GioiaeSorrisi
Trust maschio - 38 anni
Blog 612
volare per vivere
Volerò nel tuo cuore ogni volta che avrai bisogno di me
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Tutta un'altra vita di Lucia Giovannini
Abbiamo trovato questo libro molto interessante. L'autrice mette a disposizione nel suo sito
http://www.tuttaunaltravita.it/it/
le prime pagine del libro che pubblichiamo qui di seguito. Cliccando sull'immagine del libro si va al sito dell'IBS dove è possibile acquistarlo.
Introduzione
«La differenza tra ciò che facciamo e ciò che siamo capaci di fare risolverebbe la maggior parte dei problemi del mondo.»
MAHATMA GANDHI
SPESSO chi partecipa ai miei corsi alla fine dei seminari mi chiede:
«Hai libri da consigliarci? Cosa possiamo leggere?» E poi fa la fatidica domanda: «Ma tu hai scritto niente? Perché non scrivi un libro? Ci aiuterebbe a mettere in pratica nella quotidianità, a casa, al lavoro, i passi verso lo sviluppo personale, ed accelererebbe il cambiamento. Sarebbe come avere un allenatore personale al nostro fianco che ci ricorda cosa fare, ci incita, ci corregge, ci stimola: un amico sempre disponibile da consultare…»
Per anni la mia risposta è stata automatica: «Ci sono migliaia di libri in commercio, ecco una lista indicativa di volumi interessanti…
» Ma ogni volta che qualcuno mi poneva questa domanda, qualcosa mi faceva battere il cuore e brillare gli occhi.
Evidentemente, il richiamo era profondo.
Un pensiero però si faceva strada nella mia mente: «Ma chi ti credi di essere? Che cos’hai tu di speciale per scrivere un libro che possa davvero essere d’aiuto agli altri?»
Nel luglio del 2005 mio marito Nicola e io avevamo pianificato di passare tutto il mese negli Stati Uniti per una serie di lezioni, ma all’ultimo momento i corsi furono rinviati. Improvvisamente, avevo a disposizione una grande risorsa che nella mia vita scarseggiava: il tempo. E ne avevo in abbondanza. Non c’erano più scuse, finalmente avevo tutto il tempo per iniziare il libro che da sempre volevo scrivere.
Tuttavia, dopo qualche giorno mi sono ritrovata di nuovo sommersa dagli impegni. Dovevo finire di arredare la casa in cui ci eravamo da poco trasferiti, avevo il giardino da sistemare, il sito web da rifare, il calendario dei corsi autunnali da preparare, i dieci gatti randagi che avevano deciso di prendere la residenza nel nostro giardino… Certo, il mio obiettivo era ancora di fronte a me, ma qualche motivo mi impediva sempre di fare il passo, di incominciare a scrivere. Lo spazio che mi separava da ciò che desideravo mi pareva immenso, tanto da farmi seriamente considerare l’idea di mollare. Dopotutto era solo un sogno. E per di più era difficile da realizzare.
È troppo complicato, pensavo, non ho abbastanza tempo (e risorse, e soldi, e capacità), non ce la farò mai…
Vi suona familiare? Quante volte avete pronunciato queste frasi?
Nel mio caso sapevo ciò che desideravo. Nonostante questo non era per niente facile. Quanti di noi possono onestamente dire di sapere con esattezza ciò che vogliono? E, soprattutto, come possiamo collegare ciò che desideriamo con lo scopo più profondo legato al significato della nostra esistenza? Quale eredità vogliamo lasciare al mondo? Come, per cosa, vogliamo essere ricordati? E quando sentiamo la voglia di cambiare, di migliorare la nostra vita, le nostre relazioni, il nostro lavoro, come possiamo guidare il cambiamento nella direzione scelta? Che strumenti possiamo utilizzare? Quali sono le fasi del cambiamento e come metterle in atto nella maniera migliore? Di che aiuti possiamo disporre in questo cammino? E come possiamo imparare ad accettare i cambiamenti forzati, quelli che la vita ci impone? Come trasformare l’incertezza, il dolore e la sofferenza in carburante per la nostra crescita personale?
Questi ed altri sono gli interrogativi che mi hanno accompagnata per molti anni e che mi hanno stimolata ad analizzare i risvolti dell’animo umano, a studiare le nuove scoperte della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, ad esaminare gli antichi testi spirituali, a confrontarmi con uomini e donne di medicina nei luoghi più remoti del mondo e a sperimentare sulla mia pelle tutto ciò che ho imparato, mentre affronto i cambiamenti della mia vita e le piccole e grandi sfide che essi comportano.
Questi ed altri sono gli interrogativi che vengono trattati nelle prossime pagine, con lo scopo di guidare il vostro cammino verso il cambiamento.
A chi è rivolto questo libro, di cosa tratta e che risultati vi potete aspettare
«Non sappiamo se cambiando si migliora, ma sappiamo che per migliorare bisogna cambiare.»
ANONIMO
Sostanzialmente i problemi che incontriamo nella vita si possono riassumere in due categorie: quelli che ci obbligano ad un cambiamento indesiderato e quelli che ci fanno desiderare un cambiamento che non arriva.
In questo secondo caso le possibilità sono di nuovo due: sappiamo quello che vogliamo ma non sappiamo come ottenerlo.
Oppure non sappiamo quello che vogliamo.
In tutti i casi, sia che vi ritroviate ad affrontare un cambiamento indesiderato o che abbiate nel cassetto un sogno da realizzare, che stiate per iniziare una nuova fase della vita, che vogliate conoscervi meglio, sviluppare le vostre potenzialità, migliorare il vostro lavoro, la vostra relazione sentimentale, il rapporto con voi stessi o con gli altri o far sì che la vostra esistenza assuma un significato più profondo e soddisfacente, queste pagine intendono guidarvi nel percorso della trasformazione.
Tutta un’altra vita vuole essere un aiuto concreto a trovare la motivazione, la forza e gli strumenti per affrontare e risolvere situazioni e stati d’animo che tolgono ossigeno ed energia vitale, facilitando così il cambiamento.
In questo libro si parla di sogni e di come trasformarli in
obiettivi raggiungibili, di come sviluppare la flessibilità senza perdere la direzione, dei meccanismi che ci portano all’immobilismo, alla paura, all’ansia, e che bloccano la nostra piena realizzazione.
