God_Is_A_DuCk
femmina - 17 anni, milano, lodi, Italy
Blog 1
...We have a Dream.
Non è possibile guardarvi negli occhi.
Non è possibile senza che il sangue raggeli nelle vene...
quei laghi oscuri e dilatati empi di terrore senza confini,
senza speranza.
Senza calore i vostri giorni
freddi e metallici i rumori delle sbarre …
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Per aumentare la produzione di latte, la mucca è alimentata con proteine molto concentrate, ma neppure queste spesso sono sufficienti, tanto da provocare lacerazione dei tessuti per soddisfare la continua richiesta di latte (in Inghilterra hanno coniato un termine per definire questa pratica: "milking off the cow's back", ossia mungitura del posteriore della mucca). Ciò provoca una condizione chiamata acidosi, che può rendere zoppo l'animale e ciò ogni anno al 25% delle mucche sfruttate nei caseifici. A circa cinque o sei anni d'età, ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata. La durata della sua vita, in natura, sarebbe stata di circa 20 anni.
Le mammelle enormi, quando in piena attività, possono produrre più di 40 litri di latte al giorno. Sono tese, pesanti, dolenti
Su di me
Welcome, da qualke tempo accetto [pressoké] tutti come su facebook. ^^ Gente educata, s'intende. Alla prima mancanza di rispetto segnalazione e denuncia immediate.
Urge diffondere il più possibile la preziosa cultura Vegan, e tutto quanto concerne lo sfruttamento, la sofferenza e il maltrattamento Animale. E' d' obbligo far comprendere quanto sia importante l' alimentazione Etica, non violenta, salutare - ormai indispensabile x Pianeta e x chi soffre la fame - molto nutriente e assolutamente varia e gustosa; ovvero la Cucina Vegan, che esclude non solo i cadaveri Animali, ma anche i loro derivati.
Sono maggiorenne, ma dato ke il sito impedisce la comunicazione coi "minori", oscillo all' occorrenza tra i 17 & i 107^^
Qui è + ke altro ricettacolo di egocentrici ke si flashano davanti a cessi & sanitari vari -.-' ; motivo x cui làtito spesso in questa sede ( ma vorrei ricredermi..why not
). FaceboOk si presta molto meglio allo scambio, comunicazione e …
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pubblicato da martyvegan
19 gennaio 2010
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Jeremy Rifkin si sofferma in particolare su un aspetto inquietante della cultura della carne: la cosidetta "scala artificiale delle proteine", quella convinzione, indotta nella gente dai poteri economici interessati, per cui le proteine animali sarebbero insostituibili, perché più complete per la salute umana, rispetto alle proteine di origine vegetale. Scienziati, governi e multinazionali, sarebbero complici di questa pseudo-necessità indotta e, cosa assai grave, della distruzione delle risorse ambientali e della povertà di milioni di abitanti del nostro pianeta.
L'alimentazione carnivora ha provocato ogni sorta di scempio. Danni irreparabili all'ambiente, distruzione di ecosistemi millenari, estinzione di animali, sfruttamento dei lavoratori, eccessi moralmente e socialmente scandalosi che significano privazione per altri uomini ed altri esseri viventi.
La storia della "civiltà umana" è contraddistinta da una continua sequela di guerre, scatenate inizialmente dal più elementare bisogno alimentare, per passare poi alla più abominevole sete di potere e alla semplice e grossolana avidità. Se le popolazioni indoeuropee con le loro inarrestabili migrazioni hanno invaso l'Europa e parte dell'Asia, diffondendo ovunque il consumo della carne - inizialmente limitato al solo consumo rituale - e la considerazione del bestiame come vero e proprio capitale, la diffusione della pratica carnivora ha contribuito pesantemente a scatenare ogni sorta di conflitto, dalla piccola razzia di animali tra tribù, alla guerra di espansione per procurarsi nuovi pascoli per il bestiame.
