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        <title>Blog di Evenflow</title>
        <description>ll blog di Evenflow</description>
        <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog</link>
        <lastBuildDate>Sat, 28 Nov 2009 18:48:13 UT</lastBuildDate>
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            <title>Even_flow__</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__</link>
            <description>Even_flow__</description>
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            <title>Realtà e finzione</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=5718289</link>
            <description>Oggi curiosando tra i profili sono finito su quello di una ragazza davvero molto bella, tale Clarabelle_00. Era Charisma Carpenter (protagonista, tra le altre cose, del serial &amp;quot;Buffy, l'ammazzavampiri&amp;quot&lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2456//s/i/smilies/wink.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In buona sostanza questa dolce fanciulla dichiarava come sue delle foto di un'attrice hollywoodiana. Un classico fake. Che pena. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho letto i suoi blog, che parlavano di orge e sesso sadomaso. Che pena (II). &lt;br /&gt;Un sacco di gente ha risposto pubblicamente a questi suoi pseudosondaggi su esperienze di gang bang e amenità simili. Che pena (III).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho commentato una sua foto, scrivendo semplicemente &amp;quot;Charisma Carpenter&amp;quot;. Non ha approvato il commento, e mi ha messo in lista nera. Che pena (IV).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima, però, è venuta a visitare il mio profilo. Che pena (V).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte vorrei essere una conchiglia, per essere accostato all'orecchio di certi personaggi, e poter sentire il rumore del mare.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Fri, 20 Feb 2009 00:20:03 UT</pubDate>
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            <title>Time</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=5429859</link>
            <description>&amp;quot;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;Time is a train, makes the future the past&lt;br /&gt;leaves you standing in the station&lt;br /&gt;tha face pressed up against the glass.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;U2, &amp;quot;Zoo Station&amp;quot;, Achtung Baby</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Mon, 12 Jan 2009 10:33:33 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Florennes</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=5194696</link>
            <description>Il 23 ottobre 2008 8 uomini sono morti nei cieli di Florennes, in Belgio. Quando ci penso mi sento così a disagio. Il cielo che così tanto amavano, come me, come noi, se li è presi come tributo di sangue, in pegno e riscatto per tutto il sangue che, dal cielo, avevano contribuito a non versare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro di questi 8 uomini era salvare la vita delle persone. Erano loro a recuperare  i naufraghi. A trasportare organi per trapianti urgenti. Erano loro a tirar fuori dai guai di qualunque natura chiunque vi si trovasse. Vegliavano silenziosamente sulle nostre teste, pronti a soccorrerci ogniqualvolta ne avessimo avuto bisogno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno salvato 7000 vite umane, ma non hanno potuto salvare se stessi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se oggi non mi chiedo più con angoscia come l’alluminio possa tradire in un modo subdolo, da apparire quasi intriso di un’insopportabile malvagità, l’angoscia rimane nel pensare che il metallo, da solo, non tradisce, ma le infinite catene degli eventi si. E poco possiamo, o non così tanto, noi piccoli esseri  umani, per impedire che di tutte le catene, siano gli anelli di quella fatale a legarsi gli uni con gli altri.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Wed, 17 Dec 2008 15:20:18 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Io sono leggenda</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=4658145</link>
            <description>« Ora sono io l'anormale. La normalità è un concetto di maggioranza, la norma di molti, e non la norma di uno solo »</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Wed, 22 Oct 2008 14:25:32 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>La Ballata della Morte - Attraverso lo specchio</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=4635868</link>
