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        <title>Blog di GioiaeSorrisi</title>
        <description>ll blog di GioiaeSorrisi</description>
        <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog</link>
        <lastBuildDate>Sat, 31 Oct 2009 04:20:35 UT</lastBuildDate>
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            <title>GioiaeSorrisi</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi</link>
            <description>GioiaeSorrisi</description>
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            <title>Una nave da crociera con sette quartieri</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=7129767</link>
            <description>HELSINKI - C'e' un parco lungo quanto un campo da calcio, una pista da pattinaggio su ghiaccio, un simulatore di onde per praticare surf. Ci sono perfino sette quartieri, come in una citta'. E' il transatlantico Oasis of the Seas, il piu' grande al mondo, in partenza dal cantiere navale di Turku, nel sud ovest della Finlandia, per raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti, dove il 5 dicembre imbarchera' i passeggeri per la sua prima crociera ad Haiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://it.netlogstatic.com/p/oo/099/414/99414576.jpg&quot; /&gt;&lt;/span&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Fri, 30 Oct 2009 15:55:26 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>PROCREAZIONE: uomo e donna non servono più</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=7128712</link>
            <description>&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;Ovociti e spermatozoi da staminali embrionali&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Una riserva di cellule 'germinali', cioe' quelle riproduttive capostipiti di ovociti e spermatozoi, e' stata creata a partire da cellule embrionali umane. Reso noto sulla rivista Nature, il traguardo ha permesso di decodificare i geni piu' importanti che regolano nell'embrione le tappe di formazione delle cellule germinali e, quindi, potrebbe aprire la strada alla comprensione di molti casi di sterilita'. Diretta da Renee Reijo-Pera della californiana Stanford University, la ricerca, ora che e' scoperto il meccanismo alla base della formazione delle cellule germinali, permettera' in futuro, per ciascuna persona colpita da sterilita', di produrre una riserva di cellule germinali su misura.&lt;br /&gt;Nelle primissime fasi di sviluppo embrionale si formano le cellule germinali, ovvero quelle che poi, a puberta' sbocciata, producono spermatozoi e ovociti. Proprio perche' si formano nelle prime fasi di sviluppo, e' stato difficile finora studiare le cellule germinali e riprodurle in laboratorio. Gli esperti Usa ci sono riusciti partendo da linee di cellule embrionali umane in cui hanno inserito un gene indispensabile alla formazione della linea germinale. Il gene produce anche una proteina etichetta verde fluorescente che ha permesso ai ricercatori di isolare le cellule germinali formate dalle altre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi gli esperti hanno studiato, attivandoli e disattivandoli, vari geni per vedere che ruolo avessero nello sviluppo delle cellule riproduttive e scoperto tre geni implicati nel loro sviluppo: DAZL, che agisce precocemente , DAZ1 e BOULE, che invece regolano le ultime fasi di sviluppo della linea germinale. Sebbene la fertilita' o sterilita' di un individuo si facciano manifeste solo al raggiungimento della maturita' sessuale, molti casi di infertilita' sono di certo dovuti a errori nei primi stadi di formazione dell'embrione, quando le cellule staminali embrionali danno vita alle cellule germinali. Avere a disposizione un metodo di studio del processo di sviluppo di dette cellule e di lavorare in laboratorio su di esse, agevola di gran lunga le ricerche per scoprire molte cause di infertilita'. Inoltre, usando staminali pluripotenti indotte create da cellule di pelle, per ciascun individuo potrebbe essere creata la propria riserva personale di spermatozoi o ovociti da usare in caso di sterilita'. (ANSA)</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:52:02 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Pari opportunità, Italia in discesa</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=7121228</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;strong&gt;Rapporto annuale del world economic forum&lt;br /&gt;Pesano disuguaglianze nei salari e nella partecipazione al lavoro. Il 52% delle donne nella popolazione attiva&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO - Al di là delle classifiche, che hanno una valenza indicativa, sono i numeri che fanno effetto, anche se fotografano una situazione nota. È il caso del rapporto 2009 sulle pari opportunità tra uomini e donne («gender gap») stilato dal World Economic Forum, dove l'Italia scende dalla 67esima al 72esima posizione. Pesa «la persistenza di indici negativi sulla partecipazione delle donne alla vita economica», in primis la disparità di salari e redditi rispetto agli uomini. L'Italia è superata anche da Vietnam, Romania e Paraguay, precede di poco la Tanzania, è terzultima in Europa (il rapporto in pdf, in inglese).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PAESI SCANDINAVI - La classifica stilata dal Wef, istituzione che organizza il forum di Davos, copre il 93% della popolazione mondiale, assegnando ai Paesi scandinavi il podio delle pari opportunità. Al primo posto si piazza l'Islanda (quarta nel 2008), davanti a Finlandia, Norvegia e Svezia. Seguono Nuova Zelanda, Sudafrica, Danimarca e Irlanda. Sorprendente il Lesotho al decimo posto (dal 16esimo), davanti a tutti i big europei: la Germania è 12esima, il Regno Unito 15esimo (entrambi in leggero calo), la Spagna 17esima e la Francia 18esima. Agli ultimi posti nel Vecchio Continente Repubblica Ceca (74esima) e Grecia (86esima). Il rapporto assegna poi il 31esimo posto gli Usa, in discesa di 3 posizioni e il 75esimo al Giappone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REDDITO E PARTECIPAZIONE - A spingere l'Italia nella retroguardia è soprattutto l'indice su «partecipazione e opportunità nell'economia» (96esimo posto), a causa delle disuguaglianze rispetto agli uomini nei salari (116esimo posto), nel reddito da lavoro (91esimo) e nella partecipazione alla forza lavoro (88esimo). Solo il 52% delle donne fanno parte della popolazione attiva contro il 75% degli uomini e il reddito medio delle donne è la metà rispetto agli uomini, 19.168 dollari l'anno contro 38.878. Vanno molto meglio le aree di «potere politico» (45esimo, grazie alle donne che siedono in Parlamento e al governo) e «scuola e istruzione» (46esimo posto), meno bene di quanto ci si potrebbe aspettare il settore «salute e attesa di vita» (88esimo posto). Tra gli altri dati evidenziati la differenza nella disoccupazione tra donne (7,87%) e uomini (4,88%). Rispetto al 2006, anno del primo rapporto, il voto all'Italia è solo marginalmente migliorato: laddove 1 rappresenta la parità, la Penisola è passata dallo 0,646% allo 0,68%, mentre l'Islanda e i principali Paesi nordici veleggiano sullo 0,82%. All'estremo opposto Pakistan, Chad e, ultimo, lo Yemen (0,46%).&lt;br /&gt;27 ottobre 2009 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal Corriere.it&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fcronache%2F09_ottobre_27%2Frapporto-pari-opportunita-world-economic-forum_c7bd55d6-c300-11de-9afa-00144f02aabc.shtml&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_27/rapporto-pari-opportunita-world-economic-forum_c7bd55d6-c300-11de-9afa-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Tue, 27 Oct 2009 20:11:08 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Manuale di comportamento' per ridurre CO2</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=7118546</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;strong&gt;Con 17 gesti quotidiani -20% emissioni&lt;br /&gt;Manuale comportamento' per ridurre CO2&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Mentre i grandi del mondo lavorano a un accordo globale contro i cambiamenti climatici, anche noi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per ridurre le emissioni di gas serra. Infatti, dal car sharing al modo di stendere il bucato o usare la doccia, piccoli gesti all'interno delle mura domestiche possono tradursi in un taglio annuo del 20% delle emissioni domestiche, ovvero una riduzione totale delle emissioni nazionali del 7,4% in 10 anni. Secondo quanto riferito sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS', 17 azioni sono cruciali per ridurre le emissioni annuali di CO2, il tutto senza modificare la qualità di vita di ciascuno. La ricerca è stata condotta da Thomas Dietz della Michigan State University presso la East Lansing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Le 17 tipologie di azioni - scrivono gli autori su PNAS - vanno dall'adottare apparecchiature domestiche più efficienti e nell'usare meglio le apparecchiature stesse, e si dividono in 5 categorie principali: climatizzazione dell'ambiente domestico con installazione di sistemi efficienti di isolamento, installazione di apparecchiature efficienti per il raffreddamento degli ambienti, manutenzione e uso corretti di dette apparecchiature, comportamenti quotidiani&amp;quot;. I programmi basati sui permessi di emissione di CO2 e sul pagamento per gli esuberi rispetto al tetto massimo stabilito (cap-and-trade) e le politiche per incentivare l'innovazione tecnologica potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli obiettivi a breve e a lungo termine di riduzione delle emissioni, spiegano gli autori. Basti pensare che l'uso diretto di energia nelle case è responsabile del 38% di tutte le emissioni di CO2 in Usa, rilevano i ricercatori, ovvero qualcosa come 626 milioni di tonnellate l'anno (dato 2005). Ciò corrisponde approssimativamente all'8% delle emissioni globali, una quota superiore a quella delle emissioni di un intero paese (Cina esclusa). E' chiaro quindi che ciascuno di noi può fare tanto per ridurre le emissioni di CO2, partendo dai propri comportamenti in casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli esperti hanno stimato l'impatto di alcuni di questi comportamenti e tenuto conto anche del margine di miglioramento per ciascuno, ovvero della percentuale di coloro che non li ha ancora adottati e potrebbe farlo. E' emerso che i comportamenti più 'verdi' sono l'installazione di impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria di ultima generazione, altamente efficienti, con la corretta manutenzione degli stessi e l'uso corretto (per esempio il ricambio dei filtri, le temperature fissate - né troppo alte né troppo basse); sempre in questo ambito rientra l'installazione di impianti di isolamento termico (finestre high-tech, pannelli isolanti per il tetto etc). Dallo studio è emerso che qualora tutti adottassero questo comportamento (la percentuale di coloro che non l'hanno ancora fatto è altissima, 90%) in Usa si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di 34,4 tonellate annue. Tantissimo può fare l'uso corretto dell'auto: dal car sharing all'uso di macchine con consumo efficiente, dal 'trip chaining', ossia combinare vari impegni con diverse destinazioni in un unico viaggio, al comportamento alla guida permetterebbe un risparmio di oltre 110 tonnellate di emissioni di CO2. Ma poi ci sono comportamenti molto più 'banali': stendere il bucato evitando l'uso di asciugatori, non usare temperature elevate in lavatrice, usare docce con getto d'acqua contenuto, usare elettrodomestici efficienti e a basso consumo, limitare la temperatura dello scaldabagno. &amp;quot;Le nostre stime - concludono - forniscono una guida iniziale di quelli che sono i risultati raggiungibili in termini di riduzione delle emissioni di CO2 attraverso la promozione attiva di comportamenti virtuosi a casa&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.ansa.it%2Fweb%2Fnotizie%2Frubriche%2Fmondo%2F2009%2F10%2F26%2Fvisualizza_new.html_991311205.html&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2009/10/26/visualizza_new.html_991311205.html&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Tue, 27 Oct 2009 10:50:33 UT</pubDate>
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            <title>In aumento i blogger professionisti</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=7105865</link>
