<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="FeedCreator 1.7.2" -->
<rss version="2.0"  xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" >
    <channel>
        <title>Blog di Anna</title>
        <description>ll blog di Anna</description>
        <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog</link>
        <lastBuildDate>Wed, 25 Nov 2009 00:39:02 UT</lastBuildDate>
        <generator>FeedCreator 1.7.2</generator>
        <image>
            <url>http://it.netlogstatic.com/p/tt/060/789/60789074.jpg</url>
            <title>CieliNeri</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri</link>
            <description>CieliNeri</description>
        </image>
        <item>
            <title>.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=7023765</link>
            <description>posso solo dire... mi dispiace. davvero.</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Fri, 02 Oct 2009 11:39:37 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Invito a leggerlo tutto. Vi costa solo qualche minuto.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6845322</link>
            <description> &lt;strong&gt;IL REPORTAGE. Il racconto di Titti e Hadengai&lt;br /&gt;due dei cinque sopravvissuti sul gommone maledetto&lt;br /&gt;Un anno, 4 mesi e 21 giorni&lt;br /&gt;viaggio dalla morte all'Italia&lt;br /&gt;di EZIO MAURO &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PALERMO&lt;/strong&gt; - Italia? È una stanza bianca e blu, la numero 1703, pneumologia 1, primo piano dell'ospedale &amp;quot;Cervello&amp;quot;. Un tavolino con quattro sedie, due donne coi capelli bianchi negli altri due letti, dalla finestra aperta le case chiare del quartiere Cruillas, le montagne di Altofonte Monreale, il caldo d'agosto a Palermo. Sui due muri, in alto, la televisione e il crocifisso, una di fronte all'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È quel che vede Titti Tazrar da ieri mattina, quando apre gli occhi. Quando li chiude tutto balla ancora, ogni cosa gira intorno, il letto è una barca che si inclina e poi si piega sulle onde. Titti cerca la corda per reggersi, d'istinto, come ha fatto per 21 giorni e 21 notti, con la mano che da nera sembra diventata bianca per la desquamazione, una mano forata dalle flebo per ridare un po' di vita a quel corpo divorato dalla mancanza d'acqua. La gente che ha saputo apre la porta e la guarda: è l'unica donna sopravvissuta - con altri quattro giovani uomini - sul gommone nero che è partito dalla Libia con un carico di 78 disperati eritrei ed etiopi, ha vagato in mare senza benzina per 21 giorni, ha scaricato nel Mediterraneo 73 cadaveri e ha sbarcato infine a Lampedusa cinque fantasmi stremati da un mese di morte, di sete, di fame e di terrore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quei cinque sono anche gli ultimi, modernissimi criminali italiani, prodotto inconsapevole della crudeltà ideologica che ha travolto la civiltà dei nostri padri e delle nostre madri, e oggi ci governa e si fa legge. I magistrati li hanno dovuti iscrivere, appena salvati, al registro degli indagati per il nuovo reato d'immigrazione clandestina, i sondaggi plaudono. Anche se poi la vergogna - una vergogna della democrazia - darà un calcio alla legge, e per Titti e gli altri arriverà l'asilo politico. Scampati alla morte e alla disumanità, potranno scoprire quell'Italia che cercavano, e incominciare a vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'Italia che non sa come cominciano questi viaggi, da quanto lontano, da quanto tempo: e come al fondo basti un richiamo composto da una fotografia e una canzone. Titti ad Asmara aveva un'amica col telefonino, e ascoltavano venti volte al giorno Eros Ramazzotti nella suoneria, con &amp;quot;L'Aurora&amp;quot;. In più, a casa la madre conservava da anni una cartolina di Roma, i ponti, una cupola, il fiume e il verde degli alberi. Tutti parlavano bene dell'Italia, le mail che arrivavano in Eritrea, i biglietti con i soldi di chi aveva trovato un lavoro. Quando la bocciano a scuola, l'undicesimo anno, e scatta l'arruolamento obbligatorio nell'esercito, Titti decide che scapperà in Italia. E dove, se no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa due mesi di addestramento in un forte fuori città, soldato semplice. Poi, quando torna ad Asmara, si toglie per sempre la divisa, passa da casa il tempo per cambiarsi, prendere un vestito di scorta, una bottiglia d'acqua più la metà dei soldi della madre, delle cinque sorelle e del fratello (200 nakfa, più o meno 10 euro), e segue un vecchio amico di famiglia che la porterà fuori dal Paese, in Sudan. Prima viaggiano in pullman, poi cresce la paura che la stiano cercando, e allora camminano di notte, dormendo nel deserto per sette giorni. Senza più un soldo, Titti va a servizio in una casa come donna delle pulizie, vitto e alloggio pagati, così può mettere da parte interamente i 250 pound sudanesi mensili. Quando va al mercato chiede dove sono i mercanti di uomini, che organizzano i viaggi in Europa. Li trova, e quando dice che vuole l'Italia le chiedono 900 dollari tutto compreso, dal Sudan alla Libia attraversando il Sahara, poi il ricovero in attesa della barca illegale, quindi il viaggio finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci vuole un anno per risparmiare quei soldi. E quando si parte, sul camion i mercanti caricano 250 persone, sul fondo del cassone dov'è più riparato dalla sabbia ci sono con Titti due donne incinte e una madre col bimbo di tre mesi. Lei ha due bottiglie d'acqua, le divide con le altre, ci sono i bambini di mezzo, non si può farne a meno. Prima della frontiera con la Libia li aspettano, tutti guardano giù dal camion, temono un posto di blocco, invece sono gli agenti locali dei mercanti, li guidano per una strada sicura e li portano nei rifugi, disperdendoli: parte ammassati in un capannone, parte nei casolari isolati, soprattutto le donne. Le fanno lavorare in casa e negli orti, cibo e acqua sono come in galera, il minimo indispensabile. Trattano male, fanno tutto quel che vogliono. Dicono sempre che la barca è pronta, che adesso si parte, ma non si parte mai. Intimano alle donne di non uscire di casa e Titti diventa amica di Ester e Luam, che abitano con lei per quasi quattro mesi. Chi ha parenti in Europa deve dare l'indirizzo mail, in modo che i mercanti scrivano, chiedano soldi urgenti per aiutare il viaggio, per poi intascare la somma quando arriva al money transfer, da qualche parte sicura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece un pomeriggio alle cinque tutti urlano, bisogna uscire, sembra che si parta davvero. Le ragazze dicono che non hanno niente di pronto, non hanno messo da parte il pane e nemmeno l'acqua dalle porzioni razionate, non sapevano: possono avere qualcosa da portare in barca? Non c'è tempo, alle sei bisogna essere in mare, via con quello che avete addosso, e tutti lontani dalla spiaggia che possono arrivare i soldati, meglio nascondersi dietro i cespugli e le dune, forza. La barca è un gommone nero di dodici metri, che normalmente porta dieci, dodici persone. Loro sono settantotto, nessun bambino, venticinque donne. Non riescono a trovare spazio, c'è qualche tanica di benzina sotto i piedi, stanno appiccicati, incastrati, accovacciati, qualcuno in ginocchio, altri in piedi tenendosi alle spalle di chi sta sotto, nessuno può allungare le gambe. Ma ci siamo, è l'ultimo viaggio, in fondo a quel mare da qualche parte c'è l'Italia, Titti a 27 anni non ha la minima idea della distanza, pensa che arriveranno presto. Ecco perché è tranquilla quando arriva la prima notte, lei che è partita solo con dieci dinari, i suoi jeans, una maglia bianca e uno scialle nero. Nient'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Adei&amp;quot;, madre, sto andando, pensa senza dormire. &amp;quot;Amlak&amp;quot;, dio, mi hai aiutato, continua a ripetersi mentre scende il freddo. A metà del secondo giorno, quando le ragazze pensano già quasi di essere arrivate, la barca si ferma. Il pilota improvvisato dice che non c'è più benzina. Schiaccia il bottone rosso come gli ha insegnato il trafficante d'uomini, ma non c'è nessun rumore. Adesso si sente il rumore delle onde. Nessuno sa cosa fare. Gli uomini provano col bottone, danno consigli, uno scende in mare a guardare l'elica. Le donne si coprono la testa con gli scialli. Si avverte il caldo, nessuno lo dice, ma tutti pensano che l'acqua sta finendo. Chi ha pane lo divide coi vicini. Un pizzico di mollica per volta, facendo economia, allungandola nel pugno chiuso per farla bastare fino a sera, cinque, sei bocconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notte fa più paura. Non c'è una bussola, e poi a cosa servirebbe, con il gommone trasportato dalle onde, spinto dalla corrente, e nessuno può fare niente. Finiscono i fiammiferi, dopo le sigarette, non si vede più niente. Tutti a guardare il mare, sembra che nessuno dorma. La quarta notte spuntano delle luci a sinistra, poi se ne vanno, o forse la barca ha girato a destra. Era una nave? Era un paese? Era Roma? Cominci a sentirti impotente, sei un naufrago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio ci si vergogna per i bisogni, fingi di fare un bagno attaccato con una mano alla corda, chiedi per favore di rallentare, e fai quel che devi in mare. Poi man mano che cresce l'ansia e anche la disperazione, non ti vergogni più. Chi sta male, chi sviene dal caldo e dalla fame, i bisogni se li fa addosso. Quando la situazione diventa insopportabile tutti urlano in quella parte del gommone: &amp;quot;Giù, giù, vai in mare, vai&amp;quot;. Ma il settimo giorno i problemi cambiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muore Haddish, che ha vent'anni, ed è il prino. Continua a vomitare da ventiquattr'ore, sta male, si lamenta prima della fame poi solo della sete. &amp;quot;Mai&amp;quot;, acqua. Lo ripete continuamente. Anche Titti ripete &amp;quot;mai&amp;quot; nella