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        <title>Blog di m4 k t'!nt3r3ss4???? prrr</title>
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        <lastBuildDate>Mon, 23 Nov 2009 06:09:59 UT</lastBuildDate>
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            <title>onde perfette</title>
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            <description> tratto dal libro &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=-aHR0cDovL3d3dy5lcnJla2FwcGEubmV0L29uZGVfcGVyZmV0dGUuaHRtbA__&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;onde perfette&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=-aHR0cDovL3d3dy5wYW9sb2FtaXJ0YWJsb25pLmNvbS8_&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;paolo amir tabloni&lt;/a&gt;: droga sesso soldi facili e libertà: un viaggio nell'entroterra dell'essere passando x le iddiliache spiegge dell'apparire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*.*...Bu0n@ l3tTuR@...U.u..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;Kevin Corani: l’imprevedibilità.&lt;br /&gt;Kevin ed io eravamo grandi amici, direi inseparabili fin dai tempi delle scuole medie. ….Un tipo strano: forse “fuoriclasse”, forse megalomane.&lt;br /&gt;Abbiamo frequentato le superiori insieme in un istituto per geometri della città, tra i banchi risultavamo spesso “latitanti”, ma sapevamo a memoria la piantina dei bar che al mattino venivano frequentati dagli pseudo-studenti come noi. Si preferiva l’approccio al gentil sesso piuttosto che alla matematica o alla fisica o alla topografia. Eppure, in un modo o nell’altro, riuscivamo a piazzare un esercito di sei sulla pagella di fine anno. Eravamo stati perfino compagni di squadra: il nostro mister diceva che il nostro era un calcio mafioso, un insulto al fair-play, eravamo tuttavia buoni giocatori e solo per questo ci riammetteva in squadra dopo le innumerevoli squalifiche. Di certo imprevedibile, geniale, arrogante con chi voleva cambiarlo, dannato con chi faceva di tutto ma non lo cambiò. …. Kevin era il punto di riferimento per tanti di noi, ma nessuno riuscì mai ad ammetterlo. Kevin era croce e delizia.&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;Kevin aveva paura e non lo nascondeva. Finita la scuola sarebbe entrato a far parte di un mondo che giudicava mediocre. Sarebbe diventato uno dei tanti, un numero mescolato nella totalità della massa: l’università, il lavoro, i problemi, le responsabilità. Quel tipo di prospettiva, pressoché inevitabile, non gli andava a genio, ed io lo so per certo che non gli andava a genio. &lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;Stava svanendo un giorno speciale. Avrei anche potuto farmi più domande su quella telefonata, ma in queste cose si sa, si finisce presto per fasciarsi la testa. Così mi limitai a spegnere il televisore, spostare nel cestino la cenere dell’incenso sulla mensola e mettermi a dormire. Ancora non sapevo cosa mi stava aspettando.&lt;br /&gt;Di certo, qualsiasi uragano si stesse muovendo là fuori presto m’avrebbe investito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A «No no, aspetta, facciamo un po’ d’ordine. Un milione è un milione, per Dio! Esattamente il doppio…otto volte ciò che t’è rimasto…»&lt;br /&gt;K «Era un complotto per speculare su di me… che cazzo ne so, saranno stati informati sul mio conto… morale della favola... meno cinque; un milione.»&lt;br /&gt;A «Dove sta ’sto fatidico boss?»&lt;br /&gt;K «La sua villa è a Portofino, ma poco importa, perché lui, o chi per lui, mi verrà a cercare in capo al mondo.»