GioiaeSorrisi
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Il massaggio accelera lo sviluppo cerebrale dei neonati
Una équipe di ricercatori guidata da Lamberto Maffei (Scuola Normale di Pisa e Istituto di Neuroscienze - Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha dimostrato per la prima volta gli effetti benefici della "massage therapy" sulla crescita post natale, in particolare sulla maturazione del sistema visivo. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista The Journal of Neuroscience
Arricchire l'ambiente in cui vivono i neonati con il massaggio ("massage therapy"
promuove lo sviluppo cerebrale ed in particolare stimola la maturazione del sistema visivo. E' il risultato di uno studio condotto in
parallelo su neonati umani e cuccioli di ratto pubblicato dalla rivista scientifica The Journal of Neuroscience. La ricerca è stato realizzata grazie alla collaborazione fra la Scuola Normale Superiore di Pisa, l'Istituto di Neuroscienze del CNR, l'Istituto Stella Maris (gruppo del prof. Cioni), il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Firenze (prof. Berardi) e la Divisione di Neonatologia di Pisa (prof. Boldrini e
prof. Ghirri) e grazie a un finanziamento del MIUR e della Fondazione Mariani.
Per la prima volta è stata scientificamente provata l'importanza della ricchezza dell'ambiente, in questo caso sotto forma di stimolazione tattile, come forza motrice dello sviluppo postnatale precoce. Nonostante il massaggio sia sempre più spesso incluso nella cura dei neonati umani, con
qualche evidenza per un suo effetto positivo sul tasso di crescita corporeo, né negli animali né nell'uomo era noto se potesse influenzare lo sviluppo del cervello.
Per rispondere a questa domanda sono stati esplorati gli effetti del massaggio sullo sviluppo cerebrale, ed in particolare sullo sviluppo visivo, in un gruppo di bambini pretermine sani e, in parallelo, in cuccioli di
ratto appena nati. I risultati mostrano che il massaggio influenza la maturazione dell'attività cerebrale evocata dalla visione e dell'acuità visiva sia nei bambini che nei cuccioli di ratto. Nei bambini è stata
inoltre valutata l'attività elettroencefalografica, che è risultata avere una maturazione più rapida nei bambini massaggiati.
L'équipe di ricercatori, coordinata da Lamberto Maffei, ha dimostrato come il massaggio agisca modulando i livelli di specifici fattori già presenti nell'organismo, in particolare dell'IGF-1 (Insulin like growth factor 1), conosciuto anche con il nome di somatomedina, un ormone di natura proteica con una struttura molecolare simile a quella dell'insulina che viene prodotto soprattutto a livello epatico. L'IGF-1 riveste un ruolo importantissimo nei processi di crescita del bambino e mantiene i suoi effetti anabolici anche in età adulta.
«Nei bambini - spiega Lamberto Maffei del CNR-SNS la massage therapy aumenta i livelli ematici di IGF-1. I risultati nel ratto mostrano che il massaggio aumenta i livelli di IGF-1 nel cervello, mentre il blocco dell'azione dell'IGF-1 elimina gli effetti del massaggio sullo sviluppo dell'acuità visiva. Questo suggerisce che IGF-1 potrebbe essere uno dei mediatori degli effetti del massaggio sullo sviluppo visivo anche nei bambini».
Scheda
Che cosa: Studio sugli effetti del massaggio infantile pubblicato su The Journal of Neuroscience
Chi: Istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa, Scuola Normale di Pisa
Per informazioni:
Lamberto Maffei, Istituto di Neuroscienze del Cnr, Pisa
E-mail: maffei@in.cnr.it
Referenze: Andrea Guzzetta, Sara Baldini, Ada Bancale, Laura Baroncelli, Francesca Ciucci, Paolo Ghirri, Elena Putignano, Alessandro Sale, Alessandro Viegi, Nicoletta Berardi, Antonio Boldrini, Giovanni Cioni Lamberto Maffei.
Massage accelerates brain development and the maturation of visual function,
The Journal of Neuroscience (2009) -
La Polizia sbarca su Facebook
Con la tradizionale cerimonia a Roma, in Piazza del Popolo, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si celebra la festa della Polizia.
