Alysienne
Trust femmina - 26 anni, Castiglione delle Stiviere, Italy
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Messaggi sul blog con etichetta 'serate':
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Dovevo fare il medico
Credo di aver sbagliato a non tentare la carriera medica.
Martedi sera sono andata a cena al messicano con Gabriella, specializzanda in medicina interna, e Vittorio, ancora studente di medicina e speranzoso di entrare a reumatologia, e abbiamo riso parecchio sui racconti di reparto.
Sembra che ci si diverta tra una visita e l'altra, ogni tanto qualche collega ne combina una oppure capita la dolce nonnina che ti riempie di complimenti.
Ho capito che i maggiori problemi li creano i colleghi, non sempre sono disponibili e capita che ci sia quello che approfitta di ogni occasione per starsene a casa o avere i turni migliori.
I pazienti di solito sono abbastanza tranquilli, anche se ogni tanto ne arriva uno rompiballe o qualche caso strano.
Gabriella una volta ha curato un cinquantenne infartuato dopo aver esagerato con il Viagra e che poi ha tentato di corteggiarla, mentre nei giorni scorsi ha preso in giro un'altra specializzanda perchè si è lasciata canzonare da una ottantenne un po' scorbutica.
La discussione poi si è spostata su altri argomenti, rimanendo abbastanza vicini all'ambito medico e ammetto che sta cominciando a piacermi perchè imparo parecchio su come funziona un ospedale dalla parte dei dottori.
Io avrei scelto di diventare medico legale perchè non ho la pazienza necessaria per trattare con persone malate, soprattutto se bambini, e nemmeno la voglia di chiudermi in ufficio a stare dietro alle campagne di prevenzione come gli igienisti.
Il camicie bianco mi sta discretamente bene, peccato che sia una vitaccia arrivare alla laurea, ho visto quanto si sia sacrificata la mia amica e io probabilmente non avrei avuto la stessa forza.
La serata è stata divertente e sembra che Vittorio si trovi bene a prendere per i fondelli Gabriella quando lancio il via alle battute, quindi credo si aggregherà ancora in futuro.
La settimana è stata tranquilla, ma il piede fa ancora maluccio e ogni tanto qualche colpo di tosse mi ricorda che la temperatura non troppo mite di questi giorni potrebbe non avermi giovato.
Mi sento un vecchio catorcio visto che il mio fisico non è al massimo, in compenso devo tenere duro ancora la settimana prossima prima di rimanere a casa per il ponte dell'Immacolata e rilassarmi al calduccio con i miei due quadrupedi.
Caffè! -
Le danze sono iniziate
Settimana intesa.
Lunedi pomeriggio sono andata prenotare il MacBook Pro, scoprendo che posso usufruire di uno sconto di trecento euro grazie al mio status di studente, basta che presenti il libretto o lo statino al momento della conclusione dell'acquisto.
Martedi sono passata al British Insitute per informarmi sui corsi d'inglese, vorrei predere il diplomino del livello intermedio più alto, almeno rinfresco la lingua e mi tengo allenata, in più credo faccia curriculum per un futuro lavoro.
Mercoledi mattina ho incontrato Francesca, abbiamo pranzato insieme e abbiamo recuperato un anno di rapporto quasi esclusivamente telefonico, la sera cena al libanese con Marco e Fabio, Gabriella ha dato buca.
Francesca mi ha regalato una lavagnetta, mentre i due ometti mi hanno letteralmente impedito di pagare qualsiasi cosa, hanno voluto offrire tutto e far anche impazzire la cameriera del ristorante.
Marco è stato preso in giro per buona parte della serata perchè si è concesso solo un cocktail alcolico, preso mentre aspettavamo il ritardatario Fabio.
La cena è andata bene, anche se ho temuto che Fabio volesse azzannare una mano della povera cameriera quando è venuta a portare via i piatti e lui voleva fare scarpetta.
Io ho imposto di portare il conto al tavolo perchè mettono lo scontrino in una scatoletta con delle caramelle alla liquerizia, che volevo portarmi via.