&lt;br /&gt;A «Come hai fatto ad entrare? Perché ha scelto te? E poi…»&lt;br /&gt;Vengo interrotto:&lt;br /&gt;K «Senti, non posso entrare nei particolari, non ne ho il tempo; ho ancora cinque giorni e mi devo inventare qualcosa. Sono tornato dall’unica persona su cui posso contare. Devi aiutarmi a risolvere questo casino, poi chiudo con le cazzate e ce ne andiamo via io e te, ci ricostruiamo una vita, riprendiamo in mano sogni e progetti di vecchia data e finalmente li portiamo a termine tutti. Aiutami! Sono stato uno stronzo, lo ammetto, ma tutto ha preso una brutta piega e ne ho perso il controllo... Allora? Sei con me? »&lt;br /&gt;A «Kevin, non lo so… piombi qua dopo un anno, mi racconti una storia allucinante… mi vuoi coinvolgere… cioè… dovrei partire? È questo che mi stai chiedendo vero? Partire? Subito?»&lt;br /&gt;K «Partire! Con me… adesso!»&lt;br /&gt;A «Non lo so… non lo so, sono confuso! Cosa dovrei fare?»&lt;br /&gt;Il viso di Kevin cambia colore ed espressione nel giro di un attimo, s’inchina con le spalle e si appoggia con calma sulle lunghe gambe.&lt;br /&gt;K «Andrè, mi servono ancora settecentomila euro… forse so come trovarli…»&lt;br /&gt;A «Avrai anche un’ottima idea, ma settecentomila euro… in cinque giorni? È impossibile! Forse sai come trovarli? È un po’ poco come garanzia, non credi?»&lt;br /&gt;K «Mi-fa-ran-no-sec-co, capisci?»&lt;br /&gt;Lo sguardo calamita di Kevin potrebbe risultarmi fatale… Lo evito. Sospiro con gli occhi slanciati al cielo. Alla fine accetto… accetto… sì accetto e le parole mi escono quasi involontarie.&lt;br /&gt;A «Fanculo! Sono pronto.»&lt;br /&gt;K «Pago il conto e ci catapultiamo nella “Toscana bene”. Hai fatto la scelta giusta vecchio.»&lt;br /&gt;Kevin reagisce come sotto-effetto-puntura-adrenalina: balza in piedi, lascia sul tavolo centocinquanta euro, non curante del fatto che le due bottiglie e il servizio possano costare di più o di meno. Mi trascina a passo svelto sulla sua TT con le frecce ancora lampeggianti. Sono in pieno stato confusionale, l’orologio segna le undici e un quarto e la mia maglietta è terribilmente bagnata.»&lt;br /&gt;A «Kevin…»&lt;br /&gt;K «Dimmi.»&lt;br /&gt;A «Cavalcheremo solo onde perfette?»&lt;br /&gt;K «Solo onde perfette.»&lt;br /&gt;Il giro di chiave dà il via alla pazzia più grande della mia vita. Sostenuto dalle chitarre degli U2 in sottofondo e dal vento caldo che mi accarezza il viso, faccio ancora nettamente fatica a valutare se il paradiso m’aspetta oltre gli Appennini o l’ho appena abbandonato alle mie spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa la confessione di Giulia, meravigliosa attrice di teatro, conosciuta per caso nella sala d’attesa dell’aeroporto di Heathrow, nell’aprile duemilacinque:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… Una volta laureata, mi dedicai al teatro a trecentosessanta gradi e mi trasferii da Firenze a Milano. Era la primavera del duemiladue, se non sbaglio. Per come son fatta io, inizialmente conoscere Milano significava conoscere i luoghi di culto, le piccole manie, le tendenze, i locali più gettonati dal popolo della notte…&lt;br /&gt;Conobbi Kevin in un bar del centro, in una mattina di maggio…&lt;br /&gt;Fu un abbaglio.&lt;br /&gt;«Posso offrirti un caffè?» mi disse. «Sai, non capita spesso di essere fissato in quel modo da una splendida ragazza come te, non credo nemmeno di riuscire a ricambiare».&lt;br /&gt;Quel ragazzo, di qualche anno più giovane di me, sapeva già tutto di noi: sapeva come mi avrebbe conquistata, sapeva cosa non dirmi per farmi sentire in imbarazzo e soprattutto sapeva benissimo quando sarebbe scomparso. Organizzava feste nel suo attico e girava con una cabriolet bordeaux; sembrava che ce l’avessero disegnato sopra… Mi sentivo importante con lui… In cuor mio sapevo bene di non essere l’unica ma avevo venticinque anni ed era ora d’imparare a dare il giusto peso alle cose. Era quello che tutte noi donne cerchiamo d’incontrare almeno una volta nella vita; un sognatore fugacemente semplice, un amante sensibile e testardo… un ottimo motivo per lasciarsi andare. A distanza di tempo sono arrivata alla conclusione che un personaggio del genere non va mai capito; andrebbe amato o odiato, disprezzato o ammirato… sempre.