E, a 157 anni dalla nascita, sbarca inoltre su Facebook: da domani, gli uomini della Polizia di Stato saranno infatti presenti sui social network frequentati dai giovani, Facebook, appunto, ma anche su YouTube.
L'ideatore: su FB tutta l'umanità
"Non so se un giorno metteremo in rete tutta l'umanita', ma trovare altre centinaia di milioni di utenti e' il mio prossimo obiettivo". Parola di Mark Zuckerberg, il multimiliardario giovane americano che ha creato Facebook, che oggi vanta 200 milioni di utenti.
Lo ha detto in un'intervista televisiva: "Abbiamo cominciato a piccoli passi, nel campus universitario di Harvard. Volevamo aiutare gli studenti a scambiarsi informazioni rapidamente, poi la cosa si e' allargata ad altri campus e al mondo intero".
da
http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=117... -
Reporter canadese rapita e ridotta a schiava sessuale
La giornalista è stata sequestrata con un collega australiano in agosto
Somalia: è incinta la reporter canadese rapita e ridotta a schiava sessuale
Una fonte a Mogadiscio: sta bene, ma per liberarla vogliono 2,5 milioni di dollari
di Massimo A. Alberizzi
NAIROBI - Un reporter locale contattato dal Corriere, Yussuf Hassan, li ha visti da lontano in una casa di Bakara Market, la zona centrale e più pericolosa di Mogadiscio. «Non mi hanno fatto avvicinare. Lei aveva il velo e la pelle molto bianca, lui era seduto un po’ più distante». Yussuf è certo che fossero loro, ma a Mogadiscio quelli della tribù Rer Hammar sono discendenti dagli arabi e si possono confondere facilmente con gli occidentali. E Mogadiscio è piena di sciacalli.
La giornalista canadese Amanda Lindhout e il suo collega australiano Nigel Brennan, sono stati rapiti il 23 agosto scorso sulla strada che unisce Mogadiscio a Afgoi da un commando di banditi. Volevano visitare un campo di profughi, uno di quei gironi infernali dove vivono migliaia di persone in fuga da una guerra che dura da 18 anni. Da allora si sono perse le loro tracce. Notizie non confermate pubblicate dai siti somali raccontano cose raccapriccianti. Maareg, per esempio, scrive che un po’ di settimane fa i due reporter sono riusciti a fuggire dalla loro prigione. Si sono rifugiati in una moschea dove però sono stati riacciuffati. Chi li ha visti in quei momenti sostiene che Amanda avesse il pancione. Da allora le notizie sulla sua sorte si sono moltiplicate. Amanda, pelle bianchissima, esile, capelli biondi, 28 anni, sarebbe diventata una schiava del sesso, violentata ogni giorno a turno dai suoi rapitori. Nigel invece sarebbe stato costretto a sposare un paio di donne somale, naturalmente dopo essersi convertito all’Islam. La versione del sito internazionale Jihad Watch invece è che uno dei suoi rapitori l’avrebbe costretta a diventare sua moglie, dopo averla violentata e messa incinta. Ma queste informazioni contrastano con quelle raccolte dalla fonte del Corriere che ha contattato a Mogadiscio uno della banda dei rapitori, Idriss.
Idriss, parlando al telefono con Nairobi, racconta che Amanda non è incinta e Niger non è sposato. I due stanno bene, compatibilmente con la lunga detenzione che li tiene inchiodati in una casa semidiroccata a Bakara Market. «I rapitori — rivela Idriss, che sostiene di non essere un protagonista del sequestro — chiedono due milioni e mezzo di dollari». Fonti dell’ambasciata canadese a Nairobi rivelano che per i due giornalisti sono stati messi a disposizione appena 250 mila dollari. André Lemai, portavoce del ministero degli Esteri si è rifiutato di commentare le notizie diffuse online sostenendo che continuano tutti gli sforzi per arrivare alla liberazione di Amanda e, in collaborazione con gli australiani, di Nigel. Sempre secondo il nostro stringer, i rapitori sarebbero stufi di dover mantenere i due prigionieri e non vedono uno sbocco «concreto» per loro giacché le trattative sarebbero state interrotte. Barbara Schiavulli, giornalista italiana dell’Espresso, conosce bene Amanda. «Abbiamo lavorato molte volte assieme in Iraq. È coraggiosa ma non imprudente. E poi strabocca di passione per il suo lavoro. Prima di partire per una missione si informa e prende le necessarie misure di sicurezza. Eravamo d’accordo che ci saremmo sentite via Skype, perché avrebbe voluto raccontarmi della Somalia. Invece ho saputo dal Corriere che era stata rapita».