L'amico quasi azzannatore si è fatto riconoscere riuscendo a farsi dare dei biscottini ricoperti di sesamo. io ne ho fregato la metà di uno a mio rischio e pericolo.
Ci siamo spostati al Broletto, dove si è scomodata la proprietaria quando ha sentito che uno voleva ordinare un analcolico e alla fine la situazione si è risolta sporcando l'aranciata con un goccio di Guinness.
Sono tornata in collegio in orario e senza sembrare del tutto devastata, alzarsi stamattina non è stato un problema, anche se una leggera botta di stanchezza comincia a farsi sentire.
Cercherò di organizzare un'altra serata del genere, magari recuperando Gabriella.
Stasera si replica, cena coi parenti in trattoria.
Caffè! -
Il mio regno per un navigatore
Ieri sera cena fuori con Chiara.
L'idea di partenza era di andare al messicano di Brescia, ma abbiamo dovuto ripiegare su La Tana del Gufo a Lonato perchè ci siamo perse nel trovare la strada in città.
Abbiamo seguito le indicazioni e fino ad un certo punto è andato tutto bene, ma parlando ci siamo distratte e abbiamo perso lo svincolo giusto, abbiamo provato a recuperare la direzione senza successo, quindi dopo mezz'ora di peregrinazione si è deciso di tornare indietro e ripiegare su un altro ristorante, anche se non etnico.
Una figura barbina.
Si è comunque deciso di tentare di nuovo entro la fine dell'anno, quest volta prendendo in prestito un navigatore per avere la vocina robotica che ti dice dove svoltare e come ritrovare la strada in caso di distrazioni.
La lista dei ristoranti a cui vogliamo andare include anche i due giapponesi a Desenzano, fortuna che entrambe in questo caso conosciamo meglio la strada, l'unica difficoltà sarebbe trovare una sera in cui siamo libere.
Il nostro cinese è meno di un chilometri da casa mia, non possiamo sbagliare.
Ieri sera ci siamo consolate ascoltando il Live in Las Vegas di Tom Jones che ho regalato a Chiara per il compleanno.
Ho assolto a tutti gli impegni urgenti di questa settimana, anche se in teoria avrei dovuto recuperare una cena con Cristiano, impegno rimandato a non si sa quando.
Devo chiamare il mio amico, se è libero forse si riesce ad organizzare qualcosa per la settimana prossima, magari coinvolgendo Marco, che mi piacerebbe rivedere prima del 2010.
Approfitto della prossima settimana senza appuntamenti in agenda per recuperare energie in vista della ripresa della vita pavese e dei festeggiamenti per il mio compleanno.
L'unica serata definita è la cena coi parenti giovedi 8, sono in via di conferma definitiva la cena al libanese il 7 e l'autogrill il 9
Chiederò a Babbo Natale un navigatore.
Caffè! -
Devo incastrare il compleanno
Sabato stavo discutendo con mio padre del mio compleanno ed è venuto fuori che c'è da incastrare vari impegni in agenda.
Quest'anno dovrò anticipare la cena coi parenti al giovedi perchè venerdi mio padre e la zia Luisa devono essere a Colonia a montare lo stand per la fiera che inizia il sabato.
Un'altra soluzione sarebbe quella di posticipare al ritorno dei due, ma per una volta voglio riuscire a concentrare i vari festeggiamenti nel più breve tempo possibile.
Il 9 ottobre cade di venerdi e ho pensato di poter sfruttare la serata per andare in autogrill con Cristiano e Marco per sbaffarci il menu post concerto (muffin, coca cola e Mars) oppure andare all'Art con Elisa.
Quando i miei due amici tornano dalle ferie provo a lanciare l'idea, la discoteca rimarrebbe l'ultima spiaggia perchè l mia tolleranza verso la musica dance si sta assottigliando.
Ammetto che avrei preferito fare la cena il giorno esatto della mia nascita, ma devo adattarmi un po' alle esigenze di mio padre non potendolo obbligare a partire il sabato, comunque meglio aver saputo ora delle date della fiera, cosi posso organizzare meglio.