È un percorso attraverso le varie fasi del cambiamento: la presa di coscienza del punto di partenza; la consapevolezza dei meccanismi che utilizziamo per anestetizzarci e non sentire il dolore emotivo e che ci impediscono a loro volta di ascoltare a pieno la chiamata della trasformazione; il riconoscimento delle credenze e dei limiti in cui noi stessi ingabbiamo la nostra identità: un recinto dalle sbarre invisibili e per questo ancora più pericoloso.
È un invito a fare chiarezza riguardo alla direzione che stiamo dando alla nostra esistenza, uno sprone a fare spazio alla spinta di autorealizzazione e una guida nel compilare una «mappa della visione». Una volta stilata, avremo a disposizione una bussola per gestire al meglio emozioni e stati d’animo e dare un nuovo indirizzo alle nostre azioni.
Questo libro ci insegna inoltre alcune tecniche, facili e alla portata di tutti, che possono essere paragonate ad una virtuale cassetta degli attrezzi. Una volta apprese, resteranno a nostra disposizione per tutta la vita, senza scadenza. Si dice che questo sia un viaggio per eroi: ma dentro ogni uomo e donna dorme un eroe e quando viene risvegliato rende possibile a chiunque liberarsi dal disagio e dall’insofferenza e fare della propria esistenza un capolavoro.
In tanti anni, nei miei seminari ho avuto l’onore di testimoniare il cambiamento di migliaia di persone che, grazie a questi percorsi, hanno migliorato notevolmente la qualità della vita, delle relazioni, del lavoro.
Anche questo libro trasmette nuove idee e spunti di riflessione che stimolano a smettere di svendere i propri sogni, sminuirsi, sentirsi vittime e senza via d’uscita, avere pensieri ed emozioni negative, vivere al di sotto delle proprie capacità e potenzialità.
Ovviamente, non è e non vuole essere una pillola magica che risolve da sola tutti i vostri problemi. È un libro in cui trovate dei semi, imparate come piantarli, come prendervi cura delle pianticelle e come ottenere i frutti che desiderate. Questo processo richiede volontà, impegno e azione.
La scelta di cosa fare di questi semi, se buttarli o usarli, è nelle vostre mani. Questi semi, se utilizzati, funzionano. È successo a migliaia di persone in tutto il mondo. È successo a me, ed è questo il motivo per cui ho deciso di condividere con voi anche diverse parti della mia vita. Perché non dovrebbero funzionare anche con voi?
Suggerimenti per l’uso
«Partecipare ad una conferenza sull’arte culinaria non basta a togliervi la fame. Per sfamarvi, dovete cucinare e mangiare. Se volete far crescere della frutta, il solo studio dell’agricoltura non basta. Dovete piantare degli alberi da frutto e prendervene cura.»
MATA AMRITANANDAMAYI (AMMA)
Potete servirvi di questo libro in vari modi. Potete semplicemente leggerlo e trovare spunti interessanti che vi indurranno alla riflessione, o lo potete utilizzare come un corso per affrontare e favorire il cambiamento. In questo caso diventa un vero e proprio viaggio interiore, un cammino verso una nuova relazione con voi stessi e con il mondo.
Troverete diversi esercizi che vi guideranno attraverso le fasi della trasformazione e, poiché la qualità della nostra vita è in buona parte determinata dalla qualità delle domande che ci poniamo, troverete anche tante domande. Se risponderete onestamente vi apriranno nuove possibilità, vi aiuteranno a conoscervi meglio, vi porteranno a definire chi siete, dove siete, dove volete andare e in che modo arrivarci. Come vedremo, molto di ciò che guida i nostri pensieri e le nostre reazioni agisce a livello inconscio, al di fuori della nostra consapevolezza. Le domande che troverete nei vari capitoli sono studiate proprio per aiutarvi a fare luce in quella parte di voi stessi. Se di fronte ad alcune vi trovaste confusi, state tranquilli. Significa solo che quei meccanismi sono ancora al di sotto del livello della vostra coscienza.
Per diventarne consapevoli, attuate una tecnica che suggeriamo ai corsi, cioè ditevi: «So che non lo so, ma se lo sapessi quale potrebbe essere la risposta?» e lasciate semplicemente che pensieri o associazioni di idee emergano, senza cercare di giudicarle o cambiarle.
In tutti i miei seminari la parte esperienziale ha un ruolo importante: solo attraverso l’esperienza possiamo provare cosa è vero per noi e farlo nostro, integrarlo in profondità. C’è una sostanziale differenza tra la conoscenza intellettiva e quella emotiva.
Sapere come rilassarsi produce un effetto completamente diverso dall’avere un’esperienza di rilassamento. Per imparare uno sport non basta conoscerne le regole, ma occorre allenamento; allo stesso modo gli esercizi che troverete in queste pagine servono ad allenare i vostri muscoli mentali, emozionali e spirituali. E possono essere svolti da soli, con un amico o in gruppo.
Inoltre, una cosa che potete fare per approfondire la relazione con questo libro è tenere un diario. Quando iniziate il viaggio interiore è molto utile prendere nota dei pensieri e degli stati d’animo, delle reazioni, dei sogni, di eventuali intuizioni profonde. Tutto ciò vi aiuterà a fissare su carta la vostra storia personale ed essere più consapevoli di ciò che accade dentro di voi. Dal sito www.tuttaunaltravita.it potete scaricare gratuitamente un diario creato per questo scopo. In più troverete molte altre risorse, articoli, foto, esperienze, esercizi aggiuntivi, e tramite il blog potete mettervi in contatto con le comunità di lettori e praticanti in Italia e nel mondo di quello che amo chiamare il «sentiero del cambiamento».
Potete usare le pagine del diario anche per gli esercizi. Potreste fare lo stesso semplicemente seguendo i vostri pensieri, senza utilizzare carta e penna, ma finireste per perdervi nei meandri dell’intelletto. Il fatto stesso di scrivere le idee ci permette di alleggerire la mente dai mille pensieri che la affollano e di prendere una certa distanza da emozioni e preoccupazioni. Questo, a sua volta, ci porta ad osservare il tutto da una prospettiva diversa.