08 maggio 2009
dal Corriere.it
http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_08/som... -
Sanremo, 12 ore sul pianerottolo in coma
Vittima di un'ischemia cade davanti alla porta di casa ma nessuno lo soccorre
Gli inquilini scavalcano il corpo pensando a un ubriaco. La rabbia dei familiari
Sanremo, 12 ore sul pianerottolo in coma
Muore a 47 anni: "L'ha ucciso l'indifferenza"
SANREMO - Ha agonizzato una notte intera sul pianerottolo di casa ma nessuno nel palazzo l'ha aiutato. Qualcuno ha scavalcato il corpo pensando che il vicino fosse ubriaco. Invece Bruno Fazzini, panettiere di Sanremo, era in coma per un'ischemia cerebrale. Quando la mattina dopo l'hanno soccorso nel palazzo a cento metri dal Casinò, era troppo tardi: è morto a 47 anni nell'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Familiari e amici non hanno dubbi: "L'ha ucciso l'indifferenza".
Per i fratelli Marie-Jeanne e Luis, Bruno avrebbe potuto essere salvato. O almeno avere qualche possibilità in più: "Per i medici - hanno detto - nostro fratello è caduto perché ha avuto un attacco ischemico. Ha battuto la testa, ma rimanere senza soccorsi per 12 ore ha di sicuro aggravato le sue condizioni. Ci chiederemo sempre che cosa sarebbe successo se qualcuno avesse telefonato al 118".
Sul pavimento del pianerottolo, la Scientifica ha rilevato una traccia di sangue vicino al punto dov'era caduto il panettiere, lasciata da scarpe che non appartengono alla vittima né, a quanto risulta dai primi accertamenti, ai volontari del 118. E' quindi molto verosimile che qualche inquilino abbia scavalcato il corpo del vicino senza soccorrerlo. Gli uomini del commissariato hanno trasmesso gli atti alla procura sanremese, si profila l'apertura di un fascicolo per omissione di soccorso, con l'aggravante del decesso.
"Mercoledì sera - spiega un amico - Bruno era al bar con me e altri compagni a guardare la partita tra Chelsea e Barcellona. Intorno alle nove e mezza ha accompagnato a casa un amico che era un po' alticcio, e poi è andato a casa. Si è sentito male per le scale ed è caduto ma nessuno l'ha aiutato". Bruno è stato soccorso solo il mattino dopo, alle 11, dall'ex compagna e da sua sorella Marie-Jeanne.
9 maggio 2009
da Repubblica.it
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/crona... -
Petizione all'ONU per una Giornata mondiale dell'UNITA'
Humanity's Team, il movimento internazionale per i diritti dell'Anima fondato da Neale Donald Walsch, sta raccogliendo 50000 firme per invitare le Nazioni Unite a dichiarare una Giornata Mondiale dell'Unità, per dare forza al messaggio che Siamo Tutti Uno, nella convinzione che questa semplice idea abbia un grande
potenziale, se conosciuta, accolta e vissuta, per cambiare l'attuale esperienza che l'umanità sta facendo di sé stessa e della Vita.
Ti invito a leggere la petizione in allegato e, se ne condividi il contenuto, a firmarla e a inoltrare questa e-mail tra i tuoi amici e conoscenti che pensi siano aperti allo spirito di questa iniziativa.
Per firmare la petizione, clicca sul seguente collegamento al sito mondiale di Humanity's Team:
http://www.humanitysteam.org/onenessdaypetitio...
Per chi non ha familiarità con la lingua inglese, compare una pagina in cui ci sono da compilare 5 campi obbligatori:
First Name = nome proprio
Last Name = cognome
Email = indirizzo di posta elettronica
City = città
Country = nazione, da scegliere nel menu a tendina
Segue uno spazio in cui, se lo desideri, puoi inserire un commento, anche in italiano, e 2 riquadri: spuntando il primo indichi che vuoi apparire solo in forma anonima nella lista dei firmatari;
togli la spunta del secondo se non desideri ricevere e-mail occasionali da Humanity's Team mondiale.