Spero solo non insorgano problemi al momento di festeggiare veramente, anche se qualche intoppo ci sarà come è normale.
I regali saranno un mistero fino all'ultimo, l'unico che ho chiesto esplicitamente è l'Ipod da 16 gb a mio padre, gli altri parenti saranno sguinzagliati nella ricerca e non voglio sapere su cosa punteranno.
Mio fratello è passato poco fa da casa a riprendersi il suo Mac e riportarlo da Elena, a quanto pare la situazione si è un po' ristabilita.
Non mi ha spiegato bene cosa l'ha convinto a ritornare a convivere, aveva fretta, quindi mi toccherà aspettare che venga qui di nuovo con la scusa dei cani.
L'importante è che si rimettano a posto, noi cominciamo a capirci sempre meno.
Il loro esempio mi fa passare la voglia di andare a vivere con un uomo.
I giorni da sola trascorrono abbastanza bene, anche se preferirei avere un po' di compagnia umana ogni tanto.
Le mattine vanno via senza problemi, le ore si allungano il pomeriggio e sto santificando Francesca che mi fa passare almeno un'oretta al telefono.
Sarà dura ancora domani, giovedi pomeriggio viene la colf e avrò un minimo di compagnia, nonostante sia impegnata nelle pulizie delle camere da letto, tornerà venerdi mattina per mettere a posto il piano terra e la sera mia mamma sarà di nuovo a casa.
Un giorno devo trovare il coraggio di andare a fare la ceretta, ne ho bisogno, ma questo caldo non aiuta, forse rimando alla setimana prossima, questo week end dovrebbe venirmi il ciclo.
Caffè! -
Il Cielo di San Siro
Ieri sera concerto degli U2 con un meteo fortunatamente favorevole.
Cesare mi è passato a prendere verso le cinque e venti, il viaggio è filato liscio fino a Milano, abbiamo trovato code a tratti in prossimità della barriera e poi abbiamo rischiato di rimanere bloccati dopo la barriera.
Il parcheggio è stato un po' difficile da trovare, ma siamo riusciti a non allontanarci troppo dallo Stadio e alle sette e mezza eravamo già davanti al nostro ingresso ad aspettare Chiara, che era rimasta in città dopo l'esame di lunedi e ci raggiungeva direttamente sul luogo dell'evento.
Ho preso una maglietta e siamo entrati.
C'è stato un attimo di panico quando io e Cesare siamo entrati e ci siamo accorti che Chiara non era dietro di noi, raggiunta al telefono ha spiegato di stare per salire, era passata dall'accesso vicino al nostro dopo essersi resa conto che non ci trovava più, quindi ci siamo trovati al secondo anello e abbiamo preso posto insieme.
Abbiamo beccato due cagacazzo vicino a noi, una delle ragazze era seduta al posto di Cesare e sosteneva che quello era il suo settore, nonostante sul biglietto ne fosse scritto un altro, alla fine ha scalato un po' controvoglia e la nostra vendetta si è consumata circa venti minuti dopo quando sono arrivati i legittimi "proprietari" dei posti dov'erano le tipe.
Non so dove siano finite le due, le ho perse di vista e Cesare è rimasto soddisfatto dell'aver dimostrato di aver avuto ragione nel consigliare di spostarsi.
Io ho rischiato la crisi isterica perchè proprio poco prima dell'inizio del concerto degli U2 dei nuvoloni grigio scuri si sono impossessati del cielo e sembrava minacciare pioggia.
Le gradinate sono coperte da una tettoia, quindi in caso di acqua si sarebbero bagnate solo le persone nel prato, ma per fortuna è andato tutto bene e non è scesa nessuna goccia.
Ha rinfrescato verso la fine dell'esibizione, un leggero venticello ha allietato la serata, già abbastanza fresca.
Ho visto Cristina d'Avena.
No, non sono impazzita, era proprio lei e quando è passata quasi non ci credevo, i ragazzi dietro di me hanno tentato di chiamarla, ma ormai stava andando a prendere posto e non ha sentito.
