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Adoro la vita in tutto ciò che può dare!!
anche se sono sofferenze,è sempre vita e si ha sempre qualcosa da imparare!!non sopporto i giudizi, le categorie,le limitazioni e credo che ogni cosa, ogni persona, ogni situazione abbia miliardi di sfumature, da osservare e conoscere senza giudicarle...la libertà e l'amore e il rispetto per se stessi e per gli altri per me vengono al primo posto!!gioia e ironia sono indispensabili per vivere bene la vita!! 
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STANCHEZZA E CONSAPEVOLEZZA
E' un periodo in cui mi sento molto stanca....
Non smetto di ascoltare tutto ciò che mi circonda e di acquisirne sempre conoscenza e consapevolezza...
Non smetto di osservare ciò che succede e di vivere con intensità tutto ciò che mi riguarda e tutto mi riguarda...
Ma rispetto ad altri periodi della mia esistenza vedo e sento sempre di più cose che non mi piacciono, comportamenti e situazioni assurde....
Non giudico con la testa....ascolto e osservo ed è il cuore e l'anima a sentire che c'è molto che non va....non qualcosa...molto....tante cose...
Sento disarmonia, aggressività, ignoranza, inciviltà, volontà di manipolazione e di controllo, sento egoismo ed egocentrismo, sento lo strapotere dei soldi e dell'apparenza.....
Sento un'involuzione sempre più grande e continua....
Spero solo che come ogni periodo di grande involuzione, anche questo porti ad una crescita generale, ad una maturazione generale e collettiva, ad un grande Risveglio.....ma ancora non riesco a vedere la luce in fondo al tunnel...e questo mi preoccupa non poco...
Sono molto stanca...una stanchezza velata di tristezza consapevole mi accompagna.....C'è così tanto Rumore in giro...Rumore..stress Inquinamento di tutti i tipi...vorrei solo SiIenzio....quel Silenzio che profuma di Verità e Pace... -
STAIRWAY TO HEAVEN
Artista: Led Zeppelin
Titolo: Stairway To Heaven
Titolo Tradotto: Scala Per Il Paradiso
C'è una signora che è sicura che sia oro tutto quel che luccica
e sta comprando una scala per il paradiso
quando vi arriverà sa
che se tutti i negozi sono chiusi
con una parola può ottenere ciò per cui è venuta
e sta comprando una scala per il paradiso
c'è una scritta sul muro
ma lei vuole essere sicura
perchè, come tu sai, talvolta le parole hanno due significati
su un albero vicino al ruscello
c'è un uccello che canta
talvolta tutti i nostri pensieri sono sospetti
e questo mi stupisce
e questo mi stupisce
c'è una sensazione che provo
quando guardo a Ovest
e il mio spirito grida di andarsene
nei miei pensieri ho visto
anelli di fumo attraverso gli alberi
e le voci di coloro che stanno in piedi a osservare
oooh e questo mi stupisce
ooooh e questo mi stupisce davvero
e si mormora che presto
se tutti noi intoniamo la melodia
il pifferaio ci condurrà alla ragione
e albeggerà un nuovo giorno
per coloro che aspettavano da lungo tempo
e le foreste risponderanno con una risata
e questo mi stupisce
Se c'è trambusto nella tua siepe
non ti allarmare
è solo la pulizia di primavera per la festa di Maggio
si, ci sono due strade che puoi percorrere
ma a lungo andare
c'è sempre tempo per cambiare strada
e ciò mi stupisce
la tua testa ti ronza e il ronzio non se ne andrà
nel caso tu non lo sapessi
il pifferaio ti sta chiamando per unirti a lui
signora cara, può senitre il vento soffiare?
che la sua scala è costruita sul vento mormorante?
e scendiamo in strada
le nostre ombre più grandi delle nostre anime
là cammina una donna che noi tutti conosciamo
che risplende di luce bianca e vuole dimostrare
come qualsiasi cosa si tramuti in oro
e se ascolti molto attentamente
alla fine la melodia verrà da te
quando tutti sono uno e uno è tutti
per essere una roccia e per non rotolare via
e sta comprando una scala per il paradiso -
IL DISINCANTO
Dopo aver vissuto un grande dolore che mi ha segnata profondamente vedo e vivo tutto in maniera diversa, più distaccata, più disincantata, più disillusa....
Non sto parlando solo dell'amore, in cui comunque credo ancora e che vivo intensamente, anche se fortunatamente molto diversamente da prima, ma soprattutto mi riferisco alle piccole cose quotidiane, ai rapporti con gli altri, anche ai rapporti e problemi di lavoro... i problemi con i colleghi e titolari, che prima potevano innervosirmi, ora mi fanno solo sorridere.....insomma ciò che prima mi toccava, mi innervosiva ora lo vivo in modo molto distante e ironico....
A voi è successo qualcosa del genere? vi sentite cambiati dopo un grande dolore o una grande delusione? in cosa siete cambiati di più? come vivete la vostra vita adesso rispetto a prima?come vi sentite rispetto a prima? -
L'ACQUA E' DI TUTTI!!
(VIDEO RIPRESO DA UNA SEGNALAZIONE DI nartek che ringrazio)
IO NON CAPISCO COME CI SI POSSA ARRICCHIRE CON UN BENE NATURALE CHE DOVREBBE ESSERE DIRITTO E A DISPOSIZIONE DI TUTTI. FORSE NON LO CAPIAMO PERCHE' SIAMO DISINFORMATI??
DIREI DI SIì...ALLORA LEGGETE QUI!!da http://www.acquabenecomune.org/
Una riforma dei servizi pubblici locali neoliberista, privatizzatrice e che salvaguarda le “rendite dei poteri forti”
1. Nella notte del 13 luglio il Governo ha presentato e fatto approvare alla Commissione Bilancio della Camera un emendamento al decreto legge 112, in sede di conversione di legge, riguardante la riforma dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Il primo elemento di novità riguarda il fatto che il Governo ha abbandonato la strada del disegno di legge delega sulla materia, strada intrapresa fino alla settimana scorsa, per inserire questa norma nel disegno di legge di conversione del decreto legge, con l’intenzione, una volta completato l’esame alla Camera e poi al Senato, di farla diventare operativa appena prima della pausa estiva, all’interno della manovra finanziaria complessiva.