Il testo della petizione in inglese
Oneness Day Petition - The Text
I declare:
1.That the message We Are All One, inter-related, inter-connected and inter-dependent, with God/Life/One-another, is the one spiritual message that the world has been waiting for to bring about loving and sustainable answers to humanity’s challenges.
2.That the world does not have to be the way it is – and that individual people can change it, using the power of spiritual citizenship.
3.That humanity is good and has unlimited potential, and that social transformation starts with personal transformation. I therefore recognize the importance of connecting with my divine essence and inner wisdom throughout my life’s journey; allowing the finest and the highest levels of human potential to flourish for the benefit of all.
4.My aspirations to support spiritual principles, global ethics, and universal values such as respect, justice, peace, dignity, freedom, responsibility and cooperation, that underlie this declaration.
5.That human beings need each other to survive on this planet. I recognize that we are all in this together and that community flourishes as we learn about each other and revel in the wonder and beauty of our diversities. I declare that I am playing my part to help to bring about a culture in which we, the peoples of the world, can address our common global concerns in an holistic, positive and transforming way and live together in peace with one another.
6.That Oneness contains All of life – also the parts that we regard as the “other”. I realise that wholeness and togetherness can only be experienced through the recognition of the uniqueness, beauty and purpose of all aspects of life, and that this recognition starts with my Self.
7.That I am part of the emerging consciousness that promotes a spirit of openness, enquiry, connection and relationship with myself and the entire universe, and who continues to recognise the wonder, beauty and mystery of it all.
8.I declare that the time for change is now, and I declare the importance of a day set aside for all of humanity to come together as one human family, to discuss, celebrate and experience Oneness. -
Viaggiare più veloci della luce
Due fisici statunitensi stanno studiando la possibilità di superare realmente questo limite
MILANO - Avete mai pensato di viaggiare a bordo dell’Enterprise alla velocità della luce? O addirittura di superarla? Il vostro sogno potrebbe diventare realtà. Mentre cresce la febbre per l’uscita al cinema dell'undicesimo film della saga di Star Trek, due scienziati americani stanno studiando una nuova possibilità per raggiungere la «propulsione a curvatura». E per il momento non avrebbero trovato alcun impedimento che vada a scontrarsi con le leggi della fisica.
PROPULSIONE A CURVATURA - Per chi non fosse un seguace della celebre saga televisiva e cinematografica, la velocità di curvatura consente ai terrestri protagonisti della storica serie tv degli anni Sessanta di creare le premesse per il primo contatto con i vulcaniani, la specie del celeberrimo Spock, già in possesso della tecnologia e che, per prassi, instaura rapporti esclusivamente con civiltà che ne sono giunte a conoscenza. Un motore a curvatura, in termini semplici, avrebbe un effetto simile a quello di un elastico, contraendo lo spazio davanti alla navicella e dilatando quello retrostante.
LO STUDIO - Secondo quanto riportato dal sito statunitense Science Daily , due fisici americani sarebbero al lavoro per realizzare questa spinta fantascientifica nel mondo del reale. Gerald Cleaver e Richard Obousy, infatti, sono convinti che manipolando una porzione di spazio attraverso un’ingente concentrazione di energia si potrebbe arrivare alla creazione di una «bolla» in grado di spingere l’astronave a una velocità ben superiore rispetto a quella della luce. Un effetto del tutto simile a quello derivante dal cavalcare un’onda. Presupposto necessario agli studi dei due scienziati è la M-theory , un recente sviluppo della Teoria delle stringhe che aumenta le dimensioni dell’universo a undici. Sarebbe, infatti, proprio attraverso l’intervento in questa undicesima dimensione che si creerebbe l’energia necessaria a questa super propulsione, nello stesso modo in cui potrebbe essersi espanso l’universo dopo il Big Bang.
FUTURO LONTANO - La Teoria della relatività di Einstein non esclude la possibilità di superare la velocità della luce, ma asserisce che per farlo sarebbe necessaria una quantità di energia infinita. Quantità che invece Cleaver e Obousy hanno ricalcolato e che risulterebbe pari "soltanto" all’intera massa di Giove. Il viaggio interstellare alla ricerca di nuovi mondi e nuove civiltà potrebbe diventare qualcosa di più di un semplice espediente cinematografico, anche se probabilmente passerà molto tempo prima che si riesca a creare la tecnologia in grado di sfruttare questo tipo di energia.