            <description>&amp;quot;Verrà la Morte e i tuoi occhi avrà&lt;br /&gt;e la bellezza tua, vanità di vanità…&lt;br /&gt;Verrà la Morte e porterà con sé&lt;br /&gt;tutto il tuo impero, tutto, insieme a te…&lt;br /&gt;Verrà la Morte e taglierà il legame&lt;br /&gt;così sottile e forte, così bello e infame…&lt;br /&gt;Verrà la Morte, sarà la tua coscienza,&lt;br /&gt;è stata tua compagna in tutta l’esistenza…&lt;br /&gt;Verrà la Morte, e a te che non sei niente&lt;br /&gt;porgerà la mano, in mezzo all’altra gente…&lt;br /&gt;…e tu sarai il primo, come vorrà la sorte,&lt;br /&gt;a danzare con lei la danza della Morte!&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Dylan Dog n.10 - &amp;quot;Attraverso lo specchio&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi hanno sempre colpito in particolare i versi 8 e 9, li sento in un certo qual modo vicini a me.&lt;br /&gt;Ad ogni buon conto, tutto sommato, perchè pensarci con tristezza? &lt;br /&gt;Preferisco essere allegro, non appena posso.&lt;br /&gt;Alla fine una risata ci seppellirà.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Mon, 20 Oct 2008 08:25:56 UT</pubDate>
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            <title>Non è un paese per vecchi</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=4601584</link>
            <description>&amp;quot;Quanto la gente non dice più per favore e grazie, la fine è vicina…&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tommy Lee Jones in &amp;quot;Non è un paese per vecchi&amp;quot;</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Thu, 16 Oct 2008 14:33:33 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Nothing lasts forever, even cold november rain</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=4392834</link>
            <description>And when your fears subside &lt;br /&gt;And shadows still remain &lt;br /&gt;I know that you can love me &lt;br /&gt;When there's no one left to blame &lt;br /&gt;So never mind the darkness &lt;br /&gt;We still can find a way &lt;br /&gt;'Cause nothin' lasts forever &lt;br /&gt;Even cold November rain&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando le tue paure si placano &lt;br /&gt;E le ombre rimangono ancora&lt;br /&gt;So che puoi amarmi&lt;br /&gt;Se non rimane più nessuno da incolpare &lt;br /&gt;Per cui non importa l'oscurità&lt;br /&gt;Possiamo ancora trovare una via &lt;br /&gt;Perché niente dura per sempre&lt;br /&gt;Nemmeno la fredda pioggia di Novembre &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però a volte dura davvero tanto. Ed allora bisogna trovare un posto riparato, ed andare via.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Wed, 24 Sep 2008 10:56:33 UT</pubDate>
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            <title>Pastori e lupi</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=4392193</link>
            <description>« Ezechiele 25.17: &amp;quot;Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.&amp;quot; Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l'uomo malvagio e io sono l'uomo timorato, e il signor 9mm, qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l'uomo timorato, e io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista, forse. Questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che TU sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore. » &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Jules Winnfield a Coniglietto - scena finale di Pulp Fiction)</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Wed, 24 Sep 2008 08:38:56 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>La chanson de filomenha</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=4243017</link>
            <description>Filomenha muy hermosa&lt;br /&gt;è scappata da canosa&lt;br /&gt;filomenha galopeira &lt;br /&gt;è passata da luceira&lt;br /&gt;e con todo el mi tormiento&lt;br /&gt;l'ho cercada nel salento&lt;br /&gt;una noche pien de pioggia&lt;br /&gt;l'hanno vista pure a foggia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;yo me soy desperado&lt;br /&gt;pero no me soy sparado&lt;br /&gt;sono pieno de libido&lt;br /&gt;arrapedo ed ingrigido&lt;br /&gt;e anche un pòòòòòò rincoglionido&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'ho cercata fino a ieri&lt;br /&gt;puro dai carabineri&lt;br /&gt;donde estaaaa&lt;br /&gt;filomenhaaa &lt;br /&gt;donde estaaaa&lt;br /&gt;(chi lo saas.. chi lo saas) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'ho cercata l'alma mia&lt;br /&gt;puro da la policia&lt;br /&gt;donde estaaaa&lt;br /&gt;filomenhaaa &lt;br /&gt;donde estaaaa&lt;br /&gt;(chi lo saas.. chi lo saas)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'ho cercata o mi amigos&lt;br /&gt;negli uffici della digos&lt;br /&gt;donde estaaaa&lt;br /&gt;filomenhaaa &lt;br /&gt;cosa faaaa&lt;br /&gt;(chi lo saas.. chi lo saas)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;forse è andata giù a sanremo&lt;br /&gt;ma che cacchio ne sapemo&lt;br /&gt;forse al lago de comacchio&lt;br /&gt;noi nun ne sapemo un cacchio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;filomenha &lt;br /&gt;donde estas filomenha &lt;br /&gt;cosa faas filomenha&lt;br /&gt;yo lo sè cosa fas filomenha&lt;br /&gt;e porquè no me la digos prima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;filomenhaaaaaaaaaaaaaa&lt;br /&gt;fa laaaa puttennhaaaa &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci vuole un po' di leggerezza ogni tanto, o no? &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2456//s/i/smilies/smile.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Tue, 09 Sep 2008 10:29:41 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Chiosa per &amp;quot;La vita è come una corda...&amp;quot;</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=4169585</link>