2. L’emendamento presentato e approvato si contraddistingue, sin dall’inizio, per la logica neoliberista che lo ispira (al comma 1 si specifica che esso è costruito “al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale”) e che si sostanzia nel fatto che il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a imprenditori o società mediante il ricorso a gara. In deroga a questa modalità di affidamento, ma dovendolo motivare, e su questa base trasmettere una relazione all’Antitrust, “per situazioni che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace ed utile ricorso al mercato”, è possibile l’affidamento tramite società a capitale interamente pubblico, partecipate dall’ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario per la gestione in house; oppure a società a partecipazione mista pubblica e privata, anche quotate in borsa, partecipate dall’ente locale, a condizione che il socio privato sia scelto mediante procedure ad evidenza pubblica, nelle quali siano già stabilite le condizioni, le modalità e la durata della gestione del servizio e la modalità di liquidazione del socio al momento della scadenza dell’affidamento del servizio.
Peraltro, a quest’impronta neoliberista si affianca – ma non c’è da stupirsi- un’impostazione tesa a non colpire i soggetti forti del sistema, e in specifico le SpA miste quotate in Borsa. Infatti, se, in termini generali, i soggetti gestori cui è stato affidato il servizio in modo diretto ( e cioè le Spa “in house” e quelle miste) non possono acquisire la gestione di ulteriori servizi né in altri ambiti territoriali, questo non vale per le SpA miste quotate in Borsa, che potranno continuare a “fare shopping” in Italia e in giro per il mondo.
Per quanto riguarda più in specifico il settore dell’acqua, viene introdotta una norma, in realtà non ben chiara ( art. 5 bis), in base alla quale “le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall’evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante. Sono escluse dalla cessazione le concessioni affidate ai sensi del comma 3” ( e cioè le SpA “in house” e quelle miste). Ora, al di là dell’intento “punitivo” per il servizio idrico che è quello che, anche grazie alla nostra iniziativa, è quello che ha più resistito ai processi di privatizzazione, tale formulazione significa che, al massimo con l’inizio del 2011, bisognerà andare a nuove assegnazioni in tutti gli ATO dove il servizio non è ancora stato affidato e dove esistono le gestioni salvaguardate”; meno chiaro, e probabilmente fonte di contenzioso, è la disposizione che prevede che la cessazione non riguarda gli affidamenti alle SpA “in house” e miste.
Infine, il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti con le Regioni, emana, entro 6 mesi, uno o più regolamenti per normare diverse questioni, tra cui quella di “prevedere l’assoggettamento dei soggetti affidatari diretti dei servizi pubblici locali al patto di stabilità interno e l’osservanza da parte delle società in house e delle società a partecipazione mista pubblica e privata di procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto di beni e servizi e l’assunzione di personale”, con il chiaro intento di rendere ancora più residuali le forme di affidamento che non passano attraverso la gara.
3. E’ evidente il giudizio che si può esprimere sull’impianto e la filosofia del provvedimento. Siamo di fronte ad una logica neoliberista e privatizzatrice ( solo un po’ meno forte di quella dell’ultimo testo Lanzillotta, ma, alla fine, non più di tanto, se si eccettua che nel testo del governo, a differenza dell’ultimo Lanzillotta, la proprietà delle reti rimane pubblica) a cui si assomma l’idea di salvaguardare le “rendite dei poteri forti”, in particolare le SpA quotate in Borsa. Per dirla in estrema sintesi, possiamo sostenere che su questo terreno si è realizzata una piccola “summa” del tremontismo, che accoppia nei fatti, al di là di quanto dichiarato, liberismo e rapporto privilegiato con i poteri forti.Va inoltre notato come la normativa che esce dal provvedimento sarà fonte di contenzioso, vuoi perché in contrasto con gli orientamenti della UE, vuoi perché non sufficientemente chiara ed applicabile. In specifico, l’affidamento diretto alle SpA miste è stato più volte censurato dalla giurisprudenza europea e si pone chiaramente in contrasto con essa; la norma sulle cessazioni delle concessioni del servizio idrico affidate senza gara si prestano ad interpretazioni difformi ( cosa vuol dire che “sono escluse dalla cessazione le concessioni affidate ai sensi del comma 3 ?, che questo vale solo per chi rispetta rigorosamente i requisiti della “ gestione in house” o che le SpA miste attualmente affidatarie devono avere già “stabilite le condizioni, le modalità e la durata della gestione del servizio e la modalità di liquidazione del socio al momento della scadenza dell’affidamento del servizio”
; infine, il fatto di sottoporre al Patto di stabilità non solo le società a totale capitale pubblico “in house” ma anche le SpA miste ( e l’osservanza per entrambe delle procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto di beni e l’assunzione di personale), oltre che volto a depotenziare il ricorso a tali scelte di gestione, appare, in specifico per le SpA miste, assai difficile da applicare, tanto che sembra ragionevole dubitare che il regolamento attuativo che dovrebbe sancire queste scelte possa sul serio essere emanato, almeno con quegli obiettivi.
4. Un provvedimento così negativo come quello che si sta prefigurando in materia di servizi pubblici a rilevanza economica va giustamente valutato e non si può sottacere che esso rischia di aprire la strada a processi di privatizzazione ben più estesi di quelli che abbiamo conosciuto negli anni passati. Nello stesso tempo, però, dobbiamo avere la consapevolezza che l’iniziativa che abbiamo messo in campo, in particolare quella che guarda alla ripubblicizzazione del servizio idrico a partire dai territori, non è messa in discussione dall’approvazione di tale provvedimento. Infatti, la nostra impostazione, che proviamo a far vivere nelle vertenze territoriali, è che il servizio idrico è servizio privo di rilevanza economica e che la decisione sulle sue forme di gestione non è soggetta alla legislazione nazionale e, dunque, neanche a questo provvedimento, e che esso, quindi, può essere gestito, sulla base della volontà degli Enti Locali, tramite Enti pubblici, quali le Aziende speciali e i Consorzi. Anzi, per certi versi, la scadenza della fine del 2010 come termine per la concessione rilasciate senza la gara, può, addirittura, essere vista come un’opportunità, se, ovviamente, saremo adeguatamente preparati ad essa. Da questo punto di vista, lo svolgimento del 2° Forum Nazionale dei Movimenti per l’acqua del prossimo autunno, deciso nell’ultima riunione del Coordinamento nazionale di Termoli, può costituire un passaggio assai importante per attrezzarci alle vicende che stanno di fronte a noi nel prossimo periodo. -
CENSURA DELLA VERITA' E DISINFORMAZIONE IN ITALIA
LA MIA AMICA OH_SUZANNE mi scrive che non riesce a caricare qui su netlog un video molto significativo culla censura che le tv di stato e quelle di mediaset hanno fatto verso tutto ciò che potesse screditare Berlusconi..quindi Montanelli, Travaglio, Luzzati, Guzzanti ecc ecc.....è un video dove Montanelli ringrazia pubblicamente Travaglio per la diffusione che stava facendo di verità scomode...e non è questo che ho inserito nel blog, ma un altro che netlog ha censurato!!