Chiara in quel momento era andata al bar a prendersi una bottiglietta d'acqua, non ho potuto contare su di lei per essere più sicura.
Posso dire che è una bella donna, porta bene la sua età e mi sarebbe piaciuto rivederla alla fine per chiederle un autografo.
Il concerto è stato molto bello, la band era in forma e il palco fantastico.
L'unica pecca è che dal secondo anello si vedeva maluccio e noi avevamo una torretta di casse che riduceva un po' la visibilità.
Io mi sono rifatta guardando il videowall, sono già mezza ciecata di mio e avevo dimenticato a casa il binocolo.
E' stato carino il siparietto per il compleanno della figlia di Bono, che se non sbaglio si chiama Memphis Eve.
Il padre l'ha fatta salire sul palco per brindare e noi del pubblico abbiamo cantato Happy Birthday.
Ho fatto parte di una coreografia: il pubblico negli anelli rossi doveva alzare dei foglietti bianchi o rossi all'attacco della canzone Unknown Caller.
Non siamo finiti sul videowall, quindi non ho potuto capire che scritta formassimo, andrò a vedere se c'è qualcosa su youtube o aspetto che pubblichino il dvd del tour.
Le mie braccia si stavano paralizzando dopo tre minuti ferme in alto.
Mi è piaciuta Stand By Me, anche se Bono è quanto di più lontano dalla voce di Ben E. King.
Hanno meritato anche i grandi classici Where the Streets Have No Name, Sunday Bloody Sunday, Pride, One e With Or Without You, in certi punti veniva lasciato cantare il pubblico e sembrava che crollasse lo stadio, invece delle nuove canzoni mi sono piaciute molto Magnificent, City of Blinding Lights e Vertigo.
Scricchiolo un po', il venticello della sera e il sudore che inevitabilmente si forma in questi eventi non hanno giovato alla mia schiena e neanche la mia cervicale ha dimostrato molta gioia.
Mi è dispiaciuto non poter incontrare nè Francesca nè Sara, non ingressi fossero vicini, magari coglieremo l'occasione in momenti meno incasinati.
Spero che il gruppo torni presto in Italia.
La scaletta è stata:
Breathe
No Line On The Horizon
Get On Your Boots
Magnificent
Beautiful Day
I Still Haven't Found What I'm Looking For
Stand By Me
Angel Of Harlem / Man In The Mirror / Don't Stop 'Til You Get Enough
Party Girl / Happy Birthday
In A Little While
Unknown Caller
The Unforgettable Fire
City Of Blinding Lights
Vertigo
I'll Go Crazy If I Don't Go Crazy Tonight
Sunday Bloody Sunday
Pride (In The Name Of Love)
MLK
Walk On
Where The Streets Have No Name
One
- - -
Ultra Violet (Light My Way)
With Or Without You
Moment of Surrender
Caffè! -
Investo nel vino
Ieri sera io, mio padre, mio fratello ed Elena siamo andati a trovare mia nonna in clinica e poi a cena in un noto ristorante del veronese.
Abbiamo mangiato benissimo come al solito e Giancarlo, il cuoco, ci ha raggiunto dopo il dessert per salutarci, visto che ci conosce.
Non era al massimo perchè un mesetto fa dei ladri gli hanno portato via bottiglie di vino per il valore di centocinquantamila euro e sospetta che sia stato qualche ex collaboratore perchè sono entrati da una parte conosciuta solo da chi ha lavorato lì.
Un paio di mesi prima era successa la stessa cosa in un ristorante milanese, solo che la refurtiva era stata recuperata nella maggior parte.
Non ho capito bene perchè non convenga assicurare la cantina, ero troppo occupata ad immaginare come si arrivi ad avere tutto quel valore in una sola stanza.
Se quel poco che ho seguito non inganna, credo che le assicurazioni facciano storie sulla valutazione della merce perchè il valore del vino cambia ogni anno.
Quando metterò da parte abbastanza soldi compro casa e comincio a predisporre una cantina.