            <description>Cresce il numero di utenti che lavora con il proprio blog. C'è chi guadagna oltre 120 mila dollari all'anno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO - Sono per lo più maschi, sotto i 40 anni, hanno una buona istruzione e quasi uno su due proviene dal settore dei media. Spesso gestiscono più siti, riuscendo addirittura a trasformare la propria attività in una professione redditizia. È il ritratto del blogger che emerge dall'ultimo rapporto di Technorati «State of the Blogosphere», studio che ogni anno monitora l'evoluzione della blogosfera. Nell'edizione 2009 è stato intervistato un campione di circa 3 mila blogger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRA HOBBY E LAVORO - Se per la maggior parte degli utenti (72%) il blog resta ancora un semplice hobby da coltivare nel tempo libero, cresce il numero di blogger che ha trasformato il proprio «diario di bordo» in un'attività professionale (28%), in grado di garantire guadagni considerevoli. Per i più si tratta di un impiego part-time, che permette comunque di arrotondare lo stipendio (il salario medio annuale è di 15mila dollari). Più interessante, invece, il dato su chi riesce a svolgere a tempo pieno l'attività di blogger: è il 13% del campione, che spesso scrive per condividere le proprie competenze ma anche per promuovere le attività dell'azienda in cui lavora. In questa categoria il salario medio raggiunge cifre importanti (122 mila dollari l'anno). Tra part-time e full-time, il 17% afferma che il blog sta diventando la principale fonte di introito. Il tutto grazie alla pubblicità, ma anche per la reputazione che il blog è in grado di garantire. Il che significa inviti a convegni e conferenze, ma soprattutto il sempre maggiore coinvolgimento nel settore dei media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I PROSSIMI GIORNALISTI - Quattro blogger su dieci provengono dal mondo dell'informazione (riviste, quotidiani, radio, spesso come collaboratori esterni). Di questi, il 27% continua a svolgere un'attività nel campo dei media. Messo da parte l'antagonismo dei primi tempi, i blogger stanno quindi diventando parte attiva del sistema dell'informazione mainstream. Ormai, spiega la rivista Fast Company, gestire pagine competenti su temi specifici rappresenta la migliore palestra per i reporter in erba. Ma anche il naturale approdo per i tanti giornalisti che devono reinventarsi una nuova vita dopo esser stati licenziati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MORTE DEI BLOG? - Competenza, passione e, perché no, possibilità di guadagnare sono quindi le chiavi per portare avanti l'attività di blogger, spiega a Technorati Arianna Huffington, ex blogger che è riuscita a trasformare il proprio sito in una delle fonti online più lette. La crescita dei blog professionali va di pari passo, infatti, con la morte di quelli amatoriali, che sono sempre più inattivi e sulla via della chiusura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal Corriere.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fscienze_e_tecnologie%2F09_ottobre_23%2Fblogger-professinisti-aumento_c77d6e9e-bfd1-11de-856b-00144f02aabc.shtml&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_ottobre_23/blogger-professinisti-aumento_c77d6e9e-bfd1-11de-856b-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Fri, 23 Oct 2009 18:35:25 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Influenza A, sintomi e informazioni utili</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=7077769</link>
            <description> Cos'è la nuova influenza provocata dal virus A/H1N1?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La febbre suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata da virus influenzali di gruppo A. Dei vari sottotipi di virus isolati nei maiali i principali sono di tipo H1N1, cioè quelli responsabili dell’attuale epidemia umana. Dopo i primi casi della nuova influenza umana, che si sono verificati in seguito a contatti molto ravvicinati fra i maiali e l’uomo, il nuovo virus A/H1N1 si è adattato all'uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si badi bene: l'influenza suina non viene trasmessa attraverso il cibo e dunque non esiste alcun rischio d'infezione attraverso il consumo di carne suina cotta o di prodotti a base di carne suina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono i sintomi e come si distingue dalla &amp;quot;normale influenza&amp;quot;? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “nuova” influenza si presenta essenzialmente con una triade di sintomi, rappresentata da febbre alta (oltre i 38 gradi) che insorge bruscamente, dolori muscolari e almeno uno fra questi sintomi respiratori: mal di gola, tosse, naso che cola. Di solito l’esordio della malattia si accompagna anche a mal di testa, a uno stato di debolezza (o facile affaticamento) più o meno intenso e qualche volta sono presenti nausea o vomito. Questi ultimi due sintomi però non sono tipici dell’influenza. Se sono presenti unicamente forte nausea, dolori addominali e diarrea è più probabile che non si tratti di influenza, ma di un' infezione gastrointestinale dovuta a uno dei tanti virus stagionali che possono colpire l’apparato gastroenterico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, dal punto di vista sintomatico, la nuova influenza non si distingue in alcun modo dalla classica influenza stagionale. La vera differenza è rappresentata dal fatto che l'influenza A si diffonde più rapidamente dell’influenza stagionale e quindi colpisce un maggior numero di individui perché, trattandosi di un nuovo virus, molte persone non hanno ancora gli anticorpi per difendersi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si trasmette e per quanti giorni chi ne è affetto è contagioso? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trasmissione da uomo a uomo del virus dell'influenza A/ H1N1 avviene principalmente attraverso le piccole goccioline di saliva che vengono emesse da tutti noi durante i colpi di tosse o gli starnuti, ma anche attraverso il contatto con le mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Una via di contagio può essere il bacio, una carezza, bere dallo stesso bicchiere, fumare la stessa sigaretta o semplicemente stare a distanza ravvicinata con una persona infetta. &lt;br /&gt;Come già detto, dunque, i virus della nuova influenza umana non sono trasmessi dal cibo, cioè mangiando maiale o prodotti a base di carne di maiale. &lt;br /&gt;Di solito, le persone con influenza da nuovo virus A/H1N1 vengono considerate contagiose dal giorno precedente all’insorgere dei sintomi e per almeno quattro giorni successivi. I bambini, specialmente i più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È  una malattia grave?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come la forma stagionale, l’influenza suina nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave, ma va detto subito che al momento la gravità non appare fra le sue caratteristiche: la regola è la guarigione, non le complicanze e tantomeno la morte. Tanto è vero che, in Italia, su circa 1900 casi fino ad oggi riportati, è stato segnalato un solo caso di decesso. Il che significa che la mortalità è presumibilmente identica a quella dell’influenza classica stagionale. &lt;br /&gt;La durata della malattia non oltrepassa di solito i 4-5 giorni. Possono fare eccezione i pazienti affetti da gravi malattie polmonari o cardiache, i diabetici, gli individui con deficit del sistema immunitario (da cause varie) per i quali può risultare più prolungata o andare incontro a complicanze respiratorie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa fare in caso di sintomi sospetti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se i sintomi, come spesso accade, sono lievi e la persona colpita è in buona salute è bene rimanere tranquilli, stare a casa, evitare i contatti ravvicinati con le altre persone (inclusi possibilmente i conviventi) e seguire alcuni consigli terapeutici generali. Se i sintomi sono particolarmente intensi, la malattia si protrae oltre i normali 3-4 giorni oppure la persona è affetta da altre malattie importanti (cardiache, respiratorie, renali) è bene chiamare il medico, anziché recarsi di propria iniziativa al pronto soccorso. Una visita d’urgenza in ospedale può essere indicata solo nei casi particolari in cui insorgano difficoltà respiratorie particolarmente severe e il medico di famiglia non sia immediatamente reperibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si effettua la diagnosi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito all’incremento progressivo dei casi in Europa e in Italia sono stati rafforzati i sistemi di sorveglianza e non si ritiene più indispensabile la conferma di laboratorio dei casi sospetti. Pertanto la diagnosi si fonda prima di tutto sulla presenza dei sintomi sopra elencati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la diagnosi di influenza nel bambino ricordate che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•nel lattante l'influenza si può manifestare solo con vomito e diarrea e la febbre rappresenta una evenienza eccezionale;&lt;br /&gt;•i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, ma manifestano il proprio malessere sotto forma di irritabilità, pianto o inappetenza;&lt;br /&gt;•in caso di febbre elevata, i bambini più piccoli presentano spesso occhi arrossati che sono indicativi di una congiuntivite;&lt;br /&gt;•all’età di 1-5 anni la sindrome influenzale si associa frequentemente a laringite, bronchite e febbre elevata. &lt;br /&gt;Attualmente l’indicazione è quella di eseguire l'analisi di laboratorio (solo su indicazione del medico) in tutti i casi caratterizzati da un andamento clinico impegnativo per il quale si ritiene opportuno richiedere un ricovero in ospedale. Ai fini della sorveglianza, inoltre, analisi di laboratorio sono effettuate a campione e nei casi che si sono manifestati in assenza di viaggi o di contatti con casi confermati. L’analisi si fa su un campione di secrezioni prelevate dalle prime vie respiratorie mediante un normale tampone nasale o faringeo entro 4/5 giorni dall'inizio dei sintomi (cioè, quando la persona è contagiosa). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si cura? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come per le altre forme influenzali, la terapia normalmente prevede il riposo e l’assunzione di farmaci antipiretici per abbassare la febbre (primo fra tutti, il paracetamolo), analgesici o antinfiammatori per calmare i dolori ed eventualmente sedativi della tosse. Il trattamento dei sintomi, l’assunzione di liquidi (acqua, tè, succhi di frutta) ed il riposo (protratto fino a 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono in genere sufficienti per la completa guarigione nei casi non complicati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per alcuni soggetti a rischio (per esempio i bambini sotto i due anni, gli anziani sopra i 65 anni, i pazienti affetti da diabete, malattie croniche respiratorie, cardiovascolari, epatiche, ematologiche, neurologiche o neuromuscolari), i soggetti immunodepressi, le donne in gravidanza o in allattamento, gli asmatici in terapia e le persone obese può essere indicato l’impiego dei farmaci antivirali (zanamivir e oseltamivir). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi farmaci, che si assumono in compresse, sciroppi o spray per inalazione, combattono i virus dell’influenza agendo sulle proteine utilizzate dai virus per entrare nelle cellule dell’organismo ospite, sono efficaci contro tutti i virus influenzali e quindi anche quello della nuova influenza, l’H1N1, che è di tipo A.  &lt;br /&gt;Questi possono essere utili per ridurre i sintomi e ad abbreviare i tempi di guarigione, ma si devono adoperare solo previa prescrizione medica: la terapia andrebbe iniziata il prima possibile (funziona meglio se iniziata entro due giorni) e va protratta di regola per 5 giorni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione però: usarli senza motivo potrebbe procurare anche dei danni. Il rischio infatti è che insorgano virus resistenti al farmaco, rendendolo inutile qualora l’assunzione diventi realmente necessaria. Questi farmaci si possono acquistare solo su prescrizione medica, non sono rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale e sono molto costosi. La comparsa di complicazioni (per esempio una bronchite o polmonite) può richiedere la prescrizione di una terapia antibiotica, che andrà comunque sempre effettuata da un medico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le principali norme di prevenzione? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vaccinazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'arma migliore di prevenzione è rappresentata dalla vaccinazione della popolazione. Il vaccino specifico contro il virus A(H1N1) sarà presto disponibile. &lt;br /&gt;In Italia, il Ministero della Salute ha già fissato le norme principali per l’esecuzione della campagna vaccinale gratuita che riguarderà circa il 40% della popolazione e prevede in una prima fase (a metà del mese di novembre) la vaccinazione di: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•soggetti a rischio perché affetti da patologie croniche gravi;&lt;br /&gt;•personale sanitario che deve garantire le prestazioni assistenziali;&lt;br /&gt;•personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia, protezione civile, etc);&lt;br /&gt;•personale che garantisce la continuità dei servizi cosiddetti essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc). &lt;br /&gt;Entro la fine dell’anno sarà poi la volta dei soggetti affetti da malattie respiratorie fra i 2 e i 65 anni, mentre infine a partire da gennaio 2010 i vaccini saranno riservati alla popolazione sana fra i 2 e i 27 anni, cioè a quella fascia d'età che, dai dati sull'andamento mondiale della malattia da aprile ad oggi, risulta essere la più colpita dall'infezione che, in tali soggetti, si trasmette più facilmente.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Norme generali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta che si è stati colpiti dalla nuova influenza, come del resto da qualunque altra forma infettiva virale delle vie respiratorie, è bene lavare le mani dopo aver tossito o dopo essersi soffiati il naso perche qui si vanno a depositare, attraverso le goccioline di saliva, le secrezioni infette.È bene poi evitare di portare le mani a contatto con occhi naso e bocca, usare ognuno il proprio asciugamano, le proprie stoviglie, evitare contatti ravvicinati con persone sane, per esempio baci o carezze, coprire con un fazzoletto (possibilmente di carta) naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto dopo l’uso nella spazzatura o nella biancheria da lavare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mantenere una distanza adeguata (circa un metro) tra persona e persona è considerata una misura sempre efficace per prevenire il contagio della malattia. &lt;br /&gt;Si raccomanda infine di rimanere a casa se malati evitando di viaggiare, di recarsi al lavoro o a scuola, allo scopo di limitare i contatti possibilmente infettanti con altre persone e ridurre il rischio di complicazioni e infezioni da parte di altri microbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Il Pensiero Scientifico Editore&lt;br /&gt;da&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fit.health.yahoo.net%2Fc_special.asp%3Fid%3D26250%26amp%3Bc%3D23%26amp%3Bs%3D2&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://it.health.yahoo.net/c_special.asp?id=26250&amp;amp;c=23&amp;amp;s=2&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Fri, 16 Oct 2009 08:00:13 UT</pubDate>