testa, c'è solo acqua intorno a loro, eppure stanno morendo di sete, non riescono a pensare ad altro. Due ragazzi, Biji e Ghenè, si danno il turno a sorreggere Haddish, altri fanno il turno in piedi per lasciargli lo spazio per distendersi, uno sale persino sul motore. Dopo il tramonto tutti lo sentono piangere, urlare, gemere, poi non sentono più niente e non sanno se si è addormentato o se è morto. &amp;quot;E' arrivato - dice all'alba Ghenè - noi siamo in viaggio e lui è arrivato&amp;quot;. I due giovani prendono Haddish per le spalle e per i piedi, dopo avergli tolto le scarpe, e lo gettano in mare. Le ragazze piangono, una donna canta una nenia sottovoce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yassief si è portato in barca una Bibbia. La apre, e legge i Salmi: &amp;quot;Quando ti invoco rispondimi, Dio, mia giustizia: dalle angosce mi hai liberato, pietà di me, ascolta la mia preghiera&amp;quot;. Titti piange per il ragazzo morto, e pensa che non si poteva fare altrimenti. Adesso ha paura che il viaggio duri ancora giorni e giorni, che il mare li risospinga indietro verso la Libia, non possono viaggiare con un cadavere, e poi hanno bisogno di spazio. &amp;quot;Meut&amp;quot;, la morte, comincia a dominare tutti i pensieri, riempie &amp;quot;semai&amp;quot;, il cielo, verrà dal mare, &amp;quot;bahari&amp;quot;. Le donne si coprono la testa, il sole stordisce più della fame, tutto gira intorno, la nausea cresce, salgono vapori ustionanti di benzina e di acqua dal fondo del gommone. A sera, ogni sera, Yassief leggerà la Bibbia, Giosuè, Tobia, i Salmi, e cercherà di confortare i compagni: noi stiamo morendo, ma qualcuno ce la farà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muore qualcuno ogni giorno, ormai, e il numero varia. Uno, poi tre, quindi cinque, un giorno quattordici e si va avanti così. Dicono che i primi a morire sono quelli che hanno bevuto l'acqua di mare, Titti non sapeva che era mortale, non l'ha bevuta solo per il gusto insopportabile, si bagnava le labbra continuamente. Poi Hadengai ha l'idea di prendere un bidone vuoto di benzina, tagliarlo a metà, lavare bene la base e metterla sul fondo della barca, dove i morti hanno aperto uno spazio. Spiega che dovranno raccogliere lì la loro orina, per poi berla quando la sete diventa irresistibile, pochi sorsi, ma possono permettere di sopravvivere. Lo fanno, anche le donne, però di notte. Titti beve, come gli altri. Potrebbe bere qualsiasi cosa: anzi, lo sta facendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quindici giorni, appare una nave in lontananza. Sembra piccolissima, ma tutti la vedono, c'è. Chi ce la fa si alza in piedi, si toglie la maglia ingessata dal sale per agitarla in alto, urla. A Titti cade lo scialle in mare, l'unica protezione dal freddo, l'unico cuscino, la coperta, l'unico bene. Yassief e un altro ragazzo sono i soli che sanno nuotare: lasciano la Bibbia a una donna che ha la borsa con sé, si tuffano, è l'ultima speranza, torneranno a salvarli con la nave e li prenderanno tutti a bordo, dove c'è acqua e cibo. Tutti si alzano a guardarli, ma il gommone va dove vuole, dopo un po' nessuno li ha più visti, e pian piano la nave lontana è scomparsa, loro non ci sono più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'acqua è un'ossessione e intanto pensi al pane, al riso, alla carne, scambi i frammenti di legno per briciole, sai che è un inganno ma te li metti in bocca. Senti le forze che vanno via, vedi buttare a mare i cadaveri e non t'importa più. Ora quando arriva la morte butteranno giù anche me, pensa Titti, spero che mi chiudano gli occhi. Non sai i nomi dei tuoi compagni, conosci solo le facce. Al mattino ne cerchi una e non la vedi più, oppure ne trovi una che avevi visto calare in mare, non sai più dove finisce l'incubo e comincia la realtà. Ma adesso in barca tutti sanno che le due amiche, Ester e Luam, sono incinte, anche se non lo dicevano perché la gravidanza era cominciata in Libia, nella casa dei mercanti d'uomini, tra le minacce e la paura. Tutti lo sanno perché loro stanno male e parlano dei bambini. Gli altri ascoltano, la pietà è silenziosa, nessuno litiga, qualcuno sposta chi gli cade addosso dormendo. Anche se non è dormire, è mancare. Non sai quando svieni e quando dormi. Ora allunghi le gambe sul fondo, i morti hanno lasciato spazio ai vivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titti è più forte delle amiche. Quando Ester perde il bambino, è lei che getta tutto in mare, poi lava il vestito, e pulisce il gommone mentre tiene la mano all'amica, che dice basta, tutto è inutile, vado. Muore subito dopo, Titti non piange perché non ha più le forze, quando muore anche Luam due giorni dopo lei si lascia andare. Pensa solo più a morire, scuote la testa quando la donna con la Bibbia ripete quel che ha sentito da Yassief, ed ecco, noi stiamo morendo ma qualcuno arriverà. No, lei adesso rinuncia. Non pensa più all'Italia, non sa dov'è, non la vuole. Non ha più nessuna paura. Ripete a se stessa che dev'essere così in guerra, nelle carestie. Basta, vuoi finire, vuoi solo arrivare al fondo della fame, della sete, di questo esaurimento, non hai il coraggio o l'energia o la lucidità per buttarti e lasciarti andare, affondare sott'acqua e sparire, ma vuoi che sia finita. Persa l'Italia, il gommone adesso ha di nuovo uno scopo: diventa un viaggio per la morte, e va bene così. La diciassettesima notte, forse, Titti si separa da tutto e raduna tutto, la madre e Dio, il cielo, il mare e la morte, &amp;quot;Adei, Amlak, semai, bahari, meut&amp;quot;. Rivede suo padre accovacciato, che fuma contro il muro la sera. Si accorge che la sua lingua, il tigrigno, non ha la parola aiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si accorge dalle urla, all'improvviso, che c'è una barca di pescatori e li ha visti. Arriva, e nessuno ce la fa più a gridare. Accostano, ma quando vedono sette cadaveri a bordo e quegli esseri moribondi hanno paura e vanno indietro. Allora i due ragazzi si avventano, non lasciateci qui. La barca si ferma, lanciano un sacchetto di plastica, ma finisce in acqua. Si avvicinano, ne lanciano un altro. Hadangai lo afferra e mentre lo aprono i pescatori se ne vanno, indicando col braccio una direzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dentro c'è il pane, con due bottiglie. Titti beve, ma afferra il pane. Appena ha bevuto ne ingoia un morso, ma urla e sputa tutto. Il pane taglia la gola, non passa, lo stomaco e il cuore lo vogliono ma il dolore è più forte, ti scortica dentro, è una lama, non puoi mangiare più niente. Ma con l'acqua l'anima comincia a risvegliarsi. Forse siamo vicini a qualche terra. Sia pure la Libia, basta che sia terra. Ed ecco un rumore grande, più forte, più vicino poi sopra, davanti al sole. E' un elicottero, si abbassa, si rialza. Arriva una motovedetta di uomini bianchi, non vogliono prenderli a bordo, ma hanno la benzina, sanno far ripartire il motore, dicono ai ragazzi come si guida e il gommone li deve seguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno e una notte. Poi l'ultima barca. Questa volta li fanno salire. Sono rimasti in cinque: cinque su 78. Chi ce la fa ancora va da solo, Titti la devono portare a braccia. Non capisce più niente, tutto è offuscato, c'è soltanto il sole e lo sfinimento. La siedono. Poi le buttano acqua in faccia. Lì capisce di essere viva. Non chiede con chi è, né dov'è. Che importanza può avere, ormai? Forse non è nemmeno vero, basta chiudere gli occhi per rivedere la stessa scena fissa di un mese, gli odori, gli sbalzi, il rumore delle onde. Così anche in ospedale, dove le visioni continuano, volti, cadaveri, immagini notturne, incubi sul soffitto e sul muro bianco e blu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se allunga la mano, Titti adesso trova una bottiglietta d'acqua. Attorno non muoiono più. Ieri le hanno dato una card per telefonare a sua madre ad Asmara, le hanno detto che è in Italia. Le persone entrano e le sorridono. Due ore fa un medico le ha raccontato in inglese che hanno perso l'altro naufrago ricoverato al &amp;quot;Cervello&amp;quot;, Hadengai, in camera non c'è, l'hanno chiamato per una radiografia e non si è presentato, hanno guardato sulle panchine nel giardino ma nessuno sa dove sia. Lei non vuole più pensare a niente. Tiene una mano sulle labbra gonfie, con l'altra mano, dove c'è un anello giallo alto e sottile, tira il lenzuolo per coprire la piccola scollatura a V del camice. Ha paura che sapendo della sua fuga all'Asmara facciano qualcosa di brutto a sua madre e alle sue sorelle. E però vorrebbe dire a tutti che ha fatto la cosa giusta, anche se adesso sa cosa vuol dire morire: ma oggi, in realtà, è la sua vera data di nascita. Quando non ci sperava più ce l'ha fatta, è arrivata. Non ha più niente da dire, può solo aspettare.&lt;br /&gt;Poi si apre la porta, e arriva Hadengai. Ha una tuta da ginnastica nera, con la maglietta bianca, cammina lentamente incurvando tutti i suoi 24 anni, e spinge piano il vassoio col cibo che vuole mangiare qui. Ci ha messo un po' di tempo ad arrivare, si è perso, è tornato indietro, guardava senza capire tutte quelle scritte, la sala dialisi, le proposte assicurative in bacheca, i cartelli dell'Avis, la macchinetta al pian terreno che distribuisce dolci e caramelle e funzionava da punto di riferimento. Poi ha trovato la camera di Titti. Si è seduto sul bordo del letto della paziente accanto, che sotto le coperte si è fatta un po' più in là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due naufraghi parlano sottovoce, lui assaggia qualcosa del pollo con patate che ha sul vassoio, non apre nemmeno il nailon del pane, lei taglia in quattro un maccherone. Ma va meglio, ormai. Non hanno un'idea di che cosa sia davvero l'Italia 2009, fuori da quella porta. Ma prima o poi capiranno che sopra l'ascensore numero 21, proprio davanti a loro, c'è scritto &amp;quot;la vita è un bene prezioso&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(26 agosto 2009)</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Wed, 26 Aug 2009 11:53:06 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>a titolo di cronaca.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6682502</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignRight&quot;&gt;&lt;em&gt;sono innamorata persa  &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2440//s/i/smilies/mellow.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Fri, 24 Jul 2009 10:46:17 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Lezioni gratuite per aspiranti guardie verdi</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6643207</link>