La nonna Elda sta bene.
La dottoressa ha cominciato a farla andare con le stampelle dopo che le sono sttai tolti i punti dalla ferita e pare venga dimessa il prossimo fine settimana se segue bene la ginnastica.
Bisogna sentire Vigilio, il fisioterapista di famiglia, se viene a domicilio per continuare gli esercizi perchè ci vorrà ancora un mesetto buono prima che sia totalmente indipendente.
Spero che nessun altro familiare abbia bisogno dell'ospedale, quest'anno abbiamo già dato con il bonus chirurgico e di anestesie varie se ne si può riparlare nel 2010.
Caffè! -
Cambiare i programmi e passeggiare nella neve
La mia serata non è andata come previsto, almeno nella seconda parte.
Convinta di starmene beata sul divano, mi sono preparata un piatto di pasta e ho guardato il discorso del Presidente Napolitano in televisione, poi ho cominciato a guardare il film "What's Love Got To Do With It" in dvd.
Ero bella tranquilla in salotto al buio coi cani che dormicchiavano sui divani quando mi ha chiamato Cristiano per dirmi che sarebbe passato a prendermi verso le undici per fare il brindisi a casa di amici suoi.
Ho spedito i due quadrupedi fuori a fare i bisogni e io sono corsa a prepararmi.
Mutanda rossa e comodità sono state le parole d'ordine: ho indossato camicia banca, giacca nera, jeans e scarpe da ginnastica.
Quest'anno non avevo voglia di arrampicarmi sui tacchi, soprattutto perchè fuori nevicava e rischiavo di rimetterci le caviglie.
Ho avvertito mia mamma dei cambiamenti di programma, poi ho chiamato un altro paio di persone prima del casino della mezzanotte.
Cristiano è arrivato con un quarto d'ora di ritardo causa strade semi impraticambili, gli spazzaneve hanno cominciato a passare solo molto dopo a liberare un po'.
La meta è stata la casa di Caiolone e Claudia, che avevano organizzato una cena.
Siamo rimasti un'oretta, giusto il tempo di brindare, far scoppiare qualche fuoco d'artificio sul balcone e decidere di spostarci in massa al Manatthan per finire serata.
Ero un po' restia ad entrare nel locale, ma poi mi sono buttata e ho ritrovato Matteo ed Elena, con cui ho praticamente fatto serata.
Matteo ha tentato di convincere mio fratello con morosa ad aggregarsi a noi, ma loro hanno preferito andare in centro al Circolo ARCI, che non sapevo avesse organizzato qualcosa per l'occasione.
Io ed Elena siamo rimaste fuori a parlare per quasi un'ora, poi siamo entrate a berci un Martini bianco e brindare.
Ho bevuto poco, solo tre bicchieri di spumante, due Martini bianco e una vodka alla menta.
Il mio fegato è stato salvato dall'assenza di un vero e proprio cenone, sarebbe stato ben più deleterio se avessi cominciato a ingurgitare alcolici fin dalle nove di sera.
Sono tornata a casa a piedi.
Cristiano voleva accompagnarmi, ma ho preferito farmi i duecento metri di percorso sotto la neve perchè difficilmente potrebbe ricapitarmi. Ho voluto respirare l'odore del bianco e ricordare quando da piccola trascorrevo le vacanze natalizie a Folgaria.
L'anno è iniziato bene, senza pensieri e con la promessa di frequentarsi più spesso con Elena e Matteo.
Lo spettacolo più bello l'ho visto stamattina al risveglio: Jerry e Tina divertirsi in giardino con la neve, gli piace parecchio ficcare il musone nel manto bianco.
La doccia calda, poi, mi ha aiutato a svegliarmi definitvamente.
Caffè! -
00Alice: Operazione Metallica
Ieri sera io e Chiara siamo riuscite ad andare al cinese, al cinema e a concludere l'acquisto dei biglietti dei Metallica.
Ultimo scambio di regali di compleanno.
Io ho ricevuto un braccialetto rosso coi simboli della fortuna che Chiara ha comprato in quel di Shangai, lei ha apprezzato l'album "Grace" di Jeff Buckley.