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            <title>Bimbo morto, la procura accusa medico ayurvedico di omicidio</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=7050754</link>
            <description>Bimbo morto, la procura accusa medico ayurvedico di omicidio volontario &lt;br /&gt;Avrebbe sospeso le medicine a un bambino affetto da fibrosi cistica poi morto a 6 anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non più omicidio colposo, ma omicidio volontario. &lt;br /&gt;La procura ha chiesto in udienza preliminare di modificare il capo d'imputazione per Guido Sartori, il medico ayurvedico accusato di aver sospeso le medicine a un bambino affetto da fibrosi cistica fin dalla nascita (in seguito morto, a sei anni, nel 2006). &lt;br /&gt;La procura, che aveva chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo, oggi davanti al giudice ha chiesto di modificare il capo d’imputazione, accusando il medico di omicidio volontario, nella specifica formula del dolo eventuale: la colpa di chi adotta un certo comportamento assumendosi i rischi di quello a cui questo atteggiamento può comportare. &lt;br /&gt;In pratica il medico, stando all'accusa mossa dalla procura, sospendendo la terapia tradizionale e prescrivendo solo tisane alle erbe e polveri minerali, avrebbe accettato il rischio del possibile aggravamento (ed eventuale morte, come poi è stato) delle condizioni del piccolo paziente. &lt;br /&gt;Dell’inchiesta si è occupata il pm Antonella Scandellari. &lt;br /&gt;La decisione di richiedere un diverso capo d'imputazione è nata dopo una rilettura di tutta la vicenda e della documentazione raccolta in vista dell’udienza preliminare. Il processo è stato aggiornato al 10 dicembre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA VICENDA - L’inchiesta fu aperta nel giugno del 2006 dalla Procura di Teramo (nelle cui vicinanze il bambino, originario di Cavalese in provincia di Trento, morì durante un periodo di vacanza), approdò poi a Bologna perché lo specialista ha lo studio sotto le Due Torri. &lt;br /&gt;Sartori, che ha 53 anni ed è laureato in Medicina, è anche il presidente della Atah, Associazione pazienti ayurvedici. &lt;br /&gt;Nel corso delle indagini ha sempre negato di essere stato lui a ordinare la sospensione delle cure tradizionali. «Io non ho mai detto loro di abbandonare la medicina tradizionale, quando vennero da me avevano già smesso di andare al Centro specialistico di Verona», si difese Sartori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Il Corriere.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fcorrieredibologna.corriere.it%2Fbologna%2Fnotizie%2Fcronaca%2F2009%2F8-ottobre-2009%2Fsartori-procura-riformula-accusa-omicidio-volontario-la-morte-piccolo--1601856864100.shtml&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/8-ottobre-2009/sartori-procura-riformula-accusa-omicidio-volontario-la-morte-piccolo--1601856864100.shtml&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Fri, 09 Oct 2009 08:18:59 UT</pubDate>
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            <title>Sms alla guida, il video choc della polizia</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6807104</link>
            <description>Nelle immagini tre ragazze in un'incidente perchè chi era alla guida scriveva un messaggio Sms alla guida, il video choc della polizia&lt;br /&gt;In Gran Bretagna la polizia ha deciso di trasmettere il filmato durante le lezioni di guida per sensibilizzare i giovani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;object width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-4693628&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;window&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-4693628&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; wmode=&quot;window&quot; width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO - Mandare sms mentre si guida aumenta il rischio di incidenti stradali. Lo hanno stabilito diversi studi e confermato diverse statistiche. Certo, lo sa anche un bambino che scrivere un messaggino sul cellulare mentre si va in auto è pericoloso, a volte può risultare addirittura mortale. Sanzioni e l'inasprimento del codice della strada sembra, non bastano. Già, perchè sono ancora moltissimi i guidatori, soprattutto giovanissimi, che tengono il telefonino incollato all'orecchio o si destreggiano nel mandare un sms. La brutta abitudine fa sì che si perda d'occhio la strada per almeno cinque secondi. Ed è proprio in questo lasso di tempo che avvengono tantissimi incidenti. &lt;br /&gt;VIDEO - Ecco perchè la polizia della regione di Gwent, nel Galles, è ricorsa ad un rimedio estremo. Estremo dal punto di vista dell'impatto: un video di circa 4 minuti nel quale un gruppo di tre amiche (tutte attrici del luogo) in viaggio in auto sulle strade del Galles si schiantano rovinosamente, per un paio di volte, contro altre vetture. La causa: la ragazza alla guida stava mandando un messaggino col suo cellulare. Il breve e drammatico filmato, girato da Peter Watkins-Hughes e postato sul portale di YouTube, ha lo scopo di ridurre tali incidenti e sensibilizzare i guidatori più giovani; con sequenze scioccanti che, spiega la BBC, &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fnews.bbc.co.uk%2F2%2Fhi%2Fuk_news%2Fwales%2F8203120.stm&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/wales/8203120.stm&lt;/a&gt; verranno mostrate durante le lezioni nelle scuole della regione. &lt;br /&gt;RISCHIO - Da una recente ricerca del Virginia Tech Transportation Institute, negli Stati Uniti, è emerso che parlare al cellulare mentre si guida aumenta di un terzo il rischio di incidenti. Mentre per parlare al telefono si può continuare a guardare la strada, scrivere messaggi fa distogliere lo sguardo a intervalli tra i 4,6 e i 6 secondi. Secondo lo studio, nel momento in cui si compone un numero di telefono o lo si cerca in rubrica il rischio sale di 2,8 volte per poi ridursi a 1,3 mentre è in corso la conversazione. Quando si è intenti a inviare un messaggio, il rischio sale invece di 23,2 volte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elmar Burchia &lt;br /&gt;17 agosto 2009(ultima modifica: 18 agosto 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal corriere.it</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Tue, 18 Aug 2009 12:52:27 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Il treno della vita</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6634637</link>
            <description>Ho trasformato questa bellissima e conosciutissima presentazione in power point in un video. &lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-4540427&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;window&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-4540427&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; wmode=&quot;window&quot; width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Wed, 15 Jul 2009 17:27:32 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Tutta un'altra vita di Lucia Giovannini</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6618532</link>
            <description> Abbiamo trovato questo libro molto interessante. L'autrice mette a disposizione nel suo sito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.tuttaunaltravita.it%2Fit%2F&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.tuttaunaltravita.it/it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le prime pagine del libro che pubblichiamo qui di seguito. Cliccando sull'immagine del libro si va al sito dell'IBS dove è possibile acquistarlo.&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=-aHR0cDovL3d3dy5pYnMuaXQvY29kZS85Nzg4ODIwMDQ1Nzg0L2dpb3Zhbm5pbmktbHVjaWEvdHV0dGEtdW4tYWx0cmEtdml0YS5odG1s&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://it.netlogstatic.com/p/oo/087/415/87415373.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La differenza tra ciò che facciamo e ciò che siamo capaci di fare risolverebbe la maggior parte dei problemi del mondo.»&lt;br /&gt;MAHATMA GANDHI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SPESSO chi partecipa ai miei corsi alla fine dei seminari mi chiede:&lt;br /&gt;«Hai libri da consigliarci? Cosa possiamo leggere?» E poi fa la fatidica domanda: «Ma tu hai scritto niente? Perché non scrivi un libro? Ci aiuterebbe a mettere in pratica nella quotidianità, a casa, al lavoro, i passi verso lo sviluppo personale, ed accelererebbe il cambiamento. Sarebbe come avere un allenatore personale al nostro fianco che ci ricorda cosa fare, ci incita, ci corregge, ci stimola: un amico sempre disponibile da consultare…»&lt;br /&gt;Per anni la mia risposta è stata automatica: «Ci sono migliaia di libri in commercio, ecco una lista indicativa di volumi interessanti…&lt;br /&gt;» Ma ogni volta che qualcuno mi poneva questa domanda, qualcosa mi faceva battere il cuore e brillare gli occhi.&lt;br /&gt;Evidentemente, il richiamo era profondo.&lt;br /&gt;Un pensiero però si faceva strada nella mia mente: «Ma chi ti credi di essere? Che cos’hai tu di speciale per scrivere un libro che possa davvero essere d’aiuto agli altri?»&lt;br /&gt;Nel luglio del 2005 mio marito Nicola e io avevamo pianificato di passare tutto il mese negli Stati Uniti per una serie di lezioni, ma all’ultimo momento i corsi furono rinviati. Improvvisamente, avevo a disposizione una grande risorsa che nella mia vita scarseggiava: il tempo. E ne avevo in abbondanza. Non c’erano più scuse, finalmente avevo tutto il tempo per iniziare il libro che da sempre volevo scrivere.&lt;br /&gt;Tuttavia, dopo qualche giorno mi sono ritrovata di nuovo sommersa dagli impegni. Dovevo finire di arredare la casa in cui ci eravamo da poco trasferiti, avevo il giardino da sistemare, il sito web da rifare, il calendario dei corsi autunnali da preparare, i dieci gatti randagi che avevano deciso di prendere la residenza nel nostro giardino… Certo, il mio obiettivo era ancora di fronte a me, ma qualche motivo mi impediva sempre di fare il passo, di incominciare a scrivere. Lo spazio che mi separava da ciò che desideravo mi pareva immenso, tanto da farmi seriamente considerare l’idea di mollare. Dopotutto era solo un sogno. E per di più era difficile da realizzare.&lt;br /&gt;È troppo complicato, pensavo, non ho abbastanza tempo (e risorse, e soldi, e capacità), non ce la farò mai…&lt;br /&gt;Vi suona familiare? Quante volte avete pronunciato queste frasi?&lt;br /&gt;Nel mio caso sapevo ciò che desideravo. Nonostante questo non era per niente facile. Quanti di noi possono onestamente dire di sapere con esattezza ciò che vogliono? E, soprattutto, come possiamo collegare ciò che desideriamo con lo scopo più profondo legato al significato della nostra esistenza? Quale eredità vogliamo lasciare al mondo? Come, per cosa, vogliamo essere ricordati? E quando sentiamo la voglia di cambiare, di migliorare la nostra vita, le nostre relazioni, il nostro lavoro, come possiamo guidare il cambiamento nella direzione scelta? Che strumenti possiamo utilizzare? Quali sono le fasi del cambiamento e come metterle in atto nella maniera migliore? Di che aiuti possiamo disporre in questo cammino? E come possiamo imparare ad accettare i cambiamenti forzati, quelli che la vita ci impone? Come trasformare l’incertezza, il dolore e la sofferenza in carburante per la nostra crescita personale?&lt;br /&gt;Questi ed altri sono gli interrogativi che mi hanno accompagnata per molti anni e che mi hanno stimolata ad analizzare i risvolti dell’animo umano, a studiare le nuove scoperte della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, ad esaminare gli antichi testi spirituali, a confrontarmi con uomini e donne di medicina nei luoghi più remoti del mondo e a sperimentare sulla mia pelle tutto ciò che ho imparato, mentre affronto i cambiamenti della mia vita e le piccole e grandi sfide che essi comportano.&lt;br /&gt;Questi ed altri sono gli interrogativi che vengono trattati nelle prossime pagine, con lo scopo di guidare il vostro cammino verso il cambiamento.&lt;br /&gt;A chi è rivolto questo libro, di cosa tratta e che risultati vi potete aspettare&lt;br /&gt;«Non sappiamo se cambiando si migliora, ma sappiamo che per migliorare bisogna cambiare.»&lt;br /&gt;ANONIMO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sostanzialmente i problemi che incontriamo nella vita si possono riassumere in due categorie: quelli che ci obbligano ad un cambiamento indesiderato e quelli che ci fanno desiderare un cambiamento che non arriva.