Simone D’Ambrosio
08 maggio 2009
dal Corriere.it
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09... -
Quel legame, strano fra girovita e depressione
Uno studio mette nuovamente in relazione l’aumento della «pancia» con la «tristezza patologica»
Ricerca della Rush University Medical Center di Chicago
MILANO - Le persone depresse tendono ad accumulare grasso viscerale e la crescita del girovita è a sua volta collegata alla propensione ai disturbi cardiovascolari e al diabete. Lo sostiene uno studio del Rush University Medical Center di Chicago, ma i ricercatori di Chicago non sono i primi a evidenziare questo legame.
LO STUDIO – La ricerca, che verrà pubblicata a maggio nella rivista Psychosomatic Medicine, ha riguardato 409 donne di mezza età, metà delle quali afro-americane e metà di origine caucasica, e si è svolta all’interno di un più ampio studio riguardante la menopausa e le sue implicazioni. E’ emerso, soprattutto nelle donne sovrappeso, un significativo legame tra sindrome depressiva e accumulo di grasso addominale (accertato attraverso la misurazione della circonferenza della vita e del grasso viscerale tramite TAC) e un conseguente rapporto tra depressione da una parte e diabete e patologie cardiovascolari dall’altra. Nessuna differenza di razza e provenienza geografica è risultata invece dalla ricerca dei medici di Chicago. Proprio il fatto che si parli di grasso viscerale, e non generico, è comunque un elemento a sostegno di una causa biologica e non alimentare della crescita di tessuto adiposo e nonostante ScienceDaily nel riportare la notizia parli di cause ancora incerte, con l’aiuto di un esperto si possono ipotizzare varie spiegazioni del fenomeno.
IL PARERE DELL’ESPERTO – «Innanzitutto da tempo è stato riscontrato un rapporto di parentela tra depressione e dismetabolismo, di cui in particolare il giro vita è il primo parametro» chiarisce il professor Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano, evidenziando al tempo stesso numerose variabili presenti nello stile di vita di una persona depressa (quali alimentazione disordinata, consumo di alcool, vita sedentaria, ecc) che possono contribuire a una crescita del grasso viscerale. «Altri studi in passato – specifica Mencacci – hanno poi messo in relazione depressione e diabete in una quota di casi che oscilla tra il 10 e il 27 per cento. Il fenomeno sarebbe dovuto all’attivazione di alcune molecole proteiche denominate citochine che altererebbero l’assorbimento di triptofano (un amminoacido), a sua volta responsabile di una carenza di serotonina». Infine, come sottolinea l'esperto, non va trascurato il fatto che una sindrome depressiva causi spesso disturbi del sonno, a loro volta responsabili di un aumento della pressione arteriosa e di una crescita dell’obesità. Alla fine, sottolinea Mencacci, è d’obbligo una riflessione a tutto tondo sul fatto che la depressione si ripercuote su una moltitudine di variabili che hanno un impatto negativo sullo stile di vita. Il buon senso, ancor prima delle ragioni scientifiche, è in grado di spiegare la relazione di cui parlano i ricercatori della Rush University.
Emanuela Di Pasqua
(30 aprile 2009)
dal Corriere.it
http://www.corriere.it/salute/09_aprile_29/dep... -
La Rete ha vinto e resta libera
Roma - La libertà dei cittadini italiani di usare la Rete per informare ed informarsi così come loro garantito dalla Carta fondamentale dei diritti dell'uomo e del cittadino prima e dalla Costituzione poi è salva... almeno per il momento.
I Deputati italiani, infatti, mostrando una maturità ed un rispetto per i diritti fondamentali dei cittadini e degli utenti superiore a quello dei colleghi del Senato, nella notte di ieri, hanno abrogato l'art. 60 del DDL
n. 2180, meglio noto al grande pubblico come emendamento D'Alia, approvando l'emendamento Cassinelli. Uno dei più pericolosi attentati alla libertà dell'informazione in Rete ed attraverso la Rete è stato, dunque, sventato.