Io, in più, ho fregato le bacchette dal ristorante per ampliare la mia collezione, tanto io uso le posate perchè sono negata a prendere le cose in altro modo.
Ho mandato un sms a Marco verso metà serata per avvertirlo che a mezzanotte scattava l'operazione acquisto biglietti per i Metallica il 22 giugno e mi ha confermato la presenza anche di due suoi amici.
Chiara si è allegramente aggiunta alla brigata quando le ho comunicato che appena finito il film mi sarei fiondata fuori dal cinema (dentro non prende) per telefonare al call center di ticketone.
Io e Marco non siamo persone serie quando ci sentiamo, gira che ti rigira il discorso ricade sempre sul Mars e vari altri riferimenti venuti fuori la sera del concerto di Stevie Wonder.
Questa cosa mi mette di buon umore.
Una volta finita la cena siamo andate alla Multisala, anche se eravamo ampiamente in anticipo.
Abbiamo approfittato per aggiornarci sulle rispettive disgrazie amorose e capire che avevamo evitato lo spettacolo pieno di famigliole.
Mi è piaciuto parecchio Wall.E.
L'inizio è forse un po' lento, ma nel complesso merita la spesa.
Ho adorato le scene in cui i robot in riparazione si alleano per aiutare Wall.E ed Eve a salvare la piantina salva umanità, mi sarei volentieri unita a loro.
La fine è molto poetica.
Il cartone è finito a mezzanotte e venti, mi sono fiondata fuori alla velocità della luce e in auto ho chiamato il call center di ticketone, che prestava servizio straordinario per l'evento da mezzanotte alle due.
Ho ordinato i quattro biglietti in tribuna gold per Gian e i cinque in tribuna Platinum per me.
Il limite di acquisto era quattro tagliandi per ogni settore, quindi uno del mio gruppo dovrà mettersi in un altro posto, sperando che il sistema l'abbia messo il più vicino possibile.
Ho santificato la centralinista, è riuscita a fare tutto in una volta sola, altrimenti avrei dovuto chiamare un'altra volta per il quinto, poi ha augurato buon divertimento a noi fortunati che riusciamo ad andare al concerto.
Il settore platinum credo sia andato esaurito poco dopo la mia telefonata, la signorina mi ha avvertito che avevano quasi raggiunto il limite delle disponibilità.
Botta di fondoschiena e gran serata, non posso chiedere altro.
Mia mamma sta cercando di capire perchè alla mia età vada a vedere i cartoni animati al cinema.
Ogni tanto fa bene tornare bambini.
Se potessi farei durare per molto questa sensazione di allegria, me la sto godendo fino in fondo, o almeno ci provo.
Mi sento una furia.
I need caffeine. -
Stevie Wonder, Marco e i panini del Lurido
Ieri sera concerto di Stevie Wonder a Milano.
Il pomeriggio avevo un impegno importante, fortuna ha voluto riuscissi a ottimizzare i tempi per tornare a casa un po' prima dell'orra in cui Cristiano passava di qui.
Ho avuto modo di dare la pappa ai cani con calma e andare in bagno.
Cristiano è stato puntuale, siamo andati al parcheggio dell'autostrada a Desenzano dove abbiamo ritrovato Marco e mia cugina Simona.
Mia mamma è salita con Simona, mentre io ero coi due maschietti, cosi siamo partiti definitivamente alla volta della città meneghina.
Io e Marco non ci vedevamo da un po' ed è stata una buona occasione per riprendere a ridere come degli idioti, poi l'ho anche invitato al mio compleanno.
I discorsi sono scesi su alcune velate volgarità in cui hanno fatto da padrone le barrette di Mars (Mick Jagger docet) e le bottiglie di Crystal.
Il traffico in tangenziale ovest ha allungato il viaggio di una buona mezz'ora, ma non sono mancate le risate e varie prese in giro.
Arrivati al DatchForum stremati, Marco ha deciso che doveva assolutamente mangiare un panino nel baracchino del parcheggio, che io ho soprannominato Lurido.