&lt;br /&gt;In questo secondo caso le possibilità sono di nuovo due: sappiamo quello che vogliamo ma non sappiamo come ottenerlo.&lt;br /&gt;Oppure non sappiamo quello che vogliamo.&lt;br /&gt;In tutti i casi, sia che vi ritroviate ad affrontare un cambiamento indesiderato o che abbiate nel cassetto un sogno da realizzare, che stiate per iniziare una nuova fase della vita, che vogliate conoscervi meglio, sviluppare le vostre potenzialità, migliorare il vostro lavoro, la vostra relazione sentimentale, il rapporto con voi stessi o con gli altri o far sì che la vostra esistenza assuma un significato più profondo e soddisfacente, queste pagine intendono guidarvi nel percorso della trasformazione.&lt;br /&gt;Tutta un’altra vita vuole essere un aiuto concreto a trovare la motivazione, la forza e gli strumenti per affrontare e risolvere situazioni e stati d’animo che tolgono ossigeno ed energia vitale, facilitando così il cambiamento.&lt;br /&gt;In questo libro si parla di sogni e di come trasformarli in&lt;br /&gt;obiettivi raggiungibili, di come sviluppare la flessibilità senza perdere la direzione, dei meccanismi che ci portano all’immobilismo, alla paura, all’ansia, e che bloccano la nostra piena realizzazione.&lt;br /&gt;È un percorso attraverso le varie fasi del cambiamento: la presa di coscienza del punto di partenza; la consapevolezza dei meccanismi che utilizziamo per anestetizzarci e non sentire il dolore emotivo e che ci impediscono a loro volta di ascoltare a pieno la chiamata della trasformazione; il riconoscimento delle credenze e dei limiti in cui noi stessi ingabbiamo la nostra identità: un recinto dalle sbarre invisibili e per questo ancora più pericoloso.&lt;br /&gt;È un invito a fare chiarezza riguardo alla direzione che stiamo dando alla nostra esistenza, uno sprone a fare spazio alla spinta di autorealizzazione e una guida nel compilare una «mappa della visione». Una volta stilata, avremo a disposizione una bussola per gestire al meglio emozioni e stati d’animo e dare un nuovo indirizzo alle nostre azioni.&lt;br /&gt;Questo libro ci insegna inoltre alcune tecniche, facili e alla portata di tutti, che possono essere paragonate ad una virtuale cassetta degli attrezzi. Una volta apprese, resteranno a nostra disposizione per tutta la vita, senza scadenza. Si dice che questo sia un viaggio per eroi: ma dentro ogni uomo e donna dorme un eroe e quando viene risvegliato rende possibile a chiunque liberarsi dal disagio e dall’insofferenza e fare della propria esistenza un capolavoro.&lt;br /&gt;In tanti anni, nei miei seminari ho avuto l’onore di testimoniare il cambiamento di migliaia di persone che, grazie a questi percorsi, hanno migliorato notevolmente la qualità della vita, delle relazioni, del lavoro.&lt;br /&gt;Anche questo libro trasmette nuove idee e spunti di riflessione che stimolano a smettere di svendere i propri sogni, sminuirsi, sentirsi vittime e senza via d’uscita, avere pensieri ed emozioni negative, vivere al di sotto delle proprie capacità e potenzialità.&lt;br /&gt;Ovviamente, non è e non vuole essere una pillola magica che risolve da sola tutti i vostri problemi. È un libro in cui trovate dei semi, imparate come piantarli, come prendervi cura delle pianticelle e come ottenere i frutti che desiderate. Questo processo richiede volontà, impegno e azione.&lt;br /&gt;La scelta di cosa fare di questi semi, se buttarli o usarli, è nelle vostre mani. Questi semi, se utilizzati, funzionano. È successo a migliaia di persone in tutto il mondo. È successo a me, ed è questo il motivo per cui ho deciso di condividere con voi anche diverse parti della mia vita. Perché non dovrebbero funzionare anche con voi?&lt;br /&gt;Suggerimenti per l’uso&lt;br /&gt;«Partecipare ad una conferenza sull’arte culinaria non basta a togliervi la fame. Per sfamarvi, dovete cucinare e mangiare. Se volete far crescere della frutta, il solo studio dell’agricoltura non basta. Dovete piantare degli alberi da frutto e prendervene cura.»&lt;br /&gt;MATA AMRITANANDAMAYI (AMMA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potete servirvi di questo libro in vari modi. Potete semplicemente leggerlo e trovare spunti interessanti che vi indurranno alla riflessione, o lo potete utilizzare come un corso per affrontare e favorire il cambiamento. In questo caso diventa un vero e proprio viaggio interiore, un cammino verso una nuova relazione con voi stessi e con il mondo.&lt;br /&gt;Troverete diversi esercizi che vi guideranno attraverso le fasi della trasformazione e, poiché la qualità della nostra vita è in buona parte determinata dalla qualità delle domande che ci poniamo, troverete anche tante domande. Se risponderete onestamente vi apriranno nuove possibilità, vi aiuteranno a conoscervi meglio, vi porteranno a definire chi siete, dove siete, dove volete andare e in che modo arrivarci. Come vedremo, molto di ciò che guida i nostri pensieri e le nostre reazioni agisce a livello inconscio, al di fuori della nostra consapevolezza. Le domande che troverete nei vari capitoli sono studiate proprio per aiutarvi a fare luce in quella parte di voi stessi. Se di fronte ad alcune vi trovaste confusi, state tranquilli. Significa solo che quei meccanismi sono ancora al di sotto del livello della vostra coscienza.&lt;br /&gt;Per diventarne consapevoli, attuate una tecnica che suggeriamo ai corsi, cioè ditevi: «So che non lo so, ma se lo sapessi quale potrebbe essere la risposta?» e lasciate semplicemente che pensieri o associazioni di idee emergano, senza cercare di giudicarle o cambiarle.&lt;br /&gt;In tutti i miei seminari la parte esperienziale ha un ruolo importante: solo attraverso l’esperienza possiamo provare cosa è vero per noi e farlo nostro, integrarlo in profondità. C’è una sostanziale differenza tra la conoscenza intellettiva e quella emotiva.&lt;br /&gt;Sapere come rilassarsi produce un effetto completamente diverso dall’avere un’esperienza di rilassamento. Per imparare uno sport non basta conoscerne le regole, ma occorre allenamento; allo stesso modo gli esercizi che troverete in queste pagine servono ad allenare i vostri muscoli mentali, emozionali e spirituali. E possono essere svolti da soli, con un amico o in gruppo.&lt;br /&gt;Inoltre, una cosa che potete fare per approfondire la relazione con questo libro è tenere un diario. Quando iniziate il viaggio interiore è molto utile prendere nota dei pensieri e degli stati d’animo, delle reazioni, dei sogni, di eventuali intuizioni profonde. Tutto ciò vi aiuterà a fissare su carta la vostra storia personale ed essere più consapevoli di ciò che accade dentro di voi. Dal sito &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.tuttaunaltravita.it&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.tuttaunaltravita.it&lt;/a&gt; potete scaricare gratuitamente un diario creato per questo scopo. In più troverete molte altre risorse, articoli, foto, esperienze, esercizi aggiuntivi, e tramite il blog potete mettervi in contatto con le comunità di lettori e praticanti in Italia e nel mondo di quello che amo chiamare il «sentiero del cambiamento».&lt;br /&gt;Potete usare le pagine del diario anche per gli esercizi. Potreste fare lo stesso semplicemente seguendo i vostri pensieri, senza utilizzare carta e penna, ma finireste per perdervi nei meandri dell’intelletto. Il fatto stesso di scrivere le idee ci permette di alleggerire la mente dai mille pensieri che la affollano e di prendere una certa distanza da emozioni e preoccupazioni. Questo, a sua volta, ci porta ad osservare il tutto da una prospettiva diversa.&lt;br /&gt;Se scegliete di usare il diario, fatelo dall’inizio, in modo che contenga il vostro viaggio nella sua interezza. Troverete che sarà molto più utile se lo aggiornerete con una certa continuità.&lt;br /&gt;Potrete anche personalizzarlo ulteriormente con disegni, foto, immagini o ritagli di frasi significative per voi.&lt;br /&gt;Potete ripercorrere il sentiero del cambiamento ed i suoi esercizi più e più volte. Servitevene come guida quando desiderate portare un cambiamento in qualche area della vostra vita.&lt;br /&gt;Ogni volta scoprirete nuove parti di voi, nuove potenzialità e aree di miglioramento.&lt;br /&gt;Affinché funzioni, non occorre che «comperiate» a scatola chiusa o che siate d’accordo con ogni idea presentata. Anche se alla fine doveste fare vostra solo una singola idea o un singolo esercizio, quella parte farà la differenza nella vostra vita.&lt;br /&gt;Durante la nostra crescita un’adeguata alimentazione basta per farci raggiungere l’autonomia fisica, non dobbiamo fare altro sforzo e tutto avviene in maniera naturale. Ma possiamo dire lo stesso riguardo l’autonomia psicologica ed emozionale? È altrettanto facile da conquistare?&lt;br /&gt;Nella nostra società investiamo molto tempo a immagazzinare dati e nozioni, siamo subissati di informazioni. Ma quanto sappiamo di ciò che accade dentro di noi? La maggior parte delle persone dedica molte energie, tempo e denaro per migliorare il proprio aspetto esteriore, ma questo costituisce forse un aiuto sufficiente per affrontare le sfide della vita? Quanto tempo dedichiamo invece a conoscere noi stessi e a migliorarci? Ormai tutti accettano l’idea che per tenersi in forma occorre fare esercizio fisico regolarmente. Come cambierebbe la nostra vita se accettassimo l’idea di fare con la stessa costanza esercizi per il benessere mentale ed emotivo?&lt;br /&gt;Come giudichereste qualcuno che pur possedendo un tesoro immenso, lo tiene seppellito sotto terra, fatica a mantenersi e passa la vita a lamentarsi della sua miseria?&lt;br /&gt;La maggior parte di noi non si comporta in maniera molto diversa e trascorre tutta la vita senza comprendere e utilizzare il proprio potenziale, senza fare quei cambiamenti necessari per vivere meglio, realizzare i propri obiettivi e diventare un essere umano migliore. Non rischiamo in questo modo di buttare al vento le nostre giornate, di sprecare la vita?&lt;br /&gt;Credo sia giunto il momento di investire sul vero benessere e dedicare un po’ di tempo e di energia a esplorare i nostri meccanismi interiori e la complessità del nostro sistema mente-corpo-emozioni.&lt;br /&gt;Siete disposti ad allenare il vostro cuore e la vostra mente?&lt;br /&gt;Volete entrare nel circuito del cambiamento?&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignRight&quot;&gt;Buon viaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LUCIA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Mon, 13 Jul 2009 08:20:09 UT</pubDate>
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            <title>GHEDDAFI INCONTRA SCARONI: 'PARLATO DI NUOVI PROGETTI'</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6430074</link>
            <description> GHEDDAFI INCONTRA SCARONI: 'PARLATO DI NUOVI PROGETTI' &lt;br /&gt;&amp;quot;Sull'onda del nuovo rapporto Italia-Libia si è parlato di progetti di intesa con la Noc&amp;quot;, la società energetica libica, &amp;quot;in particolare per quanto riguarda il gas e la destinazione dei maggiori flussi verso l'Europa&amp;quot;. E' quanto ha riferito l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, parlando con l'ANSA al termine del suo incontro con il leader libico Muammar Gheddafi - una ventina di minuti - svoltosi nella tenda del Colonnello a Villa Pamphili prima della sua partenza da Roma. Scaroni ha spiegato che nel corso dell'incontro di cui si è detto &amp;quot;molto soddisfatto&amp;quot; si è anche affrontato il tema &amp;quot;dell'utilizzo del gas per la produzione di energia elettrica nei Paesi a sud della Libia come, solo per citare qualche esempio, il Ciad ed il Niger&amp;quot;. Il numero uno del 'cane a sei zampe' ha quindi spiegato di aver &amp;quot;ricordato a Gheddafi, che avevo già incontrato più volte, che l'Eni è la prima compagnia in Africa e in Libia&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BERLUSCONI-GHEDDAFI, INCONTRO IN TENDA NELLA NOTTE &lt;br /&gt;L'Italia e' un ''Paese amico''. Con queste parole, nel cuore della notte, il leader libico Muammar Gheddafi ha incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, arrivato a sorpresa alla sua tenda piantata a Villa Pamphili poco dopo le 23. Il premier ha voluto cosi' salutare l''amico Gheddafi' prima di partire per Santa Margherita Ligure, dove in mattinata lo attende l'assemblea dei giovani industriali, chiudendo di fatto la parte ufficiale della visita del colonnello. Il colonnello si tratterra' a Roma anche domani per alcuni incontri privati. Nel corso della mezz'ora di colloquio, a quanto si apprende, il leader libico ha ringraziato il Cavaliere per l'ospitalita' ricevuta, ribadendo che ''l'Italia e' un Paese amico''. