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GioiaeSorrisi

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Blog 611

volare per vivere
Volerò nel tuo cuore ogni volta che avrai bisogno di me


  • Una nave da crociera con sette quartieri

    HELSINKI - C'e' un parco lungo quanto un campo da calcio, una pista da pattinaggio su ghiaccio, un simulatore di onde per praticare surf. Ci sono perfino sette quartieri, come in una citta'. E' il transatlantico Oasis of the Seas, il piu' grande al mondo, in partenza dal cantiere navale di Turku, nel sud ovest della Finlandia, per raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti, dove il 5 dicembre imbarchera' i passeggeri per la sua prima crociera ad Haiti.

  • PROCREAZIONE: uomo e donna non servono più

    Ovociti e spermatozoi da staminali embrionali
    ROMA - Una riserva di cellule 'germinali', cioe' quelle riproduttive capostipiti di ovociti e spermatozoi, e' stata creata a partire da cellule embrionali umane. Reso noto sulla rivista Nature, il traguardo ha permesso di decodificare i geni piu' importanti che regolano nell'embrione le tappe di formazione delle cellule germinali e, quindi, potrebbe aprire la strada alla comprensione di molti casi di sterilita'. Diretta da Renee Reijo-Pera della californiana Stanford University, la ricerca, ora che e' scoperto il meccanismo alla base della formazione delle cellule germinali, permettera' in futuro, per ciascuna persona colpita da sterilita', di produrre una riserva di cellule germinali su misura.
    Nelle primissime fasi di sviluppo embrionale si formano le cellule germinali, ovvero quelle che poi, a puberta' sbocciata, producono spermatozoi e ovociti. Proprio perche' si formano nelle prime fasi di sviluppo, e' stato difficile finora studiare le cellule germinali e riprodurle in laboratorio. Gli esperti Usa ci sono riusciti partendo da linee di cellule embrionali umane in cui hanno inserito un gene indispensabile alla formazione della linea germinale. Il gene produce anche una proteina etichetta verde fluorescente che ha permesso ai ricercatori di isolare le cellule germinali formate dalle altre.

    Poi gli esperti hanno studiato, attivandoli e disattivandoli, vari geni per vedere che ruolo avessero nello sviluppo delle cellule riproduttive e scoperto tre geni implicati nel loro sviluppo: DAZL, che agisce precocemente , DAZ1 e BOULE, che invece regolano le ultime fasi di sviluppo della linea germinale. Sebbene la fertilita' o sterilita' di un individuo si facciano manifeste solo al raggiungimento della maturita' sessuale, molti casi di infertilita' sono di certo dovuti a errori nei primi stadi di formazione dell'embrione, quando le cellule staminali embrionali danno vita alle cellule germinali. Avere a disposizione un metodo di studio del processo di sviluppo di dette cellule e di lavorare in laboratorio su di esse, agevola di gran lunga le ricerche per scoprire molte cause di infertilita'. Inoltre, usando staminali pluripotenti indotte create da cellule di pelle, per ciascun individuo potrebbe essere creata la propria riserva personale di spermatozoi o ovociti da usare in caso di sterilita'. (ANSA)

  • Pari opportunità, Italia in discesa

    Rapporto annuale del world economic forum
    Pesano disuguaglianze nei salari e nella partecipazione al lavoro. Il 52% delle donne nella popolazione attiva


    MILANO - Al di là delle classifiche, che hanno una valenza indicativa, sono i numeri che fanno effetto, anche se fotografano una situazione nota. È il caso del rapporto 2009 sulle pari opportunità tra uomini e donne («gender gap») stilato dal World Economic Forum, dove l'Italia scende dalla 67esima al 72esima posizione. Pesa «la persistenza di indici negativi sulla partecipazione delle donne alla vita economica», in primis la disparità di salari e redditi rispetto agli uomini. L'Italia è superata anche da Vietnam, Romania e Paraguay, precede di poco la Tanzania, è terzultima in Europa (il rapporto in pdf, in inglese).

    PAESI SCANDINAVI - La classifica stilata dal Wef, istituzione che organizza il forum di Davos, copre il 93% della popolazione mondiale, assegnando ai Paesi scandinavi il podio delle pari opportunità. Al primo posto si piazza l'Islanda (quarta nel 2008), davanti a Finlandia, Norvegia e Svezia. Seguono Nuova Zelanda, Sudafrica, Danimarca e Irlanda. Sorprendente il Lesotho al decimo posto (dal 16esimo), davanti a tutti i big europei: la Germania è 12esima, il Regno Unito 15esimo (entrambi in leggero calo), la Spagna 17esima e la Francia 18esima. Agli ultimi posti nel Vecchio Continente Repubblica Ceca (74esima) e Grecia (86esima). Il rapporto assegna poi il 31esimo posto gli Usa, in discesa di 3 posizioni e il 75esimo al Giappone.