            <description>&amp;quot;Ut tensio, sic vis&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa frase, di Robert Hooke, significa letteralmente: &amp;quot;Tale la deformazione, tale la forza&amp;quot;, e si riferisce alla deformazione che subisce un oggetto (quale una corda) in risposta ad una forza ad esso applicata. Dunque se tiro una corda con una certa forza, essa si deforma in modo ad essa corrispondente, ma è proprio tale deformazione che consente alla corda di resistere e opporsi alla forza esterna che la sollecita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nella vita, maggiori sono le pressioni che subiamo dal mondo esterno, maggiore è l'intensità con cui ci opponiamo ad esse e vi resistiamo, per mantenere il nostro equilibrio. Fino alla rottura. Anche per la corda vi è una forza limite oltre la quale la rottura è inevitabile. Ma a me piace pensare che nella vita il motto di Hooke possa essere applicato senza limiti cosicchè possa essere ut tensio, sic vis quale che sia la vis. Così nascono gli eroi. Quando la pressione diviene insostenibile, ecco che l'essere umano trova dentro di se risorse inaspettate e potenti, sì da bilanciare la violenza del mondo esterno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così mi piace pensare, anche se sospetto di sbagliarmi. Qualunque corda, alla fine, si spezza.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Tue, 02 Sep 2008 14:58:24 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>La vita è come una corda..........</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=4168973</link>
            <description>Ut tensio, sic vis.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Tue, 02 Sep 2008 14:01:19 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Ritrovare la speranza</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3819669</link>
            <description>Oggi come oggi, credo bisogni restituire a questo paese la speranza. Oggi tutti agiscono come se non ci fosse speranza. Tutti cercano di arraffare quello che possono come se non ci fosse domani. Come se bisognasse sopravvivere delle macerie di un popolo che è stato uno dei più ricchi del mondo per paesaggio, arte, ingegno e bellezza.&lt;br /&gt;Ma la speranza deve rinascere. Speranza di salvare dal saccheggio i nostri tesori di arte e bellezza. Di riprenderci l’orgoglio di avere un corredo genetico che incorpora il genio, l’estro e la creatività. La speranza di ridiventare il faro dell’umanità per il nostro ingegno. Di non aver più bisogno di imbrogliare e truffare per sopravvivere. Di aver il coraggio di guidare i nostri fratelli se ne abbiamo il talento. Di non aver paura di seguire i nostri fratelli di talento, anche se sono di umili origini. Di sconfiggere il nepotismo e l'incompetenza. &lt;br /&gt;Di riconquistare la nostra dignità.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Wed, 23 Jul 2008 16:23:05 UT</pubDate>
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            <title>Io non giudico.</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3748428</link>
            <description>Non giudico mai le persone. Aspetto di conoscere. E dopo cerco di capire.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Mon, 14 Jul 2008 21:42:00 UT</pubDate>
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            <title>Così parla un vero capo</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3705522</link>
            <description>&amp;quot;I capi che da numerosi anni sono alla testa dell'esercito francese, hanno formato un governo. Questo governo, adducendo la sconfitta del nostro esercito ha preso contatto con il nemico per cessare i combattimenti. &lt;br /&gt;Certo, siamo stati e siamo surclassati; dalla forza meccanica, terrestre e aerea del nemico. Incomparabilmente più del loro numero, sono i carri, gli aerei, la tattica dei tedeschi che ci fanno indietreggiare. Sono i carri, gli aerei, la tattica dei tedeschi che hanno sorpreso i nostri Capi al punto da condurli là dove essi oggi si trovano. &lt;br /&gt;Ma l'ultima parola è stata detta? La speranza deve svanire? La sconfitta è definitiva? &lt;br /&gt;No! &lt;br /&gt;Credete a me, a me che vi parlo con conoscenza di causa ed affermo che nulla è perduto per la Francia.&lt;br /&gt;Gli stessi mezzi che ci hanno sconfitto possono portarci un giorno alla vittoria. &lt;br /&gt;Perché la Francia non è sola! Non è sola! Non è sola! Ha dietro di se un grande impero. Può far blocco con l'Impero britannico che controlla il mare e continua la lotta. Può, come l'Inghilterra, utilizzare senza limiti l'immensa industria degli Stati Uniti. Questa guerra non è limitata allo sfortunato territorio del nostro Paese. Questa guerra non è decisa dalla battaglia di Francia. Questa guerra è una guerra mondiale. &lt;br /&gt;Tutte le responsabilità, tutti i ritardi, tutte le sofferenze non impediscono la possibilità di far ricorso a tutti i mezzi che vi sono nell'universo, necessari a schiacciare un giorno i nostri nemici.