            <description>Non sai cosa fare nella vita?&lt;br /&gt;Studiare non fa per te , ma non vuoi rischiare la carriera militare? &lt;br /&gt;Vorresti fare la velina, ma non hai i requisiti fisici per farlo ( oppure qualche neurone di troppo)? &lt;br /&gt;Hai provato in tutti i modi a farti prendere nel cast del grande fratello, ma ti hanno detto che eri fin troppo noioso pure per quello?&lt;br /&gt;A quel punto hai ovviato per un trono da Maria, ma nessuna ti si filava perchè sei uno sfigato?&lt;br /&gt;Hai un istinto violento latente che reprimi da secoli e non sai come dargli libero sfogo? &lt;br /&gt;L' Italia ti offre un'allettantissima occasione di formazione professionale, orientandoti verso quella che è sempre stata una tua aspirazione ma non eri mai riuscito a capirlo. . . Iscriviti anche tu al corso per aspiranti &amp;quot; guardie verdi&amp;quot;  &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2440//s/i/smilies/thumbs_up.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A settembre al Palaiseo le lezioni gratuite per aspiranti Guardie Verdi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot; A Milano i primi corsi per aspiranti rondisti. Non si placa la voglia di ronde dopo l’approvazione del disegno di legge in materia di sicurezza che prevede l’uso di associazioni di volontari per il presidio del territorio. E Milano non perde tempo. Dal capoluogo arriva la prima “scuola di addestramento” per futuri volontari. Dietro all’iniziativa i “Volontari Verdi”, cioè le ronde padane, l’associazione Centro Studi Sicurezza in collaborazione con il Centro Identitario “Bassano” .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I corsi inizieranno da metà settembre (iscrizioni dal 23 luglio al 15 settembre) sono gratuiti e la prima tornata di iscrizioni punta ad avere almeno 50 cadetti. &amp;quot;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Fri, 17 Jul 2009 10:25:49 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Tremonti stupisce ancora.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6639168</link>
            <description>Allora. Volevo inserire questo video  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;http://www.youtube.com/watch?v=QCqicSxQ3t4&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma evidentemente i moderatori netlogghiani l'hanno ritenuto un insulto all'acume del tale tremonti. &lt;br /&gt;Beh.. fatevi due risate.&lt;br /&gt;O due pianti. Punti di vista ( non troppo distanti però).</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Thu, 16 Jul 2009 15:31:21 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>. . .</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6611875</link>
            <description>&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignRight&quot;&gt;&amp;quot; ma io mi sento il sangue plusare in te. . . &amp;quot;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Sat, 11 Jul 2009 18:54:58 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>sempre da Repubblica.it</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6564790</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ora l'italia è più cattiva&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di ADRIANO SOFRI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Variando Pietro Nenni ( &amp;quot;Da oggi siamo tutti più liberi&amp;quot; ) il governo ieri ci ha dichiarati tutti più sicuri. Da ieri, siamo tutti più insicuri, più ipocriti e più cattivi. Più insicuri e ipocriti, perché viviamo di rendita sulla fatica umile e spesso umiliata degli altri.&lt;br /&gt;Infermieri e domestiche e badanti di vecchi e bambini, quello che abbiamo di più prezioso (e di prostitute, addette ad altre cure corporali), e lavoratori primatisti di morti bianche, e li chiamiamo delinquenti e li additiamo alla paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono centinaia di migliaia di persone che aspettano la regolarizzazione secondo il capriccio dei decreti flussi, e intanto sul loro lavoro si regge la nostra vita quotidiana, e basta consultare le loro pratiche di questura per saperne tutto, nome cognome luogo di impiego e residenza, nome e indirizzo di chi li impiega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge, vi obietterà qualcuno, vuole colpire gli ingressi, non chi c'è già: non è vero. La legge vuole e può colpire nel mucchio. È una legge incostituzionale, non solo contro la Costituzione italiana, ma contro ogni concezione dei diritti umani, e punisce una condizione di nascita - l'essere straniero - invece che la commissione di un reato. Dichiara reato quella condizione anagrafica. Ci si può sentire più sicuri quando si condanna a spaventarsi e nascondersi una parte così ingente e innocente di nostri coabitanti? Quando persone di nascita straniera temano a presentarsi a un ospedale, a far registrare una nascita, a frequentare un servizio sociale, o anche a rivolgersi, le vittime della tratta, ad associazioni volontarie e istituzionali (forze di polizia comprese) impegnate a offrir loro un sostegno. Quando gli stranieri temano, come avviene già, mi racconta una benemerita visitatrice di carceri, Rita Bernardini, di andare al colloquio con un famigliare detenuto, per paura di essere denunciato? Lo strappo che gli obblighi della legge e i suoi compiaciuti effetti psicologici e propagandistici provoca nella trama della vita quotidiana non farà che accrescere la clandestinità, questa sì lucrosa e criminale, di tutti i rapporti sociali delle persone straniere. È anche una legge razzista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si gioca troppo con le parole, mentre i fatti corrono. Le razze non esistono, i razzisti sì. Questa legge prende a pretesto i matrimoni di convenienza per ostacolare fino alla persecuzione i matrimoni misti, ostacola maniacalmente l'unità delle famiglie, fissa per gli stranieri senza permesso di soggiorno una pena pecuniaria grottesca per la sua irrealtà - da 5 a 10 mila euro, e giù risate - e in capo al paradosso si affaccia, come sempre, il carcere. Carcere fino a tre anni per chi affitti una stanza a un irregolare: be', dovremo vedere grandiose retate. Galera ripristinata - bazzecole, tre anni - a chi oltraggi un pubblico ufficiale: la più tipicamente fascista e arbitraria delle imputazioni. Quanto alle galere per chi non abbia commesso alcun reato, salvo metter piede sul suolo italiano, ora che si chiamano deliziosamente Centri di identificazione e di espulsione, ci si può restare sei mesi! Sei mesi, per aver messo piede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delle ronde, si è detto fin troppo: e dopo aver detto tanto, sono tornate tali e quali come nella primitiva ambizione, squadre aperte a ogni futuro, salvo il provvisorio pudore di negar loro non la gagliarda partecipazione di ammiratori del nazismo, ma la divisa e i distintivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo è successo. Ogni dettaglio di questo furore repressivo è stato sconfessato e accantonato nei mesi scorsi, spesso per impulso di gruppi e personalità della stessa maggioranza, e gli articoli di legge sono stati ripetutamente battuti nello stesso attuale Parlamento introvabile. È bastato aspettare, rimettere insieme tutto, e nelle versioni più oltranziste, imporre il voto di fiducia - una sequela frenetica di voti di fiducia - e trionfare. Un tripudio di cravatte verdi, ministeriali e no, con l'aggiunta di qualche ex fascista berlusconizzato. (Perché non è vero che il berlusconismo si sia andato fascistizzando: è vero che il fascismo si è andato berlusconizzando). La morale politica è chiara. Il governo Berlusconi era già messo sotto dalla Lega (&amp;quot;doganato&amp;quot;: si può dire così? Doganato dalla Lega). Ora un presidente del Consiglio provato da notti bianche e cene domestiche è un mero ratificatore del programma leghista. Ma la Chiesa cattolica, si obietterà, ha ripetuto ancora ieri il suo ripudio scandalizzato del reato di clandestinità e la sua diffidenza per le ronde e in genere lo spirito brutale che anima una tal idea della sicurezza. Appunto. Berlusconi è politicamente ricattabile, ma non da tutti allo stesso modo. Dalla Lega sì, dalle commissioni pontificie no, perlomeno non da quelle che si ricordano che il cristiano è uno straniero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ultimo dettaglio: le carceri. Mai nella storia del nostro Stato si era sfiorato il numero attuale di detenuti: 64 mila. Dormono per terra, da svegli stanno ammucchiati. La legge riempirà a dismisura i loro cubicoli. Gli esperti hanno levato invano la loro voce: &amp;quot;Le carceri scoppiano, c'è da temere il ritorno della violenza, un'estate di rivolte&amp;quot;. Può darsi. Ma non dovrebbe essere lo spauracchio delle rivolte, che non vengono, perché nemmeno di rivolte l'umanità schiacciata delle galere è oggi capace, a far allarmare e vergognare: bensì la domanda su quel loro giacere gli uni sugli altri, stranieri gli uni agli altri. La domanda se questi siano uomini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( questo è in aggiunta al comunicato di Ferrero. il testo della legge lo potete tranquillamente scaricare dal sito della camera dei deputati).&lt;/span&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Fri, 03 Jul 2009 12:33:10 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>SICUREZZA, IL GOVERNO INSICUREZZA VARA NORME ODIOSE. (. . .)</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6560692</link>