    REDDITO E PARTECIPAZIONE - A spingere l'Italia nella retroguardia è soprattutto l'indice su «partecipazione e opportunità nell'economia» (96esimo posto), a causa delle disuguaglianze rispetto agli uomini nei salari (116esimo posto), nel reddito da lavoro (91esimo) e nella partecipazione alla forza lavoro (88esimo). Solo il 52% delle donne fanno parte della popolazione attiva contro il 75% degli uomini e il reddito medio delle donne è la metà rispetto agli uomini, 19.168 dollari l'anno contro 38.878. Vanno molto meglio le aree di «potere politico» (45esimo, grazie alle donne che siedono in Parlamento e al governo) e «scuola e istruzione» (46esimo posto), meno bene di quanto ci si potrebbe aspettare il settore «salute e attesa di vita» (88esimo posto). Tra gli altri dati evidenziati la differenza nella disoccupazione tra donne (7,87%) e uomini (4,88%). Rispetto al 2006, anno del primo rapporto, il voto all'Italia è solo marginalmente migliorato: laddove 1 rappresenta la parità, la Penisola è passata dallo 0,646% allo 0,68%, mentre l'Islanda e i principali Paesi nordici veleggiano sullo 0,82%. All'estremo opposto Pakistan, Chad e, ultimo, lo Yemen (0,46%).
    27 ottobre 2009

    dal Corriere.it
    http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_27/...

  • Manuale di comportamento' per ridurre CO2

    Con 17 gesti quotidiani -20% emissioni
    Manuale comportamento' per ridurre CO2


    ROMA - Mentre i grandi del mondo lavorano a un accordo globale contro i cambiamenti climatici, anche noi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per ridurre le emissioni di gas serra. Infatti, dal car sharing al modo di stendere il bucato o usare la doccia, piccoli gesti all'interno delle mura domestiche possono tradursi in un taglio annuo del 20% delle emissioni domestiche, ovvero una riduzione totale delle emissioni nazionali del 7,4% in 10 anni. Secondo quanto riferito sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS', 17 azioni sono cruciali per ridurre le emissioni annuali di CO2, il tutto senza modificare la qualità di vita di ciascuno. La ricerca è stata condotta da Thomas Dietz della Michigan State University presso la East Lansing.

    "Le 17 tipologie di azioni - scrivono gli autori su PNAS - vanno dall'adottare apparecchiature domestiche più efficienti e nell'usare meglio le apparecchiature stesse, e si dividono in 5 categorie principali: climatizzazione dell'ambiente domestico con installazione di sistemi efficienti di isolamento, installazione di apparecchiature efficienti per il raffreddamento degli ambienti, manutenzione e uso corretti di dette apparecchiature, comportamenti quotidiani". I programmi basati sui permessi di emissione di CO2 e sul pagamento per gli esuberi rispetto al tetto massimo stabilito (cap-and-trade) e le politiche per incentivare l'innovazione tecnologica potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli obiettivi a breve e a lungo termine di riduzione delle emissioni, spiegano gli autori. Basti pensare che l'uso diretto di energia nelle case è responsabile del 38% di tutte le emissioni di CO2 in Usa, rilevano i ricercatori, ovvero qualcosa come 626 milioni di tonnellate l'anno (dato 2005). Ciò corrisponde approssimativamente all'8% delle emissioni globali, una quota superiore a quella delle emissioni di un intero paese (Cina esclusa). E' chiaro quindi che ciascuno di noi può fare tanto per ridurre le emissioni di CO2, partendo dai propri comportamenti in casa.

    Gli esperti hanno stimato l'impatto di alcuni di questi comportamenti e tenuto conto anche del margine di miglioramento per ciascuno, ovvero della percentuale di coloro che non li ha ancora adottati e potrebbe farlo. E' emerso che i comportamenti più 'verdi' sono l'installazione di impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria di ultima generazione, altamente efficienti, con la corretta manutenzione degli stessi e l'uso corretto (per esempio il ricambio dei filtri, le temperature fissate - né troppo alte né troppo basse); sempre in questo ambito rientra l'installazione di impianti di isolamento termico (finestre high-tech, pannelli isolanti per il tetto etc). Dallo studio è emerso che qualora tutti adottassero questo comportamento (la percentuale di coloro che non l'hanno ancora fatto è altissima, 90%) in Usa si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di 34,4 tonellate annue. Tantissimo può fare l'uso corretto dell'auto: dal car sharing all'uso di macchine con consumo efficiente, dal 'trip chaining', ossia combinare vari impegni con diverse destinazioni in un unico viaggio, al comportamento alla guida permetterebbe un risparmio di oltre 110 tonnellate di emissioni di CO2. Ma poi ci sono comportamenti molto più 'banali': stendere il bucato evitando l'uso di asciugatori, non usare temperature elevate in lavatrice, usare docce con getto d'acqua contenuto, usare elettrodomestici efficienti e a basso consumo, limitare la temperatura dello scaldabagno. "Le nostre stime - concludono - forniscono una guida iniziale di quelli che sono i risultati raggiungibili in termini di riduzione delle emissioni di CO2 attraverso la promozione attiva di comportamenti virtuosi a casa".

    da
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/...

  • In aumento i blogger professionisti

    Cresce il numero di utenti che lavora con il proprio blog. C'è chi guadagna oltre 120 mila dollari all'anno

    MILANO - Sono per lo più maschi, sotto i 40 anni, hanno una buona istruzione e quasi uno su due proviene dal settore dei media. Spesso gestiscono più siti, riuscendo addirittura a trasformare la propria attività in una professione redditizia. È il ritratto del blogger che emerge dall'ultimo rapporto di Technorati «State of the Blogosphere», studio che ogni anno monitora l'evoluzione della blogosfera. Nell'edizione 2009 è stato intervistato un campione di circa 3 mila blogger.