Se scegliete di usare il diario, fatelo dall’inizio, in modo che contenga il vostro viaggio nella sua interezza. Troverete che sarà molto più utile se lo aggiornerete con una certa continuità.
Potrete anche personalizzarlo ulteriormente con disegni, foto, immagini o ritagli di frasi significative per voi.
Potete ripercorrere il sentiero del cambiamento ed i suoi esercizi più e più volte. Servitevene come guida quando desiderate portare un cambiamento in qualche area della vostra vita.
Ogni volta scoprirete nuove parti di voi, nuove potenzialità e aree di miglioramento.
Affinché funzioni, non occorre che «comperiate» a scatola chiusa o che siate d’accordo con ogni idea presentata. Anche se alla fine doveste fare vostra solo una singola idea o un singolo esercizio, quella parte farà la differenza nella vostra vita.
Durante la nostra crescita un’adeguata alimentazione basta per farci raggiungere l’autonomia fisica, non dobbiamo fare altro sforzo e tutto avviene in maniera naturale. Ma possiamo dire lo stesso riguardo l’autonomia psicologica ed emozionale? È altrettanto facile da conquistare?
Nella nostra società investiamo molto tempo a immagazzinare dati e nozioni, siamo subissati di informazioni. Ma quanto sappiamo di ciò che accade dentro di noi? La maggior parte delle persone dedica molte energie, tempo e denaro per migliorare il proprio aspetto esteriore, ma questo costituisce forse un aiuto sufficiente per affrontare le sfide della vita? Quanto tempo dedichiamo invece a conoscere noi stessi e a migliorarci? Ormai tutti accettano l’idea che per tenersi in forma occorre fare esercizio fisico regolarmente. Come cambierebbe la nostra vita se accettassimo l’idea di fare con la stessa costanza esercizi per il benessere mentale ed emotivo?
Come giudichereste qualcuno che pur possedendo un tesoro immenso, lo tiene seppellito sotto terra, fatica a mantenersi e passa la vita a lamentarsi della sua miseria?
La maggior parte di noi non si comporta in maniera molto diversa e trascorre tutta la vita senza comprendere e utilizzare il proprio potenziale, senza fare quei cambiamenti necessari per vivere meglio, realizzare i propri obiettivi e diventare un essere umano migliore. Non rischiamo in questo modo di buttare al vento le nostre giornate, di sprecare la vita?
Credo sia giunto il momento di investire sul vero benessere e dedicare un po’ di tempo e di energia a esplorare i nostri meccanismi interiori e la complessità del nostro sistema mente-corpo-emozioni.
Siete disposti ad allenare il vostro cuore e la vostra mente?
Volete entrare nel circuito del cambiamento?
Buon viaggio.
LUCIA -
GHEDDAFI INCONTRA SCARONI: 'PARLATO DI NUOVI PROGETTI'
GHEDDAFI INCONTRA SCARONI: 'PARLATO DI NUOVI PROGETTI'
"Sull'onda del nuovo rapporto Italia-Libia si è parlato di progetti di intesa con la Noc", la società energetica libica, "in particolare per quanto riguarda il gas e la destinazione dei maggiori flussi verso l'Europa". E' quanto ha riferito l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, parlando con l'ANSA al termine del suo incontro con il leader libico Muammar Gheddafi - una ventina di minuti - svoltosi nella tenda del Colonnello a Villa Pamphili prima della sua partenza da Roma. Scaroni ha spiegato che nel corso dell'incontro di cui si è detto "molto soddisfatto" si è anche affrontato il tema "dell'utilizzo del gas per la produzione di energia elettrica nei Paesi a sud della Libia come, solo per citare qualche esempio, il Ciad ed il Niger". Il numero uno del 'cane a sei zampe' ha quindi spiegato di aver "ricordato a Gheddafi, che avevo già incontrato più volte, che l'Eni è la prima compagnia in Africa e in Libia".
BERLUSCONI-GHEDDAFI, INCONTRO IN TENDA NELLA NOTTE
L'Italia e' un ''Paese amico''. Con queste parole, nel cuore della notte, il leader libico Muammar Gheddafi ha incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, arrivato a sorpresa alla sua tenda piantata a Villa Pamphili poco dopo le 23. Il premier ha voluto cosi' salutare l''amico Gheddafi' prima di partire per Santa Margherita Ligure, dove in mattinata lo attende l'assemblea dei giovani industriali, chiudendo di fatto la parte ufficiale della visita del colonnello. Il colonnello si tratterra' a Roma anche domani per alcuni incontri privati. Nel corso della mezz'ora di colloquio, a quanto si apprende, il leader libico ha ringraziato il Cavaliere per l'ospitalita' ricevuta, ribadendo che ''l'Italia e' un Paese amico''.
Ma l'incontro informale e' stata anche l'occasione per un chiarimento su quanto accaduto oggi alla Camera e sulla decisione del presidente Gianfranco Fini di annullare il convegno, al quale avrebbe dovuto partecipare anche il leader libico, che si era fatto attendere per oltre due ore. Ritardo che e' stato dovuto, come ha precisato l'ambasciata libica, alla preghiera del venerdi'. In serata, prima dell'incontro con il premier, Gheddafi aveva gia' dato il via alla parte 'turistica' della sua visita, con una passeggiata nel cuore della Capitale tra via Condotti, via del Babuino e via del Corso, prima di sedersi a cena con una trentina di ospiti, tra i quali l'uomo d'affari arabo Tarak Ben Ammar. Uscendo dal ristorante, doppiopetto scuro alla occidentale con una stola nera appoggiata sulle spalle e camicia rossa, il leader libico si e' fermato a fare una foto con una bambina, che, in braccio alla madre, lo salutava. La scorta del rais ha preso poi indirizzo e numero di telefono della donna, garantendo che l'ambasciata libica fara' avere lo scatto alla famiglia.