Tra queste ultime rientrano la scoperta dell'America e l'abominevole genocidio degli indiani autoctoni, condotto con la guerra e soprattutto con lo sterminio pianificato ed efficientissimo del bufalo, principale fonte di sostentamento dei pellerossa. Qual è il legame tra i due capitali fatti storici, che hanno mutato le sorti del mondo, e il consumo di carne? Un'alimentazione fortemente carnivora tra le popolazioni europee, richiedeva grandi quantità di spezie per conservare la carne macellata e per mascherare gli effetti della putrefazione, per questo le vie orientali delle spezie erano tanto battute e per questo nel corso del Quattrocento, a seguito dell'innalzamento dei prezzi delle spezie e dei conflitti con i turchi, le monarchie occidentali sovvenzionarono i viaggi degli avventurieri alla ricerca di nuove vie verso l'Oriente.
Tra questi, il viaggio più clamoroso e più ricco di conseguenze, è stato certamente la traversata dell'Atlantico condotta da Cristoforo Colombo, sbarcato sulle coste del nuovo continente convinto di aver raggiunto le mitiche indie. Qui, la presenza della corona spagnola ha dato vita ad un nuovo eccidio vergognoso che dovrebbe pesare ancora sulla coscienza di tutti noi e sulle istituzioni che rappresentano la continuità con gli stessi poteri, ossia la corona spagnola e la Chiesa, quella santissima chiesa che per voce del "pio" Alessandro VI permise un simile scempio con vari documenti ufficiali, tra cui la bolla Inter Coetera , per la quale, secondo il diritto ecclesiastico allora vigente, tutto il pianeta apparteneva al Cristo e conseguentemente al suo vicario, il papa, il quale così poteva concederla in usufrutto ai sovrani di religione cattolica; una terra non posseduta da un sovrano cattolico veniva considerata "senza proprietario", anche se essa era rivendicata da un proprietario non-cattolico.
Oltre alla decimazione degli indigeni, all'importazione di malattie letali e all'imposizione con la spada della cultura cristiana, i nuovi arrivati portarono con sé i bovini spagnoli e impiantarono numerosi allevamenti, che proliferarono grazie alla vegetazione lussureggiante e alle condizioni ambientali ideali.
Il secondo punto, collegato al primo, vede lo sterminio degli indiani d'America condotto dagli eredi dei colonizzatori e dai nuovi arrivati europei, che si spostarono ad ovest anche per trasformare quelle immense terre abitate solo da bufali e indiani, in una sterminato pascolo per i loro bovini, da rivendere nel mercato statunitense e per esportare in Europa sotto forma di carne secca, pellame o, con l'avvento delle prime navi frigorifere, già attive dagli anni '60 dell'Ottocento, come carne per i consumatori europei, specie inglesi, per i quali non bastavano più le vaste brughiere irlandesi. Ecco quindi che il bufalo viene sterminato in una manciata d'anni e con lui la splendida cultura e gente indiana.
Durante una seduta del parlamento texano, il generale Philips Sheridan affermò questa frase sconvolgente: Questi uomini (i cacciatori di bisonti)...per risolvere la tormentata questione degli indiani hanno fatto più di quanto sia riuscito a fare l'intero esercito negli ultimi trent'anni. Stanno distruggendo i viveri degli indiani; ed è un fatto noto che un esercito che perda la propria base di forniture è in condizioni di grave svantaggio. Dunque, non riconoscete loro nulla, se lo desiderate; ma, se ambite a una pace duratura, lasciate che uccidano, scuoino e vendano finché il bisonte sarà sterminato. Solo allora le vostre praterie potranno essere popolate di vacche e di esultanti cowboy, che seguiranno i cacciatori come seconda avanguardia di una civiltà più avanzata.
L'arroganza di questa dichiarazione rende bene l'idea di quale fosse il ruolo dell'alimentazione carnivora degli europei e dei nuovi americani, nel genocidio degli Indiani, nell'estinzione del bufalo e nell'"ecocidio" del nuovo continente. L'ecocidio è stato completato dalla consuetudine, indotta dai gusti europei, di ingrassare i bovini con i cereali, in modo che la carne fosse venata di grasso. Così cominciò anche l'accaparramento delle terre per la produzione di cereali per alimentazione bovina: gli stessi cereali che potrebbero sfamare miliardi di abitanti del nostro pianeta.
