Dr__Floyd
maschio - 33 anni, Chateau Saint-Georges (Salerno), Italy
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Blog / Etichette / curiosità
Messaggi sul blog con etichetta 'curiosità':
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Test
Un link ad un test (in lingua inglese) che valuta i disturbi della personalità. Io ho riportato i seguenti risultati (premetto che, non fornendo netlog un layout adatto alla disposizione della tabella, devo riportarla in modo diverso da come emerge sul sito, ma i valori numerici sono esatti; il primo indica la mia percentuale rispetto al disturbo in questione, il secondo indica invece il valore medio riportato dalle persone testate) :
Paranoid - 42% - 49%
Schizoid - 84% - 53%
Schizotypal - 70% - 53%
Antisocial - 38% - 47%
Borderline - 54% - 47%
Histrionic - 66% - 43%
Narcissistic-34% - 41%
Avoidant - 70% - 39%
Dependent - 30% - 37%
Obsessive-Compulsive - 78% - 40%
Non so quanto sia attendibile, e peraltro, in 2/3 domande, non ero certissimo della esattezza della traduzione, comunque sia, chi volesse cimentarsi lo faccia pure, son 50 domande, una decina di minuti di tempo dovrebbero bastare. -
Fobie singolari
Dal Corriere on line
Di Simona Marchetti
LONDRA (Gran Bretagna) - Le parole lunghe vi mettono in agitazione? Niente paura, soffrite semplicemente (e ironicamente) di «hippopotomonstrosequippedaliophobia», mentre se è la sola idea di andare dal dentista ad atterrirvi, il vostro problema si chiama «odontofobia». Ma esiste anche la «nucleomitufobia» (insana paura per le armi nucleari), la «ablutofobia» (terrore di farsi il bagno), la «telefonofobia» (lo dice la parola stessa), la «stenofobia» (spazi stretti) e persino la «perentherafobia» (paura della suocera).
DIZIONARIO DELLE PAURE - Tutte queste sindromi, compreso lo scioglilingua di cui sopra, sono solo alcune delle centinaia di fobie che la rivista New Scientist ha scovato con l’aiuto dei propri lettori e ha pubblicato in una sorta di dizionario. E se l’agorafobia (paura degli spazi aperti o non familiari), come pure il suo opposto, la claustrofobia (paura dei luoghi chiusi) o l’aracnofobia (ragni), sono disagi ormai conosciuti da tempo e considerati alla stregua di vere e proprie patologie, la «globofobia» (palloncini), la «lutrafobia» (lontre), l’«octofobia» (il numero 8) o la «paraskavedekatriafobia» (venerdì 13) sono un tantino più difficili da capire. Da qui, lo scetticismo della rivista sull’argomento, sebbene molte di queste paure siano in attesa di riconoscimento ufficiale.
SCIENZIATI SCETTICI - Scetticismo accresciuto anche dopo la segnalazione di un lettore che, terrorizzato dalle marionette («pupafobia»), ha scoperto l’esistenza di un sito che, per 1.200 sterline (circa 1.590 euro), promette di aiutare chiunque a vincere le proprie irrazionali paure ( tranne forse quella per il web ). Ma gli scienziati concordano nel ritenere che esistano fobie praticamente per ogni cosa. «Non è poi una cosa così strana avere delle paure insolite – ha spiegato al Times Robert Endelmann della National Phobics Society – . Ad esempio, la “coulrofobia”, ovvero la paura dei clown, è sorprendentemente comune».
TRAUMI DEL PASSATO - Stando agli esperti, le fobie sono spesso frutto di traumi passati (come gli anziani astrafobici che temono il tuono perché ricorda loro i bombardamenti della guerra) o derivano da amici e parenti, ma possono anche avere radici biologiche. «Non credo però che le fobie si stiano moltiplicando – ha concluso Endelmann – ma credo, invece, che oggi tendiamo a dare i nomi a tutte le cose e a voler mettere delle etichette ad ogni aspetto della nostra vita, nell’erronea convinzione che questo ci possa aiutare a superare i nostri problemi». Prendendo spunto dal sito di rimedi alternativi, che si vanta fra l’altro di poter curare anche i «fobiafobici», ovvero quelli che hanno la fobia delle fobie. -
Sterline reali per un amico immaginario
LONDRA – Su eBay si può trovare davvero di tutto e da martedì anche amici immaginari in vendita. Uno scherzoso giovane di Newport, Gran Bretagna, ha infatti deciso di vendere il suo amico immaginario «Jon Malipieman» al miglior offerente e, incredibilmente, ha ricevuto offerte fino a £9,600 sterline (circa 14,100 euro) nei 3 giorni in cui l'«oggetto» è rimasto on line, prima che venisse rimosso. Non sono stati spiegati i motivi della rimozione.
Il venditore, che passa sotto il nickname «thewildandcrazyoli» (il folle e pazzo Oli), ha pubblicato come immagine dell’amico una foto della tappezzeria di casa sua (essendo l’amico immaginario, il suo ritratto riprende solo lo sfondo) e poi, come descrizione dell’ «oggetto in vendita», ha scritto: «Il mio amico immaginario Jon Malipieman sta ormai diventando troppo vecchio per me. Ho 27 anni e credo di essere troppo grande per lui. E’ molto amichevole. Insieme a lui vi manderò un elenco di quello che gli piace e quello che non gli piace, i suoi passatempi preferiti e un suo autoritratto personale».
L’annuncio, messo per scherzo, ha subito scatenato la fantasia dei compratori, che hanno sommerso di domande Oli. Tra queste, c’è chi ha chiesto se Jon è gay o eterosessuale (“E’ definitivamente eterosessuale e non ha la minima intenzione di cambiare»).
Altri chiedono se è pulito e si lava: «Jon è molto igienico: si fa la doccia due volte al giorno, a volte anche tre o quattro, e usa il deodorante per profumarsi». Un compratore chiede se può andare bene un assegno da mille “sterline immaginarie” per l’acquisto e la risposta è immediata: «Mi dispiace, la mia banca non accetta assegni immaginari!».
C’è poi chi si informa se Jon viaggia volentieri, perché lo vuole portare in Australia a farsi un’abbronzatura («Jon ama viaggiare e adora abbronzarsi al sole. Non è mai stato in Australia finora e sarebbe molto contento di andarci»). Ha famiglia? «Sì, ma vengono in visita raramente, ogni 2 anni circa. Sono tutti simpatici, tranne lo zio Jeffery, che è davvero strano».
C’è uno che chiede se Jon ama la musica: «Adora suonare la chitarra immaginaria». E poi un altro, che si preoccupa della relazione con Jon: «Se non andiamo d’accordo, posso restituirlo?». La risposta: «Non facciamo rimborsi, ma posso mandarle un nuovo amico se questo non dovesse soddisfarla».
Dal Corriere della Sera on line, 14/05/2007