VISITA SI CHIUDE TRA RITARDI, SHOW E POLEMICHE
di Marco Dell'Omo
ROMA - Sala della Lupa, Montecitorio, ore 18.30. Tutte le sedie sono occupate; qualcuno aspetta da quasi due ore l'arrivo del Colonnello. Chi legge, chi parla al cellulare, chi sbuffa. Ma Gheddafi ancora non si vede. All'improvviso, arriva in sala Gianfranco Fini, da solo. Si siede al tavolo degli oratori e, con poche parole, comunica di aver annullato la visita del leader libico alla Camera: "E' un ritardo che non è giustificato. Considero annullata la manifestazione, assumendomene la responsabilità, nel rispetto di quello che ritengo sia il ruolo del Parlamento in una democrazia". Poi chiama Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi per comunicare loro la sua decisione.
Il presidente del Consiglio, fanno sapere a Montecitorio, "ha pienamente compreso" l'operato del presidente della Camera. D'accordo anche il ministro degli Esteri Franco Frattini. Gli inviati, stremati dall'attesa, si lasciano andare a un applauso liberatorio. "Decisione ineccepibile", annuisce Massimo D'Alema, organizzatore del convegno insieme al senatore del Pdl Beppe Pisanu, attraverso le fondazioni Italianieuropei e Medidea. Per la verità, sulle prime, i due sembrano offrire una giustificazione a Gheddafi, sostenendo che il leader della Libia si sarebbe sentito male. Lasciano Montecitorio e vanno a trovarlo nella tenda piantata a Villa Pamphili. Un'ora di colloquio, durante la quale Gheddafi si scusa per l'accaduto. Il ritardo di Gheddafi assume i contorni di un giallo diplomatico.
L'appuntamento della Camera era fissato da diverse settimane. La spiegazione ufficiale dell'ambasciata libica, però, non tiene conto di questa circostanza: il ritardo, sostiene un comunicato della rappresentanza di Tripoli, è dipeso dalla partecipazione di Gheddafi alla preghiera del venerdì. In realtà, tutta la visita del leader libico in Italia è stata al'insegna del ritardo. 50 minuti al Senato, 40 minuti al Quirinale, due ore all'Università di Roma. Fini, superato il limite dei 120 minuti, ha deciso che il Big Ben aveva detto stop e che il Colonnello era fuori tempo massimo. Forse a Gheddafi è andata meglio così. Il discorso che Fini avrebbe fatto alla Camera era tutt'altro che una sviolinata per il Colonnello. Certo, c'era il riconoscimento delle responsabilità italiane nella "dominazione coloniale", e c'era anche la sottolineatura del "nuovo corso della politica estera libica caratterizzato dalla rinuncia pubblica alle armi di distruzione di massa e alla condanna del terrorismo". Però c'era la sottolineatura che il terrorismo "non è mai alimentato dalle democrazie". "Le democrazie - avrebbe detto Fini - a partire da quella americana, possono sbagliare, ma certo non possono essere paragonate ai terroristi".
Una correzione con la matita rossa del discorso in cui Gheddafi ha detto che non c'é differenza tra il terrorismo di Al Qaida e i bombardamenti americani della Libia. Ma Fini non si sarebbe fermato qui. Con altrettanto puntiglio avrebbe detto a Gheddafi che gli italiani e gli ebrei della Libia hanno "pagato per colpe non commesse da loro". E avrebbe auspicato la partenza di una delegazione di parlamentari italiani per vedere che cosa succede nei centri di raccolta degli immigrati in Libia, dove finiscono anche i clandestini respinti in mare, soprattutto per quello che riguarda il rispetto dei diritti dell'uomo.
Anche D'Alema, che è stato uno dei più convinti sostenitori della visita di Gheddafi, non avrebbe lesinato critiche al colonnello: di fronte alla novità delle aperture del presidente americano Barack Obama verso il mondo arabo, "sarebbe un errore rispondere riproponendo una storica diffidenza verso gli Stati Uniti d'America". Secondo D'Alema, "occorre accettare la sfida del cambiamento pena il rischio di una emarginazione di questo nostro Mediterraneo che pure è stato e vogliamo torni a essere straordinaria culla di civiltà ". Il più "gheddafiano" di tutti sarebbe stato Pisanu: "Chi lo conosce sa bene che il leader Gheddafi è un interlocutore fiero della sua identità, saldo nelle sue convinzioni, abile e duro nel difendere gli interessi del suo paese, ma sempre disposto al dialogo e pronto a comprendere le ragioni altrui. Bisognerebbe tenerne conto prima di dare giudizi affrettati".
Nel frattempo, Fini ha raccolto una messe di lodi per la sua decisione: dalla democratica Rosy Bindi al Pdl Italo Bocchino, tutti sottolineano che ha agito per difendere la dignità del Parlamento. Di certo, gli invitati al convegno non si sarebbero annoiati: il parlamentare dell'Idv Stefano Pedica aveva annunciato che si sarebbe presentato con addosso la bandiera degli Stati uniti, mentre i rappresentanti della comunità ebraica italiana avrebbero cercato di consegnare a Gheddafi una richiesta di risarcimento per gli ebrei libici.