            <description>Roma, 2 luglio 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicato stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FERRERO, PRC: SICUREZZA, IL GOVERNO DELL'INSICUREZZA VARA NORME ODIOSE. CONTRO DI ESSE CI BATTEREMO IN OGNI MODO, DISOBBEDIENZA CIVILE COMPRESA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo dell'insicurezza ferroviaria e stradale, quella stessa&lt;br /&gt;insicurezza, incapacità di gestire le reti e malfunzionamenti dolosi&lt;br /&gt;che è alla base della tragedia di Viareggio, ha varato oggi -&lt;br /&gt;naturalmente a colpi di fiducia - definitivamente il cosiddetto&lt;br /&gt;&amp;quot;pacchetto sicurezza&amp;quot;, norme odiose e contestate da settori amplissimi&lt;br /&gt;della società civile, dai medici ospedalieri ad Amnesty International,&lt;br /&gt;dalla Chiesa cattolica come dall'Onu, che non faranno altro che&lt;br /&gt;aumentare il numero dei clandestini presenti nel nostro Paese, il&lt;br /&gt;lavoro schiavistico e il lavoro nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro tali norme ci batteremo in ogni modo e in ogni luogo, a partire&lt;br /&gt;dai territori in quanto si tratta di una legge palesemente&lt;br /&gt;incostituzionale e che si basa su veri e propri orrori giuridici,&lt;br /&gt;dalle &amp;quot;ronde&amp;quot;, che demoliscono lo Stato di diritto per tutti i&lt;br /&gt;cittadini, al reato di immigrazione&lt;br /&gt;clandestina che rompre il principio di eguaglianza previsto&lt;br /&gt;dall'articolo 3 della Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reagiremo con forza subito contro questo pacchetto sicurezza, e&lt;br /&gt;partire dai territori, organizzando la disobbedienza civile a tali&lt;br /&gt;norme, organizzando osservatori e nuclei di difesa legale per&lt;br /&gt;cittadini extracomunitari e non, denunciando l'iniquità di queste&lt;br /&gt;norme alla Corte costituzionale e alle corti penali internazionali,&lt;br /&gt;visto che tali norme ledono tutte le convenzioni internazionali&lt;br /&gt;firmate dall'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;Ufficio stampa Prc-SE</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Thu, 02 Jul 2009 18:12:16 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>cito da Repubblica.it</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6551583</link>
            <description>&amp;quot;(...) La rabbia dei ferrovieri - Avevano già segnalato molte volte i rischi connessi al cattivo funzionamento dei carrelli. L'assemblea nazionale dei ferrovieri esprime profondo cordoglio per le vittime e invita le autorità a non sottovalutare le segnalazioni di pericolo. Dure le critiche alla dirigenza delle Ferrovie dello Stato. In una nota i ferrovieri fanno sapere che &amp;quot;il trasporto ferroviario è un servizio complesso in cui anche il più piccolo incidente o guasto, può determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione. Rinnoviamo la più ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio 'luccicante' dell' alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza &amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2F2009%2F06%2Fsezioni%2Fcronaca%2Fviareggio-treno%2Fle-reazioni%2Fle-reazioni.html&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/viareggio-treno/le-reazioni/le-reazioni.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non mi voglio dilungare, anche perchè non ne ho il tempo materiale. &lt;br /&gt;A settembre scorso, le ferrovie del sud-est barese, hanno finalmente messo su rotaia nuovi sbrilluccicosi treni rossi al posto dei vecchi vagoni bestiame stile far west. Bene, tali frecce della velocità, non potrebbero viaggiare su ferrovie così vecchie e mal tenute ( infatti ogni volta che non trovo posto e sono costretta a restare in piedi, dondolo come un pendolo). &lt;br /&gt;Dato ,quindi, che la politica dell'apparenza oggi più che mai prevale, e molto probabilmente continuerà a prevalere... non potete cari pseudo politici e imprenditori del cazzo, evitare disorsi inutili e retorici? Non prendiamoci per i fondelli. Non più di quanto già accade.</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Wed, 01 Jul 2009 11:47:54 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Generatore di partiti stronzi di centro sinistra</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6522112</link>
            <description>No vabè.. questo è troppo  &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2440//s/i/smilies/laugh.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;&lt;br /&gt;me  l'hanno passato poco fa.. poi non venitemi a dire che faccialibro è del tutto inutile, dai  &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2440//s/i/smilies/laugh.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&amp;quot; Sei un dirigente di partito frustrato e vorresti fondare un tuo nuovo movimento? Vorresti contribuire alla frammentazione della sinistra, e l'unico motivo per cui non ti muovi è la poca fantasia per trovare un nome decente al tuo futuro partito? Il Generatore di Partiti Stronzi di Centrosinistra è il prodotto che fa per te! Basta un clic per mettere la parola &amp;quot;fine&amp;quot; ai tuoi problemi. Centinaia di migliaia di combinazioni, dal centrismo assoluto alla sinistra extra-parlamentare, dallo statalismo a oltranza all'europeismo federalista. Cosa aspetti? Togli anche tu uno 0.2% al Centrosinistra, scendi in campo subito, grazie al Generatore di Partiti Stronzi di Centro Sinistra! &amp;quot; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;http://www.phibbi.com/extra/gps.php?itr=5&lt;/span&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Fri, 26 Jun 2009 18:00:39 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>ciao ciao michael.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6519511</link>
            <description>a me, della morte di michael jackson, non me ne importa un emerito ciufolo. e anzi, non sorvolerei sulla sua persona solo perchè icona del palcoscenico.&lt;br /&gt;e mi dispiace dirlo ( ma forse anche no) la gente dimostra ancora una volta di essere parte passiva di un enorme gregge di pecore belanti. &lt;br /&gt;bye.</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Fri, 26 Jun 2009 12:20:37 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>.Mi fa male il mondo.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6497716</link>
            <description> Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...&lt;br /&gt;Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;e non riesco a trovar le parole&lt;br /&gt;per chiarire a me stesso&lt;br /&gt;e anche al mondo&lt;br /&gt;cos'è che fa male...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi fa male... essere lasciato da una donna... non sempre.&lt;br /&gt;Mi fa male l'amico che mi spiega perché mi ha lasciato.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi fanno male quelli che credono di essere il centro del mondo e non sanno che il centro&lt;br /&gt;del mondo sono io.&lt;br /&gt;Mi fa male... quando mi guardo allo specchio.&lt;br /&gt;Mi fa male anche quando mi dicono che mia figlia mi assomiglia molto fisicamente. Mi fa&lt;br /&gt;male per lei.&lt;br /&gt;Mi fanno male quelli che sanno tutto... e prima o poi te lo dicono.&lt;br /&gt;Mi fanno male gli uomini esageratamente educati, formali, distaccati. Ma mi fanno più&lt;br /&gt;male quelli che per essere autentici ti ruttano in faccia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi fa male essere così delicato, e non solo di salute.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi fa male più che altro il fatto che basta che mi faccia male un dente... che non mi fa&lt;br /&gt;più male il mondo.&lt;br /&gt;Mi fanno male gli architetti, gli avvocati, i commercialisti!&lt;br /&gt;Mi fa male l'IVA, le trattenute, il 740, mamma mia come mi fa male il 740!&lt;br /&gt;Mi fanno male le marche da bollo, gli sportelli, gli uffici, le code. Mi fa male quando&lt;br /&gt;perdo la patente e gli amici mi dicono 'condoglianze'. E i funzionari... sì, quando vai&lt;br /&gt;lì e non alzano nemmeno la testa. E poi quando la alzano s'incazzano, certo, perché gli&lt;br /&gt;fai perdere tempo. Ti trattano male, giustamente, siamo noi che sbagliamo, perché l'ufficio è sempre un altro, un altro ancora, e poi le segretarie, i vicedirettori, i&lt;br /&gt;direttori, i direttori generali... Mi fa male l'apparato, la sua mentalità, la sua&lt;br /&gt;arroganza, la sua idiozia!&lt;br /&gt;Come sono delicato!&lt;br /&gt;Mi fa male il futuro dell'Italia, dell'Europa, del mondo.&lt;br /&gt;Mi fa male l'immanente destino del pianeta Terra minacciato dal grande buco nell'ozono,&lt;br /&gt;dall'effetto serra, e da tutte quelle tragedie che a dir la verità... però... al&lt;br /&gt;momento... poi... non mi fanno mica tanto male.&lt;br /&gt;Mi fanno male gli spot.&lt;br /&gt;Non mi fa male la pubblicità in sé.&lt;br /&gt;Mi fanno male, Dio bono, i culi nudi, le tette, le cosce, e tutti quei figoni sprecati per&lt;br /&gt;il Campari Soda.&lt;br /&gt;Mi fanno male i fax, i telefonini, i computers, e la realtà virtuale... anche se non so&lt;br /&gt;cos'è.&lt;br /&gt;Mi fa male l'ignoranza, sia quella di andata che quella di ritorno.&lt;br /&gt;Mi fa male la carta stampata, gli editori... tutti.&lt;br /&gt;Mi fa male che qualsiasi deficiente scriva un libro. E poi firma la copertina, e poi entra&lt;br /&gt;in classifica: I', 2', 3'... Borges 37'!&lt;br /&gt;Mi fanno male le edicole. I giornali, le riviste coi loro inserti: un regalino, un&lt;br /&gt;opuscolo, una cassetta, un gioco di società, un cappuccino e una brioches.&lt;br /&gt;Mi fanno male quelli che comprano tutti i giornali.&lt;br /&gt;Non mi fa male la libertà di stampa. Mi fa male la stampa.&lt;br /&gt;Mi fa male che qualcuno creda ancora che i giornalisti si occupino di informare la gente.