Questo è quanto ho trovato in rete di più attinente e vorrei che voi mi diceste quello che pensate..se siamo o non siamo in un vero regime dove l'informazione...o meglio la disinformazione è gestita a puntino per farci fare quello che vogliono e farci soprattutto diventare come vogliono.....
Vorrei che mi scriveste qui pubblicamente tutti i links dei video che possono far riferimento a quanto c'è scritto qui...
E denuncio qui pubblicamente netlog per far parte di questa gestione della disinformazione, impedendoci di caricare un video privo di offese, dove montanelli ringrazia travaglio...questo significa che i potenti burattinai sono arrivati anche tra i censori di netlog....benvenuti cari....ma noi lottiamo per la libetà di informazione e lo faremo fino alla fine, vero ragazzi??
da DISINFORMAZIONE.IT
"Reporters sans frontières e l'anomalia italiana*
a cura di Anna Manao, tratto da www.osservatoriosullalegalita.org
Reporters sans frontières è un'associazione riconosciuta, di pubblica utilità, con sede a Parigi e sezioni nazionali o uffici nei 5 continenti. Da oltre 17 anni opera per l'affermazione del diritto all'informazione. Grazie alla collaborazione di oltre cento corrispondenti, questa organizzazione internazionale denuncia le violazioni alla libertà della stampa nel mondo, informando i media, realizzando campagne di sensibilizzazione, lottando per contrastare la censura. L'associazione inoltre difende i giornalisti imprigionati o perseguitati per la loro attività professionale. Si è dotata di un sito d'informazione (www.rsf.org) che censisce ogni giorno le violazioni della libertà di stampa nel mondo.
Il 3 maggio di ogni anno, in occasione della Giornata Internazionale della Libertà di Stampa, pubblica un rapporto completo sulla situazione dell'informazione nel mondo (sono oltre 150 i Paesi considerati). Il Rapporto annuale 2003 (4 pagine) dedicato all'Italia inizia eloquentemente con una conclusione già segnata: "Il pluralismo dell'informazione non è garantito in Italia, sola grande democrazia occidentale in cui la maggioranza dei media audiovisivi, privati come pubblici, sono controllati, direttamente o indirettamente, dal potere politico dominante". Riprendendo quanto dettagliatamente documentato nell'inchiesta dell'aprile 2003 -Italie - Conflit d'intérêts dans les médias: l'anomalie italienne, 17 pagine estremamente circostanziate a cura di Soria Blatmann-, il Rapporto evidenzia l'inefficacia delle misure previste dal progetto di legge sul conflitto d'interessi in cui incorre Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio.
Il Rapporto sottolinea inoltre come nessuna sanzione sia prevista nel caso di trasgressione alle disposizioni previste dalla legge. Poi aggiunge che l'OCSE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) stima che "questa dipendenza diretta dei media dell'informazione nei confronti del governo rappresenta un pericolo per la democrazia in Italia. Secondo Freimut Duve, rappresentante dell'OCSE per la libertà dei media, il caso italiano costituisce un precedente per altri paesi che non rispettano la separazione tra media e esecutivo…"
Il Rapporto entra quindi nel merito della crisi della RAI e delle ragioni che hanno portato alle dimissioni i consiglieri di minoranza, fino a citare lo sciopero del 20 dicembre che, lanciato da alcuni sindacati della RAI, è assunto dalla FNSI. Ma non è finita. Il Rapporto riferisce che "l'anno (trascorso) è segnato da numerosi attacchi alla libertà di stampa, con la censura a 5 trasmissioni televisive e, nel quadro alla lotta antiterroristica, la moltiplicazione delle perquisizioni a giornali e domicili di giornalisti.
Infine, la giustizia italiana ha contravvenuto agli standard delle Nazioni Unite, condannando due giornalisti a pene detentive per delitti relativi all'esercizio della loro professione (il riferimento è a Stefano Surace e Raffaelle Iannuzzi). Forse meno nota, proprio in Italia, è la richiesta formale da parte dell'OCSE (27 giugno 2002) al presidente del Consiglio di giustificare la decisione di sopprimere dalla griglia dei programmi RAI "Sciuscià" e "Il Fatto". Che questa decisione, che ha come conseguenza il siluramento di Santoro e Biagi, sia fatta risalire alla conferenza stampa di Sofia (19 aprile 2002), la dice lunga sulla sensibilità degli estensori del Rapporto a collegare in una chiara prospettiva politica tutte le iniziative che su tali vicende ha assunto personalmente il capo di governo.
Nell'introduzione all'inchiesta -Conflitto d'interessi nei media: l'anomalia italiana-, oltre alla preoccupazione dell'OCSE per la situazione italiana, che rappresenta una oggettiva "sfida all'architettura costituzionale europea", si riporta il giudizio dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa che considera come "il conflitto d'interessi, tra le funzioni politiche esercitate da Berlusconi e gli interessi privati di quest'ultimo nell'economia e nei media, costituisca una minaccia potenziale per la libertà d'espressione" (Rapporto sulla libertà d'espressione nei media in Europea, 14 gennaio 2003). In ragione di ciò, non è da meravigliarsi se l'Italia nel 2002 occupa la 40a posizione nella classifica mondiale relativa alla libertà dell'informazione, stabilita da Reporters sans frontières su 139 Paesi.
L'inchiesta, quindi, entra nel merito e dedica il 1o capitolo al "Conflitto d'interessi irrisolto del "Signor" Televisione", conflitto che la sinistra al potere per 5 anni "non ha potuto o voluto sciogliere". Ripercorsa la carriera imprenditoriale di "Sua Emittenza" e individuate le sue, e dei familiari, molteplici proprietà nei diversi settori dell'economia, si liquida velocemente il progetto di legge presentato il 4 ottobre 2001 dal governo e ancora in discussione. Si sostiene, infatti, che la formula del "blind trust" è inapplicabile al patrimonio di Berlusconi che "conosce per definizione la natura e gli interessi di Fininvest, Mediaset o Publitalia". La distinzione prevista tra l'amministratore dei beni e il loro proprietario sarebbe pertanto "perfettamente illusoria".