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'incontro informale e' stata anche l'occasione per un chiarimento su quanto accaduto oggi alla Camera e sulla decisione del presidente Gianfranco Fini di annullare il convegno, al quale avrebbe dovuto partecipare anche il leader libico, che si era fatto attendere per oltre due ore. Ritardo che e' stato dovuto, come ha precisato l'ambasciata libica, alla preghiera del venerdi'. In serata, prima dell'incontro con il premier, Gheddafi aveva gia' dato il via alla parte 'turistica' della sua visita, con una passeggiata nel cuore della Capitale tra via Condotti, via del Babuino e via del Corso, prima di sedersi a cena con una trentina di ospiti, tra i quali l'uomo d'affari arabo Tarak Ben Ammar. Uscendo dal ristorante, doppiopetto scuro alla occidentale con una stola nera appoggiata sulle spalle e camicia rossa, il leader libico si e' fermato a fare una foto con una bambina, che, in braccio alla madre, lo salutava. La scorta del rais ha preso poi indirizzo e numero di telefono della donna, garantendo che l'ambasciata libica fara' avere lo scatto alla famiglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISITA SI CHIUDE TRA RITARDI, SHOW E POLEMICHE &lt;br /&gt;di Marco Dell'Omo &lt;br /&gt;ROMA - Sala della Lupa, Montecitorio, ore 18.30. Tutte le sedie sono occupate; qualcuno aspetta da quasi due ore l'arrivo del Colonnello. Chi legge, chi parla al cellulare, chi sbuffa. Ma Gheddafi ancora non si vede. All'improvviso, arriva in sala Gianfranco Fini, da solo. Si siede al tavolo degli oratori e, con poche parole, comunica di aver annullato la visita del leader libico alla Camera: &amp;quot;E' un ritardo che non è giustificato. Considero annullata la manifestazione, assumendomene la responsabilità, nel rispetto di quello che ritengo sia il ruolo del Parlamento in una democrazia&amp;quot;. Poi chiama Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi per comunicare loro la sua decisione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente del Consiglio, fanno sapere a Montecitorio, &amp;quot;ha pienamente compreso&amp;quot; l'operato del presidente della Camera. D'accordo anche il ministro degli Esteri Franco Frattini. Gli inviati, stremati dall'attesa, si lasciano andare a un applauso liberatorio. &amp;quot;Decisione ineccepibile&amp;quot;, annuisce Massimo D'Alema, organizzatore del convegno insieme al senatore del Pdl Beppe Pisanu, attraverso le fondazioni Italianieuropei e Medidea. Per la verità, sulle prime, i due sembrano offrire una giustificazione a Gheddafi, sostenendo che il leader della Libia si sarebbe sentito male. Lasciano Montecitorio e vanno a trovarlo nella tenda piantata a Villa Pamphili. Un'ora di colloquio, durante la quale Gheddafi si scusa per l'accaduto. Il ritardo di Gheddafi assume i contorni di un giallo diplomatico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'appuntamento della Camera era fissato da diverse settimane. La spiegazione ufficiale dell'ambasciata libica, però, non tiene conto di questa circostanza: il ritardo, sostiene un comunicato della rappresentanza di Tripoli, è dipeso dalla partecipazione di Gheddafi alla preghiera del venerdì. In realtà, tutta la visita del leader libico in Italia è stata al'insegna del ritardo. 50 minuti al Senato, 40 minuti al Quirinale, due ore all'Università di Roma. Fini, superato il limite dei 120 minuti, ha deciso che il Big Ben aveva detto stop e che il Colonnello era fuori tempo massimo. Forse a Gheddafi è andata meglio così. Il discorso che Fini avrebbe fatto alla Camera era tutt'altro che una sviolinata per il Colonnello. Certo, c'era il riconoscimento delle responsabilità italiane nella &amp;quot;dominazione coloniale&amp;quot;, e c'era anche la sottolineatura del &amp;quot;nuovo corso della politica estera libica caratterizzato dalla rinuncia pubblica alle armi di distruzione di massa e alla condanna del terrorismo&amp;quot;. Però c'era la sottolineatura che il terrorismo &amp;quot;non è mai alimentato dalle democrazie&amp;quot;. &amp;quot;Le democrazie - avrebbe detto Fini - a partire da quella americana, possono sbagliare, ma certo non possono essere paragonate ai terroristi&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una correzione con la matita rossa del discorso in cui Gheddafi ha detto che non c'é differenza tra il terrorismo di Al Qaida e i bombardamenti americani della Libia. Ma Fini non si sarebbe fermato qui. Con altrettanto puntiglio avrebbe detto a Gheddafi che gli italiani e gli ebrei della Libia hanno &amp;quot;pagato per colpe non commesse da loro&amp;quot;. E avrebbe auspicato la partenza di una delegazione di parlamentari italiani per vedere che cosa succede nei centri di raccolta degli immigrati in Libia, dove finiscono anche i clandestini respinti in mare, soprattutto per quello che riguarda il rispetto dei diritti dell'uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche D'Alema, che è stato uno dei più convinti sostenitori della visita di Gheddafi, non avrebbe lesinato critiche al colonnello: di fronte alla novità delle aperture del presidente americano Barack Obama verso il mondo arabo, &amp;quot;sarebbe un errore rispondere riproponendo una storica diffidenza verso gli Stati Uniti d'America&amp;quot;. Secondo D'Alema, &amp;quot;occorre accettare la sfida del cambiamento pena il rischio di una emarginazione di questo nostro Mediterraneo che pure è stato e vogliamo torni a essere straordinaria culla di civiltà &amp;quot;. Il più &amp;quot;gheddafiano&amp;quot; di tutti sarebbe stato Pisanu: &amp;quot;Chi lo conosce sa bene che il leader Gheddafi è un interlocutore fiero della sua identità, saldo nelle sue convinzioni, abile e duro nel difendere gli interessi del suo paese, ma sempre disposto al dialogo e pronto a comprendere le ragioni altrui. Bisognerebbe tenerne conto prima di dare giudizi affrettati&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, Fini ha raccolto una messe di lodi per la sua decisione: dalla democratica Rosy Bindi al Pdl Italo Bocchino, tutti sottolineano che ha agito per difendere la dignità del Parlamento. Di certo, gli invitati al convegno non si sarebbero annoiati: il parlamentare dell'Idv Stefano Pedica aveva annunciato che si sarebbe presentato con addosso la bandiera degli Stati uniti, mentre i rappresentanti della comunità ebraica italiana avrebbero cercato di consegnare a Gheddafi una richiesta di risarcimento per gli ebrei libici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DONNE MOBILIO MONDO ARABO, SERVE RIVOLUZIONE &lt;br /&gt;di Eloisa Gallinaro &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Un po' di retorica, una spolverata di pari dignità, una mini lezione di diritto di famiglia italiano e comparato: il Gheddafi-pensiero sulle donne riscuote curiosità (molta), applausi (pochi), proteste (diffuse) e, alla fine, una discreta perplessità. Nella sala Sinopoli dell'Auditorium, davanti a quattro ministre e a un migliaio di donne, il colonnello appare rilassato, a volte faceto, ma non rinuncia a qualche giudizio al vetriolo. Il trattamento peggiore è riservato al mondo arabo e islamico dove la donna è trattata &amp;quot;come un pezzo di mobilio che si può cambiare quando vuoi e nessuno chiederà perché lo hai fatto&amp;quot;, dove &amp;quot;non può guidare la macchina&amp;quot; e non ha neanche il &amp;quot;diritto di divorziare o sposarsi&amp;quot;. In sintesi, una &amp;quot;situazione orrenda&amp;quot; che &amp;quot;incita alla rivoluzione&amp;quot;. Tutto diverso, invece, in Libia dove, grazie alla Jamairiya, la rivoluzione l'hanno già fatta e il pianeta donna vive in una dimensione ottimale. Assiso su uno scranno al centro della scena, jalabiya oro e blu, berretto in tinta, Gheddafi - arrivato in ritardo anche oggi, al Parco della Musica - non ha però fatto cenno ai problemi della violenza sulle donne e alle mutilazioni genitali femminili evocati dal ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. A metà tra ironia e misticismo, il colonnello ha parlato anche di una sorta di discriminazione celeste, in base alla quale la Madonna è l'unica donna nei &amp;quot;libri divini&amp;quot;, e gli angeli sono - secondo una&amp;quot;scuola filosofica&amp;quot; tutti maschi. Tornando sulla terra, nel continente più religioso e negletto, Gheddafi ha ricordato l'Africa, dove la situazione della donna è disastrosa per la mancanza di una famiglia strutturata. Ma al leader non piace neppure la parità di diritti raggiunta in Europa perché qui la donna &amp;quot;si è emancipata solo dal punto di vista della forma&amp;quot;. Manca una verà &amp;quot;libertà&amp;quot; di scelta, visto che la donna èdi fatto &amp;quot;costretta&amp;quot; a fare gli stessi lavori degli uomini e non quelli che in qualche modo le sono congeniali. Quindi è la conclusione del colonnello, &amp;quot;c'é bisogno di una rivoluzione femminile nel mondo costruita su una rivoluzione culturale&amp;quot;. Ma le donne in sala, pur catturate dal fascino del personaggio, sono a disagio di fronte alla lezione a tratti pedante, a volte elementare, sulle specificità della donna: una &amp;quot;rosa&amp;quot; secondo la metafora araba del colonnello, che va trattata diversamente dall'uomo, &amp;quot;'l'orzo&amp;quot;, secondo la stessa metafora, così tradotta dall'interprete. Ma, nonostante la perplessità, in molte non hanno resistito a chiedergli l'autografo - due di esse velate e con in mano una sua foto - e si sono fatte intorno al colonnello che non si è negato con gli uomini e donne della sicurezza un po' più rilassati del solito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da OK Notizie&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Foknotizie.virgilio.it%2F&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://oknotizie.virgilio.it/&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Sat, 13 Jun 2009 11:05:42 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>I difetti fisici delle donne ritenute bellissime</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6429197</link>
            <description>Megan Fox è una delle star del cinema più belle al mondo, votata la donna più sexy del 2008 da FHM, star nei due capitoli di Transformers. &lt;br /&gt;A vederla sullo schermo sembra perfetta, ma anche lei nasconde un piccolo difetto, e come lei molte altre star...&lt;br /&gt;La bella Megan ha i pollici grandi, non una imperfezione madornale, ma comunque qualcosa. &lt;br /&gt;Secondo i medici, questa patologia è la causa della crescita di unghie corte e larghe ed è un fattore ereditario. &lt;br /&gt;Ma anche pensando che il pollice è il dito più vistoso di una persona, non crediamo che quella sia la parte del corpo più ammirata di Megan da parte dei fan...&lt;br /&gt;Meryl Streep, dal canto suo, pur nella sua bellezza, deve fare i conti con l’età, perché anche i divi di Hollywood invecchiano. &lt;br /&gt;Nelle ultime sue uscite in pubblico sono apparse molte rughe a contornare i suoi occhi, ma per una donna affascinante come lei, classe 1949, non si può certo dire che sia un grande difetto!&lt;br /&gt;Per Scarlett Johansson, invece, qualche preoccupazione in più. &lt;br /&gt;La bella attrice, dal fisico formoso e invidiato da migliaia di donne, nelle ultime fotografie apparse su internet ha mostrato un décolléte come sempre prosperoso, segnato però da qualche piccola, ma pur sempre fastidiosa, smagliatura. &lt;br /&gt;Stesso problema per la caliente Salma Hayek, che ha mostrato qualche smagliatura proprio nella parte di corpo più ammirata dai fan, e Tori Spelling (Donna in Beverly Hills 90210).&lt;br /&gt;Sharon Stone, invece, pur nello splendore dei suoi cinquantun anni, deve fare i conti anche lei con la forza di gravità. &lt;br /&gt;La bella attrice, memorabile nella scena di Basic Instinct in cui accavalla in modo seducente le gambe, è stata pizzicata con un accenno di doppio mento corredato da rughe.&lt;br /&gt;La procace Pamela Anderson, in una delle sue ultime uscite, è stata fotografata col naso all’insù. &lt;br /&gt;Che c’è di male? &lt;br /&gt;Niente, se non fosse che dalle narici spuntava qualche pelo di troppo...&lt;br /&gt;Myley Cyrus, che ha da pochi giorni ha lasciato il fidanzato Justin Gaston, è alle prese con un problema legato alla gioventù: l’acne.&lt;br /&gt;C’è chi poi, a causa di un difetto, o almeno in parte grazie ad esso, ha costruito il suo successo, come Uma Thurman. I suoi lunghi piedi sono infatti diventati famosi insieme a lei, tanto che il regista Quentin Tarantino sembra ne sia rimasto ammaliato al punto da dedicargli diverse inquadrature nei suoi film.&lt;br /&gt;Jennifer Lopez, attrice, cantante, produttrice e stilista, in mezzo a tutti i suoi impegni sembra non trovare il tempo per una ceretta. &lt;br /&gt;In alcune foto è apparsa con una vistosa peluria proprio sopra il labbro superiore.&lt;br /&gt;La sua collega Beyoncé Knowles, che come lei è passata dalla musica al cinema, non si fa problemi a mostrarsi con qualche pelo in eccesso sulle braccia.&lt;br /&gt;Difetti marginali, verrebbe da pensare, ma pur sempre difetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fit.movies.yahoo.com%2F12062009%2F13%2Fstar-difetti-0.html&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://it.movies.yahoo.com/12062009/13/star-difetti-0.html&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Sat, 13 Jun 2009 08:48:07 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Una lettera da una terremotata de L'Aquila</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6369170</link>