&lt;br /&gt;I giornalisti, che vergogna! &amp;quot;L'etica professionale&amp;quot;, &amp;quot;il sacrosanto&lt;br /&gt;diritto all'informazione &amp;quot;. Cosa mettiamo oggi in prima pagina. Ma sì, i morti della&lt;br /&gt;Bosnia. è un po' che non ne parla nessuno! Tutto, tutto così, mica scelgono le notizie più importanti, no, quelle che funzionano, che rendono di più... Certo, per le loro&lt;br /&gt;carriere, per i loro meschini tornaconto, i loro padroni, padroncini... Mi fanno male le&lt;br /&gt;loro facce presuntuose e spudorate. Mi fa male che possano scrivere liberamente e&lt;br /&gt;indisturbati tutte le stronzate che vogliono! E' questa libertà di stampa che mi fa&lt;br /&gt;vomitare.&lt;br /&gt;Come sono delicato!&lt;br /&gt;Mi fa male chi crede che ci sia ancora qualcuno che pensa agli altri.&lt;br /&gt;Mi fanno male quelli che dicono che gli uomini sono tutti uguali.&lt;br /&gt;Mi fanno male anche quelli che dicono che il pesce più grosso mangia quello più piccolo.&lt;br /&gt;Mi farebbe bene metterli nella vaschetta delle balene.&lt;br /&gt;Mi fa male la grande industria, la media industria mi fa malino, la piccola non mi fa&lt;br /&gt;niente.&lt;br /&gt;Mi fa male non capire perché, a parità di industriali stramiliardari, un operaio tedesco&lt;br /&gt;guadagna 2.800.000 al mese ed uno italiano 1.400.000. Ma per l'altro 1.400.000 dov'è che&lt;br /&gt;va a finire?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi fanno male i ladri, sia quelli privati che quelli di Stato. Mi fa bene quando li&lt;br /&gt;prendono, li arrestano, quando viene fuori tutto quello che sapevamo. Dopo un po' però mi&lt;br /&gt;annoio.&lt;br /&gt;Mi fa ma&lt;/strong&gt;le che l'Italia, cioè noi, cioè io abbiamo due milioni di miliardi di debito.&lt;br /&gt;Questo lo sappiamo tutti. Lo sentiamo ripetere continuamente. Sta cambiando la nostra vita&lt;br /&gt;per questo debito che abbiamo.&lt;br /&gt;Ma con chi ce l'abbiamo? A chi li dobbiamo questi soldi?&lt;br /&gt;Questo non si sa. Questo non ce lo dicono. Perché se li dobbiamo a qualcuno che non&lt;br /&gt;conta... va bé, gli abbiamo tirato un pacco ed è finita lì. Ma se li dobbiamo a&lt;br /&gt;qualcuno che conta... due milioni di miliardi! Prepariamoci a pagare in natura.&lt;br /&gt;Mi fa male accendere la televisione. Mi fa male stare lì davanti, e non riuscire a&lt;br /&gt;spegnerla, vedere fino a che punto... non c'è fondo, non c'è fondo! La gente che&lt;br /&gt;telefona, gli sponsor, i giochini demenziali, i presentatori che ridono. E poi le&lt;br /&gt;dentiere, gli assorbenti, preservativi, i Gabibbi, gli spiritosi, gli imbecilli, tutti&lt;br /&gt;belli spigliati, spregiudicati, completamente a loro agio... che si infilano le dita negli&lt;br /&gt;orecchi e si grattano i coglìoni. Sì, mi fanno male tutti questi geniali opinionisti...&lt;br /&gt;che litigano, si insultano, gridano, sempre più trasgressivi... questi coraggiosi&lt;br /&gt;leccaculi travestiti da ribelli!&lt;br /&gt;Mi fa male che 'tutto', sia volgarità.&lt;br /&gt;Mi fa male che si parli fino alla nausea di quante reti... una a te, una a me....&lt;br /&gt;pubbliche, private... e poi le commissioni, i regolamenti, il garante... senza parlare mai&lt;br /&gt;di quella valanga di merda che ogni giorno mi entra in casa!&lt;br /&gt;Che poi io sono anche delicato, l'ho già detto!&lt;br /&gt;Mi fa male la violenza. Mi fa male la sopraffazione, la prepotenze, l'ingiustizia.&lt;br /&gt;A dire la verità mi fa male anche la giustizia. Un paese che ha una giustizia come la&lt;br /&gt;nostra non sarà mai un paese civile. Una giustizia che fa talmente schifo che se una&lt;br /&gt;volta per caso i magistrati fanno il loro normale dovere diventano tutti Giuseppe&lt;br /&gt;Garibaldi...&lt;br /&gt;Mi fanno male anche i pentiti. Che dopo aver ammazzato uomini donne e bambini fanno l'atto&lt;br /&gt;di dolore... tre Pater Ave e Gloria e chi s'è visto s'è visto.&lt;br /&gt;Mi fa male la Sicilia. Magari mi facesse male solo la Sicilia. Mi fa male anche la&lt;br /&gt;Lombardia, la Toscana, il Veneto. Roma!&lt;br /&gt;Mi fa male che 'tutto' sia mafia.&lt;br /&gt;Mi fa male non capire perché animali della stessa razza si ammazzino tra loro.&lt;br /&gt;Mi fa male chi muore in Jugoslavia. Mi fa male chi muore in Somalia, in Armenia, in&lt;br /&gt;Ruanda, in Palestina. Mi fa male chi muore.&lt;br /&gt;Mi fa male chi dice che gli fa male chi muore e fa finta di niente sul traffico delle armi&lt;br /&gt;che è uno dei pilastri su cui si basa il benessere dell'Occidente.&lt;br /&gt;Mi fa male la mafia bianca, quella dei dottori, delle medicine, degli ospedali, dei&lt;br /&gt;professori.&lt;br /&gt;Mi fa male chi specula sulla vita della gente. Sì, quelle brave persone che approfittano&lt;br /&gt;della debolezza del malato, dei suoi familiari. E ti fanno fare le analisi, anche se non&lt;br /&gt;ne hai bisogno. E ti mandano dall'amico specialista, tutti d'accordo, uno scambio, un giro&lt;br /&gt;d'affari, una grande abbuffata di pazienti. Sì, quegli avvoltoi che si buttano sui moribondi per tirargli fuori gli ultimi spiccioli, i chirurghi dal taglio facile e&lt;br /&gt;redditizio... sì, quelli che tagliano tutto, tutto.. gambe, braccia... e quando non ne&lt;br /&gt;hanno abbastanza... testicoli, seni, ovaie, uteri interi! Che gliene importa di un utero&lt;br /&gt;in più o in meno!&lt;br /&gt;Certo, mi fa male il cancro. Ma mi fa più male che il cancro sia il più grosso affare&lt;br /&gt;economico del secolo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi fa male chi crede che ci sia ancora qualcuno che pensa agli altri.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi fa male qualsiasi tipo di potere, quello conosciuto, ma anche quello sconosciuto,&lt;br /&gt;sotterraneo, che poi è il vero potere. Mi fanno male le oscillazioni e i rovesci&lt;br /&gt;misteriosi dell'alta finanza. Più che male mi fanno paura, perché mi sento nel buio, non&lt;br /&gt;vedo le facce. Nessuno ne parla, nessuno sa niente: sono gli intoccabili. Personaggi&lt;br /&gt;misteriosi e oscuri che tirano le fila di un meccanismo invisibile, talmente al di sopra&lt;br /&gt;di noi da farci sentire legittimamente esclusi. E' lì, in chissà quali magici e&lt;br /&gt;ovattati saloni che a voce bassa e con modi raffinati si decidono le sorti del nostro mondo: dalle guerre di liberazione, ai grandi monopoli, dalle crisi economiche, alle&lt;br /&gt;cadute dei muri, ai massacri più efferati.&lt;br /&gt;Mi fa male quando mi portano il certificato elettorale.&lt;br /&gt;Mi fa male la democrazia, questa democrazia che è l'unica che conosco.&lt;br /&gt;Mi fa male la prima repubblica, la seconda, la terza, la quarta.&lt;br /&gt;Mi fanno male i politici, più che altro tutti, sempre più viscidi, sempre più brutti.&lt;br /&gt;Mi fanno male gli imbecilli, i ruffiani. E come sono vicini a noi elettori, come ci&lt;br /&gt;ringraziano, come ci amano. Ma sì, io vorrei anche dei bacini, dei morsi sul collo...&lt;br /&gt;certo, per capire bene che lo sto prendendo nel culo. Tutti, tutti, l'abbiamo sempre preso&lt;br /&gt;nel culo... da quelli di prima, da quelli di ora, da tutti quelli che fanno il mestiere&lt;br /&gt;della politica.&lt;br /&gt;E mi fa male che ci sia qualcuno che crede ancora che 'loro' facciano qualcosa per noi,&lt;br /&gt;per le nostre famiglie, per il nostro futuro. No, non c'è una scelta, neanche una, non&lt;br /&gt;c'è una scelta politica che sia fatta pensando a cosa serve al Paese. No, solo quello che&lt;br /&gt;conviene al gruppo, al partito... Per contare di più, per avere più potere. Certo, lo&lt;br /&gt;fanno solo per se stessi, per il loro schifosissimo interesse personale. Tutti, tutti,&lt;br /&gt;nessuno escluso. Farebbero qualsiasi cosa, venderebbero i colleghi, gli amici, i figli.&lt;br /&gt;Cambierebbero colore, nome, nazionalità, darebbero delle coltellate ai compagni di&lt;br /&gt;partito pur di fottergli il posto. Non c'è più niente che assomigli al coraggio,&lt;br /&gt;all'esilio, alla galera. C'è solo l'egoismo incontrollato, la smania di affermarsi, il&lt;br /&gt;potere, il denaro, l'avidità più schifosa.&lt;br /&gt;E voi credete ancora che contino le idee? Ma quali idee...&lt;br /&gt;La cosa che mi fa più male è vedere i nostri figli con la stanchezza anticipata di ciò&lt;br /&gt;che non troveranno.&lt;br /&gt;E mi fa ancora più male sentire che la colpa è anche nostra. Sì, abbiamo lasciato in&lt;br /&gt;eredità forse un normale benessere, ma non abbiamo potuto lasciare... quello che abbiamo&lt;br /&gt;dimenticato di combattere e quello che abbiamo dimenticato di sognare per noi e per gli&lt;br /&gt;altri.&lt;br /&gt;Una sconfitta definitiva? No, non credo proprio. Se è vero che questa è la nostra&lt;br /&gt;realtà, guardarla in faccia non può far male a nessuno. Basta non farsi prendere dalla&lt;br /&gt;stupidità dello sconforto. E' la non consapevolezza che crea malesseri nascosti e&lt;br /&gt;uccide per delega. Se un uomo conosce con chiarezza il suo male, qualsiasi esso sia, ha&lt;br /&gt;anche la forza per combatterlo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e&lt;br /&gt;cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male,&lt;br /&gt;dalle insofferenza comuni, dal nostro rifiuto. Perché un uomo solo che grida il suo no,&lt;br /&gt;è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa male il mondo,&lt;br /&gt;mi fa male il mondo...&lt;br /&gt;Mi fa male il mondo,&lt;br /&gt;mi fa male il mondo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa bene comunque credere&lt;br /&gt;che la fiducia non sia mai scomparsa&lt;br /&gt;e che d'un tratto ci svegli un bel sogno&lt;br /&gt;e rinasca il bisogno di una vita diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi fa bene comunque illudermi&lt;br /&gt;che la risposta sia un rifiuto vero&lt;br /&gt;che lo sfogo dell'intolleranza&lt;br /&gt;prenda consistenza e ridiventi un coro.