&lt;br /&gt;Folgorati oggi dalla forza meccanica noi potremo vincere nell'avvenire grazie ad una forza meccanica superiore. Il destino del mondo è là. &lt;br /&gt;Io, generale de Gaulle, attualmente a Londra, io invito gli ufficiali ed i soldati francesi che si trovano in territorio britannico o che vi si troveranno in futuro, con le loro armi o anche disarmati, io invito gli ingegneri e gli specialisti delle industrie d'armamenti che si trovano in territorio britannico, o che vi si troveranno in futuro, a mettersi in rapporto con me. &lt;br /&gt;Qualunque cosa accada, la fiamma della Resistenza francese non si dovrà spegnere e non si spegnerà. Domani, così come oggi, io parlerò a Radio Londra. &amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charles de Gaulle, all'indomani della presa di Parigi da parte dei nazisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così parla un vero capo.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Wed, 09 Jul 2008 15:30:24 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Fuori dal coro</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3699388</link>
            <description>Per un leone&lt;br /&gt;che non ruggisce&lt;br /&gt;Per una gazzella &lt;br /&gt;che non corre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una rosa &lt;br /&gt;che non è rosa&lt;br /&gt;Per un bosco folto e verde, ma&lt;br /&gt;senza rugiada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che può fare la Terra&lt;br /&gt;per questa informe masnada?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarà madre anche per loro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tulipani però non li guardano.&lt;br /&gt;Tutti uguali e sgargianti&lt;br /&gt;non possono vederli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a volte nello sferragliare assordante &lt;br /&gt;della metropolitana&lt;br /&gt;Nel metallico cicalare di un treno notturno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte senti il loro canto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è bello e armonioso, come il battito del tuo cuore&lt;br /&gt;Come il palpito dei tulipani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come la rugiada che imperla un bel viso&lt;br /&gt;Come lo scalpitare della gazzella&lt;br /&gt;Come l’urlo imperioso del leone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma triste.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Tue, 08 Jul 2008 20:28:25 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Il lato giusto delle cose-Cap.1 Un giovane capitano</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3625897</link>
            <description> Il capitano non ingoiava di buon grado le umiliazioni. Da qualunque parte esse giungessero. &lt;br /&gt;Certo quando arrivavano dal basso non riusciva davvero a tollerarle. &lt;br /&gt;Tra l’altro, trovarsi immobilizzato nel letto dell’infermeria per una banale escoriazione era davvero insopportabile, anche se mai quanto le risatine degli infermieri nel corridoio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’udire lo sparo, il capitano si era buttato per terra, come insegnano giustamente in addestramento. Nel cadere si era provocato delle lievi escoriazione alle gambe. Inoltre, la paura di salutare questo mondo aveva giocato un brutto scherzo alla sua prostata. Si era letteralmente pisciato sotto di paura. Ecco perché gli infermieri ridevano in corridoio. Trasportato in infermeria subito, prima di potersi cambiare, tutti avevano notato la scura macchia sui pantaloni della mimetica. A quel punto la curiosità si era messa in moto, e ben presto le voci  erano fluite incontrollate e tutti si erano fatti un’idea più o meno ilare di come erano andate le cose. Molti già scommettevano sul triste destino prossimo futuro del soldatino. E il capitano era del tutto intenzionato a non deluderli. Quel mocciosetto aveva liberato in modo umiliante la sua paura, e come insegnano molto presto in addestramento, non c’è niente di più pericoloso di un uomo che non riesce a controllare la sua paura. Curioso questo parallelismo che gli era venuto in mente, pensava il capitano. Conosceva bene quanto fosse pericoloso non controllare la propria paura. Un tempo frequentava una ragazza che soffriva di ansia e attacchi di panico. Nel corso di una crisi, la fanciulla ritenne di non poter più restare in auto e di dover scendere ad ogni costo. Peccato che l’auto fosse in marcia. Perciò le parve che il modo migliore per porre fine alla sua paura fosse tirare il freno a mano ed uscire dal’auto. Il capitano dovette usare tutta la propria abilità alla guida - ma soprattutto giocarsi almeno tre o quattro bonus con la signora con la falce - per riuscire a evitare una davvero ben costruita barriera in cemento armato a bordo strada. Anche questo parallelismo parve molto curioso al capitano, che sorrideva come una iena vecchia nel pensare a queste cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto, continuava a pensare, quando mai la vita era stata gentile e comprensiva con lui? Così, a occhi e croce, avrebbe detto mai. Perciò perché avrebbe dovuto esserlo lui ora con quel ridicolo soldatino? Non ne vedeva il motivo, ed il capitano non faceva mai nulla senza averne