Il 2o capitolo ha come titolo: Quali minacce per il pluralismo dell'informazione? Si prendono in considerazione i principali quotidiani italiani e si analizzano, dal punto di vista della loro rapporto rispetto al potere (economico e politico) gli orientamenti della "stampa scritta che risulta essere libera e pluralista, ma anche fragile a causa dell'egemonia della televisione". Infatti, se la stampa "offre una rappresentazione equilibrata dello scacchiere politico italiano, essa subisce non di meno le conseguenze economiche dell'egemonia dei media audiovisivi e questo squilibrio potrebbe rappresentare nel tempo una minaccia per la sua indipendenza." Poiché la dimensione economica è fondamentale per i gruppi italiani della carta stampata, i cui proprietari sono generalmente degli industriali, si è determinata un'ulteriore anomalia che grava proprio sulla stampa. "All'opposto infatti degli altri Paesi europei, quasi il 60% degli investimenti pubblicitari italiani sono attribuiti alla televisione, a scapito perciò della carta stampata che così si vede privata di risorse cruciali".
Continuando, l'inchiesta, condotta intervistando giornalisti italiani e direttori, tra cui Ferruccio De Bortoli ("Corriere della Sera"
e Ezio Mauro ("Repubblica"
, non evidenzia ulteriori grossi problemi rispetto alla questione "pluralismo", ma sottolinea le tensioni a cui sono stati sottoposti i giornali quando si sono acuiti i già difficili rapporti tra il potere politico e la magistratura. Per il "Corriere", in particolare, queste si sono fatte sentire in occasione della pubblicazione dei conti bancari svizzeri "che mostrano un trasferimento di fondi dai conti di Fininvest a certi magistrati, attraverso l'intermediazione del conto di Cesare Previti" o in occasione del tentativo di far entrare Salvatore Ligresti, "finanziere siciliano e vicino a Silvio Berlusconi" nel gruppo di azionisti dell'HdP. "Non è uno scandalo esercitare pressioni - dichiara Ferruccio De Bortoli -, lo scandalo è che il potere economico, politico e mediatico sia riunito nelle mani di una sola persona".
Schiacciato dai giganti RAI e Mediaset, un terzo polo di informazione fa fatica a emergere. Rispetto ai problemi posti dalla carta stampata, la situazione della televisione è molto più complessa. La sua politicizzazione risente del fenomeno storico della "lottizzazione" (termine lasciato in italiano…) che "è parsa [tuttavia] un mezzo per garantire il pluralismo del servizio pubblico". Se, quindi, c'è una forte politizzazione dei giornalisti e dei dirigenti della RAI (cosa che è complementare alle ingerenze nella crisi della RAI), l'inchiesta nota anche però che "l'orientamento politico dei giornali televisivi sembra relativamente equilibrato" e plurale. Non molto diversa la situazione attribuita ai canali Mediaset. In questo panorama, non c'è grande spazio per altri soggetti che rompano davvero il duopolio RAI Mediaset. Ci prova La 7, che ha puntato tutto sull'informazione e le cui origini sono fatte risalire alle ambizioni (presto ridimensionate) diPellicioli e Colaninno…. Gad Lerner, chiamato in causa, stima che "è impossibile discernere il politico dall'economico. Certo, se avessimo troppo successo, qualcuno cercherebbe di metterci i bastoni tra le ruote", ma, con un'audience media del 2,1%, La 7 non preoccupa ancora e fa al momento figura di nano…L'inchiesta entra quindi nel merito delle proposte di privatizzazione della RAI, di sviluppo del digitale e di superamento del tetto pubblicitario (progetto di Legge Gasparri del 25 settembre 2002). Nessuna di queste misure è però in grado di risolvere il conflitto di interessi del presidente del consiglio e garantire maggiore pluralità, attraverso l'accesso al mercato di nuovi operatori nel campo audiovisivo.
Il 3o capitolo ha come titolo: Flagranti delitti d'ingerenza nella crisi della RAI. Ripercorrendo le vicende degli ultimi mesi fino alla nomina alla presidenza della RAI di Lucia Annunziata (che, contrariamente alle regole in vigore, non avrebbe avuto voce in capitolo nella nomina di Flavio Cattaneo…), l'inchiesta non risparmia nessuno dei passaggi che hanno segnato l'insorgere di una vera e propria "crisi istituzionale aggravata dal conflitto d'interessi del presidente del Consiglio". Questa è stata avviata da "una ingerenza senza precedenti da parte di un presidente del Consiglio nel processo di nomina del consiglio d'amministrazione" della Rai. Si tratta dell'intesa raggiunta a casa Berlusconi sulla composizione del nuovo consiglio, comunicata durante una trasmissione da Maurizio Costanzo……
Gli estensori dell'inchiesta ricordano ancora le dure reazioni del Parlamento e dell'opposizione a tale incredibile vicenda e il tentativo fallito di Paolo Mieli a mettere tra le condizioni per l'accettazione della presidenza RAI il diritto di esprimere un parere sulla nomina del direttore generale e il reintegro di Santoro e Biagi, precedentemente silurati. In questo contesto, si compie ciò che è definito l'anatema su due giornalisti vedette della RAI (Santoro e Biagi), annunciato il 9 febbraio 2002 a Caceres, in Spagna, da un Berlusconi che dichiarava che la RAI "aveva attentato alla democrazia" durante le ultime elezioni e che denunciava l'offensiva della RAI di Zaccaria, con i suoi Travaglio, Santoro, Biagi, tendente a demolire l'immagine del leader dell'opposizione. L'inchiesta si sofferma sulle figure dei due giornalisti allontanati, sul loro prestigio professionale (in parte riconosciuto da alcuni direttori di giornali "vicini" allo stesso Berlusconi) e sul successo d'ascolto che garantivano al servizio pubblico ("Sciuscià" che si attestava sul 18% d'audience è stato sostituito da "Destinazione Sanremo" che realizza in media il 7%… dice la nostra inchiesta).