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la rabbia che portiamo addosso&lt;br /&gt;è la prova che non siamo annientati&lt;br /&gt;da un destino così disumano&lt;br /&gt;che non possiamo lasciar ai figli e ai nipoti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa male il mondo,&lt;br /&gt;mi fa male il mondo...&lt;br /&gt;Mi fa male il mondo,&lt;br /&gt;mi fa male il mondo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa bene soltanto l'idea&lt;br /&gt;che si trovi una nuova utopia&lt;br /&gt;litigando col mondo.&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-384376&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;window&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-384376&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; wmode=&quot;window&quot; width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;Giorgio Gaber&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Tue, 23 Jun 2009 12:11:59 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>vuoto a perdere.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6480208</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignRight&quot;&gt;Si può sentire il vuoto? &lt;br /&gt;Cioè.. se io dicessi  che sento il vuoto dentro, soltanto il vuoto, che implode, sarebbe credibile? Sarebbe possibile? &lt;br /&gt;E' possibile che torno da una festa alle cinque del mattino, e riesco a sentire solo il vuoto? &lt;br /&gt;Una festa durante la quale la sete ha scolato sei peroni e tre bicchieri di vino, e il mio io ha &amp;quot;socializzato abbondantemente&amp;quot; con un tastierista dai riccioli castani con la solita aria dello stronzo paraculo... è possibile che sprofondo nel cuscino e riesco a sentire soltanto il vuoto? &lt;br /&gt;Voi avete degli obiettivi. La gente crea degli obiettivi, delle ambizioni, che siano la baldoria del week-end, la laurea o una carriera da top model. Vi ponete dei traguardi, li raggiungete e ne cercate altri. Io ho perso la bussola. Non voglio la laurea, non voglio diventare un politico, non ho il fisico di una top model, nel week end lavoro, non ho il fidanzato, non ho un lavoro fisso che possa farmi pensare che so.. &amp;quot; oggi ho concluso una giornata di lavoro. mi sono fatto il culo. mi sono reso utile in questa società della minchia&amp;quot;.&lt;br /&gt;Mi sono aggrappata alle mezzore, mi avevano consigliato di vivere alla giornata. &lt;br /&gt;Mi sono aggrappata alle persone, poche, ma sono pur sempre persone.  persone con un istinto fondamentalmente egoistico che le porta naturalmente a soddisfare i propri interessi.  &lt;br /&gt;Voi credete negli affetti. Voi credete nell'amore. Vi è mai passato per la mente che possano essere unicamente sovrastrutture create all'uopo per colmare l'endemica solitudine umana? Vi è mai passato per la mente che non esistano affatto? Non credo. sarebbe a dire privare di senso tutto o quasi. Ed è a quel punto che subentra il vuoto. &lt;br /&gt;Il vuoto e l'assenza del senso. dello stimolo per andare avanti. &lt;br /&gt;&amp;quot; voglio arrivare lì. Voglio quello. Devo fare quell'altra cosa. &amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot; Ti voglio bene&amp;quot;.&lt;br /&gt;La mia massima ambizione per oggi è guadagnarmi 50 euro dalle 23 alle 7 di domattina. La mia massima ambizione per domani sarà stare il più possibile con la testa impegnata in qualsiasi stronzata inutile che possa evitarmi di sentire questo stramaledettissimo vuoto. &lt;br /&gt;Non aggrappatevi mai agli affetti. Non titubate. Datevi dei contorni.&lt;br /&gt;Altrimenti si finisce a sentirsi come me adesso, molto simili a casper il fantasmino, evanescente nel nulla che è condannato a vivere. Anche se casper aveva trovato una manina tesa a cui aggrapparsi. &lt;br /&gt;Mi manca utopia. Mi manca la tipa che ci scriveva. mi mancano un sacco di cose inutili. &lt;/span&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Sat, 20 Jun 2009 19:04:25 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>ho perso il controllo.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6479553</link>
            <description>Sabato. Di solito mi prendono le &amp;quot; crisi del sabato&amp;quot;, Sarà che devo lavorare tutta la notte. Sarà che i cieli fuori dalla finestra sono neri.&lt;br /&gt;Non riesco più a stare a casa. Non riesco più a stare sola con me. Credo davvero di essere sull'orlo di un esaurimento.&lt;br /&gt;Cercasi collante per cuore in frantumi ( i pezzi li sto ancora cercando).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice tutto la confusione nei suoi occhi&lt;br /&gt;Ha perso il controllo&lt;br /&gt;E si aggrappa&lt;br /&gt;Al passante più vicino&lt;br /&gt;Ha perso il controllo&lt;br /&gt;E svelava i segreti&lt;br /&gt;Del suo passato&lt;br /&gt;E diceva: ho perso di nuovo il controllo&lt;br /&gt;E di una voce che le suggeriva&lt;br /&gt;Quando e dove farlo&lt;br /&gt;Disse: ho perso di nuovo il controllo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E si voltò e mi prese&lt;br /&gt;Per mano e disse:&lt;br /&gt;Ho perso di nuovo il controllo&lt;br /&gt;E non capirò mai né saprò&lt;br /&gt;Come e perché&lt;br /&gt;Disse: ho perso di nuovo il controllo&lt;br /&gt;E gridò&lt;br /&gt;Dando in escandescenze e disse:&lt;br /&gt;Ho perso di nuovo il controllo&lt;br /&gt;E inchiodato al pavimento&lt;br /&gt;Pensai che sarebbe morta&lt;br /&gt;Disse: ho perso il controllo&lt;br /&gt;Ha perso di nuovo il controllo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ho dovuto telefonare&lt;br /&gt;A un'amica sua per spiegarle il caso&lt;br /&gt;Dicendo che aveva di nuovo perso il controllo&lt;br /&gt;E lei mostrò tutti&lt;br /&gt;Gli equivoci e gli errori&lt;br /&gt;E disse: ho perso di nuovo il controllo&lt;br /&gt;Eppure sapeva esprimersi&lt;br /&gt;In molti modi differenti&lt;br /&gt;Finché perse di nuovo il controllo&lt;br /&gt;E camminò sull'orlo di un vicolo cieco&lt;br /&gt;E ridendo disse: ho perso il controllo&lt;br /&gt;Ha perso di nuovo il controllo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Joy Division - She's lost control-&lt;/strong&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Sat, 20 Jun 2009 17:18:40 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>netlog mi censura il titolo.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6470557</link>
            <description>ho deciso che non accetterò richieste di amicizia (e cancellerò quelle già esistenti) da parte di quella specie umana sottoinsieme dei morti di figa. Quelli che si mascherano da intellettualiincompresicompresiletterati e chi più ne ha più ne metta, e che poi vanno in giro per la community a lasciar commenti, appunto, da morti di figa ( per altro pessimi morti di figa e pessimi tentativi di approccio), sperando di abbordare fanciulle con la pseudo-poesia spicciola. &lt;br /&gt;uomo avvisato...  &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2440//s/i/smilies/mellow.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Fri, 19 Jun 2009 12:11:19 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>lsd. ( c'è qualcosa che non va).</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6441410</link>
            <description>Ho un rifiutoquasi naturale, forse sono abituato male&lt;br /&gt;nel rapporto interpersonale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La mia terra è fatta da rapporti umani, quasi tutti deteriori.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Mon, 15 Jun 2009 10:32:30 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>.mare.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6424164</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;Ieri pomeriggio sono andata al mare. Non l'avevo programmato, ci sono semplicemente andata. Beh, era già la seconda volta. &lt;br /&gt;Sapete qual è la cosa bella del mare? Oltre al refrigerio e all'abbronzatura ( per chi ha la fortuna di avere un minimo di melanina in corpo) intendo. Il bello del mare è che quando c'è, pare fermarsi tutto. Davvero. Almeno, a me fa questo effetto ; è là imperturbabile, immenso, che sembra oltre l'insenatura non debba finire più. Cristallino o incazzato nero, è sempre meraviglioso, e ( nonostante i probabili scarichi fognari dei ristoranti sulla costa) pare estraneo a tutto il resto. Al sistema. Alla merda. &lt;br /&gt;Lui è là per ascoltarti, non si smuove. &lt;br /&gt;Mare calmo, sole cocente, sabbia morbida. &lt;br /&gt;Onde che si schiantano, nuvole rapide, sabbia fredda.&lt;br /&gt;Finchè dura, io STO BENE. &lt;br /&gt;Non mi è molto simpatico Baricco, ma quando in OceanoMare scrive del mare come la cura a tutto... forse intendeva questo. o anche questo. &lt;br /&gt;E se ti fermi a fissare l'orizzonte, vorresti morire in quell'istante. Morire perdendoti in quel punto dove finisce il cielo e inizia il mare, finisce il mare e inizia il cielo, quel punto che c'è ma tu non sai dov'è. sai solo che si fondono in una pennellata vivida. Davvero, se potessi scegliere, acconsentirei a morire in quel preciso istante. &lt;br /&gt;Però.. però. &lt;br /&gt;Però quando il sole è diventato tiepido e l'arancio macchia l'orizzonte, e persino il suono del cellulare ti ricorda che devi andare.. tutto torna. tutto torna a galla, e non profuma di salsedine. &lt;br /&gt;non profuma di salsedine e non si schianta con dolcezza, ma ti prende con la fora e ti trascina in una spirale che conosco a memoria.&lt;br /&gt;Non so cosa vorrei, ma l'unica cosa che vorrei non potrò averla mai. E quando ci penso, brucia come sale.&lt;br /&gt;Mi verrebbe da fuggire, ma il mio io mi ha legata ad un'incudine... e comunque, visti gli ultimi sviluppi, non so se approdando sull'altra sponda ci sarebbe ancora qualcuno ad aspettarmi. E quando ci penso, brucia come sale. &lt;br /&gt;Mi verrebbe da mandare a fanculo tutti, tutti voi rassegnati che fantasticate drastici rimedi senza aver dato ancora nulla. Perchè è nulla. Ma su questo non mi posso sbilanciare, non sia mai ad urtare la coscienza altrui.