
In dreams until my death
I will wander on
In your house i long to be
Room by room patiently
I'll wait for you there
Like a stone i'll wait for you there
Alone
Alone
[AUDIOSLAVE]
In un pomeriggio di dubbi, in una stanza vuota, vicino ad una superstrada, confesso di essermi perso fra le pagine di un libro intriso di morte, leggendo di come moriremo soli e che se saremo buoni potremo giacere morti ovunque vorremo. Vorrei essere a casa tua. Di stanza in stanza, con pazienza ti aspettero' li', come una pietra, ti aspettero' li'. Solo.
Sul mio letto di morte preghero' gli dei e gli angeli, da pagano preghero' chiunque mi portera' in cielo in in luogo in cui mi ricordo di essere stato cosi' tanto tempo fa. Il cielo era livido, il vino color sangue e lì mi incoraggiavi.
Vorrei essere a casa tua. Di stanza in stanza, con pazienza, ti aspettero' li', come una pietra, ti aspettero' li'. Solo.
E proseguii con la lettura fino alla fine del giorno. E rimasi seduto con il dispiacere per tutte le cose che ho fatto, per tutte quelle in cui sono riuscito e tutte quelle in cui ho sbagliato.
Nei miei sogni fino alla morte continuero' a vagare.
Vorrei essere a casa tua. Di stanza in stanza, con pazienza, ti aspettero' li', come una pietra, ti aspettero' li'. Solo. -
(Dietro Ogni Blasfemo C'è Un Giardino Incantato)
più non arrossii nel rubare l'amore
dal momento che Inverno mi convinse che Dio
non sarebbe arrossito rubandomi il mio
mi cercarono l'anima a forza di botte -
24 marzo 2008
NON SOTTOVALUTARE LE CONSEGUENZE DELL'AMORE