    TRA HOBBY E LAVORO - Se per la maggior parte degli utenti (72%) il blog resta ancora un semplice hobby da coltivare nel tempo libero, cresce il numero di blogger che ha trasformato il proprio «diario di bordo» in un'attività professionale (28%), in grado di garantire guadagni considerevoli. Per i più si tratta di un impiego part-time, che permette comunque di arrotondare lo stipendio (il salario medio annuale è di 15mila dollari). Più interessante, invece, il dato su chi riesce a svolgere a tempo pieno l'attività di blogger: è il 13% del campione, che spesso scrive per condividere le proprie competenze ma anche per promuovere le attività dell'azienda in cui lavora. In questa categoria il salario medio raggiunge cifre importanti (122 mila dollari l'anno). Tra part-time e full-time, il 17% afferma che il blog sta diventando la principale fonte di introito. Il tutto grazie alla pubblicità, ma anche per la reputazione che il blog è in grado di garantire. Il che significa inviti a convegni e conferenze, ma soprattutto il sempre maggiore coinvolgimento nel settore dei media.

    I PROSSIMI GIORNALISTI - Quattro blogger su dieci provengono dal mondo dell'informazione (riviste, quotidiani, radio, spesso come collaboratori esterni). Di questi, il 27% continua a svolgere un'attività nel campo dei media. Messo da parte l'antagonismo dei primi tempi, i blogger stanno quindi diventando parte attiva del sistema dell'informazione mainstream. Ormai, spiega la rivista Fast Company, gestire pagine competenti su temi specifici rappresenta la migliore palestra per i reporter in erba. Ma anche il naturale approdo per i tanti giornalisti che devono reinventarsi una nuova vita dopo esser stati licenziati.

    MORTE DEI BLOG? - Competenza, passione e, perché no, possibilità di guadagnare sono quindi le chiavi per portare avanti l'attività di blogger, spiega a Technorati Arianna Huffington, ex blogger che è riuscita a trasformare il proprio sito in una delle fonti online più lette. La crescita dei blog professionali va di pari passo, infatti, con la morte di quelli amatoriali, che sono sempre più inattivi e sulla via della chiusura.

    dal Corriere.it

    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09...

  • Influenza A, sintomi e informazioni utili

    Cos'è la nuova influenza provocata dal virus A/H1N1?

    La febbre suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata da virus influenzali di gruppo A. Dei vari sottotipi di virus isolati nei maiali i principali sono di tipo H1N1, cioè quelli responsabili dell’attuale epidemia umana. Dopo i primi casi della nuova influenza umana, che si sono verificati in seguito a contatti molto ravvicinati fra i maiali e l’uomo, il nuovo virus A/H1N1 si è adattato all'uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.

    Si badi bene: l'influenza suina non viene trasmessa attraverso il cibo e dunque non esiste alcun rischio d'infezione attraverso il consumo di carne suina cotta o di prodotti a base di carne suina.

    Quali sono i sintomi e come si distingue dalla "normale influenza"?

    La “nuova” influenza si presenta essenzialmente con una triade di sintomi, rappresentata da febbre alta (oltre i 38 gradi) che insorge bruscamente, dolori muscolari e almeno uno fra questi sintomi respiratori: mal di gola, tosse, naso che cola. Di solito l’esordio della malattia si accompagna anche a mal di testa, a uno stato di debolezza (o facile affaticamento) più o meno intenso e qualche volta sono presenti nausea o vomito. Questi ultimi due sintomi però non sono tipici dell’influenza. Se sono presenti unicamente forte nausea, dolori addominali e diarrea è più probabile che non si tratti di influenza, ma di un' infezione gastrointestinale dovuta a uno dei tanti virus stagionali che possono colpire l’apparato gastroenterico.

    In definitiva, dal punto di vista sintomatico, la nuova influenza non si distingue in alcun modo dalla classica influenza stagionale. La vera differenza è rappresentata dal fatto che l'influenza A si diffonde più rapidamente dell’influenza stagionale e quindi colpisce un maggior numero di individui perché, trattandosi di un nuovo virus, molte persone non hanno ancora gli anticorpi per difendersi.

    Come si trasmette e per quanti giorni chi ne è affetto è contagioso?

    La trasmissione da uomo a uomo del virus dell'influenza A/ H1N1 avviene principalmente attraverso le piccole goccioline di saliva che vengono emesse da tutti noi durante i colpi di tosse o gli starnuti, ma anche attraverso il contatto con le mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Una via di contagio può essere il bacio, una carezza, bere dallo stesso bicchiere, fumare la stessa sigaretta o semplicemente stare a distanza ravvicinata con una persona infetta.
    Come già detto, dunque, i virus della nuova influenza umana non sono trasmessi dal cibo, cioè mangiando maiale o prodotti a base di carne di maiale.
    Di solito, le persone con influenza da nuovo virus A/H1N1 vengono considerate contagiose dal giorno precedente all’insorgere dei sintomi e per almeno quattro giorni successivi. I bambini, specialmente i più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi.

    È una malattia grave?

    Come la forma stagionale, l’influenza suina nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave, ma va detto subito che al momento la gravità non appare fra le sue caratteristiche: la regola è la guarigione, non le complicanze e tantomeno la morte. Tanto è vero che, in Italia, su circa 1900 casi fino ad oggi riportati, è stato segnalato un solo caso di decesso. Il che significa che la mortalità è presumibilmente identica a quella dell’influenza classica stagionale.
    La durata della malattia non oltrepassa di solito i 4-5 giorni. Possono fare eccezione i pazienti affetti da gravi malattie polmonari o cardiache, i diabetici, gli individui con deficit del sistema immunitario (da cause varie) per i quali può risultare più prolungata o andare incontro a complicanze respiratorie.