            <description> S. Rufina di Roio, 1 giugno 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Enio,&lt;br /&gt;ho avuto modo di parlare con te pochi minuti domenica scorsa a L’Aquila durante la festa dello sport, ma solo nel vederti così attento  a ciò che ti ho brevemente raccontato in quell’occasione, ho capito che posso considerarti un nuovo amico  in questa vicenda in cui vado disperatamente alla ricerca di certezze e di soluzioni ai tanti problemi che quotidianamente mi si pongono.&lt;br /&gt;La Protezione civile di Verona,  che gestisce la tendopoli  di Santa Rufina di Roio in cui mi trovo, grazie all’aiuto dei Vigili del Fuoco di Arezzo, mi ha restituito  un mio pc malandato che però mi permette di aprire una finestra sul mondo ed oggi sei apparso tu su quel tuo biglietto da visita che mi hai consegnato velocemente….&lt;br /&gt;Mi hai visto di persona ma voglio dirti intanto chi ero prima del 6 aprile  2009 e chi sono oggi a distanza di due mesi dall’immane tragedia che ha colpitola mia gente e la mia famiglia.&lt;br /&gt;Mi chiamo Angela Marinangeli, ho 40 anni, sono felicemente sposata  da 12 anni ed ho due bambini, Domenico di 10 anni e Luisa di 7 anni che tu hai visto.&lt;br /&gt;Sono iscritta presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di L’Aquila da 15 anni ed esercito ( o meglio esercitavo) la libera professione in campo civile e penale, in questa città in uno studio che avevo inaugurato autonomamente 7 mesi fa dopo 14 anni passati in uno studio associata con altri colleghi.&lt;br /&gt;Credevo di aver raggiunto un’eccellente traguardo professionale,  con la convinzione di una stabilità futura data da un volume di lavoro che mi permetteva di ottimizzare i miei risultati sul lavoro senza andare a danno del mio ruolo fondamentale di madre e di moglie.&lt;br /&gt;Avevo una splendida casa a L’Aquila in una zona centrale ma mi ero trasferita dal mese di gennaio qui a Santa Rufina di Roio poiché, dopo una lunga malattia, nel mese di febbraio era venuto a mancare mio suocero ed avevamo deciso di fare compagnia a mia suocera almeno fino alla Santa Pasqua per poi tornare a casa nostra a L’Aquila.&lt;br /&gt;Il terremoto ci ha sorpresi proprio qui, nella casa che, dopo anni di immane sacrificio, i miei suoceri avevano costruito credendo fosse un luogo sicuro ed inespugnabile.&lt;br /&gt;La terra tremava da mesi  nella nostra zona ed il terremoto era divenuto un compagno di giornata senza che nessuno ci allertasse più di tanto o suscitasse in noi quella preoccupazione che avrebbe potuto, col senno di poi, salvare tante vite umane.&lt;br /&gt;Anche quella notte, già alle 11,30 c’era stata una brutta scossa tanto da spaventare terribilmente i nostri bambini che pretendevano di dormire tutti nella nostra camera da letto con quelli che consideravo i “soliti” capricci e che tali non erano.&lt;br /&gt;Domenico, in particolare, disse una frase che oggi con mio marito consideriamo una premonizione.&lt;br /&gt;E’ entrato in camera nostra in pigiama, con il cuscino sotto il braccio dicendo:” …mamma io non sto tranquillo a dormire in cameretta perché la casa trema…………possiamo dormire tutti nella stessa stanza così se muoriamo lo facciamo tutti insieme?”.&lt;br /&gt;Ripensandoci ora, dopo tutto quello che è accaduto, mi assale una tristezza immensa pensando a queste piccole creature che erano consapevoli di un pericolo che noi adulti non abbiamo compreso.&lt;br /&gt;Comunque Domenico e Luisa quella notte hanno dormito con noi ed è stata la loro salvezza perché il muro della mia camera è crollato sui loro lettini nella stanza a fianco……….&lt;br /&gt;Alle 3,20, poi,  nella nostra camera era come se ci fosse un elicottero che atterrava. Un rumore pazzesco di mura che si staccavano e calcinacci che ci entravano nella bocca sollevando una polvere immensa che non mi permetteva di  vedere i miei figli.&lt;br /&gt;Sentendomi gridare, sono riusciti a venirmi vicino e ci siamo rifugiati sotto la trave di una porta mentre tutt’intorno continuava a tremare con una violenza mai vissuta, come se qualcuno tenesse nelle mani la nostra casa e la facesse sbattere in aria per sgretolarla.&lt;br /&gt;….scendevamo le scale e le mura del piano di sopra crollavano dietro di noi…..fino a quando abbiamo raggiunto il portone di uscita che, per la pressione del peso del piano soprastante, si era aperto sulla strada principale del paese.&lt;br /&gt;Uscendo, lo scenario è stato impressionante.&lt;br /&gt;Le case, guardando  a destra e a sinistra erano crollate e si sentivano i nostri compaesani, rimasti sotto le macerie, gridare aiuto bloccati nelle case.&lt;br /&gt;Dovevamo raggiungere la piazza ma il rischio che le case che ci dividevano da lì ci crollassero addosso era altissimo, ……….abbiamo rischiato, cominciando a correre, tenendo i bambini scalzi ed impauriti per mano e salendo sulle pietre delle case cadute che continuavano a rotolare sulla strada colpendoci  le gambe… intanto le luci pubbliche hanno cominciato a lampeggiare per poi spegnersi del tutto lasciandoci nel buio più totale.&lt;br /&gt;………..quando siamo arrivati nella piazza sopra il paese ho creduto che il mondo fosse finito e quella notte non sarebbe mai più stata seguita da una giornata di sole e di luce.&lt;br /&gt;Solo dopo, con il cuore impazzito di paura ci siamo guardati ed abbiamo compreso che la nostra famiglia era salva, ed allora ho benedetto il Signore di avermi lasciato i miei due figli che oggi, guardo con occhi diversi come si fossero rinati per la seconda volta.&lt;br /&gt;In trenta secondi è crollata la casa a L’Aquila, la casa a Santa Rufina di Roio, lo studio….. è caduto giù, davanti ai nostri occhi, tutto ciò che più generazioni avevano realizzato faticosamente……&lt;br /&gt;Ora ti dico chi è oggi la persona che tu hai conosciuto domenica scorsa.&lt;br /&gt;Vivo in tenda qui nella tendopoli di Santa Rufina di Roio ed in questo momento alle 22,35, ho davanti ai miei occhi Domenico e Luisa che dormono beatamente nei loro letti che hanno sistemato attaccandoli a destra e sinistra del nostro lettone.&lt;br /&gt;La sera si addormentano dandoci la mano e dicono di aver finalmente realizzato il loro sogno di dormire nella stessa stanza con mamma e papà….dicono anche che questo è il periodo più bello della loro vita in cui anche se la terra trema non può farci più del male e chiunque li incontra della Protezione civile  è gentilissimo e gli dà tanti baci.&lt;br /&gt;Tutto ciò che mi resta  dopo una vita di agi e di un benessere, che andava molto al di là del necessario, è racchiuso in questa tenda blu del Ministero in cui custodisco l’unica vera ricchezza, i miei figli.&lt;br /&gt;Non ho altro, al momento, di cui occuparmi e mentre mio marito è già impegnato nella ricostruzione con mille difficoltà, io mi sono  messa a disposizione dei nostri compaesani che, come noi, hanno perso tutto...ma hanno un peso in più che è l’età avanzata e l’incapacità di guardare al di là di oggi.&lt;br /&gt;Il mio compito è quello di motivarli e non perdere le speranze di rivedere il loro paesello risorgere ma la fatica è tanta e vivere in tenda già da due mesi comincia a farsi sentire emotivamente e fisicamente.&lt;br /&gt;Il fatto di essere un avvocato, tra l’altro, mi ha posto in una posizione di prestigio ma sono sempre faticosamente in prima linea poiché qualsiasi questione tecnico-legale si pone, anche in ordine alla ricostruzione, mi viene sottoposto dai miei compaesani con uno sguardo pieno di speranza in attesa di un’interpretazione giuridica da parte mia che vada a loro vantaggio.&lt;br /&gt;Le nostre giornate trascorrono veloci perché ci sono mille cose da fare per andare incontro a tutte le richieste delle 230 persone che gestisco essendo una delle rappresentanti dei cittadini e quando arriva la sera, soprattutto se piove e tira vento, sembra di essere su una nave in balia delle onde con le pareti che si gonfiano come le vele nel mare…mentre la pioggia crea un rumore costante che ti entra nella testa ed  al quale non puoi sottrarti perché non c’è alternativa…&lt;br /&gt;Io non ho più un computer, tranne questo con cui ti scrivo che è stato recuperato sotto le macerie della mia cucina, ho tentato di recuperare i codici nello studio ma la scossa ha fatto cadere a terra tutta la mia biblioteca e per disgrazia ci si è rotto sopra un tubo dell’acqua dell’appartamento soprastante per cui non ne resta più nulla e anche tante nozioni che prima erano pane quotidiano, vagano nella mia mente appesantita dai tanti pensieri.&lt;br /&gt;Quello che ti chiedo e di aiutarmi in questa mia missione a favore di noi terremotati di questa valle e soprattutto dei bambini che sono rimasti colpiti dal tuo “pizzetto blu” ed ai quali ho detto che verrai a trovarci presto per allietarci un po’.&lt;br /&gt;Caro  Enio, sapessi che sensazione strana ho ora che non possiedo più nulla di materiale ed ogni chiave del mio portachiavi non ha più una porta da aprire……..&lt;br /&gt;Dovrei sentirmi persa nel mondo eppure non mi sono mai sentita così ricca.&lt;br /&gt;Ora valgono solo i sentimenti veri e nulla di ciò che prima di teneva sveglia la notte, per un’udienza importante o per una sentenza attesa con trepidazione, può più scalfirmi, ora che per tetto abbiamo tante stelle la notte e tante nuvolette e pioggia di giorno mi accorgo di essere un puntino sperso nel mondo ma con tanta voglia fare e costruire.&lt;br /&gt;I miei figli sono l’inizio e la fine di questo mio mondo e renderli non dico felici ma almeno sereni, deve essere il mio scopo per il futuro….loro mi guardano come se la mamma si fosse trasformata in Rambo visto che, in effetti,  nella tasca ora,  al posto della mia inseparabile penna stilografica  e dei tacchi alti per andare elegantemente in udienza, c’è un  coltello multiuso nei tasconi dei pantaloni da campo.&lt;br /&gt;Spero siano orgoglioso della loro mamma ed abbiano compreso che reagire a tutta questa tragedia è l’unica nostra arma di difesa.&lt;br /&gt;Dicono che noi aquilani siamo forti e non ho mai compreso a fondo questa frase ma se questo significa non avere più paura di andare avanti, puntare un traguardo e fare di tutto per raggiungerlo oppure avere il coraggio  di chiedere aiuto se se ne ha bisogno allora credo di essere aquilanissima e soprattutto sento ora una fierezza mai avuta prima.&lt;br /&gt;L’augurio che mi faccio è di operare sempre per il bene dei miei bambini e della mia comunità di Santa Rufina e quando questa terra avrà smesso di tremare e saremo un po’ più tranquilli, spero di poterti ospitare nella nostra nuova casa ………..se Dio vuole.&lt;br /&gt;Ora ti saluto e ti abbraccio immensamente sperando di essere tua ospite in prima fila quando verrai qui da noi per lo spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;strong&gt;Avv. Angela&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Attualmente residente nella tendopoli di Santa Rufina di Roio, tenda n° 28&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Thu, 04 Jun 2009 07:50:32 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Bimba di 5 anni allevata da cani e gatti, non parla, abbaia</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6330586</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;strong&gt;Russia: trovata bimba di 5 anni allevata da cani e gatti, non parla, ma abbaia&lt;br /&gt;comprende il russo, ma mangia come gli animali&lt;br /&gt;Rinvenuta in un appartamento fatiscente da cui non poteva uscire&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOSCA (RUSSIA) - Una bambina ignorata dai genitori e dai nonni e «allevata» da cani e gatti, di cui ha finito per apprendere il linguaggio: è la storia di degrado scoperta dagli agenti per la protezione dell’infanzia a Tchita, in Siberia Orientale. La bambina, di cinque anni, è stata trovata in un appartamento fatiscente da cui non poteva mai uscire, dove non aveva imparato a parlare e in cui cercava di comunicare abbaiando. &lt;br /&gt;LA STORIA - «Durante cinque anni è stata allevata da diversi cani e gatti, e non è mai uscita una sola volta - ha spiegato la polizia locale in un comunicato - la piccola si è buttata sugli agenti come un cagnolino». Pur comprendendo il russo, la bambina non era però in grado di parlarlo e cercava di esprimersi «parlando il linguaggio degli animali». Il particolare più inquietante riguarda le abitudini alimentari assunte dalla bambina: «Non mangia con il cucchiaio, lo mette da parte e lecca», ha raccontato al canale tv «Rossia» Nina Emeltchougova, lavoratrice nell’istituto dove la bambina sta ricevendo assistenza medica e psichiatrica. La bambina, soprannominata dalla polizia «Mowgli» come il bimbo allevato dagli animali ne «Il libro della giungla», salta sulle porte abbaiando quando viene lasciata sola in una stanza. La famiglia, secondo i vicini, era estremamente asociale, fino al punto di uscire solo di notte per non incontrare nessuno. Lo scorso marzo, il presidente russo Dmitri Medvedev aveva chiesto di agire con urgenza per mettere fine alle violenze sui bambini: Medvedev aveva affermato che in Russia vi sono 760.000 minori in «condizioni socialmente pericolose». &lt;br /&gt;28 maggio 2009 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal Corriere.it&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fcronache%2F09_maggio_28%2Frussia_bimba_allevata_cani_gatti_aca11922-4b6e-11de-a6f4-00144f02aabc.shtml&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_28/russia_bimba_allevata_cani_gatti_aca11922-4b6e-11de-a6f4-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Thu, 28 May 2009 18:22:12 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Pillola del giorno dopo anche alle minorenni</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6256773</link>