&lt;br /&gt;Mi verrebbe da tapparmi il naso per non sentirla la puzza, quando torno a casa. ma penso che più di me, quel tanfo lo sentano anche altri sotto lo stesso tetto. e si sforzando di farlo apparire quantomeno neutro. &lt;br /&gt;E se ti fermi a fissare l'orizzonte, vorresti morire in quell'istante. Morire perdendoti in quel punto dove finisce il cielo e inizia il mare, finisce il mare e inizia il cielo, quel punto che c'è ma tu non sai dov'è. sai solo che si fondono in una pennellata vivida. Davvero, se potessi scegliere, acconsentirei a morire in quel preciso istante.&lt;/span&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Fri, 12 Jun 2009 10:54:48 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Lithium</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6295300</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignRight&quot;&gt;&amp;quot;I like it - I'm not gonna crack&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I miss you&lt;/strong&gt; - I'm not gonna crack&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I love you&lt;/strong&gt; - I'm not gonna crack&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I KILL YOU&lt;/strong&gt; - I'm not gonna crack&amp;quot;&lt;/span&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Fri, 22 May 2009 09:16:50 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Fatti processare, BUFFONE</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6289875</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;strong&gt;Giù le mani dal capo «Ho l'Italia con me»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi non accetta domande, sentenze o critiche. Va all'assalto dei giornalisti: «Vergognatevi». Dei giudici: «Scandalosi». E della minoranza: «Pericolosa». Annuncia un discorso in parlamento «quando avrò tempo». Sarà un comizio in piena campagna elettorale che adesso preoccupa l'opposizione: «Dovrebbe farsi processare, rinunciare all'immunità o dimettersi»&lt;br /&gt;«Gli italiani sono con me, con me». Al 74,8% secondo l'ultimo sondaggio che giusto ieri ha sbattuto in faccia a chi voleva fargli una domanda. Noemi e adesso Mills: Silvio Berlusconi non risponde. E, annuncia, non si farà processare. Dice proprio così, ma non è Moro e non difende la Dc. Difende se stesso: «Non mi farò processare da questi giudici». Sono i giudici della decima sezione del tribunale di Milano presieduta da Nicoletta Gandus che Berlusconi ha tentato invano di ricusare. Quelli che hanno scritto nelle motivazioni della sentenza di condanna per corruzione dell'avvocato inglese David Mills (4 anni e sei mesi) che il corruttore fu Silvio Berlusconi. «Una sentenza scandalosa e contraria alla realtà» secondo il furioso presidente del Consiglio. Che ieri messo davanti ai giornalisti a L'Aquila è partito per un affondo finale contro tutto quello che sa di opposizione, stampa e tribunali in cima alla lista. L'affondo continuerà in parlamento. Berlusconi ha deciso che parlerà alla camera. Per dire «finalmente quanto penso da tempo di certa magistratura». Un comizio che si annuncia durissimo. A ridosso delle elezioni europee. «Ci andrò quando avrò tempo», fa sapere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Messaggio alla stampa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il presidente del Consiglio punta il dito contro i giornalisti. «Vergognatevi» scandisce nervoso. Ce l'ha con l'inviato di Repubblica, Gianluca Luzi, che gli ricorda le dieci domande senza risposta che quel giornale ha fatto sul caso Noemi. «Non rispondo - dice il primo ministro -, se Repubblica cambiasse atteggiamento potremmo trovare un accordo ma adesso non rispondo. Ho già detto che siete malati di invidia personale e odio politico. Lo riconfermo in pieno». E il cavaliere se la prende anche con l'inviata dell'Unità, Claudia Fusani, che chiede perché non si fa processare: «Non perdo tempo a risponderle. Me ne vado o se ne va lei. Questa cosa mi fa infuriare, è come se mi dicessero che non mi chiamo Silvio Berlusconi». Fuori dal controllo il presidente del Consiglio alza la voce: «Questo non è un attentato alla libertà di stampa. Cadete nel ridicolo quando dite che in Italia non c'è liberta e che il premier ha capacità di interferire sulla libera stampa. Volete Scherzare? All'esterno certe affermazioni vengono prese per vere. E questo fa male al paese, e a tutti gli italiani». Il premier furioso provoca la risposta del sindacato dei giornalisti: «Si scusi o cominceremo a pensare che le conferenze stampa si faranno senza stampa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avviso ai magistrati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Quando il processo riprenderà ci sarà un'assoluzione assoluta. È un fatto indiscutibile che non c'è stato nessun versamento al signor Mills». A questo punto il premier fa uno sforzo di autocontrollo e prova a spiegare: «Durante il processo è stato individuato il tragitto dei soldi e sono state individuate le azioni che Mills ha fatto con quei soldi, il fisco inglese lo ha costretto a pagare le imposte, considerando quelle entrate come un compenso professionale. Se fosse stata una donazione Mills non avrebbe dovuto pagare nessuna imposta. Se non vi basta la presa di posizione di uno stato, allora non so». Ma le cose non stanno così. Berlusconi confonde la parcella da 4 miliardi e 700 milioni di lire ricevuta dallo studio di Mills con i 600 mila dollari pagati direttamente all'avvocato d'affari: soldi nascosti agli altri componenti dello studio che per i giudici sono una prova della corruzione. E il premier agita le acque anche sui giudici: la sua posizione è già sottratta al collegio presieduto dalla Gandus in forza del lodo Alfano. Se il processo dovesse riprendere contro di lui a giudicarlo sarebbero in ogni caso altre toghe. Questo nel caso la Corte costituzionale dichiarasse incostituzionale il lodo. E comunque il reato andrebbe prescritto. Il cavaliere non rischia altre condanne. Utilizzerà però le motivazioni della sentenza per alzare il polverone in parlamento. La decisione di ieri non è solo frutto della rabbia di un momento. Il cavaliere è convinto che lo scontro sulla giustizia accresce la sua popolarità. E già prepara il discorso - la sua verità sulla magistratura politicizzata - da sganciare alla camera nel momento di massimo ascolto elettorale. Lo farà «quando avrò tempo», affermazione che non piace al presidente della camera Fini invitato, insieme al più malleabile presidente del senato Schifani, dal senatore del Pd Zanda a reagire all'«insulto al parlamento». E Berlusconi in parlamento comincia a preoccupare le opposizioni. Se l'Udc Casini aveva addirittura applaudito alla scelta del premier considerandola «un gesto di responsabilità istituzionale», Massimo D'Alema dice di non capire perché il cavaliere abbia scelto il parlamento: «Doveva andare in tribunale per accettare di essere processato e chiarire le accuse che gli vengono rivolte. A questo punto sono preoccupato che la seduta alla camera diventi una gazzarra contro la magistratura».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Di Pietro e Pd protestano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il segretario del Pd invita invece il premier ad andare in parlamento, ma per dire che rinuncia alla protezione del lodo Alfano. La sentenza, secondo Franceschini, «dimostra in modo purtroppo incontestabile il coinvolgimento del presidente del Consiglio e dimostra allo stesso modo che la legge Alfano è stata fatta apposta per sottrarlo al giudizio a cui sono sottoposti tutti gli italiani». Di Pietro, accusato dal cavaliere di essere un «soggetto pericoloso per la democrazia», replica definendo il primo ministro &lt;strong&gt;«xenofobo, piduista, fascista e adesso anche corruttore»&lt;/strong&gt;. Secondo il leader dell'Italia dei valori il presidente del Consiglio a questo punto deve dimettersi o rinunciare al privilegio del lodo Alfano. Altrimenti i dipietristi annunciano una procedura di impeachment contro il capo del governo che però nel sistema italiano non c'è.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;br /&gt;da &amp;quot; Il Manifesto&amp;quot; del 20.05.2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;FATTI PROCESSARE RAZZA DI BUFFONE ! ! !&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Thu, 21 May 2009 09:27:35 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>A-M-A-L-A</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6274098</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;Concedetemelo....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ZSERO TITULI  &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2440//s/i/smilies/biggrin.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;&lt;object width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-4161692&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;window&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-4161692&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; wmode=&quot;window&quot; width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;A&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;M&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;A&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;L&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;A&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Mon, 18 May 2009 12:25:11 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Vi racconto un'altra storia.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6265619</link>