    Cosa fare in caso di sintomi sospetti?

    Se i sintomi, come spesso accade, sono lievi e la persona colpita è in buona salute è bene rimanere tranquilli, stare a casa, evitare i contatti ravvicinati con le altre persone (inclusi possibilmente i conviventi) e seguire alcuni consigli terapeutici generali. Se i sintomi sono particolarmente intensi, la malattia si protrae oltre i normali 3-4 giorni oppure la persona è affetta da altre malattie importanti (cardiache, respiratorie, renali) è bene chiamare il medico, anziché recarsi di propria iniziativa al pronto soccorso. Una visita d’urgenza in ospedale può essere indicata solo nei casi particolari in cui insorgano difficoltà respiratorie particolarmente severe e il medico di famiglia non sia immediatamente reperibile.

    Come si effettua la diagnosi?

    In seguito all’incremento progressivo dei casi in Europa e in Italia sono stati rafforzati i sistemi di sorveglianza e non si ritiene più indispensabile la conferma di laboratorio dei casi sospetti. Pertanto la diagnosi si fonda prima di tutto sulla presenza dei sintomi sopra elencati.

    Per la diagnosi di influenza nel bambino ricordate che:

    •nel lattante l'influenza si può manifestare solo con vomito e diarrea e la febbre rappresenta una evenienza eccezionale;
    •i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, ma manifestano il proprio malessere sotto forma di irritabilità, pianto o inappetenza;
    •in caso di febbre elevata, i bambini più piccoli presentano spesso occhi arrossati che sono indicativi di una congiuntivite;
    •all’età di 1-5 anni la sindrome influenzale si associa frequentemente a laringite, bronchite e febbre elevata.
    Attualmente l’indicazione è quella di eseguire l'analisi di laboratorio (solo su indicazione del medico) in tutti i casi caratterizzati da un andamento clinico impegnativo per il quale si ritiene opportuno richiedere un ricovero in ospedale. Ai fini della sorveglianza, inoltre, analisi di laboratorio sono effettuate a campione e nei casi che si sono manifestati in assenza di viaggi o di contatti con casi confermati. L’analisi si fa su un campione di secrezioni prelevate dalle prime vie respiratorie mediante un normale tampone nasale o faringeo entro 4/5 giorni dall'inizio dei sintomi (cioè, quando la persona è contagiosa).

    Come si cura?

    Come per le altre forme influenzali, la terapia normalmente prevede il riposo e l’assunzione di farmaci antipiretici per abbassare la febbre (primo fra tutti, il paracetamolo), analgesici o antinfiammatori per calmare i dolori ed eventualmente sedativi della tosse. Il trattamento dei sintomi, l’assunzione di liquidi (acqua, tè, succhi di frutta) ed il riposo (protratto fino a 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono in genere sufficienti per la completa guarigione nei casi non complicati.

    Per alcuni soggetti a rischio (per esempio i bambini sotto i due anni, gli anziani sopra i 65 anni, i pazienti affetti da diabete, malattie croniche respiratorie, cardiovascolari, epatiche, ematologiche, neurologiche o neuromuscolari), i soggetti immunodepressi, le donne in gravidanza o in allattamento, gli asmatici in terapia e le persone obese può essere indicato l’impiego dei farmaci antivirali (zanamivir e oseltamivir).

    Questi farmaci, che si assumono in compresse, sciroppi o spray per inalazione, combattono i virus dell’influenza agendo sulle proteine utilizzate dai virus per entrare nelle cellule dell’organismo ospite, sono efficaci contro tutti i virus influenzali e quindi anche quello della nuova influenza, l’H1N1, che è di tipo A.
    Questi possono essere utili per ridurre i sintomi e ad abbreviare i tempi di guarigione, ma si devono adoperare solo previa prescrizione medica: la terapia andrebbe iniziata il prima possibile (funziona meglio se iniziata entro due giorni) e va protratta di regola per 5 giorni.

    Attenzione però: usarli senza motivo potrebbe procurare anche dei danni. Il rischio infatti è che insorgano virus resistenti al farmaco, rendendolo inutile qualora l’assunzione diventi realmente necessaria. Questi farmaci si possono acquistare solo su prescrizione medica, non sono rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale e sono molto costosi. La comparsa di complicazioni (per esempio una bronchite o polmonite) può richiedere la prescrizione di una terapia antibiotica, che andrà comunque sempre effettuata da un medico.

    Quali sono le principali norme di prevenzione?

    Vaccinazione

    L'arma migliore di prevenzione è rappresentata dalla vaccinazione della popolazione. Il vaccino specifico contro il virus A(H1N1) sarà presto disponibile.
    In Italia, il Ministero della Salute ha già fissato le norme principali per l’esecuzione della campagna vaccinale gratuita che riguarderà circa il 40% della popolazione e prevede in una prima fase (a metà del mese di novembre) la vaccinazione di:

    •soggetti a rischio perché affetti da patologie croniche gravi;
    •personale sanitario che deve garantire le prestazioni assistenziali;
    •personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia, protezione civile, etc);
    •personale che garantisce la continuità dei servizi cosiddetti essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc).
    Entro la fine dell’anno sarà poi la volta dei soggetti affetti da malattie respiratorie fra i 2 e i 65 anni, mentre infine a partire da gennaio 2010 i vaccini saranno riservati alla popolazione sana fra i 2 e i 27 anni, cioè a quella fascia d'età che, dai dati sull'andamento mondiale della malattia da aprile ad oggi, risulta essere la più colpita dall'infezione che, in tali soggetti, si trasmette più facilmente.