DONNE MOBILIO MONDO ARABO, SERVE RIVOLUZIONE
di Eloisa Gallinaro
ROMA - Un po' di retorica, una spolverata di pari dignità, una mini lezione di diritto di famiglia italiano e comparato: il Gheddafi-pensiero sulle donne riscuote curiosità (molta), applausi (pochi), proteste (diffuse) e, alla fine, una discreta perplessità. Nella sala Sinopoli dell'Auditorium, davanti a quattro ministre e a un migliaio di donne, il colonnello appare rilassato, a volte faceto, ma non rinuncia a qualche giudizio al vetriolo. Il trattamento peggiore è riservato al mondo arabo e islamico dove la donna è trattata "come un pezzo di mobilio che si può cambiare quando vuoi e nessuno chiederà perché lo hai fatto", dove "non può guidare la macchina" e non ha neanche il "diritto di divorziare o sposarsi". In sintesi, una "situazione orrenda" che "incita alla rivoluzione". Tutto diverso, invece, in Libia dove, grazie alla Jamairiya, la rivoluzione l'hanno già fatta e il pianeta donna vive in una dimensione ottimale. Assiso su uno scranno al centro della scena, jalabiya oro e blu, berretto in tinta, Gheddafi - arrivato in ritardo anche oggi, al Parco della Musica - non ha però fatto cenno ai problemi della violenza sulle donne e alle mutilazioni genitali femminili evocati dal ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. A metà tra ironia e misticismo, il colonnello ha parlato anche di una sorta di discriminazione celeste, in base alla quale la Madonna è l'unica donna nei "libri divini", e gli angeli sono - secondo una"scuola filosofica" tutti maschi. Tornando sulla terra, nel continente più religioso e negletto, Gheddafi ha ricordato l'Africa, dove la situazione della donna è disastrosa per la mancanza di una famiglia strutturata. Ma al leader non piace neppure la parità di diritti raggiunta in Europa perché qui la donna "si è emancipata solo dal punto di vista della forma". Manca una verà "libertà" di scelta, visto che la donna èdi fatto "costretta" a fare gli stessi lavori degli uomini e non quelli che in qualche modo le sono congeniali. Quindi è la conclusione del colonnello, "c'é bisogno di una rivoluzione femminile nel mondo costruita su una rivoluzione culturale". Ma le donne in sala, pur catturate dal fascino del personaggio, sono a disagio di fronte alla lezione a tratti pedante, a volte elementare, sulle specificità della donna: una "rosa" secondo la metafora araba del colonnello, che va trattata diversamente dall'uomo, "'l'orzo", secondo la stessa metafora, così tradotta dall'interprete. Ma, nonostante la perplessità, in molte non hanno resistito a chiedergli l'autografo - due di esse velate e con in mano una sua foto - e si sono fatte intorno al colonnello che non si è negato con gli uomini e donne della sicurezza un po' più rilassati del solito.
da OK Notizie
http://oknotizie.virgilio.it/ -
I difetti fisici delle donne ritenute bellissime
Megan Fox è una delle star del cinema più belle al mondo, votata la donna più sexy del 2008 da FHM, star nei due capitoli di Transformers.
A vederla sullo schermo sembra perfetta, ma anche lei nasconde un piccolo difetto, e come lei molte altre star...
La bella Megan ha i pollici grandi, non una imperfezione madornale, ma comunque qualcosa.
Secondo i medici, questa patologia è la causa della crescita di unghie corte e larghe ed è un fattore ereditario.
Ma anche pensando che il pollice è il dito più vistoso di una persona, non crediamo che quella sia la parte del corpo più ammirata di Megan da parte dei fan...
Meryl Streep, dal canto suo, pur nella sua bellezza, deve fare i conti con l’età, perché anche i divi di Hollywood invecchiano.
Nelle ultime sue uscite in pubblico sono apparse molte rughe a contornare i suoi occhi, ma per una donna affascinante come lei, classe 1949, non si può certo dire che sia un grande difetto!
Per Scarlett Johansson, invece, qualche preoccupazione in più.
La bella attrice, dal fisico formoso e invidiato da migliaia di donne, nelle ultime fotografie apparse su internet ha mostrato un décolléte come sempre prosperoso, segnato però da qualche piccola, ma pur sempre fastidiosa, smagliatura.
Stesso problema per la caliente Salma Hayek, che ha mostrato qualche smagliatura proprio nella parte di corpo più ammirata dai fan, e Tori Spelling (Donna in Beverly Hills 90210).
Sharon Stone, invece, pur nello splendore dei suoi cinquantun anni, deve fare i conti anche lei con la forza di gravità.
La bella attrice, memorabile nella scena di Basic Instinct in cui accavalla in modo seducente le gambe, è stata pizzicata con un accenno di doppio mento corredato da rughe.
La procace Pamela Anderson, in una delle sue ultime uscite, è stata fotografata col naso all’insù.
Che c’è di male?
Niente, se non fosse che dalle narici spuntava qualche pelo di troppo...
Myley Cyrus, che ha da pochi giorni ha lasciato il fidanzato Justin Gaston, è alle prese con un problema legato alla gioventù: l’acne.
C’è chi poi, a causa di un difetto, o almeno in parte grazie ad esso, ha costruito il suo successo, come Uma Thurman. I suoi lunghi piedi sono infatti diventati famosi insieme a lei, tanto che il regista Quentin Tarantino sembra ne sia rimasto ammaliato al punto da dedicargli diverse inquadrature nei suoi film.
Jennifer Lopez, attrice, cantante, produttrice e stilista, in mezzo a tutti i suoi impegni sembra non trovare il tempo per una ceretta.
In alcune foto è apparsa con una vistosa peluria proprio sopra il labbro superiore.
La sua collega Beyoncé Knowles, che come lei è passata dalla musica al cinema, non si fa problemi a mostrarsi con qualche pelo in eccesso sulle braccia.
Difetti marginali, verrebbe da pensare, ma pur sempre difetti.
da
http://it.movies.yahoo.com/12062009/13/star-di... -
Una lettera da una terremotata de L'Aquila
S. Rufina di Roio, 1 giugno 2009
Caro Enio,
ho avuto modo di parlare con te pochi minuti domenica scorsa a L’Aquila durante la festa dello sport, ma solo nel vederti così attento a ciò che ti ho brevemente raccontato in quell’occasione, ho capito che posso considerarti un nuovo amico in questa vicenda in cui vado disperatamente alla ricerca di certezze e di soluzioni ai tanti problemi che quotidianamente mi si pongono.
La Protezione civile di Verona, che gestisce la tendopoli di Santa Rufina di Roio in cui mi trovo, grazie all’aiuto dei Vigili del Fuoco di Arezzo, mi ha restituito un mio pc malandato che però mi permette di aprire una finestra sul mondo ed oggi sei apparso tu su quel tuo biglietto da visita che mi hai consegnato velocemente….
Mi hai visto di persona ma voglio dirti intanto chi ero prima del 6 aprile 2009 e chi sono oggi a distanza di due mesi dall’immane tragedia che ha colpitola mia gente e la mia famiglia.
Mi chiamo Angela Marinangeli, ho 40 anni, sono felicemente sposata da 12 anni ed ho due bambini, Domenico di 10 anni e Luisa di 7 anni che tu hai visto.
Sono iscritta presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di L’Aquila da 15 anni ed esercito ( o meglio esercitavo) la libera professione in campo civile e penale, in questa città in uno studio che avevo inaugurato autonomamente 7 mesi fa dopo 14 anni passati in uno studio associata con altri colleghi.