ben chiaro il motivo. D’altra parte, di motivi per fare dell’autentico male al piccolo arrogante ce n’erano fin troppi. Avrebbe dato un buon esempio di autorità e inflessibilità, avrebbe consolidato il senso della disciplina degli uomini, avrebbe risolto un problema, quale ormai il soldatino era diventato. E tutto questo senza contare il sublime piacere personale della vendetta. La passione per la vendetta era una pulsione che lo accompagnava ormai da molto tempo. Anche se non era sempre stato così. Da piccolino era un bimbo dolce e sensibile, fermamente convinto che perseguire il bene collettivo fosse l’unico motivo sensato per vivere. O almeno quello di cui era convinto somigliava abbastanza a questo. In effetti i bambini non hanno troppo ben chiari concetti come il “bene collettivo”. Era convinto poi che la gentilezza e l’affetto fossero lo strumento migliore per perseguire quel sublime obiettivo. Le sue convinzioni subirono un duro colpo quando si accorse che, nonostante egli fosse sempre disponibile a condividere la sua merendina con i suoi amichetti che non l’avevano, questi preferivano rubargliela per mangiarsela intera. Si scatenavano zuffe maestose per la sua merendina. Quando decise di mostrare agli amichetti la sua visione collettivista del problema merendina, questi per tutta risposta lo picchiarono. Ci rimase molto male. Pianse. A lungo. Lo disse ai suoi genitori. Loro gli spiegarono alcune cose, che non capì bene. La volta seguente successe una cosa strana. Di nuovo iniziarono a picchiarlo. Lo chiamarono grassone. Le ragazzine risero. Si sentì terribilmente umiliato. Era davvero un grassone. Sua mamma lo coccolava con il cibo, anche. La sua mano destra si chiuse a pugno. Prima che il cervello prendesse atto di quando accadeva, i muscoli del suo braccio scattarono. Il suo pugno si abbattè sul volto del primo ragazzino. Si udì un rumore sordo, poi il ragazzino cadde supino. Il pavimento si bagnò di sangue. Capì ora meglio quello che i suoi genitori gli avevano spiegato. Tutto sommato c’erano dei vantaggi nello stazzare parecchio per la sua età.&lt;br /&gt;Da allora passarono parecchie persone e parecchie situazioni nella sua vita, e quasi tutte aggiunsero uno o più mattoni al muro che ora circondava il suo cuore. Eppure a volte, soprattutto di notte, si scopriva insensatamente a piangere di nostalgia. Pensava in quei momenti ai suoi genitori. Alle coccole di sua mamma da piccolo. Alla sua sorellina lontana. Ai suoi nonni morti. A quell’innocenza che da qualche parte dentro il muro sentiva esserci ancora, e sentiva essere fonte non ancora del tutto in secca di quelle lacrime. Poi pensava che le lacrime sono perle – una delle cose di cui più fermamente, chissà perché, era convinto – e tornava ad agitare la sua coda sibilante di serpente a sonagli. Quello che ormai era diventato. Quello che in molti pensavano di lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur essendo un serpente, tuttavia, aveva una sua specie di codice d’onore. Non attaccava mai per primo. E prima di farlo agitava i sonagli, come avvertimento per l’incauto invasore. Solo allora tirava fuori i canini e azzannava. Ed aveva una considerazione immensa per il senso di gratitudine.&lt;br /&gt;Era per questo che il soldatino si era proprio meritato l’inferno che gli avrebbe fatto passare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Capitano come va la gamba? – &lt;br /&gt;L’ infermiere interruppe il tortuoso fluire dei suoi pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Va bene, già ve l’ho detto. Quando mi lascerete andar via?Lo sapete che ho da fare. –&lt;br /&gt;-	E certo che hai da fare – &lt;br /&gt;Una mente velenosa avrebbe pensato qualcosa del genere. In effetti l’infermiere a detta di tutti era un po’ sempliciotto, ma certamente conosceva la nomea del capitano. Fra qualche giorno in quel letto probabilmente si sarebbe accomodato il soldatino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Capitano, lo sa che finché non le faremo i raggi alla gamba non può muoversi. Dobbiamo vedere se si è fratturato la gamba. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	I raggi. Che ignoranza. Le radiografie, i raggi. Qua diamo veramente lavoro a tutti. – &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo pensava il capitano. Che da serpente a sonagli qual era adesso per “deambulare” poteva solo strisciare, finchè non gli avessero fatto queste inutili radiografie. Come se non lo sapesse che in realtà era tutto a posto e volevano solo tenerlo un po’ lontano dal soldatino, sperando gli sbollisse un po’ la rabbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Col cazzo che mi calmo. – &lt;br /&gt;Anche il capitano a volte era piuttosto esplicito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto nella domestica intimità delle sue cervella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella domestica intimità delle sue viscere invece stava lentamente sorgendo un bisogno. Un impellente bisogno di urinare. La cosa può essere un problema se non puoi camminare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Infermiere! Infermiere! –&lt;br /&gt;-	Si capitano? –&lt;br /&gt;-	Devo