    Norme generali

    Una volta che si è stati colpiti dalla nuova influenza, come del resto da qualunque altra forma infettiva virale delle vie respiratorie, è bene lavare le mani dopo aver tossito o dopo essersi soffiati il naso perche qui si vanno a depositare, attraverso le goccioline di saliva, le secrezioni infette.È bene poi evitare di portare le mani a contatto con occhi naso e bocca, usare ognuno il proprio asciugamano, le proprie stoviglie, evitare contatti ravvicinati con persone sane, per esempio baci o carezze, coprire con un fazzoletto (possibilmente di carta) naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto dopo l’uso nella spazzatura o nella biancheria da lavare.

    Mantenere una distanza adeguata (circa un metro) tra persona e persona è considerata una misura sempre efficace per prevenire il contagio della malattia.
    Si raccomanda infine di rimanere a casa se malati evitando di viaggiare, di recarsi al lavoro o a scuola, allo scopo di limitare i contatti possibilmente infettanti con altre persone e ridurre il rischio di complicazioni e infezioni da parte di altri microbi.

    © Il Pensiero Scientifico Editore
    da

    http://it.health.yahoo.net/c_special.asp?id=26...

  • Bimbo morto, la procura accusa medico ayurvedico di omicidio

    Bimbo morto, la procura accusa medico ayurvedico di omicidio volontario
    Avrebbe sospeso le medicine a un bambino affetto da fibrosi cistica poi morto a 6 anni

    Non più omicidio colposo, ma omicidio volontario.
    La procura ha chiesto in udienza preliminare di modificare il capo d'imputazione per Guido Sartori, il medico ayurvedico accusato di aver sospeso le medicine a un bambino affetto da fibrosi cistica fin dalla nascita (in seguito morto, a sei anni, nel 2006).
    La procura, che aveva chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo, oggi davanti al giudice ha chiesto di modificare il capo d’imputazione, accusando il medico di omicidio volontario, nella specifica formula del dolo eventuale: la colpa di chi adotta un certo comportamento assumendosi i rischi di quello a cui questo atteggiamento può comportare.
    In pratica il medico, stando all'accusa mossa dalla procura, sospendendo la terapia tradizionale e prescrivendo solo tisane alle erbe e polveri minerali, avrebbe accettato il rischio del possibile aggravamento (ed eventuale morte, come poi è stato) delle condizioni del piccolo paziente.
    Dell’inchiesta si è occupata il pm Antonella Scandellari.
    La decisione di richiedere un diverso capo d'imputazione è nata dopo una rilettura di tutta la vicenda e della documentazione raccolta in vista dell’udienza preliminare. Il processo è stato aggiornato al 10 dicembre.

    LA VICENDA - L’inchiesta fu aperta nel giugno del 2006 dalla Procura di Teramo (nelle cui vicinanze il bambino, originario di Cavalese in provincia di Trento, morì durante un periodo di vacanza), approdò poi a Bologna perché lo specialista ha lo studio sotto le Due Torri.
    Sartori, che ha 53 anni ed è laureato in Medicina, è anche il presidente della Atah, Associazione pazienti ayurvedici.
    Nel corso delle indagini ha sempre negato di essere stato lui a ordinare la sospensione delle cure tradizionali. «Io non ho mai detto loro di abbandonare la medicina tradizionale, quando vennero da me avevano già smesso di andare al Centro specialistico di Verona», si difese Sartori.

    da Il Corriere.it

    http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/n...

  • Sms alla guida, il video choc della polizia

    Nelle immagini tre ragazze in un'incidente perchè chi era alla guida scriveva un messaggio Sms alla guida, il video choc della polizia
    In Gran Bretagna la polizia ha deciso di trasmettere il filmato durante le lezioni di guida per sensibilizzare i giovani



    MILANO - Mandare sms mentre si guida aumenta il rischio di incidenti stradali. Lo hanno stabilito diversi studi e confermato diverse statistiche. Certo, lo sa anche un bambino che scrivere un messaggino sul cellulare mentre si va in auto è pericoloso, a volte può risultare addirittura mortale. Sanzioni e l'inasprimento del codice della strada sembra, non bastano. Già, perchè sono ancora moltissimi i guidatori, soprattutto giovanissimi, che tengono il telefonino incollato all'orecchio o si destreggiano nel mandare un sms. La brutta abitudine fa sì che si perda d'occhio la strada per almeno cinque secondi. Ed è proprio in questo lasso di tempo che avvengono tantissimi incidenti.
    VIDEO - Ecco perchè la polizia della regione di Gwent, nel Galles, è ricorsa ad un rimedio estremo. Estremo dal punto di vista dell'impatto: un video di circa 4 minuti nel quale un gruppo di tre amiche (tutte attrici del luogo) in viaggio in auto sulle strade del Galles si schiantano rovinosamente, per un paio di volte, contro altre vetture. La causa: la ragazza alla guida stava mandando un messaggino col suo cellulare. Il breve e drammatico filmato, girato da Peter Watkins-Hughes e postato sul portale di YouTube, ha lo scopo di ridurre tali incidenti e sensibilizzare i guidatori più giovani; con sequenze scioccanti che, spiega la BBC, http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/wales/82031... verranno mostrate durante le lezioni nelle scuole della regione.
    RISCHIO - Da una recente ricerca del Virginia Tech Transportation Institute, negli Stati Uniti, è emerso che parlare al cellulare mentre si guida aumenta di un terzo il rischio di incidenti. Mentre per parlare al telefono si può continuare a guardare la strada, scrivere messaggi fa distogliere lo sguardo a intervalli tra i 4,6 e i 6 secondi. Secondo lo studio, nel momento in cui si compone un numero di telefono o lo si cerca in rubrica il rischio sale di 2,8 volte per poi ridursi a 1,3 mentre è in corso la conversazione. Quando si è intenti a inviare un messaggio, il rischio sale invece di 23,2 volte.