Credevo di aver raggiunto un’eccellente traguardo professionale, con la convinzione di una stabilità futura data da un volume di lavoro che mi permetteva di ottimizzare i miei risultati sul lavoro senza andare a danno del mio ruolo fondamentale di madre e di moglie.
Avevo una splendida casa a L’Aquila in una zona centrale ma mi ero trasferita dal mese di gennaio qui a Santa Rufina di Roio poiché, dopo una lunga malattia, nel mese di febbraio era venuto a mancare mio suocero ed avevamo deciso di fare compagnia a mia suocera almeno fino alla Santa Pasqua per poi tornare a casa nostra a L’Aquila.
Il terremoto ci ha sorpresi proprio qui, nella casa che, dopo anni di immane sacrificio, i miei suoceri avevano costruito credendo fosse un luogo sicuro ed inespugnabile.
La terra tremava da mesi nella nostra zona ed il terremoto era divenuto un compagno di giornata senza che nessuno ci allertasse più di tanto o suscitasse in noi quella preoccupazione che avrebbe potuto, col senno di poi, salvare tante vite umane.
Anche quella notte, già alle 11,30 c’era stata una brutta scossa tanto da spaventare terribilmente i nostri bambini che pretendevano di dormire tutti nella nostra camera da letto con quelli che consideravo i “soliti” capricci e che tali non erano.
Domenico, in particolare, disse una frase che oggi con mio marito consideriamo una premonizione.
E’ entrato in camera nostra in pigiama, con il cuscino sotto il braccio dicendo:” …mamma io non sto tranquillo a dormire in cameretta perché la casa trema…………possiamo dormire tutti nella stessa stanza così se muoriamo lo facciamo tutti insieme?”.
Ripensandoci ora, dopo tutto quello che è accaduto, mi assale una tristezza immensa pensando a queste piccole creature che erano consapevoli di un pericolo che noi adulti non abbiamo compreso.
Comunque Domenico e Luisa quella notte hanno dormito con noi ed è stata la loro salvezza perché il muro della mia camera è crollato sui loro lettini nella stanza a fianco……….
Alle 3,20, poi, nella nostra camera era come se ci fosse un elicottero che atterrava. Un rumore pazzesco di mura che si staccavano e calcinacci che ci entravano nella bocca sollevando una polvere immensa che non mi permetteva di vedere i miei figli.
Sentendomi gridare, sono riusciti a venirmi vicino e ci siamo rifugiati sotto la trave di una porta mentre tutt’intorno continuava a tremare con una violenza mai vissuta, come se qualcuno tenesse nelle mani la nostra casa e la facesse sbattere in aria per sgretolarla.
….scendevamo le scale e le mura del piano di sopra crollavano dietro di noi…..fino a quando abbiamo raggiunto il portone di uscita che, per la pressione del peso del piano soprastante, si era aperto sulla strada principale del paese.
Uscendo, lo scenario è stato impressionante.
Le case, guardando a destra e a sinistra erano crollate e si sentivano i nostri compaesani, rimasti sotto le macerie, gridare aiuto bloccati nelle case.
Dovevamo raggiungere la piazza ma il rischio che le case che ci dividevano da lì ci crollassero addosso era altissimo, ……….abbiamo rischiato, cominciando a correre, tenendo i bambini scalzi ed impauriti per mano e salendo sulle pietre delle case cadute che continuavano a rotolare sulla strada colpendoci le gambe… intanto le luci pubbliche hanno cominciato a lampeggiare per poi spegnersi del tutto lasciandoci nel buio più totale.
………..quando siamo arrivati nella piazza sopra il paese ho creduto che il mondo fosse finito e quella notte non sarebbe mai più stata seguita da una giornata di sole e di luce.
Solo dopo, con il cuore impazzito di paura ci siamo guardati ed abbiamo compreso che la nostra famiglia era salva, ed allora ho benedetto il Signore di avermi lasciato i miei due figli che oggi, guardo con occhi diversi come si fossero rinati per la seconda volta.
In trenta secondi è crollata la casa a L’Aquila, la casa a Santa Rufina di Roio, lo studio….. è caduto giù, davanti ai nostri occhi, tutto ciò che più generazioni avevano realizzato faticosamente……
Ora ti dico chi è oggi la persona che tu hai conosciuto domenica scorsa.
Vivo in tenda qui nella tendopoli di Santa Rufina di Roio ed in questo momento alle 22,35, ho davanti ai miei occhi Domenico e Luisa che dormono beatamente nei loro letti che hanno sistemato attaccandoli a destra e sinistra del nostro lettone.
La sera si addormentano dandoci la mano e dicono di aver finalmente realizzato il loro sogno di dormire nella stessa stanza con mamma e papà….dicono anche che questo è il periodo più bello della loro vita in cui anche se la terra trema non può farci più del male e chiunque li incontra della Protezione civile è gentilissimo e gli dà tanti baci.
Tutto ciò che mi resta dopo una vita di agi e di un benessere, che andava molto al di là del necessario, è racchiuso in questa tenda blu del Ministero in cui custodisco l’unica vera ricchezza, i miei figli.
Non ho altro, al momento, di cui occuparmi e mentre mio marito è già impegnato nella ricostruzione con mille difficoltà, io mi sono messa a disposizione dei nostri compaesani che, come noi, hanno perso tutto...ma hanno un peso in più che è l’età avanzata e l’incapacità di guardare al di là di oggi.
Il mio compito è quello di motivarli e non perdere le speranze di rivedere il loro paesello risorgere ma la fatica è tanta e vivere in tenda già da due mesi comincia a farsi sentire emotivamente e fisicamente.
Il fatto di essere un avvocato, tra l’altro, mi ha posto in una posizione di prestigio ma sono sempre faticosamente in prima linea poiché qualsiasi questione tecnico-legale si pone, anche in ordine alla ricostruzione, mi viene sottoposto dai miei compaesani con uno sguardo pieno di speranza in attesa di un’interpretazione giuridica da parte mia che vada a loro vantaggio.