L'accusa di abuso di potere esercitato da parte del presidente del Consiglio (che da Sofia avrebbe trasmesso le sue decisioni…) imbarazza i fedeli di Silvio Berlusconi, ma non toglie niente alla sostanza dei fatti e alla loro inevitabilità. Luciano Santilli, vice direttore di Panorama, dichiara a tal proposito che l'allontanamento dei giornalisti non è "il risultato di una decisione presa direttamente da Silvio Berlusconi, ma di una interpretazione del suo discorso di Sofia"… Tutto questo fa apparire una RAI in perdita di velocità e credibilità (titolo dell'ultimo paragrafo). All'abbassamento dell'audience media dei 3 canali e a uno squilibrio dei proventi pubblicitari, tutto a vantaggio di Mediaset, si aggiungono i casi di "decisione politica molto nefasta" per l'audience e l'immagine del servizio pubblico. Tra questi, sono citati il rifiuto della direzione della RAI di trasmettere in diretta la manifestazione della pace svoltasi a Roma il 15 febbraio e la decisione (marzo 2003) di trasferire RAI 2 a Milano. Solo RAI 3, che Paolo Ruffini riconosce essere oramai una specie di "riserva indiana" per giornalisti critici nei confronti del governo, conserva delle trasmissioni attraenti. ("Ballarò" o "Blob"
.
Nella Conclusione del Rapporto, si riconosce che "i legami estremamente stretti tra politica, economia e media sono una caratteristica italiana che non ha però mai impedito alla stampa di godere di una grande libertà. Ma la concentrazione del potere politico e del potere catodico nelle mani di una sola persona è una configurazione inedita…. e costituisce una minaccia reale per l'autonomia della televisione pubblica". Il 2 aprile 2003 i deputati (grazie all'assenza della maggior parte dei membri della coalizione di maggioranza) hanno accolto un emendamento che limita a due il numero dei canali televisivi che possono essere detenuti da un gruppo privato, e proibisce ad una sola persona di possedere assieme televisioni e giornali. Questo duro colpo per Berlusconi sarà validato dal Senato dove l'opposizione è ancora minoranza? Il documento si chiude con 4 Raccomandazioni - al Parlamento, affinché sia prioritariamente ricercata una soluzione efficace ed appropriata al conflitto d'interessi nel campo dei media - a Silvio Berlusconi, perché si astenga da qualsiasi forma d'ingerenza nella gestione della RAI - alla direzione della RAI, perché reintegri Enzo Biagi, Michele Santoro e i loro collaboratori, in considerazione dei dubbi legittimi che pesano sulle motivazioni del loro allontanamento e conformemente alla decisione del Tribunale di Roma (2 dicembre 2002) sul caso Santoro - alla Commissione europea, affinché siano esaminate le conseguenze del conflitto d'interessi di Silvio Berlusconi sul pluralismo dei media, nel quadro del Libro Verde sulla concentrazione dei media
*sintesi del rapporto e dell'inchiesta di Reporters sans frontieres 3 maggio 2oo3"
www.disinformazione.it -
DIRITTI UMANI
"QUALUNQUE SIA LA CARRIERA CHE SCEGLIERETE, MEDICO AVVOCATO, INSEGNANTE, PERMETTEMI DI PROPORVI UNA SECONDA VOCAZIONE:
DIVENTATE STRENUI SOSTENITORI DEI DIRITTI UMANI.
FATE CHE QUESTO DIVENTI PARTE CENTRALE DELLA VOSTRA VITA
VI RENDERA' MIGLIORI MEDICI, MIGLIORI AVVOCATI, MIGLIORI INSEGNANTI."
Lanza del Vasto
dal Giornalino di Romena (www.romena.it)
"TUTTI GLI ESSERI UMANI NASCONO LIBERI E UGUALI IN DIGNITA' E DIRITTI"
frase iniziale dell'art.1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Quante volte è stato, viene violato e sarà violato questo art.1, secondo voi, anche solo in ogni singolo istante che passa? -
La dittatura di fatto e la democrazia apparente
IN MOLTI DEI MIEI BLOG RIFERENDOMI A CIO' CHE SUCCEDE IN QUESTA SOCIETA' HO USATO VOLUTAMENTE E A RAGION VEDUTA IL TERMINE "DITTATURA", CHE PRONTAMENTE E PREVEDIBILMENTE MI E' STATO CONTESTATO DA VARIE PERSONE, FACENDO IL PARAGONE CON LE DITTATURE DEL PASSATO.
IN RISPOSTA A QUELLE CONTESTAZIONI HO SPIEGATO COSA INTENDEVO CON QUEL TERMINE E PERCHE' LO AVEVO USATO, MA CREDO CHE QUESTO SCRITTO PRESO SEMPRE DAL SITO SIA MOLTO PIU' ESAUDIENTE!!
La dittatura di fatto e la democrazia apparente
di Carmelo R. Viola
Si parla di democrazia in maniera sempre più insistente nella totale ignoranza della biologia del potere. Tanto per cominciare occorre prendere atto che il potere non è qualcosa che possa esserci o meno – come pensano gli anarchici tradizionali, salvo ad esercitare il proprio – ma l'altra faccia della vita ovvero la vita stessa nella sua capacità di attuarsi. Si può dire “io posso, dunque sono”, il che non esclude l' “io penso, quindi sono” di Cartesio e l' “io mangio, quindi sono” di Gino Raya, solo annotando che il pensare e il mangiare sono possibili momenti della vita reale e quindi del potere. Chi non può pensare, non è, come chi non può mangiare. Ma ci riferiamo ovviamente all'uomo.
Un individuo della nostra specie, privo di ragione, ma capace di mangiare, non può certamente considerarsi un uomo ! Da questo punto di vista Cartesio è molto più vicino alla biologia sociale. L'aforisma rayano si riferisce – lo voglia o no – a qualunque “animale” (dall'ameba in su), il quale non può esistere senza prelevare dall'ambiente le sostanze di cui ha bisogno il suo metabolismo. Il limite del famismo sta in sé stesso perché la sola fame “alimentare” non va al di là dell'animalità, cioè della prima costante dell' “essere al mondo”. Né l'uso della parola fame nel senso più lato possibile (fame di sapere, per esempio) risolve questa aporia (difficoltà) di base del pensiero di Gino Raya. Infatti, ci costringe a dire fame e a pensare ad altro ed a subire l'influenza della parola stessa, la cui accezione reale non può superare un certo limite. Al contrario, la sua estremizzazione ideologica ci dà come risultato un vicolo cieco, cioè il “famismo”, sinonimo di “reciprocità fagica” e quindi di pessimismo sociale. Meglio avrebbe fatto Raya a limitarsi alla locuzione “biologia culturale”, che risponde perfettamente alla realtà.