L'emendamento D'Alia, infatti - che sia stato frutto di superficialità, ignoranza delle dinamiche di circolazione dei contenuti in Rete o di un eccesso di giustizialismo - avrebbe drammaticamente ridotto la libertà di informazione nel nostro Paese per effetto dell'applicazione di una perversa logica repressivo-cautelare in forza della quale la sospetta commissione da parte di un singolo di un reato di opinione avrebbe finito con il gravare sull'intera collettività che, dalla sera alla mattina, si sarebbe ritrovata
nell'impossibilità di informare ed informarsi attraverso blog, ugc e altre piattaforme telematiche.
Nei prossimi giorni varrà, forse, la pena di fermarsi a riflettere su come sia potuto accadere che nel 2009 un Senatore della Repubblica abbia proposto - ed i suoi colleghi abbiano a larga maggioranza approvato - un emendamento che minacciava di oscurare la Rete nel secolo della Rete.
Oggi, però, credo sia più importante parlare di come si è impedito che tale intendimento divenisse realtà e si è giunti al pentimento operoso del nostro legislatore. Si tratta, infatti, di un percorso virtuoso che sarebbe auspicabile non restasse isolato. Protagonista indiscussa di questo percorso è stata - mi sia consentito, solo per un istante, proporne un'immaginaria personificazione - la Rete in tutte le sue molteplici forme e sfaccettature.
È stato il tam tam della blogosfera, quello nelle piattaforme di social network, il rimbalzare dei video su YouTube, il libero esercizio da parte di centinaia di migliaia di cittadini italiani che ogni giorno usano la Rete del loro diritto di critica e la viralità della comunicazione elettronica a costringere il Parlamento a prestare attenzione ai 1684 caratteri (spazi esclusi) dell'emendamento D'Alia che, altrimenti, avrebbero rischiato di passare inosservati e di formare oggetto - come probabilmente già accaduto al Senato - di un voto distratto, assonnato, intorpidito che, difficilmente, le parole "filtraggio", "Internet" o "connettività" sarebbero state in grado di risvegliare.
È un successo della Rete, dunque, quello che si è celebrato nella serata di ieri a Montecitorio al momento del voto in Commissione riunita Giustizia-Affari Costituzionali con il quale si è abrogato l'art. 60 del DDL n. 2180, l'emendamento D'Alia. La Rete ha difeso se stessa, si potrebbe dire con formula riassuntiva, giornalisticamente forse efficace ma linguisticamente e giuridicamente approssimativa.
A dirla meglio la realtà è che quella che si è appena consumata sotto i nostri occhi è la prova che Internet è ormai divenuto uno strumento maturo di democrazia elettronica da utilizzarsi in una politica partecipata, ampia e condivisa, caratterizzata da un dialogo aperto, rapido e schietto tra eletti ed elettori, dialogo nell'ambito del quale i numeri e la cassa di risonanza rappresentata dalla dimensione globale del fenomeno possono indurre i primi a ritornare sui propri passi ascoltando l'opinione dei secondi, noi, gli elettori.
Nel mondo dei media tradizionali, della televisione e della carta stampata questo non sarebbe mai stato possibile perché l'informazione correva verticalmente dai più grandi (economicamente e politicamente) ai più piccoli senza alcuna possibilità di invertire la direzione e i primi formavano a loro immagine e somiglianza l'opinione pubblica generando il consenso e scongiurando il formarsi di sacche di dissenso.
È questo il miracolo della Rete, primo mezzo di comunicazione di massa nel senso più pregnante del termine, in grado di lasciarsi plasmare ed utilizzare dai più numerosi e non già dai più grandi economicamente e politicamente.
Tale constatazione costituisce, ad un tempo, la ragione per la quale l'accesso libero e neutrale alla Rete va garantito e tutelato quale presupposto indefettibile dei diritti e delle libertà fondamentali e del
perché, da più parti, talora in maniera più trasparente e talaltra più celata, si vorrebbe trasformare, a colpi di regole, la Rete in una grande TV.
Congratulazioni Signora Net, una bella e meritata vittoria!