Le nostre giornate trascorrono veloci perché ci sono mille cose da fare per andare incontro a tutte le richieste delle 230 persone che gestisco essendo una delle rappresentanti dei cittadini e quando arriva la sera, soprattutto se piove e tira vento, sembra di essere su una nave in balia delle onde con le pareti che si gonfiano come le vele nel mare…mentre la pioggia crea un rumore costante che ti entra nella testa ed al quale non puoi sottrarti perché non c’è alternativa…
Io non ho più un computer, tranne questo con cui ti scrivo che è stato recuperato sotto le macerie della mia cucina, ho tentato di recuperare i codici nello studio ma la scossa ha fatto cadere a terra tutta la mia biblioteca e per disgrazia ci si è rotto sopra un tubo dell’acqua dell’appartamento soprastante per cui non ne resta più nulla e anche tante nozioni che prima erano pane quotidiano, vagano nella mia mente appesantita dai tanti pensieri.
Quello che ti chiedo e di aiutarmi in questa mia missione a favore di noi terremotati di questa valle e soprattutto dei bambini che sono rimasti colpiti dal tuo “pizzetto blu” ed ai quali ho detto che verrai a trovarci presto per allietarci un po’.
Caro Enio, sapessi che sensazione strana ho ora che non possiedo più nulla di materiale ed ogni chiave del mio portachiavi non ha più una porta da aprire……..
Dovrei sentirmi persa nel mondo eppure non mi sono mai sentita così ricca.
Ora valgono solo i sentimenti veri e nulla di ciò che prima di teneva sveglia la notte, per un’udienza importante o per una sentenza attesa con trepidazione, può più scalfirmi, ora che per tetto abbiamo tante stelle la notte e tante nuvolette e pioggia di giorno mi accorgo di essere un puntino sperso nel mondo ma con tanta voglia fare e costruire.
I miei figli sono l’inizio e la fine di questo mio mondo e renderli non dico felici ma almeno sereni, deve essere il mio scopo per il futuro….loro mi guardano come se la mamma si fosse trasformata in Rambo visto che, in effetti, nella tasca ora, al posto della mia inseparabile penna stilografica e dei tacchi alti per andare elegantemente in udienza, c’è un coltello multiuso nei tasconi dei pantaloni da campo.
Spero siano orgoglioso della loro mamma ed abbiano compreso che reagire a tutta questa tragedia è l’unica nostra arma di difesa.
Dicono che noi aquilani siamo forti e non ho mai compreso a fondo questa frase ma se questo significa non avere più paura di andare avanti, puntare un traguardo e fare di tutto per raggiungerlo oppure avere il coraggio di chiedere aiuto se se ne ha bisogno allora credo di essere aquilanissima e soprattutto sento ora una fierezza mai avuta prima.
L’augurio che mi faccio è di operare sempre per il bene dei miei bambini e della mia comunità di Santa Rufina e quando questa terra avrà smesso di tremare e saremo un po’ più tranquilli, spero di poterti ospitare nella nostra nuova casa ………..se Dio vuole.
Ora ti saluto e ti abbraccio immensamente sperando di essere tua ospite in prima fila quando verrai qui da noi per lo spettacolo.
Avv. Angela
Attualmente residente nella tendopoli di Santa Rufina di Roio, tenda n° 28 -
Bimba di 5 anni allevata da cani e gatti, non parla, abbaia
Russia: trovata bimba di 5 anni allevata da cani e gatti, non parla, ma abbaia
comprende il russo, ma mangia come gli animali
Rinvenuta in un appartamento fatiscente da cui non poteva uscire
MOSCA (RUSSIA) - Una bambina ignorata dai genitori e dai nonni e «allevata» da cani e gatti, di cui ha finito per apprendere il linguaggio: è la storia di degrado scoperta dagli agenti per la protezione dell’infanzia a Tchita, in Siberia Orientale. La bambina, di cinque anni, è stata trovata in un appartamento fatiscente da cui non poteva mai uscire, dove non aveva imparato a parlare e in cui cercava di comunicare abbaiando.
LA STORIA - «Durante cinque anni è stata allevata da diversi cani e gatti, e non è mai uscita una sola volta - ha spiegato la polizia locale in un comunicato - la piccola si è buttata sugli agenti come un cagnolino». Pur comprendendo il russo, la bambina non era però in grado di parlarlo e cercava di esprimersi «parlando il linguaggio degli animali». Il particolare più inquietante riguarda le abitudini alimentari assunte dalla bambina: «Non mangia con il cucchiaio, lo mette da parte e lecca», ha raccontato al canale tv «Rossia» Nina Emeltchougova, lavoratrice nell’istituto dove la bambina sta ricevendo assistenza medica e psichiatrica. La bambina, soprannominata dalla polizia «Mowgli» come il bimbo allevato dagli animali ne «Il libro della giungla», salta sulle porte abbaiando quando viene lasciata sola in una stanza. La famiglia, secondo i vicini, era estremamente asociale, fino al punto di uscire solo di notte per non incontrare nessuno. Lo scorso marzo, il presidente russo Dmitri Medvedev aveva chiesto di agire con urgenza per mettere fine alle violenze sui bambini: Medvedev aveva affermato che in Russia vi sono 760.000 minori in «condizioni socialmente pericolose».
28 maggio 2009
dal Corriere.it
http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_28/r... -
Pillola del giorno dopo anche alle minorenni
Accade in Spagna dove il ministero della Sanità ha deciso di offrire l’opportunità di acquistare o comunque poter assumere la pillola del giorno dopo anche alle minorenni. La possibilità sarà attiva tra 3 mesi e neglio intenti intende poter ridurre il numero degli aborti e delle gravidanze indesiderate che, soltanto in Spagna, nel 2007 sono state 10.500 tra le giovani ragazze. Dai dati acquisiti risulta che più della metà è ricorsa all’aborto, mentre il resto ha portato avanti la gravidanza comunque. La situazione, dicono le Autorità, è molto seria e preoccupante: in questo modo si spera di poter tamponare questo fenomeno in continuo aumento.
da La Stampa.it
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche... -
Test del Dna per prevedere le complicanze in gravidanza
Riuscire a prevedere in anticipo eventuali complicanze in gravidanza, ma anche possibili problemi per il feto e il nascituro: questi gli obiettivi dei ricercatori australiani dell’Università di Adelaide del new Robinson Institute.
