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Trust femmina - 21 anni, Milan, Italy
Blog 14
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oceano mare
Non so. Le cose più strane. Ma non è paura,proprio paura… è un po’ diverso… la paura viene da fuori, questo io l’ho capito, tu sei lì e ti arriva addosso la paura, ci sei tu e c’è lei... è così… e c’è lei e ci sono anch’io, e invece quel che succede a me è che d’improvviso io non ci sono più , c’è solo più lei… che però non è paura… io non so cosa sia.
E’ un po’ come sentirsi morire. O sparire. Ecco:sparire. Sembra che gli occhi ti scivolino via dalla faccia, e le mani diventano come le mani di un altro, e allora tu pensi cosa mi sta succedendo? E intanto il cuore ti batte dentro da morire, non ti lascia in pace… e da tutte le parti è come se dei pezzi di te se ne andassero, non li senti più… insomma te ne stai per andare, e allora io mi dico devi pensare a qualche cosa, devi tenerti aggrappata a un pensiero, se riesco a farmi piccola in quel pensiero poi tutto passerà, bisogna solo resistere, ma il fatto è che... questo è davvero l’orrore... il fatto che non ci sono più pensieri, da nessuna parte dentro di te, non c’è più un pensiero ma solo sensazioni. Sensazioni… e quella più grande è una febbre infernale, è un tanfo insopportabile, un sapore di morte qui nella gola, una febbre, una morsa, qualcosa che morde, un demonio che ti morde e ti fa a pezzi.
Si, ci sono volte in cui è molto di più… semplice, voglio dire, mi sento sparire, si , ma dolcemente, piano piano… è l’emozione, padre Pluche dice che è l’emozione, dice che non ho nulla che mi difende dall’emozione e così è come se le cose entrassero direttamente nei miei occhi.
Eccola la geometrica trappola della scienza, gli imperscrutabili sentieri di caccia, la partita che quell’uomo vestito di nero giocherà contro la malattia strisciante e imprendibile di una ragazzina troppo fragile per vivere e troppo viva per morire.
=alessandro baricco= -
oggi.
Con la strana sensazione di stare camminando sul fondo del mare.
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Catene e manganelli.
Catene e manganelli.
E noi.
Noi restiamo in ginocchio, carponi, a prendercele di santa ragione.
La lingua impastata.
Il respiro tagliato in due.
Ma lo sguardo non si arrende alla polvere.
Cerca il suo pezzetto di azzurro.
E lo trova accanto a se.
A carponi.
Catene e manganelli.
Noi.
Che ci svegliamo ogni mattina con il sorriso.
e non apriamo le finestre per non vedere che il cielo è ancora grigio.
Nuvole che singhiozzano e non riescono a piangere.
Noi che se ci chiedi come stai, a denti stretti, rispondiamo bene.
Noi che vorremmo prenderci l'amore sulle spalle, e andare in alto, e ogni volta ci troviamo qualche pietra nelle tasche.
Noi che la sera ci rigiriamo nel letto e se anche il sonno non arriva, riusciamo a ritagliarci il nostro quadratino di sogno.
Noi che le notti ce le beviamo alla goccia,
Noi.
Noi che zoppicanti attraversiamo le piazze piene di gente.
Ma la gente non c'è.
E non c'è rumore.
Restiamo noi.
Con i nostri sguardi e i nostri pensieri che insieme sovrastano anche i rumori della città.
Piena di gente che non c'è.
Che ci guarda e non sa.
Che noi non piangiamo più.
E abbiamo anche smesso di gridare.
Ma non di credere che arriverà prima o poi a lavarci via il dolore.
La pioggia. -
IMPARARE DAL VENTO
Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.
Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .
Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
(Tiromancino) -
Timbuctù
Gettati fra le braccia del mondo
e l'aria ti sosterrà. Trattieniti
e il mondo dietro ti butterà giù.
Spremiti come un limone sull'autostrada delle ossa.
Segui la musica dei tuoi passi, e quando le luci si spengono
non fischiettare...canta.
(Paul Auster) -
ANDARSENE COSI'
Sarebbe splendido
Amare veramente
Riuscire a farcela
E non pentirsi mai
Non è impossibile pensare un altro mondo
Durante notti di paura e di dolore
Assomigliare a lucertole nel sole
Amare come Dio
Usarne le parole
Sarebbe comodo
Andarsene per sempre
Andarsene da qui
Andarsene così.
(BAUSTELLE) -
PLAYMOBIL.
Giocano allo zoo dei Playmobil.
Sei anni mio cugino.
Tre anni mia cugina.
Lui con un colpo fa cadere l’albero che sta accanto alla signora del bar, quella con il plastico cappellino rosa e le trecce biondo polenta.
-Rimetti su l’albero!arriva tutto il sole in testa alla signora!
-Ma no…tanto c’è già l’ombrellone che le fa ombra…
-Posso usare l’elefante per farlo correre?
-Si, ma ce la fa a saltare la staccionata?non è troppo alta?
-Si guarda com’è bravo il mio elefante.
-Bisogna mettere le tigri in uno spazio chiuso, o finiranno per mangiare le zebre.
Ecco.
Hanno tolto il palloncino al bambino.
Bisognerà legarlo alla staccionata o finirà per volare via.
VOGLIO TORNARE A PENSARE COME I BAMBINI. -
Sogna,ragazzo sogna.
E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non cambiare un verso
della tua canzone,
non fermarti tu...
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre;
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita
E la vita è così forte
che attraversa i muri senza farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire
Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più ;
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerrà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu ...
(Vecchioni) -
Meravigliosa vita.
“ - Tu non sei come gli altri, Dann, tu fai delle cose, tante cose, e ne immagini ancora delle altre ed è come se non ti bastasse una vita sola per farcele stare tutte. Io non so…a me la vita sembra già così difficile…sembrava già un’impresa viverla e basta. Ma tu…tu sembra che devi vincerla la vita, come se fosse una sfida…sembra che devi stravincerla…una cosa del genere. Una roba strana. È un po’ come fare tante bocce di cristallo…e grandi…prima o poi te ne scoppia qualcuna…a te chissà quante te ne sono già scoppiate, e quante te ne scoppieranno…….però…
Non è proprio che riuscisse a parlare, il vecchio Andersson, gli riusciva giusto di mormorare. Ogni tanto qualche parola spariva, ma c’era da qualche parte c’era, e il signor Rail sapeva dove.
- Però quando la gente ti dirà che hai sbagliato…e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fottitene. Ricordatene. Devi sfottertene. Tutte le bocce di cristallo che avrai rotto erano solo vita…non sono quelli gli errori…quella è vita…e la vita magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca…e io questo l’ho capito, che il mondo è pieno di gente che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro….le sue piccole tristi biglie infrangibili…e allora tu non smettere mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo…sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino…e ci si vede dentro tanta di quella roba…è una cosa che ti mette l’allegria addosso…non smetterla mai…e se un giorno scoppieranno, anche quella sarà vita, a modo suo…meravigliosa vita.”
(Castelli di rabbia, Alessandro Baricco) -
Lacerante noia.
Non basto io a rendere un pomeriggio meno noioso.
e allora si va via.
a far niente da un'altra parte.
Il mio niente lontano dal tuo.
e ancora mi chiedo per cosa.
Lacerante noia.
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