    Elmar Burchia
    17 agosto 2009(ultima modifica: 18 agosto 2009)

    dal corriere.it

  • Il treno della vita

    Ho trasformato questa bellissima e conosciutissima presentazione in power point in un video.

  • Tutta un'altra vita di Lucia Giovannini

    Abbiamo trovato questo libro molto interessante. L'autrice mette a disposizione nel suo sito

    http://www.tuttaunaltravita.it/it/

    le prime pagine del libro che pubblichiamo qui di seguito. Cliccando sull'immagine del libro si va al sito dell'IBS dove è possibile acquistarlo.



    Introduzione

    «La differenza tra ciò che facciamo e ciò che siamo capaci di fare risolverebbe la maggior parte dei problemi del mondo.»
    MAHATMA GANDHI

    SPESSO chi partecipa ai miei corsi alla fine dei seminari mi chiede:
    «Hai libri da consigliarci? Cosa possiamo leggere?» E poi fa la fatidica domanda: «Ma tu hai scritto niente? Perché non scrivi un libro? Ci aiuterebbe a mettere in pratica nella quotidianità, a casa, al lavoro, i passi verso lo sviluppo personale, ed accelererebbe il cambiamento. Sarebbe come avere un allenatore personale al nostro fianco che ci ricorda cosa fare, ci incita, ci corregge, ci stimola: un amico sempre disponibile da consultare…»
    Per anni la mia risposta è stata automatica: «Ci sono migliaia di libri in commercio, ecco una lista indicativa di volumi interessanti…
    » Ma ogni volta che qualcuno mi poneva questa domanda, qualcosa mi faceva battere il cuore e brillare gli occhi.
    Evidentemente, il richiamo era profondo.
    Un pensiero però si faceva strada nella mia mente: «Ma chi ti credi di essere? Che cos’hai tu di speciale per scrivere un libro che possa davvero essere d’aiuto agli altri?»
    Nel luglio del 2005 mio marito Nicola e io avevamo pianificato di passare tutto il mese negli Stati Uniti per una serie di lezioni, ma all’ultimo momento i corsi furono rinviati. Improvvisamente, avevo a disposizione una grande risorsa che nella mia vita scarseggiava: il tempo. E ne avevo in abbondanza. Non c’erano più scuse, finalmente avevo tutto il tempo per iniziare il libro che da sempre volevo scrivere.
    Tuttavia, dopo qualche giorno mi sono ritrovata di nuovo sommersa dagli impegni. Dovevo finire di arredare la casa in cui ci eravamo da poco trasferiti, avevo il giardino da sistemare, il sito web da rifare, il calendario dei corsi autunnali da preparare, i dieci gatti randagi che avevano deciso di prendere la residenza nel nostro giardino… Certo, il mio obiettivo era ancora di fronte a me, ma qualche motivo mi impediva sempre di fare il passo, di incominciare a scrivere. Lo spazio che mi separava da ciò che desideravo mi pareva immenso, tanto da farmi seriamente considerare l’idea di mollare. Dopotutto era solo un sogno. E per di più era difficile da realizzare.
    È troppo complicato, pensavo, non ho abbastanza tempo (e risorse, e soldi, e capacità), non ce la farò mai…
    Vi suona familiare? Quante volte avete pronunciato queste frasi?
    Nel mio caso sapevo ciò che desideravo. Nonostante questo non era per niente facile. Quanti di noi possono onestamente dire di sapere con esattezza ciò che vogliono? E, soprattutto, come possiamo collegare ciò che desideriamo con lo scopo più profondo legato al significato della nostra esistenza? Quale eredità vogliamo lasciare al mondo? Come, per cosa, vogliamo essere ricordati? E quando sentiamo la voglia di cambiare, di migliorare la nostra vita, le nostre relazioni, il nostro lavoro, come possiamo guidare il cambiamento nella direzione scelta? Che strumenti possiamo utilizzare? Quali sono le fasi del cambiamento e come metterle in atto nella maniera migliore? Di che aiuti possiamo disporre in questo cammino? E come possiamo imparare ad accettare i cambiamenti forzati, quelli che la vita ci impone? Come trasformare l’incertezza, il dolore e la sofferenza in carburante per la nostra crescita personale?
    Questi ed altri sono gli interrogativi che mi hanno accompagnata per molti anni e che mi hanno stimolata ad analizzare i risvolti dell’animo umano, a studiare le nuove scoperte della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, ad esaminare gli antichi testi spirituali, a confrontarmi con uomini e donne di medicina nei luoghi più remoti del mondo e a sperimentare sulla mia pelle tutto ciò che ho imparato, mentre affronto i cambiamenti della mia vita e le piccole e grandi sfide che essi comportano.
    Questi ed altri sono gli interrogativi che vengono trattati nelle prossime pagine, con lo scopo di guidare il vostro cammino verso il cambiamento.
    A chi è rivolto questo libro, di cosa tratta e che risultati vi potete aspettare
    «Non sappiamo se cambiando si migliora, ma sappiamo che per migliorare bisogna cambiare.»
    ANONIMO