Occorre, tuttavia, dare a Cesare quel che è di Cesare e, quindi, riconoscere che gli sforzi di quanti in Rete ed attraverso la Rete hanno, nelle ultime settimane, fatto il possibile perché questo risultato venisse raggiunto, sarebbero rimasti frustrati se non avessero trovato adeguata sponda nella responsabilità e nel senso del dovere di alcuni uomini delle Istituzioni ed in alcuni politici più illuminati di altri che hanno raccolto il grido di preoccupazione dei cittadini e lo hanno tradotto in emendamenti all'emendamento D'Alia che - istituzionalmente parlando - non è rimasto travolto dalle urla della Rete ma è stato, invece, soppresso dall'approvazione di due emendamenti sostanzialmente gemelli presentati uno dal PD (molti firmatari) e l'altro dall'On. Cassinelli - lo stesso del Salvablog - che già aveva presentato, facendosi per primo portatore delle istanze della Rete, un altro emendamento meno radicale ma, comunque, in
grado di "neutralizzare" il ciclone D'Alia.
Guido Scorza
www.guidoscorza.it
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
http://punto-informatico.it/2611754/PI/Brevi/r... -
Il tè verde riduce colesterolo e trigliceridi
Sanihelp.it - Consumato fin dal 2700 a.C, il tè è diventato nel tempo un rituale che caratterizza gli usi e i costumi di molti popoli. Una bevanda antichissima che deriva dall’infusione delle foglie del tè, una pianta arbustiva della famiglia delle Teacee originariamente coltivata in Cina e Giappone fra il IV e il VII secolo d.C, che nel tempo si è diffusa in India, Indonesia e Ceylon.
Una pianta che, grazie alla ricca concentrazione di catechine, polifenoli contenuti nelle foglie, sta oggi riscuotendo grande attenzione da parte della comunità scientifica per i suoi effetti benefici sulla salute. Le catechine del tè, già molto conosciute per le loro proprietà antiossidanti, hanno mostrato infatti, negli ultimi anni, conseguenze positive anche sui livelli di concentrazione dei lipidi nel sangue.
In quest’ambito l’Osservatorio AIIPA (Associazione Italiana Industrie prodotti Alimentari – Area Integratori Alimentari) segnala uno studio scientifico, pubblicato sul Journal of American College of Nutrition, che evidenzierebbe una correlazione fra l’estratto del tè verde e i livelli di concentrazione dei lipidi nel sangue.
Lo studio è stato condotto su un campione di 14 persone valutate dopo 7 giorni di somministrazione con placebo e dopo 5 settimane di integrazione giornaliera con un estratto di tè verde che aveva un contenuto medio di 375 mg di catecolo e 150 mg di caffeina. L’obiettivo era quello di indagare l’effetto a breve/medio termine dell’estratto di tè verde sulla funzione vascolare e sui livelli di colesterolo LDL in donne sane di età media di 35 anni.
Dall’analisi dei risultati è emerso che, rispetto al placebo, l’estratto di tè verde ha determinato, nelle persone coinvolte nello studio, una riduzione significativa della concentrazione del colesterolo LDL (pari al 37,4%), un abbassamento dei trigliceridi nel sangue e un miglioramento della funzionalità vascolare.
Fonte: AIIPA
di Roberta Camisasca -
Ricominciare da capo
Ricominciare da capo
Bill Menza, Plum Village
"Per favore, lascia che ti parli delle tue parole e dei tuoi comportamenti
che mi hanno ferito: che mi hanno reso infelice. Te lo chiedo perché non si
radichi il risentimento, non si alimenti la rabbia, non si arrivi a una
separazione, non finisca la tenerezza, non sparisca la dolcezza, non
diminuisca l'amore. Per favore ascoltami senza rispondere, senza difenderti,
senza interrompermi. Lascia passare qualche giorno, e poi dimmi che cosa
pensi, che cosa senti. Io ascolterò: io ti ascolterò attentamente."
"Per favore, lascia che ti parli delle tue belle parole e dei tuoi
comportamenti che ho molto apprezzato e che mi hanno reso felice. Te lo
chiedo perché l'amore cresca, si alimenti la tenerezza, aumenti la dolcezza,
si nutra la gioia. Per favore ascoltami senza rispondere, senza
giustificarti, senza interrompermi. Lascia passare qualche giorno, poi dimmi
che cosa ne pensi, che cosa senti. Io ascolterò: ascolterò attentamente."