andare in bagno. –&lt;br /&gt;-	Di nuovo? –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’infermiere non era molto intelligente, né tantomeno così arguto. Aveva anche un discreto senso della disciplina. La domanda gli era sfuggita in tutta ingenuità, e il suo sguardo trasmetteva lo stesso candore di un bimbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il punto di vista del capitano, in quel momento, non era dei più intellettualmente liberi ed oggettivi, perciò, in quella domanda che l’infermiere gli rivolse solo per una pura, banale, innocente associazione di idee egli vide l’astuzia nera del demonio che, nel vincere la disputa verbale con San Francesco per l’anima di Guido da Montefeltro si rivolgeva infine a costui apostrofandolo così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Tu non credevi ch’io loico fossi! –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capitano adorava Dante. E questo strano mix di reminiscenze colte e una buona dose di rancore che non aveva ancora trovato un adeguato pozzo in cui scaricarsi fece sì che la bottiglia d’acqua sul comodino finisse in petto all’infermiere, quasi per telecinesi. Per fortuna era di plastica. A volte il serpente a sonagli azzanna anche senza agitare la coda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’infermiere, ancora senza capire, corse via, e andò a chiamare l’ufficiale medico. Evidentemente aveva davvero un grande senso della disciplina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curioso come spesso ciò che accade sia frutto di punti di vista parziali, magari distillati al lento calore di preconcetti, o alla fiamma rapida di emozioni non del tutto giustificabili. Magari la domanda dell’infermiere era mossa dal semplice desiderio di comprendere lo stato fisico del capitano. Magari era animata da pure e sole buone intenzioni. Le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni. &lt;br /&gt;In ogni caso lo stato d’animo del capitano, in quei pochi minuti che passarono dalla fuga precipitosa dell’infemiere all’arrivo dell’ufficiale medico, somigliava molto ad una sorta di cocktail letale il cui ingrediente principale era il rancore cieco. Il capitano rosicava come un castoro, per dirla in francese. Se si fosse potuto appoggiare l’orecchio alla sua mandibola senza venire folgorati si sarebbe sentito un rumore tipo segheria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Capitano, che problema c’è?-&lt;br /&gt;-	Devo andare in bagno maggiore. –&lt;br /&gt;-	E cosa c’entra la bottiglia con la sua minzione? Ce l’ha con l’acqua perché le provoca desiderio di urinare? –&lt;br /&gt;-	Maggiore, adesso basta con gli scherzetti. Con rispetto parlando per il suo grado, s’intende. –&lt;br /&gt;-	Il SUO grado di nervosismo è poco in sintonia col suo status di ufficiale, non crede? –&lt;br /&gt;-	A piacere vostro, dottore –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli era sempre piaciuta questa frase da parcheggiatore. “Quant’è? A piacere vostro dottò.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Maggiore, io ora vado. Ho da fare. –&lt;br /&gt;-	Cerchi di fare in modo che il suo “da fare” non dia a me da fare. E ci siamo capiti. –</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2008 10:24:36 UT</pubDate>
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            <title>Ismaele</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3609646</link>
            <description>&amp;quot;Call me Ishmael: chiamatemi Ismaele, non già mi chiamo Ismaele. Non ha importanza il nome del protagonista narratore, ma ciò che egli simboleggia. Ismaele è l'uomo che si sa dotato di una superiorità non riconosciuta dal mondo: il primogenito di Abramo è un bastardo cacciato nel deserto, fra altri reietti; là impara a sopravvivere a questa morte, in perfetta solitudine, indurito contro le avversità.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elèmire Zolla</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Sat, 28 Jun 2008 02:43:10 UT</pubDate>
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            <title>Punti di vista......cardinali</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3464373</link>
            <description>&amp;quot;Cosa non darei per fuggire all'ovest di me stesso.....&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altan</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Thu, 12 Jun 2008 09:15:52 UT</pubDate>
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            <title>E' solo il testo di una canzone........(parte II)</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3448906</link>