    Sostanzialmente i problemi che incontriamo nella vita si possono riassumere in due categorie: quelli che ci obbligano ad un cambiamento indesiderato e quelli che ci fanno desiderare un cambiamento che non arriva.
    In questo secondo caso le possibilità sono di nuovo due: sappiamo quello che vogliamo ma non sappiamo come ottenerlo.
    Oppure non sappiamo quello che vogliamo.
    In tutti i casi, sia che vi ritroviate ad affrontare un cambiamento indesiderato o che abbiate nel cassetto un sogno da realizzare, che stiate per iniziare una nuova fase della vita, che vogliate conoscervi meglio, sviluppare le vostre potenzialità, migliorare il vostro lavoro, la vostra relazione sentimentale, il rapporto con voi stessi o con gli altri o far sì che la vostra esistenza assuma un significato più profondo e soddisfacente, queste pagine intendono guidarvi nel percorso della trasformazione.
    Tutta un’altra vita vuole essere un aiuto concreto a trovare la motivazione, la forza e gli strumenti per affrontare e risolvere situazioni e stati d’animo che tolgono ossigeno ed energia vitale, facilitando così il cambiamento.
    In questo libro si parla di sogni e di come trasformarli in
    obiettivi raggiungibili, di come sviluppare la flessibilità senza perdere la direzione, dei meccanismi che ci portano all’immobilismo, alla paura, all’ansia, e che bloccano la nostra piena realizzazione.
    È un percorso attraverso le varie fasi del cambiamento: la presa di coscienza del punto di partenza; la consapevolezza dei meccanismi che utilizziamo per anestetizzarci e non sentire il dolore emotivo e che ci impediscono a loro volta di ascoltare a pieno la chiamata della trasformazione; il riconoscimento delle credenze e dei limiti in cui noi stessi ingabbiamo la nostra identità: un recinto dalle sbarre invisibili e per questo ancora più pericoloso.
    È un invito a fare chiarezza riguardo alla direzione che stiamo dando alla nostra esistenza, uno sprone a fare spazio alla spinta di autorealizzazione e una guida nel compilare una «mappa della visione». Una volta stilata, avremo a disposizione una bussola per gestire al meglio emozioni e stati d’animo e dare un nuovo indirizzo alle nostre azioni.
    Questo libro ci insegna inoltre alcune tecniche, facili e alla portata di tutti, che possono essere paragonate ad una virtuale cassetta degli attrezzi. Una volta apprese, resteranno a nostra disposizione per tutta la vita, senza scadenza. Si dice che questo sia un viaggio per eroi: ma dentro ogni uomo e donna dorme un eroe e quando viene risvegliato rende possibile a chiunque liberarsi dal disagio e dall’insofferenza e fare della propria esistenza un capolavoro.
    In tanti anni, nei miei seminari ho avuto l’onore di testimoniare il cambiamento di migliaia di persone che, grazie a questi percorsi, hanno migliorato notevolmente la qualità della vita, delle relazioni, del lavoro.
    Anche questo libro trasmette nuove idee e spunti di riflessione che stimolano a smettere di svendere i propri sogni, sminuirsi, sentirsi vittime e senza via d’uscita, avere pensieri ed emozioni negative, vivere al di sotto delle proprie capacità e potenzialità.
    Ovviamente, non è e non vuole essere una pillola magica che risolve da sola tutti i vostri problemi. È un libro in cui trovate dei semi, imparate come piantarli, come prendervi cura delle pianticelle e come ottenere i frutti che desiderate. Questo processo richiede volontà, impegno e azione.
    La scelta di cosa fare di questi semi, se buttarli o usarli, è nelle vostre mani. Questi semi, se utilizzati, funzionano. È successo a migliaia di persone in tutto il mondo. È successo a me, ed è questo il motivo per cui ho deciso di condividere con voi anche diverse parti della mia vita. Perché non dovrebbero funzionare anche con voi?
    Suggerimenti per l’uso
    «Partecipare ad una conferenza sull’arte culinaria non basta a togliervi la fame. Per sfamarvi, dovete cucinare e mangiare. Se volete far crescere della frutta, il solo studio dell’agricoltura non basta. Dovete piantare degli alberi da frutto e prendervene cura.»
    MATA AMRITANANDAMAYI (AMMA)