Jeremy Rifkin si concentra poi sulla nascita delle prime fabbriche-mattatoi negli Stati Uniti, le prime catene di montaggio della storia, nelle quali i lavoratori erano costretti a squartare le carcasse dei bovini a ritmi assurdi, tra l'odore fetido della morte, il sangue e gli urli strazianti degli animali. I lavoratori dei mattatoi erano costretti ad una vita alienante e moralmente avvilente, oltre che fisicamente insostenibile. Turni di lavoro interminabili, in un ambiente infernale, privo di luce e di aria, maneggiando coltellacci affilatissimi al ritmo inumano della catena (Ford si ispirò alle catene di montaggio dei mattatoi per la sua industria automobilistica), senza tutele sanitarie e con salari che permettevano a malapena la sopravvivenza. I lavoratori si ferivano spesso con i coltelli utilizzati per tagliare la carne e si infettavano delle malattie trasmesse dai bovini. La carne non era soggetta a controlli sanitari soddisfacenti e spesso venivano mescolati e tritati, insieme alla carne dei bovini, gli sputi dei lavoratori malati di tubercolosi e i topi che banchettavano sulle carcasse, nonché pezzi di bovini malati. Stiamo parlando dei primi decenni del '900.
I lavoratori dei mattatoi tentarono di associarsi in sindacati, ma questi venivano ostacolati dagli allevatori e dalle aziende legate all'industria della carne, che intanto costruivano imperi finanziari che sopravvivono e prosperano tuttora. Non solo: gli scioperi erano assolutamente inefficaci, perché le aziende ricorrevano a "crumiri" immigrati dell'America Latina e dell'Asia, disposti a tutto per un tozzo di pane.
Tutto questo mentre si lanciavano delle efficacissime campagne pubblicitarie e "informative", con la connivenza dei governi e delle istituzioni scientifiche e di controllo, per convincere la gente a mangiare carne bovina ingrassata a cereali.
Da allora le condizioni igieniche della carne americana, non sono affatto migliorate. Gli enti federali preposti ai controlli veterinari sulle condizioni delle carcasse animali, sono stati ridotti ai minimi termini, grazie all'enorme potere del "cartello della carne": nei mattatoi si continuano a impacchettare per l'alimentazione umana, animali malati o giunti morti al mattatoio. La parola d'ordine nei mattatoi, infatti, è : "non fermare la catena di montaggio", ossia non fermare i guadagni. Sulla pelle della gente. E i lavoratori dei mattatoi, ancora in prevalenza immigrati, continuano ad essere la categoria maggiormente soggetta a incidenti sul lavoro e a malattie "professionali".
Passiamo infine ad uno degli aspetti più assurdi e inaccettabili connessi all'alimentazione carnivora: l'impatto sull'ambiente e sulle popolazioni dei paesi in via di sviluppo. Lasciamo la parola allo stesso Jeremy Rifkin:
"Dal 1960, più del 25% delle foreste dell'America centrale è stato abbattuto, per fare posto a pascoli per mandrie di bovini[...] Mentre i consumatori americani risparmiavano, in media, quasi un quarto di dollaro per ogni hamburger prodotto con carne importata dal Centroamerica, in quella regione il costo per l'ambiente era elevatissimo e il danno irreversibile[...]
" La creazione di un vasto complesso bovino centro-americano ha arricchito una ristretta elite e impoverito la maggioranza dei piccoli agricoltori, diffondendo disagio sociale e dissenso politico; più della metà delle famiglie rurali del Centroamerica - 35 milioni di persone - non possiede terra, o non ne possiede a sufficienza per il proprio sostentamento, mentre l'aristocrazia terriera e le società multinazionali continuano ad appropriarsi di ogni ettaro disponibile, trasformandolo in pascolo[...]
" Il processo di deforestazione, concentrazione della proprietà terriera e dislocazione delle popolazioni rurali locali che ha interessato tutta l'America Latina, aveva lo scopo di trasformare un intero continente in un pascolo al servizio della dieta carnea dei ricchi latinoamericani, europei, americani e giapponesi[...]
" Fra il 1966 e il 1983, quasi 100.000 chilometri quadrati di foresta amazzonica sono stati abbattuti in nome dello sviluppo economico. Il 38% della distruzione di foresta pluviale in quel periodo è attribuibile alla creazione di allevamenti bovini su larga scala. Oggi, nelle aree un tempo coperte dalla foresta amazzonica, pascolano milioni di capi di bestiame. Ma quella terra non è affatto adatta al pascolo: nell'ecosistema tropicale lo stato superficiale del suolo è estremamente sottile e fragile, e contiene scarso nutrimento. Dopo solo pochi anni di pascolo - in genere da tre a cinque - il suolo diventa sterile e gli allevatori devono abbattere un'altra sezione di foresta per spostarvi le mandrie" (affinché torni di nuovo fertile possono passare dai 200 ai 1000 anni!).