&lt;br /&gt;Kevin incarna esattamente se stesso, si lascia vivere intensamente e predica la perfetta leggerezza dell’essere. Non è difficile innamorarsene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;Le mie mani prendono coraggio: Carol ansima, mordicchia il labbro superiore ed ansima, ansima. Ci vuole un piccolo gesto per toglierle il vestito, per vederla finalmente in tutto il suo splendore. Rimane nuda, con quel seno proiettato verso me ed un perizoma nero nel ruolo di sipario. Vorrei filmarmi, far vedere ai miei amici che fenomeno sono diventato con le donne, vorrei guardarmi dall’alto mentre le bacio il collo e le accarezzo i capelli, vorrei stoppare il tutto e riavvolgere il nastro milioni di volte, vorrei esser qui se non lo fossi già. Ho sempre meno roba addosso, e la bionda sirena si strofina senza attrito; ha classe la ragazza, comanda lei. Non parliamo, non ci siamo ancora scambiati una parola da quando sono entrato nell’oasi del piacere. «Sei troppo Andreas! Ti voglio da una vita… sono tua!», l’ha detto, giuro l’ha detto. Cerco di convincermi che sia così, ma la realtà si esprime molto meglio. Carol mi accarezza a lungo, mi coccola con scioltezza, la sua pelle di seta profuma di un mix esplosivo di creme e profumi, le sue mani sono piume. Scende col viso lungo il mio petto, muovendosi come un serpente sul corpo della preda. Con la mano sinistra copre la mia vista, con la destra le mie labbra mentre la sua bocca opera con grande dolcezza nella mia zona più intima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal film Fight Club&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il professore sale in cattedra, spesso impone la sua autorità e diviene più difficile confrontarsi, migliorare e apprendere la sua cultura. Ci vuole scaltrezza e fine intelligenza per stare al gioco; se ti ribelli vieni bocciato, radiato con tecnica infallibile dal registro dei bravi ragazzi, ma se rispondi signor sì sempre e comunque, il tuo posto è garantito e la tua promozione in tasca. Oggigiorno, se ti accontenti del numero a cui rendi conto, sopravvivi, ma nel giorno in cui metti i numeri e le tue ambizioni davanti a te, diviene il tuo valore aggiunto a farti spazio sopra le righe, a tuo rischio e pericolo! Credo che io e Kevin avessimo proprio questo in comune, e più di qualsiasi altra cosa noi eravamo vivi. Sopravvivere non c’è mai interessato, e soprattutto c’era già chi lo faceva anche per noi. Pensare a questo concetto mi aiutava a ritenermi fiero di me e, nello stesso tempo in cui crollavano le mie certezze una dietro l’altra, io tornavo quel bambino trasgressivo che ho sempre voluto essere; riprendevo in mano me stesso, ponendomi pian piano in cima alla lista dei miei impegni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;La fine della fiera, per quanto mi riguarda, sembra quindi non distinguersi molto dall’idea omologata che spinge oggigiorno l’uomo a guadagnare potere, perdendo il sorriso. Tutto sembra perfetto, fino a quando non ci si ferma a guardare l’erba sempre più verde del vicino. “Fottuto sia il vicino”, direbbe allora Kevin. “Dammi tempo e su quel prato ci pisceranno i miei cani!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;Lasciamo quelle quattro tette al vento in balìa di altri due personaggi, che non aspettano altro che il cambio della guardia; così la porta l’apriamo noi e la chiudono loro.&lt;br /&gt;L’appartamento si è affollato dall’ultimo giro. Ora c’è musica a buon volume e gente fichissima che balla a piedi nudi, c’è nebbia verso il soffitto e posaceneri pieni di cicche di sigarette. Nei tavoli in mezzo ai divani sono tre gli specchi, tutti ripuliti dalle narici di qualche tizio in giacca e cravatta e da qualche zoccola d’alto bordo in minigonna. Attorno a noi, il lusso è palpabile: anelli, catenine, collier, griffe su griffe, profumi e rossetto, Rolex e champagne. La Milano bene è anche qui. Diego invece non è in salotto. Tutt’intorno ci sono divani classici in pelle nera, lampade d’epoca, quadri a volontà, mobili antichi, una cassapanca in ciliegio e moquette scura. Più che un palazzo sembra un castello.