    Potete servirvi di questo libro in vari modi. Potete semplicemente leggerlo e trovare spunti interessanti che vi indurranno alla riflessione, o lo potete utilizzare come un corso per affrontare e favorire il cambiamento. In questo caso diventa un vero e proprio viaggio interiore, un cammino verso una nuova relazione con voi stessi e con il mondo.
    Troverete diversi esercizi che vi guideranno attraverso le fasi della trasformazione e, poiché la qualità della nostra vita è in buona parte determinata dalla qualità delle domande che ci poniamo, troverete anche tante domande. Se risponderete onestamente vi apriranno nuove possibilità, vi aiuteranno a conoscervi meglio, vi porteranno a definire chi siete, dove siete, dove volete andare e in che modo arrivarci. Come vedremo, molto di ciò che guida i nostri pensieri e le nostre reazioni agisce a livello inconscio, al di fuori della nostra consapevolezza. Le domande che troverete nei vari capitoli sono studiate proprio per aiutarvi a fare luce in quella parte di voi stessi. Se di fronte ad alcune vi trovaste confusi, state tranquilli. Significa solo che quei meccanismi sono ancora al di sotto del livello della vostra coscienza.
    Per diventarne consapevoli, attuate una tecnica che suggeriamo ai corsi, cioè ditevi: «So che non lo so, ma se lo sapessi quale potrebbe essere la risposta?» e lasciate semplicemente che pensieri o associazioni di idee emergano, senza cercare di giudicarle o cambiarle.
    In tutti i miei seminari la parte esperienziale ha un ruolo importante: solo attraverso l’esperienza possiamo provare cosa è vero per noi e farlo nostro, integrarlo in profondità. C’è una sostanziale differenza tra la conoscenza intellettiva e quella emotiva.
    Sapere come rilassarsi produce un effetto completamente diverso dall’avere un’esperienza di rilassamento. Per imparare uno sport non basta conoscerne le regole, ma occorre allenamento; allo stesso modo gli esercizi che troverete in queste pagine servono ad allenare i vostri muscoli mentali, emozionali e spirituali. E possono essere svolti da soli, con un amico o in gruppo.
    Inoltre, una cosa che potete fare per approfondire la relazione con questo libro è tenere un diario. Quando iniziate il viaggio interiore è molto utile prendere nota dei pensieri e degli stati d’animo, delle reazioni, dei sogni, di eventuali intuizioni profonde. Tutto ciò vi aiuterà a fissare su carta la vostra storia personale ed essere più consapevoli di ciò che accade dentro di voi. Dal sito www.tuttaunaltravita.it potete scaricare gratuitamente un diario creato per questo scopo. In più troverete molte altre risorse, articoli, foto, esperienze, esercizi aggiuntivi, e tramite il blog potete mettervi in contatto con le comunità di lettori e praticanti in Italia e nel mondo di quello che amo chiamare il «sentiero del cambiamento».
    Potete usare le pagine del diario anche per gli esercizi. Potreste fare lo stesso semplicemente seguendo i vostri pensieri, senza utilizzare carta e penna, ma finireste per perdervi nei meandri dell’intelletto. Il fatto stesso di scrivere le idee ci permette di alleggerire la mente dai mille pensieri che la affollano e di prendere una certa distanza da emozioni e preoccupazioni. Questo, a sua volta, ci porta ad osservare il tutto da una prospettiva diversa.
    Se scegliete di usare il diario, fatelo dall’inizio, in modo che contenga il vostro viaggio nella sua interezza. Troverete che sarà molto più utile se lo aggiornerete con una certa continuità.
    Potrete anche personalizzarlo ulteriormente con disegni, foto, immagini o ritagli di frasi significative per voi.
    Potete ripercorrere il sentiero del cambiamento ed i suoi esercizi più e più volte. Servitevene come guida quando desiderate portare un cambiamento in qualche area della vostra vita.
    Ogni volta scoprirete nuove parti di voi, nuove potenzialità e aree di miglioramento.
    Affinché funzioni, non occorre che «comperiate» a scatola chiusa o che siate d’accordo con ogni idea presentata. Anche se alla fine doveste fare vostra solo una singola idea o un singolo esercizio, quella parte farà la differenza nella vostra vita.
    Durante la nostra crescita un’adeguata alimentazione basta per farci raggiungere l’autonomia fisica, non dobbiamo fare altro sforzo e tutto avviene in maniera naturale. Ma possiamo dire lo stesso riguardo l’autonomia psicologica ed emozionale? È altrettanto facile da conquistare?
    Nella nostra società investiamo molto tempo a immagazzinare dati e nozioni, siamo subissati di informazioni. Ma quanto sappiamo di ciò che accade dentro di noi? La maggior parte delle persone dedica molte energie, tempo e denaro per migliorare il proprio aspetto esteriore, ma questo costituisce forse un aiuto sufficiente per affrontare le sfide della vita? Quanto tempo dedichiamo invece a conoscere noi stessi e a migliorarci? Ormai tutti accettano l’idea che per tenersi in forma occorre fare esercizio fisico regolarmente. Come cambierebbe la nostra vita se accettassimo l’idea di fare con la stessa costanza esercizi per il benessere mentale ed emotivo?
    Come giudichereste qualcuno che pur possedendo un tesoro immenso, lo tiene seppellito sotto terra, fatica a mantenersi e passa la vita a lamentarsi della sua miseria?
    La maggior parte di noi non si comporta in maniera molto diversa e trascorre tutta la vita senza comprendere e utilizzare il proprio potenziale, senza fare quei cambiamenti necessari per vivere meglio, realizzare i propri obiettivi e diventare un essere umano migliore. Non rischiamo in questo modo di buttare al vento le nostre giornate, di sprecare la vita?
    Credo sia giunto il momento di investire sul vero benessere e dedicare un po’ di tempo e di energia a esplorare i nostri meccanismi interiori e la complessità del nostro sistema mente-corpo-emozioni.
    Siete disposti ad allenare il vostro cuore e la vostra mente?
    Volete entrare nel circuito del cambiamento?
    Buon viaggio.
    LUCIA

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