Da notare che gran parte dei farmaci e dei medicamenti che utilizziamo tutti noi, vengono prelevati dalle numerosissime e preziosissime piante della foresta amazzonica.
"Ciascuno di noi - afferma Rifkin - è in qualche misura, responsabile della perdita della foresta pluviale primordiale. Per esempio si stima che ogni hamburger ricavato da carni provenienti dal Centro e Sud America, comporti la distruzione di circa 75 chilogrammi di forme viventi".
Tutto ciò ha anche un'altra conseguenza: la desertificazione, uno dei più gravi problemi attuali del nostro pianeta, che assume proporzioni enormi proprio in America e in Africa. Oggi più del 50% della superficie dell'Africa orientale è riservata al pascolo, quando l'uso dell'acqua e delle terre fertili per produrre cereali destinati agli uomini sarebbe la cosa più intelligente da fare. Eppure gli organismi internazionali, compresa la FAO, continuano a indirizzare l'Africa in questo senso e ad elargire fondi per incentivare l'allevamento. In questo modo l'Africa diventa una terra sempre più arida.
"Ogni anno nel mondo fra 40 e 60 milioni di persone muoiono di fame o di patologie legate alla malnutrizione. Il pedaggio più severo viene pagato dai bambini. La malnutrizione affligge quasi il 40% dei bambini nati nei paesi in via di sviluppo[...]
" Mentre milioni di adolescenti americani combattono contro il peso in eccesso, spendendo tempo, denaro ed energie emotive allo scopo di dimagrire, i bambini di altri paesi non possono crescere, minati nel corpo da un lento deperimento e da malattie parassitiche e opportunistiche, impediti nello sviluppo cerebrale dall'insufficienza di nutrimento"[...]
"E' stata proprio la decisione di sfruttare la terra allo scopo di creare una catena alimentare artificiale - la più iniqua della storia - a gettare nella più nera miseria centinaia di milioni di persone sparse ai quattro angoli del globo"[...]
Oggi il 70% dei cereali prodotti negli USA viene utilizzato per l'alimentazione animale. Sfortunatamente i bovini non sono "convertitori efficaci di energia": un bovino produce meno di 50 kg di proteine consumando più di 790 kg di proteine vegetali. Se questi fossero destinati direttamente all'alimentazione umana procurerebbero una ciotola di cibo per ogni essere umano per un anno intero. Invece vengono usati per assicurare carne ai più ricchi del pianeta che, come l'americano medio, consumano quotidianamente "il doppio delle proteine raccomandate dalla FAO: molto più di quanto il corpo possa assorbire" e per questo si ammalano. Chi muore di fame e chi muore per le patologie del benessere.
Non solo: l'allevamento degli animali e la loro macellazione provocano danni ambientali incalcolabili, a causa dell'uso di pesticidi, concimi chimici e processo di lavorazione.
"Oggi milioni di americani, europei e giapponesi consumano hamburger, arrosti e bistecche in quantità incalcolabili, ignari dell'effetto che le loro abitudini alimentari hanno sulla biosfera e sulla sopravvivenza della vita nel pianeta. Ogni chilogrammo di carne bovina è prodotto a spese di una foresta bruciata, di un territorio eroso, di una campo isterilito, di un fiume disseccato, del rilascio nell'atmosfera di milioni di tonnellate di anidride carbonica, monossido d'azoto e metano".
Chiunque mangi carne ha il suo ruolo in tutto questo. Rifkin auspica, ed io con lui, che l'essere umano prenda coscienza dell'effetto delle sue azioni sul pianeta, soprattutto che sviluppi quella coscienza ecologica che è alla base di ogni comportamento sano ed equo. Un giorno qualcuno parlerà di noi come dei pazzi sanguinari, dei barbari senza pietà. Ricordiamoci che la vita sulla terra non si esaurisce con noi e che lo sviluppo della cultura e della coscienza non si limita alle nostre acquisizioni e convinzioni.
Musica
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Michael Jackson – Gone Too Soon (Instrumental)
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mercoledì 10 giugno alle 20h28
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