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L_Aleph

femmina - 25 anni, Napoli, Italy


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Blog 83


  • La più bella tra le poesie

    Tutta la perfezione
    è nel sogno della tua danza, ballerina bruna.
    Come l'ignaro slancio primitivo
    delle cose più belle.
    Muovi come un grande sorriso
    dolcissimo e vivo,
    ma profondo, raccolto
    in un'intensità che stordisce
    nella spontaneità meravigliosa
    dei fiori delle nubi e della gioia
    di tutte le cose.
    Anche quando esprimi il dolore
    nei movimenti stanchi
    e negli occhi assenti,
    sempre
    il tuo corpo vibrante nel tuo viso
    è il grido ignaro,
    modulato nel tirmo,
    della gioia fremente del tuo sogno.
    O giovanissima
    che forse inconsciamente
    crei tanto splendore,
    io ti seguo cogli occhi, perdutamente,
    vivificando nello slancio ignaro
    di questa tua vita di sogno,
    l'agonia disperata
    della mia anima delusa
    pazza e stanca di sforzi
    anelanti verso l'alto,
    devastata d'amore
    e di ali rabbiose
    contenute e schiacciate
    in un buio fremente.
    Un'agonia atroce
    come di chi già stremato
    debba ancora avanzare.
    E dimentico in te
    il mio lento morire.
    Anch'io o giovanissima
    ho scelto nella mia vita
    di creare per gli uomini il mio sogno
    e gettarlo nel mondo.
    Ma è un tremendo dolore
    che mi lacera l'anima
    lento e febbrile
    e me ne lascia in volto
    le tracce disperate.
    Io sovente barcollo:
    dinanzi alla tua gioia
    non sono, o danzatrice,
    che una pallida cosa in rovina.
    E un amore segreto
    come tutte le cose più belle
    mi distrugge per te.
    E per la mia abbiezione,
    per la tua, per tutto il dolore,
    talvolta mi soffoca l'anima,
    mi accascia nel buio;
    ed io non sono più, non sono più.
    Ma a tratti mi accende
    brividi intensi al cuore
    e mi riarde mi soffoca di gioia
    il pensiero che sopra tutto il fango,
    sopra la morte,
    quelle poche parole disperate
    ch'escono limpide dal mio dolore,
    sono le stesse che tu esprimi,
    e non ti conoscerò mai,
    nel rapimento ignaro
    della verginità del tuo sogno.

    [2 gennaio 1928 - Cesare Pavese]

    A Dario,
    perchè grazie a te l'ho amata

  • Jeanne,vittima di Modì,casca gambe all'aria per amore

    Sento l'odore di fiori appassiti
    ma non immagino prati.
    Il verde del mondo non mi libera.
    Resto incatenata ai passi
    che vi affondano dentro


    Grazie a
    Dario " T " .

  • 31 marzo 2009

    Ricomincio da capo.
    Non trovo neppure tre cose da cui ricominciare, come Troisi.
    Ricomincio da zero.

    Lasciami dimenticare.

    "NON SOTTOVALUTARE LE CONSEGUENZE DEL -DOLORE-"

  • Invisibile

    Lo sai cosa penso?
    E dimmi, tu hai
    lo stesso pensiero
    così forte,
    o non puoi?

    La luna è liquida
    ed io mi sento

    invisibile
    come sempre
    quando è tardi per dire
    che non sopravvivo.
    Invisibile
    o forse
    è solo una mia immagine.


    Lo sai che mi perdo nelle luci
    se guardi fuori dall'auto
    altre luci troppo lontane
    da me?

    La luna è limpida ed io rimango

    invisibile
    come sempre
    quando è tardi per dire
    che non sopravvivo.
    Invisibile
    o forse
    è solo una mia immagine.


    Rimani,
    ti parlerò del mio silenzio.
    Lo sai è così reale,
    ma io mi sento ancora

    invisibile come sempre
    quando è tardi per dire
    che non sopravvivo.
    Invisibile o forse
    è solo una mia immagine


    invisibile come sempre
    quando ti vorrei dire
    che non sopravvivo.
    invisibile o forse
    è solo una mia immagine.