Con l' “io posso, dunque sono” ci si riferisce ad ogni entità (sintesi) biologica per piccola che sia, ma soprattutto all'uomo, il cui sviluppo evolutivo è tutto un potere a livelli sempre più alti: dall'alimentarsi al sentirsi rassicurato, dal pensare all'ideare, dall'autoidentificarsi al trascendersi.
Questa introduzione aveva lo scopo di dimostrare che il potere pubblico esiste da sempre come emergenza di soggetti più forti (più potenti), che sfruttano il bisogno di potere dei più deboli. Da questa emergenza (di soggetti dominanti su soggetti inerti) nasceranno tutte le menzogne religiose, come quella – massima – che l'autorità venga da Dio (di cui si millanta di essere investito tuttora lo stregone di Roma) ma anche la verità, che si ha bisogno di un potere pubblico, portavoce dei diritti naturali dei singoli soggetti della collettività, ciò che si chiama impropriamente – o meglio demagogicamente – democrazia.
Infatti, nel momento in cui il potere – qualunque potere – si manifesta, è perentorio nel senso che persegue il fine giustificando ogni azione atta a raggiungerlo. Il soggetto che può pensare, non può non pensare come chi può colpire un soggetto tenuto all'obbedienza (sia pure per una ragione ingiusta) non può non colpirlo. Voglio dire che il potere pubblico, che deve far valere delle norme quali che siano, non può non farli valere con tutti i mezzi di cui dispone. È qui il senso del potere come dittatura, la quale non esclude la tolleranza e l'indulgenza, che confermano la dittatura stessa. L'agente che constata un'infrazione stradale, ha il potere (assoluto!) di sollevare contravvenzione anche se può chiudere un occhio.
Tutti i giorni subiamo la dittatura del potere pubblico, oggi “democratico”. Per esempio, a favore del fisco pagando le imposte, dirette e indirette, perfino le più inique o da considerarsi magari illegittime (come il canone RAI), pagando i farmaci al prezzo imposto dalle industrie con la complicità dello Stato. Lo subiamo nei riguardi di tutte le forze dell'ordine; nei riguardi dei segreti di Stato; nei riguardi degli accordi interstatali presi sulla testa della collettività (vedi “G8”). Dobbiamo rispettare qualunque legge o decreto dal parlamento-potere legislativo anche se contrari ai veri bisogni e diritti naturali delle genti.
A dispetto delle migliori norme costituzionali il cittadino è costretto a subire l'uso arbitrario del potere pubblico che di quelle norme non si cura, anzi le calpesta disinvoltamente: per esempio, l'art. 4, inutilmente invocato dai disoccupati e l'art. 11 (antibellico) che fa dell'Italia una serva militare degli USA ! Ecco la conferma della faccia dittatoriale di fatto del potere ! Perché il potere pubblico (dittatoriale) diventi democratico, cioè gestito dal popolo (come dice l'etimologia) è un'illusione quasi puerile poterlo ottenere attraverso il “gioco elettorale” perché anche qui il ruolo decisivo è giocato dai più forti (potenti): ne è dimostrazione eloquente la cosiddetta “più grande democrazia del mondo”, cioè gli USA, dove i promotori, protagonisti e finanziatori del detto gioco sono quasi sempre potenti uomini d'affari e banchieri. Non per niente il senato nordamericano è detto “club dei miliardari”. Tale gioco serve solo a legittimare formalmente coloro che vanno lassù (sulla pedana del potere pubblico).
Il gioco elettorale lascia le cose come stanno in regime liberista, cioè “privatista”: la dittatura di fatto persiste anche in “forma passiva”, quando si limita ad arbitrare le competizioni dei padroni privati. Ne è prova eclatante la SpA postale che sta consumando un abuso dopo l'altro sotto l'occhio annuente del pubblico potere. Proprio a questo livello “para-forestale”, antropozoico o antropomorfo, il potere pubblico risulta più che mai lontano dal fabbisogno della collettività, il lavoro essendo diventato una merce da mercato e la legge è accessibile a chi ha soldi per pagarsela e per farsi più ragione ! Con l'introduzione di fatto del “libero iniquo canone”, il cittadino povero è alla prese di concittadini investiti del “potere” di vendere l'uso di un tetto al maggior prezzo possibile.
Perché il potere pubblico da dittatura di fatto diventi “potere di tutti” – cioè democrazia – bisogna abolire totalmente la predonomia (insomma, il capitalismo) ed attuare la vera economia: socializzando il lavoro e i suoi prodotti con l'uso di una moneta passiva a tempo, coniata solo dallo Stato, e adeguando allo stesso meccanismo il possesso di beni immobiliari (casa con verde) contro il millenario crimine della proprietà privata illimitata, vero deus ex machina di uno Stato-dittatura e di una democrazia-farsa. -
www.nwo.it : COME CONTRASTARE IL NUOVO ORDINE MONDIALE
La mia amica Susanna (infinito60) mi ha parlato più volte di questo sito che credo davvero sia illuminante, fa capire cos'è successo fin'ora e cosa sta succedendo, credo sia indispensabile per la nostra Consapevolezza e per la nostra Libertà:
dal sito www.nwo.it
"Verso un Nuovo Ordine Mondiale?
New World Order è il principale sito italiano dedicato alla tematica Nuovo Ordine Mondiale. Il nwo assume oggi, alla luce di documentati studi, connotati davvero misteriosi e inquietanti. Una manovra globale in perfetto stile Orwelliano perpetrata da esseri spirituali di matrice negativa. Ma chiariamo da un punto di vista filologico. Se viene definito Nuovo Ordine Mondiale dobbiamo innanzitutto chiederci se preesisteva un Antico Ordine. Rispondiamo affermativamente, l'antico ordine esisteva, anche se molti oggi cominciano a perderlo seriamente di vista fuorviati dal quotidiano tam tam mediatico laico, agnostico ed evoluzionista. L' Antico Ordine consiste nella nostre radici culturali millenarie e in maniera specifica nelle nostre tradizioni Cattoliche che da circa due secoli a questa parte sono il principale scopo, il fulcro verso il quale vengono sferrati in maniera furibonda tutti gli attacchi di chi serve fedelmente non la Volontà di Dio ma quella del principe del mondo cioè, il male in terra. Ma come sappiamo da molte profezie ma soprattutto grazie all'intervento diretto di Maria Santissima tramite i veggenti di Fatima e de La Salette, l'incipiente fine, se il mondo non si ravvederà, giungerà e sarà il nostro incontrovertibile destino."