Mia madre e Simona hanno avuto la nostra stessa idea, cosi si sono aggregate.
Il panino con la salamella non era male e ci stava benissimo, dopo siamo riusciti a recuperare anche Stefano e la zia Monica davanti all'entrata del nostro settore.
I posti non erano tutti vicini, cosi ho lasciato che mamma, zia, cugina e pseudo zio andassero nei quattro posti che avevo preso per primi, mentre io e i miei due cavalieri ci siamo accomodati negli altri tre.
Le risate sono continuate, soprattutto dopo che Marco mi ha confessato che quello era il suo primissimo concerto a Milano.
Stevie Wonder è stato un grande.
La prima parte del concerto è stata un po' lenta, ha tirato per le lunghe un paio di ballate, poi gli ultimi quaranta minuti ha sfoderato i suoi successi funky e la platea si è trasformata in una balera, mancava solo la palla stroboscopica in mezzo al soffitto.
Marco si è scatenato e io ho cantato tutta "I've just called to say I love you".
Le migliori figure della serata sono state due.
Cristiano e Marco stavano seguendo l'esibizione sul maxischermo quando il primo se ne esce con "Bella questa canzone! Ti ricordi per caso il titolo?" e l'altro, credendo l'avessero scritto in sovraimpressione, risponde "Honer!". Peccato che Honer fosse la marca della tastiera suonata da Stevie.
Una delle tre coriste era Aisha, la figlia di Wonder, e verso la fine dello show il padre le ha fatto cantare da sola una canzone accompagnandola al pianoforte. Cristiano l'ha squadrata bene bene e poi ha esclamato "Minchia che bella topa!", io ho ridacchiato e poi ho risposto "Eh, avrà preso dalla madre!".
Due ore e qualche minuto per una serata splendida.
Mi sono sentita a casa, sensazione che ho provato solo con i Simply Red prima.
L'acustica non era neanche tanto male questa volta, la band era coi controcazzi e pure la scenografia non era da meno.
Il ritorno a casa è stato un po' sottotono rispetto al resto.
Marco era stanco e Cristiano cominciava a risentire pesantemente di un forte mal di denti, forse dovuto ad una nevralgia (accertamenti arriveranno la settimana prossima).
Ci siamo fermati in autogrill a Dalmine per una breve sosta ristoratrice e poi via verso casa.
Devo assolutamente procurarmi una macchina fotografica per immortalare serate come queste.
Un caffè non so se basta. -
Mutande, maglioni, cotiche e rompiscatole
Bello essere a casa, anche se fa uno strano effetto sapere di essere tornata venerdi e non giovedi.
La festa è andata bene, nonostante durante la giornata il maltempo abbia fatto preoccupare.
Io ero nei gruppo di pulizia e addobbi, quindi sono stata in ballo dalle dieci del mattino e a fine serata ne ho risentito, soprattutto il mio ginocchio destro.
Abbiamo iniziato a lavorare alle dieci spostando le biciclette nel cortiletto, poi siamo passate alla pulizia del cortile, dei tavoli e delle sedie di plastica e dell'oratorio, che sarebbe dovuto essere utilizzato come sala da ballo in caso di pioggia, abbiamo spostato i divanetti sotto il porticato e ricoperti con delle tende di velluto rosso per dare un tocco stiloso e riposizionato alcune locandine di film.
Io dopo due ore e un quarto di lavoro sono andata a riposarmi un momento perchè avevo le gambe che andavano per conto proprio.
Il pomeriggio alle quattro abbiamo cominciato ad addobbare e per fortuna da dopo pranzo all'ora di ritrovo sono riuscita a studiare un po'.
Il grosso era stato posizionato la mattina, il pomeriggio si è trattato di fare solo alcuni ritocchi e posizionare le stelle che dovevano pendere dai balconi e la scritta "Hollywood".
Il deejay aveva la sua strumentazione, quindi noi ci siamo limitate a fornirgli un tavolo dove appoggiarsi e fargli vedere dove attaccare tutte le spine.