&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;Scioccato, meravigliato, colpito e ammaestrato: le mani sudate, il cuore fuori giri, i miei pensieri entrano ed escono, si ingarbugliano, mi prendono sempre più sul serio, tutto è come non mai, come da sempre avrei voluto. Kevin mi dà libero accesso nei templi dell’oltre, e che si parli di sesso, soldi, locali, amicizie o stile di vita altamente qualificato e rischioso, lui spicca sopra a tutto, si diverte al gioco della roulette russa ogni qual volta muove una pedina. Proprio così riesce a calcolare se il colpo è in canna o meno, e in tal caso sembra saper rinunciare a premere il grilletto.&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripensai alle parole scritte sul mio diario di seconda media da chissà chi, pensai e ripensai a quelle parole che mi fecero compagnia in quel triste letto di transizione: “Vivere come se morissi il giorno dopo, pensare come se non morissi mai… vivere come se morissi il giorno dopo, pensare come se non morissi mai… vivere come se morissi il giorno dopo…”.&lt;br /&gt;Fui bombardato dai ricordi, il buio nei miei occhi girava coi sottotitoli: frasi di personaggi famosi, scorci storici e battute che leggevo sui muretti del parco, dove mi ritrovavo con i miei amici, e che ricopiavo con cura in un quaderno a tratti squarciato. Mi balzarono alla mente foto di vita vissuta tra i recinti della piccola fattoria, in cui passai tre quarti della mia, seppure giovane, età, e sebbene non sia per nulla uno stimatore di Omero, mi arresi anche alle sue di parole “Poiché nulla è più dolce della propria terra e dei genitori”, in quel preciso momento avrei voluto essere ancora lì, e come se nulla fosse cambiato dire: “buonanotte mamma, notte pa’”.&lt;br /&gt;In questa onda d’urto sconnessa e per niente costruita, ricucio il nostro obiettivo sulla pelle; Bologna non è poi così lontana e forse nemmeno quel traguardo, scivolato con decisa ambiguità sopra ad un futuro di probabili sgarri e fragili virtù. Mi vengono strani pensieri. Carol prima, Fernanda poi. Allora si riduce tutto ad una scopata?&lt;br /&gt;Cos’altro c’è di tanto prezioso da dover ambire con tanta foga alla parola “qualcuno”? Perché, soprattutto, non farlo significa essere “nessuno”? Cosa delimitano le “onde perfette”? Da dove partono? Come dividono? Chi portano in auge? Chi viene risucchiato? Con quale criterio? Vedo più che altro l’acquisizione del potere e l’inosservanza dei valori umani. Quindi non più potere ma rispetto, e quindi vestiti firmati, macchine da sogno, l’indebitarsi giorno dopo giorno per avere bottiglie di Cristal al tavolo centrale. Perché allora tu sì e gli altri no. Ecco, forse questo. Sostanza sconfitta dall’immagine. Cos’altro c’è? Cos’altro guida questa corrente così nutrita di jet-setters? Perché Kevin ne è così attratto? Perché lo sono tutti? Perché mettersi in mostra a tutti i costi? Perché non aver fame di costruire, realizzare, imparare ad apprezzare qualcosa di più concreto? Perché non far qualcosa per sentirsi utili? Ambire all’apprezzamento delle piccole cose, all’appagamento della coscienza?&lt;br /&gt;È decisamente presto per la soluzione.&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lasciate un commento sia positivo k negativo su ciò k avete letto.per saperne di più contattateci via messaggio o anke sul libro ospiti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=-aHR0cDovL2VycmVrYXBwYS5uZXQvbWFpbGluZ2xpc3QuaHRtbA__&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;newsletter&lt;/a&gt;</description>
            <author>Am0l3gG3r3</author>
            <pubDate>Sat, 11 Oct 2008 14:34:42 UT</pubDate>
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