Questa è la mia risposta alla domanda di Suzanne (Stefania) che è la stessa che mi sto ponendo io da tempo: COSA POSSIAMO FARE NOI?
"Ciò che noi possiamo fare
di David Icke
Una delle cause che dobbiamo eliminare è il modo in cui ci lasciamo dividere e soggiogare sulla base delle nostre diverse appartenenze religiose, razziali, politiche, sociali, e di una serie praticamente infinita di conflitti e divisioni. Se una delle cause principali del controllo sul genere umano è la divisione, allora per rimuoverla non dobbiamo fare altro che UNIRCI. Non saremo mai d’accordo su tutto, ne dovremo esserlo. Che mondo noioso se lo fossimo. Ma ciò non significa che non possiamo unirci sulla base di ciò che condividiamo e fondere le nostre forze per proteggere e ripristinare le libertà che riguardano tutti. Destra, sinistra, neri, bianchi, cristiani, musulmani o ebrei, tutti siamo vittime dello stato globale fascista degli Illuminati.
Finchè le persone non smetteranno di ingaggiare tra loro delle arroganti e inutili battaglie per la superiorità, saremo tutti divisi e soggiogati in una versione globale della Germania fascista o della Russia e della Cina comuniste. Non importa quale sia la vostra religione, la vostra razza o la vostra fede politica. Qualunque esse siano avete il diritto di crederci e, per quanto mi riguarda, potete fare quello che volete, purchè non cerchiate di imporre agli altri la vostra volontà e le vostre convinzioni. Ciò che mi sta a cuore è il diritto di ognuno a seguire liberamente il proprio percorso all’interno di questa Grande Illusione che chiamiamo mondo “fisico”. Ma perché ognuno di noi sia veramente libero, TUTTI dobbiamo essere veramente liberi. Quando un’altra persona perde la propria libertà è come l’avessimo persa anche noi.
L’uccisione di un bambino in Afganistan non è meno grave dell’uccisione di un bambino di New York, o viceversa. Di questo siamo tutti responsabili e dobbiamo maturare insieme e unire le nostre forze. Il numero delle persone che esercitano consapevolmente la propria manipolazione al servizio degli Illuminati è solo una piccolissima parte della popolazione mondiale. Costoro raggiungono i propri obiettivi solo grazie al nostro consenso e la nostra cooperazione, favoriti dall’interesse egoistico, dall’ignoranza o dall’apatia. Le piramidi del controllo esistono solo perché noi vogliamo farle esistere. Il poter di una piramide sta alla sua base, non al suo vertice, eppure di questo sembriamo non accorgerci. Gli illuminati stanno lassù solo perché noi vogliamo che stiano lassù.
La nostra relazione deve essere pacifica perché rispondere alla violenza con la violenza e all’odio con l’odio rende quelle che protestano identici a quelli contro cui protestano. Si diventa ciò che si combatte, per cui noi non dobbiamo assolutamente combattere gli Illuminati ma cessare di cooperare con loro. Il rifiuto pacifico e compatto a cooperare con il sistema di controllo e di dittatura è di gran lunga il mezzo più efficace per rovesciare quei gruppi di potere. Invece di combattere contro le piramidi, noi dobbiamo voltar loro le spalle e osservarle mentre cadono su se stesse, una volta che la cooperazione non le sostiene più.
Ogni giorno assistiamo a una montatura cinematografica che crediamo essere reale. Ma non lo è. E’ un velo dietro al quale i piani malevoli degli Illuminati possono attuarsi in quella segretezza che è essenziale al loro successo. Settimana dopo settimana, quella montatura si rivela per quello che è, un’illusione da realtà virtuale finalizzata a imprigionare la mente umana collettiva. Non possiamo più giustificare la nostra inazione sulla base della mancanza d’informazioni. Chiunque voglia davvero informarsi può farlo. Cosa volete – cosa vogliamo – fare a questo punto? E’ questa la domanda che ognuno deve porsi se vuole evitare che gli Illuminati creino quel campo di concentramento globale, quella schiavitù generalizzata, che si manifesta, ogni giorno sotto ai nostri occhi." -
SICUREZZA?NO GRAZIE!!IMMUNITA' E DISCRIMINAZIONE!!
DITEMI VOI SE QUESTA E' VOLONTA' DI DARE PIU' SICUREZZA AL PAESE??AH GIA' MA LORO PER SICUREZZA FOSE INTENDONO LA LORO....RISPETTO ALLA MAGISTRATURA....VISTO CHE FORSE L'UNICA PARTE DEL PACCHETTO SICUREZZA CHE INTERESA LORO è QUELLO DEL BLOCCO DEI PROCESSI E QUELLO SULL'IMMUNITA'...E GAFARI ANCHE QUELLO DI MARCHIARE I BIMBI ROM...COSI' SI ACCONTENTA ANCHE IL POPOLINO RAZZISTA....
CHE RIDERE....
"SICUREZZA??NO GRAZIE....IMMUNITA' E DISCRIMINAZIONE RAZIALE!!"
Protesta di 23 sindacati:
risorse ridotte di 3 miliardi
«Troppi tagli alle forze dell'ordine»
Agenti in piazza per la Finanziaria
Il leader pd: sarò al loro fianco. Gasparri: sinistra ostile, noi ci battiamo per i poliziotti
ROMA — Poliziotti, agenti di custodia, forestali, carabinieri, finanzieri e rappresentanti di Esercito, Marina e Aeronautica giovedì mattina protestano, distribuiscono volantini davanti a Palazzo Chigi, alla Camera, al Senato e davanti alle Prefetture di tutta Italia. Ventitré sindacati, più i Cocer delle Forze Armate, per la prima volta tutti assieme, in rappresentanza dei 500 mila operatori italiani della sicurezza e della difesa.
Contro i tagli di circa tre miliardi di euro in tre anni previsti dalla manovra di assestamento del governo. Qualche imbarazzo per lo stesso governo: da una parte vara misure per dare più sicurezza agli italiani, dall'altra si ritrova forze dell'ordine e militari in piazza. E alle 11, in piazza Montecitorio, ci sarà anche il segretario del Pd, Walter Veltroni: «Useremo tutti gli strumenti di opposizione per impedire che la sicurezza dei cittadini sia messa a repentaglio», ha detto. A dicembre c'erano Fini, Gasparri, Alemanno e Casini al fianco di 50 mila poliziotti che protestavano contro i tagli effettuati dal governo Prodi. «Lezioni da Veltroni non ne prendo — dice adesso Gasparri, capogruppo Pdl al Senato —. Da quella parte, ostilità costante verso le forze dell'ordine. Mi batterò strenuamente per migliorare le loro condizioni».