I nostri occhi erano tutti puntati al cielo, le nuvole andavano e venivano, durante la mattina ha piovuto un'oretta e anche il pomeriggio.
Madre Carla, ad un certo momento, se ne esce con il detto popolare "Se nel cielo nuvoloso vedi uno spiraglio d'azzurro da cui riesci a ricavare un paio di mutande, allora rasserena", io le ho risposto che dal pezzo di azzurro del cielo in quel momento ci si poteva anche ricavare un maglione e da lì poi è partita una piccola serie di prese in giro nei confronti della suora appena le nuvole tornavano agguerrite.
Sono riuscita ad arrivare in camera poco prima delle otto perchè ho dato una mano a stendere la scritta "Hollywood" tra le finestre che danno sul cortile, mi sono riposata un attimo sul letto e poi mi sono sciacquata per rinfrescarmi. Non pensate male, la doccia "seria" l'avevo fatta la mattina prima di scendere a far pulizia prevedendo un semi delirio da preparativo.
Mi sono vestita in una decina di minuti, alle otto e mezza circa ero già in cortile con Madre Assunta che mi inseguiva per scattarmi una fotografia.
Ilenia, la mia compagna di stanza, è riuscita a scattarmi un primo piano a tradimento.
Ho recuperato Gabriella e Massimo verso le nove e siamo andati a prendere un aperitivo, gentilmente offerto dall'unico ometto presente perchè mercoledi prossimo è il suo compleanno, poi ci siamo diretti in collegio, dove dopo un paio di minuti mi hanno raggiunta anche Stefania e Betty.
La prima parte della serata sono stata con le mie due amiche, poi ho cominciato a trottolare in giro per salutare persone, fare due chiacchere e riempirmi di spiedini di frutta.
Poco prima della mezzanotte Bubu ha voluto andare ancora a bere qualcosa fuori e si è optato per il Broletto, che ho raggiunto senza scarpe perchè i miei piedi gridavano vendetta.
Non mi sono ubriacata, sono riuscita a trattenermi, ma se mi fosse capitata davanti la vicina che è venuta a lamentarsi per la musica magari qualche parola mi scappava.
Io non ero direttamente presente, una delle ragazze che copriva il turno di portineria, Federica, mi ha raccontato che questa tizia è venuta a intimare di spegnere la musica all'una perchè sapeva che noi avremmo dovuto farlo proprio a quell'ora, altrimenti avrebbe chiamato i carabinieri, mentre la nostra intenzione era quella di abbassare un po' il volume e riuscire a tirare almeno fino all'una e mezza.
Noi sia mercoledi che giovedi ci siamo preoccupate di lasciare dei biglietti ai vicini per scusarci in anticipo del disturbo, sicuri avrebbero compreso la situazione visto che la festa avviene una volta l'anno, in più ogni sera ci si deve sorbire il casino che fanno gli ubriachi in Piazza Duomo e nessuno ha mai alzato un dito.
La serata comunque è proseguita tranquillamente.
Io al posto dei piedi ormai avevo due cotiche, non sopportavo più le scarpe, mi ha salvato una delle due gemelle che ha chiesto a Madre Antonella la chiave per aprire la porta anti panico del piano delle camere, cosi siamo salite qualche minuto prima delle altre.
Sento ancora un po' male ai piedi se cammino per più di cinque minuti consecutivi.
Quest'anno mi sono addormentata subito, alle due e venti ero già in coma profondo, mentre l'anno scorso mi sono rigirata nel letto per quasi due ore prima di prendere sonno.
Non ho avuto bisogno della sveglia stamattina, alle sette e venti i miei occhi si sono aperti, dieci minuti d'anticipo sul previsto: lavata, vestita, colazione, veloce controllo del web e poi via verso la stazione con treni stranamente in orario.
Adesso sono a casa, abbastanza stanca e con i muscoli indolenziti, per fortuna mi salva il caffè.
Ah! Il mio cilindro ha avuto successo, ho fatto bene a portarlo.