            <description>Testo della canzone (lingua originale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eclipse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All that you touch and all that you see&lt;br /&gt;all that you taste, all you feel&lt;br /&gt;and all that you love and all that you hate&lt;br /&gt;all you distruct, all you save&lt;br /&gt;and all that you give and all that you deal&lt;br /&gt;and all that you buy, beg, borrow or steal&lt;br /&gt;and all you create and all you destroy&lt;br /&gt;and all that you do and all that you say&lt;br /&gt;and all that you eat and everyone you meet&lt;br /&gt;and all that you slight and everyone you fight&lt;br /&gt;and all that is now and all that is gone&lt;br /&gt;and all that's to come&lt;br /&gt;and everything under the sun is in tune&lt;br /&gt;but the sun is eclipsed by the moon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testo della canzone (traduzione italiana)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eclisse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto quello che tocchi e tutto quello che vedi&lt;br /&gt;tutto quello che assapori, quello che senti&lt;br /&gt;e tutto quello che ami e tutto quello che odi&lt;br /&gt;tutto quello di cui diffidi, tutto quello che difendi&lt;br /&gt;e tutto quello che dai e tutto quello che tratti&lt;br /&gt;e tutto quello che compri, chiedi, prendi a prestito o rubi,&lt;br /&gt;e tutto quello che crei, tutto quello che distruggi&lt;br /&gt;e tutto quello che fai e tutto quello che dici&lt;br /&gt;tutto quello che mangi e tutti quelli che incontri&lt;br /&gt;e tutto quello che disprezzi e tutti quelli che combatti&lt;br /&gt;e tutto quello che è presente, tutto quello che è passato&lt;br /&gt;e tutto quello che dovrà venire &lt;br /&gt;tutto quanto sotto il sole è in sintonia&lt;br /&gt;ma il sole è eclissato dalla luna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Eclipse&amp;quot;, Pink Floyd, &amp;quot;The dark side of the moon&amp;quot;, 1973</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Tue, 10 Jun 2008 16:24:11 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>E' solo il testo di una canzone........(parte I)</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3448876</link>
            <description>WHEN THE TIGERS BROKE FREE (Part 1)&lt;br /&gt;It was just before dawn one miserable morning In black 'forty four When the forward commander Was told&lt;br /&gt;to sit tight When he asked that his men be withdrawn And the Generals gave thanks As the other ranks&lt;br /&gt;held back The enemy tanks for a while And the Anzio bridge head Was held for the price Of a few hundred&lt;br /&gt;ordinary lives&lt;br /&gt;QUANDO LE TIGRI SI LIBERANO (Parte 1)&lt;br /&gt;Era appena prima dell’alba un giorno disgraziato nel nero 1944 quando il comandante di linea fu invitato a&lt;br /&gt;sedersi saldamente quando chiese che i suoi uomini fossero ritirati. E il generale lo ringraziò per come i&lt;br /&gt;battaglioni avessero sostenuto i carri armati nemici per del tempo. E la testa di ponte di Anzio era stato&lt;br /&gt;mantenuta a prezzo di poche centinaia di vite comuni.&lt;br /&gt;IN THE FLESH?&lt;br /&gt;So ya Thought ya Might like to go to the show To feel the warm thrill of confusion That space cadet glow&lt;br /&gt;Tell me is something eluding you sunshine? Is this not what you expected to see? If you'd like to find out&lt;br /&gt;what's behind these cold eyes? You'll just have to claw your way through the Disguise&lt;br /&gt;NELLA CARNE&lt;br /&gt;Così tu Tu pensavi Che ti sarebbe piaciuto andare allo spettacolo Sentire il caldo fremito d 'eccitazione Che&lt;br /&gt;fa arrossire il cadetto spaziale Dimmi, qualcosa ti nasconde la luce del sole? Non è questo che ti aspettavi di&lt;br /&gt;vedere? O forse volevi scoprire che c'è dietro questi occhi freddi? Hai solo da scavar via con le unghie la&lt;br /&gt;Maschera&lt;br /&gt;THE THIN ICE&lt;br /&gt;Momma loves her baby And Daddy loves you too And the sea may look warm to you Babe And the sky&lt;br /&gt;may look blue Ooooh Babe Ooooh Baby Blue Ooooh Babe If you should go skating On the thin ice of&lt;br /&gt;modern life Dragging behind you the silent reproach Of a million tear stained eyes Don't be surprised,&lt;br /&gt;when a crack in the ice Appears under your feet You slip out of your depth and out of your mind With your&lt;br /&gt;fear flowing out behind you As you claw the thin ice&lt;br /&gt;IL GHIACCIO SOTTILE&lt;br /&gt;Mamma ama il suo bambino E anche papà ti vuole bene E il mare ti può sembrare caldo E il cielo può&lt;br /&gt;sembrare azzurro Ma tu bambino Bambino triste Se dovessi pattinare Sul ghiaccio sottile della vita&lt;br /&gt;moderna Trascinandoti dietro il muto rimprovero Di un milione di occhi colmi di lacrime Non stupirti quando&lt;br /&gt;una crepa nel ghiaccio Ti apparirà sotto i piedi Scivolerai al tuo fondo e fuori di te Con la paura che ti&lt;br /&gt;portavi dietro Graffiando con le unghie il ghiaccio sottile&lt;br /&gt;ANOTHER BRICK IN THE WALL (Part 1)&lt;br /&gt;Daddy's flown across the ocean Leaving just a memory A snap shot in the family album Daddy what else&lt;br /&gt;did you leave for me Daddy what d'ya leave behind for me All in all it was all just a brick in the wall All in&lt;br /&gt;all it was all just bricks in the wall&lt;br /&gt;UN ALTRO MATTONE NEL MURO (Parte 1)&lt;br /&gt;Papà è volato al di là dell'oceano Non rimane che un ricordo Un 'istantanea nell'album di famiglia Papà, che&lt;br /&gt;altro mi hai lasciato? Papà, che altro hai lasciato per me? Dopo tutto era solo un mattone nel muro Tutto&lt;br /&gt;quanto, in fondo era solo mattoni nel muro&lt;br /&gt;WHEN THE TIGERS BROKE FREE (Part 2)&lt;br /&gt;And old King George sent Mother A note when he heard that father was gone It was, I recall, in the form of&lt;br /&gt;A scroll, with gold leaf and all And I found it one day In a drawer of old photographs hidden away And my&lt;br /&gt;eyes still grow damp to remember His Majesty signed With his own rubber stamp It was dark all round,&lt;br /&gt;there was frost on the ground When the tigers broke free And no one survived From the Royal Fusiliers,&lt;br /&gt;company &amp;quot;C&amp;quot; There were all left behind Most of them dead, the rest of them dying And that's how the high&lt;br /&gt;command Took my Daddy from me&lt;br /&gt;QUANDO LE TIGRI SI LIBERANO (Parte 2)&lt;br /&gt;E gentile il vecchio re Giorgio mandò una lettera alla mamma appena saputo che papà era morto. Era, per&lt;br /&gt;quel che ricordo, una pergamena con una pagina d’oro. E l’ho trovata un giorno in un cassetto di vecchie&lt;br /&gt;fotografie, nascosto lontano. E i miei occhi ancora lacrimano nel ricordare che Sua Maestà firmò con il proprio&lt;br /&gt;timbro di gomma. Era nero tutto intorno, ghiacciato il terreno quando le tigri si liberarono. E nessuno&lt;br /&gt;sopravvisse della Compagnia C dei Fucilieri Reali Tutti loro vennero abbandonati, la maggior parte morti, i&lt;br /&gt;restanti moribondi. Questo è come l’Alto Commando portò via papà da me&lt;br /&gt;GOODBYE BLUE SKY&lt;br /&gt;Oooooooo ooo ooo ooooh Did you see the frightened ones Did you hear the falling bombs Did you ever&lt;br /&gt;wonder Why we had to run for shelter When the promise of a brave new world Unfurled beneath a clear&lt;br /&gt;blue sky Oooooooo ooo ooooo oooh Did you see the frightened ones Did you hear the falling bombs The&lt;br /&gt;flames are all long gone But the pain lingers on Goodbye blue sky Goodbye blue sky Goodbye Goodbye&lt;br /&gt;ADDIO CIELO AZZURRO&lt;br /&gt;Hai visto la gente terrorizzata? Hai sentito cadere le bombe? Ti sei mai chiesto Perché correre ai rifugi&lt;br /&gt;Quando la promessa di un nuovo mondo migliore Sventolava sotto un limpido cielo azzurro Hai visto la&lt;br /&gt;gente terrorizzata? Hai sentito cadere le bombe? Le fiamme sono ormai lontane Ma il dolore continua&lt;br /&gt;Addio cielo azzurro Addio cielo azzurro Addio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stralcio da &amp;quot;The wall&amp;quot;, Pink Floyd, 1979</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Tue, 10 Jun 2008 16:20:39 UT</pubDate>
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            <title>Il destino di un cavaliere</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3392114</link>
            <description>Solo chi sprona più forte degli altri il suo cavallo in battaglia&lt;br /&gt;potrà sopravvivere alla mischia furibonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè ciò che ci salva dalla fame&lt;br /&gt;è la fame stessa.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Wed, 04 Jun 2008 14:13:14 UT</pubDate>
        </item>
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            <title>Occasioni</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3229576</link>
            <description>Morire senza avere cicatrici addosso trovo sia un vero spreco.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Fri, 16 May 2008 12:10:48 UT</pubDate>
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            <title>Il senso del dovere</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3171902</link>
            <description>«Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembrano così attuali queste parole, pronunciate decenni fa. &lt;br /&gt;Nessuno oggi pensa al proprio dovere, nè rispetta chi fa il proprio. Io sono un servitore dello Stato, e ho giurato di dare la mia vita, quando dovesse giungere il momento, per portare a termine il mio dovere e difendere la vita dei miei concittadini. Il 25 aprile ero a fare il mio dovere, rendendo omaggio a coloro che hanno fatto il loro fino all'estremo sacrificio. Molti dei miei concittadini, tuttavia, odiano quelli come me. Magari sulla base di pensieri e idee che non ci sono estranei. La differenza tra loro e noi è che noi, appunto, abbiamo giurato di dare la nostra vita per la loro. Così come hanno fatto i giudici Falcone e Borsellino e le loro scorte, così come noi rischiamo di dover fare molti giorni all'anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piccolo omaggio ad Aldo Moro, morto facendo il suo dovere esattamente 30 anni fa. Il giorno in cui io nascevo.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Thu, 08 May 2008 21:52:11 UT</pubDate>
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            <title>Real life</title>
            <link>http://it.netlog.com/Even_flow__/blog/blogid=3137244</link>
            <description>Un tramonto visto &lt;br /&gt;attraverso un vetro sporco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qualche nube all'orizzonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma domani il sole sorgerà di nuovo.</description>
            <author>Even_flow__</author>
            <pubDate>Sun, 04 May 2008 17:53:12 UT</pubDate>
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