Dice Felice Romano, segretario del Siulp: «In tre anni l'organico complessivo di forze dell'ordine e di difesa sarà ridotto di 40 mila persone. Ci saranno problemi per la manutenzione dei mezzi, per la benzina, per l'acquisto di divise e di giubbotti antiproiettile, saranno bloccati gli straordinari». Ieri in commissione la maggioranza ha fatto alcuni correttivi al decreto, che sta per andare in aula: 100 milioni di euro per nuove assunzioni, un fondo per la sicurezza con fondi sequestrati alla mafia, retribuzione integrale in caso di malattia, possibilità di vendere immobili. «Altri miglioramenti si possono fare in altre sedi», dice il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto. I sindacati hanno confermato la manifestazione di giovedì. «Da questi emendamenti appena un po' di sollievo», dice Nicola Tanzi, segretario del Sap, il sindacato di polizia più vicino al centrodestra.
A. Gar.
17 luglio 2008 -
CASO ELUANA: LA CHIESA DOCET E NOI ANCORA UBBIDIAMO?
ECCO UN'ALTRO CASO DI DITTATURA VELATA:
PERCHE' IL VOLERE DI UNA PERSONA LUCIDA E SANA IN ITALIA NON PUO ESSERE APPLICATO?
SONO 16 ANNI CHE QUESTO PADRE CI STA RIFLETTENDO SULLA POSSIBILITA' DI REALIZZARE IL VOLERE DI SUA FIGLIA E ANCORA GLI VIENE DETTO: NON PRENDERE DECISONI AFFRETTATE....AFFRETTATE DOPO 16 ANNI??
MA STIAMO SCHERZANDO O COSA?
"Eluana: il monito di Bagnasco e la risposta di papà Englaro"
“Non possiamo tacere” la nostra “preoccupazione se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per una sentenza”. Lo ha detto il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco interpellato sul caso Eluana durante una conferenza stampa a Sydney nell’ambito della Giornata mondiale della gioventù. “Da una parte” ha osservato il cardinale “sono doverosi sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione di grandissima sofferenza. Ma non possiamo tacere che si tratta di un momento delicato, difficile, drammatico: se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza. Togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno, come ne ha bisogno ognuno di noi”. Si tratta, ha concluso di un “momento di forte preoccupazione, che deve far preoccupare e riflettere seriamente tutti noi e tutte le persone di buona volonta”.
Parole che non fermano il papà-tutore di Eluana, Beppino Englaro che ribadisce l’intenzione di andare sino in fondo con in mano il provvedimento che consente di staccare il sondino della nutrizione alla donna, da 16 anni in stato vegetativo. La risposta ai vescovi arriva, nel primo pomeriggio dal papà di Eluana: “Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto”. Beppino Englaro, precisando di non voler entrare in polemica con la Chiesa, spiega che “il corso della natura è stato interrotto dai protocolli rianimativi che hanno portato Eluana allo stato vegetativo permanente. Questa è una condizione innaturale”, ha aggiunto, ricordando ancora una volta la volontà che sua figlia aveva espresso ben prima del grave incidente di 16 anni fa. “Io non voglio insegnare niente a Bagnasco - ha precisato papà Beppino - perchè come tutte le persone ha il diritto di esprimere la propria posizione che, in questo caso, ricalca il magistero della Chiesa. Ci mancherebbe altro”. Il padre ha già chiesto il ricovero della donna all’hospice Il Nespolo di Airuno, (in provincia di Lecco, gestito dall’Associazione Fabio Sassi che accudisce i malati terminali che non possono essere curati a domicilio), dove dovrebbe passare i suoi ultimi giorni una volta staccato il sondino per la nutrizione. In un comunicato, l’hospice ha detto di aver ricevuto da Beppino Englaro la richiesta di ricovero per Eluana e di aver deciso di accoglierla, a condizione che le sia tolto prima dell’arrivo il sondino nasogastrico con cui viene nutrita, che in tal modo diventi una “morente”. E il professor Carlo Alberto Defanti, ex primario di neurologia al Niguarda, ha confermato la disponibilità a togliere il sondino alla donna.
Ieri la Procura generale di Milano ha fatto sapere che entro la metà della settimana prossima deciderà se impugnare o meno la decisione della Corte d’Appello. In una nota Gianfranco Montera, procuratore generale facente funzione, ha sottolineato il bisogno di “un adeguato approfondimento delle complesse problematiche giuridiche” nella convinzione che “da parte di tutti i protagonisti di così dolorosa e problematica vicenda ci si ispiri alla massima cautela e ponderazione”.
Queste osservazioni, però, non sembrano preoccupare la famiglia. Il legale Vittorio Angiolini ha liquidato la nota dicendo che “è un atto che non ha alcun effetto giuridico e non cambia nulla”. Anzi ha aggiunto di “non capire cosa potrebbero scrivere nel ricorso” visto che la vicenda di Eluana “è passata per otto gradi di giudizio tra cui ben due volte in Cassazione e che quest’ultima lo scorso ottobre ha tracciato in maniera vincolante la strada”.
Ieri sera nel suo studio c’è stato un incontro, a cui hanno partecipato il papà di Eluana, Beppino Englaro, il medico Carlo Alberto Defanti e la curatrice speciale Franca Alessio, per definire le ultime decisioni. “Sui modi e sui tempi preferiamo non dire nulla” ha spiegato Alessio “mentre confermiamo che si procede”. Ed è ormai questione a breve.
L’hospice Il Nespolo di Airuno, in provincia di Lecco, che il papà di Eluana ha visitato due giorni fa, ha confermato la disponibilità ad ospitare i suoi ultimi giorni, una volta che le è stato staccato il sondino. Anzi,
Intanto la vicenda di Eluana continua ad essere al centro dell’attenzione. Ieri in 1.100 parrocchie ambrosiane si è pregato per lei. Nel numero di questa settimana di Famiglia Cristiana, il direttore don Antonio Sciortino, definisce “un via libera all’eutanasia” la decisione della Corte. E ieri sera erano una sessantina le bottiglie d’acqua (alcune corredate da messaggi) posate sul sagrato del Duomo di Milano, come aveva chiesto di fare il direttore de Il Foglio Giuliano Ferrara come protesta per la fine della nutrizione e dell’idratazione alla donna."