    13 febbraio 2009
    - Roma -

  • Fotografiamo perchè quotidiano è l'insulto

    Prendiamo immagini dei corpi offesi, delle case violate. Con dolore e imperizia. Nessuno a dirci come fare, nessuno a cui chiedere aiuto. Eppure fotografiamo ogni giorno, perchè quotidiano è l'insulto. Usciamo di notte a gridare, a mostrarci indomiti nonostante gli arresti. Le fotografie degli scomparsi, minuscole e mal riprodotte, sono lanciate dai tetti, sparse ai mercati. Fotocopie, bandiere di plastica, scritte sui muri: questa la nostra assordante parola. Fatta di povere cose, ma continua, numerosa. Ciascuna famiglia si attrezza, con cellulari e macchine fotografiche di fortuna. Dall'urgenza di dire nasce la fotografia, qui, nelle città assediate. Vincendo sulla tecnica. Come vedono i nostri occhi? Come dicono il presente? Siamo in corsa, inseguiti ogni istante. Ci giriamo veloci e scattiamo.

    [vedere l'occupazione - fotografie amatoriali dal Sahara occidentale]

  • La cecità

    La cecità è un'arma contro il tempo e lo spazio; la nostra esistenza è tutta una mostruosa cecità, tranne quel poco che riusciamo a cogliere con i nostri miseri sensi - miseri sia per la loro natura sia per la loro acutezza. Il principio dominante nel cosmo è la cecità. Proprio essa rende possibile la presenza, l'una accanto all'altra, di tante cose che non potrebbero coesistere se si potessero vedere reciprocamente. Essa permette di troncare lo scorrere del tempo quando non si è in grado di tenervi testa. Che altro è, per esempio, una spora, se non un frammento di vita che finchè dura s'avvolge nella cecità in attesa di un contrordine? Il tempo è una grandezza continua e c'è solo un mezzo per sfuggirgli. Astenendosi di tanto in tanto dal guardarlo, lo si frantuma nelle schegge che di esso si conoscono.

    da Auto da fé
    - Elias Canetti -

  • Il filosofo della domenica

    Gli uomini non si accontentano di vivere, essi si raccontano la vita, s'inventano storie, mettono in scena il mondo. Essi si affermano e interpellano. Danno o eseguono ordini, indirizzano le loro preghiere agli dei che invocano, fanno preghiere. Domandano e danno risposte, dibattono e si contraddicono. Il loro universo è l'universo del discorso.

  • Tre

    Voce fioca, gentile nota che
    cerca di sfuggire all’armonia!
    Con la mano, scandisco piano
    e inesorabilmente il tempo che

    pulsa insieme ai battiti del cuore mio...
    e sarà un tre!
    Tempo che rimanda tutto all’avvenire...
    tutto a un altro tre!

    Dormirò meno nostalgico di ieri
    se sarà un tre!
    E sorriderò di fronte ai miei problemi
    se sarà un tre!
    Scoprirò le vie della tolleranza se...
    se sarà un tre!
    Mi addormenterò accarezzato dalla brezza del mio mare...
    che è lontano ora!

    Come un gabbiano mi sospingeranno venti...
    vento mio sei un tre!
    Come lucciole che donano speranza,
    nelle notti buie!
    Per far riaffiorare i miei ricordi più felici...
    Per gli splendidi paesaggi che nel mondo incontrerò...
    quando incontrerò Te...


  • Dove tu sei

    Sempre dove tu sei,
    in quello che faccio
    girandoti ti tengo le braccia,

    la mia carezza giace dove ti volti,
    il tuo sguardo è nei miei occhi,

    Mi volto per stringerti le braccia,
    tu tieni in te la mia carezza,

    toccandoti per stringere in te,
    l'unica forma del nostro sguardo
    tengo il tuo viso verso di me,

    sempre dove tu sei,
    la mia carezza per amarti ti guarda negli occhi.

    Harold Pinter
    (1964)

  • Adattamenti

    L'aspetto tragico dell'amore si rivela soltanto quando si cerca di adattare un amore sconfinato a uno limitato. Tutt'intorno a me vedo che un amore non basta, due non bastano. Le donne che conosco cercano di aggiungere un amore all'altro, e quando questo non basta a esaudire i loro bisogni, diventano le grandes amoureuses del mondo.
    Ora penetriamo nella notte della vita della donna, nel caos e nel mistero della donna. Penetriamo nel regno più pronfondo, più nascosto di tutti, una regione cui non vien dato riconoscimento, dove tutte le donne si fondono in una, ed è solo in quel momento di lotta disperata per liberarsi di un solo amore assoluto che tutte le donne si fondono in una sola.

    Il senso tragico della vita equivale all'ossessione per un ideale, e non a una vita primitiva e naturale. Quand'è che mi prefissi questi ideali rendendomi la vita tanto difficile?

    Anais

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