            <description>Va bene. No, non va bene. Ma.. va bene.&lt;br /&gt;Vi racconto un'altra storia.  &lt;br /&gt;E' la storia di ottocento chilometri su rotaie, e di ansie patite e scandite dalle cifre digitali sullo schermo di un telefonino. &lt;br /&gt;E' la storia di due sguardi che si intrecciano, paradossalmente un anno dopo che due vite si intrecciarono, in maniera viscerale. &lt;br /&gt;E' una storia che contava quattordici anni di distanza e un lampo di empatia di vicinanza. &lt;br /&gt;E' la storia di due egoismi che si allontanano. &lt;br /&gt;E' la storia di un'attesa lunga due anni di altalenanti scelte errate. &lt;br /&gt;E' una storia che si sente ancora impotente di fronte a due occhi spenti e pillole ingerite.&lt;br /&gt;E' una storia che si sente inutile. E' una storia che comincia a sembrare futile.&lt;br /&gt;E' una storia infinita che non vuole avere capolinea, lacerando il tempo a suon di lacrime. &lt;br /&gt;E' una storia che deraglia ormai da tempo per non cadere nel rimpianto.&lt;br /&gt;E' una storia che deraglia ormai da tempo per fuggire dal rimorso. &lt;br /&gt;E' una storia che continuerà a viaggiare nel torto.</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Sat, 16 May 2009 18:04:03 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>A proposito di xenofobia e sicurezza...</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6250018</link>
            <description>&lt;span class=&quot;textAlign textAlignCenter&quot;&gt;“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.&lt;br /&gt;Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La relazione prosegue così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso americano (ottobre 1912).&lt;br /&gt;Si parla degli Italiani emigrati negli Usa. Ma penso si fosse inteso.</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Wed, 13 May 2009 19:12:10 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Ho sbagliato epoca.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6246259</link>
            <description>Stanotte ho sognato di sposare Vince Neil.&lt;br /&gt;Ho sempre più la ferma convinzione che sarei dovuta nascere nella seconda metà degli anni ' 60, tra i bassifondi di una metropoli americana, e diventare una groupie dei motley e dei guns. Passarmi a turno Vince e Axl e godermi alimenti post divorzio mentre , ad ormai veneranda età, mi infilo nelle grazie di Eddie Vedder.  &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2440//s/i/smilies/mellow.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa deve essere andato storto, perchè, ahimè, sono nata nella seconda metà degli anni ' 80.&lt;br /&gt;Voglio una macchina del tempo  &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2440//s/i/smilies/mellow.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;  &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2440//s/i/smilies/cry2.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-78978&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;window&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-78978&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; wmode=&quot;window&quot; width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Wed, 13 May 2009 10:01:52 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>c'era una volta.</title>
            <link>http://it.netlog.com/CieliNeri/blog/blogid=6207623</link>
            <description>Vi racconto una storia.  &lt;br /&gt;E' la storia di una tipa.. oddio, una tipa.. una bambina, di cinque anni. Questa bambina, che chiameremo appunto &amp;quot;bambina&amp;quot;, all'asilo mentre tutti punteggiavano con il punteruolo il lavoretto di fine anno, ritagliava paesaggi astratti con il medesimo oggetto a punta - nonchè arma pericolosa messa in mano a fanciulli inconsapevoli-. Quei paesaggi erano i suoi lavoretti di fine anno, perchè le maestre ormai ci avevano rinunciato a capirla e ad imporle altro tipo di attività . &lt;br /&gt;&amp;quot;Bambina&amp;quot; a sette anni aveva ormai messo da parte l'oggetto a punta, e cominciava a pastrocchiare con pennelli &amp;quot; spiumati &amp;quot; su tavole formato F4 . Un anno dopo ,mentre allagava i fogli di colore, cantava i pink floyd a ruota di suo padre, diventando una tortura per i timpani altrui e per i poliglotti del tempo, essendo che la piccola inventava suoni onomatopeici inesistenti sostituendoli a testi che non conosceva. &lt;br /&gt;A nove anni Bambina decide che forse qualcosa può scriverla anche lei. Non sa cosa. Ma scrive un primo qualcosa. Poi un secondo qualcosa. Poi un terzo qualcosa. Una sera suo padre rientrando da lavoro, la trova a dormire sul tavolo della cucina, comodamente - ma nemmeno poi tanto- accasciata su quei fogli di qualcosa in tinta bic blu. Apriti cielo. La mattina dopo fu indetta una discussione su dove avesse copiato quei qualcosa. Bambina non capiva effettivamente il problema: erano i suoi qualcosa, non ci aveva pensato tanto e nemmeno gli attribuiva tanta importanza ; continuava a ripetere ormai da due ore che non solo non aveva copiato nulla, ma non avrebbe saputo da dove copiare e non vedeva perchè avrebbe dovuto. &lt;br /&gt;I suoi si scusarono e convennero che Bambina aveva talento nello scrivere quelle che chiamavano &amp;quot; poesie &amp;quot;. per Bambina restavano solo dei qualcosa scritti dopo i compiti di matematica,storia,geografia,grammatica...&lt;br /&gt;Quei qualcosa , insieme ai suoi pasticci di tempera, divennero un libretto con tanto di rilegatura. A Bambina la cosa non è che piacesse poi molto, ma se i suoi erano così contenti, meglio così. meglio per loro. Restavano in ogni caso soltanto i suoi qualcosa, condivisi con il mondo, che probabilmente non li avrebbe neanche capiti. &lt;br /&gt;Bambina cresce. I suoi qualcosa ormai sono tanti. Un giorno per disattenzione sua madre versa sui qualcosa in tinta bic blu, una tazza di caffè. Bambina scappa di casa in preda al panico. &lt;br /&gt;All'età di tredici anni Bambina, che tanto bambina non lo è più, viene convinta a partecipare ad un concorso di poesia alla radio. Una radio che aveva qualcosa a che fare con la rai, io in quanto io narrante ammetto di non ricordare nel dettaglio la appunto citata stazione radiofonica. L'età media è 20 anni. Bambina non vorrebbe sputtanare ai quattro venti, anzi, alle quattro frequenze uno dei suoi qualcosa... ma ci prova. I suoi sono contenti, pure troppo. &lt;br /&gt;Il mese seguente Bambina vince il concorso. Non potrebbe importarle di meno dell'evento, ma, appunto, i suoi sono così contenti. I suoi nonni sono così contenti. I suoi insengnanti sono così contenti. &lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Bambina inizia ad avere la vaga impressione che tutta questa gente si aspetti da lei qualcosa. Qualcosa di troppo.&lt;br /&gt;ma insomma, il tempo passa, bambina vorrebbe iscriversi contemporaneamente al liceo artistico e al liceo classico, cosa ovviamente impossibile. Opta per il secondo, seguendo la decisione di un attimo. &lt;br /&gt;E qui cominciarono i dolori. I dettami, le regole, le imposizioni e i costumi di un'istituzione davvero antipatica. per la creatività non c'era più posto nemmeno nei temi di italiano, quasi sempre a traccia ben definita seppure a scelta multipla.  Fu così che bambina imboccò la strada della perdizione : a pennelli e bic blue, si sostituirono bombolette e sigarette. &lt;br /&gt;Bambina a quindici anni scriveva i suoi qualcosa sui muri con la gentile collaborazione degli spray. &lt;br /&gt;I due anni di ginnasio trascorrono così, e tutto sommato si concludono bene, all'insegna di un'ottima media scolastica. Bambina ha sempre più l'impressione che la gente si aspetti qualcosa di troppo. &lt;br /&gt;L'inizio del triennio è, se possibile, ancora più traumatico. Ai dettami e alle regole si sommano insegnanti che bambina dfinisce cortesemente &amp;quot; imbecilli bigotti&amp;quot;. E gli insegnanti la appellano in presenza dell'autorità paterna , non altrettanto cortesemente, &amp;quot; monella,disgraziata,ribelle,poco attenta, ciarliera, destinata a combinare rivoluzioni di piccola / media entità&amp;quot; : l'autorità paterna pare addirittura andarne fiero, assimilando i tre in greco e i 4 in chimica, e bambina ha la certezza che la gente si aspetti concretamente qualcosa di troppo dalla sua anomala personalità. &lt;br /&gt;A 16 bambina si prende una cotta impossibile ( ignara che diventerà una costante ) . Bambina accusa un pò il colpo : in due mesi perde 17 kg insieme alla voglia di scrivere qualcosa, qualsiasi cosa, che sia in inchiostro blu di una bic o in particelle di spray barbaricamente gettate sui muri. &lt;br /&gt;Tuttavia, la ruota gira, le cose cambiano, bambina cresce. A 17 anni è l'adolescente più felice di questo mondo. Se ne sbatte della scuola, riprende in mano i suoi qualcosa, giudicandoli anche abbastanza scialbi. Ricomincia da quelli, e tutto fila che è una meraviglia. &lt;br /&gt;A 18 anni il sogno si infranse. Bambina usa tutti i suoi risparmi per prendere un eurostar e inseguire il sogno che l'aveva mollata. Se ne tornò da sola, e da allora non scrisse più una riga. per sei mesi buoni, pareva in perenne stato apatico, con buona pace dei suoi insegnanti. &lt;br /&gt;A 19 anni bambina, non è più bambina. vorrebbe andare a studiare fuori, frequentare l'accademia d'arte, ma costa troppo. così opta per uno dei più impegnativi mattoni del sistema accademico italiano, è cioè gli studi di legge. Si iscrive ad un partito, rosso. con una falce ed un martello. Dopo quasi otto mesi la sua media universitaria è di 28. lavora come cameriera, come baby sitter, come capita. riesce a pagare da sola la rata di giugno.&lt;br /&gt;Gli altri, ormai è appurato, da lei si aspettano qualcosa di troppo. &lt;br /&gt;Finchè, a 20 anni, la tipa comincia ad avere seri dubbi e diventa preda di altalenanti sbalzi emotivi. Non scenderemo nel dettaglio. la sua media resta costante. la sua emotività no, anzi. &lt;br /&gt;Qualche giorno fa bambina, una bambina di 21 anni, decide di partire. di mollare tutto. di firmare la rinuncia agli studi. di chiudere alcune porte. &lt;br /&gt;Decide di deludere le aspettative altrui. Non le proprie, per fortuna, che bambina da lei non si era mai aspettata nulla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Fine-</description>
            <author>CieliNeri</author>
            <pubDate>Wed, 06 May 2009 10:53:42 UT</pubDate>
        </item>
    </channel>
</rss>