            <description>&lt;strong&gt;Accade in Spagna dove il ministero della Sanità ha deciso di offrire l’opportunità di acquistare o comunque poter assumere la pillola del giorno dopo anche alle minorenni. La possibilità sarà attiva tra 3 mesi e neglio intenti intende poter ridurre il numero degli aborti e delle gravidanze indesiderate che, soltanto in Spagna, nel 2007 sono state 10.500 tra le giovani ragazze. Dai dati acquisiti risulta che più della metà è ricorsa all’aborto, mentre il resto ha portato avanti la gravidanza comunque. La situazione, dicono le Autorità, è molto seria e preoccupante: in questo modo si spera di poter tamponare questo fenomeno in continuo aumento.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da La Stampa.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.lastampa.it%2F_web%2Fcmstp%2FtmplRubriche%2FBenessere%2Fgrubrica.asp%3FID_blog%3D26%26amp%3BID_articolo%3D780%26amp%3BID_sezione%3D565%26amp%3Bsezione%3DGravidanza%2520e%2520Parto&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Benessere/grubrica.asp?ID_blog=26&amp;amp;ID_articolo=780&amp;amp;ID_sezione=565&amp;amp;sezione=Gravidanza%20e%20Parto&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Fri, 15 May 2009 08:36:11 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Test del Dna per prevedere le complicanze in gravidanza</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6256744</link>
            <description>&lt;strong&gt;Riuscire a prevedere in anticipo eventuali complicanze in gravidanza, ma anche possibili problemi per il feto e il nascituro: questi gli obiettivi dei ricercatori australiani dell’Università di Adelaide del new Robinson Institute. &lt;br /&gt;Il professor Claire Roberts e il suo team di ricercatori hanno individuato delle sottili variazioni in specifici geni nei genitori e nel feto stesso che indicherebbero come la donna possa essere oggetto di complicazioni nella gestazione. Tutto questo si potrà tradurre in un efficace strumento diagnostico preventivo per un’assistenza prenatale che potrebbe salvare la vita di mamma e bambino.&lt;br /&gt;Lo studio ha anche evidenziato la possibilità di sviluppare potenziali terapie per i primi mesi di gravidanza a beneficio dello sviluppo e delle funzioni della placenta, riducendo allo stesso tempo possibili complicazioni. &lt;br /&gt;Dato che, al momento, complicanze come pre-eclampsia, difetti congeniti, aborti spontanei, parti prematuri e altre sono individuabili unicamente nel momento in cui si sviluppano i sintomi, in molti casi è ormai troppo tardi per intervenire. Ecco quindi che un test del Dna efficace nel predirre questi possibili eventi sarebbe la soluzione ideale, suggeriscono gli scienziati.&lt;br /&gt;Ora i ricercatori stanno cercando un partner commerciale a cui interessi sviluppare e immettere sul mercato questo tipo di test che, a loro detta, avrebbe una potenziale attrattiva da parte delle donne incinte che andrebbe oltre il 90%.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da La Stampa.it&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.lastampa.it%2F_web%2Fcmstp%2FtmplRubriche%2FBenessere%2Fgrubrica.asp%3FID_blog%3D26%26amp%3BID_articolo%3D786%26amp%3BID_sezione%3D565%26amp%3Bsezione%3DGravidanza%2520e%2520Parto&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Benessere/grubrica.asp?ID_blog=26&amp;amp;ID_articolo=786&amp;amp;ID_sezione=565&amp;amp;sezione=Gravidanza%20e%20Parto&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Fri, 15 May 2009 08:20:47 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Vivere il qui ed ora</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6251805</link>
            <description>&lt;strong&gt;Una volta un uomo incontra un amico che non vede da venticinque anni.&lt;br /&gt;Dopo uno scambio di cortesie gli chiede notizie sul figlio maggiore, Harry. Il viso del suo amico risplende; gli dice che Harry è un poeta molto importante; la gente l’ascolta affascinata; inoltre probabilmente sarà onorato con il Premio Nobel negli anni a venire.&lt;br /&gt;Non è minore la sua soddisfazione sul secondo figlio, Benny, un politico che probabilmente può raggiungere la carica di Primo Ministro in qualche anno. &lt;br /&gt;Tuttavia sofferenza e disappunto gli appaiono sul viso parlando della situazione del suo terzo ed ultimo figlio, Easy, un semplice sarto, senza un brillante avvenire come quello dei suoi fratelli. &lt;br /&gt;Comunque ammette che la famiglia intera ricava il sostentamento dai guadagni di Easy, e che da parte dei suoi risparmi egli stesso ha potuto sviluppare i propri affari da un negozio dove lavorava da solo ad una fabbrica dove una dozzina di persone si guadagnano da vivere. &lt;br /&gt;Easy è come è, e da cosa è proviene tutta la sua crescita. &lt;br /&gt;E’ una realtà e altrettanto reale è il suo sviluppo. &lt;br /&gt;I suoi fratelli non vivono il presente e il futuro che stanno sognando è al di là della loro portata e realizzazione.&lt;br /&gt;Un rifiuto del presente è un rifiuto di ogni speranza di crescita, materiale o spirituale.&lt;/strong&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Thu, 14 May 2009 10:16:43 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>MOBILITAMOCI CONTRO “RAPELAY”, IL GIOCO DELLO STUPRATORE</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6251648</link>
            <description>&lt;strong&gt;E’ di questi giorni la notizia che il gioco RapeLay (gioco di parole tra “Rape=Stupro” e “Replay=Ripetuto” Stupro ripetuto) ha varcato i confini occidentali. Il &amp;quot;gioco&amp;quot;, che simula ed “insegna” a molestare. Il giocatore-maniaco mette gli occhi su una famiglia composta solo da donne: madre e due figlie, una delle quali minorenne. E’ proprio quest’ultima a essere notata dall’aggressore.&lt;br /&gt;In America e in Gran Bretagna sono riusciti a bandirlo dai siti web. Polemiche furiose anche in Spagna, Germania e Irlanda. &lt;br /&gt;In Italia ancora non è stata intrapresa un'azione decisa e netta di contrasto del fenomeno. Iscriviti al gruppo creato su FaceBook, intendiamo contattare professionisti, mass-media e politica per aprire una riflessione ed arginare la diffusione di simili &amp;quot;prodotti&amp;quot;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per iscriversi al gruppo su Facebook&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgroup.php%3Fgid%3D73432609298&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=73432609298&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Thu, 14 May 2009 09:12:12 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Demenza senile: i giochi non la evitano</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6251627</link>
            <description>&lt;strong&gt;Uno studio mette in discussione la reale utilità dei giochi che sostengono di allenare il cervello: non hanno alcun potere di arrestare il declino cognitivo.&lt;br /&gt;Giochi che aiutano a tenere in forma il cervello rinforzando la memoria e generando nei consumatori la piacevole sensazione di essere mentalmente più giovani di quanto farebbe pensare la data di nascita. Da tempo non sono più una novità, ma l’effettiva utilità di questi prodotti viene messa seriamente in discussione da un autorevole documento congiunto diffuso a cura dello statunitense Stanford Center on Longevity e del Max-Planck-Institut di sviluppo umano di Berlino, elaborato dopo un anno di discussioni fra 30 dei più autorevoli neuroscienziati del mondo.&lt;br /&gt;La paura della perdita di memoria, del deperimento mentale e dell’Alzheimer stanno facendo la fortuna delle aziende che producono simili rimedi, senza avvertire gli acquirenti che in realtà non esiste alcuna soluzione magica per salvarsi dal declino cognitivo, nemmeno cercandola tra gli integratori alimentari. Pertanto la pubblicità che ne sostiene il mercato, e della quale ci si dovrebbe fidare solo quando sia stata verificata da ricerche indipendenti condotte da più esperti, si lancia qualche volta in affermazioni ragionevoli, ma molte altre in affermazioni scientificamente indimostrate o palesemente false e fuorvianti. &lt;br /&gt;Infatti, se in qualche caso è vero che simili giochi possono aiutare a memorizzare liste di parole, andrebbe anche sottolineato che tale abilità non viene trasferita automaticamente nella vita quotidiana, e probabilmente non sarà di alcuna utilità per ricordare l’orario di un appuntamento o il luogo in cui sono state lasciate le chiavi dell’auto. Inoltre, eventuali miglioramenti a breve termine della prestanza mentale consentiti da questi prodotti, che dispongono di molte alternative meno dispendiose per ottenere lo stesso scopo, non sono affatto una garanzia contro l’entità del declino cognitivo che potrebbe verificarsi nel corso degli anni e dei decenni successivi.&lt;br /&gt;Gli studiosi sostengono che partecipare alla vita della propria comunità, dedicarsi alle proprie passioni o imparare l’italiano (la nostra lingua nel documento riceve l’onore di essere considerata complessa e stimolante), è un toccasana per la mente, capace di produrre risultati socialmente significativi. Ed è stato dimostrato che lo stesso esercizio fisico fa bene non solo al corpo, ma anche all’attenzione, al ragionamento e alla memoria.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte dell'informazione: &lt;br /&gt;Panorama.it - Hitech e Scienza&lt;br /&gt;Martedi 12 Maggio 2009</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Thu, 14 May 2009 09:03:33 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Il massaggio accelera lo sviluppo cerebrale dei neonati</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6251620</link>
            <description>&lt;strong&gt;Una équipe di ricercatori guidata da Lamberto Maffei (Scuola Normale di Pisa e Istituto di Neuroscienze - Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha dimostrato per la prima volta gli effetti benefici della &amp;quot;massage therapy&amp;quot; sulla crescita post natale, in particolare sulla maturazione del sistema visivo. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista The Journal of Neuroscience &lt;br /&gt;Arricchire l'ambiente in cui vivono i neonati con il massaggio (&amp;quot;massage therapy&amp;quot&lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2377//s/i/smilies/wink.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt; promuove lo sviluppo cerebrale ed in particolare stimola la maturazione del sistema visivo. E' il risultato di uno studio condotto in&lt;br /&gt;parallelo su neonati umani e cuccioli di ratto pubblicato dalla rivista scientifica The Journal of Neuroscience. La ricerca è stato realizzata grazie alla collaborazione fra la Scuola Normale Superiore di Pisa, l'Istituto di Neuroscienze del CNR, l'Istituto Stella Maris (gruppo del prof. Cioni), il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Firenze (prof. Berardi) e la Divisione di Neonatologia di Pisa (prof. Boldrini e&lt;br /&gt;prof. Ghirri) e grazie a un finanziamento del MIUR e della Fondazione Mariani. &lt;br /&gt;Per la prima volta è stata scientificamente provata l'importanza della ricchezza dell'ambiente, in questo caso sotto forma di stimolazione tattile, come forza motrice dello sviluppo postnatale precoce. Nonostante il massaggio sia sempre più spesso incluso nella cura dei neonati umani, con&lt;br /&gt;qualche evidenza per un suo effetto positivo sul tasso di crescita corporeo, né negli animali né nell'uomo era noto se potesse influenzare lo sviluppo del cervello. &lt;br /&gt;Per rispondere a questa domanda sono stati esplorati gli effetti del massaggio sullo sviluppo cerebrale, ed in particolare sullo sviluppo visivo, in un gruppo di bambini pretermine sani e, in parallelo, in cuccioli di&lt;br /&gt;ratto appena nati. I risultati mostrano che il massaggio influenza la maturazione dell'attività cerebrale evocata dalla visione e dell'acuità visiva sia nei bambini che nei cuccioli di ratto. Nei bambini è stata&lt;br /&gt;inoltre valutata l'attività elettroencefalografica, che è risultata avere una maturazione più rapida nei bambini massaggiati. &lt;br /&gt;L'équipe di ricercatori, coordinata da Lamberto Maffei, ha dimostrato come il massaggio agisca modulando i livelli di specifici fattori già presenti nell'organismo, in particolare dell'IGF-1 (Insulin like growth factor 1), conosciuto anche con il nome di somatomedina, un ormone di natura proteica con una struttura molecolare simile a quella dell'insulina che viene prodotto soprattutto a livello epatico. L'IGF-1 riveste un ruolo importantissimo nei processi di crescita del bambino e mantiene i suoi effetti anabolici anche in età adulta. &lt;br /&gt;«Nei bambini - spiega Lamberto Maffei del CNR-SNS la massage therapy aumenta i livelli ematici di IGF-1. I risultati nel ratto mostrano che il massaggio aumenta i livelli di IGF-1 nel cervello, mentre il blocco dell'azione dell'IGF-1 elimina gli effetti del massaggio sullo sviluppo dell'acuità visiva. Questo suggerisce che IGF-1 potrebbe essere uno dei mediatori degli effetti del massaggio sullo sviluppo visivo anche nei bambini».&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scheda &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa: &lt;strong&gt;Studio sugli effetti del massaggio infantile&lt;/strong&gt; pubblicato su The Journal of Neuroscience&lt;br /&gt;Chi: &lt;strong&gt;Istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa, Scuola Normale di Pisa&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lamberto Maffei, Istituto di Neuroscienze del Cnr, Pisa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E-mail: &lt;a href=&quot;/go/messages/send/receiver=maffei@in.cnr.it&quot;&gt;maffei@in.cnr.it&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Referenze: Andrea Guzzetta, Sara Baldini, Ada Bancale, Laura Baroncelli, Francesca Ciucci, Paolo Ghirri, Elena Putignano, Alessandro Sale, Alessandro Viegi, Nicoletta Berardi, Antonio Boldrini, Giovanni Cioni Lamberto Maffei.&lt;br /&gt;Massage accelerates brain development and the maturation of visual function,&lt;br /&gt;The Journal of Neuroscience (2009)</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Thu, 14 May 2009 09:00:49 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>La Polizia sbarca su Facebook</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6229909</link>