Il professor Claire Roberts e il suo team di ricercatori hanno individuato delle sottili variazioni in specifici geni nei genitori e nel feto stesso che indicherebbero come la donna possa essere oggetto di complicazioni nella gestazione. Tutto questo si potrà tradurre in un efficace strumento diagnostico preventivo per un’assistenza prenatale che potrebbe salvare la vita di mamma e bambino.
Lo studio ha anche evidenziato la possibilità di sviluppare potenziali terapie per i primi mesi di gravidanza a beneficio dello sviluppo e delle funzioni della placenta, riducendo allo stesso tempo possibili complicazioni.
Dato che, al momento, complicanze come pre-eclampsia, difetti congeniti, aborti spontanei, parti prematuri e altre sono individuabili unicamente nel momento in cui si sviluppano i sintomi, in molti casi è ormai troppo tardi per intervenire. Ecco quindi che un test del Dna efficace nel predirre questi possibili eventi sarebbe la soluzione ideale, suggeriscono gli scienziati.
Ora i ricercatori stanno cercando un partner commerciale a cui interessi sviluppare e immettere sul mercato questo tipo di test che, a loro detta, avrebbe una potenziale attrattiva da parte delle donne incinte che andrebbe oltre il 90%.
da La Stampa.it
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche... -
Vivere il qui ed ora
Una volta un uomo incontra un amico che non vede da venticinque anni.
Dopo uno scambio di cortesie gli chiede notizie sul figlio maggiore, Harry. Il viso del suo amico risplende; gli dice che Harry è un poeta molto importante; la gente l’ascolta affascinata; inoltre probabilmente sarà onorato con il Premio Nobel negli anni a venire.
Non è minore la sua soddisfazione sul secondo figlio, Benny, un politico che probabilmente può raggiungere la carica di Primo Ministro in qualche anno.
Tuttavia sofferenza e disappunto gli appaiono sul viso parlando della situazione del suo terzo ed ultimo figlio, Easy, un semplice sarto, senza un brillante avvenire come quello dei suoi fratelli.
Comunque ammette che la famiglia intera ricava il sostentamento dai guadagni di Easy, e che da parte dei suoi risparmi egli stesso ha potuto sviluppare i propri affari da un negozio dove lavorava da solo ad una fabbrica dove una dozzina di persone si guadagnano da vivere.
Easy è come è, e da cosa è proviene tutta la sua crescita.
E’ una realtà e altrettanto reale è il suo sviluppo.
I suoi fratelli non vivono il presente e il futuro che stanno sognando è al di là della loro portata e realizzazione.
Un rifiuto del presente è un rifiuto di ogni speranza di crescita, materiale o spirituale. -
MOBILITAMOCI CONTRO “RAPELAY”, IL GIOCO DELLO STUPRATORE
E’ di questi giorni la notizia che il gioco RapeLay (gioco di parole tra “Rape=Stupro” e “Replay=Ripetuto” Stupro ripetuto) ha varcato i confini occidentali. Il "gioco", che simula ed “insegna” a molestare. Il giocatore-maniaco mette gli occhi su una famiglia composta solo da donne: madre e due figlie, una delle quali minorenne. E’ proprio quest’ultima a essere notata dall’aggressore.
In America e in Gran Bretagna sono riusciti a bandirlo dai siti web. Polemiche furiose anche in Spagna, Germania e Irlanda.
In Italia ancora non è stata intrapresa un'azione decisa e netta di contrasto del fenomeno. Iscriviti al gruppo creato su FaceBook, intendiamo contattare professionisti, mass-media e politica per aprire una riflessione ed arginare la diffusione di simili "prodotti".
Per iscriversi al gruppo su Facebook
http://www.facebook.com/group.php?gid=73432609... -
Demenza senile: i giochi non la evitano
Uno studio mette in discussione la reale utilità dei giochi che sostengono di allenare il cervello: non hanno alcun potere di arrestare il declino cognitivo.
Giochi che aiutano a tenere in forma il cervello rinforzando la memoria e generando nei consumatori la piacevole sensazione di essere mentalmente più giovani di quanto farebbe pensare la data di nascita. Da tempo non sono più una novità, ma l’effettiva utilità di questi prodotti viene messa seriamente in discussione da un autorevole documento congiunto diffuso a cura dello statunitense Stanford Center on Longevity e del Max-Planck-Institut di sviluppo umano di Berlino, elaborato dopo un anno di discussioni fra 30 dei più autorevoli neuroscienziati del mondo.
La paura della perdita di memoria, del deperimento mentale e dell’Alzheimer stanno facendo la fortuna delle aziende che producono simili rimedi, senza avvertire gli acquirenti che in realtà non esiste alcuna soluzione magica per salvarsi dal declino cognitivo, nemmeno cercandola tra gli integratori alimentari. Pertanto la pubblicità che ne sostiene il mercato, e della quale ci si dovrebbe fidare solo quando sia stata verificata da ricerche indipendenti condotte da più esperti, si lancia qualche volta in affermazioni ragionevoli, ma molte altre in affermazioni scientificamente indimostrate o palesemente false e fuorvianti.
Infatti, se in qualche caso è vero che simili giochi possono aiutare a memorizzare liste di parole, andrebbe anche sottolineato che tale abilità non viene trasferita automaticamente nella vita quotidiana, e probabilmente non sarà di alcuna utilità per ricordare l’orario di un appuntamento o il luogo in cui sono state lasciate le chiavi dell’auto. Inoltre, eventuali miglioramenti a breve termine della prestanza mentale consentiti da questi prodotti, che dispongono di molte alternative meno dispendiose per ottenere lo stesso scopo, non sono affatto una garanzia contro l’entità del declino cognitivo che potrebbe verificarsi nel corso degli anni e dei decenni successivi.
Gli studiosi sostengono che partecipare alla vita della propria comunità, dedicarsi alle proprie passioni o imparare l’italiano (la nostra lingua nel documento riceve l’onore di essere considerata complessa e stimolante), è un toccasana per la mente, capace di produrre risultati socialmente significativi. Ed è stato dimostrato che lo stesso esercizio fisico fa bene non solo al corpo, ma anche all’attenzione, al ragionamento e alla memoria.
Fonte dell'informazione:
Panorama.it - Hitech e Scienza
Martedi 12 Maggio 2009