            <description>&lt;strong&gt;Con la tradizionale cerimonia a Roma, in Piazza del Popolo, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si celebra la festa della Polizia.&lt;br /&gt;E, a 157 anni dalla nascita, sbarca inoltre su Facebook: da domani, gli uomini della Polizia di Stato saranno infatti presenti sui social network frequentati dai giovani, Facebook, appunto, ma anche su YouTube.&lt;br /&gt;L'ideatore: su FB tutta l'umanità&lt;br /&gt;&amp;quot;Non so se un giorno metteremo in rete tutta l'umanita', ma trovare altre centinaia di milioni di utenti e' il mio prossimo obiettivo&amp;quot;. Parola di Mark Zuckerberg, il multimiliardario giovane americano che ha creato Facebook, che oggi vanta 200 milioni di utenti.&lt;br /&gt;Lo ha detto in un'intervista televisiva: &amp;quot;Abbiamo cominciato a piccoli passi, nel campus universitario di Harvard. Volevamo aiutare gli studenti a scambiarsi informazioni rapidamente, poi la cosa si e' allargata ad altri campus e al mondo intero&amp;quot;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.rainews24.it%2Fit%2Fnews.php%3Fnewsid%3D117866&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=117866&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Sun, 10 May 2009 10:51:20 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Reporter canadese rapita e ridotta a schiava sessuale</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6229756</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;strong&gt;La giornalista è stata sequestrata con un collega australiano in agosto&lt;br /&gt;Somalia: è incinta la reporter canadese rapita e ridotta a schiava sessuale&lt;br /&gt;Una fonte a Mogadiscio: sta bene, ma per liberarla vogliono 2,5 milioni di dollari&lt;br /&gt;di Massimo A. Alberizzi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://it.netlogstatic.com/p/oo/079/507/79507972.jpg&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NAIROBI - Un reporter locale contatta­to dal Corriere, Yussuf Hassan, li ha visti da lontano in una casa di Bakara Market, la zona centrale e più pericolosa di Moga­discio. «Non mi hanno fatto avvicinare. Lei aveva il velo e la pelle molto bianca, lui era seduto un po’ più distante». Yussuf è certo che fossero loro, ma a Mogadiscio quelli della tribù Rer Hammar sono di­scendenti dagli arabi e si possono confon­dere facilmente con gli occidentali. E Mo­gadiscio è piena di sciacalli. &lt;br /&gt;La giornalista canadese Amanda Lindhout e il suo colle­ga australiano Nigel Brennan, sono stati rapiti il 23 agosto scorso sulla strada che unisce Mogadiscio a Afgoi da un comman­do di banditi. Volevano visitare un campo di profughi, uno di quei gironi infernali dove vivono migliaia di persone in fuga da una guerra che dura da 18 anni. Da allo­ra si sono perse le loro tracce. Notizie non confermate pubblicate dai siti somali raccontano cose raccapriccian­ti. Maareg, per esempio, scrive che un po’ di settimane fa i due reporter sono riusciti a fuggire dalla loro prigione. Si sono rifu­giati in una moschea dove però sono stati riacciuffati. Chi li ha visti in quei momen­ti sostiene che Amanda avesse il pancio­ne. Da allora le notizie sulla sua sorte si so­no moltiplicate. Amanda, pelle bianchissi­ma, esile, capelli biondi, 28 anni, sarebbe diventata una schiava del sesso, violenta­ta ogni giorno a turno dai suoi rapitori. Ni­gel invece sarebbe stato costretto a sposa­re un paio di donne somale, naturalmente dopo essersi convertito all’Islam. La ver­sione del sito internazionale Jihad Watch invece è che uno dei suoi rapitori l’avreb­be costretta a diventare sua moglie, dopo averla violentata e messa incinta. Ma queste informazioni contrastano con quelle raccolte dalla fonte del Corrie­re che ha contattato a Mogadiscio uno del­la banda dei rapitori, Idriss. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Idriss, parlan­do al telefono con Nairobi, racconta che Amanda non è incinta e Niger non è sposa­to. I due stanno bene, compatibilmente con la lunga detenzione che li tiene inchio­dati in una casa semidiroccata a Bakara Market. «I rapitori — rivela Idriss, che so­stiene di non essere un protagonista del sequestro — chiedono due milioni e mez­zo di dollari». Fonti dell’ambasciata cana­dese a Nairobi rivelano che per i due gior­nalisti sono stati messi a disposizione ap­pena 250 mila dollari. André Lemai, porta­voce del ministero degli Esteri si è rifiuta­to di commentare le notizie diffuse online sostenendo che continuano tutti gli sforzi per arrivare alla liberazione di Amanda e, in collaborazione con gli australiani, di Ni­gel. Sempre secondo il nostro stringer, i ra­pitori sarebbero stufi di dover mantenere i due prigionieri e non vedono uno sboc­co «concreto» per loro giacché le trattati­ve sarebbero state interrotte. Barbara Schiavulli, giornalista italiana dell’Espresso, conosce bene Amanda. «Ab­biamo lavorato molte volte assieme in Iraq. È coraggiosa ma non imprudente. E poi strabocca di passione per il suo lavo­ro. Prima di partire per una missione si in­forma e prende le necessarie misure di si­curezza. Eravamo d’accordo che ci sarem­mo sentite via Skype, perché avrebbe volu­to raccontarmi della Somalia. Invece ho sa­puto dal Corriere che era stata rapita».&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;08 maggio 2009&lt;br /&gt;dal Corriere.it&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Festeri%2F09_maggio_08%2Fsomalia_canadese_rapita_alberizzi_66a5c42a-3b8f-11de-a872-00144f02aabc.shtml%3Ffr%3Dplgol0&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_08/somalia_canadese_rapita_alberizzi_66a5c42a-3b8f-11de-a872-00144f02aabc.shtml?fr=plgol0&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Sun, 10 May 2009 10:27:59 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Sanremo, 12 ore sul pianerottolo in coma</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6224904</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;strong&gt;Vittima di un'ischemia cade davanti alla porta di casa ma nessuno lo soccorre&lt;br /&gt;Gli inquilini scavalcano il corpo pensando a un ubriaco. La rabbia dei familiari&lt;br /&gt;Sanremo, 12 ore sul pianerottolo in coma&lt;br /&gt;Muore a 47 anni: &amp;quot;L'ha ucciso l'indifferenza&lt;/strong&gt;&amp;quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SANREMO - Ha agonizzato una notte intera sul pianerottolo di casa ma nessuno nel palazzo l'ha aiutato. Qualcuno ha scavalcato il corpo pensando che il vicino fosse ubriaco. Invece Bruno Fazzini, panettiere di Sanremo, era in coma per un'ischemia cerebrale. Quando la mattina dopo l'hanno soccorso nel palazzo a cento metri dal Casinò, era troppo tardi: è morto a 47 anni nell'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Familiari e amici non hanno dubbi: &amp;quot;L'ha ucciso l'indifferenza&amp;quot;. &lt;br /&gt;Per i fratelli Marie-Jeanne e Luis, Bruno avrebbe potuto essere salvato. O almeno avere qualche possibilità in più: &amp;quot;Per i medici - hanno detto - nostro fratello è caduto perché ha avuto un attacco ischemico. Ha battuto la testa, ma rimanere senza soccorsi per 12 ore ha di sicuro aggravato le sue condizioni. Ci chiederemo sempre che cosa sarebbe successo se qualcuno avesse telefonato al 118&amp;quot;. &lt;br /&gt;Sul pavimento del pianerottolo, la Scientifica ha rilevato una traccia di sangue vicino al punto dov'era caduto il panettiere, lasciata da scarpe che non appartengono alla vittima né, a quanto risulta dai primi accertamenti, ai volontari del 118. E' quindi molto verosimile che qualche inquilino abbia scavalcato il corpo del vicino senza soccorrerlo. Gli uomini del commissariato hanno trasmesso gli atti alla procura sanremese, si profila l'apertura di un fascicolo per omissione di soccorso, con l'aggravante del decesso. &lt;br /&gt;&amp;quot;Mercoledì sera - spiega un amico - Bruno era al bar con me e altri compagni a guardare la partita tra Chelsea e Barcellona. Intorno alle nove e mezza ha accompagnato a casa un amico che era un po' alticcio, e poi è andato a casa. Si è sentito male per le scale ed è caduto ma nessuno l'ha aiutato&amp;quot;. Bruno è stato soccorso solo il mattino dopo, alle 11, dall'ex compagna e da sua sorella Marie-Jeanne.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;9 maggio 2009&lt;br /&gt;da Repubblica.it&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2F2009%2F05%2Fsezioni%2Fcronaca%2Fsanremo-muore-pianerottolo%2Fsanremo-muore-pianerottolo%2Fsanremo-muore-pianerottolo.html%3Frss&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/sanremo-muore-pianerottolo/sanremo-muore-pianerottolo/sanremo-muore-pianerottolo.html?rss&lt;/a&gt;</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Sat, 09 May 2009 12:34:33 UT</pubDate>
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            <title>Petizione all'ONU per una Giornata mondiale dell'UNITA'</title>
            <link>http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=6223754</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignLeft&quot;&gt;Humanity's Team, il movimento internazionale per i diritti dell'Anima fondato da Neale Donald Walsch, sta raccogliendo 50000 firme per invitare le Nazioni Unite a dichiarare una Giornata Mondiale dell'Unità, per dare forza al messaggio che Siamo Tutti Uno, nella convinzione che questa semplice idea abbia un grande&lt;br /&gt;potenziale, se conosciuta, accolta e vissuta, per cambiare l'attuale esperienza che l'umanità sta facendo di sé stessa e della Vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ti invito a leggere la petizione in allegato e, se ne condividi il contenuto, a firmarla e a inoltrare questa e-mail tra i tuoi amici e conoscenti che pensi siano aperti allo spirito di questa iniziativa.&lt;br /&gt;Per firmare la petizione, clicca sul seguente collegamento al sito mondiale di Humanity's Team:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.humanitysteam.org%2Fonenessdaypetition&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.humanitysteam.org/onenessdaypetition&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non ha familiarità con la lingua inglese, compare una pagina in cui ci sono da compilare 5 campi obbligatori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;First Name = nome proprio&lt;br /&gt;Last Name = cognome&lt;br /&gt;Email = indirizzo di posta elettronica&lt;br /&gt;City = città&lt;br /&gt;Country = nazione, da scegliere nel menu a tendina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segue uno spazio in cui, se lo desideri, puoi inserire un commento, anche in italiano, e 2 riquadri: spuntando il primo indichi che vuoi apparire solo in forma anonima nella lista dei firmatari;&lt;br /&gt;togli la spunta del secondo se non desideri ricevere e-mail occasionali da Humanity's Team mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;Il testo della petizione in inglese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oneness Day Petition - The Text&lt;br /&gt;I declare:&lt;br /&gt;1.That the message We Are All One, inter-related, inter-connected and inter-dependent, with God/Life/One-another, is the one spiritual message that the world has been waiting for to bring about loving and sustainable answers to humanity’s challenges. &lt;br /&gt;2.That the world does not have to be the way it is – and that individual people can change it, using the power of spiritual citizenship.&lt;br /&gt;3.That humanity is good and has unlimited potential, and that social transformation starts with personal transformation. I therefore recognize the importance of connecting with my divine essence and inner wisdom throughout my life’s journey; allowing the finest and the highest levels of human potential to flourish for the benefit of all. &lt;br /&gt;4.My aspirations to support spiritual principles, global ethics, and universal values such as respect, justice, peace, dignity, freedom, responsibility and cooperation, that underlie this declaration.&lt;br /&gt;5.That human beings need each other to survive on this planet. I recognize that we are all in this together and that community flourishes as we learn about each other and revel in the wonder and beauty of our diversities. I declare that I am playing my part to help to bring about a culture in which we, the peoples of the world, can address our common global concerns in an holistic, positive and transforming way and live together in peace with one another.&lt;br /&gt;6.That Oneness contains All of life – also the parts that we regard as the “other”. I realise that wholeness and togetherness can only be experienced through the recognition of the uniqueness, beauty and purpose of all aspects of life, and that this recognition starts with my Self.&lt;br /&gt;7.That I am part of the emerging consciousness that promotes a spirit of openness, enquiry, connection and relationship with myself and the entire universe, and who continues to recognise the wonder, beauty and mystery of it all.&lt;br /&gt;8.I declare that the time for change is now, and I declare the importance of a day set aside for all of humanity to come together as one human family, to discuss, celebrate and experience Oneness.</description>
            <author>GioiaeSorrisi</author>
            <pubDate>Sat, 09 May 2009 08:07:30 UT</pubDate>
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